Riconoscimento delle non regolamentate: una norma nella Finanziaria al posto della riforma perduta

Il Colpa non si arrende vuole dignità e legalità per 3 milioni di professionisti

Riconoscimento delle Associazioni non regolamentate, il Coordinamento delle libere associazioni professionali Colap non si arrende vuole pari dignità e legalità per gli oltre 3 milioni di professionisti orfani di una riforma che dia loro sicurezza. Dato che, anche questo Governo, come quelli precedenti ha lasciato scorrere il tempo senza che nulla cambiasse nel mondo delle libere professioni, ed ora il tempo stringe, il Colap questa mattina a Roma, presso la Sala Capranichetta, a Piazza Montecitorio, durante il seminario dal tema Il riconoscimento delle associazioni ultimo treno per un'iniezione di competitività al sistema paese presenterà la propria proposta per ovviare al problema. Di fronte all'autorevole parterre, saranno presenti forze politiche di maggioranza e opposizione, il Coordinamento illustrerà una norma da inserire nella prossima legge Finanziaria per il riconoscimento delle associazioni qui leggibile nei documenti correlati e gli emendamenti alla proposta di legge 1048, che alla Camera in commissione Attività produttive ha subito una battuta d'arresto. Obiettivo dell'incontro sarà quindi quello di presentare una norma per il riconoscimento delle associazioni non regolamentate alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, al fine di inserirla nella Finanziaria 2006 . In sostanza, si tratterebbe di una delega al Governo per istituire un registro delle associazioni presso il ministero dell'Economia. Pertanto, le associazioni di natura privata e ad adesione volontaria, sarebbero costituite da professionisti che esercitino attività non riservate. Ma non solo, sarebbe anche prevista la facoltà di rilasciare, con scadenza non superiore a tre anni, attestati di competenza agli iscritti. Infine, i requisiti per il riconoscimento delle associazioni, almeno secondo il Colap, dovrebbero essere individuati dai decreti legislativi. La proposta del Coordinamento rappresenta, secondo Giuseppe Montanini vicepresidente del Colap il suo contributo è qui leggibile nei documenti correlati la risposta più adeguata alla richieste dei professionisti italiani non riconosciuti che chiedono di poter lavorare con serenità e dignità e a quelle dei giovani che reclamano l'accesso a quelle nuove professioni che danno oggi ampie possibilità di occupazione. L'idea di base - ha detto Montanini - è la stessa che legittima gli Ordini sono gli stessi professionisti di un settore che tutelano e garantiscono la qualità della loro professione e l'utenza. Uguali sono quindi le motivazioni i professionisti sono nello stesso tempo i più competenti ed i più interessati alla salvaguardia della qualità della loro professione . Dello stesso avviso è Angelo Deiana, presidente del comitato scientifico del Colap, che ha affermato nel suo contributo qui leggibile nei documenti correlati che bisogna fare presto. È per questo - ha continuato Deiana - che, stanti le difficoltà di procedere velocemente ad una riforma complessiva delle professioni intellettuali, occorre allora riconoscere subito attraverso un veicolo rapido ed adeguato come la legge Finanziaria le associazioni professionali ed i loro 3 milioni di professionisti di riferimento . E ha concluso Essi rappresentano la chiave di volta per iniettare rapidamente forti elementi reali di concorrenza nei servizi professionali gli unici che, nell'economia della conoscenza, possono restituire il più rapidamente possibile un vero, importante orizzonte competitivo di crescita e sviluppo al sistema economico del nostro Paese . cri.cap

Istituzione dell' attestato di competenza e delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate Testo unificato comma Ruzzante, comma Mantini, comma Polledri, comma Pistone, comma CNEL TESTO UNIFICATO ADOTTATO COME TESTO BASE, COME RISULTANTE DAGLI EMENDAMENTI APPROVATI Articolo 1. Definizione . 1. Sono oggetto della presente legge tutte le attività professionali, intellettuali e non intellettuali, che non sono ricomprese nelle professioni di cui all'articolo 2229 del codice civile, con esclusione dell'esercizio delle attività commerciali e di pubblici esercizi previste dalle leggi vigenti, nonché delle attività per le quali le leggi vigenti prevedono l'esistenza di albi, ruoli, elenchi o registri tenuti da pubbliche amministrazioni. Articolo 2. Attestazione di Competenza . 1. Nell'ambito delle facoltà previste dalla direttiva 92/51/CEE, è istituito l'attestato di competenza con il quale si attestano l'esercizio abituale della professione, il costante aggiornamento del professionista ed un comportamento conforme alle norme del corretto svolgimento della professione. 2. L'attestato di cui al comma 1 non è requisito vincolante per l'esercizio delle attività professionali di cui alla presente legge ed è rilasciato a tutti i prestatori iscritti alle libere associazioni professionali, di cui all'articolo 3, che ne facciano richiesta e che dimostrino di essere in possesso dei requisiti di cui al comma 1. L'attestato di cui al comma 1 può essere rilasciato a tutti i prestatori che ne facciano richiesta, anche da organismi di certificazione delle persone. 