Avanzamento di carriera, rimandato il generale dei carabinieri per valutazione incongrua

Accolto il ricorso di un colonnello. Il giudice amministrativo può annullare i giudizi della commissione se risultano inspiegabili rispetto alla logica del punteggio

Avanzamenti di carriera, il giudice amministrativo può annullare i giudizi se le valutazioni della commissione risultano inspiegabili e incongrue rispetto alla logica del punteggio. A chiarirlo è stata la prima sezione bis del Tar Lazio con la sentenza 3394/06 depositata lo scorso 9 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici capitolini hanno accolto il ricorso di un colonnello dei Carabinieri che non era stato inserito tra gli iscritti in quadro in esito alla valutazione per l'avanzamento al grado di generale per l'anno 2004. Il tribunale laziale ha chiarito che il sindacato giurisdizionale di legittimità nei confronti delle valutazioni degli ufficiali incontra, relativamente al profilo rappresentato dall'incoerenza della valutazione rispetto ai precedenti di carriera, ai titoli e alla eventuale rottura dell'uniformità del criterio il limite di una nuova stima di tutti gli elementi in gioco da parte del giudice amministrativo. Per cui, la valutazione della commissione superiore di avanzamento deve dimostrarsi inspiegabile e ingiustificabile in relazione alle stime dei pari grado iscritti in quadro di avanzamento. Una volta accertato che la valutazione sia incongrua rispetto alla logica del punteggio, al magistrato non resta che annullare il giudizio e rimettere tutto nelle mani dell'amministrazione, che nella nuova valutazione dovrà tenere conto delle osservazione del Tar capitolino. cri.cap

Tar Lazio - Sezione prima bis - sentenza 26 aprile-9 maggio 2006, n. 3394 Presidente Orciuolo - Relatore Politi Ricorrente Paratore Fatto Si duole con il presente ricorso il sig. Paratore - Colonnello dell'Arma dei Carabinieri dal 1999 - di non essere stato inserito nel novero degli iscritti in quadro in esito allo svolgimento del procedimento di valutazione per l'avanzamento al grado di Generale relativamente all'anno 2004. Illustra l'interessato i propri precedenti di carriera, i relativi tempi di percorrenza, gli incarichi rivestiti, nonché i giudizi che, in sede di valutazione, ne hanno accompagnato lo svolgimento. Deduce, avverso il giudizio reso dalla Commissione Superiore di Avanzamento Csa , i seguenti argomenti di censura Violazione e falsa applicazione dell'articolo 26 e seguenti della legge 1137/55, dell'articolo 45 della legge 224/86, del Dm 571/93 articoli 6 e seguenti , dell'articolo 22 della legge 121/81. Eccesso di potere in tutte le sue figure sintomatiche e, segnatamente, per carenza di istruttoria, per carenza di motivazione, per disparità di trattamento, per illogicità ed irrazionalità manifeste, per incoerenza e contraddittorietà, per disomogeneità del metro di valutazione, per vizio del punteggio in senso assoluto ed in senso relativo. Premesso il quadro normativo - ed i connessi riferimento giurisprudenziali - in materia di giudizio di avanzamento degli Ufficiali, evidenzia il ricorrente come il pur ampio apprezzamento discrezionale che connota l'espressione dei giudizi ad opera della Csa nondimeno deve svolgersi all'interno della fondamentale coordinata di legittimità rappresentata dalla generale coerenza ed omogeneità del metro valutativo relativamente alle posizioni di tutti gli scrutinandi. L'attribuito punteggio pari a punti 27,73 , con riveniente collocazione al 29^ della conclusiva graduatoria viene poi censurato sia sotto il profilo dell'eccesso di potere in senso assoluto in quanto ex se inadeguato a fronte del complessivo profilo professionale vantato , sia sotto il profilo dell'eccesso di potere in senso relativo, con riferimento alle qualitates indicate dall'articolo 26 della legge 1137/55 quali elementi di valutazione rilevanti ai fini dell'avanzamento. Per quanto riguarda la tipologia inficiante da ultimo evidenziata, parte ricorrente assume che il proprio profilo professionale - per come posto in luce dalla documentazione caratteristica - riveli elementi di complessiva poziorità rispetto a quello vantato dal pari grado Vacca iscritto in quadro e conseguentemente promosso al superiore grado di Generale . Conclude la parte ricorrente insistendo per l'accoglimento del gravame, con conseguente annullamento degli atti oggetto di censura. L'Amministrazione intimata, costituitasi in giudizio, ha eccepito l'infondatezza delle esposte doglianze, invocando la reiezione dell'impugnativa. In qualità di parti controinteressate si sono costituiti in giudizio il sig. Vacca Raffaele, rappresentato e difeso dagli avv.ti Carlo e Marco Selvaggi, presso il cui studio è elettivamente domiciliato, in Roma, via Nomentana n. 76 i signori Coppola Vincenzo, Mottola Franco, Adinolfi Carmine, Curcio Claudio, Antolini Giovanni, Garelli Emanuele e Tornabene Alessandro, rappresentati e difesi dall'avv. Stefano Guerra ed elettivamente domiciliati presso lo studio di questi, in Roma, viale Parioli n. 74 il sig. Tesser Giorgio, rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe Gallenca e Mario Contaldi, elettivamente domiciliato presso lo studio di quest'ultimo, in Roma, alla via Pierluigi da Palestrina n. 63 insistendo tutti per la reiezione del gravame. Il ricorso viene ritenuto per la decisione alla pubblica udienza del 26 aprile 2006. Diritto 1. Va preliminarmente osservato che la Sezione, con pronunzia interlocutoria n. 13409 del 12 dicembre 2005, dato atto della completezza del contraddittorio processuale in ragione dell'intervenuta notificazione del gravame nei confronti di tutti gli Ufficiali graduatisi in posizione anteposta rispetto a quella al ricorrente attribuita in esito allo svolgimento dell'impugnato giudizio