Le amministrazioni pubbliche possono avvalersi di broker assicurativi

di Samuele Marinello

Le Pa possono avvalersi del broker assicurativo, del resto l'incarico fiduciario non è oneroso per l'amministrazione. Questi i principi contenuti nella sentenza 397/06 del Tar Abruzzo in tema di brokeraggio assicurativo la pronuncia depositata lo scorso 26 luglio è qui leggibile nei documenti correlati . Pubblichiamo di seguito il commento di Samuele Marinello. di Samuele Marinello Il mediatore assicurativo o broker come definito dall'articolo 1 della legge 792/84, oggi abrogata dall'articolo 354 del D.Lgs 209/05, è il soggetto che esercita professionalmente un'attività rivolta a mettere in diretta relazione con imprese di assicurazione, cui non è vincolato, i soggetti che intendono provvedere con la sua collaborazione alla copertura dei rischi, assistendoli nella determinazione del contenuto dei relativi contratti e collaborando eventualmente alla loro gestione ed esecuzione. L'articolo 106 del D.Lgs 209/05 viene, invece, a qualificare l'attività d'intermediazione assicurativa come il presentare o proporre prodotti assicurativi [ ] o [ ] prestare assistenza e consulenza finalizzate a tale attività e, se previsto dall'incarico intermediativo, nella conclusione dei contratti ovvero nella collaborazione alla gestione o all'esecuzione [ ] dei contratti stipulati . In sintesi, il broker è un professionista esperto del ramo assicurativo, cui si rivolge chi sia interessato a stipulare contratti di assicurazione alle migliori condizioni, per casi particolarmente complessi questi è un mediatore, ma non solo, poiché deve assicurare al cliente le migliori condizioni possibili, assisterlo nello svolgimento del rapporto e, quindi, è un professionista che svolge una particolare attività qualificata e fiduciaria, a contenuto chiaramente intellettuale, che presuppone un'esperienza e un patrimonio culturale tecnico di sicura specializzazione, cui legittimamente la pubblica amministrazione ricorre Cassazione civile, 2416/05 . In quanto tale, esso è configurabile come un contratto d'opera professionale, inerente a un servizio assicurativo in senso ampio, ma sarebbe troppo semplicistico qualificare il brokeraggio come servizio assicurativo al pari dell'attività di agenzia, che è tipicamente commerciale e a servizio dell'assicurazione infatti, la stessa attività di mediazione del broker tende a scolorire, specie nei rapporti con la Pa, dovendo questa svolgere un'attività preliminare finalizzata alla stipula di contratti di assicurazione tramite gara. Inoltre, l'articolo 1755 Cc prevede che la provvigione è a carico delle due parti, ma ammette la possibilità di un patto diverso e il giudice contabile Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Lombardia, sentenza 1536/04 ha avallato tale possibilità, evidenziando come l'entità della provvigione riconosciuta dalle compagnie di assicurazione ai broker, viene compensata dal mancato versamento pro quota della provvigione all'agente assicurativo, senza che vi sia un riversamento sui premi. La tesi del pagamento indiretto e/o differito, cui ha fatto riferimento in modo tralatizio la giurisprudenza da ultimo Cgas 707/05 , rischia di essere un assioma senza logica, perché è ipotesi meramente presuntiva e senza alcuna prova effettiva essa non può costituire un valido argomento per sostenere la necessità di una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del broker, anche perché le offerte delle compagnie di assicurazione sono sempre rimesse a una gara pubblica e non è possibile stabilire a priori se l'assicurazione vi inserisca o meno il costo della provvigione, ordinariamente dovuta al proprio agente, e che almeno pro parte può essere da quest'ultimo condivisa col broker. Più realistica è, pertanto, la tesi della non onerosità per l'amministrazione, perché il broker, assieme all'eventuale agente, subentra automaticamente nella provvigione di questi e, quindi, viene remunerato dalla stessa assicurazione vincitrice della gara, senza alcun ulteriore caricamento sui premi. Concludendo, posto che in ragione della complessità delle problematiche inerenti alla determinazione del contenuto delle polizze, atte ad assicurare la migliore copertura di ogni possibile rischio, e - specie - della loro gestione, può essere opportuno avvalersi della collaborazione di un broker e visto che gli articoli 106 e seguenti del D.Lgs 209/05 ribadiscono la natura consulenziale, di assistenza e collaborazione della sua attività, nonché l'elemento di fiduciarietà in essa contenuto, il criterio di scelta del professionista non può che essere basato sull'intuitus personae, anche perché, la remunerazione del broker non costituisce mai un costo per la Pa, i cui premi rimangono comunque immutati, atteso che esso viene remunerato attraverso parte dell'aliquota provvigionale già riservata dalle Compagnie di Assicurazione alla propria rete di vendita.

