Calcio, il decalogo dell'Authority contro i conflitti d'interessi

Presentata dall'Agcm l'indagine conoscitiva sui procuratori dei calciatori. Inadeguato l'attuale Regolamento della Figc. Necessario eliminare l'Albo degli agenti che dovranno scegliere se rappresentare allenatori o giocatori

Conflitti di interessi generati da affari di famiglia, un regolamento che spesso non trova alcun riscontro in quello della Fifa al punto da ostacolare le opportunità di confronto concorrenziale tra gli operatori e da favorire comportamenti collusivi e ancora, dei contratti troppo vincolanti per i calciatori e un albo, quello degli agenti, che non ha alcuna necessità di essere ed è quindi da eliminare. Questi i punti principali emersi da una prima parte dell'indagine conoscitiva dell'Antitrust sul mondo del calcio, dedicata ai procuratori e presentata ieri il testo integrale è leggibile tra i correlati . L'accertamento iniziato ufficialmente il 31 marzo del 2005 come riportato nell'articolo dell'edizione on line di Diritto & Giustizia del 24 maggio , ha subito un'accelerazione alla luce delle recenti indagini portate avanti da alcune procure della Repubblica sulla Gea World, la società di manager calcistici diretta dal figlio di Luciano Moggi, Alessandro. Così l'Authority garante della concorrenza e del mercato ha deciso di stralciare proprio la parte relativa agli agenti per sottoporre alla Federazione italiana giuoco calcio un decalogo per eliminare posizioni dominanti, conflitti e condizionamenti del più seguito sport nazionale che soltanto per la serie A conta un giro d'affari di circa due miliardi di euro. Per far fronte all'inadeguatezza del Regolamento della Figc in vigore, l'Antitrust propone innanzitutto di abolire l'Albo degli agenti per liberalizzare il mercato ed evitare pericolosi accentramenti. D'altronde, sottolinea il garante, l'esame per ottenere la licenza rappresenta uno strumento di per sé sufficiente a garantire l'accesso alla professione a soggetti qualificati . Un altro elemento significativo è quello teso a ridurre i vincoli contrattuali che legano il calciatore all'agente. È il caso, per esempio, l'esclusiva e le penali che gravano sul giocatore in caso di rescissione del contratto. Le proposte più interessanti le si trovano nei punti 8 e 9, rispettivamente sui conflitti di interessi e sull'opportunità che allenatori e calciatori siano rappresentati da agenti diversi. La presenza di legami familiari tra l'agente e i soggetti che ricoprono cariche di rilievo nelle società di calcio e nelle federazioni , annota l'Antitrust, attribuisce un vantaggio concorrenziale non riconducibile ad una maggiore efficienza dello stesso agente. Gli agenti dovrebbero piuttosto essere messi in condizione di confrontarsi sulla base delle loro effettive capacità professionali, anche a vantaggio delle aspettative di ingaggio dei calciatori. Per tale motivo, l'Autorità ritiene che l'attività di agente debba essere preclusa ai soggetti i cui parenti ricoprano cariche sociali o incarichi dirigenziali e tecnici nelle società o nelle federazioni o, comunque, non debba essere consentito agli agenti di gestire quelle trattative che vedano come destinatari o beneficiari dell'attività svolta dall'agente soggetti che abbiano legami parentali o di affinità quantomeno entro il secondo grado con l'agente stesso. Di converso, ai soggetti che detengano legami di parentela con un agente dovrebbe essere precluso di rivestire cariche sociali o incarichi dirigenziali e tecnici nelle società o nelle federazioni . In attesa che venga portata a termine anche l'altra parte dell'indagine, la palla passa adesso nelle mani del commissario straordinario della Figc, Guido Rossi. g.d.p.

Autorità garante della concorrenza e del mercato Provvedimento IC27 settore del calcio professionistico 24 maggio 2006