Contratti a termine, fino al 2001 piena libertà per i sindacati

Risolto un contrasto sull'articolo 23. In fase di contrattazione collettiva è consentito anche individuare speciali categorie di lavoratori da assumere a tempo determinato

Sui contratti a termine, massima libertà ai sindacati fino al 2001. Infatti, prima dell'entrata in vigore del Dlgs. 368 del 2001, che ha messo la parola fine alla pratica di apposizione del termini fuori dei casi previsti dalla legge, questi erano titolari di una delega in bianco potendo prevedere nuove ipotesi. A queste conclusioni sono giunte le Sezioni unite civili della Corte di cassazione con la sentenza 4588 del 2 marzo scorso leggibile tra i documenti correlati . Con la pronuncia in rassegna il Supremo Collegio non solo ha interpretato l'articolo 23 della legge n. 56/1987 ma ha anche tracciato un'interessante panoramica delle differenze esistenti tra vecchie e nuove norme. Dunque, gli Ermellini sono intervenuti a dissipare un contrasto creatosi all'interno della sezione lavoro concernente l'ambito di operatività dell'articolo 23 e dei limiti che incontra la contrattazione collettiva nel designare le diverse fattispecie di contratto a termine. Gli indirizzi erano sostanzialmente due. Secondo un primo orientamento, quello avallato dalle Sezioni unite, alla contrattazione collettiva è consentito anche individuare alla stregua di esigenze riscontrabili a livello nazionale o locale speciali categorie di lavoratori che possono essere assunti a tempo determinato, in quanto l'esame congiunto delle parti sociali sulla necessità del mercato del lavoro costituisce una idonea garanzia per i lavoratori ed un'efficace salvaguardia dei loro diritti. Non è tutto. In quelle sentenze si legge che l'attribuzione alla contrattazione collettiva del potere di definire nuovi casi di assunzione a termine, seppure deve inserirsi nel sistema delineato dalla disciplina generale dettata dalla legge n. 230 del 1962, legittima però l'introduzione di nuove ipotesi di contratto a termine completamente diverse da quelle configurate per legge, essendosi in presenza di una delega in bianco del legislatore all'autonomia collettiva avete ad oggetto, appunto, l'individuazione di nuove ipotesi di contratto non omogenee rispetto a quelle legali . Secondo un diverso e minoritario orientamento, invece, le nuove fattispecie di contratto a termine devono essere esattamente delimitate. In altre parole a lista chiusa . La soluzione data al contrasto dalle sezioni unite è la seguente le assunzioni disposte ai sensi dell'articolo 23 della legge 56/1987, che demanda alla contrattazione collettiva la possibilità di individuare oltre alle fattispecie tassativamente previste dall'articolo 1 della legge 230/62 nuove ipotesi di apposizioni di un termine alla durata del rapporto di lavoro, configura una vera e propria delega in bianco in favore dei sindacati i quali, pertanto, senza essere vincolati alla individuazione di figure di contratto a termine comunque omologhe a quelle previste per legge, possono legittimare il ricorso al contratto di lavoro a termine per cause oggettive ed anche alla stregua di esigenze riscontrabili a livello nazionale o locale per ragioni di tipo meramente soggettivo, consentendo l'assunzione di speciali categorie di lavoratori . Debora Alberici