Doping: era reato anche prima della ""blacklist"" dei farmaci. Salvi i processi in corso

Le Sezioni unite accolgono in sostanza la tesi di Guariniello. Non si salva dunque il periodo tra il 2000 e il 2002 nel quale assunzione o somministrazione di sostanze dopanti sono penalmente perseguibili

Le Sezioni unite penali della Cassazione - con una decisione molto attesa soprattutto dagli ambienti sportivi e dai palazzi di giustizia con in corso processi per doping - hanno stabilito che è reato aver assunto o aver somministrato sostanze dopanti anche se l'assunzione, o la somministrazione, è avvenuta prima che il ministero della Sanità emanasse, nell'ottobre 2002, la lista nera dei farmaci vietati agli atleti e compilata a corredo della normativa antidoping varata nel 2000 con la legge 376. Con questa decisione la Suprema corte ha, in sostanza, accolto il punto di vista da sempre sostenuto dal pubblico ministero torinese Raffaele Guariniello anche se il ricorso affrontato è stato proposto da un altro giudice , ora procuratore aggiunto alla Corte d'appello di Torino dove é in corso il processo di appello - per doping - al medico juventino Riccardo Agricola e al dirigente bianconero Antonio Giraudo. In particolare le Sezioni unite penali di Piazza Cavour - presiedute dal primo presidente Nicola Marvulli - hanno dato parere affermativo al seguente quesito se le ipotesi di reato previste dall'articolo 9 della legge 376/00 recante Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping siano configurabili anche per i fatti commessi prima della emanazione in data 15 ottobre 2002 del decreto del ministro della Salute, con il quale, in applicazione dell'articolo 2 della stessa legge, è stata approvata la lista dei farmaci, sostanze biologicamente e farmacologicamente attive e delle pratiche mediche il cui impiego è considerato doping . Sulla configurazione della responsabilità penale per chi aveva assunto o somministrato farmaci dopanti - tra il 2000 e il 2002 - la Cassazione aveva espresso pareri differenti. D'ora in poi la risposta sarà una sola il reato di doping sussiste anche per chi lo ha compiuto nel biennio di assenza della lista ministeriale. Anche perchè - specie tra gli esperti del settore - era noto che il Cio aveva stilato, dal 1995, l'elenco di farmaci e sostanze off limits dagli spogliatoi. Solo per quel che riguarda i calciatori, sono circa una quindicina i processi in corso ad atleti accusati di essersi dopati nel biennio in questione.