Caso Unipol, trasferimento d'ufficio per Francesco Castellano

I consiglieri di Palazzo dei Marescialli votano il provvedimento all'unanimità. Il presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano replica Sono innocente. Possibile comunque il ricorso con l'entrata in vigore del nuovo sistema disciplinare

Il presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, Francesco Castellano deve lasciare il suo incarico. Ieri il plenum del Consiglio superiore della magistratura all'unanimità unico astenuto il vicepresidente Virginio Rognoni ha stabilito il suo trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale per i suoi rapporti con l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte il documento è leggibile tra i correlati . È lo stesso giudice che il 10 dicembre 2004 ha emesso la sentenza di assoluzione nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Sme. Reato prescritto per l'allora presidente del Consiglio e cancellato definitivamente dalla legge Pecorella sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento contro la quale il Pm Ilda Boccassini ha presentato ricorso per Cassazione. L'Assemblea di Palazzo dei Marescialli ha così accolto la proposta di relazione redatta da Francesco Menditto Md e già approvata in prima commissione all'unanimità vedi tra gli arretrati del 28 aprile 2006 che sanziona pesantemente Castellano per essere stato sistematicamente disponibile nei confronti di Consorte a dargli consigli sui procedimenti penali che lo riguardavano. Presente in aula ieri, il magistrato milanese ha rivendicato la sua correttezza definendo inconsistenti le accuse dell'organo di autogoverno e dichiarandosi vittima di una campagna di stampa denigratoria . Secondo il Csm Castellano non solo ha dato consigli al presidente di Unipol sulle sue vicende giudiziarie ma si è spinto fino a caldeggiare le tesi della sua difesa con il procuratore di Milano inoltre non ha esitato a riferire allo stesso Consorte a distanza di poche ore dalla casuale conoscenza, dell'esistenza di un esposto contro Unipol presentato dal Banco di Bilbao. I fatti a lui contestati, dice il documento del Csm, sono stati accertati dall'istruttoria espletata, e rivelano che da parte di Castellano c'è stata una compromissione del prestigio delle sue funzioni. Il rapporto con Consorte è stato caratterizzato non solo dalla costante e prolungata disponibilità a offrire consigli sulle vicende giudiziarie che lo vedevano coinvolto, ma anche dalla assunzione di concrete e rilevanti iniziative volte a intervenire sull'andamento dei procedimenti penali che coinvolgevano l'imprenditore . Nel corso dell'istruttoria, Castellano aveva dichiarato ai consiglieri di avere appreso l'esistenza dell'esposto del Banco di Bilbao casualmente, per un cenno che ne fece in una conversazione il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, allora titolare dell'inchiesta della procura di Roma. Ma la ricostruzione di Castellano, secondo il Csm, collide con molteplici risultanze, a cominciare dalle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria dall'ingegner Consorte e con l'assenza di qualsiasi riferimento ai contenuti dell'esposto nelle notizie di stampa . Il giudice milanese a sua difesa ha escluso di aver fornito a Consorte interpretazioni sulla legge sull'insider trading, mentre alla Procura Castellano ha dichiarato di aver solo prospettato che c'era una questione giuridica aperta. La difesa del magistrato, però, non ha convinto i consiglieri di Palazzo dei Marescialli, mentre adesso si apre l'incognita ordinamento giudiziario. Lunedì prossimo, infatti, sarà in vigore il nuovo sistema disciplinare che non prevede più il trasferimento d'ufficio per incompatibilità, per questo ieri il difensore di Castellano, non ha escluso che l'interessato impugnerà la decisione del Csm. Incarichi sportivi. Incarichi sportivi ai magistrati, ieri l'assemblea dell'organo di autogoverno ha affrontato la controversa discussione che già aveva spaccato la IV commissione vedi tra gli arretrati del 31 maggio 2006 . Sono stati già preannunciati degli emendamenti alla relazione di maggioranza. Mentre il Csm discuteva della pratica, l'Associazione nazionale magistrati ieri ha divulgato il documento approvato dalla giunta esecutiva con il quale si invitava Palazzo dei Marescialli a dare un segnale chiaro alla collettività escludendo per il futuro ogni autorizzazione di magistrati a ricoprire l'incarico di giudice sportivo e valutando la possibilità di revoca di tutti gli incarichi in corso di svolgimento. Una posizione molto vicina alla pratica più estrema , votata in commissione dai consiglieri di Md vedi tra gli arretrati del 31 maggio 2006 . Via libera a Castelli e conferma di Miller. Ieri il Csm ha confermato il collocamento fuori ruolo del magistrato Arcibaldo Miller come richiesto dal ministro della Giustizia Clemente Mastella che resterà quindi alla guida dell'ispettorato di via Arenula, incarico che ricopre dal 2002. Via libera anche al fuori ruolo di Claudio Castelli che il Guardasigilli ha nominato capo del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria. p.a.

Consiglio superiore della magistratura Pratica n. 395/RR/2005 Dott. Francesco Castellano, proposta di trasferimento d'ufficio a norma dell'articolo 2 Rdl n. 511 del 31 maggio 1946 Approvata il 14 giugno 2006 1 R - 395/RR/2005 - A Nota in data 1 agosto 2005 con la quale il Procuratore della Repubblica di Roma comunica di aver ricevuto dalla Procura di Milano notizie - tra le quali alcune in cui si fa riferimento anche al magistrato dott. Francesco CASTELLANO - di interesse per le indagini di cui al procedimento n. 25255/05 R.G., iscritto nei confronti di ignoti a seguito di denuncia presentata dal Banco Bilbao Vizcaya Argentaria B Delibera del Comitato di Presidenza in data 13 settembre 2005 con la quale - presa in esame la richiesta in data 29 luglio 2005 dei consiglieri Ernesto AGHINA e Giuseppe FICI, nonchè la richiesta in data 30 luglio dei consiglieri Giuseppe SALME', Giovanni SALVI, Maria Giuliana CIVININI, Luigi MARINI e Francesco MENDITTO - viene autorizzata l'apertura di una pratica presso la Commissione al fine di valutare le ricadute ambientali delle condotte eventualmente accertate sulle intercettazioni ambientali disposte dalla Procura della Repubblica di Milano. relatore Dott. MENDITTO Dott. Francesco CASTELLANO proposta di trasferimento di ufficio a norma dell'art. 2 R.D.L. n. 511 del 31 maggio 1946 La Commissione, all'unanimità, ha adottato la seguente proposta di delibera 1. Le origini della pratica, la documentazione acquisita, l'audizione del dott. Giovanni FERRARA La pratica trae origine da una nota in data 1 agosto 2005 - indirizzata al Consiglio superiore della magistratura, ai titolari dell'azione disciplinare e al Procuratore Generale presso la Corte di appello di Roma - con la quale il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma trasmetteva copia di un'informativa della Guardia di Finanza di Milano in data 27 luglio 2005 indirizzata alla Procura di quella città e da questa trasmessa alla Procura di Roma nella quale si faceva riferimento al dott. Francesco CASTELLANO, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano. L'informativa riportava, in sintesi, il contenuto di conversazioni intercettate sull'utenza in uso a Giovanni CONSORTE, presidente di Unipol, alcune delle quali intercorse con il dott. CASTELLANO. Alla nota del Procuratore di Roma in data 1 agosto 2005 era altresì allegata una relazione del dott. Achille TORO e della dott.ssa Perla LORI sull'attività svolta nell'ambito del procedimento n. 25255/05 RG Ignoti aperto a seguito di denuncia presentata dal Banco Bilbao Vizcaya Argentaria BBVA in data 21 maggio 2005 cui seguivano ulteriori note del BBVA in date successive . In data 4 agosto 2005 perveniva una nota in data 1 agosto 2005 del dott. CASTELLANO nella quale, con riferimento alle notizie di stampa circa il suo coinvolgimento nella vicenda concernente l'acquisizione della BNL da parte di UNIPOL, il magistrato evidenziava, in sintesi, quanto segue - conosceva da qualche anno Giovanni Consorte e lo aveva incontrato, nel mese di giugno 2005, in una riunione conviviale in Bologna in questa occasione, aveva appreso dall'ing. CONSORTE l'intenzione di UNIPOL di acquisire la BNL e le innumerevoli difficoltà incontrate, difficoltà peraltro già conosciute attraverso la stampa - il dott. CASTELLANO aveva detto all'ing. CONSORTE che la via migliore per perseguire il suo progetto di massima era solo e unicamente quella dell'assoluta trasparenza e del rispetto delle regole - in occasione di un successivo incontro avuto con il collega Achille Toro , incontro relativo alle iniziative dell'ANM in vista dell'approvazione della riforma dell'ordinamento giudiziario, il dott. CASTELLANO aveva messo al corrente il collega circa la domanda rivolta gli , qualche giorno prima, dall'ing. CONSORTE ricevendo dal dott. TORO come risposta quella che confermava la sua indicazione - rivolta al presidente della UNIPOL - come la risposta più corretta che si poteva offrire - in un successivo incontro con l'ing. CONSORTE questi, a mo' di ringraziamento circa l'indicazione offertagli , gli riferì di avere incontrato esponenti della Consob ai quali aveva illustrato suggerimenti operativi in linea con quei principi di trasparenza e di rispetto delle regole richiamati dallo stesso dott. CASTELLANO - il dott. CASTELLANO, all'epoca non conosceva l'esistenza della pendenza di qualunque procedimento giudiziario a Milano come a Roma , ritenendo infatti che tutto fosse ancora affidato alle valutazioni degli organi amministrativi di vigilanza e di controllo . In data 15 settembre 2005, la Prima Commissione disponeva di riunire alla presente pratica quella n. 413/2005 RR aperta su richiesta di alcuni consiglieri, con riferimento ad articoli di stampa sulla vicenda. Su richiesta della Prima Commissione, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma trasmetteva copia delle trascrizioni delle conversazioni intercettate e il CD contenente la fonia , il cui contenuto sarà riportato nella parte di interesse in sede di analisi delle risultanze relative alle contestazioni formulate nei confronti del dott. CASTELLANO. Il dott. FERRARA trasmetteva altresì copia dei verbali di informazioni rese in data 23 settembre 2005 alla polizia giudiziaria, su delega della Procura di Roma, da Giovanni CONSORTE e da Ivano SACCHETTI. Per il particolare rilievo che assumono ai fini delle valutazioni relative alla presente pratica, si trascrivono di seguito le parti più significative del verbale delle informazioni rese dall'ing. CONSORTE Preciso che sono un amico del dottor Castellano, magistrato di Milano, da almeno tre, quattro anni . Posso dire che, in merito ai fatti specifici, ricordo di aver discusso con il Castellano di due questioni la prima riguardava l'interpretazione della legge sull'insider trading e, in particolare, dell'articolo esenzioni . Infatti, io e Sacchetti, come amministratori della società, siamo stati indagati per insider trading alla Procura di Milano e il nostro avvocato sostiene che, sulla base di questa legge, c'è il proscioglimento automatico. A tal proposito, il Castellano mi manifestò dei dubbi sull'automaticità del provvedimento, ritenendo che dovesse, comunque, esserci un processo. In seguito, gli fornii la documentazione raccolta dal nostro avvocato, prof. Filippo Sgubbi, per avere una sua valutazione in merito. Un altro argomento trattato col Castellano è stato quello relativo all'operazione che stavamo conducendo in particolare, il Castellano mi raccomandò di prestare attenzione a tutti gli atti che l'azienda compiva, tenendo conto del grande interesse che l'operazione suscitava. A tal proposito, Castellano mi disse che su Roma circolavano voci relativamente ad eventuali azioni legali contro Unipol che avrebbe promosso la Banca spagnola BBVA, nonché sull'utilizzo, da parte di Unipol, delle proprie riserve tecniche, necessarie a risarcire i sinistri o le polizze vita, per l'acquisto delle azioni BNL. Proprio a comprova dell'infondatezza delle voci che giravano, preciso che non solo non è vera la notizia dell'esistenza degli esposti contro l'Unipol, così come risulta infondata quella riguardante le modalità di acquisto delle azioni, che è, in realtà, avvenuto con mezzi propri. Su richiesta della Prima Commissione, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma comunicava che il procedimento già iscritto al n. 25255/05 aveva ad oggetto indagini in merito alle acquisizioni di azioni della Banca Nazionale del Lavoro da parte dei cosiddetti contropattisti e di Giovanni CONSORTE Unipol e che le altre informazioni richieste non potevano essere comunicate ostandovi il segreto d'indagine. Il Procuratore di Roma trasmetteva inoltre copia del procedimento trasmesso alla Procura di Perugia potendosi ipotizzare che il dott. CASTELLANO abbia millantato credito presso i magistrati della Procura di Roma assegnatari del procedimento n. 25255/05, riferendo circostanze non veritiere sull'andamento delle indagini l'avvenuta iscrizione del Consorte nel registro degli indagati e sugli intendimenti degli inquirenti questo sta qua e non si tocca missiva di trasmissione del 21 novembre 2005 . Nella seduta dl 9 gennaio 2006, la Prima Commissione deliberava di inserire agli atti della pratica il verbale dell'interrogatorio del dott. CASTELLANO in data 30 dicembre 2005 trasmesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, ufficio presso il quale il magistrato era stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di cui agli artt. 81, 100 e 326 c.p., in Roma, luglio 2005. Nell'interrogatorio trasmesso al Consiglio con numerosi omissis , il dott. CASTELLANO, in sintesi, riferiva quanto segue - di conoscere Giovanni CONSORTE dal maggio del 2004 - alla fine di giugno del 2005, CONSORTE gli aveva parlato di un procedimento penale pendente a Milano per insider trading , chiedendogli consigli sull'interpretazione della legge ai fini della richiesta di proscioglimento immediato ex art. 129 c.p.p. - nello stesso periodo, la stampa aveva dato notizie sulla vicenda BNL e sulla contrapposizione tra alcuni immobiliaristi e lo stesso CONSORTE e la BBVA di Bilbao il dott. CASTELLANO gli consigliò di fare le cose con la massima trasparenza, nel rispetto delle regole, facendo attenzione con le persone con cui trattava - i documenti [sulla vicenda insider trading] furono consegnati al dott. CASTELLANO forse il 10 luglio 2005 a Bologna. Aderendo ad una sua richiesta, la Prima Commissione, nella seduta del 12 gennaio 2006, ha proceduto all'audizione del dott. Giovanni FERRARA, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, che - dopo aver ricostruito la genesi e lo sviluppo del procedimento poi trasmesso al pm di Perugia - ha, in particolare, puntualizzato tre aspetti della vicenda oggetto di molteplici articoli sugli organi di stampa - nel luglio del 2005 - epoca alla quale risalgono le intercettazioni disposte dall'autorità giudiziaria milanese - l'ing. CONSORTE non era iscritto nel registro degli indagati presso la Procura di Roma - l'ing. CONSORTE, inoltre, non era sottoposto ad intercettazioni, così che l'eventuale rivelazione dell'esistenza delle stesse da parte del dott. CASTELLANO non poteva essere riferita a procedimenti della Procura di Roma - l'indicazione del dott. CASTELLANO, sempre desumibile dalle intercettazioni, secondo cui il procedimento della Procura di Roma sarebbe rimasto fermo è smentita dall'attività di indagine svolta dagli inquirenti, attività documentata dalla relazione già trasmessa al Consiglio. 