Il parere dell’ANM su soppressione degli uffici minorili e decreto legge migranti

Il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM, riunitosi sabato 4 marzo, ha approvato due documenti relativi, da un lato, al disegno di legge attualmente al’esame della Commissione Giustizia del Senato che prevede la soppressione degli uffici minorili e, dall’altro, al decreto legge n. 13/2017 recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.

Il Consiglio Direttivo Centrale dell’ANM si è riunito sabato 4 marzo. Tra i temi all’ordine del giorno, il disegno di legge n. 2284 all'esame della Commissione Giustizia del Senato e il d.l. n. 13/2017. Soppressione degli uffici minorili. L’ANM ha espresso la propria contrarietà all’ipotesi della soppressione degli uffici minorili prevista dal disegno di legge n. 2284 all'esame in Senato. Si tratta di un intervento che, anche secondo altre voci istituzionali tra cui il CSM e l’Autorità Garante per l’Infanzia, andrebbe a penalizzare l’efficacia dell’intervento giudiziario a tutela dei minori senza porre alcun rimedio alle difficoltà derivanti dalla frammentazione delle competenze. Inoltre per i magistrati della Procura verrebbe meno la garanzia dell’esclusività delle funzioni, fondamentale ai fini della specializzazione, senza tralasciare le pesanti disfunzioni che deriverebbero dalla mancanza di autonomia organizzativa. L’ANM, come si legge nel documento approvato dal Consiglio Direttivo Centrale, ribadisce pertanto la necessità, già espressa con la delibera di giunta del 25 febbraio 2016, di mantenere un ufficio autonomo specializzato in materia minorile in sede distrettuale, a garanzia di un intervento giudiziario unitario e specializzato . D.l. migranti. L’Associazione Nazionale Magistrati mostra invece apprezzamento in merito al d.l. n. 13/2017 recante disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale, soprattutto con riferimento all’istituzione di sezioni specializzate nella materia e alla volontà del Governo di affrontare i problemi posti dall’aumento esponenziale delle procedure di protezione internazionale e di garantirne una rapida definizione. Tuttavia, ritiene che l’esigenza di celerità nella trattazione dei procedimenti, che ispira l’intervento normativo, non debba essere realizzata a scapito delle garanzie proprie del processo civile in una materia che ha ad oggetto diritti umani fondamentali , sottolineando la necessità di garantire la salvaguardia del diritto di difesa e di un contraddittorio pieno. Infine sottolinea come risulti incompleta e inidonea al raggiungimento degli obiettivi la mera attribuzione di tale materia alla competenza di soli 14 Tribunali, senza un corrispondente aumento dell’organico dei magistrati e del personale di cancelleria assegnato a tali Uffici a fronte della previsione di nuove assunzioni di personale da destinare alle Commissioni Territoriali , auspicando un intervento sulla recente revisione delle piante organiche.