3. Le eventuali validazioni richieste dalle associazioni professionali, di cui all'articolo 3, per il rilascio di attestati di competenza hanno carattere oggettivo e contengono dichiarazioni di soggetti terzi, professionalmente qualificati. Tali validazioni possono essere altresì rilasciate dagli organismi di certificazione delle persone 4. Il mancato rinnovo dell'adesione alla associazione professionale, di cui all'articolo 3, che ha rilasciato l'attestato di competenza comporta la perdita dell'attestazione, salvo il caso di adesione ad altra associazione professionale riconosciuta ai sensi della presente legge. In tale fattispecie la validità dell'attestato è prorogata di tre mesi, onde consentire il rinnovo dell'attestato da parte della associazione prescelta dall'interessato. Decorso tale termine l'attestato perde di validità. Articolo 3. Associazioni Professionali . 1. Presso la Presidenza del Consiglio, sempre nell'ambito delle facoltà previste dalla direttiva 92/51/CEE, può essere istituito un Dipartimento delle associazioni professionali che provvede a registrare, avvalendosi del ruolo consultivo del CNEL, in apposito elenco le associazioni professionali, di natura privatistica, costituite da esercenti una attività intellettuale, su base volontaria, senza vincolo di esclusiva e nel rispetto della libera concorrenza. 2. Le associazioni professionali sono titolari della definizione dei criteri qualificativi - definiti con le parti interessate, avvalendosi eventualmente degli organismi di certificazione delle persone di cui all'articolo 2, comma 3 - necessari ai fini del rilascio dell'attestato di competenza, tra i quali a l'individuazione di eventuali livelli di preparazione didattica, dimostrabili tramite il conseguimento di titoli di studio o percorsi formativi b la definizione dell'oggetto dell'attività professionale e dei relativi profili professionali c la determinazione di standard qualitativi da rispettare nell'esercizio delle attività d l'elaborazione di un codice deontologico e la definizione di eventuali interventi sanzionatori nei confronti degli associati e le modalità di aggiornamento professionale. 3. I criteri qualificativi fissati sono oggetto di valutazione da parte del Dipartimento delle associazioni professionali ai fini dell'iscrizione delle medesime all'elenco di cui al comma 1. 4. All'istituzione e al funzionamento del Dipartimento di cui al comma 1, si fa fronte con le risorse strumentali, umane e finanziarie già disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato. Articolo 4. Delega legislativa . 1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine massimo di sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi che fissano le caratteristiche che devono avere le associazioni professionali e gli organismi di certificazione per essere registrate nell'elenco di cui all'articolo 3, comma 1, ed essere autorizzate a rilasciare gli attestati di cui all'articolo 2, comma 1, sulla base dei seguenti princìpi a gli statuti devono garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica democratica tra gli associati, escludere ogni fine di lucro b le associazioni e gli organismi di certificazione devono avere una struttura organizzativa e tecnico-scientifica consolidata e fissato procedure operative adeguate all'effettivo ed oggettivo raggiungimento delle finalità della associazione professionale, nonché un codice deontologico che possa garantire il corretto comportamento degli esercenti le attività professionali intellettuali nei confronti degli utenti c gli attestati di competenza possono essere rilasciati dalle associazioni professionali e dagli organismi di certificazione solo dopo la verifica del possesso da parte dell'Associato di idonea polizza assicurativa a garanzia degli utenti, per la copertura dei rischi derivanti nel caso di esercizio della libera attività professionale, e dell'impegno, da parte dello stesso associato, ad aggiornarsi continuamente nel proprio settore di attività. d sia previsto un limite temporale per la validità dell'attestazione, non superiore a tre anni, e le modalità di rinnovo sulla base di elementi oggettivi che garantiscano la permanenza dei requisiti in capo all'esercente l'attività professionale. Articolo 5. Doveri del titolare dell'attestato di competenza . 1. Il titolare dell'attestato di competenza ha l'obbligo di informare l'utenza del proprio numero di iscrizione e degli estremi dell'organizzazione che lo ha rilasciato. Articolo 6. Vigilanza 1. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Regioni, nell'ambito delle rispettive sfere di competenza, vigilano sull'operato delle associazioni professionali e degli organismi di certificazione. 