Diritto d'autore. Vietato violare il Dda, anche le sanzioni civili si aggiornano

di Laura Chimienti

di Laura Chimienti Il Consiglio dei Ministri di giovedì scorso ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che recepisce la direttiva 2004/48/CE e che quindi a breve sarà emanato. Si tratta già della seconda modifica di questo anno alla legge sul diritto d'autore, dopo quella che ha riformato la disciplina in materia di compenso sulle rivendite degli originali delle opere d'arte. Il primo passaggio in Consiglio dei Ministri dell'emanando decreto sull'enforcement era avvenuto il 3 febbraio 2006 cfr., in questo quotidiano, l'articolo del 4.2.06 e successivamente sono stati acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari che sono stati favorevoli e con osservazioni e raccomandazioni. Osservazioni e raccomandazioni sostanzialmente accolte nella rielaborazione dell'articolato ora definitivamente approvato. Per quanto attiene il diritto d'autore, la nuova disciplina, nel trasporre nella legislazione italiana la Direttiva 48 del 2004, adegua le sanzioni e difese civili contenute nella Sezione I del Capo III del titolo III della legge 633/41 e successive modificazioni ed integrazioni. L'obbiettivo è quello di fornire uno strumento, che unitamente alle difese e sanzioni penali ed amministrative, sia idoneo a contrastare al meglio i gravi danni economici prodotti dal dilagante fenomeno della contraffazione e della pirateria delle opere dell'ingegno. Precedenti modifiche a questa parte della Lda erano state già introdotte dalla legge 248/00, che aveva dato attuazione alle norme processuali contenute nell'accordo GATT/TRIPs Trade Related Aspects of Intellectual Property Rights , stipulato nel 1994 alla conclusione dell'Uruguay Round, relativo al diritto d'autore, ai marchi, alle indicazioni geografiche, ai disegni industriali, alle topografie di prodotti a semiconduttori, alle protezioni di informazioni segrete. Tale Accordo era stato ratificato dall'Italia con la legge 747/94 Ratifica ed esecuzione degli atti concernenti i risultati dei negoziati dell'Uruguay Round, adottati a Marrakech il 15 aprile 1994 . Le modifiche all'epoca erano consistite nella sostituzione del comma 4 dell'articolo 161, relativo ai programmi per elaboratore, e dell'intero articolo 162, sulle procedure relative alla descrizione ed al sequestro di ciò che si ritiene dia luogo alla violazione dei diritti di utilizzazione. Oggi ad integrazione delle disposizioni già vigenti e quindi in linea con l'Accordo di Marrakech, accordo recepito a livello comunitario con la Direttiva 48/2004, sono state introdotte pertanto ulteriori modifiche alla Lda, unicamente per recepire le disposizioni normative non previste nell'accordo TRIPs, come nel caso del c.d. diritto d'informazione regolato all'articolo 8 della direttiva. Poiché comunque un analisi dettagliata delle singole disposizione contenute nell'emanando decreto è stata già fatta nel precedente articolo, Diritto d'autore, lotta alla pirateria e risarcimento danni in linea con l'Europa , qui a seguire si mettono in evidenza esclusivamente le modifiche intervenute sull'articolato a seguito dei pareri espressi dalle commissioni parlamentari. All'articolo 2 dopo il comma 1 è stato inserito un ulteriore comma, nella bozza individuato come 1-bis, che prevede che siano fatte salve le disposizioni contenute nel D.Lgs 70/03, emanato per dare attuazione alla direttiva 2000/31/CE, nota come direttiva sul commercio elettronico. In particolare tale disciplina regola, tra l'altro, l'attività di memorizzazione delle informazioni, hosting, prevedendo che l'autorità giudiziaria o amministrativa possa esigere dal prestatore che ponga fine alle violazioni commesse direttamente o dai terzi che si avvalgono del suo servizio. All'articolo 3 comma 1 la parola indizi è stata sostituita con elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande e conseguentemente sono stati aggiornati tutti i riferimenti a tale concetto, sostituendo nel testo dell'articolo la parola indizi con elementi . L'aggiornamento ha reso così il testo maggiormente aderente al dettato della recependa direttiva che fa riferimento alla disponibilità in capo all'attore di elementi di prova ragionevolmente accessibili e sufficienti al fine di ottenere dal giudice l'ordine nei confronti della controparte di esibire la documentazione in questione . L'originario articolo 8 dello schema di decreto, nella versione esaminata dal Consiglio dei ministri nella riunione del 3 c.m., che sostituiva l'art 162 della Lda sulle procedure relative alla descrizione ed al sequestro è stato eliminato perché la vigente disposizione, così come attualmente articolata, risulta sostanzialmente allineata con l'osservazione di cui al punto c del pare della