Regolamenti: spettano alle giunte regionali. Solo se hanno modificato lo Statuto

Bocciato l'atto della Campania per modificare il quadro normativo di riferimento sanitario. Pur essendo stata eliminata la competenza del Consiglio regionale col nuovo testo Costituzionale, una diversa scelta organizzativa dev'essere comunque approvata

Spetta al Consiglio regionale e non alla giunta emanare provvedimenti di natura regolamentare almeno in Campania e fino a quando il legislatore regionale non modificherà il proprio Statuto. Del resto, grazie al nuovo testo dell'articolo 121 comma 2 della nostra Carta fondamentale, la riserva regolamentare in favore del Consiglio regionale è stata eliminata. Tuttavia, se la Campania non cambia il proprio statuto è il Consiglio a dettare legge sui regolamenti. Così la Corte costituzionale con la sentenza 119/06 depositata lo scorso 24 marzo, redatta da Gaetano Silvestri e qui leggibile nei documenti correlati ha dichiarato illegittimo l'articolo 9 comma 1 della legge della Regione Campania 28/2003 . A sollevare la questione era stato il Tar Campania nella parte in cui prevede che la Giunta regionale possa emanare un atto che modifica il quadro normativo di riferimento sanitario per l'accesso all'accreditamento istituzionale delle strutture pubbliche e private. La Consulta nel dichiarare fondata la questione ha ricordato che pur essendo stata eliminata la riserva di competenza regolamentare in favore del Consiglio regionale per effetto del nuovo testo dell'articolo 121 comma 2 della Costituzione, una diversa scelta organizzativa non può che essere contenuta in una disposizione dello Statuto regionale, che modifichi quello attualmente in vigore. Per cui, nel frattempo, vale la distribuzione delle competenze normative già stabilita nello statuto medesimo, di per sé non incompatibile con il nuovo articolo 121 della nostra Carta fondamentale. cri.cap