2. L'apertura delle procedura ex art. 2 L.G. e l'audizione del dott. CASTELLANO. Nella seduta del 12 gennaio 2006 la Prima Commissione deliberava di aprire nei confronti del dott. CASTELLANO la procedura di trasferimento d'ufficio ex art. 2 R.D.L. 31 maggio 1946 n. 511, per aver tenuto comportamenti lesivi del prestigio dell'ordine giudiziario e gravemente pregiudizievoli dell'autorevolezza delle Sue funzioni di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano e dei rapporti di fiducia che devono intercorrere tra i magistrati di uffici giudiziari della stessa sede. Come è emerso dalle indagini e, segnatamente, dalle intercettazioni telefoniche disposte nell'ambito del procedimento n. 19195/05 RGNR della Procura della Repubblica di Milano sull'utenza in uso all'ing. Giovanni CONSORTE, presidente di Unipol, nonché da successivi accertamenti, Ella nel corso di incontri e di conversazioni telefoniche intercorse con lo stesso CONSORTE 1. si rendeva disponibile a fornire consigli sull'interpretazione della legge in materia di insider trading, essendo l'ing. CONSORTE sottoposto a procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Milano circostanza comunicataLe dallo stesso Consorte che Le sollecitava un parere successivamente esaminava della documentazione inviataLe dall'ing. Consorte, riservandosi di mandargli una nota in merito alla stessa contenente le Sue valutazioni. 2. nel corso di una conversazione telefonica con l'ing. CONSORTE del 12.7.2005, dopo aver sollecitato un urgente incontro di persona e dopo che lo stesso CONSORTE l'aveva invitata a chiamarlo da un telefono fisso, Ella gli diceva guarda che qui non ti preoccupare che tutti, non pensare di essere esente , così ingenerando nell'interlocutore il sospetto che la sua utenza fosse sottoposta ad intercettazione. L'incontro sollecitato avveniva lo stesso giorno a Bologna dove Ella sostava rientrando da Roma in treno avendo a tale scopo abbandonato l'intenzione di utilizzare il mezzo aereo e incontrando l'ing. CONSORTE che Le aveva messo a disposizione un'auto per rientrare a Milano. Tali fatti evidenziano obiettivamente la Sua volontà di non discutere al telefono con l'ing. CONSORTE degli argomenti affrontati, oltre che di ottenere un incontro avente ad oggetto tali argomenti. 3. con riferimento al progetto di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro promosso dall'Unipol, si rendeva disponibile ad offrire e offriva indicazioni all'ing. CONSORTE su come procedere, consapevole della rilevanza dell'operazione finanziaria in corso, alla quale la stampa aveva dato ampio risalto forniva, altresì, elementi di asserita sua specifica conoscenza allo stesso ing. Consorte relativi a connesse iniziative giudiziarie in corso come emerge dalla memoria da Ella depositata al Consiglio il 4 agosto 2005, dal contenuto delle conversazioni telefoniche citate disposte dalla Procura di Milano, dall'intervista rilasciata il 30 luglio 2005 al Corriere della Sera, dichiarazioni rese alla PG dall'ing. CONSORTE il 23.9.2005 , dando, tra l'altro, così modo al suddetto di definirLa in un colloquio intercorso con Ivano Sacchetti, vicepresidente della Unipol, come il nostro amico di Milano, il mio amico di Milano . 4. nell'ambito del rapporto ora descritto sollecitava in più occasioni l'interessamento dell'ing. Consorte per risolvere questioni di suo interesse la posizione di un giovane cui si fa riferimento nella conversazione telefonica del 5 luglio 2005 e ulteriori non precisate genericamente indicate nella conversazione del 12 luglio 2005 tra l'ing. Consorte e altra persona . I fatti sinteticamente esposti delineano un rapporto con l'ing. CONSORTE caratterizzato da anomale condotte da parte Sua su vicende giudiziarie, almeno in parte, da Lei conosciute, nonché inopportune sue richieste di favori allo stesso Consorte. Tali anomali comportamenti hanno compromesso il prestigio dell'ordine giudiziario e, riferendosi anche a procedimenti penali di grande rilievo in corso presso gli uffici giudiziari di Milano, ai quali la stampa aveva dato ampio risalto, hanno pregiudicato l'autorevolezza delle funzioni direttive di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano attualmente svolte incompatibilità funzionale e i rapporti di fiducia con i magistrati della stessa sede e, segnatamente, con i magistrati e i dirigenti degli uffici giudiziari presso i quali si stanno svolgendo i procedimenti nell'ambito delle quali sono emersi i comportamenti descritti, ossia la Procura della Repubblica e il Tribunale di Milano incompatibilità ambientale . In data 20 gennaio 2006, il dott. CASTELLANO trasmetteva alla Prima Commissione una memoria pervenuta il 23 gennaio contenete brevi note di replica alle contestazioni di cui sopra. Con riferimento alla prima, il magistrato evidenziava che nell'ambito di un rapporto di pura amicizia e convivialità,, intercorrente da oltre un anno sono stato richiesto dall'ing. Consorte dì una mera interpretazione normativa in materia di insider trading. Si è trattato di una richiesta avvenuta, come detto, in sede conviviale e concretizzatasi nell'invio, da parte dell'ing. CONSORTE, di atti parlamentari, sottoposti alla mia attenzione, non certo di magistrato, ma di esperto della materia. E la mia risposta, peraltro orale, è stata nei senso che trattavasi di questioni tutte da accertare in giudizio e di incerta soluzione. Nessuna nota scritta è stata da me inviata all'ing. CONSORTE è vero invece che quest'ultimo ha sintetizzato in una sua nota la questione sottopostami oralmente . Con riferimento alla seconda contestazione, il dott. CASTELLANO sottolineava che la frase riportata costituiva una semplice battuta, respingendo l'addebito che essa potesse aver ingenerato nell'interlocutore il sospetto di essere sottoposto ad intercettazione, tanto è vero che le telefonate erano proseguite nel periodo successivo, senza alcuna cautela da parte sua il magistrato escludeva altresì che vi fosse stata alcuna volontà di non parlare al telefono con l'ing. CONSORTE. Per quanto riguarda la terza contestazione, la memoria del 20 gennaio 2006 evidenziava che consigli offerti all'ing. CONSORTE sul progetto di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro sono avvenuti nel corso dell'incontro conviviale di cui sopra e a commento della lettura della stampa quotidiana, che parlava abbondantemente della vicenda, e si sono concretizzati in inviti alla trasparenza e all'osservanza della legge . Si è trattato, secondo il magistrato, di consigli che avrebbe dato a chiunque per la sua cultura di magistrato. Infine, per quanto riguarda la quarta contestazione, il dott. CASTELLANO sottolineava che si era trattato di un'opera di bene da collocare nell'ambito del rapporto di amicizia con l'ing. CONSORTE e dallo stesso ritenuta priva di particolare significato tento è vero che se ne era dimenticato . In data 9 febbraio 2006, la Prima Commissione procedeva all'audizione del dott. CASTELLANO, che contestualmente depositava un'articolata memoria difensiva l'audizione e la memoria saranno di seguito esaminate congiuntamente e con riferimento alle singole contestazioni. Per quanto riguarda la contestazione sub 1 , nella memoria del 9 febbraio 2006 il magistrato evidenziava che quello che mi veniva richiesto da Consorte era, nulla più e nulla meno, che un parere assolutamente asettico e neutro attinente all'astratta interpretazione della nuova normativa, con particolare riguardo alla operatività o meno della depenalizzazione del reato a lui contestato qualcosa insomma che investiva soltanto le mie conoscenze tecnico-giuridiche, e non chiamava affatto in causa le funzioni del magistrato il dott. CASTELLANO, inoltre, precisava di non aver mai avuto modo di esaminare gli atti del procedimento nei confronti dell'ing. CONSORTE, con l'eccezione del capo di imputazione. Sul punto, nel corso dell'audizione il dott. CASTELLANO, oltre a ribadire il contenuto della memoria, sottolineava che all'epoca della vicenda non svolgeva più le funzioni di presidente della Prima sezione penale del Tribunale di Milano Quello che voglio dire è che io ormai della Sezione Prima Penale non sono più Presidente e che, in buona sostanza, il suo era stato un non parere , nel senso che si era limitato ad indicare la necessità di verificare nel processo la tesi favorevole all'ing. CONSORTE su domanda di un componente, il dott. CASTELLANO riferiva di non conoscere i magistrati della Procura di Milano titolari del procedimento in questione. Per quanto riguarda la contestazione sub 2 , il dott. CASTELLANO, nella memoria in data 9 febbraio 2006, ha ribadito che la frase non pensare di essere esente rivolta all'ing. CONSORTE era semplicemente una battuta, come confermato dal tono canzonatorio rilevato dal magistrato in occasione dell'ascolto diretto della registrazione della telefonata intercettata svoltosi durante il suo interrogatorio dinanzi al pm di Perugia. D'altra parte, ha osservato ancora il dott. CASTELLANO, sarebbe illogico conciliare l'ipotesi di una conoscenza da parte sua delle intercettazioni in corso con la rivelazione di tale circostanza effettuata proprio nel corso di una conversazione telefonica. Analoghe considerazioni sono state svolte dal magistrato nel corso dell'audizione, dove, in particolare, ha sottolineato di non aver mai sospettato che fossero in corso delle intercettazioni non avendo mai frequentato gli uffici della Procura di Milano. Un ulteriore profilo della contestazione sub 2 , ossia quello relativo all'incontro sollecitato dal dott. CASTELLANO all'ing. CONSORTE e svoltosi a Bologna il 12 luglio 2005, va esaminato - per ragioni di economia espositiva - congiuntamente alla contestazione sub 3 . Nella sua memoria, il dott. CASTELLANO ha precisato che i sull'OPA sono sempre stati quelli della trasparenza e della legalità e devono essere considerati in funzione del rapporto amicale con l'ing. CONSORTE. Il magistrato ha sottolineato di non essere mai stato a conoscenza di specifiche iniziative giudiziarie essendo[s]i invece limitato a normalissime osservazioni sempre su quanto era dato leggere sulla stampa , non avendo, per un verso, mai frequentato gli uffici dell'UNIPOL, né l'abitazione dello stesso Consorte, e, per altro verso, non avendo mai avuto contezza alcuna di attività di indagine concernente il Consorte tanto presso gli uffici della Procura di Roma, quanto presso gli uffici della Procura di Milano . L'incontro del 12 luglio del 2005 fu concordato per parlare con maggiore comodità e immediatezza, cosa tanto più necessaria in quanto il dott. CASTELLANO voleva sottoporre all'ing. CONSORTE questioni attinenti esclusivamente alla sua sfera privata e, in particolare, alla difficile situazione familiare in cui si trovava. La scelta di incontrarsi a Bologna fu suggerita dalla sostanziale equivalenza della durata del viaggio aereo Roma - Milano rispetto al viaggio in treno data anche la facilità di raggiungere la stazione Termini , mentre il successivo passaggio in automobile da Bologna a Milano fu un mero atto di cortesia dell'ing. CONSORTE. In occasione dell'incontro del 12 luglio, dopo aver parlato della questione personale di cui si è detto, il dott. CASTELLANO fece cenno all'ing. CONSORTE dell' esistenza di un esposto del Banco di Bilbao del quale ignorava totalmente il contenuto. L'ing. CONSORTE era a conoscenza dell'esposto e dei suoi contenuti per averli appresi da notizie di stampa pubblicate in quei giorni a questo proposito, alla memoria sono stati allegati alcuni documenti tra i quali alcune agenzie di stampa e un articolo di giornale . A conferma della correttezza del suo comportamento, l'ing. CONSORTE raccontò al dott. CASTELLANO di avere avuto uno o più colloqui con il consulente della Procura di Roma. Nel corso dell'audizione del 9 febbraio 2006, il dott. CASTELLANO ha riferito di aver incontrato il collega TORO il 12 luglio del 2005 in quella occasione il dott. TORO, molto preso dal lavoro d'ufficio il solito TORO indaffarato , gli disse Ah, qui ho anche un esposto del Banco di Bilbao . Nel racconto del dott. CASTELLANO, alla questione non furono dedicati altri riferimenti l'esposto era lì sul tavolo, poiché era un tavolo pieno di cose . Il successivo incontro con l'ing. CONSORTE nella stessa giornata fu determinato dalle questioni personali descritte dal dott. CASTELLANO tuttavia, nell'occasione il dott. CASTELLANO fece riferimento a tale esposto del Banco di Bilbao di cui l'ing. CONSORTE disse di essere già a conoscenza, anche nei contenuti. Sul punto, nel corso dell'audizione, è stata data lettura al magistrato delle dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria delegata dalla Procura di Roma dall'ing. CONSORTE, secondo il quale fu il dott. CASTELLANO a dirgli che l'esposto aveva ad oggetto l'utilizzo da parte di Unipol delle proprie riserve tecniche. Al riguardo, il dott. CASTELLANO ha ribadito la sua versione No, no, non sapevo nulla di tutto questo! Lui, secondo me, confonde quello che dicono i giornali, perché sui giornali è contenuto questo. Nei giornali che vi ho prodotto è contenuta tutta la storia del Bilbao, che voleva promuovere azioni, che voleva fare. Io, da parte mia, non sapevo. Insomma, probabilmente, se legge nei quotidiani, nelle notizie giornalistiche che vi ho dato, si parla proprio di