Accesso: il Cup punta alla modifica regolamentare del Dpr

Tirocinio minimo di sei mesi, prove scritte unificate a 8 ore. E alla Camera slitta il Ddl sull'attestato di competenza per le non regolamentate

Riforma dell'accesso e degli esami di Stato, il Cup punta sulla modifica regolamentare del Dpr 328/01 piuttosto che su un disegno di legge velleitario. È con queste intenzioni che il Comitato unitario delle professioni Ordini incontrerà questa mattina il sottosegretario al Miur, Maria Grazia Siliquini, alla quale esporrà le proprie posizioni. Si cercherà di modificare, ha detto ieri il vicepresidente del Cup Armando Zingales, tutto quello che non è stato toccato dalla riforma dell'articolo 117 della Costituzione, ma soprattutto quelle parti che è possibile modificare con un regolamento. Il quale una volta messo a punto dal Consiglio dei ministri passerà al vaglio del Consiglio di Stato. Zingales, presidente dell'Ordine dei chimici, raggiunto telefonicamente, ha sostenuto che il Comitato si è soffermato sugli aspetti tecnici della bozza Siliquini vedi in proposito il quotidiano dello scorso 23 settembre . Questa volta, però, a differenza di giovedì scorso, le competenze non sono state minimamente affrontate. Del resto, come ha sottolineato lo stesso Zingales, queste ultime non possono essere corrette mediante un regolamento, ma devono essere sancite da una legge. Il tempo purtroppo stringe e quindi meglio poco ma subito che troppo e niente. Tuttavia, l'accordo sulla durata del tirocinio e delle prove scritte è stato raggiunto durante la seduta fiume del Cup di ieri. Il periodo di pratica non potrà essere inferiore a 6 mesi, salvo che la legge non disponga diversamente. Inoltre, una parte del tirocinio potrà essere svolta durante il corso di studi, ad eccezione di quelle professioni, come ad esempio gli assistenti sociali, per le quali è già previsto che pratica e formazione universitaria procedano di pari passo. Tuttavia il tirocinio non avrà ad oggetto soltanto cognizioni piuttosto l'aspirante professionista verrà formato praticamente. Quanto agli avvocati, per la loro la partita è già chiusa. Non si può dire lo stesso per i commercialisti che sembrano molto interessati alla questione, per quanto attiene all'accesso. Sul nodo dei titoli necessari per accedere alle sezioni A e B degli albi, il Cup conta sull'aiuto del sottosegretario al Miur. Infatti, nella scorsa seduta i rappresentanti di alcuni Ordini, tenendo nella giusta considerazione l'ipotesti della laurea cosiddetta ad Y un anno comune e poi la scelta dello studente fra due percorsi, uno professionalizzante e l'altro verso la laurea magistrale hanno chiesto di inserire una postilla che preveda per accedere alla sezione A, in alcuni casi, il possesso non solo della laurea specialistica ma anche di quella triennale. Del resto, con la laurea magistrale a ciclo unico il doppio requisito diventa del tutto pleonastico. Infine, tutte le professioni sono d'accordo sulla durata delle prove scritte che deve essere uguale per tutti, 8 ore e non se ne parli più. Ddl sull'attestato alla competenza. Lunedì scorso è slittata alla Camera la discussione del disegno di legge che istituisce l'attestato di competenza per i professionisti aderenti alle associazioni non regolamentate. Il differimento, arriva dopo la lettera, inviata, lo scorso 20 settembre, dal presidente del Cup, Raffele Sirica nella quale chiedeva di essere ascoltato dalla commissione Attività produttive di Montecitorio, sulla proposta di legge che istituisce l'attestato di competenza per i professionisti appartenenti alle associazioni e delega il Governo a disciplinare l'intera categoria. Tuttavia, lo slittamento è dovuto alla necessità di approfondire ulteriormente il provvedimento e di acquisire tutti i pareri delle Commissioni competenti in sede consultiva. Cristina Cappuccini