Legittimo l'accesso agli atti di chi si è visto negare l'asilo

Lo chiarisce il Tar Lazio accogliendo il ricorso di un extracomunitario che aveva chiesto la visione dei documenti del suo fascicolo personale ottenendo un silenzio-rifiuto dopo il diniego allo status di rifugiato

Accedere alla documentazione inerente la propria istanza per ottenere lo status di rifugiato è un diritto legittimo al quale l'Amministrazione non ha titolo per opporsi, anche nel caso in cui la procedura principale si sia conclusa con esito negativo. Lo ha chiarito la sezione seconda quater del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio con la sentenza qui leggibile come documento correlato accogliendo il ricorso di un cittadino extracomunitario il quale - dopo essersi visto negare lo status di rifugiato - aveva ottenuto, dalla Commissione nazionale per il diritto d'asilo, un silenzio-rifiuto alla propria richiesta di accesso agli atti. L'uomo intendeva visionare la documentazione facente parte del proprio fascicolo personale e relativa, appunto, alla richiesta di riconoscimento avanzata ai sensi della Convenzione di Ginevra ratificata in Italia con la Legge n. 722/54 e del protocollo di New York ratificato in Italia con la Legge n. 95/1970 . Di qui il ricorso al Tar Lazio al fine di ottenere una declaratoria circa l'illegittimità del silenzi-rifiuto tenuto dalla Commissione e, contestualmente, un ordine all'Amministrazione ad esibire gli atti richiesti. I giudici amministrativi hanno confermato l'esistenza dei presupposti per l'accesso documentale richiesto, così come la norma la Legge n. 241/90 li prevede. Il ricorrente, infatti, era titolare di un interesse giuridicamente rilevante e, inoltre, doveva ritenersi sussistente il nesso strumentale tra quell'interesse e gli atti dei quali si chiedeva la visione. Vero è, rilevano i giudici, che la stessa norma prevede circostanze di esclusione del diritto di accesso per certuni atti, tuttavia quelli richiesti dal ricorrente non rientravano in nessuna delle categorie escludibili, stante l'assenza di deduzioni al riguardo da parte dell'Amministrazione . E quindi il silenzio-rifiuto deve nella fattispecie ritenersi illegittimo per violazione e falsa applicazione di legge. m.c.m.

Tar Lazio - Sezione seconda quater - sentenza 15 marzo-3 maggio 2006, n. 3158 Presidente Riggio - Estensore Conti Ricorrente Youanis Con il ricorso in trattazione, notificato il 19 gennaio 2006 e depositato il successivo 24 gennaio, il ricorrente Youanis Belay espone che, con raccomandata a.r. del 12 novembre 2005, ricevuta il 22 novembre 2005, ha chiesto alla Commissione nazionale per il diritto di asilo nella quale si è trasformata la precedente Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato, in forza dell'articolo 1quinquies del Dl 416/89, come convertito nella legge 39/1990 di essere ammesso ad esercitare il diritto di accesso e di copia, ai sensi dell'articolo 25 della legge 241/90 e del Dpr 352/92, alla documentazione contenuta nel fascicolo personale relativo alla richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, dallo stesso presentata ai sensi della Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, ratificata in Italia con legge 722/54 e del protocollo di New York del 31 gennaio 1967, ratificato in Italia con legge 95/1970 e conclusasi con decisione negativa nella seduta del 9 giugno 2004 che la richiesta di accesso è stata motivata con la necessità di tutela, anche giurisdizionale, della propria posizione giuridica soggettiva che la predetta Commissione ha tenuto un atteggiamento totalmente ed immotivatamente silente. Ciò esposto, ha impugnato il silenzio-rifiuto tenuto dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo in ordine a detta richiesta di accesso, con conseguente richiesta dell'ordine all'amministrazione di esibire gli atti richiesti, deducendo al riguardo il seguente motivo di gravame, così dal medesimo paragrafato - Violazione del diritto di accesso garantito dagli articoli 22 e segg. della legge 241/90. Difetto assoluto di motivazione. Carenza del presupposto. Con atto meramente formale si è costituito per resistere il ministero dell'interno. La causa è stata quindi chiamata e posta in decisione alla camera di consiglio del 15 marzo 2006. Diritto Il ricorso è volto ad ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto mantenuto dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo sulla richiesta di accesso alla documentazione contenuta nel fascicolo personale relativo alla richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, conclusasi con decisione negativa della stessa Commissione nella seduta del 9 giugno 2004. Il ricorso è fondato. Al riguardo si osserva, preliminarmente, che sussistono entrambi i presupposti richiesti dall'articolo 25 della legge 241/90 per l'accesso documentale di cui è causa, risultando il medesimo titolare di un interesse giuridicamente rilevante e sussistendo il nesso di strumentalità tra tale interesse e la documentazione richiesta. Nella specie, tale interesse giuridicamente rilevante, come emerge chiaramente dalla richiesta di accesso, va individuato nell'interesse alla tutela, anche giurisdizionale, dei propri diritti. Sussiste, altresì, il nesso di strumentalità, in quanto gli atti richiesti si riferiscono direttamente alla posizione del ricorrente. Va altresì rilevato che l'articolo 24 della citata legge 241/90 prevede l'esclusione del diritto di accesso unicamente per gli atti indicati al primo comma, nonché per quelli individuati negli specifici decreti ministeriali secondo comma o nei regolamenti delle singole amministrazioni quarto comma o da disposizioni attualmente vigenti comma 5 . Orbene, i documenti richiesti, stante l'assenza di deduzioni al riguardo dal parte dell'Amministrazione, non risultano rientrare in nessuna delle tipologie sopra richiamate e, pertanto, in accoglimento della specifica censura dedotta dal ricorrente, l'impugnato silenzio-rifiuto deve ritenersi illegittimo per violazione e falsa applicazione dei richiamati articoli 24 e 25 della legge 241/90. In conclusione e per quanto sopra argomentato, il ricorso risulta fondato e va, conseguentemente, accolto e, per l'effetto, va dichiarata l'illegittimità dell'impugnato silenzio-rifiuto e va dichiarato il diritto di accesso del ricorrente ai documenti di cui è causa e va, infine, ordinato alla intimata Commissione nazionale per il diritto di asilo di consentire al medesimo ricorrente il predetto accesso documentale ed eventualmente di estrarre copia dei relativi atti dietro rimborso delle relative spese. Sussistono, tuttavia, giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio, ivi compresi diritti ed onorari. PQM Il Tar del Lazio, Sezione seconda quater, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 631/2006 indicato in epigrafe, lo accoglie e, per l'effetto, dichiara l'illegittimità dell'impugnato silenzio-rifiuto e dichiara il diritto di accesso del ricorrente ai documenti di cui è causa e, infine, ordina alla Commissione nazionale per il diritto di asilo di consentire al medesimo ricorrente l'accesso documentale richiesto ed eventualmente di estrarre copia dei relativi atti dietro rimborso delle relative spese. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. ?? ?? ?? ?? 2 2