azioni del Banco di Bilbao nei confronti di Io non ero portatore di notizie, né potevo essere poi Mi aveva detto, voglio dire, che voleva perfezionare questa operazione e la mia preoccupazione fu, all'amico . Ma il contenuto non lo conoscevo ed il contenuto, peraltro, è riportato dalla notizia di stampa. Evidentemente la notizia di stampa era il commento di notizie di stampa, che io ho prodotto. . Per quanto riguarda la contestazione sub 4 , il dott. CASTELLANO, nella sua memoria del 9 febbraio 2006, ha confermato di avere solo raccolto una richiesta di aiuto proveniente da un amico d'infanzia e relativa al figlio di questi, privo di stabile occupazione. Questa ricostruzione della vicenda è stata ribadita in sede di audizione. Infine, sempre nella memoria del 9 febbraio 2006, il dott. CASTELLANO ha escluso qualsiasi lesione del prestigio dell'Ordine Giudiziario e dell'autorevolezza delle funzioni rivestite, segnalando, in particolare, un documento delle Camere Penali della Lombardia Occidentale che evidenziava la proficua collaborazione avviata a seguito della nomina del Presidente del Tribunale di Sorveglianza. Il magistrato concludeva quindi chiedendo l'archiviazione della pratica e, in via subordinata, l'audizione del Presidente della Corte di Appello di Milano, dei magistrati del Tribunale di Sorveglianza e di altri magistrati tra i quali, la collega che gli aveva presentato l'ing. CONSORTE , i direttori di vari istituti di pena e alcuni avvocati. Il giorno successivo all'audizione, il dott. CASTELLANO faceva pervenire alla Prima Commissione una breve memoria con la quale puntualizzava le ragioni dell'apparente urgenza da parte mia di un incontro con il Consorte la sera del 12 luglio 2005 secondo il magistrato, che mi animava ad un sollecito incontro con il Consorte risiedeva, a parte quanto da me ampiamente riferito in ordine alle mie vicende personali, nella avvertita esigenza di chiedere al Consorte un chiarimento in ordine a quanto - del tutto casualmente - avevo appreso dal Collega Toro circa la mera sussistenza del noto esposto del Banco di Bilbao. Poiché il Consorte mi era stato presentato come persona di assoluta e specchiata onestà e correttezza e poiché, proprio sulla base di tale presupposto, ne avevo accettato e coltivato l'amicizia, appare evidente come fosse più che giustificata la mia preoccupazione di essere da lui rassicurato - se e in quanto fosse stato in grado di farlo - circa la correttezza del suo comportamento, in mancanza della quale avrei riconsiderato il mio rapporto con lui . Nell'immediatezza del colloquio, il dott. CASTELLANO fu rassicurato da quanto riferitogli dall'interlocutore e solo successivamente, a fronte del clamore della stampa, ritenne opportuno cessare comunque la frequentazione dell'ing. CONSORTE. Il magistrato aggiungeva poi che non essendo a conoscenza del contenuto dell'esposto - dal momento che il Collega TORO non me ne aveva in alcun modo parlato e non mi aveva neppure detto se esso poteva avere rilievo penale - non avevo ragione di pensare che fare un generico cenno all'esistenza di un esposto potesse essere per CONSORTE di una qualsivoglia apprezzabile utilità, in funzione di sue ipotetiche eventuali iniziative difensive. Tanto più che fu lo stesso Consorte a dirmi - di rimando - che era una vecchia storia, da lui già ampiamente conosciuta, quella dell'accusa mossa all'Unipol dal Banco di Bilbao sull'utilizzo dei fondi degli assicurati . Il dott. CASTELLANO sottolineava poi che l'esistenza dell'esposto era facilmente collegabile alle notizie di stampa di quei giorni che facevano specifico riferimento a iniziative legali del Banco di Bilbao . 3. Le audizioni del dott. GRECHI e del dott. MINALE Nella seduta del 16 febbraio 2006, la Prima Commissione procedeva alle audizioni del dott. GRECHI, Presidente della Corte di Appello di Milano, e del dott. MINALE, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, la prima sollecitata dal dott. CASTELLANO. Il dott. GRECHI riferiva di aver raccolto tra i magistrati pareri di carattere non positivo su questo inserimento del collega Castellano in questa vicenda , pareri peraltro espressi in via informale e in modo del tutto generico. Per quanto riguarda il Foro, il Presidente GRECHI ha riferito delle preoccupazioni manifestate dall'avvocatura per una possibile prolungata vacanza del posto di presidente del Tribunale di Sorveglianza, preoccupazioni che traevano origine dalla difficile situazione attraversata dall'ufficio prima della nomina del dott. CASTELLANO. Riferiva che il parere positivo del Consiglio giudiziario per il conferimento dell'incarico direttivo di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano era stato formulato a maggioranza. Il dott. MINALE ha ricostruito le vicende relative al procedimento penale per insider trading nei confronti, tra gli altri, dell'ing. CONSORTE, procedimento nato nel 2003 a seguito di una relazione inviata alla Procura di Milano dalla Consob. Il dott. MINALE, in particolare, ha segnalato un episodio relativo al dott. CASTELLANO In questa vicenda si inserisce Castellano, perché Castellano, questo lo ricordo molto bene, venne da me, probabilmente quando era stato già disposto il deposito, l'avviso ex art. 415 bis, quindi siamo nel marzo [del 2004]. Quindi, venne, mi chiamò, venne e espose questo problema giuridico al quale ho fatto riferimento, molto fortemente disse che, a suo giudizio, a giudizio della difesa l'imputazione era inconsistente, era senza presupposto e che, quindi, la Procura si avviava a una decisione non fondata. In quell'occasione mi illustrò questo problema giuridico, io non mi orientavo molto bene, perché ero appena venuto, i reati societari non li conoscevo molto bene, comunque lo ascoltai e mi disse, questo lo ricordo molto bene, perciò ricordo l'incontro, mi ricordo l'incontro per questo particolare, mi disse se avrebbe potuto parlare con Fusco. Fusco era il collega titolare del procedimento. Io dissi che se era un problema giuridico poteva rappresentarglielo, non c'era niente di particolare e basta. Poi, non ho saputo altro. Successivamente ho visto Fusco, il quale mi ha detto, mi disse che Castellano lo aveva, non so se chiamato, o visto, o incontrato e gli aveva, ancora una volta, rappresentato questo problema giuridico della inconsistenza di una imputazione che presentava come una anomalia giuridica, cioè una imputazione senza fondamento giuridico, e mi diceva Fusco che lui l'aveva subito un po' fermato, dicendogli che aveva già firmato la citazione diretta . Il dott. MINALE ha poi precisato che il dott. CASTELLANO era perfettamente a conoscenza delle vicenda processuale Castellano faceva proprio riferimento alla imputazione, voglio dire, lui sapeva, mostrava di essere padrone del problema e della vicenda nei suoi aspetti, in fatto e in diritto . Il Procuratore MINALE ha poi prodotto il decreto di citazione diretta a giudizio del procedimento nei confronti dell'ing. CONSORTE, imputato del reato di cui all'art. 180, comma 1, lett. a D. Lgs. N. 58/1998 in relazione all'acquisto di un ingente pacchetto di obbligazioni Unipol per un controvalore pari a circa 49 milioni di euro . In data 20 febbraio 2006, la Prima Commissione deliberava il deposito degli atti ai sensi del punto 3, lettera e della delibera consiliare in data 24 aprile 1980 e successive modifiche. 4. Le memorie successive al deposito degli atti Successivamente al deposito degli atti, il dott. CASTELLANO e il suo assistente hanno prodotto due memorie. La seconda eccepisce, nel procedimento relativo al dott. CASTELLANO, la violazione dell'art. 7 della L. n. 241/1990 e l'indebita utilizzazione delle risultanze di cui alle intercettazioni telefoniche trasmesse dalla Procura di Roma. Tali problematiche saranno esaminate nel successivo paragrafo. Con la memoria in data 27 marzo 2006 il dott. CASTELLANO, per un verso, forniva ulteriori precisazioni sui fatti già esposti. In particolare, ricostruiva le vicende familiari in relazione alle quali aveva incontrato l'ing. CONSORTE, producendo un carteggio fra il proprio avvocato e il difensore del coniuge concernente le decisioni che il magistrato avrebbe dovuto assumere in quei giorni. In relazione all'incontro del 12 luglio 2005 il dott. CASTELLANO precisava poi quanto segue In detto incontro, quindi, dopo aver indubbiamente parlato anche dell'esposto B.B.V.A. ed aver avuto le assicurazioni al riguardo da parte del Consorte, ho poi affrontato l'argomento di carattere privato che in quel momento mi stava a cuore e che costituiva per me oggetto di crisi e di preoccupazione nell'alternanza di sentimenti che si agitavano in me . In relazione alla contestazione sub 2, il dott. CASTELLANO osservava che l'accusa di aver potuto ingenerare in CONSORTE il sospetto che la sua utenza fosse intercettata è del tutto priva di senso logico invero, ha sottolineato il magistrato nella memoria in esame, se l'avessi anche chiamato da un telefono fisso non avrei certo potuto eludere una eventuale intercettazione sulla sua [di CONSORTE] utenza . Con riferimento alla sussistenza dell'incompatibilità ambientale e funzionale, il dott. CASTELLANO osservava poi quanto segue nelle condotte attribuitemi non possono rilevarsi profili di incompatibilità funzionale, atteso che le funzioni espletate in qualità di Presidente del Tribunale di Sorveglianza, per il particolare settore cui attengono e per la specificità della relativa giurisdizione, non sono suscettibili di far ipotizzare ricadute per la emersa frequentazione occasionale con un soggetto, quale Consorte, peraltro operativo in settore economico di altissimo livello, residente in altra città e del tutto estraneo alle tematiche oggetto della giurisdizione del Tribunale di Sorveglianza. Irragionevole è poi la ventilata incompatibilità ambientale con la sede milanese, dato che, per il rilievo mediatico a livello nazionale che comunque ha avuto la vicenda Unipol, i Colleghi di tutte le altre sedi giudiziarie si troverebbero nella stessa situazione dei Colleghi di Milano. Peraltro, sia gli stessi Colleghi di Milano, sia il personale amministrativo continuano a manifestare attestazioni di rispetto e stima, verosimilmente avendo colto che la essenza della vicenda, quale emerge dalle stesse intercettazioni telefoniche, è sostanzialmente di rilevanza del tutto marginale al di là del rilievo straordinario ascrivibile alla rilevanza nazionale, a livello politico ed economico, dell'operazione. Invero, la attività del sottoscritto nei confronti del Consorte si è concretizzata ed esaurita nel ripetuto invito alla puntuale osservanza delle regole in materia di OPA, senza mai entrare nell'iter procedurale dallo stesso seguito, ma nell'ambito di un rapporto di amicizia che si era istaurato a seguito della presentazione di una collega e del marito medico, con i quali il sottoscritto aveva in essere un collaudato rapporto di amicizia . Ad ulteriore riprova dell'assenza di lesione del prestigio e della credibilità a seguito delle vicende in questione, il dott. CASTELLANO produceva le interviste rilasciate a due giornali su problematiche ricollegabili alle funzioni di Presidente del Tribunale di Sorveglianza. 5. Le valutazioni sugli elementi acquisiti Saranno di seguito esposte le valutazioni conclusive sulle vicende oggetto di contestazione ex art. 2 L.G. nei confronti del dott. CASTELLANO, così come ricostruite dall'istruttoria espletata dalla Prima Commissione ed alla luce delle prospettazioni difensive avanzate dal magistrato. Infatti, va ribadito che ai fini della delibera di trasferimento ex art. 2 R.D.L. 31.5.46 n. 511 deve essere compiuta un'approfondita analisi dei singoli episodi posti alla base della decisione, ricostruiti alla luce di un'esauriente istruttoria, che consenta di fondare la delibera di trasferimento su elementi certi ed obiettivi e non su mere illazioni, sospetti o accuse sfornite di supporto probatorio. I fatti accertati, poi, devono essere in rapporto di causalità con la ritenuta compromissione del prestigio dell'ordine giudiziario, sicché il provvedimento di trasferimento si manifesti come indispensabile per la restaurazione della credibilità, dell'autorevolezza e dell'imparzialità dell'amministrazione della giustizia cfr. Cons. Stato, sez. IV, 13 febbraio 1997, n. 100 Cons. Stato, sez. IV, 11 ottobre 1988, n. 786 TAR Lazio, sez. I, 12 dicembre 1994, n. 1942 . E' utile ribadire l'ambito di operatività del trasferimento d'ufficio previsto dall'art. 2 cit., così come efficacemente individuato nel parere dell'Ufficio Studi del C.S.M. n. 348/98 In ordine al concreto ambito di operatività della disposizione, costituisce principio assolutamente condiviso quello secondo cui l'istituto de quo può e deve trovare applicazione sia con riguardo alle situazioni di incompatibilità del magistrato con l'ambiente esterno tali da integrare stricto sensu l'incompatibilità ambientale , sia relativamente alle situazioni di incompatibilità del magistrato nei rapporti interni ad un determinato ufficio od organo giurisdizionale significativamente, TAR Lazio, sez. I, 31 marzo 1992, n. 469 , sia, infine, alle situazioni di incompatibilità con l'esercizio di determinate funzioni, anche a prescindere dalla sede in cui queste vengano ad essere svolte cfr. TAR Lazio, sez. I, 4 dicembre 1996, n. 2232 nonchè, TAR Lazio, sez. I, 18 aprile 1997, n. 1128 . In questa prospettiva, il trasferimento ex art. 2 r.d.l. cit. si distingue nettamente dall'istituto della responsabilità disciplinare . In quest'ultimo caso si sanziona un comportamento colpevole del magistrato, tale da renderlo immeritevole della fiducia e della considerazione di cui lo stesso deve godere o tale da compromettere il prestigio dell'ordine giudiziario. Pertanto, va valutato l'elemento soggettivo della colpevolezza del magistrato ai fini dell'applicazione di una misura sostanzialmente punitiva, fine a sé stessa e non funzionale ad alcuna esigenza ripristinatoria e di tutela del prestigio dell'ordine giudiziario. 