Finanziaria: i numeri della giustizia passano in commissione

E sulle carceri sovraffollate il Guardasigilli ammette che così non può continuare. Nel 2007 esploderanno

La percentuale delle spese del ministero della Giustizia in rapporto alle spese finali dello Stato è progressivamente aumentata negli ultimi dieci anni passando dall'1,1 per cento del bilancio del 1995 all'1, 58 del 2005, ma la vera emergenza sono le carceri. La commissione Giustizia del Senato ha chiuso l'esame della Finanziaria invitando il Governo unico ordine del giorno accolto dal ministro come raccomandazione ad adottare ogni atto o provvedimento idoneo a garantire il completamento del processo di ristrutturazione, riqualificazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare penitenziario . Discutendo con la II commissione di Palazzo Madama, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, ha affermato chiaramente che se continuerà il trend di crescita attuale della popolazione carceraria, nel 2007 il sistema sarà al collasso. Per questo ha fatto un appello ai parlamentari perché anche in sede di discussione della Finanziaria 2006 si possano trovare i fondi per la riqualificazione di strutture obsolete. Nel particolare degli stanziamenti comunque, diminuiscono di 1,8 milioni di euro le risorse attribuite al Gabinetto e uffici di diretta collaborazione del ministro diminuiscono di 369,3 milioni di euro le risorse per gli Affari di giustizia per la cessazione dell'onere stabilito dall'articolo 1, comma 566 della Finanziaria dello scorso anno che ha estinto le anticipazioni per le spese di giustizia effettuate da Poste Spa per gli esercizi pregressi - 373,5 milioni . Per il 2006, l'articolo 12 della Finanziaria prevede di istituire un Fondo presso il ministero dell'Economia destinato a far fronte all'estinzione dei debiti pregressi contratti con enti, dotato di 200 milioni di euro per il 2005 e gli anni successivi in relazione a spese di giustizia derivanti dalle anticipazioni effettuate da Poste Spa nell'anno 2004. Aumentano di 46,7 milioni di euro i fondi per l'Organizzazione giudiziaria, per un totale di oltre tremila milioni di euro destinati essenzialmente per le spese di personale, cancellerie, segreterie e quant'altro serva al funzionamento del sistema. Al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria andranno 2.802 milioni di euro, con un aumento di 216 milioni, cifra assorbita prevalentemente da stipendi e retribuzioni del personale 193 milioni di euro in più sono previsti dall'applicazione della legge 154/05 di delega al Governo per la disciplina della carriera dirigenziale penitenziaria . 150 milioni di euro sono destinati alla giustizia minorile con un incremento di 7,5 milioni di euro. In particolare, per quanto riguarda il disegno di legge, il relatore al provvedimento in commissione, Lamberto Grillotti An , si è soffermato sul comma 3 dell'articolo 31, volto a contenere le spese per indennità di missione a favore dei magistrati nei casi di trasferimento di sede. Non è chiaro, secondo il relatore, l'ambito e la decorrenza della sua applicazione, ossia, mentre è chiaro che viene soppressa l'indennità a chi farà espressa domanda, non si capisce se la norma dovrà essere applicata a decorrere dal 1 gennaio 2006 o se produca effetti retroattivi. Rispondendo alle critiche rivolte dal Centrosinistra che ritiene questa una Finanziaria troppo ingenerosa per il sistema giustizia, il ministro Castelli ha ribattuto che in realtà le risorse per la giustizia negli anni sono aumentate siamo riusciti ad abbattere - ha detto ai commissari - i costi delle intercettazioni, passando da 80 euro al giorno a 20 . Per quanto riguarda poi la situazione carceraria, Castelli ha richiamato l'attenzione di tutti sull'incremento registrato che implica problematiche assai rilevanti . Come è noto - ha detto Castelli - negli ultimi anni si è mediamente registrato un incremento della popolazione detenuta pari a circa 2 mila detenuti all'anno, risultante dalla differenza fra circa 86 mila nuovi ingressi su base annua e 84 mila dimissioni, sempre su base annua. Nel corso dei primi sei mesi del 2005 - ha continuato - il trend di crescita della popolazione detenuta è invece improvvisamente aumentato facendo registrare ben 4 mila detenuti in più nel primo semestre . Il che fa presupporre che nell'arco dell'intero anno ci sarà un incremento pari al doppio di quello registrato negli anni precedenti. Una riflessione che ha portato il ministro ad affermare che con un trend del genere