La separazione delle carriere divide la sinistra

Al convegno dello Sdi Boselli chiede all'Unione di aprire un dibattito sull'argomento. Randazzo Ucpi certi gruppi della sinistra sono vicini alla politica della magistratura associata

Sia che vinca il Centrosinistra, sia che rivinca il Centrodestra, la separazione delle carriere rischia di rimanere una chimera. Durante l'incontro di ieri su Sinistra e Garantismo , organizzato dai socialisti dello Sdi, il segretario Enrico Boselli ha affermato che se il Centrosinistra vuole davvero riformare la giustizia dovrà cominciare a farlo partendo dalla separazione delle carriere . Sono assolutamente d'accordo con Prodi - ha continuato Boselli - sul fatto che bisogna modificare molte leggi fatte dalla Cdl e sono favorevolissimo a cancellare tutte le leggi ad personam. Ma penso che se il centrosinistra voglia davvero riformare la giustizia debba farlo cominciando dalla separazione delle carriere dei magistrati . Per questo il segretario dei socialisti ha chiesto che si apra subito un dibattito nel Centrosinistra sulla reale separazione delle carriere, in molti preferirebbero non parlarne - ha continuato - osservando che i magistrati non lo capirebbero e che non è adesso il momento alla vigilia della campagna elettorale, ma io non sono d'accordo, bisogna parlarne ora, subito . L'atteggiamento dei socialisti, ha affermato da Siracusa il presidente dell'Unione delle Camere penali italiane, Ettore Randazzo, è impeccabile e coerente con quanto da sempre sostenuto dallo Sdi, che ha già in altre occasioni ha fatto propri i nostri progetti di riforma . Ma a raffreddare gli animi sono poi arrivate le dichiarazioni del presidente dei deputati della Quercia, Luciano Violante Siamo d'accordo con lo Sdi e con i radicali sul fatto che si debbano fare importanti riforme nel settore della giustizia. Ma non sono affatto d'accordo sulla necessità di parlare ora della separazione delle carriere dei magistrati . Se non l'ha fatto la Cdl - ha continuato - con la sua riforma dell'ordinamento giudiziario, non vedo proprio perché dovremmo farlo noi del Centrosinistra in questo momento . Dopo quelle di Violante sono seguite le dichiarazioni del responsabile Giustizia della Margherita, Giuseppe Fanfani che ha condiviso la posizione del capogruppo dei Ds, pur condannando la bruttura realizzata dalla Cdl con la riforma della Giustizia, e lanciando allo stesso tempo la proposta per non far diventare il Pm un poliziotto con la toga. Da qui lo sconcerto del presidente dei penalisti Stupisce - ha detto Randazzo leggendo le dichiarazioni di Violante - che altri esponenti dell'opposizione dichiarino il contrario . Stupore che cambia presto in sconforto, ricordando che proprio il Centrosinistra ha varato la riforma dell'articolo 111 Cost., stabilendo la terzietà del giudice che implica necessariamente la separazione delle carriere e nessuno può dubitare che il giudice è terzo lo è solo quando si separano le funzioni giudicanti da quelle requirenti . Violante, secondo Randazzo, pone una questione politica e di opportunità che ci fa ricordare come certi gruppi della sinistra siano vicini ai magistrati e alla politica della magistratura associata. È inammissibile che ad una proposta simile si risponda non se ne parla nemmeno . La separazione allora resta sempre di più una chimera perché se a destra la risolvono come abbiamo visto - continua il presidente Ucpi, riferendosi alla riforma dell'ordinamento giudiziario - a sinistra ci sono posizioni diverse e difficilmente si farà . Insomma, per Randazzo si passa da uno sconforto all'altro ma fortunatamente c'è un grosso schieramento, tutto trasversale che è a favore della separazione e proprio a questo schieramento noi ci rivolgeremo per proporre la riforma costituzionale che stiamo predisponendo volta a separare le carriere dei magistrati . La netta separazione delle carriere tra giudice e Pm è indispensabile ha detto il responsabile giustizia dello Sdi Enrico Buemi, proprio per togliere ogni ragionevole dubbio circa una mancata terzietà, autonomia ed indipendenza del giudice apparente e sostanziale . Per i socialisti dello Sdi, comunque, separazione delle carriere a parte, vi è la ragionevole durata dei processi e la forte limitazione dell'utilizzo della carcerazione preventiva. Per socialisti e radicali, ha spiegato il responsabile giustizia, il garantismo non è solo una impostazione teorica, ma è concreta e coerente modalità di applicazione di regole che nella cultura delle garanzie si fondono . Affinchè il sistema giustizia funzioni, occorre intervenire sull'obbligatorietà dell'azione penale, per raggiungere una ragionevole moderazione che consenta allo stesso di non essere travolto dalla massa di notizie di reato, le più disparate per importanza . Fondamentale, inoltre, intervenire sulla rapidità dei processi , perché una giustizia rinviata nel tempo è una giustizia negata . E quella della ragionevole durata, ha detto Buemi è il problema che assilla maggiormente, perché nel nostro sistema giudiziario al cittadino, sia esso vittima o imputato, la sentenza definitiva sembra irraggiungibile. È nella durata del processo - ha continuato - che sta la quintessenza del processo garantista, un processo che tutela veramente imputati e parti lese, in primo luogo nei tempi di prestazione del servizio giustizia . La presunzione di non colpevolezza - ha concluso Buemi - richiede una forte limitazione dell'utilizzo della carcerazione preventiva e degli arresti cautelari. Sono questi i giunti cardine irrinunciabili per una impostazione autenticamente garantista del servizio giustizia. Le proposte di socialisti e radicali sono state messe sul tavolo della discussione e adesso dovrà pronunciarsi tutta l'Unione. Ma la strada, vista anche la posizione sul concordato e rapporti Stato-Vaticano, sembra tutta in salita. p.a.