5.1. Le questioni procedimentali L'assistente del dott. Castellano, nella memoria conclusiva, ha proposto due eccezioni. Con la prima si deduce la violazione dell'art. 7 della L. n. 241/1990 perché, benché la pratica fosse stata aperta il 14 settembre 2005, fu compiuta attività istruttoria richiesta di documentazione, audizione delle trascrizioni e audizione del dott. Giovanni Ferrara prima di comunicare al dott. Castellano, in data 12 gennaio 2006, l'apertura del procedimento. Ad avviso dell'assistente posta la indubbia natura amministrativa della procedura in questione e la sua soggezione, quindi in difetto di qualsivoglia norma derogativa alla disciplina generale dettata dalla legge n. 241/1990 - appare evidente la tardività della suddetto adempimento, a fronte del chiaro disposto dell'art. 7 della citata legge, secondo cui, fin dall' avvio del procedimento deve disporsi l'invio all'interessato della comunicazione contenente le indicazioni di cui al successivo art. 8 indicazioni che, nella specie avrebbero potuto e, quindi, dovuto comprendere quanto meno quella, assolutamente essenziale, concernente l'oggetto del procedimento promosso , come previsto dal comma 2, lett. a , del medesimo art. 8 . L'eccezione non è fondata. Il numero 3 della delibera del 18 dicembre 1991, concernente Applicazione della procedura dell'articolo Legge Guarentigie , sviluppa le fasi della procedura di trasferimento d'ufficio, prevedendone una prima di indagini e valutazioni preliminari da parte della Commissione investita dell'esposto o rapporto in ordine alla sussistenza di elementi idonei a giustificare l'apertura del procedimento quindi, vi è la fase che si apre con l'invio della comunicazione da parte della Commissione all'interessato della contestazione del fatto per cui si procede. Orbene, detta normazione deve essere considerata speciale rispetto alla normativa della L.241/90, in quanto disciplinante espressamente la materia dell'articolo Legge Guarentigie, e dunque la regolamentazione operata in circolare non può considerarsi travolta dalla modifica della l. 241/1990, operata dalla legge n. 15/2005. Quello ora illustrato costituisce il generale orientamento tenuto dal C.S.M. circa la questione della applicabilità alla sua attività delle disposizioni contenute nella l. n. 241/90 infatti, con la risoluzione adottata in data 27 maggio 1992, il C.S.M. ha affermato la necessità di procedere ad una verifica delle singole disposizioni contenute nella l. n. 241/90, per accertare quali siano applicabili all'attività consiliare attraverso il meccanismo dell'adeguamento regolamentare , partendo dalla considerazione secondo la quale i componenti del Consiglio non svolgono la loro attività nel quadro di un rapporto di pubblico impiego, come invece avviene di regola per i soggetti della P.A., ma esercitano una funzione pubblica elettiva di rilievo costituzionale . Con la successiva deliberazione del 25 novembre 1992 il C.S.M. ha ribadito che a il dettato normativo di cui alla legge 7.8.90 n. 241 è estensibile in via tendenziale all'attività consiliare, ma occorre tener conto delle peculiarità derivanti dalla natura del C.S.M., organo di rilevanza costituzionale, che non è diretto destinatario della normativa in questione b la definizione dell'ambito possibile di applicazione della legge 241 all'attività del C.S.M. deve farsi carico dello strumento normativo, sicché occorre procedere ad una verifica delle singole disposizioni contenute nella legge citata per accertare quali siano applicabili all'attività consiliare attraverso il meccanismo dell'adeguamento regolamentare . La premessa argomentativa prendeva, dunque, chiaramente il suo avvio dal dato che le disposizioni della l. n. 241/90 non possono ritenersi applicabili in via diretta ed immediata all'attività del Consiglio, che non appartiene alla pubblica amministrazione, destinataria della normativa. Ma, in argomento, la più significata pronuncia in ordine all'operatività dei richiamati concetti resta la risoluzione del 24 marzo 1993, che ha compiutamente esaminato i problemi di compatibilità delle singole disposizioni della legge n. 241/1990 con la particolare collocazione ordinamentale dell'Organo di autogoverno e che si è fatta carico di esaminare, sia pure per grandi linee, i diversi procedimenti, allo scopo di risolvere quei problemi in relazione alle competenze di ciascuna Commissione. La delibera ha ancora una volta ribadito, in particolare, che la normativa in questione non può ritenersi applicabile in via diretta ed immediata all'attività del Consiglio, appunto perchè quella normativa ha come destinatari i soggetti della Pubblica Amministrazione, nel cui novero il Consiglio medesimo non è riconducibile . Ciò posto, ha proceduto ad una verifica in concreto delle singole disposizioni recate dalla legge n. 241/1990, allo scopo di valutarne il grado di adattabilità ai singoli procedimenti e la loro eventuale incompatibilità con la forma data al procedimento deliberativo da leggi o regolamenti. Attraverso questo percorso, il Consiglio ha affermato che l'art. 1 della legge, concernente i fini dell'attività amministrativa ed i criteri che devono reggerla, l'art. 3 sull'obbligo della motivazione, l'art. 2, primo comma, circa il dovere di concludere il procedimento mediante adozione di un provvedimento espresso, sono disposizioni che devono trovare espressa applicazione in quanto affondano le loro radici nei principi costituzionali d'imparzialità e buon andamento dell'amministrazione, sicchè deve ad esse direttamente informarsi anche l'attività del Consiglio, sebbene Organo di rilevanza costituzionale. Per quel che concerne la tematica della partecipazione al procedimento amministrativo, nella richiamata delibera del 24-3-1993 si è ritenuto che non ricorra per i procedimenti rientranti nelle attribuzioni del C.S.M. l'esigenza di rendere edotti gli interessati dell'avvio del procedimento. Nel caso specifico la particolarità della procedura per incompatibilità ambientale e funzionale, come evidenziata nella delibera richiamata del 18-12-1991, conferma l'inapplicabilità ad essa della L.241/90. L'orientamento adottato con le citate delibere, confortate dai pareri dell'Ufficio Studi n. 484/2001, 240/2000 e 73/1996 , non ha ragione di essere messo in discussione nemmeno all'esito dell'introduzione dell'art. 10 bis l. 15/2005 che, in quanto modificativa della legge n. 241/1990, sui cui va ad operare, si inquadra comunque nel generale impianto della normativa fondamentale sul procedimento amministrativo e, perciò, soggiace agli stessi principi finora illustrati ed elaborati in seno all'Organo consiliare nell'ultimo quindicennio. Ne consegue che non è concepibile la sua applicazione all'attività consiliare tout court, non sfuggendo la norma alle regole generali circa l'ambito applicativo della l. n. 241/1990. D'altra parte il procedimento delineato nella delibera del 18 dicembre 1991 in materia di applicazione dell'art. 2 L.G., che ha sempre superato il vaglio del giudice amministrativo sotto il profilo della legittimità delle scansioni attraverso cui si sviluppa, garantisce all'interessato la più ampia tutela del proprio diritto di difesa . Si prevede, infatti all'esito delle eventuali attività preliminari, la contestazione e l'audizione del magistrato assistito da un collega e, successivamente, all'esito dell'espletamento dell'eventuale istruttoria, la decisione sulla formulazione della richiesta di archiviazione ovvero di deposito degli atti in quest'ultima ipotesi l'interessato ha facoltà di prendere visione degli atti compiuti, ottenerne copia, e presentare eventuali controdeduzioni scritte che, esaminate dalla commissione, possono indurre allo svolgimento di ulteriore attività istruttoria ovvero a formulare la richiesta conclusiva di archiviazione o di trasferimento infine il plenum, ascoltati il magistrato e il suo assistente, assume le decisioni finali. L'assistente del dott. Castellano ha anche eccepito l'inutilizzabilità delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche acquisite agli atti del procedimento, richiamando le norme contenute nel codice di procedura penale e, segnatamente, l'art. 270 che prevede l'utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni con esclusivo riferimento al procedimento nel quale sono state disposte ovvero se indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza. Trattasi di norma processuale diretta, con evidenza, a imporre limiti all'utilizzo dei risultati delle intercettazione nell'ambito dei procedimenti penali, sicchè ben si potrebbe sostenere che tale disposizione ritenuta operativa nel giudizio disciplinare del magistrato, ove si applicano le norme del codice di procedura penale, se pur previgente non trovi ingresso in procedimenti di natura non giurisdizionale in tali casi i risultati delle intercettazioni, ovviamente legittimamente acquisite, potrebbero assumere carattere di prova del fatto ivi univocamente desumibile in tal senso la decisione del 27 giugno 2001 del garante per la protezione dei dati personali, in cui non si ravvisa alcuna violazione nel comportamento dell'amministrazione -Ministero dell'Internoche ha utilizzato, nell'ambito di un procedimento disciplinare, i verbali di trascrizioni di intercettazioni telefoniche effettuate su utenze del dipendente nel corso di un procedimento penale nei suoi confronti, conclusosi con decreto di archiviazione Cass. Sez. VI, sent. n. 718/99 che ha ritenuto pienamente utilizzabili nel procedimento di prevenzione i risultati delle conversazioni telefoniche intercettate . In ogni caso, anche se tale interpretazione apparisse non condivisibile, non può dubitarsi che i risultati delle intercettazioni telefoniche possano essere utilizzati nell'ambito del presente procedimento quanto meno come mero spunto per l'accertamento dei fatti rilevanti. Non, dunque, come prova del fatto, ma come elemento che rappresenta l'occasione per svolgere gli opportuni e necessari accertamenti diretti ad acquisire la prova del reale accadimento dei fatti. Se nel procedimento penale l'utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni in altri procedimenti, nonostante l'espresso divieto ad eccezione di quelli per i quali è obbligatorio l'arresto , è consentito non come elemento di prova ma come elemento per procedere ad accertamenti volti ad acquisire nuovi elementi di prova sulla cui base poi promuovere l'azione penale, anche in considerazione dell'autonomo potere del P.M. e della Polizia giudiziaria di acquisire di propria iniziativa le notizie di reato Corte cost. sent. 23 luglio 1991 n 366 Cass. Sez. VI sentenze nn. 3129/92 e 3133/98, Cass. Sez. V sent. n. 23894/2003 , una eguale valenza non può essere negata nel presente procedimento, ove il Consiglio è titolare di ampi poteri istruttori diretti a verificare la sussistenza dei presupposti del trasferimento di cui all'art. 2 L.G. Gli ulteriori elementi da cui trarre il convincimento del verificarsi del fatto possono, naturalmente, trarsi dagli atti acquisiti alla procedura, ivi compresi i verbali del procedimento penale come l'interrogatorio reso al P.M. di Perugia dal dott. Castellano che, indagato per il reato di cui all'art. 326 c.p., ha ritenuto di rispondere all'esito della contestazione del contenuto -e dell'ascoltodelle conversazioni intercettate e le dichiarazioni rese dallo stesso magistrato interessato interlocutore nelle conversazioni intercettate il dott. Castellano ha fornito in più occasioni la propria versione dei fatti, d'iniziativa già con la memoria depositata il 4 agosto 2005, quando il contenuto di alcune intercettazioni era stato diffuso da quotidiani nazionali, e successivamente con ulteriori memorie del 20 gennaio e del 9 febbraio, quest'ultima depositata prima di procedere all'audizione, al termine della quale è stata proposta per la prima volta l'eccezione dal suo assistente. Ciò premesso, i risultati delle conversazioni intercettate troveranno ingresso nel procedimento esclusivamente nei limiti indicati in precedenza, quale mero spunto per i doverosi accertamenti, il cui esito assumerà fonte di prova del fatto valutato ai fini della decisione non assumeranno rilievo in presenza di elementi tali da fare ritenere equivoco l'accertamento del fatto. In concreto, come si rileverà nell'esame delle singole contestazioni, i risultati delle intercettazioni saranno richiamati esclusivamente con riferimento alla contestazioni numeri 2, 3 e 4 peraltro solo quella n. 2 ritenuta di rilevo per il trasferimento ex art. 2 l. guar. ove, comunque, assumono carattere assolutamente residuale, essendo stati accertati autonomamente numerosi fatti sufficienti a fondare la decisione. 5.2. La contestazione sub 1 Secondo la contestazione sub 1 il dott. Castellano si sarebbe reso disponibile a fornire consigli sull'interpretazione della legge in materia di insider trading, essendo l'ing. CONSORTE sottoposto a procedimento penale presso la Procura della Repubblica di Milano circostanza comunicataLe dallo stesso Consorte che Le sollecitava un parere successivamente esaminava della documentazione inviataLe dall'ing. Consorte, riservandosi di mandargli una nota in merito alla stessa contenente le Sue valutazioni . La vicenda in esame, di cui non vi è menzione nella memoria del dott. Castellano pervenuta il 4 agosto al Consiglio, è emersa inizialmente dalle dichiarazioni rese dall'ing. Consorte che, alla P.G. delegata dal Procuratore della Repubblica di Roma nell'ambito del procedimento n. 5183/05 FNCR, riferiva di avere discusso con il dott. Castellano di due questioni, la prima delle quali si riferiva alla interpretazione della legge sull'insider trading e, in particolare, dell'articolo esenzioni essendo indagato, unitamente a Ivano. Sacchetti, quali amministratori dell'UNIPOL per insider trading alla Procura di Milano il dott. Castellano gli manifestò dei dubbi sull'automaticità del proscioglimento automatico sostenuta dai loro avvocati sulla base di una nuova legge successivamente l'ing. Consorte riferisce di avere fornito al dott. Castellano la documentazione raccolta dal nostro avvocato, prof. Filippo Sgubbi, per avere una sua valutazione in merito . La circostanza è stata confermata dal dott. Castellano nell'interrogatorio reso al P.M. di Perugia il 30.12.05, nell'ambito del procedimento in cui era indagato in quella data per il reato di cui all'art. 326 c.p., e nelle note del 20 gennaio trasmesse dopo la notifica della contestazione. La vicenda è meglio chiarita dallo stesso dott. Castellano nella memoria depositata nel corso dell'audizione del 9 febbraio 2004 e nelle dichiarazioni rese in tale sede, anche attraverso il deposito di alcuni documenti che gli erano stati consegnati dall'ing. Consorte. Secondo il dott. Castellano, nell'ambito del rapporto conviviale instaurato da oltre un anno, l'ing. Consorte nei primi giorni del mese di luglio gli rappresentò che era sottoposto a processo penale innanzi all'autorità giudiziaria di