La stagione delle contestazioni travolge anche il voto per la presidenza di Palazzo Madama

Annullata la seconda votazione al Senato per 3 schede non valide per la Cdl indicavano il candidato dell'Unione come Francesco Marini anziché Franco. L'attribuzione avrebbe garantito l'elezione. Alla Camera Bertinotti favorito al quarto scrutinio

Un Francesco al posto di Franco Marini ha di fatto impedito al candidato del Centrosinistra di essere eletto già al secondo scrutinio allo scranno più alto di Palazzo Madama. Si è aperta ieri, venerdì 28 aprile, la XV legislatura e subito sono emersi sia i limiti della maggioranza di Centrosinistra, molto ristretta soprattutto al Senato, che l'ostruzionismo strumentale del Centrodestra. A presiedere la seduta di Palazzo Madama è stato l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che ha subito dovuto gestire la prima protesta della legislatura, quella di Marco Pannella che dagli scranni del pubblico ha lamentato molto energicamente per l'interpretazione restrittiva della nuova legge elettorale che di fatto ha impedito alla Rosa nel pugno di avere suoi rappresentanti al Senato protesta placata con l'espulsione dell'esponente radicale . Scalfaro ha dovuto gestire soprattutto la delicata fase che ha seguito il secondo scrutinio. Il voto al Senato. Momenti di grande nervosismo, infatti, si sono registrati a Palazzo Madama al termine del secondo scrutinio, quando Franco Marini aveva raggiunto quota 162 voti - con annesso scroscio di applausi da parte dei senatori di Centrosinistra - ma alcuni senatori segretari in particolare Alessio Butti, esponente di An hanno contestato tre schede. La preferenza espressa in queste riportava Francesco Marini e non Franco Marini una differenza che di fatto ha bloccato i lavori di Palazzo Madama. Al primo turno Marini aveva ottenuto 157 preferenze, contro le 140 di Giulio Andreotti, candidato della Cdl allo scranno di Palazzo Madama, 15 a Roberto Calderoli. Al secondo scrutinio, annullato dopo un'ora di intensa discussione, Marini aveva appunto ottenuto i 162 voti necessari per l'elezione sui 322 senatori presenti, ma i segretari del Centrodestra hanno contestato le tre schede con su scritto Francesco . L'opposizione del Centrodestra si preannuncia agguerrita, forse non proprio intelligente come preannunciava alla vigilia dell'apertura del Parlamento il leader di An Gianfranco Fini, dal momento che interpretare un Francesco al posto di Franco non sembra proprio il massimo dell'arguzia da oggi in poi, faceva notare giustamente un notista politico, non si potrà più parlare di franchi tiratori ma di franceschi . Certo è che la maggioranza di Centrosinistra dovrà tenere bene a mente questa prima giornata e farne tesoro, perché ogni passo falso, ogni franco tiratore sarà pagato molto caro. Le votazioni di Montecitorio. Alla prima tornata Bertinotti ha ottenuto 305 mentre 13 sono andati a Massimo D'Alema, 12 a Giuseppe Cossiga, 7 a Gerardo Bianco, 4 a Pier Ferdinando Casini e 2 rispettivamente a Giancarlo Giorgetti, Wladimir Guadagno detto Luxuria . Alla seconda tornata Bertinotti è sceso a 302 mentre D'Alema ne ha ottenuti 51, 5 Gerardo Bianco e Giuseppe Cossiga, 4 Marras, 3 Santanché ed infine 2 a Cota e Luxuria. Visto il quorum molto alto richiesto anche per la terza tornata, si dovrà aspettare oggi, sabato 29 aprile per la proclamazione di Bertinotti alla presidenza di Montecitorio. Sempre che nessuno sbagli a scrivere. Tutti i voti mancanti. Al primo turno a Bertinotti sono mancati 43 voti del Centrosinistra 305 le preferenze su un numero totale di 348 deputati , mentre a Marini ne sono mancati cinque. Le cinque schede bianche che avrebbero fatto la differenza, dando all'esponente della Margherita lo scranno più alto di Palazzo Madama. Con evidenti ripercussioni politiche, perché se Romano Prodi poteva ancora avere una speranza di giurare nelle mani del Capo dello Stato uscente, questa risiedeva proprio in una votazione lampo del presidente del Senato. Subito si è aperta la caccia ai traditori , alcune voci attribuivano le schede bianche a Rifondazione, altre all'Udeur. Marini non si preoccupi , affermava nel pomeriggio prima del secondo scrutinio il presidente emerito Francesco Cossiga, al quarto scrutinio verrà eletto . È stata comunque la giornata delle matricole, dai personaggi del mondo dello spettacolo Luxuria e Mara Carfagna a quelli del mondo della Giustizia come i senatori eletti tra le fila dei Ds Gerardo D'Ambrosio e Felice Casson. Lavorerò per la riduzione dei tempi processuali ha detto l'ex procuratore milanese che potrebbe approdare alla commissione Giustizia. L'operato della maggioranza, comunque, non sarà facile perché se in Aula il Centrosinistra dispone di due voti di scarto, nelle commissioni si arriverà anche alla parità. p.a.