Commissione giustizia della Camera dei deputati che chiedeva al Governo di valutare l'opportunità di prevedere, all'articolo 8, il rinvio alle misure sull'istruzione preventiva di cui agli articoli 578 e seguenti del codice di procedura civile . Infine l'articolo 9 nella nuova numerazione data, dopo l'eliminazione dell'articolo 8, all'attuale schema di decreto ha modificato il testo dell'introducendo articolo 162-ter con l'eliminazione dell'applicabilità della norma alle sole violazioni commesse su scala commerciale. In proposito bisogna comunque osservare che l'articolo 10, 1bis della direttiva 48/2004 applica la fattispecie proprio alle violazioni commesse su scala commerciale. Tutta la nuova disciplina nel suo complesso costituisce un ulteriore positivo affinamento delle disposizioni in materia in particolare una specifica valenza ha l'introduzione del c.d. all'informazione articolo156ter , il giudice, nel corso del giudizio cautelare o di merito può richiedere che siano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione di merci e servizi che violano il dda, reticenza e false informazioni sono sanzionate penalmente ai sensi dell'articolo 171octies-bis della Lda. Sicuramente questo è un ulteriore strumento per penetrare meglio e combattere il fenomeno delle illecite utilizzazioni.

Decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale Articolo 1 Introduzione nel Titolo II della legge 22 aprile 1941, n .633 del Capo VIIbis e dell'articolo 99bis Nel Titolo II della legge 22 aprile 1941, n. 633, dopo il Capo VII è introdotto il Capo VIIbis, contenente il seguente articolo Capo VIIbis Titolarità dei diritti connessi Articolo 99bis E' reputato titolare di un diritto connesso, salvo prova contraria, chi, nelle forme d'uso, è individuato come tale nei materiali protetti, ovvero è annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione o comunicazione al pubblico. . Articolo 2 Sostituzione dell'articolo 156 della legge 22 aprile 1941, n .633 L'articolo 156 della legge n. 633 del 1941, è sostituito dal seguente Articolo 156 Chi ha ragione di temere la violazione di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante in virtù di questa legge oppure intende impedire la continuazione o la ripetizione di una violazione già avvenuta sia da parte dell'autore della violazione che di un intermediario i cui servizi sono utilizzati per tale violazione può agire in giudizio per ottenere che il suo diritto sia accertato e sia vietato il proseguimento della violazione. Pronunciando l'inibitoria, il giudice può fissare una somma dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata o per ogni ritardo nell'esecuzione del provvedimento. 1bis. Sono fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70. 2. L'azione è regolata dalle norme di questa sezione e dalle disposizioni del codice di procedura civile. Articolo 3 Introduzione dell' all'articolo 156 bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633 Alla legge 22 n. 633 del 1941, dopo l'articolo 156 è aggiunto il seguente Articolo 156bis Qualora una parte abbia fornito seri elementi dai quali si possa ragionevolmente desumere la fondatezza delle proprie domande, ed abbia individuato documenti, elementi o informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali elementi, essa può ottenere che il giudice ne disponga l'esibizione oppure che richieda le informazioni alla controparte. Può ottenere altresì che il giudice ordini alla controparte di fornire gli elementi per l'identificazione dei soggetti implicati nella produzione e distribuzione dei prodotti o dei servizi che costituiscono violazione dei diritti di cui alla presente legge. In caso di violazione commessa su scala commerciale il giudice può anche disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte Il giudice, nell'assumere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2, adotta le misure idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate, sentita la controparte. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti danno e dal rifiuto ingiustificato di ottemperare agli ordini. . Articolo 4 Introduzione dell'articolo 156ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633 Alla n. 633 del 1941, dopo l'articolo 156bis è aggiunto il seguente Art .156ter 1 . L'autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare su richiesta giustificata e proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di cui alla presente legge da parte dell'autore della violazione e da ogni altra persona che sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale sia stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in attività di violazione di un diritto sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a o b come persona implicata nella produzione, fabbricazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali servizi. 