di avanzamento ha nondimeno rilevato l'esigenza di acquisire i seguenti atti stato di servizio e libretto personale del ricorrente sig. Paratore Nicolò e del pari grado sig. Vacca Raffaele verbale formato dalla Commissione Superiore di Avanzamento per l'anno 2004, con le allegate schede redatte dai componenti del predetto organo relativamente ai due nominativi indicati al precedente alinea. È stato conseguentemente ordinato alla resistente Amministrazione della Difesa di provvedere a depositare in giudizio i predetti rilievi documentali entro il termine di giorni 30 trenta dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della anzidetta decisione, differendo l'ulteriore trattazione della controversia all'odierna pubblica udienza. L'incombente come sopra disposto risulta essere stato adempiuto dall'amministrazione a ciò onerata mediante deposito documentale intervenuto in data 3 aprile e 21 aprile 2006. 2. Quanto sopra doverosamente precisato, giova premettere alla disamina degli esposti argomenti di censura talune considerazioni in ordine all'ambito di sindacabilità, in sede giurisdizionale, dei giudizi espressi ai fini dell'avanzamento degli ufficiali. 2.1 Come è noto, l'articolo 26 della legge 1137/55 prescrive che la valutazione per l'avanzamento a scelta degli ufficiali fino al grado di colonnello debba essere effettuata sulla base dei seguenti elementi qualità morali e fisiche benemerenze di guerra, comportamento in guerra e qualità professionali dimostrate durante la carriera, specialmente nel grado rivestito, con particolare riguardo all'esercizio del comando o delle attribuzioni specifiche, qualora richiesti dalla presente legge ai fini dell'avanzamento, al servizio prestato presso reparti o in imbarco doti intellettuali e di cultura con particolare riguardo ai risultati di corsi, esami, esperimenti. L'originaria formulazione della disposizione anzidetta è stata, peraltro, integrata per effetto della sopravvenienza normativa di cui all'articolo 10, comma 5, del D.Lgs 490/97. Nella fase di attribuzione del punto di merito, disciplinata dall'articolo 26 della legge da ultimo citata, è stato, per effetto della disposizione da ultimo citata, previsto un ulteriore parametro di valutazione in aggiunta agli elementi già previsti e di cui alle lettere a , b e c del medesimo articolo , distinto dalla lettera d e rappresentato dall'attitudine ad assumere incarichi nel grado superiore. Ne discende, logicamente, che l'attitudine di cui alla lettera d rappresenta qualcosa di diverso dal complesso delle tre categorie di requisiti già previsti in precedenza dall'articolo 26. Se così non fosse, non si comprenderebbe perché il legislatore, introducendo la lettera d , abbia attribuito al requisito in esame un autonomo apprezzamento, con conseguente attribuzione di punto di merito, nettamente distinto e separato dalla valutazione e apprezzamento degli elementi di cui alle tre lettere precedenti. Si è voluto, in sostanza, che all'Amministrazione, nel momento in cui essa si accinge a scegliere i soggetti ai quali affidare funzioni di vertice, sia consentito valutare le capacità potenziali di ogni ufficiale scrutinato - e cioè la sua attitudine a svolgere funzioni diverse da quelle attuali nel ricoprire ruoli di maggior impegno e responsabilità - attraverso un apprezzamento orientato al futuro, prendendo in esame le caratteristiche potenziali del valutato rispetto alle competenze, capacità e connesse responsabilità richieste dal grado che deve essere attribuito. Ai fini della ricognizione normativa relativa al quadro di riferimento in subiecta materia rilevante, va poi rammentato come l'articolo 45 della legge 224/86 abbia rimesso al ministero della Difesa la disciplina delle modalità applicative dell'articolo 26 della legge 1137/55, prevedendo criteri che evidenzino le motivazioni poste a base delle valutazioni . In attuazione di tale disposizione, l'anzidetta Autorità ministeriale ha emanato il decreto 2 novembre 571/93, recante il regolamento concernente le modalità e i criteri applicativi delle norme contenute negli articoli 25 e 26 della legge 1137/55. 2.2 Sulla base del delineato sistema normativo, il sistema della promozione a scelta viene ad essere caratterizzato non già da una comparazione fra gli scrutinandi, ma da una valutazione in assoluto per ciascuno di essi di talché l'iscrizione nel quadro di avanzamento è determinata dalla posizione conseguita da ciascuno nella graduatoria, sulla base del punteggio attribuitogli. Tale sistema non può considerarsi in contrasto con i parametri costituzionali volti ad assicurare l'imparzialità ed il buon andamento della Pubblica Amministrazione né può ritenersi che la norma abbia inteso sottrarre i procedimenti relativi ai giudizi di avanzamento degli ufficiali al sindacato giurisdizionale, il cui svolgimento è, piuttosto, inalveato sotto il profilo dell'eccesso di potere in senso relativo, nei limiti in cui esso sia possibile in base al raffronto a posteriori, fra loro, dei punteggi attribuiti a ciascuno, in riferimento agli elementi di giudizio documentazione caratteristica concretamente presi in considerazione cfr. Corte costituzionale 409/88 CdS, Sezione quarta, 951/98 e 495/98 Sezione terza, 726/96 sotto il profilo dell'eccesso di potere in senso assoluto, allorquando si tratti di sindacare la coerenza generale del metro valutativo adoperato cfr. CdS, Sezione quarta, 1196/99 e 1328/97 , ovvero la manifesta incongruità del punteggio, avuto riguardo agli incarichi ricoperti, alle funzioni espletate, ed alle positive valutazioni ottenute durante tutto l'arco della sua carriera. Quanto alla caratterizzazione del giudizio espresso dalla Commissione superiore in sede di avanzamento degli ufficiali specie per i gradi più elevati , è opportuno sottolineare