Incidenti stradali, richiesta norma transitoria

In un convegno svolto a Roma, l'Associazione familiari vittime della strada e l'Organismo unitario dell'avvocatura hanno proposto alcune modifiche alle nuove Disposizioni in vigore dal 1 aprile creando anche un raccordo col Codice delle assicurazioni

Incidenti stradali, bene la nuova normativa, ma il nuovo Parlamento dovrà prendere in considerazione alcuni aggiustamenti. Ieri si è svolto a Roma un convegno organizzato dall'Associazione italiana familiari e vittime della strada e dall'Organismo unitario dell'avvocatura, per una prima disanima della legge 102/06 Disposizioni in materia di conseguenze derivanti da incidenti stradali che entrerà in vigore il prossimo primo aprile. In linea generale il provvedimento, finalizzato all'inasprimento delle sanzioni per condotte colpose lesive correlate alla circolazione stradale e alla riduzione dei tempi dei procedimenti finalizzati all'accertamento delle relative responsabilità penali e civili, ha incassato commenti positivi. Nel documento conclusivo dell'incontro, però, controfirmato sia dall'associazione vittime della strada che dall'Oua, si chiede al prossimo Parlamento di approvare con urgenza alcuni interventi integrativi e migliorativi della nuova disciplina. Affinché questa possa trovare una efficace applicazione, riporta il documento approvato, occorre individuare innanzitutto una chiara norma transitoria, allo stato completamente assente. Va inoltre raccordata la normativa con le leggi in materia e con la disciplina in tema di risarcimento prevista dal Codice delle Assicurazioni, così come si rendono necessari alcuni interventi per la riorganizzazione degli uffici. Oua e associazione vittime della strada costituiranno inoltre un tavolo bilaterale di lavoro per approntare specifiche proposte emendative da sottoporre con urgenza a tutte le forze politiche allo stesso tempo si impegneranno a fornire ai cittadini ogni necessaria informazione e chiarimento utile volta a migliorare lo svolgimento di ogni procedura, stragiudiziale e giudiziale, finalizzata ad ottenere un pieno e soddisfacente risarcimento del danno . L'approvazione delle nuove disposizioni, secondo il presidente dell'associazione vittime della strada Aifvs Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, ha dato una risposta chiara ai nostri sforzi, ai nostri appelli affinché il provvedimento fosse portato a compimento questo nuovo quadro normativo - ha aggiunto - è un buon inizio nella costituzione di un vero stigma sociale nei confronti dei reati nella circolazione stradale . Norme che però vanno perfezionate. Secondo Michelina Grillo, presidente Oua, non si tratta di azzerare il lavoro fatto, ma di correggere quegli aspetti della legge che rischiano di disattendere le richieste delle vittime e di vanificare gli obiettivi stessi della riforma . Per quanto riguarda gli aspetti critici, per Renato Veneruso, vicepresidente Oua non si capisce il nesso tra le norme processuali e la pretesa legittima di inasprire le pene, e neppure lo spirito che ha portato il legislatore ad inserire la materia nel rito del lavoro, contraddicendo così la sua stessa finalità di accelerare i processi. È noto, infatti, che le sezioni lavoro dei tribunali hanno serie difficoltà a fare fronte al carico ordinario. Ci chiediamo se non sia più opportuno restituirla al rito ordinario, così come novellato dal nuovo Codice di procedura civile . Per questo, ha concluso Michelina Grillo, l'Oua chiede al nuovo Parlamento di aprire un confronto, attraverso un tavolo tecnico, con gli avvocati e le associazioni che rappresentano le vittime della strada, per intervenire e modificare gli aspetti controversi della nuova legge . p.a.