2. Le informazioni di cui al comma 1 possono tra l'altro comprendere il nome e indirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori e degli altri precedenti detentori dei prodotti o dei servizi, nonché dei grossisti e dei dettaglianti nonché informazioni sulle quantità prodotte, fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonché sul prezzo dei prodotti o servizi in questione. 3. Le informazioni vengono acquisite tramite interrogatorio dei soggetti di cui al comma 1. 4. Il richiedente deve fornire l'indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti sui quali ognuna di esse deve essere interrogata. 5. Il giudice, ammesso l'interrogatorio, richiede ai soggetti di cui al comma 1 le informazioni indicate dalla parte può altresì rivolgere loro, d'ufficio o su istanza di parte , tutte le domande che ritiene utili per chiarire le circostanze sulle quali si svolge l'interrogatorio. 6. si applicano gli articoli 249, 250, 252, 255 e 257 comma 1, Cpc . Articolo 5 Modifiche all'articolo 158 della legge 22 aprile 1941, n .633 1. L'articolo 158 della legge n. 633 del 1941 è sostituito dal seguente Articolo 158 1Chi venga leso nell'esercizio di un diritto di utilizzazione economica a lui spettante può agire in giudizio per ottenere, oltre al risarcimento del danno che, a spese dell'autore della violazione, sia distrutto o rimosso lo stato di fatto da cui risulta la violazione . 2.Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le disposizioni degli artt. 1223, 1226 e 1227 del codice civile. Il lucro cessante è valutato dal giudice ai sensi dell'articolo 2056 comma 2 c.c. anche tenuto conto degli utili realizzati in violazione del diritto. Il giudice può altresì liquidare il danno in via forfettaria sulla base quanto meno dell'importo dei diritti che avrebbero dovuto essere riconosciuti qualora l'autore della violazione avesse chiesto al titolare l'autorizzazione per l'utilizzazione del diritto. 3. Sono altresì dovuti i danni non patrimoniali ai sensi dell'articolo 2059 del codice civile . Articolo 6 Sostituzione dell'articolo 159 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. L'articolo 159 della legge n. 633 del 1941 è sostituito dal seguente Articolo 159 1. La rimozione o la distruzione prevista nell'articolo precedente non può avere per oggetto che gli esemplari o copie illecitamente riprodotte o diffuse, nonché gli apparecchi impiegati per la riproduzione o diffusione che non sono prevalentemente adoperati per diversa riproduzione o diffusione. 1 bis. Se gli esemplari, le copie e gli apparecchi di cui al comma 1 sono suscettibili, previa adeguata modifica, di una utilizzazione legittima da parte dell'autore della violazione, può essere disposto dal giudice il loro ritiro temporaneo dal commercio con possibilità di un loro reinserimento a seguito degli adeguamenti imposti a garanzia del rispetto del diritto. 2. Se una parte dell'esemplare, della copia o dell'apparecchio di cui al comma 1 può essere impiegata per una diversa riproduzione o diffusione, l'interessato può chiedere, a sue spese, la separazione di questa parte nel proprio interesse. 3. Se l'esemplare o la copia dell'opera o l'apparecchio, di cui si chiede la rimozione, o la distruzione hanno singolare pregio artistico o scientifico, il giudice ne può ordinare di ufficio il deposito in un pubblico museo. 4. Il danneggiato può sempre chiedere che gli esemplari, le copie e gli apparecchi soggetti alla distruzione gli siano aggiudicati per un determinato prezzo in conto del risarcimento dovutogli. 5. I provvedimenti della distruzione e della aggiudicazione non colpiscono gli esemplari o le copie contraffatte acquistati in buona fede per uso personale. 5bis. L'applicazione delle misure di cui al presente articolo deve essere proporzionata alla gravità della violazione e tenere conto degli interessi dei terzi. . Articolo 7 Sostituzione dell'articolo 161 della legge 22 aprile 1941, n. 633 L'articolo 161 della legge n. 633 del 1941 è sostituito dal seguente Articolo 161 1. Agli effetti dell'esercizio delle azioni previste negli articoli precedenti nonché della salvaguardia delle prove relative alla contraffazione , possono essere ordinati dall'autorità giudiziaria la descrizione, l'accertamento, la perizia od il sequestro di ciò che si ritenga costituire violazione del diritto di utilizzazione, può inoltre farsi ricorso ai procedimenti d'istruzione preventiva. 2. Il sequestro non può essere concesso nelle opere che risultano dal contributo di più persone. salvo i casi di particolare gravità o quando la violazione del diritto di autore è imputabile a tutti i coautori. 3. L'Autorità giudiziaria può anche ordinare, in casi particolarmente gravi, il sequestro dei proventi dovuti all'autore dell'opera o del prodotto contestato. 