come esso costituisca espressione di una valutazione complessiva, nella quale assumono indivisibile rilievo gli elementi personali e di servizio emersi nei confronti dell'ufficiale dimostrandosi, quindi, impraticabile una sistematica chirurgica di scissione delle singole componenti del giudizio stesso, per poi assumere che uno di essi, isolatamente considerato, sia sufficiente a sorreggere il giudizio complessivo. Va quindi affermato - dato atto del prevalente orientamento giurisprudenziale che ha attribuito valenza di apprezzamento di merito non sindacabile in sede giurisdizionale alla conclusiva valutazione con la quale l'Amministrazione abbia dato peso e significato alla complessiva personalità e attività dell'interessato cfr., ex multis, CdS, Sezione quarta, 495/98 e 592/97 - che la ponderazione valutativa dei titoli dei partecipanti da effettuarsi nell'ambito di un giudizio complessivo e inscindibile , non riveste specifica e parcellizzata autonomia, potendo la mancanza di qualche titolo da parte di taluno degli scrutinandi essere controbilanciata, ai fini del giudizio globale, dal possesso dei titoli diversi valutati come equivalenti dalla Commissione Superiore di Avanzamento cfr. CdS, Sezione quarta, 495/98, 397/98, 282/97 nonché Sezione terza, 726/96 cit. . 2.3 Sulla base di tali premesse, è possibile individuare gli ambiti di consentita esercitabilità del sindacato giurisdizionale in materia rimesso al giudice amministrativo. Da tempo la giurisprudenza ha chiarito che i giudizi di avanzamento degli ufficiali sono soggetti al sindacato di legittimità del giudice amministrativo soltanto entro limiti estremamente ristretti, segnati dalla necessità di rispettare la sottile, ma non di meno precisa, linea che divide il giudizio di legittimità dalla valutazione di merito, squisitamente discrezionale, demandata istituzionalmente all'apprezzamento della Commissione Superiore di Avanzamento fra le più recenti, CdS, Sezione quarta, 4568/01 . Sul piano applicativo, se ciò impedisce in radice al giudice amministrativo di procedere all'esame comparativo degli ufficiali valutati in sede di redazione degli scrutini di avanzamento, o di verificare la specifica congruità del punteggio attribuito, non può però ad avviso del Collegio precludere - secondo i princìpi generali del giudizio di legittimità - il sindacato in ordine alla coerenza e ragionevolezza della valutazione tecnica operata dalla Commissione, e cioè il riscontro ab externo di elementi sintomatici del vizio della funzione discrezionale esercitata in concreto dalla Pa. Restano, cioè, pur sempre apprezzabili quelle palesi incongruenze in presenza delle quali il vizio non può più ritenersi intrinseco alla valutazione di merito che in sé implica una più o meno lata opinabilità , bensì trasmoda in eccesso di potere configurabile - appunto - in senso relativo, allorché emergano consistenti indizi di macroscopici contrasti di giudizio, capaci di dimostrare - con chiaro ed univoco significato - l'esistenza di profili di incoerenza ed illogicità di portata tale da non lasciare dubbi sul travalicamento, da parte della Commissione superiore, dei limiti della sua pur ampia discrezionalità cfr., ex multis, CdS, Sezione quarta, 4234/00 . La cognizione del giudice amministrativo non può, pertanto, che essere limitata ad una generale verifica della logicità e razionalità dei criteri seguiti in sede di scrutinio per l'avanzamento ciò tanto più ove si consideri come sia assai ampia la discrezionalità attribuita alla commissione superiore, chiamata ad esprimersi su candidati in lizza per il raggiungimento dei più alti gradi della carriera militare, le cui qualità sono definibili - sia in senso assoluto, sia comparativamente agli altri colleghi assunti in valutazione - solo attraverso sfumate analisi di merito, implicanti la ponderazione non aritmetica delle complessive qualità degli scrutinandi, da effettuarsi attraverso un apprezzamento dei titoli e dei requisiti in via di astrazione e di sintesi, non condizionato dalla meccanica valutazione delle singole risultanze documentali. Si è, di conseguenza, escluso che il giudice amministrativo possa procedere all'esame comparativo degli ufficiali valutati in sede di redazione degli scrutini di avanzamento, o verificare la specifica congruità del punteggio attribuito, in quanto la discrezionalità tecnica della commissione è sindacabile solo in presenza di valutazioni incoerenti o irragionevoli, tali da comportare un vizio della funzione CdS, Sezione quarta, 592/97 . Si dimostrano, pertanto, apprezzabili solo quelle palesi aberrazioni in presenza delle quali il vizio non può più ritenersi intrinseco alla valutazione di merito che in sé implica una più o meno lata opinabilità , bensì trasmoda in eccesso di potere CdS, Sezione quarta, 397/98 il che avviene nei casi in cui sia oggettivamente rilevabile la manifesta irrazionalità nell'esercizio della discrezionalità nella valutazione tecnica degli scrutinandi . Alla luce di tale orientamento, costantemente seguito e ribadito anche di recente CdS, Sezione quarta, 4074/02 3251/02 2651/01 6180/00 3930/00 3824/00 3234/00 1398/99 1196/99 5/1999 . 