Perquisizioni illegittime: quando le prove sono ugualmente acquisibili

La Suprema corte ricorda la legittimazione derivante dal potere-dovere attribuito alla polizia giudiziaria dall'articolo 354 Cp

Anche se la perquisizione è illegittima gli oggetti sequestrati sono ugualmente acquisibili come prova quando rappresentano il corpo del reato. Lo ha ricordato la Cassazione che, nel respingere il ricorso di un signore romano condannato nei due precedenti gradi di giudizio per furto aggravato, ha sottolineato come una tale situazione sia consentita espressamente da una norma di legge. L'articolo in questione è il 354 del Codice di procedura penale che, in pratica, permette alla polizia di fare sequestri lampo delle cose pertinenti al reato quando il pubblico ministero non può intervenire tempestivamente oppure non ha assunto ancora la direzione delle indagini. Nella sentenza 29550/06 - depositata il 4 settembre e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati - la sezione feriale penale di piazza Cavour, infatti, ha affermato che i giudici di merito hanno fatto corretta applicazione della norma in esame nei confronti dell'imputato, che si era impossessato di denaro contenuto all'interno di apparecchi per videogiochi. L'uomo da parte sua invece non si è dato per vinto e, nel ricorso al Palazzaccio , ha sostenuto la violazione dell'articolo 606 Cpp perché il sequestro operato non aveva valore probatorio, attesa l'illegittimità della perquisizione che era stata attuata di iniziativa dalla polizia giudiziaria al fine di reperire sostanza stupefacente e non denaro provento del furto, pur essendo emerso che l'operazione di polizia giudiziaria era stata disposta in forza dei sospetti di furto, causale che non consentiva iniziative d'ufficio ma richiedeva il previo decreto del pubblico ministero . Ma gli ermellini , con tanto di giurisprudenza alla mano, hanno risposto che l'accertata illegittimità della perquisizione non produce alcun rilievo preclusivo, qualora vengano acquisite cose costituenti corpo di reato o a questo pertinenti , considerato che il potere di sequestro, in quanto riferito a cose obiettivamente sequestrabili, non dipende dalle modalità con le quali queste sono state reperite, ma è condizionato unicamente all'acquisibilità del bene ed alla insussistenza di divieti probatori espliciti o univocamente enucleabili dal sistema . Non solo. Nel caso di corpo di reato o cosa ad esso pertinente, conclude poi la Suprema corte, la legittimazione deriva dal potere-dovere attribuito alla polizia giudiziaria dall'articolo 354, secondo comma, Cpp .

