Contributo addizionale dell’1,4% anche per le somministrazioni a termine

Con l’interpello n. 15 del 17 aprile 2013, il Ministero del Lavoro ha fornito un’interpretazione della norma che prevede un contributo addizionale dell’1,4% da applicarsi ai contratti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato l’elenco delle eccezioni è tassativo e non riguarda la somministrazione a termine.

Contributo da versare per i lavoratori somministrati? Un’associazione ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 2, comma 28, L. n. 92/2012, norma afferente al contributo addizionale pari all’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, da applicarsi ai contratti di lavoro subordinato non a tempo indeterminato . Il quesito è se la disciplina delle esclusioni dal versamento possa trovare applicazione anche con riferimento ai lavoratori somministrati con contratto di lavoro a tempo determinato, nonché ai lavoratori somministrati in mobilità assunti con contratto di lavoro a termine. Interpretazione della norma. Secondo la lettera dell’art. 2, comma 28, della L. n. 92/2012, si evince che il versamento del predetto contributo costituisce una regola per ogni tipologia contrattuale di lavoro subordinato non a tempo indeterminato. La terminologia adoperata dal Legislatore non si riferisce pertanto al contratto a termine ex D.Lgs. n. 368/2001, bensì a qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro subordinato per la quale è individuata la data di cessazione del rapporto stesso, fatte salve le tassative eccezioni. Onere compensato. La norma oggetto dell’Interpello prevede, a partire dal 2014, per le agenzie autorizzate allo svolgimento dell’attività di somministrazione di lavoro, una riduzione pari all’1,4% dell’aliquota contributiva da versare ai sensi dell’art. 12, comma 1, D.Lgs. n. 276/2003, passando dal 4% al 2,6% della retribuzione corrisposta ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato. Tale riduzione sembra pertanto porsi a compensazione del nuovo onere previsto dall’art. 2, comma 28, L. n. 92/2012. Le eccezioni. La Legge di Riforma del Lavoro contempla, come anticipato, solo alcune tassative eccezioni che esentano i datori di lavoro dal versamento del contributo in argomento a lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti b lavoratori assunti a termine per lo svolgimento delle attività stagionali c agli apprendisti d ai lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.Lgs. 165/2001 e successive modificazioni. Va però detto che tale eccezione riguarda evidentemente i datori di lavoro pubblici e pertanto non risulta applicabile nelle ipotesi di somministrazione di lavoro nei confronti delle PP.AA., da intendersi in tale frangente quali mere utilizzatrici della prestazione di lavoro.

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