3. Quanto sopra doverosamente puntualizzato, la disamina della sottoposta vicenda contenziosa deve necessariamente muovere dal primo ordine di censure dalla parte ricorrente sottoposto all'attenzione di questa Sezione, rappresentato dalla dedotta presenza di profili inficianti lo scrutinio di che trattasi sub specie dell'eccesso di potere in senso assoluto. In tal senso, il ricorrente afferma di vantare titoli - personali, culturali, professionali e di servizio - che, ex se riguardati ed in quanto connotati da carattere di assoluta eccellenza, ne avrebbero dovuto consentire una collocazione nella conclusiva graduatoria in posizione ben superiore rispetto a quella risultante in esito al giudizio formulato dalla Commissione Superiore di Avanzamento. Giova, al riguardo, fornire preliminarmente l'evidenza della graduazione degli Ufficiali costituitisi nel presente giudizio, quale rappresentata dalla tabella infra riportata. Punto di merito Collocazione in graduatoria PARATORE 27,73 29^ VACCA 28,04 4^ COPPOLA 27,94 12^ MOTTOLA 27,93 14^ ADINOLFI 27,79 26^ CURCIO 27,84 21^ ANTOLINI 27,99 10^ GARELLI 28,02 6^ TORNABENE 28,00 9^ TESSER 27,90 16^ Quanto sopra posto, va osservato come questa Sezione abbia ripetutamente avuto modo di occuparsi della configurabilità e, con essa, del concreto atteggiarsi nonché dei profili di apprezzamento rilevabili nell'ambito del giudizio di legittimità del vizio di eccesso di potere in senso assoluto, relativamente al sindacato in materia di giudizi di avanzamento degli ufficiali. Tale fattispecie inficiante è stata ritenuta positivamente apprezzabile, da parte del giudice della legittimità, nel solo caso in cui l'ufficiale sia in possesso di titoli talmente eccezionali da far risultare ictu oculi manifestamente inadeguati i punteggi che gli sono stati attribuiti in altri termini, quando dall'esame della documentazione caratteristica sia dato evincere, con assoluta evidenza, una macroscopica ed immediatamente rilevabile incoerenza della valutazione della Commissione Superiore di Avanzamento rispetto ai precedenti di carriera dell'ufficiale cfr., in termini, le pronunzie della Sezione quarta del Consiglio di Stato nn. 6686/02, 4074/02, 3521/02, 2642/00, 1849/99, 1398/99, 951/98, 495/98, 741/97 . La mera circostanza che un ufficiale, meritevole non più di altri colleghi non promossi di conseguire il grado superiore, sia stato ugualmente iscritto nel quadro di avanzamento, non può, quindi, comportare l'automatica promozione di qualsiasi altro ufficiale giudicato idoneo ma non iscritto in quadro , il quale assuma di essere professionalmente eguale o migliore del collega promosso, tranne che non si tratti del primo o di uno fra i primi degli ufficiali collocati in graduatoria e, tuttavia, non iscritti nel quadro di avanzamento. Diversamente opinando, si darebbe luogo ad una distorta applicazione della citata normativa, per effetto della quale il vizio di una promozione darebbe luogo, anziché al suo annullamento, ad una serie di promozioni, parimenti o anche vieppiù illegittime con l'assurdo risultato della promozione soprannumeraria di tutti o di parte degli idonei, in insanabile contrasto con la strutturazione necessariamente piramidale della carriera militare. Orbene, sulla base della documentazione caratteristica del ricorrente Paratore - ed avuto riguardo alle osservazioni sopra formulate, con riferimento alle omogenee considerazioni da questa Sezione già espresse in sede di precedente giudizio - non emerge, invero, un complessivo profilo del predetto Ufficiale tale da indurre il convincimento di una così spiccata ed incontroversa preminenza personale, culturale, professionale tale da consentire l'ingresso a tale tipologia di censura. Pur nel dare atto di un brillantissimo sviluppo di carriera, va nondimeno rilevato come il ripetuto conseguimento di qualificazioni non apicali da parte del Paratore induce ad escludere che la pur elevatamente connotata personalità dell'Ufficiale in questione sia caratterizzata da elementi di preminente ed incontroverso spicco, tali da consentire di dare positivo ingresso alla censura ora all'esame. Se le qualificazioni non apicali conseguite in fase iniziale dello sviluppo di carriera per consolidata giurisprudenza non assumono - tenuto conto che la personalità dell'ufficiale è ancora in via di formazione - dirimente valenza, altrettanto non può affermarsi con riferimento alle analoghe qualificazioni di non eccellenza conseguite dal ricorrente nel grado di Capitano scheda valutativa n. 13, periodo 14 maggio 1978 - 13 maggio 1979 scheda valutativa n. 14, periodo 14 maggio 1979 - 12 settembre 1979 scheda valutativa n. 16, periodo 21 ottobre 1979 - 27 giugno 1980 scheda valutativa n. 17, periodo 28 giugno 1980 - 27 giugno 1981 . Inoltre, in numerose schede valutative quand'anche conclusesi con l'attribuzione dell'apicale qualificazione di eccellente , il Paratore non ha sempre e costantemente conseguito giudizi caratterizzati dalle più elevate aggettivazioni interne possibili né l'interessato, con carattere di costanza e continuità, risulta essere stato gratificato da espressioni aggiuntive di apprezzamento e/o compiacimento. Impregiudicata la rilevanza che le indicate circostanze possono assumere all'interno del sindacato esercitabile con riferimento al vizio di eccesso di potere in senso relativo, va rilevato come gli elementi sopra esposti univocamente inducano ad escludere la presenza di un profilo professionale, complessivamente riguardato, di incontroverso spicco e di assoluta ed incontestabile preminenza in proposito dovendosi osservare come, pur in presenza di un brillantissimo sviluppo di carriera e di non secondarie gratificazioni dal ricorrente annoverate a fronte del servizio dal medesimo prestato, nondimeno non si dimostri possibile, alla luce delle risultanze offerte dalla documentazione caratteristica dell'interessato, accedere al prospettato profilo di illegittimità per eccesso di potere in senso assoluto. 