Ma sulla libera circolazione dei servizi Roma va bacchettata

Da Bruxelles un parere motivato affinché l'Italia modifichi la legge interna che limita le attività delle società operanti nel settore della distribuzione del gas e dell'elettricità

Procedura di infrazione contro l'Italia per restrizioni alla libera circolazione dei servizi. È questa la decisione di Bruxelles che ha deciso di indirizzare all'Italia una richiesta formale affinché modifichi la legge che limita le attività delle società operanti nel settore della distribuzione del gas e dell'elettricità. Questa richiesta formale assume la forma di parere motivato , seconda fase della procedura d'infrazione di cui all'articolo 226 del trattato CE. Se non vi sarà una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrà rinviare la questione alla Corte di giustizia europea chiedendo la condanna di Roma per inadempimento. La norma controversa risale al 2004 in particolare la Commissione reputa non conforme l'articolo 1 della Legge n. 239/04, riguardante il riordino del settore energetico, con i principi di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di cui agli articoli 43 e 49 del Trattato. La normativa interna controversa vieta la possibilità per le imprese attive nel settore della distribuzione di energia di prestare nel contempo altri servizi, denominati servizi postcontatore, relativi alla manutenzione, alla riparazione e all'installazione di impianti di energia quali le caldaie negli edifici ad uso abitativo. La Commissione, fondandosi sulla giurisprudenza della Corte di giustizia europea, considera i divieti totali a prestare taluni servizi come restrizioni particolarmente gravi per il buon funzionamento del mercato interno, considerato che tali misure obbligano gli operatori economici a modificare sostanzialmente la loro struttura d'impresa rinunciando ad una parte delle loro attività se intendono stabilirsi, o prestare temporaneamente servizi, in un altro paese della Comunità. Di qui la contestazione affinchè l'Italia emendi la norma al fine di renderla eurocompatibile.