2. La Presidenza del Consiglio, anche su segnalazione delle Regioni, provvede alla cancellazione dall'elenco di cui all'articolo 3, con conseguente perdita del diritto di rilascio degli attestati di cui all'articolo 2, delle associazioni professionali e degli organismi di certificazione nel caso di irregolarità, perdita dei requisiti o prolungata inattività dei medesimi. PROPOSTE DI EMENDAMENTI ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA la maggior parte delle nuove professioni è registrata in un qualche elenco tenuto da una pubblica amministrazione, dalla Camera di Commercio al CNEL. Per cui, se la frase resta il provvedimento diventa inappliacbile ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA La direttiva europea 92/51 stabilisce che l'associazione che rilascia l'attestato di competenza abbia come soci solo coloro che esercitano una attività professionale ben definita ed abbia lo scopo di a promuovere e di mantenere il livello elevato nel settore professionale oggetto della attività professionale, b esigere da parte dei suoi membri il rispetto delle regole di condotta professionale da essa prescritte, c non abbia fine di lucro. Solo in questa ipotesi viene a superarsi il rischio di una attestazione autoreferenziale. Ipotizzare che l'attestato di competenza possa essere rilasciato anche da organismi di certificazione, che sono società commerciali il cui capitale azionario può essere detenuto da altri soggetti anche giuridici, e con fine di lucro, significa snaturare la norma europea. L'Italia sarebbe l'unico Paese al mondo con una norma così bizzarra. Con questa formulazione, peraltro, la certificazione della società di certificazione diventa anch'essa autoreferenziale, ed in più priva delle garanzie dettate alla esistenza delle associazioni. ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA Queste validazioni possono essere utilmente rilasciati da tutti gli organismi di certificazione. La limitazione è l'ulteriore prova del tentativo di acquisire un mercato, sfruttando la posizione dominante ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA Le caratteristiche degli organismi di certificazione e le modalità di accredito sono già definiti dalle norme volontarie ISO ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA ELIMINARE LA PARTE IN CORSIVO E SOTTOLINEATA 1 1

Illustrazione della proposta del Colap per il riconoscimento delle associazioni Giuseppe Montanini, Presidente IAS e Vicepresidente Colap Ogni giorno nascono nuove professioni. Queste nuove professioni forniscono oggi le prospettive più interessanti per lo sviluppo della economia e per l'occupazione dei giovani. Si tratta, spesso, di attività ad elevata qualificazione, che danno risposta con prontezza alle nuove richieste del mercato. Questo mondo, anche in prospettiva europea e di aumento della competitività, deve avere al più presto una regolamentazione che consenta ai professionisti italiani di lavorare con serenità e dignità e ai giovani di potersi indirizzare verso nuove professioni che danno ampie possibilità di occupazione. La proposta di legge del Colap rappresenta la risposta più adeguata a questa richiesta, nascendo proprio dall'esperienza e dalla conoscenza degli stessi professionisti. L'idea di base è la stessa che legittima gli Ordini sono gli stessi professionisti di un settore che tutelano e garantiscono la qualità della loro professione e l'utenza. Uguali sono quindi le motivazioni i professionisti sono nello stesso tempo i più competenti ed i più interessati alla salvaguardia della qualità della loro professione. Per ottenere però il massimo di efficienza , non solo nella tutela della qualità della prestazione e nella tutela dell'utenza, ma anche nella elasticità del sistema, nella capacità di adeguarsi automaticamente alle nuove e continue domande della società e nel garantire a tutti la possibilità di accesso alle professioni, eliminando ogni possibile spinta corporativa, vengono aggiornati gli strumenti, utilizzando le associazioni di professionisti. La proposta si pone nel pieno rispetto del principio fondamentale della libertà di esercizio delle attività professionali, attualmente vigente in Italia, per cui la richiesta di abilitazioni, autorizzazioni etc. deve rappresentare l'assoluta eccezione e solo per dimostrati e imprescindibili motivi di interesse pubblico. Il sistema proposto è molto semplice il Ministero dell'Economia iscrive in un registro, previo parere del CNEL, le associazioni che abbiano determinati ed elevati requisiti e che riuniscano professionisti la cui attività non violi le attuali riserve a favore dei professioni già regolamentati. Le associazioni, ognuna con le sue regole e anche in concorrenza tra loro, accettano come associati solo professionisti che presentino determinati curriculum formativi e rilasciano loro attestati di competenza con durata triennale. Ogni tre anni i professionisti devono dimostrare la loro preparazione e l'aggiornamento professionale effettuato per ottenere la conferma dell'attestato di competenza. Il rilascio dell'attestato è anche subordinato al rispetto delle norme di comportamento professionale. E' inoltre prevista l'assicurazione obbligatoria per tutti i professionisti. L'iscrizione alle associazioni è libera e non è condizione per l'esercizio della professione. Questo non solo nel rispetto del principio di libertà, ma anche come utile stimolo alle associazioni a ben operare, non volendo essere protette da alcun monopolio di legge iscrizione obbligatoria .

