Inammissibile l'appello notificato all'ufficio incompetente

di Angelo Buscema

di Angelo Buscema * La sentenza 38/2006 della Commissione Tributaria Regionale di Roma sez. 2 suscita interesse in quanto, in tema di ripartizione di competenza tra gli uffici locali all'interno dello stesso comune,ha statuito, in via pregiudiziale,l'inammissibilità dell'appello notificato dal contribuente ad un ufficio locale incompetente ,non legittimo contraddittore, anziché ad un altro ufficio locale competente . In particolare, l'iter logico giuridico adottato da tale pronuncia si è così sviluppato L'appello è stato notificato all'agenzia delle entrate di Roma 5 anziché all'ufficio di Roma 3, controparte nel giudizio di primo grado come chiaramente indicato nella sentenza appellata, e ciò in aperto contrasto con quanto disposto all'articolo 53, comma 2, D.Lgs 546/92, che impone che l'appello sia proposto con le forme di rito nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado. È evidente che la pronuncia in rassegna si pone in armonia con la circolare n. 98/E del 23/04/1998 del ministero delle Finanze che così recita non possono mai essere parti nel giudizio d'impugnazione soggetti che non siano stati presenti nel precedente giudizio . Essa si pone, viceversa,in antitesi logica sia con quell'orientamento giurisprudenziale secondo cui le competenze stabilite sulla base del decreto del Direttore Regionale sono semplici suddivisioni interne ossia la suddivisione degli uffici locali in uffici circoscrizionali è un fatto meramente organizzativo interno Corte di cassazione sentenza 23349/04 ,sia con l'assunto secondo cui al fine di realizzare un sereno rapporto tra Amministrazione Finanziaria e contribuente, improntato sia all'osservanza dei principi generali dell'ordinamento statuiti dal cd. Statuto dei diritti del contribuente legge 212/00 che del principio di lealtà processuale stabilito dall'articolo 88 del Cpc, è necessario che ogni ufficio offra ai contribuenti la più completa e chiara collaborazione in tema di corretta individuazione dell'ufficio locale competente a verificando la propria competenza nel ricevere gli atti d'impugnativa consegnati o pervenuti all'ufficio stesso b provvedendo, in caso di errore del contribuente ad indirizzarlo nella individuazione dell'ufficio competente a gestire la vicenda in contestazione c provvedendo a trasmettere senza alcun indugio all'ufficio competente gli atti d'impugnativa, dandone contestuale notizia al contribuente articolo 2 del Dpr 1199/71 d provvedendo a non dare rilevanza giuridica ad eventuali ipotesi di incompetenza derivanti da errori scusabili del contribuente nell'individuazione dell'ufficio nei cui confronti proporre le impugnative. Giova precisare che l'iter logico-giuridico adottato dalla sentenza 23349/04 della Corte di cassazione ha denotato i seguenti capisaldi a La distribuzione delle competenze tra i vari uffici dell'agenzia delle entrate di Roma è stata disposta con atti interni e non con atti amministrativi aventi efficacia nei confronti dei contribuenti b è efficace, pertanto, la notifica della sentenza, ai fini della decorrenza del termine breve di impugnativa effettuata a uno qualsiasi degli otto uffici locali di Roma c non si può imputare al contribuente l'onere, in presenza di una ripartizione tutta interna alla articolazione territoriale degli uffici locali dell'Agenzia delle Entrate, di effettuare la notifica all'ufficio competente, allorché l'ufficio incompetente diverso da quello effettivamente destinatario , che riceva l'atto di notifica della sentenza non muova obiezioni al riguardo d il principio generale dell'ordinamento di cui all'articolo 5 della legge 249/68, può trovare applicazione dal momento che gli uffici dell'Agenzia, operanti sul territorio romano, rappresentano articolazione del medesimo organoappunto l'Agenzia delle Entrate, e sono privi di autonoma e distinta soggettività giuridica, essendo costituiti, in buona sostanza, in funzione di sistema di organizzazione finalizzato ad una più adeguata e razionale distribuzione interna del lavoro a il rapporto tra Agenzia delle Entrate e contribuente s'instaura e permane, a dispetto di ogni ripartizione ed avvicendamento interno di competenza trai vari uffici locali dell'Agenzia b l'azione dell'amministrazione pubblica deve essere improntata ai principi di collaborazione e buonafede, e, dunque, ne discende che se l'atto del privato è stato indirizzato all'organo esattamente individuato,benché privo di competenza per esigenze organizzative specifiche ad esso, esso produce gli effetti che la legge gli riconnette, essendo onere dell'ufficio ricevente curarne la trasmissione a quello competente c sussiste il principio Cassazione sentenza 9407/05 cassazione sentenza 14212/04 sentenza 48 della Commissione tributaria regionale dell'Emilia Romagna, sezione 12, depositata il 27 maggio 2005 secondo cui nell'ipotesi di presentazione ad organo incompetente di istanza di rimborso ai fini della formazione del silenzio rifiuto, la presentazione della domanda ad organo incompetente della medesima amministrazione centrale impedisce la decadenza contra v. Cassazione, Sezione quinta Civile Tributaria, sentenza 6258/04 . Le conclusioni raggiunte dal supremo organo con la pronuncia n. 23349/2004 lasciano perplessi sotto vari profili. L'Agenzia delle Entrate ha natura giuridica di ente pubblico non statale cui sono stati trasferiti i rapporti giuridici, i poteri e le competenze del soppresso Dipartimento delle Entrate del ministero delle Finanze Cassazione, Sezione quinta Civile Tributaria, Sentenza 16122/02 sentenza 11979/03 sentenza 11551/04, sentenza 12075/04 .La legittimazione processuale presso le Commissioni Tributarie spetta agli uffici locali dell'agenzia per effetto della mancata abrogazione o modificazione da parte del D.Lgs 300/99 della normativa processuale posta dagli articoli 10, 11 e 12 del D.Lgs 546/92. Cassazione 11551/04 .Da ultimo le sezioni unite della Corte di cassazione con sentenza del 14/02/2006, n. 3118 hanno,perfino, precisato che il termine di sessanta giorni per proporre ricorso per cassazione decorre indifferentemente dalla notifica della sentenza eseguita nei confronti dell'ufficio locale, che è stato parte nel giudizio d'appello oppure dalla notifica della sentenza effettuata effettuata all'Agenzia delle Entrate, e non dalla data di notificazione all'Avvocatura dello Stato.La competenza territoriale degli uffici locali di Roma, determinata dai decreti direttoriali sulla base dei criteri previsti dall'ordinamento tributario es. legge 358/91 Dm 700/96 , ha natura funzionale ed inderogabile e, di conseguenza, la notifica dell'appello ad ufficio locale incompetente, operante sul territorio romano rende l'appello stesso inammissibile a nulla rileva che l'ufficio, erroneamente chiamato in causa, non si costituisca in giudizio facendo rilevare il difetto di legittimazione passiva . La competenza territoriale degli uffici locali di Roma è stata determinata sia dall'interesse generale che l'attività fosse compiuta dagli organi del fisco più idonei per lo svolgimento dell'attività stessa, sia dalla finalità di facilitare l'accesso al pubblico . La ripartizione interna delle competenze degli uffici di Roma è stata disposta con atti direttoriali del Direttore Regionale, privi di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma idoneamente pubblicizzati es. intranet regionale, comunicazioni alle varie istituzioni ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del decreto n. 10/3349/99 del 27/12/1999 del Direttore Generale del Dipartimento delle Entrate, che così recita Con idonea pubblicità viene data comunicazione ai contribuenti riguardo all'ufficio competente per ciascun procedimento . I decreti direttoriali del direttore regionale, essendo rivolti ad una pluralità di destinatari non determinabili a priori, non hanno bisogno di essere comunicati singolarmente ai destinatari la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è stata realizzata per il decreto Direttore Generale del Dipartimento della Entrate n. 10/3349/99 del 27/12/1999 che ha istituito nell'ambito della circoscrizione territoriale degli uffici delle entrate di Roma otto uffici a base circoscrizionale, di cui sette ubicati nel comune di Roma ed uno nel comune di Pomezia, per i quali è stata prevista l'attivazione in data 27 gennaio 2000, e che ha demandato al Direttore Regionale delle entrate la determinazione della ripartizione della competenza secondo criteri volti ad assicurare l'equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro tra i singoli uffici circoscrizionali non trattasi, pertanto, di atti interni la cui caratteristica è la mancanza di manifestazione esterna e la regolazione di rapporti interni La Corte di cassazione sentenza 13672/04 sentenza 18121/04, , ha statuito che il principio dell'affidamento, sancito dall'articolo 10 dello Statuto del contribuente ha per oggetto soltanto il rapporto giuridico tributario sostanziale fra fisco e contribuente e non il rapporto fra il contribuente e il giudice della controversia in materia tributaria. Occorre aggiungere, infine, che la Corte di cassazione, con la sentenza 12154/04, ha precisato che l'inammissibilità dell'appello comporta l'improponibilità di un eventuale successivo appello ancorchè proposto e depositato nei termini di legge. * Dirigente ufficio contenzioso, Direzione regionale delle Entrate, Lazio