4. Viene poi in considerazione, in relazione all'ulteriore ordine di censure proposto dall'odierno ricorrente, la configurabilità del vizio di eccesso di potere in senso relativo - la cui concreta articolazione, all'interno dell'atto introduttivo del presente giudizio, è stata dal ricorrente esplicitata con riferimento alla posizione del pari grado Vacca Raffaele, va innanzi tutto posto in evidenza il differenziale di punteggio riconosciuto dalla Csa ai due Ufficiali in rassegna, relativamente alle distinte qualitates di cui all'articolo 26 della legge 1137/55 LETT. A LETT. B LETT. C LETT. D PARATORE 27,78 27,70 27,71 27,73 VACCA 28,07 28,06 27,97 28,06 Tale ragguaglio numerico consegue ai giudizi espressi dai singoli componenti della Commissione Superiore di Avanzamento relativamente ai sigg.ri Vacca e Paratore, giusta quanto di seguito evidenziato si riportano, fra parentesi, il numero di giudizi espressi dai commissari relativamente a ciascuna delle aggettivazioni con le quali le voci valutative sono state giudicate PARATORE VACCA Lett. A Qualità fisiche esemplari 1 - ragguardevoli 4 - decisamente consistenti 3 - validissime 1 - notevoli 1 Qualità morali e di carattere di grande rilievo 1 - pregevoli 4 - più che rare 3 - rarissime 1 - più che spiccate 1 Qualità fisiche esemplari 1 - ragguardevoli 4 - decisamente consistenti 3 - validissime 1 - notevoli 1 Qualità morali e di carattere straordinarie 2 - ottime 3 - pregevolissime 2 - pregevoli 1 - di grande rilievo 1 - spiccate 1 Lett. B Capacità professionali dimostrate durante la carriera certamente rilevanti 1 - marcate 3 - altissime 2 - decisamente notevoli 1 - più che notevoli 3 Rendimento altissimo 1 - emergente 3 - nettamente elevato 3 - di grande rilievo 3 Risultati negli incarichi svolti rilevantissimi 1 - di primo piano 3 - ragguardevoli 2 - notevoli 1 - altissimi 3 Motivazione al lavoro marcata 1 - decisa 3 - notevole 2 - rilevantissima 1 - certamente di primo piano 3 Andamento della progressione in carriera rilevante 10 Capacità professionali dimostrate durante la carriera elevatissime 2 assolutamente non comuni 2 - sicuramente di spicco 1 - rarissime 2 - straordinarie 2 - eccezionali 1 Rendimento di assoluto rilievo 7 - di primo piano 3 Risultati negli incarichi svolti certamente elevati 3 - superlativi 2 - eccezionali 1 - rarissimi 2 - straordinari 1 - di assoluto rilievo 1 Motivazione al lavoro certamente non comune 1 - sicuramente non comune 2 - decisamente emergente 1 - elevatissima 4 - emergente 1 - assolutamente non comune 1 Andamento della progressione in carriera di primissimo piano 10 Lett. C Risultati iter formativo, corsi ed esami buoni 10 Capacità nei vari impieghi certamente di primo piano 5 - esemplari 1 - marcate 1 - di assoluto valore 1 . certamente di spicco 2 Capacità intellettuali altissime 2 - di valore 3 - grandissime 2 - spiccate 1 - degne di nota 2 Risultati iter formativo, corsi ed esami buoni 10 Capacità nei vari impieghi certamente emergenti 5 - straordinarie 1 - rarissime 2 - di assoluto rilievo 1 - encomiabili 1 Capacità intellettuali encomiabili 5 - straordinarie 1 - eccezionali 1 - di assoluto valore 1 - di assoluto rilievo 2 Lett. D Attitudine ad assumere incarichi nel grado superiore molto elevata 3 - molto rilevante 4 - emergente 2 - molto alta 1 Attitudine ad assumere incarichi nel grado superiore spiccata 5 - notevolissima 2 - altissima 3 4.1 A fronte dei punteggi - e dei giudizi - precedentemente riportati, la compiuta conduzione della disamina indotta dalla deduzione del vizio di eccesso di potere in senso relativo impone il raffronto dei profili professionali e culturali dei pari grado Paratore e Vacca. Solo tale metodologia, infatti, consente di appurare se - come dalla parte ricorrente adombrato - il metro valutativo impiegato dalla Commissione Superiore di Avanzamento abbia assunto, in sede di giudizio dei predetti Ufficiali, connotazioni compiutamente distorsive tali, cioè, da indurre l'attribuzione ad uno di essi di un punteggio ingiustificatamente premiante e, nei confronti dell'altro, di una conclusiva collocazione in graduatoria frutto di un criterio immotivatamente restrittivo. 4.1.1. Per quanto attiene alle qualità morali e di carattere di cui alla lett. a dell'articolo 26 della legge 1137/55 , va senz'altro posto in evidenza che se il Paratore risulta essere stato insignito di quattro encomi solenni e di un elogio ex converso, il pari grado Vacca è stato destinatario di un solo encomio solenne. È ben vero che gli encomi costituiscono riconoscimenti per specifici comportamenti e si riferiscono ad aspetti episodici della storia professionale dell'ufficiale con la conseguenza che essi non implicano necessariamente l'attribuzione di un punteggio superiore in sede di giudizio di avanzamento cfr., ex multis, Tar Lazio, Sezione prima bis, 3674/04 . Deve, peraltro, sottolinearsi che il menzionato principio secondo cui il numero delle benemerenze di ordine morale non riveste importanza ai fini della valutazione delle attitudini al grado superiore in quanto troverebbe giustificazione nell'accidentalità insita nel procedimento di attribuzione delle stesse , non può ritenersi di carattere assoluto, ma va incontro ad eccezione quando - come appunto nel caso di specie - l'elevato numero delle benemerenze conseguite e distribuite lungo tutto l'arco della carriera attesti l'assoluta eccezionalità e costanza del rendimento fornito dall'ufficiale. Le qualità culturali ed intellettuali di ogni ufficiale sottoposto al giudizio di avanzamento non possono, infatti, essere valutate in base al mero possesso dei titoli, bensì in ragione del loro concreto manifestarsi nell'attività di servizio cosicché anche i riconoscimenti di ordine morale come gli encomi e/o gli elogi , specie se copiosi, uniformemente distribuiti nel corso della carriera e motivati con riferimento alle qualità culturali ed intellettuali dell'ufficiale, costituiscono attestazione e conferma dell'elevato livello dell'attività svolta, e su di essi ben può fondarsi il giudizio della Commissione Superiore cfr. CdS, Sezione quarta, 1640/98 . Di quanto sopra dato atto - e, conseguentemente, rilevato il profilo nettamente pozione sotto l'aspetto in esame vantato dal ricorrente rispetto al parigrado preso a riferimento - si rivela difficilmente comprensibile la premiante valutazione riconosciuta al pari grado Vacca rispetto alla posizione, sotto tale profilo, vantata dal ricorrente Paratore e ciò ove si consideri come dal raffronto delle aggettivazioni riportate, nel grado di Colonnello, dagli Ufficiali a raffronto non emerga, quanto alla voce valutativa in rassegna, un profilo di così incontroverso spicco del predetto pari grado, tale da giustificare non soltanto l'espressione di giudizi indubbiamente più lusinghieri da parte dei componenti della C.S.A. ma, anche, l'attribuzione di un punteggio punti 28,07 a fronte dei punti 27,78 riconosciuti al ricorrente evidenziante un così marcato differenziale punti 0,29 fra i due militari di che trattasi. 