Gli avvocati scendono in piazza e confermano la linea dura

Altri cinque giorni di sciopero a settembre ma le modalità della protesta dividono il mondo forense. Legnini non si poteva fare di più. Brutti conferma che il dialogo resterà aperto anche se i toni saranno accesi

Gli avvocati scendono in piazza e scelgono la linea dura contro le liberalizzazioni del decreto Bersani. Dopo il corteo spontaneo sotto le finestre del Governo, l'Avvocatura ha deciso di scioperare fino al 25 luglio prossimo, quindi ha deciso di proseguire l'astensione dopo la pausa estiva con cinque giorni di astensione dal 18 al 22 settembre, in concomitanza con il Congresso nazionale forense, in programma a Roma dal 21 al 24 settembre. Per il governo contiamo meno di panettieri e tassisti. - ha detto Michelina Grillo presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura - Oggi venerdì, ndr non hanno trovato il tempo di riceverci. Gli faremo cambiare idea. Intanto ci asterremo fino al 25 luglio e poi dalla prossima settimana non garantiremo più tutti quei servizi che non sono di nostra competenza, ma che lo Stato non è in grado di fornire per far funzionare la macchina giustizia. Così sarà chiaro a tutti che la vera astensione non è quella degli avvocati, ma quella dello Stato nei confronti dei cittadini . Le modifiche approvate in commissione Bilancio al Senato non hanno fermato la protesta degli avvocati che venerdì scorso si sono dapprima riuniti al cinema Adriano per l'assemblea nazionale, quindi sono letteralmente scesi in piazza dando vita ad un corteo verso Palazzo Chigi. La protesta si è sviluppata durante le due ore di assemblea talmente affollata che molti avvocati sono restati fuori fino ad arrivare alla decisione di recarsi davanti a Palazzo Chigi. Alla testa del corteo si distinguevano gli esponenti di An Gianni Alemanno e Giuseppe Valentino che hanno appoggiato, dopo quella dei tassisti, anche la protesta degli avvocati. Con loro anche l'ex vicepresidente della Camera Alfredo Biondi Fi che al grido di libertà ha guidato gli avvocati davanti al palazzo del Consiglio dei ministri. Tra gli esponenti del mondo forense si distingueva il presidente della Cassa forense, Maurizio de Tilla, che nonostante il caldo non ha mai abbandonato la toga nera, il presidente e il vicepresidente dell'Oua Michelina Grillo e Renato Veneruso, il presidente dell'Associazione italiana giovani avvocati Valter Militi. Nonostante l'intervento di Alemanno e Valentino, i delegati non sono stati ricevuti dall'esecutivo che ha rimandato ad altra data l'incontro. Il corteo si è sviluppato spontaneamente ma probabilmente è stato pensato il giorno prima all'insaputa dei vertici, come ha ammesso un giovane avvocato della capitale già da ieri sera ci eravamo sentiti pensando ad un corteo verso Palazzo Chigi, perché questo decreto sta distruggendo l'avvocatura e lo vogliamo dire forte e chiaro a questo governo ha detto l'anonimo professionista. Meno convinti della protesta di piazza non autorizzata i vertici credo che il decreto Bersani vada contrastato in ogni modo - ha affermato Renato Veneruso - ma non dovevamo arrivare al corteo . Valter Militi, dell'Aiga, poco prima all'Adriano aveva spiegato che l'astensione dalle udienze rappresenta l'ultimo disperato grido d'allarme dei giovani che, lungi dall'essere arroccati su posizioni conservatrici o neocon, auspicano un effettivo processo riformatore, svincolato da ideologici preconcetti, che possa consentire un rilancio delle professionalità del Paese . Ma alla domanda se fosse d'accordo con un corteo non organizzato, Militi ha allargato le braccia rispondendo per l'unitarietà dell'avvocatura . Bruno Sazzini, segretario generale dell'Associazione nazionale forense, ha criticato l'iniziativa spontanea non concordata Adesso la protesta dovrà coinvolgere tutte le professioni ma si dovranno avanzare proposte, perché anche i cinque giorni di sciopero a settembre non serviranno a fermare il decreto Bersani che a giorni sarà convertito in legge. Sarà importante il congresso di Roma, che speriamo non sarà gestito come questa assemblea e che speriamo faccia riconquistare dignità ai delegati Oua per arrivare ad una decisione democratica condivisa da tutte le componenti dell'avvocatura . Mentre i professionisti stazionavano sotto le finestre del governo che al termine della riunione è dovuto uscire dal retro per evitare le contestazioni alla Camera il presidente Fausto Bertinotti riceveva una delegazione dell'Unione delle camere penali italiane. Durante l'incontro il presidente Ucpi Ettore Randazzo ha ribadito