Convenuto non vedente, il processo non si interrompe

È possibile però che il magistrato decida di rinviare l'udienza per la nomina di un amministratore di sostegno

Il convenuto è un non vedente? Il processo va avanti, non si ferma, tutt'al più il giudice può rinviare l'udienza per consentire la nomina di un amministratore di sostegno da parte del pubblico ministero. Lo ha detto a chiare lettere la seconda sezione civile del Tribunale di Modena nell'ordinanza depositata il 6 marzo e qui integralmente leggibile tra i documento allegati. Di fronte alla richiesta di interruzione di una causa per sfratto, presentata da un signore emiliano che aveva perso la vista e che per questo riteneva di non potersi difendere, il giudice modenese ha applicato alla lettera la legge il convenuto si trova in una situazione di incapacità naturale per la quale il nostro codice di rito non prevede alcuna interruzione. Nel richiamarsi anche alla più recente giurisprudenza, infatti, il Tribunale ha ricordato che per la infermità del convenuto non si determina interruzione del processo ai sensi dell'articolo 299 Cpc mentre la stessa va dichiarata nell'ipotesi di interdizione o di inabilitazione . La soluzione è stata individuata nell'introduzione di un recente istituto, quello dell'amministratore di sostegno. La legge 6/2004 ha, infatti, previsto una misura di protezione a favore di chi non è in grado di provvedere ai propri interessi. Ipotesi che il magistrato ha prospettato nel caso in esame. Con l'ordinanza in oggetto ha, infatti, rinviato la causa ad altra udienza, con contestuale rimessione di copia degli atti al Pm affinché promuova procedimento di nomina di amministrazione di sostegno a favore del convenuto, persona menomata fisicamente ed impossibilita a provvedere ai propri interessi . In questo modo l'amministratore si costituirà in giudizio nella procedura di opposizione allo sfratto per morosità.

Tribunale di Modena - Sezione seconda civile - ordinanza 6 marzo 2006 Giudice Masoni Ordinanza a scioglimento della riserva che precede, rilevato che l'intimato, Tuccillo Vincenzo, come da certificato medico in data 26 giugno 2003, ha subito perdita del visus. Per cui necessita di assistenza continua non essendo capace di svolgere gli atti quotidiani della vita senza l'aiuto di una persona docomma . Analogamente il docomma certificato USL di Modena del 21.1.2004 , da cui emerge che il Tuccillo ha visus zero non migliora con lenti che il convenuto, inizialmente difeso dall'avvocato, dopo l'interruzione del processo, per effetto del decesso dell'attore-intimante, non si è costituito in giudizio, a fronte della situazione di impossibilità di svolgimento degli atti quotidiani per via della malattia che ora lo affligge che il prefato, a quanto consta in atti, pare trovarsi in condizione di incapacità naturale, bisognoso di essere difeso dalla domanda di sfratto per morosità intentata dal Lodi che tale situazione di menomata difesa in conseguenza di infermità del convenuto, secondo la giurisprudenza, non determina interruzione del processo ai sensi dell'articolo 299 Cpc interruzione che va invece dichiarata solo a fronte di provvedimento di interdizione o di inabilitazione che entrambi determinano la perdita della capacità processuale, di cui all'articolo 75 Cpc Cassazione 5152/99 Cassazione 9147/03 che ciò è legittimo sotto il profilo costituzionale Corte Costituzionale 468/92 , ben potendo il giudice trasmettere gli atti al P.M. affinchè lo stesso promuova il procedimento di interdizione o di inabilitazione e chiedendo l'urgente nomina di un tutore o di un curatore provvisorio che la soluzione, per quanto ritenuta inappagante dalla dottrina che ha prospettato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 395 Cpc nella parte in cui non include, quale motivo di revocazione, l'incapacità naturale della parte , in passato scontava i tempi lunghi necessari alla procedura di interdizione o di inabilitazione per la nomina di un tutore o di un curatore provvisorio che questo Ufficio ha ritenuto che, a fronte dell'introduzione del nuovo istituto di protezione di cui alla legge 6/2004, l'interdizione sia misura residuale di protezione, dovendosi sempre applicare l'amministrazione di sostegno quando la stessa sia in concreto idonea a realizzare la piena tutela del beneficiario Trib. Modena 15.11.2004, ord., GI, 2005, 714 che, in concreto e nella specie, in via astratta al Tuccillo pare applicabile la nuova misura di protezione dell'amministrazione di sostegno, in quanto trattasi di persona menomata fisicamente e non in grado di provvedere ai propri interessi ai sensi dell'articolo 404 Cc che il tempo necessario per la promozione del giudizio da parte del P.M. articoli 406 e 417 Cc , cui vanno rimessi gli atti, giudizio che non può essere interrotto ai sensi dell'articolo 299 Cpc, impone un mero differimento d'udienza che il g.t. può provvedere sull'istanza di istituzione dell'amministrazione di sostegno anche in via d'urgenza e provvisoria inaudita altera parte articolo 405, comma 3, Cc che pertanto va sollecitato il P.M. a promuovere il relativo procedimento di nomina di amministrazione di sostegno a favore del Tuccillo, persona menomata fisicamente ed impossibilita a provvedere ai propri interessi, mediante procedura d'urgenza articolo 405, comma 3, Cc , affinchè l'amministratore di sostegno si costituisca in giudizio nella procedura di opposizione allo sfratto per morosità in oggetto, PQM rinvia la causa all'udienza del 1.6.2006 h. 9,00, con contestuale rimessione di copia degli atti al P.M. a cura della cancelleria ed in particolare dei docc. n. 3 e 4 di parte convenuta , affinchè promuova procedimento di nomina di amministrazione di sostegno a favore di Vincenzo Tuccillo, persona menomata fisicamente ed impossibilita a provvedere ai propri interessi, mediante procedura d'urgenza articolo 405, comma 3, Cc , affinchè l'amministratore di sostegno si costituisca in giudizio nella procedura di opposizione allo sfratto per morosità in oggetto.