4.1.2 Analogamente, per quanto concerne le qualità professionali dimostrate durante la carriera lett. b del citato articolo 26 il distacco in termini di punteggio fra i due Ufficiali punti 28,06 per il Vacca, punti 27,70 per il Paratore non appare giustificabile in relazione alle evidenze manifestate dalla documentazione caratteristica degli interessati. Un raffronto sinottico dei giudizi espressi nei documenti valutativi formati per gli anzidetti Ufficiali nel grado Colonnello rivestito all'atto dell'avanzamento evidenzia compiutamente quanto precedentemente affermato per ciascuno dei militari vengono riportati i giudizi espressi nelle pertinenti schede valutative, fra parentesi segnalandosi il numero di volte in cui i giudizi stessi sono ricorsi . PARATORE VACCA Preparazione tecnico-professionale Approfondita e vasta 4 Approfondita e vasta 7 Capacità organizzativa Pianificazione, coordinamento e controllo eccellenti 4 Pianificazione, coordinamento e controllo eccellenti 5 - buona 2 Capacità didattica, educativa, addestrativa Convincente, efficace 4 Avvincente e molto efficace 5 - convincente-efficace 2 Capacità amministrativa e cura del materiale Accurato, coscienzioso 4 Versatile-semplificatore-previdente-scrupoloso 6 - versatile-semplificatore-previdente 1 Governo del personale Previdente, scrupoloso 4 Previdente, scrupoloso 5 - accurato-coscienzioso 2 Esecuzione degli ordini Esecutore intelligente 4 Esecutore intelligente 5 - fedele-preciso 2 Atteggiamento verso superiori, colleghi e inferiori Impeccabile-generoso-altruista-sollecito-autorevole 4 Impeccabile-rispettoso-generoso-altruista-sollecito-autorevole 4 - impeccabile-cordiale-comprensivo 2 - impeccabile-generoso-altruista-sollecito-autorevole 1 Capacità di giudicare i dipendenti Acuto-perspicace 4 Preciso-obiettivo-imparziale-costante 4 - obiettivo-preciso 2 - acuto-finemente discriminativi-perspicace 1 Senso del dovere e della responsabilità Altissimo-spiccato 4 Altissimo-spiccato 7 Senso della disciplina Altissimo 4 Altissimo 7 Specifiche attitudini a particolari incarichi Scarse attitudini a particolari incarichi Capacità di impiegare uomini e mezzi Molta 4 Elevata 6 - ottima 1 Nella risoluzione di problemi e nella conclusioni di studi affidatigli è stato Efficace 4 Molto efficace 4 preciso-esauriente 2 -razionale-esauriente 1 Le personalità dei due pari grado non presentano, infatti, significativi elementi di preminenza in favore dell'uno o dell'altro e se va segnalato come il profilo professionale del Vacca indichi una poziore caratterizzazione, soprattutto, con riferimento alla capacità di impiegare uomini e mezzi ed all'attitudine dimostrata nella risoluzione di problemi e nella conclusioni di studi affidatigli , va ex converso segnalato come siffatte aggettivazioni interne abbiano subito, per il controinteressato anzidetto, una significativa flessione nelle schede valutative nn. 74 18 gennaio 2000 - 17 gennaio 2001 e 75 18 gennaio 2001 - 1 luglio 2002 . Né, d'altro canto, può fondatamente sostenersi che il Paratore sia stato gratificato in misura inferiore, rispetto al pari grado Vacca, di espressioni elogiative aggiuntive e ciò in quanto se il Paratore per sette volte, nel grado di Tenente Colonnello, è stato gratificato del compiacimento e, nel grado di Colonnello, per due volte del vivo compiacimento , per quattro volte del vivissimo compiacimento e per una volta del vivissimo apprezzamento e compiacimento , il Vacca per quattro volte nel grado di Tenente Colonnello ha visto riconoscersi il vivissimo compiacimento e, nel superiore grado di Colonnello, per cinque volte il vivissimo compiacimento , per una volta il compiacimento e per una volta il vivo compiacimento . Sotto il profilo degli incarichi disimpegnati, l'esperienza professionale maturata dal ricorrente Paratore appare significativamente più differenziata rispetto a quella riscontrabile in capo al controinteressato Vacca, in quanto se il primo è stato Comandante di Compagnia, Comandante in s.v. di Reparto Operativo, Comandante interinale di Gruppo, Comandante di Reparto Operativo, Capo addestramento allievi sottufficiali, Comandante di Gruppo, Comandante provinciale, Comandante Reparto Servizi Magistratura, Direttore III Divisione Servizio Centrale di Protezione presso il Ministero dell'Interno ed è attualmente Aiutante di campo del Presidente della Repubblica ed Assistente militare per l'Arma dei Carabinieri presso la Casa militare del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, il secondo, oltre a svolgere le funzioni di Comandante di Compagnia, è stato Capo Ufficio O.A.I.O. della 2^ Divisione Podgora , Capo Sezione Criminalità int. presso la predetta Divisione, Aiutante Maggiore di Scuola Allievi CC, Comandante di Gruppo, Comandante Provinciale, Capo di Stato Maggiore. 