che non è possibile intervenire bruscamente con un decreto legge e ponendo la fiducia senza nemmeno sentire gli avvocati, liquidati in maniera rozza da un ministro che ha l'ardire di offendere la categoria in agitazione e di sostenere che il suo decreto legge, che taglia in maniera sconsiderata i fondi per la giustizia, serve alla ragionevole durata dei processi . Alla notizia del corteo, però, Randazzo ha subito preso le distanze dall'iniziativa questa manifestazione ruspante aizzata da qualche provocatore, ha danneggiato molto la sacra protesta dell'avvocatura contro il decreto . Secondo Randazzo solo alcune centinaia di avvocati certo non la maggioranza dei 1500 presenti all'assemblea ha insistentemente preteso di andare in corteo a palazzo Chigi. A prendere le distanze dal corteo ultras degli avvocati è stata anche l'Associazione nazionale praticanti e avvocati. Secondo il presidente dell'Anpa Gaetano Romano i numeri risibili dei partecipanti, circa 300, dimostrano che chi protesta è assolutamente una piccola minoranza a fronte dei 180 mila avvocati italiani. Il corteo tipico di ultras e no di liberi professionisti, dal quale l'Anpa si dissocia si trasforma quindi in un autentico autogol e dimostra come solo una ridottissima parte dell'avvocatura è pronta a scendere in piazza . Agli avvocati è andata la solidarietà di diversi esponenti del Centrodestra, da Roberto Maroni all'ex Guardasigilli Roberto Castelli Lega fino a Giuseppe Consolo An , mentre il responsabile Giustizia dei Ds, fischiato alla manifestazione del cinema Adriano, ha ribadito che la maggioranza di Centrosinistra intende dare un nuovo statuto all'avvocatura. Brutti ha parlato di nuove regole per l'accesso, le funzioni e le modalità di elezione degli ordini, la formazione professionale permanente e il controllo sulla deontologia. Nostro obiettivo - spiega Brutti - è una regolamentazione compiuta delle attività professionali forensi, attesa da decenni e che ora siamo in grado di scrivere sulla base dell'elaborazione di questi anni ed aprendo un confronto ravvicinato con tutte le rappresentanze degli avvocati . La professione di avvocato ha rilievo costituzionale, perché è tramite necessario per l'esercizio del diritto dei cittadini alla giustizia, ed in questa prospettiva oggi è necessaria una riforma . Brutti ha ribadito che la discussione continuerà, anche se i toni saranno accesi Cosa volete che sia qualche fischio, l'importante è avere il coraggio delle proprie convinzioni. Il confronto, anche aspro, non deve intimorirci e, come credo di aver dimostrato stamattina, noi non diserteremo nessuna sede di dialogo . I lavori del Senato. In commissione Bilancio al Senato è continuata, molto a rilento, la discussione degli oltre mille emendamenti al provvedimento. Ancora accantonate alcune modifiche all'articolo 2, riguardante gli aspetti più contestati dal mondo forense, mentre si è conclusa la discussione riguardante le spese di giustizia l'articolo 21 come emendato è leggibile tra i documenti correlati . Secondo il vicepresidente della commissione, Giovanni Legnini Ulivo di più non si poteva fare. Le pubblicità dovranno seguire criteri di trasparenza e veridicità del messaggio il cui rispetto è verificato dall'ordine e ancora il giudice dovrà provvedere alla liquidazione delle spese di giudizio e dei compensi professionali, in caso di liquidazione giudiziale e di gratuito patrocinio sulla base della tariffa professionale . Nelle procedure pubbliche - riporta ancora un sub-emendamento presentato da Legnini e approvato dalla commissione - ad evidenza pubblica, le stazioni appaltanti possono utilizzare le tariffe, ove motivatamente ritenute adeguate, quale criterio o base di riferimento per la determinazione dei compensi per attività professionali . Il terzo comma dell'articolo 2233 Cc diventa inoltre Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi fra gli avvocati e praticanti abilitati ed i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali . Per quanto riguarda invece le spese di giustizia, le modifiche apportate prevedono che Poste Spa potranno anticipare i pagamenti per gli atti di notifiche nei procedimenti penali e per gli atti di notifiche e di espropriazione forzata nei procedimenti civili quando i relativi oneri sono a carico dell'erario . Rispetto alla situazione dei giudici di pace e magistrati onorari, è approvato solo un ordine del giorno che impegna il governo a garantire la massima celerità per garantire loro gli stipendi. Lunedì il provvedimento arriverà in Aula e gli avvocati continueranno il loro sciopero. p.a.

