Riduzione dei costi della politica, penalizzati gli amministratori locali

di Massimiliano Alesio

di Massimiliano Alesio* I commi 52-55 dell'unico articolo della legge 266/05 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato si occupano e disciplinano una problematica, che, in un certo senso, ha costituito uno dei punti forti della Legge Finanziaria 2006 la riduzione dei costi della politica . La misura, come vedremo, riguarda gli operatori politici , cioè i cittadini che rivestono cariche elettive, a livello nazionale, regionale e locale. Senza contare questi ultimi, si dovrebbe realizzare, ad avviso del Legislatore, un risparmio annuo, pari a 23,4 milioni di euro. In particolare, il taglio comporterà un risparmio pari a 15,6 milioni, relativamente alle indennità dei parlamentari mentre 7,8 milioni è l'ammontare della minore spesa per le indennità dei consiglieri delle Regioni a statuto ordinario. I soggetti interessati dalla misura di decurtazione sono i seguenti 1. I componenti del Parlamento nazionale comma 52 l'ammontare massimo, ai sensi dell'articolo 1, secondo comma, della legge 1261/65, delle loro indennità mensili è diminuito del 10 per cento. 2. I componenti del Parlamento europeo eletti in Italia comma 52 le indennità mensili conoscono la stessa riduzione, di cui al punto 1. 3. I sottosegretari di Stato comma 53 il loro trattamento economico, previsto dall'articolo 2 della legge 212/52, è ridotto del 10 per cento. Gli emolumenti, costituenti il trattamento economico, non possono superare, per il periodo 2006-2008, gli importi risultanti alla data del 30 settembre 2005, come ridotti comma 55 . 4. I Sindaci, i Presidenti delle Province e delle Regioni, i Presidenti delle comunità montane, i Presidenti dei consigli Circoscrizionali, Comunali, Provinciali e Regionali, i componenti degli organi esecutivi e degli uffici di presidenza dei consigli dei citati enti comma 54, lettera a le indennità di funzione vengono ridotte nella misura del 10 per cento, rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005. 5. I consiglieri circoscrizionali, comunali, provinciali, regionali e delle comunità montane comma 54, lettera b le indennità ed i gettoni di presenza vengono ridotte nella misura del 10 per cento, rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005. 6. I soggetti, di cui ai punti 4 e 5 comma 54, lettera c le utilità, comunque, denominate spettanti per la partecipazione ad organi collegiali, in ragione della carica rivestita, vengono ridotte nella misura del 10 per cento, rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005. Ad una prima analisi dell'illustrata normativa, emerge, con sufficiente chiarezza, una distinzione di disciplina fra gli operatori politici nazionali e quelli regionali-locali. Infatti, mentre per i primi, la riduzione del 10% viene ancorata all'ammontare massimo spettante, per gli altri il riferimento è all'ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005. La discrasia è evidente, in quanto è ben possibile, soprattutto per i soggetti titolari di cariche elettive locali, che a quella data 30 settembre 2005 , l'indennità di funzione non era calcolata al massimo, ma aveva già subito, per volontaria scelta degli interessati, una decurtazione. In tal caso, la decurtazione legale del 10% si somma a quella già precedentemente praticata, dando luogo ad una contrazione, che può anche configurarsi come di rilevante entità. A ben vedere, la discrasia non sussiste solo fra gli operatori politici nazionali e non nazionali, ma anche all'interno di questi ultimi. Gli amministratori regionali e locali più virtuosi , cioè che liberamente hanno scelto già di ridurre le loro indennità, si trovano letteralmente discriminati nel confronto con i loro colleghi non virtuosi. Un esempio chiarirà il concetto. Alla data del 30 settembre 2005, l'amministratore locale A aveva già volontariamente ridotto al 60% la sua indennità di funzione riduzione del 40% . L'esempio non è certo isolato, in quanto si riscontrano numerosi casi in tal senso. Viceversa, l'amministratore locale B non aveva effettuato alcuna volontaria riduzione. Orbene, in presenza della decurtazione legale del 10%, calcolata sull'ammontare risultante alla data del 30 settembre 2005, avremo che l'amministratore A avrà un'indennità pari al 50% del limite massimo, mentre l'amministratore B un'indennità del 90%. La discriminazione è più che evidente e, paradossalmente, non premia, ma anzi punisce proprio i virtuosi! L'Associazione Nazionale Comuni d'Italia si è dimostrata pienamente consapevole di tale discrasia. Infatti, nel documento, contenente le Note Interpretative della Legge Finanziaria 2006, viene avanzata un'interpretazione che parte proprio dall'illustrata contraddizione e cerca di porvi rimedio. L'ANCI sostiene, in buona sostanza, che occorre tener conto delle eventuali riduzioni, operate ai sensi dell'articolo 82, comma 11, del D.Lgs 267/00. Come si ricorderà, tale norma prevede la possibilità di incrementare o diminuire le indennità di funzione ed i gettoni di presenza, determinati con decreto ministeriale, attraverso una specifica deliberazione. Orbene, l'ANCI sostiene che, se alla data del 30 settembre 2005, erano già state apportate riduzioni pari o superiori al 10%, non deve essere applicata la decurtazione legale viceversa, se la riduzione effettuata è inferiore, occorre procedere alla decurtazione per la differenza. Ovviamente, se non era stata effettuata alcuna riduzione, la decurtazione legale del 10% trova integrale applicazione. La proposta interpretativa avanzata dall'ANCI appare sicuramente condivisibile nello spirito, proprio per il suo chiaro fine di evitare sperequazioni fra i politici nazionali e quelli locali, oltre che fra quelli locali. Il fondamento della proposta è costituito dalla convinzione che si è in presenza, con molta probabilità, di una svista , cioè di un errore, consistente in un non corretto riferimento. Per i politici regionali e locali, in luogo del riferimento all'ammontare massimo, si è utilizzato, sbagliando, un parametro temporale l'ammontare alla data del 30 settembre 2005 Tuttavia, non può essere escluso che la reale voluntas legis sia proprio quella letteralmente espressa dar luogo ad una disparità di trattamento, seppur non giustificata in alcun modo. Infatti, proprio la scelta di un diverso parametro, di tipo temporale, farebbe trasparire tale intento. Proprio a tal riguardo, occorre tener presente che, fra le proposte di emendamenti alla Legge Finanziaria 2006, contenute nel disegno di legge di conversione del Dl 273/05 Atti Senato 3.717 , ve ne una riguardante, appunto, il comma 54, del quale si prevede la sostituzione del primo periodo con il seguente Per esigenze di coordinamento della finanza pubblica, sono rideterminate in riduzione del 10% del loro ammontare massimo spettante ai sensi del Dm 119/00, i seguenti emolumenti . In tal modo, appare evidente che si cerca, formalmente e letteralmente, proprio per dissipare qualsivoglia dubbio, di equiparare la condizione dei politici nazionali e di quelli regionali e locali la decurtazione legale viene rapportata, per tutti, all'ammontare massimo spettante. Avvocato, Segretario comunale