Ordinamento giudiziario, trovato l'accordo tra Unione e CdL

Anche il decreto in materia di illeciti disciplinari non verrà sospeso. Rientrata la spaccatura tra Di Pietro e Mastella. Resta ora solo la sospensione del decreto sulle funzioni dei magistrati. E adesso tocca alla Camera confermare l'intesa raggiunta

Una giornata convulsa, caratterizzata da incontri, emendamenti limati e tante attese. Poi alla fine il tanto atteso accordo anche sulla materia disciplinare. Dopo quello riguardante il nuovo assetto delle procure 106/06, vedi tra gli arretrati del 3 ottobre , anche il decreto legislativo 109/06, in materia di illeciti disciplinari entrato in vigore lo scorso giugno, non verrà sospeso. Lo spirito collaborativi tra maggioranza e opposizione ha retto mentre la spaccatura creatasi martedì sera tra i ministri Antonio Di Pietro e Clemente Mastella vista la mancanza dei voti dei tre senatori dell'italia dei valori all'articolo 5, è rientrata. Rimane adesso solo la sospensione del decreto 160/06 che prevede la distinzione definitiva delle funzioni requirente ed inquirente e se il provvedimento non verrà approvato al più presto e senza modifiche anche da Montecitorio, per i novemila magistrati italiani il prossimo 28 ottobre la scelta dovrà essere fatta definitivamente. È stato il relatore Cesare Salvi Ulivo ad illustrare in aula le modifiche apportate Per quanto riguarda le fattispecie di illecito disciplinare, l'elenco è stato semplificato e ridotto nelle parti più complesse per la dignità dei magistrati rimane l'impianto della tipizzazione perché ci è sembrato importante mantenere uno schema che in sessanta anni non era stato fatto . Per quanto riguarda poi il procedimento disciplinare, viene mantenuta l'obbligatorietà dell'azione disciplinare, ma per alleviare la sezione disciplinare del Csm, è stata introdotta una sezione filtro in Cassazione sezioni unite civili affinché escluda i procedimenti manifestamente infondati. Non ci saranno rapide archiviazioni ha assicurato Salvi, che ha anche accettato le modifiche poste da Francesco Nitto Palma Fi sul termine per la decadenza del procedimento. Palma infatti al momento della votazione dell'emendamento ha fatto presente che il termine di un anno sia per il periodo che ha a disposizione il Pm per esaurire la fase istruttoria, che la sezione disciplinare per emettere sentenza era troppo restrittivo, rischiando la prescrizione continua dei procedimenti . Sia il relatore che il ministro Mastella, comunque, hanno accolto la modifica volta ad innalzare a due anni tale durata. Eliminato il doppione del rappresentante delegato del ministro nel procedimento disciplinare, prevista la possibilità di non essere d'accordo con il filtro, ossia quando il procuratore generale archivia e il ministro non è d'accordo. Per la tipizzazione, delineata la partecipazione alla vita politica divieto di iscriversi a partiti e divieto di stare nel partito sistematicamente e continuamente, con una sostanziale adesione ad esso. Corrette le manifestazioni di pensiero il magistrato non potrà interferire nell'attività giudiziaria di altri ma potrà legittimamente esprimere il suo punto di vista, anche sui procedimenti in corso, purchè, ovviamente, lo faccia nel rispetto delle regole che riguardano la dignità di chiunque è implicato e coinvolto nei partiti. E ancora, per quanto riguarda la procedura, la denuncia anonima potrà portare ad accertamenti ma non costituirà fonte di prova. Una vittoria di tutti, alla fine, della maggioranza di Centrosinistra e soprattutto del ministro Mastella che è riuscito nell'impresa impossibile per il suo predecessore, mettere fine allo scontro istituzionale tra la magistratura e le istituzioni ieri si è pure svolto l'incontro tra i vertici dell'Anm e il Guardasigilli, al termine del quale Mastella ha dichiarato che nei prossimi giorni i rappresentanti sindacali delle toghe verranno ricevute anche dal presidente del Consiglio Romano Prodi . Una vittoria di Roberto Castelli, ex Guardasigilli e sostenitore fino all'inverosimile della riforma della giustizia durante la scorsa legislatura che ieri di fatto si è visto approvare l'impianto della sua riforma. Se avessimo messo questa buona disposizione l'anno scorso - ha detto Castelli - avremmo fatto un provvedimento non a vantaggio del ministro o del parlamento, ma dei cittadini e della Giustizia . Soddisfatti tutti gli esponenti dei gruppi politici al Senato e i sottosegretari alla Giustizia Alberto Maritati Ulivo e Luigi Scotti. Tanto che alla fine il ministro Mastella si è concesso una battuta credo che siano contenti anche i concessionari autostradali per questo nostro accordo . Adesso spetterà alla Camera dimostrare altrettanto spirito bipartisan. p.a. Per problemi tecnici nell'edizione on line di martedì 3 ottobre è andata in linea una versione sbagliata del Ddl 635/S, ce ne scusiamo con i lettori che potranno comunque leggere nell'edizione di domani il testo con le modifiche approvate da Palazzo Madama.