Milano per il reato di insider trading per avere acquistato obbligazioni dell'Unipol quale amministratore di detta società e previa delibera del Consiglio d'amministrazione poichè sulla base di una modifica legislativa intervenuta l. 18 aprile 2005 gli avvocati gli avevano prospettato la possibilità di avanzare istanza per ottenere il proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p., chiese la sua opinione sull'interpretazione della nuova norma , con una certa fretta perché era fissata una udienza a breve lo stesso Consorte manifestò la sua convinzione circa l'intervenuta depenalizzazione, citando alcuni interventi di un senatore pronunciati nel corso dei lavori preparatori della nuova legge. Ha aggiunto il dott. Castellano di avere rappresentato all'ing. Consorte dubbi sulla portata della nuova normativa e, dopo avere richiesto di esaminare le carte dissi bisogna guardare le carte e ricevuta tale documentazione lavori preparatori, testo delle esenzioni previste dalla L. 18 aprile 2005, decreto di citazione a giudizio notificato il 30 gennaio 2005 , di avere confermato tali dubbi, dovendo la fattispecie essere accertata nel corso del processo Io invece gli dissi che era dubbia, che bisognava accertarla in giudizio . Ha precisato che per fornire un parere in concreto sarebbe stato necessario esaminare le carte del processo che non esaminò mai né chiese di esaminare. Sulle circostanze indicate la commissione ha accertato quale fosse la sezione penale competente e ha acquisito copia integrale del decreto di citazione a giudizio emesso nei confronti dell'ing. Consorte e di altre persone, depositato dal dott. Castellano solo con l'indicazione del nominativo dello stesso Consorte e dell'imputazione a lui ascritta, avendo ritenuto, come dichiarato tra qualche iniziale incertezza nel corso dell'audizione, di avere ricevuto il documento integrale e di averlo omissato per evitare di coinvolgere persone estranee al procedimento in corso innanzi al Consiglio. Dall'esame della documentazione acquisita e dall'audizione del Procuratore della Repubblica di Milano, dott. Minale, risulta che nei confronti dell'ing. Consorte e di Ivano Sacchetti, rispettivamente presidente e vicepresidente dell'Unipol, era stato firmato in data 6 luglio 2004 un decreto di citazione a giudizio, innanzi al giudice moncratico del Tribunale di Milano, per il reato di cui all'art. 180 comma 1 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 per avere, in concorso tra loro, in possesso di informazioni privilegiate relative all'estinzione anticipata di due prestiti obbligazionari Unipol, avvalendosi di tali informazioni di cui il pubblico non disponeva, acquistato obbligazioni delle emissioni interessate dall'estinzione anticipata per Euro 48.000.000 circa. Con lo stesso decreto di citazione risulta citato a giudizio altra persona per avere acquistato obbligazioni avvalendosi dell'informazione privilegiata relativa all'estinzione anticipata, acquisita quale consigliere d'amministrazione dell'Unipol, e per avere fornito detta informazione ad altre sei persone, a loro volta imputate per avere acquistato obbligazioni delle stesse emissioni. La prima udienza veniva fissata per il 7 febbraio 2005, innanzi alla dott.ssa Mayer della seconda Sezione del Tribunale di Milano, rinviata al 21 luglio 2005. In questa fase ulteriore innanzi al giudice del dibattimento veniva presentata una richiesta di proscioglimento ex art. 129, rigettata dal Giudice, fondata sulla intervenuta depenalizzazione a seguito della modifica legislativa ricordata. Tra la documentazione depositata dal dott. Castellano, consegnatagli dall'ing. Consorte, risultano - il testo dell'art. 183 del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58, come modificato dalla legge 18 aprile 2005 n. 62, che prevede le esenzioni all'applicabilità della norma penale sull'insider trading art. 180 dello stesso Decreto , tra cui l'ipotesi di riacquisto di obbligazioni da parte dell'emittente sempre che rispettino le condizioni stabilite dalla CONSOB con regolamento - il resoconto di sedute di commissione e di aula relativi ai lavori preparatori della citata legge 18 aprile 2005 n. 62, in cui sono evidenziati gli interventi di un senatore che esprime la condivisione della norma contenuta nel disegno di legge secondo cui non possono essere assoggettati a sanzione gli amministratori che procedono all'acquisto di obbligazioni e strumenti finanziari nell'ambito di programmi di riacquisto deliberati dalla stessa società, trattandosi di soggetti che non abusano di informazioni privilegiate. Orbene, la vicenda così ricostruita, sulla base degli elementi ricordati, consente di ritenere acclarato in modo univoco che il dott. Castellano, se pur nell'ambito di un rapporto conviviale e di amicizia in corso da circa un anno, ritenne di offrire la propria interpretazione sull'applicabilità di una specifica normativa alla vicenda processuale che vedeva imputato l'ing. Consorte e Ivano Sacchetti innanzi al giudice monocratico di Milano e che, secondo gli avvocati degli imputati e lo stesso Consorte , consentiva di ottenere il proscioglimento immediato, con sentenza preliminare, ai sensi dell'art. 129 c.p.p Pur se il dott. Castellano ha affermato più volte di essersi limitato a manifestare dubbi sulla possibilità di ottenere il proscioglimento, certamente vi fu, in più occasioni, una discussione sul punto con l'ing. Consorte che manifestò la posizione dei suoi avvocati, citò le dichiarazioni di un senatore rese in sede di lavori preparatori e consegnò la relativa documentazione il dott. Castellano, anche dopo avere ricevuto la documentazione necessaria per offrire l'interpretazione, rese nota la propria opinione circa l'operatività della depenalizzazione e l'esito possibile dell'istanza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. , ritenendo che non operasse automaticamente essendo necessario l'accertamento in giudizio di alcuni presupposti Ma a voce, mi limitai a dire E' dubbia . Anche perché il vero problema di questo sistema qui è la previa comunicazione alla Consob cioè la Legge comunitaria vuole tutelare la trasparenza, quindi o c'è la comunicazione alla Consob ed allora non nell'ambito di programmi di riacquisto Quindi dico E' tutta da accertare in giudizio . Punto! . Non si trattò, dunque, di mera e generica attività interpretativa sulla portata di una norma, come rappresentato dal magistrato nel corso dell'audizione e nelle memorie depositate, ma di uno specifico parere sull'applicabilità di una nuova normativa, con riferimento ad un processo penale in corso che vedeva impegnati i difensori a predisporre una specifica istanza di proscioglimento, a loro avviso fondata. D'altra parte, il parere veniva richiesto ad un magistrato particolarmente esperto nel settore dei reati economici proprio per le specifiche competenze del dott. Castellano, che, per lungo tempo, aveva svolto le funzioni di presidente di una sezione se pur diversa da quella ove doveva essere celebrato il giudizio del tribunale che giudicava i reati di natura economica in tal senso le dichiarazioni dello stesso dott. Castellano e del dott. Minale e conoscitore della materia economico-tributaria, perchè componente del consiglio di Presidenza della giustizia Tributaria circostanza rappresentata dal dott. Castellano e nota all'ing. Consorte sicchè il parere doveva apparire all'ing. Consorte particolarmente rilevante e prezioso. Un parere, non di carattere generico e astratto, ma fornito dopo avere esaminato la documentazione -ivi compreso il capo di imputazione contestato-, all'esito di una puntuale discussione e interlocuzione con l'interessato che, come sottolineato dal dott. Castellano, citava con dovizia di particolari i lavori preparatori della nuova normativa e con carattere di specificità circa l'esito finale difficile applicabilità dell'ipotesi del proscioglimento ex art. 129 c.p.p. e delle ragioni che lo portavano a tale valutazione necessità di valutare l'effettiva tutela della trasparenza, di cui è garante anche la Consob . Tutte le circostanze emerse dimostrano l'attenzione del dott. Castellano, che fornì il parere in tempi brevi, essendo fissata dopo pochi giorni l'udienza 21 luglio 2005 , e il particolare interesse dell'ing. Consorte a ottenere la valutazione di una persona particolarmente esperta. D'altra parte, le specifiche modalità del fatto ora indicate, unite alla conoscenza della qualità dell'ing. Consorte, amministratore delegato di una compagnia di assicurazione di rilievo nazionale, e la natura dell'imputazione, relativa al riacquisto di obbligazioni per circa 48 milioni di Euro, dovevano indurre il dott. Castellano, pur nell'ambito di un rapporto di convivialità, a una particolare cautela e prudenza, che non vi fu, anche in considerazione delle funzioni direttive in quel momento svolte quale Presidente del di Tribunale di Sorveglianza di Milano e di quelle ricoperte in precedenza fino al febbraio 2005 di Presidente della Prima sezione del Tribunale di Milano, ufficio ove doveva essere trattato il procedimento penale sul quale riteneva di interloquire. Il comportamento in esame appare di particolare rilievo essendo stato posto in essere, come si vedrà oltre, contestualmente ai fatti di cui alla contestazione n. 3, sempre relativa a vicende giudiziarie dell'ing. Consorte. La ricostruzione ora operata è, peraltro, ulteriormente arricchita dalle dichiarazioni rese dal dott. Castellano nel corso dell'audizione, nella parte in cui, ripercorrendo il contenuto delle intercettazioni telefoniche contestategli integralmente anche dal P.M. di Perugia, afferma che poiché l'ing. Consorte tardava a fargli avere la documentazione, ne sollecitava l'inoltro nella mattina del 10 luglio, ottenendola poco dopo dallo stesso Consorte che la prelevava prontamente dal suo ufficio. Tale comportamento conferma, come già evidenziato in precedenza, la disponibilità e l'interesse del dott. Castellano nel raccogliere la richiesta dell'ing. Consorte, tanto da sollecitare l'inoltro della documentazione. L'istruttoria svolta ha consentito di acquisire, attraverso l'audizione del dott. Minale, ulteriori elementi in ordine alla vicenda indicata nella contestazione che dimostrano la natura non episodica degli interessamenti e dei pareri del dott. Castellano nel procedimento penale che vedeva imputato l'ing. Consorte per il reato di insider trading. Il dott. Minale, Procuratore della Repubblica di Milano, ha riferito che il procedimento nei confronto dell'ing. Consorte era sorto nel 2003 su segnalazione della Consob che, nell'approvare il programma del 2002, aveva previsto l'estinzione anticipata di due prestiti obbligazionari Unipol questa notizia privilegiata, perché non portata ancora a conoscenza del pubblico, era stata utilizzata dalla stessa Unipol, attraverso l'amministratore, Consorte, e il vice Sacchetti, per acquistare le obbligazioni prima della operazione di estinzione del prestito, così facendo risparmiare una somma a favore della stessa Unipol. All'esito delle indagini e dell'interrogatorio degli indagati la difesa aveva chiesto l'archiviazione sostenendo che la fattispecie criminosa, laddove prevedeva l'espressione chiunque utilizza informazioni privilegiate non si potesse riferire agli amministratori della società ma solo a terzi. La tesi non era stata accolta dalla Procura trattandosi di posizione assolutamente minoritaria in dottrina che, nel marzo del 2004 aveva fatto notificare l'avviso del 415 bis anche successivamente la difesa aveva depositato una memoria sostenendo, in punto di diritto, che l'imputazione non potesse elevarsi nei confronti degli amministratori. Ha aggiunto il dott. Minale che il dott. Castellano si presentò nel suo ufficio nel marzo 2004, già disposto l'avviso ex art. 415 bis, esponendo la medesima questione sostenuta dai difensori molto fortemente disse che, a suo giudizio, a giudizio della difesa l'imputazione era inconsistente, era senza presupposto e che, quindi, la Procura si avviava a una decisione non fondata e chiedendo di incontrare il p.m. titolare del procedimento, dott. Fusco quest'ultimo successivamente, riferì al Procuratore che il dott. Castellano gli aveva rappresentato il problema giuridico della inconsistenza di una imputazione e che lui l'aveva subito un po' fermato, dicendogli che aveva già firmato la citazione diretta e che quindi, il problema a quel punto sarebbe stato affrontato dal Tribunale. Il dott. Minale ha precisato che il dott. Castellano aveva parlato della questione giuridica e interpretativa relativa alla configurabilità del reato nei confronti degli amministratori, con riferimento specifico alla vicenda che vedeva indagato l'ing. Consorte Castellano faceva proprio riferimento alla imputazione, voglio dire, lui sapeva, mostrava di essere padrone del problema e della vicenda , , era quasi lui che dava informazioni a me, sapeva assolutamente tutto della vicenda in fatto e in diritto . La tesi prospettata dalla difesa dell'ing. Consorte, condivisa e perorata dal dott. Castellano, non veniva accolta dalla Procura di Milano e il sostituto dott. Fusco emetteva il decreto di citazione a giudizio, vistato dal Procuratore aggiunto il 7 maggio 2004 come già ricordato, l'udienza del 7 febbraio 2005 veniva rinviata al 21 luglio 2005. In questa fase ulteriore veniva presentata la richiesta di proscioglimento ex art. 129 sulla base della modifica introdotta dalla legge 18 aprile 2005 n. 62, per la quale il dott. Castellano aveva fornito l'interpretazione prima ricordata. Sugli incontri con il dott. Minale e il dott. Fusco, relativi al fatto contenuto nella contestazione in esame in cui si richiamano comportamenti posti in essere con riferimento a questo determinato procedimento penale , il dott. Castellano non fornisce alcuna indicazione nella memoria presentata il 29 marzo 2005, dopo il deposito degli atti. I fatti accertati dimostrano che il dott. Castellano, all'epoca Presidente della prima sezione del Tribunale di Milano, competente per reati economici e fallimentari, venuto a conoscenza evidentemente dall'ing. Consorte dell'esistenza dell'indagine preliminare in corso, ormai alle battute finali essendo stato notificato l'avviso di deposito degli atti , si presentava dal Procuratore della Repubblica prima e successivamente dal sostituto che conduceva le indagini perciò a lui ben noto, a differenza di quanto dichiarato nel corso dell'audizione nel rispondere a una specifica domanda quando in commissione non era emersa questa ulteriore vicenda per sostenere una tesi che portava all'inconfigurabilità del reato nei confronti dell'ing. Consorte con il quale era in corso un rapporto conviviale non da lungo tempo dunque un duplice intervento in cui veniva manifestata una valutazione relativa a un procedimento in corso, al quale il magistrato si riferiva avendo piena cognizione dei fatti, sostenendo una tesi già prospettata dalla difesa dell'indagato. Risulta, dunque, che nell'ambito del medesimo procedimento penale pendente nei confronti di Consorte per insider trading il dott. Castellano interveniva ripetutamente una prima volta nel mese di marzo 2004, quando ancora non era stata esercitata l'azione penale, per sostenere l'infondatezza della tesi della Procura secondo cui era configurabile il reato nei confronti degli amministratori che si avvalevano di notizia privilegiata una seconda volta nel luglio del 2005 per fornire una interpretazione sulla nuova normativa che ampliava le ipotesi di esenzione della configurabilità del reato nei confronto degli amministratori. La valutazione complessiva delle modalità con cui venivano posti in essere i comportamenti descritti, relativi allo stesso procedimento penale nelle varie fasi in cui si sviluppava indagini preliminari prima, fase predibattimentale poi , dimostrano che il dott. Castellano, lungi dall'avere un atteggiamento prudente a fronte di richieste di persona amica sottoposta a procedimento penale, peraltro di non live entità in considerazione della natura dell'imputazione, si occupò ripetutamente di tale vicenda, giungendo anche a interloquire con i magistrati che trattavano il procedimento in un primo momento per perorare la tesi difensiva basata sull'originaria formulazione della norma, successivamente per fornire la sua interpretazione sulla modifica normativa introdotta, peraltro all'esito dell'esame della documentazione necessaria per tale parere. 