Contumacia: se il giudice non crede al certificato medico deve motivare sul tipo di malattia (non basta che il documento abbia data precedente all'udienza)

di Giacomo Fumu

Nel disattendere un certificato medico ai fini della dichiarazione di contumacia, il giudice deve attenersi alla natura dell'infermità e valutarne il carattere impeditivo ne consegue che egli può pervenire ad un giudizio negativo circa l'assoluta impossibilità a comparire solo disattendendo, con adeguata valutazione del referto, la rilevanza del male da cui si afferma colpito l'imputato. In tema di legittimo impedimento dell'imputato per ragioni di salute, l'assenza, nella certificazione, dell'indicazione del luogo in cui è stata effettuata la visita medica non determina l'impossibilità di una verifica atteso che, in mancanza di diverse indicazioni, l'accertamento medico-fiscale deve essere disposto presso il domicilio dell'imputato. È quanto emerge dalla sentenza 36635/05 delle Sezioni unite penali della Cassazione, depositata lo scorso 11 ottobre e qui integralmente leggibile tra gli allegati. di Giacomo Fumu Con il ricorso l'imputato deduceva la nullità del giudizio di appello, celebrato nella sua contumacia nonostante l'assoluto impedimento tempestivamente dedotto stato febbrile con temperatura superiore ai trentantanove gradi . Le Sezioni unite hanno richiamato la giurisprudenza di legittimità relativa agli obblighi di valutazione del giudice chiamato a pronunciarsi in ordine alla sussistenza o meno di un legittimo impedimento dell'imputato derivante da motivi di salute, osservando come essa pretenda che detta valutazione debba essere effettuata con riferimento alla natura dell'infermità ed al suo carattere impeditivo, potendosi disattendere le risultanze della certificazione medica solo con adeguata motivazione sez. II, 5 marzo 2004, Valentini, rv 228637 sez. VI, 17 marzo 2004, Marfurt, rv 228475 . Ciò posto, la Corte ha preso in esame la giustificazione con la quale era stata disattesa la deduzione dell'imputato, fondata dal giudice di merito sulla duplice considerazione che l certificato attiene al giorno precedente all'udienza per cui con i normali presidi terapeutici il grado febbrile può essere efficacemente ridotto, soprattutto in relazione a una generica diagnosi di influenza e che non era indicato nel certificato prodotto il domicilio presso il quale l'imputato è stato sottoposto a visita, il che impedisce un'efficace e tempestiva verifica e ne ha rilevato la totale assenza di plausibilità con conseguente annullamento della decisione impugnata , perché certamente i normali presidi terapeutici possono ridurre, ma non sempre effettivamente riducono la temperatura corporea in ventiquattro ore, e perché, in mancanza di indicazioni contrarie, la visita di controllo andava disposta al domicilio dell'imputato. Da segnalare, su quest'ultimo punto, che di recente si è pronunciata in diverso senso la IV sezione penale sentenza 10 giugno 2003, De Felice, rv 225624 , secondo cui può ritenersi idonea a documentare l'effettiva sussistenza di un impedimento assoluto a comparire solo la certificazione sanitaria che contenga anche l'indicazione del luogo nel quale potrebbe essere effettuata l'eventuale visita fiscale di controllo sull'ammalato.

Cassazione - Sezioni unite penali - sentenza 27 settembre-11 ottobre 2005, n. 36635 Presidente Fattori - Relatore Nappi Ricorrente Gagliardi Motivi della decisione 1. Con la sentenza impugnata la Corte d'appello di Napoli ha confermato la dichiarazione di colpevolezza di Raffaele Gagliardi in ordine ai delitti di ricettazione e di detenzione per la vendita di 652 videocassette contraffatte e prive del contrassegno Siae. Ricorre per cassazione l'imputato, che propone tre motivi d'impugnazione. Con il primo motivo il ricorrente eccepisce la nullità del giudizio d'appello, celebrato nella sua contumacia nonostante l'assoluto impedimento tempestivamente dedotto stato febbrile con temperatura superiore ai 39 gradi . Con il secondo motivo il ricorrente deduce violazione della legge penale, lamentando di essere stato condannato per un fatto, la detenzione per la vendita, non previsto come reato dall'articolo 171ter legge 633/41 che punisce solo la vendita, e senza accertare l'effettivo contenuto delle registrazioni. Aggiunge che è stato illegittimamente ritenuto il concorso con il delitto di ricettazione, rispetto al quale è speciale la fattispecie di tutela del diritto d'autore e senza comunque accertare se le videocassette provenissero effettivamente da terzi contraffattori o non fossero state da lui stesso contraffatte. Con il terzo motivo il ricorrente deduce vizio di motivazione sull'effettiva destinazione alla vendita delle videocassette sequestrate. 2. Il primo motivo del ricorso è fondato e assorbente, essendo del tutto priva di plausibilità l'affermazione che non costituisca impedimento assoluto a comparire uno stato febbrile con temperatura superiore ai 39 gradi. La Corte d'appello ha fondato la sua decisione su due argomenti il certificato attiene al giorno precedente all'udienza per cui con i normali presidi terapeutici il grado febbrile può essere efficacemente ridotto, soprattutto in relazione a una generica diagnosi di influenza non è indicato nel certificato il domicilio presso il quale l'imputato è stato sottoposto a visita, il che impedisce un'efficace e tempestiva verifica . Ma si tratta di argomenti palesemente pretestuosi perché certamente i normali presidi terapeutici possono ridurre, ma non sempre effettivamente riducono la temperatura corporea in 24 ore perché in mancanza di indicazioni contrarie la visita di controllo andava disposta al domicilio dell'imputato. In realtà, secondo la giurisprudenza di questa Corte, nel disattendere un certificato medico ai fini della dichiarazione di contumacia, il giudice deve attenersi alla natura dell'infermità e valutarne il carattere impeditivi. Ne consegue che egli può pervenire ad un giudizio negativo circa l'assoluta impossibilità a comparire solo disattendendo, con adeguata valutazione del referto, la rilevanza del male da cui si afferma colpito l'imputato Cassazione, Sezione seconda, 5 marzo 2004, Valentini, m 228637, che ha annullato l'ordinanza dichiarativa della contumacia pur risultando l'imputato affetto da sindrome influenzale con temperatura di 39,1 , in quanto la Corte d'appello aveva escluso l'assoluto impedimento a comparire sul rilievo che non sarebbe stato possibile effettuare una visita fiscale per mancata indicazione del luogo della visita, non sarebbe stata attestata l'impossibilità di deambulazione e lo stato febbrile avrebbe potuto essere risolto con antipiretici analogamente Cassazione, Sezione sesta, 17 marzo 2004, Marfurt, m 228475, con riferimento a un caso in cui il certificato medico attestava uno stato di iperpiressia , ossia la condizione in cui la temperatura corporea è molto elevato, ed indicava un giudizio prognostico sulla durata dell'impedimento . La sentenza impugnata va quindi annullata con rinvio. PQM La Corte annulla la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per il giudizio.