Il camping non può installare ""mobilhome"" senza autorizzazione

Legittimo quindi l'ordine di demolizione emanato dal Comune. Sulla legislazione turistica regionale, nell'uso del territorio, deve prevalere la normativa urbanistica

L'esercente di un'attività di campeggio regolarmente autorizzata non può installare sul terreno di pertinenza, nelle piazzole, alcune mobilhome case mobili prefabbricate che stanno avendo larga diffusione nel settore senza aver prima ricevuto un'apposita concessione. È quindi lecito, ove ciò avvenga, che il Comune competente ordini la demolizione delle case mobili. Lo ha chiarito la terza sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Toscana, respingendo con la sentenza qui leggibile come documento correlato il ricorso di una società esercente attività di campeggio che chiedeva l'annullamento dell'ordine di demolizione, per nove mobilhome, emanato dal Comune di Portoferraio. La società riteneva di aver agito legittimamente in base ad una legge regionale la n. 42/2000 della Regione Toscana che avrebbe consentito l'installazione di strutture ancorate al suolo nella misura del 35 per cento delle piazzole autorizzate. I giudici amminstrativi sono stati di diverso avviso ed hanno chiarito che la ricorrente era incorsa nell'errore di ritenere l'azione commessa regolabile unicamente attraverso la legge regionale in materia di turismo. Per quanto riguarda l'utilizzo del territorio, invece, il Tar sottolinea che non si può prescindere da quanto prevedono le norme urbanistiche. La previsione della Legge n. 42/2000 consente sì l'uso di una quota delle piazzole autorizzate, ma si tratta di una potenzialità che può essere resa operante solo dopo l'esito positivo di un procedimento di autorizzazione. Non avendo agito in tal modo, quindi, la società di gestione ha commesso un intervento abusivo ed è quindi legittima la conseguente decisione del Comune volta a reprimerlo ristabilendo la situazione precedente. m.c.m.

Tar Toscana - Sezione terza - sentenza 10 novembre 2005-30 maggio 2006, n. 2602 Presidente Lazzeri - Relatore Cerioni Ricorrente Camping Enfola Srl Fatto e diritto La società ricorrente, proprietaria di un campeggio sito nel Comune di Portoferraio, impugna l'ordine di demolizione di 9 case mobili, dato che a suo dire, in base alla normativa vigente, era possibile nell'ambito delle 50 piazzole autorizzate installare strutture ancorate al suolo nella misura del 35% e cioè in totale 17 articolo 29 legge regionale Toscana n. 42/2000 . A giudizio della ricorrente l'atto impugnato sarebbe insufficientemente motivato ed erroneamente sarebbe stata applicata la legge 52/99 che non riguarderebbe i campeggi. In ogni caso il Comune avrebbe travisato la realtà poiché le piazzole sarebbero sempre 50 seppure diversamente utilizzate rispetto alla autorizzazione rilasciata. Il Comune non si è costituito. La ricorrente società incorre nell'errore di ritenere disciplinata la fattispecie unicamente dalla legge 42/2000 che riguarda la legislazione del turismo in Toscana mentre secondo il Collegio, per quanto concerne l'utilizzazione del territorio, non si può prescindere da quanto prevede la normativa urbanistica. In altre parole, anche se la legge 42/2000 consente l'utilizzazione delle piazzole nei termini e limiti sopraindicati, tuttavia tale potenzialità può essere attivata solo ad esito di un procedimento autorizzatorio. La normativa turistica/commerciale va necessariamente integrata con quella edilizia. La ricorrente, invece, ha omesso di richiedere qualsivoglia autorizzazione edilizia, procedendo direttamente alla realizzazione delle case mobili. Giustamente il Comune ha definito abusivo l'intervento e ne ha ordinato la demolizione. Il ricorso pertanto va respinto nulla sulle spese non essendosi l'Amministrazione costituita. PQM Il Tar per la Toscana, Sezione terza, definitivamente pronunciando respinge il ricorso in epigrafe. Nulla sulle spese. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2 / 2 Ric. n. 499/2005