5.3. La contestazione sub 2 Secondo la contestazione indicata al n. 2 nel corso di una conversazione telefonica con l'ing. CONSORTE del 12.7.2005, dopo aver sollecitato un urgente incontro di persona e dopo che lo stesso CONSORTE l'aveva invitata a chiamarlo da un telefono fisso, Ella gli diceva guarda che qui non ti preoccupare che tutti, non pensare di essere esente , così ingenerando nell'interlocutore il sospetto che la sua utenza fosse sottoposta ad intercettazione. L'incontro sollecitato avveniva lo stesso giorno a Bologna dove Ella sostava rientrando da Roma in treno avendo a tale scopo abbandonato l'intenzione di utilizzare il mezzo aereo e incontrando l'ing. CONSORTE che Le aveva messo a disposizione un'auto per rientrare a Milano. Tali fatti evidenziano obiettivamente la Sua volontà di non discutere al telefono con l'ing. CONSORTE degli argomenti affrontati, oltre che di ottenere un incontro avente ad oggetto tali argomenti. Il primo fatto indicato nella contestazione si riferisce all'avere ingenerato nell'interlocutore il sospetto che la sua utenza fosse sottoposta ad intercettazione , attraverso una espressione adoperata nel corso della conversazione e il comportamento successivamente tenuto diretto ad avere un incontro di persona lo stesso giorno con particolare urgenza. Richiamati i principi di carattere generale in precedenza affermati in materia di utilizzazione del contenuto di intercettazioni telefoniche, si rileva che il dott. Castellano ha respinto ogni addebito affermando che le espressioni adoperate nella conversazione costituivano una mera battuta simile peraltro a quelle usualmente correnti in argomento , sicchè non aveva alcuna intenzione di ingenerare nell'ing. Consorte il sospetto che la sua utenza fosse intercettata, né ciò era in concreto avvenuto, tanto che le sue telefonate erano proseguite successivamente senza alcuna cautela. Tale tesi è stata ribadita nella memoria depositata il 9 febbraio, nel corso dell'audizione e anche nella memoria del 29.3.06, in cui il magistrato precisa ulteriormente che se in lui vi fosse stata la convinzione che l'utenza del Consorte era intercettata non avrebbe avuto senso proseguire le conversazioni. In verità l'espressione indicata nella contestazione alla luce della versione fornita dal dott. Castellano, assume carattere di equivocità. Si è già precisata la cautela con cui possono trovare ingresso i risultati delle conversazioni intercettate, sia in ordine alla loro inidoneità di contribuire al patrimonio conoscitivo del procedimento in mancanza di elementi di conferma, sia con riferimento alla loro valutazione. Va, comunque, privilegiato il contributo del magistrato o dell'interessato protagonista della conversazione qualora costui ritenga di fornire elementi di fatto o interpretativi delle espressioni adoperate, sempre che non si raccolgano elementi tali da contraddire detto contributo. In ordine all'equivocità degli elementi emersi in ordine al fatto contestato, va ricordato che, pur se il procedimento ex art. 2 L. guar. prescinde dalla colpa del magistrato, la giurisprudenza amministrativa è univoca nel richiedere, come necessario presupposto, l'esistenza di un comportamento del magistrato al quale ascrivere, sia pure come mera concausa, la lesione dell'autorevolezza e della credibilità della funzione giudiziaria Cons. di Stato sez. IV 12.2.1997 . E' escluso, dunque, che ricorra una ipotesi di responsabilità oggettiva, dovendo essere posti a fondamento del trasferimento fatti riconducibili al magistrato, obiettivi e precisamente individuati cui la situazione di incompatibilità ambientale o funzionale possa essere ancorata cfr. TAR Lazio, 7.7.2004, Consiglio di Stato sez. IV 12.10.2000, 22.11.2005 . Va escluso, dunque, ogni rilievo sotto il profilo dell'incompatibilità in esame al fatto addebitato, relativo all'avere ingenerato nell'interlocutore il sospetto che la sua utenza fosse sottoposta ad intercettazione Né, elementi di certezza in ordine all'avere ingenerato il sospetto nell'ing. Consorte dell'intercettazione della sua utenza possono desumersi univocamente dal comportamento, pure indicato nella contestazione, relativo al contesto della telefonata, in cui sollecitava un urgente incontro di persona e nell'avere tenuto detto incontro lo stesso giorno a Bologna dove Ella sostava rientrando da Roma in treno avendo a tale scopo abbandonato l'intenzione di utilizzare il mezzo aereo e incontrando l'ing. CONSORTE che Le aveva messo a disposizione un'auto per rientrare a Milano. Invero, le circostanze di fatto ora indicate incontro avvenuto lo stesso giorno, con le modalità descritte, per parlare di persona risultano confermate dal dott. Castellano fin dalle note del 20 gennaio Come spesso avviene, per parlare con maggiore immediatezza, ci siamo accordati di vederci per un breve incontro , ma non appaiono elemento logico di riscontro o tale da supportare l'avere ingenerato il sospetto dell'esistenza di una intercettazione telefonica. Esistono, infatti, molteplici ricostruzioni alternative dirette a giustificare tale comportamento, indice di per sé della volontà di tenere un incontro con immediatezza come affermato dallo stesso dott. Castellano e di discutere personalmente di questioni evidentemente di rilievo in cui si riteneva opportuno il contatto diretto e l'interlocuzione personale, ma da ciò non può desumersi con carattere di certezza che ciò dipendesse dal rischio che l'utenza fosse sotto controllo o, comunque, la volontà di comunicare tale circostanza all'ing. Consorte. L'incontro immediato e di persona, dunque, poteva anche essere richiesto al fine di evitare ogni possibile rischio di intercettazione della comunicazione, ma tale ipotesi non ha trovato sufficienti elementi di conferma. In conclusione, pur se l'urgenza dell'incontro e le modalità con cui lo stesso avveniva lo stesso giorno rappresentano, come indicato nella parte finale della contestazione, obiettivamente la volontà del magistrato di non discutere al telefono con l'ing. CONSORTE degli argomenti affrontati, oltre che di ottenere un incontro avente ad oggetto tali argomenti, tale elemento non assume autonomo rilievo sotto il profilo del procedimento di cui all'art. 2 L.G., potendo essere valutato solo con specifico riferimento al contenuto di detto colloquio, oggetto della contestazione indicata al n. 3. 5.4. La contestazione sub 3 Nella contestazione indicata al n. 3 della comunicazione di apertura del procedimento si descrive il seguente fatto con riferimento al progetto di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro promosso dall'Unipol, si rendeva disponibile ad offrire e offriva indicazioni all'ing. CONSORTE su come procedere, consapevole della rilevanza dell'operazione finanziaria in corso, alla quale la stampa aveva dato ampio risalto forniva, altresì, elementi di asserita sua specifica conoscenza allo stesso ing. Consorte relativi a connesse iniziative giudiziarie in corso come emerge dalla memoria da Ella depositata al Consiglio il 4 agosto 2005, dal contenuto delle conversazioni telefoniche citate disposte dalla Procura di Milano, dall'intervista rilasciata il 30 luglio 2005 al Corriere della Sera, dichiarazioni rese alla PG dall'ing. CONSORTE il 23.9.2005 , dando, tra l'altro, così modo al suddetto di definirLa in un colloquio intercorso con Ivano Sacchetti, vicepresidente della Unipol, come il nostro amico di Milano, il mio amico di Milano . Sui fatti descritti nella contestazione sono emersi elementi di certezza desumibili da molteplici circostanze. Con riferimento alla prima parte della contestazione, si rendeva disponibile ad offrire e offriva indicazioni all'ing. CONSORTE su come procedere, consapevole della rilevanza dell'operazione finanziaria in corso, alla quale la stampa aveva dato ampio risalto, già nella memoria depositata il 4 agosto 2005 il dott. Castellano, con riferimento a notizie diffuse dalla stampa sono agli atti numerosi articoli di quotidiani pubblicati tra il 27 e il 30 luglio 2005 in ordine ad intercettazioni di conversazioni telefoniche e rapporti intercorsi tra lui e l'ing. Consorte in relazione alla c.d. scalata dell'Unipol nei confronti della BNL, ha dedotto - di conoscere Giovanni Consorte da alcuni anni e di averlo incontrato, nel mese di giugno, in una riunione conviviale in Bologna, alla presenza di più persone, nel corso della quale apprendeva da costui l'intenzione dell'Unipol di acquisire la BNL e le difficoltà incontrate, peraltro a lui già note per averle apprese dalla stampa quotidiana - di avere detto al Consorte che la via migliore per perseguire il suo progetto di massima era solo e unicamente quella dell'assoluta trasparenza e del rispetto delle regole - di avere in occasione di un successivo incontro avuto con il collega Achille Toro , motivato dall'atteggiamento da assumere in relazione alle iniziative dell'ANM in vista del probabile -in alloraapprovazione dell'ordinamento giudiziario messo al corrente il collega circa le domande rivolte gli ricevendo dal suo interlocutore come risposta quella che confermava la sua indicazione rivolta al presidente dell'Unipol come la risposta più corretta - di avere, in seguito, incontrato nuovamente Giovanni Consorte che, a mo' di ringraziamento circa l'indicazione offertagli , gli aveva riferito di avere incontrato alcuni funzionari ed il Presidente della Consob ai quali aveva illustrato suggerimenti operativi in linea con quei principi di trasparenza e di rispetto delle regole da lui -Castellano- ottenuti Tali circostanze sono in gran parte contenute anche nell'intervista rilasciata dal dott. Castellano il 30 luglio 2005 indicata nella contestazione e mai smentita dal magistrato, neanche nel corso dell'audizione in cui si parla del rapporto di amicizia con l'ing. Consorte, della vicenda UNIPOL-BNL -di cui si leggevano sui giornali una serie di pasticci -, del consiglio di attenersi a regole di assoluta trasparenza , dell'avergli rappresentato dei rischi per esempio un'acquisizione impropria di pacchetti azionari . Nella memoria del 20 gennaio il dott. Castellano ha confermato di avere fornito consigli all'ing. Consorte sul progetto di acquisizione della Banca Nazionale del Lavoro, nel corso dell'incontro conviviale di cui sopra e a commento della lettura della stampa quotidiana che parlava abbondantemente della vicenda, e si sono concretizzati in inviti alla trasparenza e all'osservanza della legge. Si è trattato di consigli che avrei dato a chiunque per la mia cultura di magistrato. E ancora, nella memoria depositata il 9 febbraio, all'inizio dell'audizione, il dott. Castellano ha confermato di avere fornito consigli sull'OPA nel corso di un contesto conviviale, la sera del 25 giugno 2005, in occasione della quale si commentava - tra l'altro - quanto la stampa quotidiana, con dovizia di particolari, riportava sull'argomento . Ha aggiunto che il suggerimento di rivolgersi alla CONSOB, oltre che alla Banca d'Italia, enti entrambi istituzionalmente preposti al controllo della regolarità dell'OPA avrebbe avuto lo stesso significato che può avere il consiglio dato ad un soggetto di rivolgersi agli uffici della Procura della Repubblica, oltre che alla Stazione dei Carabinieri . Anche nel corso dell'audizione il dott. Castellano non si è discostato da quanto riferito in precedenza, pur se ha aggiunto ulteriori particolari nel corso dell'incontro conviviale, alla presenza anche della collega Poggioli, commentando le notizie giornalistiche raccomandò all'ing. Consorte il massimo rispetto delle regole, ma fece anche riferimento alla opportunità di avere un incontro con Mediobanca Io gli dissi anche Scusa, che senso ha? Perché non sei andato da Mediobanca o non vai da Mediobanca, che normalmente si occupa di queste vicende, perché è l'Ente ? e lui mi disse Non mi hanno ricevuto . Dico L'importante, però, è la trasparenza e al ruolo della Banca d'Italia e della Consob di cui parlavano i quotidiani quando si commentano le notizie giornalistiche in merito a questa vicenda qui, notizie giornalistiche che vedevano un'apparente contrapposizione fra la Banca di Italia e Consob, e nell'occasione gli dissi Mi raccomando, c'è la Banca di Italia, ma c'è anche la Consob! , voglio dire Ci sono gli organi di vigilanza , quindi è come dire Entrambi preposti. Che sia Consob, che sia Banca di Italia, l'importante è osservare le regole. Peraltro, in quel momento lì c'era ancora in corso l'OPS del Bilbao ed io gli dissi Rispetto delle regole! , cioè, rispetto delle regole della questione parlò anche