Intercettazioni: dal numero di varietà all'atto unico della farsa

L'annunciata riforma-eurostar con Dl si è riformata in Ddl a lunga e lenta percorrenza tutta colpa del Colle . E i parlamentari che prestano i cellulari nel senso di telefoni agli scalatori di banche dovranno ancora accontentarsi della legge Boato

Informare gli intercettati non indagati, niente carcere per i giornalisti che divulgano il contenuto delle intercettazioni, Pm sollevato dall'incarico se risulta iscritto nel registro degli indagati per aver violato il segreto d'ufficio. Il provvedimento sulle intercettazioni ha preso la strada del Parlamento attraverso la forma di disegno di legge, causa veto del Quirinale. Dopo una convocazione ufficiale del Consiglio dei ministri n. 19 che parlava di disegno di legge/decreto-legge in materia di intercettazioni , venerdì mattina, al termine della riunione durante la quale è stato approvato il disegno di legge, sono stati proprio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della Giustizia, Roberto Castelli a spiegare le ragioni della scelta della via ordinaria. Berlusconi ha parlato di fine di un incubo , di provvedimento atteso dalla grandissima maggioranza degli italiani come ci dicono i sondaggi . Avremmo preferito il decreto legge - ha continuato - ma il Quirinale, con cui sempre ci consultiamo prima di varare un provvedimento del genere, ci ha indicato come migliore la via del disegno di legge . Stesse affermazioni per il Guardasigilli che comunque avrebbe preferito la strada della decretazione d'urgenza perché più rapida mancavano i presupposti di straordinarietà e urgenza per quanto riguarda gli iterventi sul Codice penale e su quello di procedura penale . Cosa dice il provvedimento. A spiegare i punti salienti del Ddl è stato il Guardasigilli L'articolo 1 introduce la possibilità di sollevare dall'incarico il Procuratore quando il magistrato assegnatario risulti iscritto nel registro degli indagati per aver violato il segreto d'ufficio . Il magistrato che rilascerà dichiarazioni sul procedimento che gli è stato affidato avrà l'obbligo di astenersi dalle udienze mentre il Pm che rivelerà il contenuto di atti coperti dal segreto d'ufficio come le intercettazioni potrà essere sostituito. L'articolo 2 - ha continuato Castelli - vieta la pubblicazione degli atti, anche quelli non secretati. L'articolo 3 è importante perché prevede che, per i reati ordinari si possono eseguire le intercettazioni ambientali solo nei luoghi dove si presuppone sia in corso attività criminosa. Un'altra questione rilevante - ha detto il ministro - è legata al fatto che non si possono più intercettare più persone non indagate, fatto salvo per i reati più gravi ossia quelli di mafia pedofilia e terrorismo. Le persone che non risulteranno indagate in procedimenti connessi dovranno essere avvisate di essere sotto controllo dal Pm tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, a meno che non si tratti di reati gravissimi. I non indagati potranno ottenere copia delle registrazioni dei colloqui che li riguardano e potranno chiederne l'eventuale distruzione qualora risultino irrilevanti ai fini investigativi. Viene inoltre istituito il funzionario responsabile del servizio intercettazione, designato dal procuratore della Repubblica, che avrà il compito di tenere il registro riservato delle intercettazioni e l'archivio riservato nel quale saranno custoditi i verbali e i supporti. Nell'archivio verranno indicati gli estremi del decreto con il quale è stata disposta l'intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione, l'annotazione del giorno e dell'ora in cui è cominciata ed è finita. Nei verbali dovranno essere annotati anche cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto, la trascrizione sommaria del contenuto, nonché i nominativi delle persone che hanno provveduto alla loro annotazione. Dei verbali non si potrà rilasciare copia e non potranno essere acquisite le conversazioni manifestamente irrilevanti fino a quando saranno in corso le indagini preliminari, i legali delle persone intercettate potranno solo visionarli e ascoltare le registrazioni depositate. Si potranno autorizzare intercettazioni per reati che prevedono pene superiori ai cinque anni per un massimo di tre mesi, ad eccezione dei reati di terrorismo, criminalità organizzata e minacce a mezzo telefono. Il decreto del Pm con il quale si chiede l'autorizzazione alle intercettazioni dovrà essere motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile. Per quanto riguarda le sanzioni per i cronisti che divulgheranno i contenuti delle telefonate, aumenta la sanzione pecuniaria fino ad un massimo di cinquemila euro. Sanzioni più severe anche per i pubblici ufficiali che riveleranno il contenuto delle intercettazioni che rischieranno non più da si a tre anni di carcere ma da uno a quattro anni. Una novità rilevante, per Castelli riguarda le testate giornalistiche perché si prevede l'introduzione della responsabilità per le persone giuridiche come previsto dal decreto 231/01 che prevede un sistema di quote calcolate in euro per le sanzioni da un minimo di 100 ad un massimo di 150 quote a seconda dell'importanza della testata la sanzione massima è 1,5 milioni di euro . Si calcolano in questo caso i capitali e la tiratura - ha spiegato ancora Castelli - per fare un esempio, la Padania verrebbe colpita con una sanzione inferiore rispetto al Corriere della Sera . Durante il Consiglio dei ministri di ieri, inoltre, è stato introdotto un ulteriore articolo il 14bis presentato dal ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi sul diritto di rettifica. Una norma estratta dal Ddl 3176/S contenente norme in materia di diffamazione, approvato il 26 ottobre 2004 dalla Camera dei Deputati e attualmente fermo in commissione Giustizia del Senato. Le reazioni. Ampi consensi per la scelta del disegno di legge, sia da parte di esponenti della maggioranza che dall'opposizione che, a detta dello stesso premier Berlusconi, potrà essere migliorato durante il passaggio parlamentare. Secondo il responsabile Giustizia di Forza Italia, Giuseppe Gargani, il provvedimento ha un'urgenza non dal punto di vista costituzionale ma rispetto ai processi e alla situazione del Paese e il Parlamento dovrebbe trovargli una corsia preferenziale. A questo proposito il presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, Gaetano Pecorella Fi nei giorni scorsi aveva annunciato l'intenzione di mettere all'ordine del giorno della commissione i provvedimenti sino a questo momento presentati sulla materia delle intercettazioni vedi tra gli arretrati dell'8 settembre 2005 . Il disegno di legge, molto probabilmente, inizierà il suo iter proprio dalla Camera per passare poi a Palazzo Madama. Disponibili al dialogo si sono detti anche il responsabile Giustizia dei Ds Massimo Brutti e della Margherita Giuseppe Fanfani. Quattro le condizioni poste da Brutti la prima che il provvedimento non sia limitato, né compresso il potere d'indagine dell'autorità giudiziaria e che le intercettazioni possano essere disposte secondo le norme fin qui vigenti, la seconda che sia garantita meglio la segretezza durante tutte le indagini preliminari terzo che si provveda l'assoluta segretezza e poi la distruzione delle intercettazioni non rilevanti ai fini delle indagini e dell'accertamento di responsabilità penali ed infine equità nelle sanzioni. Molto più critiche le toghe, a partire dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Ciro Riviezzo secondo il quale l'avviso ai non indagati interessati dalle intercettazioni telefoniche è la questione dirimente . Secondo Riviezzo se vengono avvisati prima, si rende inutile l'intercettazione stessa se vengono avvisati dopo, tutti, fra telefonate fatte e ricevute dall'indagato intercettato, si arriva a una mole di avvisi tale da ingolfare l'intero sistema e renderne di fatto impossibile il ricorso . In linea teorica per il presidente dell'Anm potrebbe essere positivo avvisare chi non è indagato in modo che una volta avuta una copia della registrazione del colloquio telefonico possa eventualmente richiederne la distruzione se non rilevante ai fini dell'indagine . Nella pratica invece, tutto questo si tradurrà in un aggravio di incombenze per gli uffici giudiziari creando una situazione ai limiti dell'assurdo . Sulla stessa linea anche il vicepresidente Carlo Fucci secondo il quale la scelta di un avviso preventivo ai non indagati rischierà di spuntare l'arma stessa delle intercettazioni, rendendo vana la ricerca delle prove . Per Antonio Patrono, segretario dell'Anm le indiscrezioni che circolano sul disegno di legge sulle intercettazioni devono essere sbagliate perché sembrano riferite a norme prive di senso e ragionevolezza . Il provvedimento, comunque, dovrà passare il vaglio del Parlamento, stretto tra la sessione Finanziaria, la pausa natalizia e le altre riforme urgenti il tutto prima della fine della legislatura. p.a.