Smaltimento dei rifiuti: al giudice ordinario le liti tra ente locale e concessionario

Palazzo Spada dichiara inammissibile il ricorso di un consorzio che aveva chiesto e ottenuto dal Tar Campania un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune inadempiente nei pagamenti

Smaltimento dei rifiuti, sulle liti insorte tra concessionario del servizio ed ente locale decide il giudice ordinario. Lo ha chiarito la quinta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 6409/05 depositata lo scorso 16 novembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un Consorzio specializzato in servizi ambientali che aveva richiesto al Tar Campania di emettere un decreto ingiuntivo nei confronti del comune di Caserta colpevole di non aver pagato il corrispettivo per il servizio di smaltimento dei rifiuti. Decreto che i giudici partenopei avevano effettivamente emesso. Tuttavia, in seguito all'opposizione dell'amministrazione comunale contro il decreto ingiuntivo, il presidente del Tribunale campano aveva dichiarato perento il ricorso del Consorzio. Di diverso avviso Piazza Capo di Ferro. In effetti, la Corte costituzionale con la sentenza 204/04 ha dichiarato illegittimi gli articoli 33 commi 1 e 2 e 34 comma 1 del D.Lgs 80/1998 come sostituiti dall'articolo 7 della legge 205/00, nella parte in cui fissano la giurisdizione esclusiva del Tar anche per provvedimenti o comportamenti della Pa non adottati nell'esercizio di potestà pubbliche. Per cui, dato che la controversia riguarda i corrispettivi in materia di servizi pubblici la cognizione è del giudice ordinario. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 19 luglio-16 novembre 2005, n. 6409 Presidente Iannotta - Estensore Cerreto Ricorrente Consorzio Acsa Ce/3 Spa Fatto e diritto Con ricorso depositato il 4 luglio 2001 n. 7212/2001 , l'Acsa ha chiesto al Tar Campania l'emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti del comune di Caserta per il pagamento della somma di euro 2.156.945.707, oltre accessori, quale corrispettivo per il servizio di smaltimento dei rifiuti. Con decreto 1172/01 il Giudice delegato dal Presidente del Tar Campania ha emesso l'ingiunzione richiesta. A seguito di opposizione del comune di Caserta avverso detto decreto ingiuntivo, il Presidente Tar Campania, Sezione quinta, ha dichiarato perento il ricorso n. 7212/2001 con il decreto 8351/04. L'Acsa ha proposto opposizione avverso detto decreto di perenzione presso il Tar Campania, Sezione quinta, che l'ha respinta con ordinanza 801/04, con condanna dell'Acsa al pagamento delle spese di giudizio. Per la riforma di quest'ultima ordinanza è stato proposto da parte dell'Acsa il presente ricorso un appello, che è stato trattenuto in decisione nella camera di consiglio del 19 luglio 2005. Considerato che la controversia ha per oggetto il pagamento da parte del comune di Caserta di corrispettivi per il pubblico servizio di smaltimento dei rifiuti gestito dalla Acsa CE3, che rientrava all'epoca della proposizione del ricorso originario nella giurisdizione esclusiva amministrativa per effetto dell'articolo 33 D.Lgs 80/1998, come sostituito dall'articolo 7 legge 205/00 Considerato altresì che l'articolo 33 del D.Lgs 80/1998, come sostituito dall'articolo 7 legge 205/00, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, con sentenza Corte costituzionale 204/04, nella parte in cui attribuiva alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie riguardanti le prestazioni di ogni genere, anche di natura patrimoniale, rese nell'espletamento di pubblici servizi, ivi comprese quelle rese nell'ambito del servizio sanitario nazionale Considerato infine che la dichiarazione di incostituzionalità di cui alla sentenza Corte costituzionale 204/04 si applica anche a questo giudizio in quanto tuttora in corso, non applicandosi il principio della perpetuatio jurisditionis di cui all'articolo 5 Cpc in considerazione degli effetti retroattivi della dichiarazione di incostituzionalità cfr. Cassazione Su 6330/05 Ritenuto pertanto che è ormai insussistente la giurisdizione del giudice amministrativo sulla presente controversia attinente alla spettanza o meno di corrispettivi in materia di servizi pubblici cfr.la decisione di questa Sezione 3919/05 , per cui occorre annullare senza rinvio l'ordinanza appellata ed il relativo decreto ingiuntivo Ritenuto che sussistono giusti motivi per compensare le spese di entrambi i gradi di giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione quinta, dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione la domanda originaria e per l'effetto annulla senza rinvio l'ordinanza appellata e relativo decreto ingiuntivo. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2 N . RIC. 2 N . RIC 4095/2005 FDG