col collega Toro nel corso di un incontro avvenuto il 5 luglio 2005 per ragioni d'ufficio Nell'occasione, gli ho detto Ho conosciuto Consorte che vuol fare questa operazione qui. Gli ho consigliato trasparenza ed il discorso è finito lì, perché dice Non potevi dare consiglio migliore! . Trasparenza significa Rispetto delle regole , ma è - come dire? - assoluta coerenza! Il mio problema era anche quello, voglio dire, avendo una presentazione come quella che mi era stata fatta dalla collega Poggioli, dico ho conosciuto Voglio dire, non dico Guardi, ci sono dei problemi , ma non perché volessi sapere Non potevi dargli - è stata la risposta di Achille Toro - consiglio migliore il colloquiare con il Dottor Toro fu solo determinato da un discorso del tipo Ho conosciuto Consorte , voglio dire, c'erano fu un pour parler. Ma non di assicurazione o di garanzia di qualcosa. Anche perché mi ricordo che il Toro nell'occasione mi disse Ma facciano quello che vogliono, il mercato, poi noi , le carte Quello che fanno, nel bene o nel male, risulta dalle carte , quindi, il dare un consiglio di trasparenza - quello che io avevo fatto - era proprio, diciamo, la conferma che tanto tutto quello che fanno, questi soggetti qui, questi operatori economici, anche in questa vicenda qui, risulterà dalle carte . Quanto riferito dal dott. Castellano trova riscontro nelle dichiarazioni rese alla P.G. dall'ing. Consorte Un altro argomento trattato col Castellano è stato quello relativo all'operazione che stavamo conducendo in particolare, il Castellano mi raccomandò di prestare attenzione a tutti gli atti che l'azienda compiva, tenendo conto del grande interesse che l'operazione suscitava . Da tutti gli elementi ricordati emerge, dunque, la piena conferma del fatto riportato nella prima parte della contestazione, si rendeva disponibile ad offrire e offriva indicazioni all'ing. CONSORTE su come procedere, consapevole della rilevanza dell'operazione finanziaria in corso, alla quale la stampa aveva dato ampio risalto. Pur se il dott. Castellano ha tentato di ridimensionare il valore e la portata dei consigli da lui forniti all'ing. Consorte, richiamando le ragioni e l'origine dell'amicizia risalente a più di un anno prima e sorta tramite comuni amici , l'occasione in cui avvenne la richiesta di suggerimenti un'occasione conviviale, presenti anche amici , e il contenuto del suo intervento mero richiamo alla trasparenza dei comportamenti come avrebbe fatto nei confronti di chiunque , diverso è l'apprezzamento che deve essere operato sulla base dell'esame complessivo degli elementi acquisiti. Invero, la particolare qualità del dott. Castellano, magistrato, con incarico direttivo in atto e con pregressa specifica e rilevante esperienza nel settore dei reati di criminalità economica -quale presidente della prima sezione del Tribunale di Milano-, oltre che con competenza in materia tributaria e componente del Consiglio di giustizia tributaria, avrebbe dovuto indurlo a una particolare prudenza nell'offrire consigli , sia pure a un amico, con riferimento a una rilevante operazione in corso -acquisizione della BNL in contrasto con l'operato della banca spagnola BBVAda parte dell'ing. Consorte quale amministratore dell'Unipol , di cui i quotidiani nazionali avevano dato ampio risalto anche con riferimento agli interessi coinvolti e alle difficoltà cui la stessa operazione andava incontro. Tali circostanze erano certamente note al dott. Castellano avendole riferite nel corso dell'audizione e nelle memorie depositate e ciò nonostante, ritenne di offrire suggerimenti che non si limitarono a un mero richiamo al rispetto delle regole, atteso che lo stesso dott. Castellano fa riferimento al suggerimento rivolto all'ing. Consorte di rivolgersi a Mediobanca, e poi di valutare l'intervento della Consob e della Banca d'Italia. Tali consigli non apparvero di routine e generici all'ing. Consorte che, come riferito dallo stesso dott. Castellano, ritenne a mo' di ringraziamento circa l'indicazione offertagli di avere contattato il presidente della Consob e di essere stato da costui ricevuto illustrando le modalità operative che intendeva seguire. Il rapporto e il contatto tra il magistrato e il presidente dell'Unipol era tale, dunque, da indurre il, secondo ad informarlo sui progressi che vi erano nell'operazione in corso pur nel rispetto dei principi di trasparenza e rispetto delle regole forniti. Il rapporto, inoltre, era tale che il dott. Castellano ritenne di parlare della vicenda, se pure in un incontro programmato per ragioni d'ufficio il 5 luglio 2005, con il Procuratore Aggiunto di Roma, dott. Toro, parlando della sua amicizia con l'ing. Consorte e chiedendo rassicurazioni sul comportamento tenuto. In definitiva, non si trattò di una semplice e occasionale discussione tra amici all'operazione in corso e non ci fu un semplice richiamo al rispetto delle regole, emergendo elementi tali da fare ritenere ben più consistente e dettagliato l'intervento, oggetto di più colloqui, anche con terzi particolarmente qualificati come il dott. Toro, Procuratore Aggiunto titolare di delicati procedimenti, che notoriamente si era occupato di procedimenti in materia di reati economici e che aveva già ascoltato l'ing. Consorte come teste in data 15 giugno 2005 con riferimento proprio all'operazione finanziaria in corso in tal senso la relazione dell'1 agosto 2005 trasmessa dal dott. Toro e dalla dott.ssa Lori al Procuratore della Repubblica . Pur se il dott. Castellano ha affermato di avere appreso tale circostanza solo successivamente cfr. audizione e memoria , non può sottovalutarsi l'interesse a ottenere suggerimenti da parte dell'ing. Consorte a fine giugno 2005, pochi giorni dopo essere stato ascoltato dalla Procura di Roma, se pur in qualità di teste, ma nell'ambito di accertamenti relativi all'operazione in corso. Il comportamento ora ricordato del dott. Castellano appare particolarmente disinvolto e tale da dimostrare un particolare interesse per la posizione dell'ing. Consorte anche in considerazione degli interventi prima ricordati, relativi al procedimento per insider trading pendente nei suoi confronti e della quasi contestuale attività interpretava offerta con riferimento a tale procedimento negli stessi giorni, vale a dire nei primi giorni del luglio 2005. I fatti emersi appaiono ancora più rilevanti, sotto il profilo della prospettata incompatibilità, essendo stata accertata anche l'ulteriore circostanza indicata nella contestazione, consistenti nell'avere fornito, elementi di asserita sua specifica conoscenza allo stesso ing. Consorte relativi a connesse iniziative giudiziarie in corso. Si è ora ricordato che l'ing. Consorte era certamente a conoscenza di un procedimento in corso presso la Procura di Roma relativo all'operazione finanziaria di scalata alla BNL in tale contesto assume particolare e specifico rilievo avere lo stesso Consorte riferito alla polizia giudiziaria il 23 settembre 2005 che dal dott. Castellano apprese una ulteriore circostanza perchè costui gli disse che su Roma circolavano voci relativamente ad eventuali azioni legali contro Unipol che avrebbe promosso la Banca spagnola BBVA, nonché sull'utilizzo, da parte di Unipol, delle proprie riserve tecniche, necessarie a risarcire i sinistri o le polizze vita, per l'acquisto delle azioni BNL . In sostanza, lo stesso ing. Consorte indica non solo generici consigli di rispetto delle regole, come sempre sostenuto dal dott. Castellano, ma anche un comportamento ulteriore del magistrato, consistente nel riferire l'esistenza di voci su eventuali azioni legali promosse dalla Banca Spagnola e sul contenuto di dette iniziative, relative all'utilizzo, da parte di Unipol, delle proprie riserve tecniche . Il dott. Castellano ha parzialmente confermato le dichiarazioni dell'ing. Consorte riferendo, per la prima volta nella memoria presentata il 9 febbraio 2005, dopo la notifica della contestazione, che la sera del 12 luglio 2005 a Bologna - dopo aver parlato con Consorte della mia questione personale di cui ho già detto - gli feci un cenno all'esistenza di un esposto del Banco di Bilbao, del quale sconoscevo totalmente il contenuto . Nel corso dell'audizione ha precisato che, dopo l'incontro del 5 luglio 2005 in cui ritenne di fare riferimento alla richiesta dell'ing. Consorte , si presentò nuovamente dal dott. Toro per un saluto il 12 di luglio, e - il solito Toro indaffarato - dice Ah, qui ho anche un esposto del Banco di Bilbao . Ecco! Non letto, perché non C'è un esposto del Banco di Bilbao . Ha escluso di avere appreso del contenuto dell'esposto o di avere parlato del suo contenuto col dott. Toro. Il dott. Castellano ha anche dichiarato di avere incontrato la sera dello stesso 12 luglio l'ing. Consorte, e in quell'occasione di avergli riferito di avere appreso dell'esistenza dell'esposto del BBVA cfr. memoria e audizione , di cui, però l'interlocutore affermò di essere già a conoscenza, riferendone il contenuto relativo all'utilizzo delle riserve tecniche. In verità le dichiarazioni rese dall'ing. Consorte alla polizia giudiziaria indurrebbero a ritenere che diverso fu il tenore del colloquio tra i due il 12 luglio i riferimenti del Consorte al luogo ove erano state apprese le voci Roma e al contenuto delle azioni legali promosso dalla Banca spagnola BBVA, nonché sull'utilizzo, da parte di Unipol, delle proprie riserve tecniche consentono di mettere tali circostanze in relazione diretta con quanto appreso dal dott. Castellano. D'altra parte, il riferimento alla previa conoscenza dell'esposto da parte dell'ing. Consorte, per averlo appreso da notizie giornalistiche, richiamato dal dott. Castellano, non trova riscontro non solo nelle dichiarazioni dell'ing. Consorte ma anche nel fatto che le agenzie di stampa prodotte dal magistrato non richiamano esposti del BBVA o il loro contenuto ANSA 9 luglio non è escluso che gli spagnoli possano intraprendere le vie legali ANSA 10 luglio non è escluso il Bilbao possa ricorrere invece o, magari, in contemporanea al rialzo dell'offerta alle vie legali . Sul punto in esame non possono, invece, assumere rilievo i risultati delle intercettazioni telefoniche intercorse quel giorno tra l'ing. Consorte, il V. pres. Sacchetti e altra persona, trattandosi di intercettazioni tra terzi relativamente alle quali non sono stati acquisiti diretti riscontri. Ciò che rileva, comunque, nel presente procedimento, e va valutato sotto il profilo della prospettata incompatibilità, è esclusivamente l'accertata determinazione del dott. Castellano di portare con immediatezza a conoscenza dell'ing. Consorte quanto da lui asseritamente appreso circa l'esistenza di un esposto presentato dalla BBVA comportamento che dimostra ancora una volta il particolare interesse per le vicende dell'ing. Consorte e della operazione finanziaria in corso e che appare in contrasto col dedotto contegno, distaccato e diretto al mero richiamo del rispetto delle regole. Appresa l'esistenza dell'esposto il dott. Castellano, infatti, ritenne di parlarne subito con l'ing. Consorte, come da lui confermato, seppur tra numerose incertezze e mutamenti di versioni. Secondo la versione dei fatti prospettata dal dott. Castellano la circostanza fu da lui appresa il 12 luglio e lo stesso giorno egli sollecitò un incontro con l'ing. Consorte, modificando i suoi originari programmi che prevedevano il rientro a Milano in aereo cfr. memoria depositata il 9 febbraio 2006 . Il dott. Castellano ha confermato che l'incontro fu da lui sollecitato, ma ha giustificato le ragioni dell'urgenza fornendo motivazioni tra loro contraddittorie Nel corso dell'audizione del 9 febbraio e anche nella memoria depositata in quella sede , ha più volte fatto riferimento a ragioni di carattere strettamente personale che lo inducevano a chiedere consigli all'ing. Consorte. Più volte richiestogli di precisare se l'urgenza fosse determinata dalla necessità di parlare delle vicende personali o riferire dell'esposto, il dott. Consorte ha risposto in modo contraddittorio No. No, la ragione era quella di A fronte di questo esposto, che poi era anche sui giornali, poiché lui si era sempre qualificato come persona che voleva fare le cose perbene, dico voglio dire, nell'ambito del rapporto di amicizia che si era creato Ma cosa stai combinando?! . Ecco, questo era il senso. Era più un'urgenza di quell'altro tipo lì No, no, era la mia questione personale, su cui chiedevo. Poi gli accennai alla vicenda che c'era questo esposto qui, e lui mi disse Mah! . Ma come? E' tutto sui giornali Stavo quasi per separarmi da mia moglie, volevo sapere che cosa fare. Un rapporto di questo tipo qui, e nell'occasione anche dirgli Guarda che ti ho raccomandato la trasparenza, ma c'è un esposto . E' vero che un esposto non significa nulla. E' - come dire? - una Poi lui mi disse che in realtà di questo esposto qui ne avevano parlato ampiamente i giornali, i giornali proprio di quei giorni, che io al momento non avevo letto o avevo letto solo . Successivamente, con una breve memoria depositata il giorno successivo all'audizione 10 febbraio 2006 il dott. Castellano ha precisato che l'urgenza dell'incontro era da mettere in relazione con l'acquisizione della notizia dell'esistenza dell'esposto ritengo di meglio puntualizzare quanto, peraltro, penso possa agevolmente ricavarsi dal complesso delle risposte da me fornite nel corso dell'audizione. L'interesse che mi animava ad un sollecito incontro con il Consorte risiedeva, a parte quanto da me ampiamente riferito in ordine alle mie vicende personali, nella avvertita esigenza di chiedere al Consorte un chiarimento in ordine a quanto - del tutto casualmente - avevo appreso dal Collega Toro circa la mera sussistenza del noto esposto del Banco di Bilbao Poiché il Consorte mi era stato presentato come persona di assoluta e specchiata onestà e correttezza e poiché, proprio sulla base di tale presupposto, ne avevo accettato e coltivato l'amicizia, appare evidente come fosse più che giustificata la mia preoccupazione di essere da lui rassicurato - se e in quanto fosse stato in grado di farlo - circa la correttezza del suo comportamento, in mancanza della quale avrei riconsiderato il mio rapporto con lui Dopo avere ribadito che non aveva conosciuto il contenuto dell'esposto e che questo era gia noto all'ing. Consorte, conclude affermando Nella sostanza, non ero io interessato a fornire notizie utili a Consorte viceversa, ero interessato a farmi dare da lui notizie