Il riconoscimento delle associazioni professionali primo passo verso il sistema duale Angelo Deiana, Presidente Comitato Scientifico Colap Professionalità=Qualità=Competitività In un'epoca come la nostra, i meccanismi di crescita economica impongono la ricerca di strade diverse per assicurarsi orizzonti significativi di competitività in un contesto sempre più complesso che richiede alti livelli di conoscenza e flessibilità. E' per questo che le professioni in particolare quelle nuove rappresentano il vero motore dello sviluppo discutere della loro regolazione vuol dire entrare nel vivo di nodi strategici come la qualità dei servizi alle imprese ed alle persone e la collocazione dell'Italia nei processi di competizione internazionale. Fra professionalità, qualità e competitività delle attività professionali esiste infatti un forte nesso causale. Solo migliorando le capacità dei singoli professionisti è possibile migliorare la qualità del servizio offerto la quale, a sua volta si traduce in una migliore competitività complessiva del sistema. Processo di riforma e concorrenza il sistema duale A fronte di un sistema di regolamentazione rigido e statico che ha largamente sottratto gli Ordini alle regole della concorrenza, l'obiettivo prioritario di qualsiasi processo di riforma deve essere, dunque, quello di costruire un equilibrato sistema di regolamentazione duale, basato su attività professionali che debbono rimanere protette poiché ad esse corrisponde un interesse generale talmente significativo tale da giustificare una riserva di legge Ordini , e su attività professionali che devono essere esercitate in aperta concorrenza poiché, nell'ambito di tale configurazione di mercato, la tutela dell'interesse generale viene raggiunta attraverso una tutela puntuale del consumatore/utente Associazioni riconosciute . E, invece, nonostante le stesse esigenze messe in luce dagli stessi organismi UE circa la necessità di una forte liberalizzazione dei servizi professionali per aumentare la competitività dei Paese comunitari, quasi tutti i più recenti disegni di legge di riforma del sistema professionale italiano in particolare quelli di origine governativa hanno tentato di aumentare a dismisura le esclusive professionali attraverso il concetto di attività tipica , invece di ridurle e sviluppare la possibilità di concorrenza tra tutti i professionisti, regolamentati o meno. Un'iniezione per la competitività la regolamentazione delle associazioni professionali Dietro il paravento della ricerca di una riforma complessiva, le lobbies degli Ordini hanno declinato proposte mirate solo alla chiusura ed all'arrocco, nell'illusione di poter mantenere monopoli e rendite di posizione, rendendo invalicabili i confini del mercato nazionale. Si tratta di una vera e propria isteresi di sistema , quel fenomeno della fisica per cui i processi evolutivi di un qualsiasi sistema rimangono intrappolati dalle condizioni verificatesi nel passato. Non si riesce a fare il salto di paradigma e qualsiasi progetto di riforma legislativa innovativa come la regolamentazione delle associazioni professionali trova strenue resistenze nella riaffermazione di un passato cristallizzato. Questa impostazione non può essere accettata dal COLAP per il quale la regolamentazione delle associazioni è necessaria per fornire servizi basati sulla conoscenza che siano all'avanguardia, attestare le competenze professionali, tutelare l'utente/cliente essendo, nel contempo, fortemente competitivi sul mercato in generale e con i professionisti degli altri Paesi UE. Tutte qualità che possiamo ritrovare nel sistema delle associazioni professionali, un sistema basato sul principio dell'accreditamento reale delle professionalità nei processi di mercato, aperto e dinamico ed attento alla tutela dell'utenza. Solo quando tale sistema sarà normato e reso riconoscibile dal cliente/utente sarà possibile pensare ad un processo di riordino complessivo delle professioni che tenda all'obiettivo finale di costruire un sistema di regolazione duale moderno ed equilibrato. Fino ad allora, non avremo la possibilità di verificare il funzionamento congiunto dei due segmenti del sistema duale stesso perché costretti dalla mancanza di regolazione delle associazioni professionali a paragonare un sistema ipernormato, monocratico, rigido e statico ad iscrizione obbligatoria Ordini con un sistema di mercato, pluricompetitivo, dinamico, concorrenziale, con iscrizione su base volontaria Associazioni . La necessità di fare presto e la soluzione la Legge Finanziaria E' per questo che, stanti le difficoltà di procedere velocemente ad una riforma complessiva delle professioni intellettuali, occorre allora riconoscere subito attraverso un veicolo rapido ed adeguato come la Legge Finanziaria le associazioni professionali ed i loro 3.000.000 di professionisti di riferimento. Essi rappresentano la chiave di volta per iniettare rapidamente forti elementi reali di concorrenza nei servizi professionali gli unici che, nell'economia della conoscenza, possono restituire il più rapidamente possibile un vero, importante orizzonte competitivo di crescita e sviluppo al sistema economico del nostro Paese.