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione seconda - sentenza 30 marzo-28 aprile 2006, n. 38 Presidente Liotta - Relatore Romani Ricorrente Modesti ed altri Il ricorso dei signori Modesti Giuseppe e Saolini Ines avverso avviso di accertamento n. 901V055124 dell'Ufficio del Registro di Roma, notificato il 6 settembre 1994, che elevava da lire 240.000.000 a lire 296.000.000 il valore degli immobili da essi acquistati nel 1990, si concluse con una dichiarazione di inammissibilità del ricorso stesso per non essere stato ad esso allegato l'atto impugnato, con la conseguente impossibilità per i giudici di accertare la tempestività del ricorso. Avverso tale sentenza, resa dalla Ctp di Roma, Sezione 39ma il 7 giugno 2001 con il n. 370/39/01 e pubblicata l'8 ottobre 2001, propongono appello i contribuenti, che allegano l'avviso di accertamento di cui trattasi, per loro stessa ammissione non prodotto in primo grado per mero disguido. Nell'appello sostengono la ritualità del ricorso e per il merito ad esso si richiamano, lamentando la illegittimità dell'accertamento che non avrebbe tenuto conto del fatto che nell'atto d'acquisto era stata invocata l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 12 Dl 70/1988. Chiedono quindi la riforma della sentenza impugnata. Nella camera di consiglio del 30 marzo 2006 il Collegio, dopo avere accertato che i contribuenti non hanno presentato domanda di definizione della lite ai sensi della legge 289/02 rileva che l'appello è stato notificato all'Agenzia delle Entrate ufficio di Roma 5 anziché all'ufficio Roma 3, controparte nel giudizio di primo grado come chiaramente indicato nella sentenza appellata, e ciò in aperto contrasto con quanto disposto all'articolo 53 comma 2 D.Lgs 546/92, che impone che l'appello sia proposto con le forme di rito nei confronti di tutte le parti che hanno partecipato al giudizio di primo grado. Il collegio pertanto dichiara inammissibile l'appello con il quale, d'altro canto, i contribuenti non hanno fornito neppure prove documentali convincenti delle argomentazioni dedotte per contrastare il maggiore valore accertato. PQM La Commissione dichiara l'inammissibilità dell'appello per omessa notificata all'Ufficio competente. Nulla per le spese.