Senato della Repubblica Ddl di conversione in legge del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 recante Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione Stralcio dell'articolo 21 in neretto le modifiche apportate dalla Commissione Bilancio il 20 luglio 2006 Omissis Articolo 21. Spese di giustizia 1. Per il pagamento delle spese di giustizia non è ammesso il ricorso all'anticipazione da parte degli uffici postali, tranne che per gli atti di notifiche nei procedimenti penali e per gli atti di notifiche e di espropriazione forzata nei procedimenti civili quando i relativi oneri sono a carico dell'erario. 1 2. Al pagamento delle spese di giustizia si provvede secondo le ordinarie procedure stabilite dalla vigente normativa di contabilità generale dello Stato. 3. Lo stanziamento previsto in bilancio per le spese di giustizia, come integrato ai sensi dell'articolo 1, comma 607, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, iscritto nell'unità previsionale di base 2.1.2.1 capitolo 1360 dello stato di previsione del ministero della Giustizia, è ridotto di 50 milioni di euro per l'anno 2006, di 100 milioni di euro per l'anno 2007 e di 200 milioni di euro a decorrere dal 2008. 4. All'articolo 13 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi 6bis. Per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al Consiglio di Stato il contributo dovuto è di euro 500 [ ] 3 , per i ricorsi previsti dall'articolo 21bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, aggiunto dall'articolo 2 della legge 21 luglio 2000, n. 205, per quelli previsti dall'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n. 241, per i ricorsi aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato, e per i ricorsi di esecuzione della sentenza o di ottemperanza del giudicato il contributo dovuto è di euro 250. L'onere relativo al pagamento dei suddetti contributi è dovuto in ogni caso dalla parte soccombente anche nel caso di compensazione giudiziale delle spese e anche se essa non si è costituita in giudizio. Ai fini predetti, la soccombenza si determina con il passaggio in giudicato della sentenza. Non è dovuto alcun contributo per i ricorsi previsti dall'articolo 25 della citata legge 241 del 1990 avverso il diniego di accesso alle informazioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 195 di attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale. 6ter. Il maggior gettito derivante dall'applicazione delle disposizioni di cui al comma 6bis è versato al bilancio dello Stato, per essere riassegnato, per ciascun anno, allo stato di previsione del ministero dell'Economia e delle finanze, per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali . 5. All'articolo 16 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente 1bis. In caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato, si applica la sanzione di cui all'articolo 71 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, esclusa la detrazione ivi prevista. [Soppresso] 4 6. Soppresso 2 . Omissis 1 Il testo originario così recitava 1. Per il pagamento delle spese di giustizia non è ammesso il ricorso all'anticipazione da parte degli uffici postali, tranne che per gli atti di notifiche concernenti procedimenti penali . 2 Il comma soppresso così recitava All'articolo 1, comma 309, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, dopo le parole degli uffici giudiziari , sono inserite le seguenti e allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per le spese riguardanti il funzionamento del Consiglio di Stato e dei Tribunali amministrativi regionali . 3 Il periodo soppresso così recitava per le istanze cautelari in primo e secondo grado . 4 Il periodo soppresso così recitava Del pagamento risponde il difensore o, in solido, i difensori costituiti .