4. Le disposizioni di questa sezione si applicano a chi mette in circolazione in qualsiasi modo, o detiene per scopi commerciali copie non autorizzate di programmi e qualsiasi mezzo inteso unicamente a consentire o facilitare la rimozione arbitraria o l'elusione funzionale dei dispositivi applicati a protezione di un programma per elaboratore. Articolo 8 Introduzione dell'articolo162bis nella legge 22 aprile 1941, n. 633 Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 162 è aggiunto il seguente Articolo 162bis 1. Se il giudice, nel rilasciare il provvedimento cautelare, non stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario qualora questi rappresentino un periodo più lungo. 2. il termine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza, o, altrimenti dalla sua comunicazione. 3.Se il giudizio di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui al comma 1, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia. 4. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedure civile ed agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito. In tali casi ciascuna parte può iniziare il giudizio di merito. . Articolo 9 Introduzione dell'articolo 162ter nella legge 22 aprile 1941, n. 633 1. Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 162bis è aggiunto il seguente Articolo 162ter 1. Quando la parte lesa faccia valere l'esistenza dì circostanze atte a pregiudicare il pagamento del risarcimento del danno, l'autorità giudiziaria può disporre ai sensi dell'articolo 671 del codice di procedura civile il sequestro conservativo di beni mobili e immobili del presunto autore della violazione fino alla concorrenza del presumibile ammontare del danno, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni. A tal fine, nei casi di violazioni commesse su scala commercia1e, l'Autorità giudiziaria può disporre la comunicazione delle documentazioni bancarie, finanziarie o commerciali, o l'appropriato accesso alle pertinenti informazioni. . Articolo 10 Modifiche all'articolo 163 della legge 22 aprile 1941, n .633 All'articolo 163 della legge n. 633 del 1941, il primo comma è sostituito dal seguente 1. Il titolare di un diritto di utilizzazione economica può chiedere che sia disposta l'inibitoria di qualsiasi attività, ivi comprese quelle costituenti servizi prestati da intermediari, che costituisca violazione del diritto stesso secondo le norme del codice di procedura civile concernenti i procedimenti cautelari. . Articolo 11 Modifiche all'articolo 164 della legge 22 aprile 1941, n. 633 1. All'articolo 164 della legge n. 633 del 1941, il primo periodo del primo comma è sostituito dal seguente 1. Se le azioni previste in questa sezione e nella seguente sono promosse dall'ente di diritto pubblico indicato nell' articolo 180 si osservano le regole seguenti . Articolo 12 Sostituzione dell'articolo 167 della legge 22 aprile 1941, n. 633 L'articolo 167 della legge n. 633 del 1941 è sostituito dal seguente Articolo 167 I diritti di utilizzazione economica riconosciuti da questa legge possono anche essere fatti valere giudizialmente da chi si trovi nel possesso legittimo dei diritti stessi da chi possa agire in rappresentanza del titolare dei diritti. Articolo 13 Inserimento dell'articolo 171octiesbis nella legge 22 aprile 1941, n. 633 Alla legge n. 633 del 1941, dopo l'articolo 171octies, è aggiunto il seguente Articolo 171octiesbis 1. Chiunque richiesto ai sensi dell'articolo 156ter, si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere alle domande del giudice ovvero fornisce allo stesso false informazioni, è punito con le pene previste dall'articolo 372 del codice penale, ridotte della metà. . Articolo 14 Modifiche all'articolo 121 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. All'articolo 121, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, Codice della proprietà industriale, al secondo periodo, dopo le parole il giudice ordini , sono aggiunte le seguenti alla controparte . 2. All'articolo 121, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, Codice della proprietà industriale, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma 2bis. In caso di violazione commessa su scala commerciale mediante atti di pirateria di cui all'articolo 114, il giudice può anche disporre, su richiesta di parte, l'esibizione della documentazione bancaria, finanziaria e commerciale che si trovi in possesso della controparte. Articolo 15 Introduzione dell'articolo 121bis del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 Al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, Codice della proprietà industriale, dopo l'articolo 121 è inserito il seguente Articolo 121bis Diritto d'informazione 1 . L'autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare su richiesta giustificata e proporzionata del richiedente, che vengano fornite informazioni sull'origine e sulle reti di distribuzione di merci o di prestazione di servizi che violano un diritto di cui alla presente legge da parte dell'autore della violazione e da ogni altra persona che sia stata trovata in possesso di merci oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale sia stata sorpresa a utilizzare servizi oggetto di violazione di un diritto, su scala commerciale sia stata sorpresa a fornire su scala commerciale servizi utilizzati in attività di violazione di un diritto sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a o b come persona implicata nella produzione, fabbricazione o distribuzione di tali prodotti o nella fornitura di tali servizi. 2. Le informazioni di cui al comma 1 possono tra l'altro comprendere il nome e indirizzo dei produttori, dei fabbricanti, dei distributori, dei fornitori e degli altri precedenti detentori dei prodotti o dei servizi, nonché dei grossisti e dei dettaglianti nonché informazioni sulle quantità prodotte, fabbricate, consegnate, ricevute o ordinate, nonché sul prezzo dei prodotti o servizi in questione. 3. Le informazioni vengono acquisite tramite interrogatorio dei soggetti di cui al comma 1. 4. Il richiedente deve fornire l'indicazione specifica delle persone da interrogare e dei fatti sui quali ognuna di esse deve essere interrogata. 5. Il giudice, ammesso l'interrogatorio, richiede ai soggetti di cui al comma 1 le informazioni indicate dalla parte può altresì rivolgere loro, d'ufficio o su istanza di parte , tutte le domande che ritiene utili per chiarire le circostanze sulle quali si svolge l'interrogatorio. 6. si applicano gli articoli 249, 250, 252, 255 e 257 comma 1, Cpc . Articolo 16 Modifiche all'articolo 124 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. La rubrica dell'articolo 124 del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, è sostituita dalla seguente Misure correttive e sanzioni civili 2. All'articolo 124, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, il comma 1 è sostituito dal seguente 1.Con la sentenza che accerta la violazione di un diritto di proprietà industriale possono essere disposti l'inibitoria della fabbricazione, del commercio e dell'uso delle cose costituenti violazione del diritto, e l'ordine di ritiro definitivo dal commercio delle medesime cose nei confronti di chi ne sia proprietario o ne abbia comunque la disponibilità. L'inibitoria e l'ordine di ritiro definitivo dal commercio possono essere emessi anche contro ogni intermediario, che sia parte del giudizio ed i cui servizi siano utilizzati per violare un diritto di proprietà industriale . 3. All'articolo 124, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, il comma 3 è sostituito dal seguente 3. Con la sentenza che accerta la violazione di un diritto di proprietà industriale può essere ordinata la distruzione di tutte le cose costituenti la violazione, se non vi si oppongono motivi particolari, a spese dell'autore della violazione. Non può essere ordinata la distruzione della cosa e l'avente diritto può conseguire solo il risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa è di pregiudizio all'economia nazionale. Se i prodotti costituenti violazione dei diritti di proprietà industriale sono suscettibili, previa adeguata modifica, di una utilizzazione legittima, può essere disposto dal giudice, in luogo del ritiro definitivo o della loro distruzione, il loro ritiro temporaneo dal commercio, con possibilità di reinserimento a seguito degli adeguamenti imposti a garanzia del rispetto del diritto. 4. All'articolo 124, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, alla fine del comma 6 è aggiunto il seguente periodo Nell'applicazione delle sanzioni l'autorità giudiziaria tiene conto della necessaria proporzione tra la gravità delle violazioni e le sanzioni, nonché dell'interesse dei terzi . Articolo 17 Sostituzione dell'articolo 125 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1. L'articolo 125 del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, è sostituito dal seguente Articolo 125 Risarcimento del danno e restituzione dei profitti dell'autore della violazione 1. Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile, tenuto conto di tutti gli aspetti pertinenti, quali le conseguenze economiche negative, compreso il mancato guadagno, del titolare del diritto leso, i benefici realizzati dall'autore della violazione e, nei casi appropriati, elementi diversi da quelli economici, come il danno morale arrecato al titolare del diritto dalla violazione. 