rassicuranti per me, onde potermi meglio regolare - proprio in considerazione della prioritaria esigenza di salvaguardare la mia immagine di magistrato - in ordine ai miei futuri rapporti con lui . Infine nella memoria depositata il 29 marzo la ragione dell'urgenza è determinata secondo il dott. Castellano, invece, dalle ragioni di carattere personale In tale contesto trovava quindi ragione e spiegazione la mia richiesta di un incontro diretto con il Consorte quello appunto avvenuto in occasione della sosta a Bologna , che mi appariva, d'altra parte, tanto più necessario ed opportuno per le ulteriori e sopravvenute ragioni già da me illustrate nella prima memoria integrativa del 10 febbraio 2006. In detto incontro, quindi, dopo aver indubbiamente parlato anche dell'esposto B.B.V.A. ed aver avuto le assicurazioni al riguardo da parte del Consorte, ho poi affrontato l'argomento di carattere privato che in quel momento mi stava a cuore e che costituiva per me oggetto di crisi e di preoccupazione nell'alternanza di sentimenti che si agitavano in me. Aggiunge il magistrato che grazie ai consigli dell'ing. Consorte decise di soprassedere in ordine ad una iniziativa giudiziaria relativa ad una specifica vicenda intercorrente tra lui e la moglie e, a riscontro, deposita numerose lettere degli avvocati che seguivano la vicenda e, in particolare una già predisposta in data 12 luglio 2005 in cui è annotato - di pugno dell'avv. Bernardini De Pace - lettera non spedita su mandato del cliente . Precisa che l'interesse a ottenere un consiglio dall'ing. Consorte su una questione personale derivava dalla pregressa esperienza similare dello stesso. In verità l'esame complessivo degli elementi ricordati induce a ritenere poco credibile che l'urgenza dell'incontro sia stata determinata da questioni di carattere personale da risolvere con la moglie che, come risulta dalla documentazione prodotta, esistevano da tempo e nel cui ambito recentemente i legali si erano scambiati più missive a partire dall'1 giugno 2005 in nessuna di tali missive, neanche nell'ultima della controparte del 5 luglio 2005, risultava posto alcun termine per la risposta che, perciò, ben poteva intervenire dopo il 12 luglio. Più credibile, invero, appare il Castellano quando individua le ragioni dell'urgenza dalla volontà di parlare dell'esposto di cui aveva avuto conoscenza lo stesso giorno. Del resto la coincidenza temporale della conoscenza del fatto e dell'incontro induce ulteriormente a propendere per questa soluzione. In ogni caso, particolare perplessità desta l'avere rivestito l'urgenza dell'incontro nelle memoria del 10 febbraio, con l'ulteriore necessità di essere rassicurato della correttezza del comportamento dell'ing. Consorte, da lui sempre sollecitata, e messa in dubbio dalla conoscenza della presentazione dell'esposto da parte del BBVA. Nel corso dell'audizione del giorno precedente, infatti, il dott. Castellano non ha in alcun modo fatto riferimento a tale preoccupazione, anzi ha sostanzialmente ridimensionato la circostanza relativa all'esposto e alla discussione intervenuta la sera col Consorte su questo punto, quasi come se si trattasse di elemento poco rilevante per entrambi gli interlocutori. 5.5. La contestazione sub 4 Infine, nell'ultima contestazione il dott. Castellano avrebbe, nell'ambito del rapporto ora descritto sollecitato in più occasioni l'interessamento dell'ing. Consorte per risolvere questioni di suo interesse la posizione di un giovane cui si fa riferimento nella conversazione telefonica del 5 luglio 2005 e ulteriori non precisate genericamente indicate nella conversazione del 12 luglio 2005 tra l'ing. Consorte e altra persona Con riferimento a questa contestazione risulta confermato dal dott. Castellano esclusivamente l'interessamento nei confronti di una persona, un giovane meridionale, figlio di genitori anziani e quasi indigenti, aveva il mero significato di un'opera di bene, la segnalazione, peraltro, era stata avanzata nell'ambito di uri rapporto di amicizia ed era stata evidentemente ritenuta priva di significato dallo stesso Consorte, che, come emerge dalla stessa telefonata intercettata, se ne era dimenticato . Non risultano, invece, acquisiti elementi idonei in ordine a ulteriori interessamenti. Il fatto accertato, se pur limitato, appare di un qualche rilievo perchè la richiesta è stata avanzata dal dott. Castellano nell'ambito dell'articolato rapporto descritto in cui il magistrato poneva in essere numerosi comportamenti in favore e nell'interesse dell'ing. Consorte che, perciò, ben poteva per riconoscenza raccogliere la richiesta avanzata. In ogni caso, data la sua limitata portata non si ritiene che possa assumere rilievo nel giudizio da operare. 5.6. Valutazione conclusive I fatti contestati al dott. CASTELLANO ed accertati dall'istruttoria espletata dalla Prima Commissione integrano senz'altro i presupposti per il suo trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale. La compromissione del prestigio delle funzioni del dott. CASTELLANO di presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano derivante dalle vicende esaminate riveste quei connotati di gravità, di attualità e di irreversibilità che rendono il magistrato incompatibile con la sede e con le funzioni direttive ricoperte. Una valutazione complessiva dei fatti sopra indicati delinea un rapporto tra l'ing. CONSORTE, manager di punta di un soggetto economico di primaria importanza e protagonista di rilevanti vicende del mondo bancario e finanziario, e il dott. CASTELLANO caratterizzato non solo dalla costante e prolungata disponibilità del secondo ad offrire consigli al primo in ordine alle vicende giudiziarie che lo vedevano coinvolto, ma anche dall'assunzione da parte del magistrato di concrete e rilevanti iniziative volte ad intervenire sull'andamento dei procedimenti penali che coinvolgevano l'imprenditore. Per quanto riguarda la vicenda del procedimento in materia di insider trading, il dott. CASTELLANO, lungi dal limitarsi ad offrire astratte prospettazioni interpretative sulla norma in questione - come secondo la sua ricostruzione ha fatto nel luglio del 2005 - è intervenuto reiteratamente presso gli inquirenti per caldeggiare la tesi sposata dalla difesa dell'ing. CONSORTE. Il magistrato è intervento prima presso il Procuratore di Milano, sostenendo, con piena cognizione di causa padrone del problema e della vicenda nei suoi aspetti in fatto e in diritto , secondo le parole del dott. MINALE e con grande determinazione molto fortemente , sempre secondo le parole del Procuratore di Milano , l'interpretazione favorevole all'imputato e bollando come inconsistente l'imputazione formulata dal p.m. un'imputazione, sia detto in via incidentale, che il giudice del dibattimento non ha, allo stato, ritenuto di poter smentire accogliendo la richiesta di proscioglimento anticipato ex art. 129 c.p.p. . Ma l'intervento del dott. CASTELLANO non si è limitato al colloquio con il dott. MINALE, comprendendo anche un successivo colloquio con il sostituto titolare del procedimento, il dott. FUSCO, titolare del procedimento di cui il dott. CASTELLANO, in sede di audizione, aveva esplicitamente negato di essere a conoscenza. Il successivo intervento consultivo del luglio del 2005 - raccontato dall'ing. CONSORTE alla polizia giudiziaria delegata dal pm di Roma e confermato dallo stesso dott. CASTELLANO - rivestiva, di per sé, carattere di inopportunità, per la straordinaria rilevanza economica della vicenda e per il diretto collegamento con le iniziative difensive assunte dagli avvocati dell'ing. CONSORTE. Tuttavia, ricollegata ai pregressi interventi sui pubblici ministeri milanesi emersi grazie all'audizione del dott. MINALE, la vicenda del luglio del 2005 testimonia il carattere non occasionale degli interventi consultivi del magistrato, delineando un atteggiamento gravemente disinvolto. I soli fatti di cui alla contestazione sub 1 assumono dunque una notevole e autonoma rilevanza, evidenziando una lesione del prestigio dell'Ordine Giudiziario e dell'autorevolezza delle funzioni svolte dal dott. CASTELLANO. Un aspetto essenziale di tali funzioni è infatti rappresentato dalla fiducia e dalla trasparenza che deve caratterizzare i rapporti tra i dirigenti degli uffici della stessa sede è di tutta evidenza - ed emerge con assoluta chiarezza dall'audizione del dott. MINALE - come la vicenda in esame abbia minato l'autorevolezza del dott. CASTELLANO, così pregiudicando il corretto svolgimento dei rapporti con gli altri uffici della sede di Milano e, in particolare, con i magistrati della Procura della Repubblica. Per quanto riguarda la contestazione sub 3 e l'incontro con l'ing. CONSORTE di cui alla contestazione sub 2 , anche a voler totalmente aderire alla ricostruzione dei fatti prospettata dal dott. CASTELLANO - ricostruzione per più versi contraddetta da altre risultanze e non priva di aspetti di illogicità, come si è visto al paragrafo che precede - la vicenda si presenta come largamente idonea ad integrare il trasferimento d'ufficio del magistrato per incompatibilità ambientale e funzionale. Secondo la ricostruzione del dott. CASTELLANO, egli dopo aver parlato in termini generali della vicenda Unipol - Bnl con l'ing. CONSORTE, limitandosi a dargli il consiglio di seguire le regole ma, come lo stesso magistrato ha riferito, i consigli erano anche di altra natura rivolgersi a Mediobanca, alla Consob, ecc. , aveva riferito del colloquio al dott. TORO già qui emerge un profilo di inopportunità nella condotta del dott. CASTELLANO, essendo a lui ben nota la circostanza che il Procuratore aggiunto romano era titolare di delicate indagini, proprio per il ruolo semidirettivo svolto presso l'ufficio requirente romano. In un secondo momento, appresa, a suo dire, attraverso il cenno del dott. TORO, l'esistenza di un esposto del BBVA, a poche ore di distanza da tale conoscenza, il dott. CASTELLANO - sempre secondo la sua versione dei fatti - incontrava con urgenza l'ing. CONSORTE urgenza dettata principalmente, a suo dire, da questioni familiari e gli rivelava dell'esistenza dell'esposto, i cui contenuti sarebbero già stati noti al manager attraverso le notizie di stampa. Come si è visto, tale ricostruzione dei fatti collide con molteplici risultanze e, principalmente, con le dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria dall'ing. CONSORTE e con l'assenza di qualsiasi riferimento ai contenuti dell'esposto del BBVA utilizzo da parte di Unipol delle riserve tecniche nelle notizie di stampa segnalate dal dott. CASTELLANO. Tuttavia, anche a voler dare pienamente credito alla sua versione dei fatti, resta una valutazione della sua condotta come gravemente lesiva del prestigio dell'ordine giudiziario e dell'autorevolezza del dirigente di un ufficio appresa casualmente nel corso dell'incontro con un collega la notizia della presentazione presso la Procura di Roma di un esposto in merito ad una vicenda di enorme rilevanza, il dott. CASTELLANO ne riferisce immediatamente all'interessato. Sul punto, il dott. CASTELLANO ha precisato di non aver saputo se l'esposto era o meno rilevante dal punto di vista penale e di non avere avuto ragione di pensare che un generico cenno all'esistenza dell'esposto potesse risultare utile all'ing. CONSORTE. Ora, proprio queste considerazione svolte dal magistrato ne evidenziano la condotta caratterizzata da straordinaria disinvoltura e da un'insensibilità verso i doveri di riserbo e di prudenza che gravano su tutti i magistrati, rivestendo particolare pregnanza per i dirigenti degli uffici giudiziari proprio perché non era in grado di apprezzare la rilevanza penale dell'esposto, né l'utilità che avrebbe rivestito per l'ing. CONSORTE il venirne a conoscenza, il dott. CASTELLANO avrebbe dovuto mantenere il più rigoroso silenzio su quanto appreso. Per la natura dell'ufficio ad essi assegnato, i dirigenti devono tenere costanti contatti con gli altri dirigenti della sede, contatti in relazione ai quale è necessario osservare condotte improntate a rigore, a prudenza e a discrezione, ossia tali da non pregiudicare la dimensione fiduciaria dei relativi rapporti d'altra parte, ai dirigenti l'ordinamento attribuisce compiti di vigilanza su altri magistrati e sul personale amministrativo, compiti che per essere adempiuti con autorevolezza devono essere costantemente accompagnati da un'immagine del dirigente caratterizzata appunto da rigore, prudenza e discrezione. Emerge qui con chiarezza un profilo di netta incompatibilità funzionale del dott. CASTELLANO con le funzioni direttive. E' di tutta evidenza, inoltre, come la vicenda in esame - espressiva di una nuova partecipazione consultiva da parte del dott. CASTELLANO alle vicende giudiziarie penali dell'ing. CONSORTE - renda il magistrato incompatibile con la sede milanese, ossia con la sede nella quale sono nati e sono tuttora in corso delicati procedimenti coinvolgenti esponenti di punta del mondo economico e finanziario. Viste poi nel loro insieme, le vicende qui esaminate delineano il profilo del dott. CASTELLANO come quello di un magistrato sistematicamente disponibile a dare consigli in merito ai procedimenti penali coinvolgenti l'ing. CONSORTE e per dare questi consigli , egli non ha esitato a caldeggiare - molto fortemente - le tesi della difesa dell'imputato presso il Procuratore di Milano e presso il sostituto titolare delle indagini, a studiare le questioni di diritto intertemporale la cui risoluzione era già all'esame del giudice, a riferire al diretto interessato, a distanza di poche ore dalla casuale conoscenza, dell'esistenza quanto meno dell'esistenza di un esposto contro l'Unipol presentato nell'ambito di una delle vicende economico-finanziarie più rilevanti degli ultimi anni. Tutte queste vicende ricostruite in termini di assoluta certezza e, nei casi in cui vi siano margini di incertezza, aderendo alla ricostruzione dei fatti prospettata dallo stesso magistrato integrano - anche se valutate singolarmente e, a maggior ragione, se considerate nel loro insieme - i presupposti dell'incompatibilità ambientale e funzionale del dott.CASTELLANO e ne impongono il trasferimento d'ufficio. Il Consiglio, pertanto, delibera il trasferimento d'ufficio ex art. 2 R.D.L. 31 maggio 1946, n. 511 del dott. Francesco CASTELLANO, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, per i fatti di cui in motivazione e la comunicazione della delibera alla Terza Commissione per quanto di competenza.