4.1.3 L'analogo giudizio buono rassegnato dai componenti della Csa a proposito dei due Ufficiali di che trattasi relativamente ai risultati dell'iter formativo, dei corsi e degli esami e delle capacità intellettuali appare poi, con evidenza, viziato da difformità del metro valutativo, atteso che i profili del Vacca proveniente, a differenza del ricorrente dal complemento e del Paratore, sotto l'aspetto in esame, si diversificano significativamente in favore di quest'ultimo, come compiutamente evidenziato nella seguente tabella. PARATORE VACCA Titolo di studio Laurea in giurisprudenza Laurea in pedagogia Biennio presso l'Accademia Militare di Modena 30^ su 37 21,539/30 - Corso di applicazione 23^ su 38 82,130/100 - Corso di Istituto per Ufficiali in s.p.e. 19^ su 59 26,349/30 - Corso di alta formazione presso la Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia Segnalato profitto - Corso tecnico-professionale per Sottotenenti di complemento - 23^ su 60 14,944/20 Corso applicativo per ufficiali inferiori di complemento presso la Scuola di Applicazione dell'Arma - 16^ su 17 24,903/30 Corso di aggiornamento tecnico-professionale per Capitani dell'Arma CC - Buono 4.2 In presenza delle illustrate circostanze, nonché dei numerosi incarichi speciali dall'interessato disimpegnati nel corso della carriera, non è dato rinvenire alcun fondamento documentale e/o documentabile - in assenza di elementi spiccatamente differenziali qualificanti i pari grado - da rendere comprensibile un così rilevante scarto di punteggio non potendo per l'effetto il Collegio esimersi dal ribadire il già espresso convincimento circa l'impiego, da parte della Csa, di un metro valutativo che, lungi dall'essere stato ispirato da omogenee coordinate di svolgimento, si è invece svolto con ricadute chiaramente distorsive, sì da evidenziare un attribuzione di punteggio, nei confronti del Paratore, evidentemente quanto ingiustificatamente penalizzante. 5. Deve quindi darsi atto, alla stregua di quanto precedentemente rilevato, del positivo riscontro di valutazioni che - in assenza di presupposti e/o fondamenti giustificativi unicamente vincibili dalla disamina della documentazione caratteristica degli interessati - appalesano un carattere palesemente distorsivo, frutto della manifesta incoerenza del metro valutativo impiegato nella disamina della posizione complessivamente vantata dagli scrutinandi a raffronto. La posizione vantata dal ricorrente rispetto a quella del pari grado preso a raffronto ai fini dell'avanzamento non appare, infatti, diversificarsi in senso marcatamente sfavorevole al Paratore dimostrandosi anche e valgano al riguardo le considerazioni analiticamente rappresentate pozione sotto più di un profilo. È opportuno richiamare, al riguardo, quanto precedentemente osservato circa i riconosciuti limiti di esercitabilità del sindacato giurisdizionale e, soprattutto, in ordine alla penetrabilità del giudizio di legittimità in un ambito di discrezionale apprezzamento, esclusa fuori dalle ipotesi in cui ricorrano e siano immediatamente riconoscibili palesi aberrazioni valutative, ovvero, abnormi e macroscopici fenomeni di difformità del metro valutativo impiegato per vagliare le posizioni degli ufficiali interessati all'avanzamento. Come si è avuto modo di sottolineare in precedenza, l'incoerenza con i precedenti di carriera e la violazione della regola dell'uniformità del criterio di giudizio devono emergere dalla documentazione - come appunto è dato constatare nella fattispecie all'esame - con assoluta immediatezza, sicché le valutazioni in concreto attribuite si dimostrano viziate da eccesso di potere solo quando appaiano inspiegabili ed ingiustificabili, sì da far dubitare che i punteggi siano frutto di elementari errori ovvero il risultato di criteri volti al raggiungimento di finalità estranee a quella della scelta dei soggetti più idonei alle funzioni del grado da conferire. Ebbene, per quanto riguarda i sintomi dai quali il giudice può ritenere sussistente tale eccesso di potere, può aver rilievo decisivo un'anomala attribuzione dei punteggi da parte dei singoli componenti della Csa, atta ad evidenziare una discontinuità logica rispetto alle valutazioni rassegnate da questi ultimi l'attribuzione di un punteggio ictu oculi inadeguato rispetto a quello attribuito ai pari grado per come raffrontabile con i relativi profili personale e/o professionali, illustrati dalla documentazione caratteristica di ciascuno ovvero, lo scavalcamento che un ufficiale abbia subito da un parigrado, tenuto conto delle risultanze di precedenti occasioni di scrutinio, allorquando nel periodo in considerazione non siano sopravvenuti circostanze e/o elementi di giudizio nuovi che possano ragionevolmente indurre la Commissione superiore a modificare l'ordine di graduatoria in precedenza delineatosi pur rammentandosi, in argomento, il noto orientamento giurisprudenziale che ha reiteratamente dato atto del principio di autonomia dei singoli giudizi, con riveniente inconfigurabilità di alcun carattere vincolante assunto da precedenti scrutini . Nell'escludere che - quanto alla vicenda sottoposta all'esame del Collegio - venga in considerazione la circostanza sintetizzata al precedente punto c in quanto nessun fenomeno definibile di scavalcamento viene denunciato, da parte dello stesso ricorrente, caratterizzare la graduatoria per cui è controversia relativamente alle posizioni in esame , vanno invece rammentati e ribaditi i limiti intrinseci all'indagine sulla prospettata presenza del vizio di eccesso di potere in senso relativo. Come in precedenza sottolineato, deve decisamente escludersi che il giudizio di legittimità possa trasmodare nel merito dell'azione amministrativa piuttosto venendo in considerazione l'esigenza che le denunziate patologie inficianti pongano in evidenza la sussistenza di palesi irrazionalità eventualmente emerse in sede di assegnazione del punteggio, tali da comportare un vizio della funzione. Non è, quindi, consentita alcuna