2. La sentenza che provvede sul risarcimento dei danni può farne la liquidazione in una somma globale stabilita in base agli atti della causa e alle presunzioni che ne derivano. In questo caso il lucro cessante è comunque determinato in un importo non inferiore a quello dei canoni che l'autore della violazione avrebbe dovuto pagare qualora avesse ottenuto una licenza dal titolare del diritto leso. 3. In ogni caso il titolare del diritto leso può chiedere la restituzione degli utili realizzati dall'autore della violazione, in alternativa al risarcimento del lucro cessante o nella misura in cui essi eccedono tale risarcimento . Articolo 18 Modifiche all'articolo 127 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 All'articolo 127, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1bis. Chiunque richiesto ai sensi dell'articolo 121bis, si rifiuti senza giustificato motivo di rispondere alle domande del giudice ovvero fornisce allo stesso false informazioni, è punito con le pene previste dall'articolo 372 del codice penale, ridotte della metà. . Articolo 19 Modifiche all'articolo 131 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 1 All'articolo 131, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, il comma 1, è sostituito dal seguente 1. Il titolare di un diritto di proprietà industriale può chiedere che sia disposta l'inibitoria di qualsiasi violazione imminente del suo diritto e del proseguimento o della ripetizione delle violazioni in atto, ed in particolare può chiedere che siano disposti l'inibitoria della fabbricazione, del commercio e dell'uso delle cose costituenti violazione del diritto, e l'ordine di ritiro dal commercio delle medesime cose nei confronti di chi ne sia proprietario o ne abbia comunque la disponibilità, secondo le norme del codice di procedura civile concernenti i procedimenti cautelari. L'inibitoria e l'ordine di ritiro dal commercio possono essere chiesti, sugli stessi presupposti, contro ogni soggetto i cui servizi siano utilizzati per violare un diritto di proprietà industriale . All'articolo 131, del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti commi 1bis. Se il giudice nel rilasciare il provvedimento cautelare, non stabilisce il termine entro cui le parti devono iniziare il giudizio di merito, quest'ultimo deve essere iniziato entro il termine di venti giorni lavorativi o di trentuno giorni di calendario qualora questi rappresentino un periodo più lungo. Il temine decorre dalla pronuncia dell'ordinanza se avvenuta in udienza, o, altrimenti dalla sua comunicazione. 1ter. Se il giudizio di merito non è iniziato nel termine perentorio di cui al comma 1, ovvero se successivamente al suo inizio si estingue, il provvedimento cautelare perde la sua efficacia. 1quater. Le disposizioni di cui al comma 1ter non si applicano ai provvedimenti di urgenza emessi ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile ed agli altri provvedimenti cautelari idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito. In tali casi ciascuna parte può iniziare il giudizio di merito. . Articolo 20 Introduzione del nuovo articolo 144 bis al decreto legislativo 10 febbraio 2005, numero 1.Dopo l'articolo 144 del decreto legislativo n. 30 del 2005, Codice della proprietà industriale, è aggiunto il seguente Articolo 144bis Sequestro conservativo 1. Quando la parte lesa faccia valere l'esistenza di circostanze atte a pregiudicare il soddisfacimento del risarcimento del danno, l'autorità giudiziaria può disporre, ai sensi dell'articolo 671 codice di procedura civile, il sequestro conservativo dei beni mobili ed immobili del preteso autore della violazione, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni fino alla concorrenza del presumibile ammontare del danno. A tal fine l'autorità giudiziaria può disporre la comunicazione della documentazione bancaria, finanziaria o commerciale oppure autorizzare l'accesso alle pertinenti informazioni . Articolo 21 introduzione dell'articolo 85bis nel Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 Nel Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, dopo l'articolo 85 è aggiunto l'articolo seguente Articolo 85bis E' vietato introdurre, installare o comunque utilizzare abusivamente nei luoghi di pubblico spettacolo, dispositivi od apparati che consentono la registrazione, la riproduzione, la trasmissione o comunque la fissazione su supporto audio, video od audiovideo, in tutto od in parte, delle opere dell'ingegno che vengono ivi realizzate o diffuse. Il concessionario od il direttore del luogo di pubblico spettacolo deve dare avviso del divieto di cui al primo comma mediante affissione, all'interno del luogo ove avviene la rappresentazione, di un numero idoneo di cartelli che risultino ben visibili a tutto il pubblico. Restano comunque ferme le norme poste a tutela dei diritti di autore, in conformità alle leggi speciali che regolamentano la materia. . 7