Tar Abruzzo - Sezione di Pescara - sentenza 6-26 luglio 2006, n. 397 Presidente Catoni - Relatore Nazzaro Ricorrente Rasini Vigano Assicurazioni Spa Fatto e diritto - Parte ricorrente impugna l'incarico triennale di consulenza ed assistenza nel settore della mediazione assicurativa broker , avvenuto a seguito di trattativa privata, senza applicazione del D.Lgs 157/95, modificato dal D.Lgs 65/2000, deducendo le seguenti censure -erronea presunta non onerosità del contratto di brokeraggio, ritenuto sottratto alla normativa nazionale, mentre, invece, si sarebbe in presenza di un vero e proprio servizio assicurativo, retribuito a percentuale sul premio pagato dalla Ausl la gara, pertanto, andava sottoposta alle ordinarie procedure -violazione della Lra n. 15/26.4.2004, in punto di competenza dell'Ufficio unico degli acquisti ad autorizzare la gara. La difesa dell'Ausl di Chieti eccepisce il difetto di giurisdizione, essendosi in presenza di un contratto d'opera professionale e non della concessione di un servizio pubblico, e, per l'ipotesi che si tratti di un appalto di servizi, il gravame sarebbe improcedibile per tardivo deposito. La procedura seguita è la stessa che nel 2001 ha portato all'affidamento dell'incarico alla società ricorrente, che ha regolarmente partecipato alla nuova gara e, quindi, non può dolersi delle omesse pubblicazioni. IL broker sarebbe un'attività di mediazione nello specifico settore assicurativo, di carattere fiduciario e ad elevato contenuto tecnico, che costituirebbe attività intellettuale d'opera professionale e non un appalto di servizi assicurativi D.Lgs 157/95, cat. 6 dell'allegato 1 questi, invero, non sarebbe un agente di assicurazione, ma una figura tipica e sui generis legge 792/84 . Circa l'onerosità dell'incarico, si osserva come la teoria della traslazione del costo sul premio assicurativo pagato dall'Ausl è solo ipotetica, mentre in realtà esso grava sulle provvigioni dell'agente assicurativo per quanto attiene alla mancata autorizzazione regionale, non trattandosi di un servizio pubblico, essa non occorreva, e, comunque, la nuova normativa era operante dal 22 novembre 2004. _Preliminare è la questione di giurisdizione. Questo Tribunale, con sentenza 406/05, ha già osservato, in analoga fattispecie, come oggetto del gravame sia il provvedimento autoritativo unilaterale dell'Ausl, attinente ad una scelta di convenienza, riservato alla giurisdizione del Ga nella fattispecie si verte, peraltro, in punto di interesse procedimentale a che l'assegnazione dell'incarico di brokeraggio avvenga per gara pubblica. Rispetto alla precedente controversia, si è, invero, in presenza di una gara informale, con la scelta di un nuovo broker e non di un rinnovo negoziato con il precedente assegnatario , ma la problematica concerne sempre le modalità di scelta del broker e la società ricorrente fa valere un interesse al rinnovo della procedura per via formale. Premesso che l'azione dell'Amministrazione è stata improntata, nell'espletamento della trattativa privata, ai principi di trasparenza e di par condicio , il Tribunale non può non riconoscere la sussistenza di un l'interesse strumentale a ricorrere, anche se, sul piano sostanziale, l'eventuale accoglimento non fa conseguire alcuna utilità diretta, ma solo il rinnovo della procedura la società ricorrente, infine, avendo fatta una domanda di partecipazione con riserva di impugnativa, ha escluso ogni possibile acquiescenza. In punto d'improcedibilità del ricorso, per tardività del deposito dello stesso articolo 23bis legge 1034/71 oltre i dimezzati giorni =15= 24.11.2004 , con notificazione avvenuta il 9 novembre 2004 data di deposito presso l'ufficiale giudiziario per la notificazione , deve evidenziarsi come si sia in presenza di due diversi momenti di efficacia della notificazione per il notificante ed il destinatario , ed occorre stabilire l'esatto dies a quo per il successivo deposito presso la segreteria del Tribunale. IL perfezionamento in senso reale della notificazione è unico e deve essere sempre comprovato in giudizio ricevuta di ritorno firmata o relata di consegna , ai fini della valida costituzione del contraddittorio, che coincide con la ricezione dell'atto da parte del