Palermo Roma solo andata per la procura nazionale antimafia

Il successore di Re Vigna sarà Grasso che folgorato sulla via di Unicost raccoglie in commissione anche i voti di Mi e di Buccico. Verdi, Md e Berliguer votano per Caselli che al plenum non andrà oltre 9 preferenze. Ma così non ci saranno ricorsi al Tar

Come prevedibile, la scelta dovrà essere fatta tra Pietro Grasso e Giancarlo Caselli. Due le candidature ufficiali della commissione incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura alla successione di Piero Luigi Vigna. I nominativi adesso dovranno ottenere il concerto del ministro previsto per questa settimana , mentre i nomi potrebbero approdare all'Aula Bachelet la prossima settimana, l'ultima utile prima della pausa estiva e quindi l'ultima per poter dare alla procura il successore di Vigna che scade il 2 agosto prossimo. Nonostante l'assoluta parità verificatasi ieri in commissione tre voti ciascuno ad essere in leggero vantaggio sembra essere l'attuale procuratore capo di Palermo, dal momento che su di lui sono confluiti i voti di Nicola Buccico laico della Cdl , di Giovanni Mammone consigliere di Mi e Wladimiro De Nunzio togato di Unicost , mentre per Caselli hanno votato il presidente di commissione Francesco Menditto Md , il laico dei Ds Luigi Berlinguer e il togato dei Movimenti Giuseppe Fici. Se il voto del plenum dovesse quindi rispecchiare quello di commissione, la maggioranza andrebbe a Grasso, appoggiato dai consiglieri laici della Cdl, da Unicost e Mi. Anche il laico dello Sdi, Gianfranco Schietroma potrebbe votare per Grasso, dal momento che in altre occasioni non ha mai fatto mistero di non aver apprezzato le inchieste di Caselli. Si potrebbero quindi astenere il primo presidente e il procuratore di Cassazione Nicola Marvulli e Francesco Favara, mentre è ancora incerta l'astensione del vicepresidente Virginio Rognoni. È ovvio che, se la riforma dell'ordinamento giudiziario dovesse arrivare prima del plenum ipotizzando un concerto del ministro dell'ultima ora, vale a dire giovedì mattina, a fiducia e ordinamento approvato , la strada di Caselli sarebbe definitivamente sbarrata dall'emendamento Bobbio contenuto nella riforma. p.a.