Medici di base, nessun compenso extra se si curano pazienti in esubero

Il contratto collettivo ha lo scopo di garantire un livello minimo qualitativo di assistenza , perciò secondo gli ermellini il superamento del massimale comporta che le prestazioni rese siano prive di causa e per questo non remunerabili

Medici convenzionati, nessun compenso per i pazienti ultramassimale . In pratica, se il dottore di famiglia visita più persone rispetto al numero degli assistiti fissatogli dalla legge, non avrà diritto ad alcun fuori busta . Non solo, al camice bianco non converrà nemmeno adire le vie legali, al fine di ottenere un indennizzo per arricchimento senza causa nei confronti dell'Asl d'appartenenza, perché ad escludere un compenso è lo stesso contratto collettivo. Quest'ultimo, infatti, nel prevedere un numero massimo di pazienti per ciascun medico generico, ha lo scopo di garantire un livello minimo qualitativo di assistenza ad ogni paziente. Perciò, dice a chiare lettere la Cassazione, il superamento del massimale comporta che le prestazioni rese in più dal medico sono prive di causa e per questo non remunerabili . In sostanza, il camice bianco non è in grado di assicurare a quei pazienti in esubero quel livello qualitativo minimo che gli sarebbe dovuto dalla legge. Lo ha affermato la sezione lavoro di piazza Cavour nella sentenza 6260/06 con la quale ha detto no alla richiesta di indennizzo avanzata da un medico di base capitolino nel confronti dell'Asl di Roma D la sentenza è stata depositata il 21 marzo scorso ed è leggibile integralmente tra gli allegati . Nel respingere il ricorso, infatti, la Suprema corte ha affermato che l'arricchimento senza causa della Azienda sanitaria - che giustificherebbe ai sensi dell'articolo 2041 Cc l'erogazione di un indennizzo in favore del dottore - deve consistere nell'acquisto di un bene o di una somma di denaro o, se si tratta di un pubblico servizio, in un miglioramento dello stesso oppure nel mantenimento della sua qualità con una spesa minore . In altre parole, dal principio in esame ne deriva che non ha diritto ad alcun compenso il medico convenzionato che ha assistito pazienti in un numero eccedente rispetto a quello previsto dall'accordo nazionale, perché superando il limite massimo consentito dalla legge si è posto in condizione di non poter assicurare proprio il livello minimo qualitativo, oltre che quantitativo, di assistenza che gli è dovuto .