Corte costituzionale - sentenza 20-24 marzo 2006, n. 119 Presidente Bile - Relatore Silvestri Ritenuto in fatto Con due ordinanze di analogo contenuto, emesse il 10 maggio 2005, il Tarper la Campania, prima sezione, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 9, comma 1, della legge della Regione Campania 28/2003 Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza regionale , pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 61 del 29 dicembre 2003, per violazione degli articoli 121 e 123 della Costituzione, in relazione agli articoli 19 e 20 dello statuto regionale della Campania, approvato con legge 348/71. Nella prima ordinanza, il Tribunale rimettente premette di essere stato investito di un ricorso promosso dall'Associazione Foai, dall'Associazione Metaflex, dalla Casa di cura Angrisani Srl, dal Centro di Medicina psicosomatica e dalla Cooperativa Sanatrix Nuovo Elaion, in persona dei rispettivi legali rappresentanti, nei confronti della Regione Campania e dell'Assessore regionale alla sanità, per ottenere l'annullamento della delibera della Giunta regionale 29 luglio 2004, n. 1526 Definizione dei requisiti ulteriori e delle procedure per l'accreditamento istituzionale ai sensi dell'articolo 8-quater - D.Lgs n. 502/1992 e successive modifiche ed integrazioni - dei soggetti pubblici e privati che erogano attività di assistenza specialistica di emodialisi e di riabilitazione ambulatoriale , dell'elaborato redatto dalla Commissione tecnica di cui alla nota prot. n. 2004.0165884 del 27 febbraio 2004, nonché degli atti connessi. Nella seconda ordinanza, invece, il Tribunale rimettente premette di essere stato investito di un ricorso promosso da Rusdial Srl, in persona del legale rappresentante, nei confronti della Regione Campania, per ottenere l'annullamento della medesima delibera della Giunta regionale n. 1526 del 2004. Nelle due ordinanze il Tribunale amministrativo regionale, dopo aver sinteticamente illustrato i motivi per i quali si denuncia l'illegittimità degli atti impugnati, sottolinea che, a detta delle società e dei centri ricorrenti nei giudizi a quibus, la Giunta regionale non avrebbe competenza per l'emanazione di un atto modificativo del quadro normativo regolante l'accesso all'accreditamento istituzionale delle strutture pubbliche e private. Il giudice rimettente, ritenendo di dover preliminarmente esaminare la censura di incompetenza dedotta, in entrambi i casi, con gli atti introduttivi dei giudizi, evidenzia come la delibera impugnata abbia natura regolamentare, in quanto contenente una disciplina che ha i caratteri della generalità ed astrattezza e che svolge la funzione di integrare e completare i precetti delle norme primarie per l'applicazione ripetuta ad una serie indeterminabile di casi concreti . Il giudice a quo ricorda, altresì, che la delibera della Giunta regionale, della cui legittimità si dubita, è stata adottata in esecuzione dell'articolo 9, comma 1, della legge reg. della Campania 28/2003, il quale, al fine di accelerare l'iter del processo di accreditamento istituzionale di cui al D.Lgs 502/92 Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 421/92 , ha assegnato alla Giunta il compito di adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge , i provvedimenti relativi ai settori della riabilitazione e della emodialisi. Inoltre, il rimettente precisa che, nonostante il riferimento testuale ai provvedimenti , non vi sarebbero dubbi sul fatto che il legislatore regionale abbia inteso demandare alla Giunta regionale l'emanazione di tutti gli atti, di qualsiasi natura, necessari per provvedere in ordine all'accreditamento istituzionale . Il Tribunale amministrativo, pertanto, ritiene che l'articolo 9, comma 1, della citata legge della Regione Campania, nella parte in cui devolve alla Giunta regionale l'emanazione di atti di tipo regolamentare in materia di accreditamento istituzionale , comporti lo spostamento del potere regolamentare dal Consiglio alla Giunta , con conseguente violazione degli articoli 19 e 20 dello statuto regionale della Campania, che invece riservano al Consiglio la detta potestà, e degli articoli 121 e 123 Costituzione. In particolare, l'articolo 123 Costituzione sarebbe violato in quanto, essendo rimessa allo statuto - ai sensi dell'articolo 121 Costituzione - la scelta circa la distribuzione della competenza normativa di tipo regolamentare, la legge regionale si porrebbe in contrasto con una norma statutaria. A detta del rimettente, la questione di legittimità costituzionale sarebbe rilevante ai fini della decisione del giudizio, in quanto da essa dipenderebbe la fondatezza del motivo di ricorso con il quale è dedotto il vizio di incompetenza contro la delibera impugnata. Il Tar conclude chiedendo che l'articolo 9, comma 1, della legge reg. della Campania 28/2003 sia dichiarato illegittimo nella parte in cui attribuisce alla Giunta regionale la competenza ad emanare atti di natura regolamentare . Considerato in diritto 1. Con due ordinanze, emesse il 10 maggio 2005, il Tar per la Campania, prima sezione, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'articolo 9, comma 1, della legge della Regione Campania 28/2003 Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza regionale , pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione n. 61 del 29 dicembre 2003, per violazione degli articoli 121 e 123 della Costituzione, in relazione agli articoli 19 e 20 dello statuto regionale della Campania, approvato con legge 348/71, in quanto attribuisce alla Giunta la competenza ad emanare atti di natura regolamentare, nonostante lo statuto regionale riservi al Consiglio il potere regolamentare. 2. Le due ordinanze di rimessione hanno un contenuto sostanzialmente coincidente e pertanto i due giudizi vanno riuniti per essere decisi con unica sentenza. 3. La questione è fondata nei limiti di seguito precisati. 3.1. Dall'esame della norma impugnata emerge come il legislatore regionale non abbia voluto distinguere tra provvedimenti puntuali, atti amministrativi a carattere generale e regolamenti veri e propri, attribuendo alla Giunta il potere di emanare tutti gli atti, di varia natura, necessari ad effettuare, in tempi rapidi, gli accreditamenti istituzionali di cui al D.Lgs 502/92 Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 421/92 . L'articolo 8quater, comma 5, del citato decreto attribuisce alle Regioni la definizione dei requisiti per l'accreditamento, in conformità ai criteri generali uniformi stabiliti dallo Stato. La determinazione dei requisiti per ottenere l'accreditamento presuppone, per sua natura, l'emanazione di norme a carattere generale, rivolte alla generalità dei cittadini e suscettibili di applicazione in un numero indefinito di casi. Né risulta dalla norma impugnata che la Giunta debba adottare i previsti provvedimenti in applicazione di apposite norme regolamentari emanate dal Consiglio, che non vengono mai menzionate. L'esigenza di rapidità - che si riflette nell'esplicito fine di accelerazione dell'iter del processo di accreditamento indicato nella norma impugnata e nella brevità del termine ivi previsto 60 giorni per l'emanazione di tutti i provvedimenti - non può essere ragione sufficiente ad alterare l'ordine delle competenze stabilito nello statuto, che, nell'ordinamento regionale, costituisce fonte sovraordinata rispetto alla legge regionale. Quest'ultima, se si pone in contrasto con lo statuto, viola indirettamente l'articolo 123 Costituzione sentenze 993/88 e 48/1983 . Né la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione ha modificato, sotto questo profilo, l'assetto gerarchico delle fonti normative regionali. In conformità al principio sopra ricordato, questa Corte ha chiarito che, pur essendo stata eliminata, per effetto del nuovo testo del secondo comma dell'articolo 121 Costituzione, la riserva di competenza regolamentare in favore del Consiglio regionale prevista dal testo precedente della medesima norma costituzionale, una diversa scelta organizzativa non può che essere contenuta in una disposizione dello statuto regionale, modificativa di quello attualmente vigente, con la conseguenza che, nel frattempo, vale la distribuzione delle competenze normative già stabilita nello statuto medesimo, di per sé non incompatibile con il nuovo articolo 121 della Costituzione sentenza 313/03 . La norma regionale impugnata, nella parte in cui non esclude i regolamenti dai provvedimenti finalizzati all'accreditamento istituzionale di cui al D.Lgs 502/92, la cui emanazione è attribuita alla Giunta, si pone pertanto in contrasto con l'articolo 123 Costituzione, in relazione agli articoli 19 e 20 dello statuto della Regione Campania. PQM La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 9, comma 1, della legge della Regione Campania 28/2003 Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza regionale , nella parte in cui non esclude gli atti di natura regolamentare dai provvedimenti ivi previsti, attribuiti alla competenza della Giunta regionale. ?? ?? ?? ?? 3