Cassazione - Sezione feriale penale up - sentenza 27 luglio-4 settembre 2006, n. 29550 Presidente Oliva - Relatore Sandrelli Pg D'Ambrosio - Ricorrente Pisa In fatto Pino Pisa era tratto a giudizio avanti il Tribunale di Latina Sezione distaccata di Terracina per rispondere del delitto di furto aggravato consistito nell'impossessamento di denaro contenuto all'interno di apparecchi video-gioco di proprietà di Benito Masala. Egli era condannato in data 27 maggio 2002. La Corte d'appello di Roma, con sentenza del 3 marzo 2006, confermava la penale responsabilità, riducendo la sanzione inflitta. Ricorre personalmente il Pisa avverso detta sentenza eccependo 1 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp per la mancata assunzione del teste Masala, persona offesa, per il quale era intervenuta rinuncia da parte del Pm che ne aveva richiesto l'esame, nonostante il mancato consenso della difesa, che aveva richiesto controesame in seno alla lista testimoniale, prova che il ricorrente qualifica come decisiva e per la cui omessa assunzione i giudici di merito non hanno espresso alcuna motivazione - 2 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp avendo il Masala avanzato denuncia e non querela sicché il Pisa doveva esser prosciolto non essendo stata provata effrazione degli apparecchi e, dunque, la ricorrenza dell'articolo 625 n. 2 Cp che consente la procedibilità ufficiosa invero, soltanto la persona offesa Masala avrebbe potuto affermare lo stato delle macchinette dopo l'episodio e confermare l'eventuale traccia di effrazione - 3 la violazione dell'articolo 606 lettera b , e , e Cpp poiché il sequestro operato non assume valore probatorio, attesa l'illegittimità della perquisizione che era stata attuata di iniziativa della Pg al fine di reperire sostanza stupefacente e non denaro provento del furto, pur essendo emerso che l'operazione di Pg era stata disposta in forza dei sospetti di furto, causale che non consentiva iniziative d'ufficio ma richiedeva il previo decreto del Pm inoltre, carente è la prova che le banconote rinvenute presso Pisa fossero provento del furto ascritto all'imputato - 4 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp per l'utilizzazione delle dichiarazioni di Daniele Di Vizio, coimputato in reato connesso, per il quale vi era stata carente annotazione nella lista del Pm ed esame ex articolo 507 Cpp, esame per il quale era mancato l'apprestamento delle garanzie difensive di cui agli articoli 197bis e 210 Cpp. 5 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp per la carente motivazione sul mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'articolo 62 n. 4 Cp. 6 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp per l'eccessività della pena, in considerazione del mancato giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti e per la mancanza di adeguata motivazione 7 la violazione dell'articolo 606 lettera b , c , e Cpp poiché la pena doveva essere parametrata sulla più favorevole previsione dell'articolo 624 Cp nella versione precedente alla legge 128/01. In diritto Il primo motivo è soltanto apparentemente fondato, attesa la rilevanza della regola di cui all'articolo 495 comma 4bis Cpp, norma che attinge al fondamentale diritto alla prova ed al contraddittorio e che impone - per una interpretazione costituzionalmente orientata - una lettura aderente alla lettera normativa anche se, al riguardo, sono riscontrabili difformi indirizzi giurisprudenziali . Nel caso in esame, tuttavia, la Corte territoriale ha valutato come superflua la deposizione della persona offesa, surrogata dalle dichiarazioni del teste Vidali, che hanno consentito d'accertare - per diretta constatazione ancorché per indicazione della persona offesa - che le tracce effrattive erano diretta conseguenza dell'azione furtiva e non preesistenti la sentenza ha correttamente richiamato la potestà di revoca attribuita al presidente in relazione alla richiesta di prove. superflue. Una lettura compatibile con lo sviluppo dell'udienza di primo grado ed accompagnata da adeguata motivazione a giustificazione della condotta processuale del primo giudice. L'affermazione del ricorso, per cui manca ogni nota di spiegazione al proposito, è destituita di fondamento se si integra e si compara la decisione dell'appello con quella di primo grado. Di qui l'infondatezza anche del secondo motivo, avuto riguardo all'appurata ricorrenza dell'aggravante di cui all'articolo 625 n. 2 Cp. Priva di ogni possibile censura la giustificazione motiva relativa alla legittima acquisizione degli esiti del sequestro, pur provenienti di perquisizione illegittima terzo motivo . Questa Corte Cassazione, Sezione sesta, 9 gennaio 2004, Scollo, Ced Cassazione, rv. 227880 ha affermato che l'accertata illegittimità della perquisizione non produce alcun rilievo preclusivo, qualora vengano acquisite cose costituenti corpo di reato o a questo pertinenti, dovendosi considerare che il potere di sequestro, in quanto riferito a cose obiettivamente sequestrabili, non dipende dalle modalità con le quali queste sono state reperite, ma è condizionato unicamente all'acquisibilità del bene ed alla insussistenza di divieti probatori espliciti o univocamente enucleabili dal sistema nel caso di corpo di reato o cosa ad esso pertinente la legittimazione deriva dal potere-dovere attribuito alla polizia giudiziaria dall'articolo 354, comma 2, Cpp. Il sequestro, nel caso qui esaminato, conforta l'ipotesi di accusa - come giustamente osservato dalla sentenza impugnata - dando fondamento alle dichiarazioni di Di Vizia che collegano il denaro rinvenuto al delitto ascritto al Pisa lo svolgimento della motivazione giunge a completezza logica, in aderenza alla corretta lettura processuale del dato probatorio quarto motivo . Il passaggio in giudicato della sentenza resa ex articolo 444 Cpp è attestato dai giudici di merito con riferimento alla deposizione resa nel processo a carico dell'attuale ricorrente nonostante la diversa supposizione del ricorrente, non è stata offerta alcuna seria smentita documentale a questa constatazione e non vi è ragione per screditarla. Le dichiarazioni rese in dibattimento nei confronti del ricorrente, con le forme previste dallo stesso articolo 197bis, comma 1, sono utilizzabili anche se non siano state precedute dall'avvertimento di cui all'articolo 64, comma 3, lettera c , Cpp il testimone era assistito da difensore nominato all'uopo dal giudice. Da tanto discende la rituale ed utilizzabile risultanza probatoria costituita dalla dichiarazione di Di Vizia. Il contenuto, poi, della prova non è suscettibile di nuova valutazione da parte del giudice di legittimità, attesa la plausibile lettura datane dal giudice di merito. Inammissibili, perché manifestamente infondati, i motivi relativi alla valutazione della ricorrenza dell'articolo 62 n. 4 Cp motivo 5 , avendo la decisione impugnata ritenuto che il complesso della refurtiva, di circa lire 1.000.000, superi la soglia compatibile con la diminuente, parametrata non già alla lievità del pregiudizio, bensì alla speciale tenuità dello stesso. L'indagine sulle condizioni economiche della persona offesa è irrilevante quando il criterio obiettivo induca ad escludere la speciale tenuità del danno d'altra parte, l'assenza di particolare gravità del danno è stata espressamente considerata dalla Corte territoriale per ridurre la sanzione inflitta dal primo giudice, indice di equilibrata ed attenta ponderazione del potere sanzionatorio . Il Collegio, inoltre, osserva che ad escludere la diminuente milita anche il danno connesso all'effrazione degli apparecchi ai fini della valutazione circa la ricorrenza della nonna in discorso, occorre valutare anche gli effetti dannosi connessi alla lesione del bene personale, contro il quale l'agente ha indirizzato l'attività violenta al fine di impossessarsi della cosa mobile altrui. La doglianza sul diniego del giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti motivo 6 è priva di rilievo il giudizio di prevalenza ha modo di esplicarsi efficacemente solo per rimuovere il limite posto al giudice con la fissazione del minimo edittale, allorché questi intenda determinare la pena al di sotto di tale limite pertanto ove questa situazione non ricorra, perché il giudice valuta la pena da applicare al di sopra del limite, il diniego della prevalenza delle generiche diviene solo elemento di calcolo e non costituisce mezzo di determinazione della sanzione, e non può, quindi, dar luogo né a violazione di legge, né al corrispondente difetto di motivazione. Né ha pregio alcuno la censura sulla misura della pena trattasi di valutazione discrezionale propria del giudice di merito, essendo stata congruamente motivata la regione della omissis . Inammissibile per manifesta infondatezza, infine, il settimo motivo che invoca l'applicazione dell'articolo 2 Cp, ritenendo leso il principio dell'applicazione della norma più favorevole l'articolo 2 della legge 128/01 non ha influito nella commisurazione sanzionatoria, non avendo i giudici indicato, quale referente quantitativo, la soglia minima edittale sulla quale sola può riscontrarsi modifica peggiorativa per il condannato ed avendo inflitto la pena della reclusione della pena della multa all'interno della escursione compatibile sia con la precedente che con la novellata disposizione. La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. PQM Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.