la complessiva tenuta del sistema penitenziario rischierebbe di saltare intorno alla metà del 2007 è quindi indiscutibile - ha detto il Guardasigilli - la necessità di un intervento al riguardo . Visto che gli interventi programmati durante questa legislatura costruzione di nuove carceri, come ha più volte detto il ministro non si realizzeranno prima di dieci anni, Castelli si è appellato anche ai commissari di Palazzo Madama perché possano essere trovate più risorse, anche durante il corso dell'esame dei documenti di bilancio, per la riqualificazione di strutture obsolete. Servirebbero tra i venti e i trenta milioni di euro. Senza contare, ha detto ancora il ministro che per procedere all'apertura di nuovi reparti, appare indispensabile stabilizzare la posizione dei cinquecento ausiliari attualmente in forza alla polizia penitenziaria . Per questo il governo ha accolto l'ordine del giorno presentato dai senatori della Margherita, Nando Dalla Chiesa, Cavallaro e Marina Magistrelli, con il quale si impegna il governo Ad adottare ogni atto o provvedimento idoneo a garantire il completamento del processo di ristrutturazione, riqualificazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare penitenziario . Non solo, a stanziare nell'ambito delle risorse finanziarie del ministero un'apposita dotazione finanziaria per la realizzazione di un piano straordinario di investimenti nell'edilizia penitenziaria, mirato al recupero degli immobili nella disponibilità del ministero attualmente inutilizzati . Infine, ad approntare ogni misura utile per incrementare il ricorso a pene alternative alla detenzione e a valorizzare il lavoro di pubblica utilità quale espressione della funzione rieducatrice della pena . p.a.

Proposta di emendamento alla Finanziara per il riconoscimento delle professioni non regolamentate di Stefano Zappalà Comma 1. Sono iscritte in apposito registro istituito presso il ministero dell'Economia le associazioni professionali, di natura privata, costituite da professionisti che esercitano attività e competenze non riservate a professioni disciplinate ai sensi dell'articolo 2229 Cc. Comma 2. Il riconoscimento delle singole associazioni professionali è disposto, su proposta del Consiglio nazionale dell'Economia e del lavoro, con decreto del ministro dell'Economia. Comma 3. Le associazioni professionali rilasciano agli iscritti, previe le necessarie verifiche, un attestato di competenza in ordine al possesso di requisiti professionali tenendo in considerazione i curriculum formativi, le certificazioni acquisite, le esperienze professionali maturate e l'aggiornamento professionale effettuato e il rispetto di regole di correttezza nello svolgimento dell'attività professionale. L'attestato di competenza rilasciato dall'Associazione è requisito necessario per l'esercizio dell'attività professionale. Comma 4. Con successivo provvedimento legislativo saranno precisati i requisiti richiesti alle associazioni per l'iscrizione nel registro, nel rispetto dei principi e criteri direttivi del presente articolo, nonché dei seguenti per ciascuna di esse a l'esistenza di uno Statuto che garantisca un ordinamento interno a base democratica, escluda ogni fine di lucro, prevede l'adozione obbligatoria di un codice deontologico, determini l'ambito dell'attività professionale, le specifiche competenze e i relativi requisiti associativi b la disponibilità di una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo ed oggettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione c la stipula di forme di assicurazione collettiva o individuale per la responsabilità civile per danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale d l'adozione di un regolamento per la determinazione dei livelli di qualifica professionale, la valutazione dei requisiti professionali, la verifica delle professionalità, l'effettiva applicazione in sede disciplinare del codice deontologico. Comma 5. Con successivo provvedimento legislativo saranno stabilite le condizioni ed i limiti per l'eventuale istituzione di uno o più enti interprofessionali per l'esercizio di attività previdenziali e assistenziali a favore dei professionisti aderenti alle associazioni. Comma 6. Sarà istituito con successivo provvedimento legislativo un osservatorio permanente sulle associazioni riconosciute di cui al comma 1 del presente articolo. L'osservatorio elabora, con cadenza almeno biennale, un rapporto di monitoraggio sul sistema di regolamentazione associativo e riferisce al ministero dell'Economia.