sfumata analisi della situazione professionale degli iscritti in quadro, in quanto la disomogeneità del criterio di giudizio deve emergere, secondo quanto pacificamente affermato in giurisprudenza, con assoluta immediatezza a seguito dell'esame della documentazione caratteristica. Non occorre, inoltre, perdere di vista che la valutazione dei singoli titoli, ovvero del complesso di titoli ascrivibili ad una delle qualitates previste dall'articolo 26 della legge 1137/55, non riveste carattere di autonomia nel giudizio globale e ciò in quanto viene in considerazione non già un giudizio per merito comparativo, ma un giudizio a scelta assoluta, da intendersi quale risultante di una valutazione complessiva nella quale assumono indivisibile rilievo gli elementi personale e di servizio emersi nei confronti dell'ufficiale sotto tale aspetto, dovendosi dare atto di un pacifico orientamento giurisprudenziale . Se è vero che, sulla base di quanto osservato, è dato riscontrare con carattere di incontroversa obiettività, dal raffronto delle posizioni degli ufficiali presi in considerazione, l'emersione di segni palesi del ricorso, da parte della Csa, a criteri valutativi disomogenei concessivi nei confronti dei pari grado e riduttivi riguardo al ricorrente , deve allora escludersi che la divergenza di punteggio loro assegnata possa essere mera conseguenza della pur legittima soggettività del giudizio stesso. È infatti noto che il sindacato giurisdizionale di legittimità nei confronti delle valutazioni degli ufficiali superiori - pure ammesso anche in ordine ai punteggi singolarmente conferiti in relazione a ciascuno dei complessi di elementi sopra indicati - incontra, relativamente al profilo rappresentato dalla sostenuta incoerenza della valutazione rispetto ai precedenti di carriera ed ai titoli eccesso di potere in senso assoluto ed alla eventuale rottura dell'uniformità del criterio eccesso di potere in senso relativo l'evidente limite rappresentato dal precluso svolgimento, ad opera dell'adito giudice amministrativo, di una nuova analitica valutazione di tutti gli elementi, in quanto con la reiterazione del giudizio l'organo di giustizia verrebbe a sostituire la propria alla valutazione dell'autorità amministrativa. Per essere rilevati e positivamente apprezzati , tali vizi devono quindi emergere dalla documentazione con assoluta immediatezza la valutazione in concreto attribuita dovendo, conseguentemente, dimostrarsi inspiegabile ed ingiustificabile in relazione ai precedenti di carriera, ovvero alle valutazioni dei pari grado iscritti in quadro di avanzamento. Nel ribadire come siffatta evidenza inficiante sia, alla stregua della lettura degli atti di causa, evincibile proprio con quel carattere di immediatezza e macroscopicità idoneo a consentire lo svolgimento del sindacato di legittimità in ordine al profilo in esame - avuto anche riguardo al fatto che il contenuto differenziale di punteggio si atteggia, nel caso in esame, con connotazione tale da far ritenere presenti elementi indizianti la sussistenza di palesi e/o aberranti difformità valutative tradottesi nell'attribuzione di una significativa diversificazione fra i punti di merito conclusivamente attribuiti - non può la Sezione esimersi dal dare atto della presenza di profili con carattere di evidenza indizianti l'incongruità logica del punteggio espresso dalla Csa - e, a monte di esso, la ragionevolezza dimostrata dai giudizi espressi dai componenti della Commissione - in ragione della diversificata posizione dimostrata dagli ufficiali interessati quanto alle maturate esperienze professionali nel grado di appartenenza. Osserva da ultimo il Collegio, con riferimento alle argomentazioni contenute in talune delle memorie prodotte dai pari grado peraltro non evocati dal ricorrente a raffronto costituitisi nel presente giudizio, che le relative deduzioni difensive ove volte a contestare la fondatezza delle doglianze esposte dal ricorrente Paratore, nei limiti in cui queste ultime evidenziano una difformità di metro valutativo ad opera della C.S.A. con riferimento, esclusivamente, alla posizione del pari grado Vacca evocato a raffronto, sono infondate, alla stregua di quanto in precedenza diffusamente sottolineato mentre, ove preordinate ad evidenziare, anche nel caso di positiva considerazione delle censure di parte ricorrente, l'affermata preminenza della posizione professionale dei controinteressati stessi, si rivelano invece inammissibili, atteso che l'ampliamento della causa petendi per l'effetto venutasi a determinare avrebbe dovuto essere necessariamente veicolata dalla proposizione di ricorso incidentale. 6. Ribadita, alla stregua delle considerazioni precedentemente svolte, la fondatezza dei dedotti argomenti di doglianza, dispone conclusivamente il Collegio l'accoglimento della presente impugnativa, con riveniente annullamento, in parte qua, degli atti con essi impugnati. Rimangono ovviamente riservate all'Amministrazione le conseguenti determinazioni, ai sensi dell'articolo 40 del D.Lgs 490/97 nella circostanza dovendosi ribadire che, in sede di ulteriore rinnovazione degli annullati giudizi di avanzamento, l'Autorità militare dovrà necessariamente tenere conto delle indicazioni dalla Sezione precedentemente espresse nel quadro della valenza conformativa che assiste le pronunzie del giudice amministrativo. Sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite fra le parti costituite. PQM Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - Sezione prima bis - accoglie il ricorso indicato in epigrafe e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati nei limiti di cui in motivazione, riservata alla competente Autorità ogni consequenziale determinazione. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 3 Ric. n. 5924/2004