Il Manifesto del CoLAP Principi della riforma delle professioni intellettuali Roma, 28 giugno 2001 Centralità strategica dei servizi professionali per lo sviluppo e l'ammodernamento del Paese, così come ribadito anche dalla Commissione U.E. Pieno recepimento ed attuazione operativa dei principi comunitari di concorrenza e libera circolazione dei professionisti e delle professioni intellettuali, nella salvaguardia di quelle norme che attengono alla correttezza dei comportamenti e, in particolare, dei codici etici e deontologici propri di ciascuna attività professionale. Regolamentazione delle libere Associazioni professionali, in conformità e per la completa attuazione delle direttive CEE92/51 e 89/48 e, dunque, riconoscimento giuridico sulla base della valutazione dei requisiti di natura organizzativa della loro capacità di svolgere funzioni di attestazione a garanzia dei consumatori dei requisiti professionali dei propri iscritti, i quali potranno fregiarsi di un apposito marchio distintivo di qualità. Le Associazioni professionali riconosciute opereranno senza nessuna esclusiva ed in regime di piena concorrenza. Conferma degli Ordini quali controllori di attività professionali per le quali permane un effettivo interesse pubblico da tutelare, in quanto attengono ad interessi costituzionalmente garantiti o comunque di grande rilievo sociale. Riesame e modernizzazione delle norme che definiscono gli atti professionali in privativa. Accesso ad ogni libera professione garantito a tutti i soggetti che lo richiedono e che abbiano conseguito un titolo di studio attestante una formazione di base adeguata per quella attività professionale ovvero o anche svolto un periodo di tirocinio di tipo operativo o, in alternativa, frequentato con esito positivo corsi specialistici che garantisca una formazione professionalizzante altrettanto adeguata. ottenuto un'eventuale certificazione di parte terza ad esempio in conformità alla norma EN 45013 oppure, in alternativa, nei casi previsti, superato un Esame di Stato organizzato in modo da poter costituire una efficace valutazione delle capacità del candidato ad esercitare una determinata libera professione. stipulato una polizza assicurativa relativa ai rischi inerenti l'esercizio dell'attività professionale. Verifica periodica della permanenza dei requisiti capacità, conoscenze aggiornate e operatività che hanno consentito l'accesso alla libera professione. Pieno dispiegamento delle modalità organizzative di offerta dell'attività professionale e, dunque, disciplina dell'attività professionale resa in forma societaria che preveda la possibilità di esercitare attività professionali, oltre che come liberi professionisti, singoli od associati, anche sotto forma di società professionali costituite da soli professionisti società di capitali società di servizi. Su tutti gli atti ufficiali dovrà apparire la forma giuridica adottata assieme alla firma del professionista che ha compiuto l'atto professionale per ogni attività riservata. Abolizione di ogni tariffa obbligatoria per legge minima o massima , salvo i casi in cui la prestazione debba essere resa obbligatoriamente. Conferma della normativa contenuta dal d.leg.157/95 per l'offerta anomala. Abolizione del divieto di pubblicità con esclusione della pubblicità comparativa , fermo restando il rispetto dei Codici d'autotutela dei pubblicitari.