La spiaggia libera ha diritto di esistere (anche a Ischia)

Non è illegittimo il diniego di concessione demaniale di un tratto di arenile se l'Amministrazione intende proteggere quell'area e lasciarla al libero e gratuito uso della collettività

Se l'Amministrazione ha espresso l'intenzione di asservire un tratto di spiaggia ad area protetta e di lasciarla libera alla collettività, tale intento rende legittimo il diniego all'istanza da parte di privati per la concessione demaniale marittima del medesimo tratto di arenile. Lo ha chiarito con la sentenza qui leggibile come documento correlato la settima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Campania respingendo il ricorso contro il Ministero dei Trasporti e della Navigazione - Capitaneria di Porto di Napoli, proposto da due cittadini e volto all'annullamento del provvedimento con il quale era stata respinta la loro istanza per la concessione di un tratto di arenile in località Cava dell'Isola del comune di Forio di Ischia. A motivare il diniego era stata appunto la considerazione del fatto che l'Amministrazione comunale competente, con delibera consiliare, aveva espresso l'intendimento di lasciare libera tale spiaggia. I destinatari del diniego impugnavano l'atto deducendone l'illegittimità con due distinti motivi, incentrati su vizi di violazione e falsa applicazione di legge. E sostenendo, inoltre, che la natura per così dire programmatica della deliberazione comunale - posta a fondamento della reiezione nell'atto controverso - non fosse idonea a sorreggere la motivazione. I giudici amministrativi non sono stati delo stesso avviso. Preliminarmentehanno escluso la prima censura di parte ricorrente, relativa alla mancata comunicazione dell'avvio di procedimento. Un obbligo - hanno ricordato - che non sussiste ove il procedimento sia iniziato a seguito di istanza dello stesso soggetto interessato, come nel caso di specie. Quanto all'eccesso di potere esso non sussiste e va rilevato che anche la Capitaneria aveva esplicitato con chiarezza e dettaglio le ragioni di pubblico interesse contrarie alla concessione,vale a dire l'esigenza di salvaguardare quell'area che merita di essere difesa e conservata per le peculiarità geomorfologiche, idrogeologiche, climatiche, naturalistiche e marine , a nulla rilevando, peraltro, la natura programmatica, quale intendimento per il futuro, o precettiva della delibera comunale da ritenere pienamente legittima sul piano sostanziale. In pratica il Comune, nel decidere il diniego, ha considerato gli interessi pubblici e privati presenti nella questione e, sulla base delle risultanze disponibili, ha affermato la prevalenza di quelli pubblici con adeguata e congrua motivazione . m.c.m.

Tar Campania - Sezione settima - sentenza 24 maggio-12 giugno 2006, n. 6896 Presidente Guerriero - Relatore Pasanisi Ricorrente Di Leva Fatto Con atto notificato in data 14 novembre 1997 e depositato il successivo 15 dicembre, Di Leva Carmine e Di Leva Luigi proponevano ricorso innanzi a questo Tribunale amministrativo contro il ministero dei Trasporti e della Navigazione - Capitaneria di Porto di Napoli, avverso il provvedimento in epigrafe indicato, chiedendone, previa sospensione, l'annullamento. Al riguardo, i ricorrenti esponevano che con il suddetto provvedimento era stata respinta la loro istanza di concessione demaniale marittima di un tratto di arenile in località Cava dell'Isola del comune di Forio di Ischia, in base considerazione che l'amministrazione comunale, con delibera consiliare n. 11 dell'8 febbraio 1997, aveva espresso l'intendimento di asservire la spiaggia in questione ad area protetta e quindi di lasciarla al libero e gratuito uso della collettività. Essi pertanto deducevano l'illegittimità del gravato provvedimento con due distinti motivi di ricorso, incentrati sui vizi di violazione e falsa applicazione di legge articolo 7 della legge 241/90 , eccesso di potere per errore dei presupposti, difetto ed insufficienza di istruttoria. In primo luogo, sarebbe mancata la comunicazione di avvio del procedimento conclusosi con l'impugnato provvedimento. In secondo luogo, la natura meramente programmatica della delibera richiamata nell'impugnato provvedimento a fondamento della disposta reiezione non sarebbe idonea a sorreggerne la motivazione. Il Ministero intimato si costituiva in giudizio con controricorso di forma. Con ordinanza 661/98, la Sezione Prima di questo Tribunale respingeva la domanda cautelare. Alla pubblica udienza del 24 maggio 2006, il ricorso veniva introitato in decisione. Diritto Il ricorso è infondato. Non può essere condivisa la prima censura dedotta dai ricorrenti, concernente la violazione dell'art. 7 legge 241/90, trattandosi - nella specie - di procedimento avviato ad istanza di parte, in relazione al quale non sussiste, per pacifica giurisprudenza, alcun obbligo di comunicazione di avvio cfr., ex plurimis, Tar Campania, Sezione quarta, 173/05, secondo cui l'articolo 7 della legge 241/90, concernente l'obbligo di inviare la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, presuppone che l'interessato ignori l'esistenza del procedimento stesso pertanto, tale obbligo non sussiste laddove il procedimento sia iniziato a seguito di istanza del medesimo interessato . Deve parimenti essere disattesa la seconda censura formulata in ricorso, con la quale è stato denunciato il vizio di eccesso di potere per difetto ed insufficienza di istruttoria. Al riguardo, indipendentemente dalla natura programmatica o precettiva della delibera comunale richiamata nell'impugnato provvedimento, ciò che rileva, sul piano sostanziale, ai fini della legittimità dello stesso sotto il profilo del corretto esercizio della discrezionalità amministrativa è l'obiettiva circostanza che la Capitaneria di Porto di Napoli ha esplicitato le ragioni di pubblico interesse contrarie all'accoglimento dell'istanza dei ricorrenti, consistenti nell'esigenza di salvaguardare l'area terrestre e marina di Cava dell'Isola, che merita di essere difesa e conservata per le peculiarità geomorfologiche, idrogeologiche, climatiche, naturalistiche e marine e che, per tale motivo, non può quindi essere sottratta al libero e gratuito uso della collettività, a fini di tutela e preservazione ambientale . La resistente amministrazione, nel valutare l'istanza degli odierni ricorrenti, ha quindi adeguatamente considerato gli interessi pubblici e privati compresenti nella fattispecie e ne ha affermato la prevalenza dei primi rispetto ai secondi, con adeguata e congrua motivazione cfr. CdS, Sezione sesta, 5840/04, secondo cui La concessione di un bene demaniale nella specie, di un tratto di arenile ad un soggetto privato è giustificata quando, in sede di comparazione di interessi pubblici e privati coinvolti, l'accoglimento dell'istanza consenta, oltre che di soddisfare in particolare interesse del richiedente, di non compromettere altri interessi pubblici . In conclusione, il ricorso deve essere respinto. Sussistono tuttavia giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese, le competenze e gli onorari di giudizio, stante la limitata attività defensionale svolta dall'avvocatura dello stato. PQM Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Settima, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe n. 11149/1997 R.G. , lo respinge. Compensa integralmente tra le parti le spese, le competenze e gli onorari di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. ?? ?? ?? ?? 2