Avviata un'indagine sui servizi di negoziazione di strumenti finanziari

Ma anche sul post trading . L'Authority vuole verificare se sussistono barriere all'entrata con effetti eventuali sui prezzi per gli utenti dei servizi stessi

L'Autorità della Concorrenza e del Mercato ha dato il via libera ad un'indagine conoscitiva sui servizi di negoziazione di strumenti finanziari e dell'offerta dei servizi necessari per il perfezionamento delle negoziazioni il cosiddetto post-trading . L'indagine mira a verificare l'eventuale esistenza di ingiustificati ostacoli all'ingresso di nuovi operatori e allo sviluppo di attività innovative in grado di aumentare la concorrenza. Andrà inoltre chiarito se l'eventuale mantenimento di un elevato potere di mercato, da parte di alcuni operatori, in determinate attività della filiera, possa indurre l'applicazione di prezzi eccessivi a danno degli utenti. Alla base dell'iniziativa dell'Autorità le caratteristiche dei settori interessati, che vedono un numero esiguo di operatori attivi e la presenza di una filiera verticalmente integrata. Nell'industria dell'offerta dei servizi di negoziazione operano infatti Borsa Italiana relativamente ad azioni, titoli derivati, obbligazioni e titoli di stato al dettaglio e MTS per i titoli di stato all'ingrosso . Anche il comparto del post-trading è caratterizzato da un numero ristrettissimo di operatori per la fase di clearing è possibile servirsi solo di Cassa di Compensazione e Garanzia relativamente ai titoli quotati sui mercati gestiti da Borsa Italiana mentre per i titoli negoziati su MTS opera anche la società LCH.Clearnet gruppo Euronext . Per la fase di custodia e di settlement è possibile utilizzare solo Monte Titoli. Borsa Italiana controlla inoltre le strutture di post-trading nazionali, ovvero Cassa di Compensazione e Garanzia e Monte Titoli. L'indagine varata all'Autorità della Concorrenza e del Mercato si inserisce nella riflessione, sviluppatasi a livello comunitario, sull'opportunità e i modi con cui aprire alla concorrenza attività storicamente svolte da monopolisti nazionali, anche alla luce della direttiva 2004/39/CE, il cui recepimento è fissato entro il maggio del prossimo anno che ha, tra l'altro, l'obiettivo di promuovere la competizione tra i diversi sistemi di negoziazione. La stessa direttiva esclude un obbligo di concentrazione degli scambi di titoli quotati su mercati regolamentati.