Cassiani: si apra alle associazioni

La proposta del presidente dell'Ordine di Roma. Non possiamo rischiare di vanificare la seconda sessione del congresso. L'Unione europea e il legislatore potrebbero scegliere il nostro futuro senza di noi

I have a dream. Così come Martin Luther King, anche Alessandro Cassiani ha un sogno, quello di far incontrare tutte le componenti del mondo dell'avvocatura per parlare dei problemi che stanno portando al collasso la professione. Intorno a questo tavolo vedo quello che io ardentemente avrei voluto vedere al Congresso, ma spero di vederlo a settembre, e cioè tutte le associazioni, oltre il Cnf e i Consigli dell'ordine a parlare dei problemi dell'Avvocatura . È l'auspicio del presidente dell'Ordine degli avvocati di Roma, Alessandro Cassiani, al forum di DirittoeGiustizi@, su quale futuro per l'Avvocatura . Non dico Oua - ha specificato - perché nel dire associazioni, comprendo anche l'Oua . Ma, ha aggiunto, mai come in questo momento sarebbe stato necessario rimboccarsi le maniche e incontrarsi per parlare dei problemi dell'avvocatura. A Milano si è parlato quasi esclusivamente di rappresentanza . Non che il tema della rappresentanza non sia importante ma è diventato un freno - ha detto Cassiani - una questione di carattere quasi astratto che ci impedisce di affrontare quelli che io definisco i veri problemi che interessano gli avvocati che, come me, vivono lavorando nelle aule giudiziarie . Semmai quello della rappresentanza è un falso problema, incomprensibile a coloro i quali fanno veramente gli avvocati e non fanno i politici o i politicanti sull'argomento vedi articolo a lato . E mentre si litiga sulla rappresentanza, i veri problemi attanagliano a professione, come quello dell'accesso che secondo Cassiani esprime il fallimento di una politica voglio enunciare un numero che da solo esprime questo fallimento, 5400 iscritti agli esami da avvocati a Roma. Una cosa incredibile, insopportabile, che preannuncia la necessità di intervenire . Anche nel corso dell'incontro organizzato da DirittoeGiustizi@, ha aggiunto Cassiani, abbiamo sentito idee diverse ma non impossibili da concordare. Il presidente vorrebbe ripartire dai lavori della commissione Siliquini, quello che lo preoccupa di più, in questo momento però è la tenuta del mondo forense. Si potranno potenziare le scuole forensi, pensare ad una specializzazione sin corso di laurea, si dovranno razionalizzare gli accessi. La soluzione, insomma può essere trovata facilmente. Il vero problema resta invece la capacità di dialogo all'interno dell'Avvocatura. Su questo ci saremmo dovuti confrontare - ha continuato il presidente - perché c'era nell'aria e mi auguro che non sia più in fase programmatica, l'idea dell'avocato imprenditore, venditore di un servizio che come tale non dovrebbe essere legato ai vincoli della concorrenza e alla pubblicità, che non dovrebbe essere sottoposto neanche al controllo dei Consigli dell'Ordine, né ai vincoli delle tariffe. Questa impostazione, che mi auguro sia dovuta soltanto al desiderio di fare demagogia, mi fa paura perché segna l'inizio della fine di una professione che è già sull'orlo del precipizio . Cassiani si augura che le sparate di esponenti dell'attuale maggioranza di Centrosinistra vedi per esempio la Rosa nel pugno siano state solo uno sporadico discorso elettorale. Ciò non toglie - ha aggiunto - che rimane la preoccupazione . Laddove noi vorremmo limitare, qualcuno vorrebbe aprire i cancelli per arrivare ad una situazione che penalizzerebbe solo i cittadini, affidati ad un avvocato che non ha superato nessun prova, un avvocato che può esercitare la professione, senza controllo, che può mercanteggiare dando l'impressione di offrire un prodotto più vantaggioso per offrire solo una prestazione deteriore e scadente . L'avvocatura deve confrontarsi per avanzare proposte, come per esempio, sulla difesa d'ufficio. Il legislatore su nostra proposta intervenga non per abolire i corsi che servono a migliorare la qualità, semmai a prevedere un esame finale . Quello che manca, in questo momento è proprio la voce dell'Avvocatura. Da qui l'auspicio del presidente di riunirsi tutti attorno ad un tavolo e superare le divisioni intere per parlare dei problemi della professione. Un auspicio - ha detto Cassiani - che corrisponde ad una necessità avvertita da tutti gli avvocati nei giorni 21, 22, 23 e 24 di settembre, in quella assemblea delle assemblee che per essere democratica deve assicurare la presenza effettiva dell'avvocatura, ci siano le associazioni e sottolineo le associazioni perché sarebbe una novità . Per realizzare questo sogno Cassiani si è impegnato sin dalle prime fasi dell'organizzazione del Congresso pensando ad una soluzione logistica adatta Abbiamo prenotato il palazzo dei Congressi all'Eur prevedendo che ci siano delle Aule da dedicare alle associazioni oltre a quelle che ospiteranno i delegati . Ci sarà quindi una sala per 1500 persone, dedicata ai lavori congressuali, ma ci sarà anche una sala per 750 persone, la più bella - ha sottolineato Cassiani guardando i rappresentanti di Aiga e Camere penali - con le poltrone di velluto, che vorrei fosse utilizzata dalle associazioni perché in contemporanea nei quattro giorni si svolgano dei convegni e degli incontri paralleli. Lo dico sin da adesso, sarebbe molto bello, avviene in tutti i congressi nazionali e credo che debba avvenire anche nel nostro . Quello che io desidero, che l'Ordine di Roma desidera, così come tutta l'Avvocatura - ha concluso Cassiani - è che all'appuntamento di Roma ci siano tutti. I problemi sono talmente urgenti che anche due mesi in più per trovare delle soluzioni, fanno nascere la paura di arrivare in ritardo come è già avvenuto molte altre volte. Gli iscritti ci chiedono di rappresentarli, mettiamoci tutti attorno ad un tavolo e parliamo dei veri problemi. Baste alle passerelle per sapere chi è più rappresentante. Così facendo non lasciamo niente ai futuri avvocati . Paola Alunni