Coordinamento Libere Associazioni Professionali Colap Proposta di emendamento alla Finanziaria per il riconoscimento delle associazioni 1. Sono iscritte in apposito registro istituito presso il ministero dell'Economia le associazioni professionali, di natura privata e ad adesione volontaria, costituite da professionisti che esercitano attività non riservate a professioni disciplinate ai sensi dell'articolo 2229 del Ccomma . Il riconoscimento delle associazioni professionali è disposto, su parere obbligatorio del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, con decreto del ministro dell'Economia. Comma 3 Le associazioni professionali rilasciano periodicamente, con scadenza non superiore a tre anni, agli iscritti, previe le necessarie verifiche, un attestato di competenza in ordine al possesso di requisiti professionali, tenendo in considerazione i curriculum formativi, le certificazioni acquisite, le esperienze professionali maturate e l'aggiornamento professionale effettuato e il rispetto di regole di correttezza nello svolgimento dell'attività professionale. L'attestato di competenza rilasciato dall'Associazione non è requisito necessario per l'esercizio dell'attività professionale. 4 Il Governo è delegato ad emanare, entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, previa intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e consultazione delle parti sociali maggiormente rappresentative, uno o più decreti legislativi per precisare i requisiti richiesti alle associazioni per l'iscrizione nel registro, nel rispetto dei principi e criteri direttivi del presente articolo, nonché dei seguenti a l'esistenza di uno Statuto che garantisca un ordinamento interno a base democratica, escluda ogni fine di lucro, preveda l'adozione obbligatoria di un codice deontologico, determini l'ambito dell'attività professionale e i relativi requisiti associativi b la disponibilità di una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo ed oggettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione c la stipula di forme di assicurazione collettiva o individuale per la responsabilità civile per danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale d l'adozione di un regolamento per la determinazione dei livelli di qualificazione professionale, la valutazione dei requisiti professionali, la verifica delle professionalità, l'effettiva applicazione in sede disciplinare del codice deontologico. 5 Il Governo è delegato a stabilire, al fine di uniformare i trattamenti dei professionisti, condizioni e limiti per l'istituzione, di uno o più enti interprofessionali per l'esercizio di attività previdenziali e assistenziali a favore dei professionisti aderenti alle associazioni iscritte al registro. 6 È istituito presso il Cnel, un osservatorio permanente sulle attività professionali non riservate e sulle associazioni riconosciute di cui al comma 1 del presente articolo. L'osservatorio elabora, con cadenza almeno biennale, un rapporto di monitoraggio sul sistema evolutivo del sistema di regolamentazione associativo. La composizione del Consiglio del Cnel, di cui all'articolo 2 della legge 936/86 viene ampliata con la nomina di quattro rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative delle attività professionali non riservate, di cui almeno due iscritte nel registro di cui al comma 1. 7 Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 4, sono emanati su proposta del ministro dell'Economia, di concerto con i Ministri competenti per materia, sentito il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, nonché previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. Gli avvisi ed i pareri sono resi nel termine di trenta giorni dalla ricezione degli schemi stessi, decorso il quale i decreti legislativi sono comunque emanati. Per l'adozione delle disposizioni di attuazione dei decreti legislativi di cui al comma 4, nonché delle disposizioni volte a coordinare con tali decreti la normativa già vigente, il Governo è autorizzato ad emanare regolamenti anche ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 400/88, con le modalità di cui al presente comma.