destinatario, rappresentando il deposito all'ufficio notifiche un effetto anticipato per il notificante, per gli eventuali fini decadenziali, onde non far ricadere sulla parte gli errori e/o l'inerzia altrui. Sa in dottrina, sia in giurisprudenza, si parla dell'esistenza di un momento di scissione soggettiva del procedimento di notificazione, che non esime il giudicante dal verificare che l'efficacia provvisoria per il notificante, si sia consolidata sul piano della validità processuale, con il perfezionamento della notificazione al destinatario Cassazione civile, Su, ordinanza 458/05 pertanto, ad una interpretazione non necessariamente rigorosa e ragionevole, la decorrenza per il termine di deposito del ricorso, da parte del notificante, potrebbe essere riferito alla notificazione realmente perfezionata e valida. Nella fattispecie, comunque, s'impugnano gli atti di una procedura informale e, poiché è l'oggettività del provvedimento impugnato a determinare la disciplina processuale, va fatto riferimento all'articolo 21, comma 2, e non all'articolo 23bis, legge 1034/71. Nel merito, le censure attengono alla scelta della trattativa privata, utilizzata in luogo della gara di appalto per il servizio de quo , che avrebbe, stante l'ampiezza dei compiti previsti dal capitolato speciale allegato alla delibera n. 1647/04 studio delle esigenze assicurative, monitoraggio dei contratti, coperture eventuali di altri rischi, predisposizione dei capitolati di polizza, assistenza nelle fasi di gara pubblica ex D.Lgs 157/95, modificato con D.Lgs 65/2000, consulenza di gestione del portafoglio, individuazione dei criteri per la valorizzazione del patrimonio mobiliare ed immobiliare dell'Azienda, adeguamento delle polizze, intera gestione dei sinistri, rendicontazione semestrale dei servizi svolti, eventuale riscossione dei premi ai sensi dell'articolo 1761 , la natura di servizio assicurativo , retribuito a percentuale sul premio pagato articolo 13 capitolato, che richiama l'articolo 1755, comma 2, Cc, e che pone il limite della provvigione al 15% ed 8% dei premi assicurativi per i due tipi di polizze RCA/ARD ed RCA/ADR . Le percentuali indicate supererebbero, secondo parte ricorrente, visibilmente la soglia comunitaria, se si considera l'ammontare complessivo dei premi previsti e già paganti negli anni pregressi obiettivamente non vi è altro parametro di riferimento, anche se l'Amministrazione sarà libera di stipulare o meno, tutti e/o in parte, le diverse previsioni assicurative, sempre senza alcun obbligazione verso il broker Cassazione civile, 1991/05 il riferimento, pertanto, è potenziale e collegato ai dati del capitolato speciale articolo 13 . Come precisato, l'interesse fatto valere dalla società ricorrente, che ha regolarmente partecipato alla gara informale, è quello di rimettere in discussione l'affidamento del brokeraggio con il rigoroso rispetto della procedura ad evidenza pubblica, ma i motivi di gravame, relativi alla mancata pubblicazione del bando di gara informale sulla Guce e sulla Guri, sono inammissibili, poiché trattandosi di una forma di pubblicità-notizia, la sua funzione era quella di ampliamento della conoscibilità, ai fini della partecipazione, e parte ricorrente non può dedurre alcuna doglianza in merito, essendo venuta a conoscenza del bando e fatta rituale offerta, essendo la riserva valutabile ai soli fini di escludere ogni acquiescenza. IL broker , contratto di mediazione assicurativa per la gestione dei servizi assicurativi dell'Ausl è ritenuto dall'ente senza oneri nei limiti di quanto previsto dagli articoli 1755 e 1766 Cc , in quanto le provvigioni ed i rimborsi spese saranno posti a carico delle compagnie di assicurazione che stipuleranno i relativi contratti parte ricorrente considera l'incarico comunque oneroso, stante il caricamento delle provvigioni sulle polizze di assicurazione, e, perciò, si tratterebbe di un vero e proprio appalto di servizi. IL mediatore assicurativo o broker era definito dall'articolo 1 della legge 792/84, oggi abrogata dall'articolo 354 del D.Lgs 209/05, come il soggetto che esercita professionalmente un'attività rivolta a mettere in diretta relazione con imprese di assicurazione, cui non è vincolato, i soggetti che intendono provvedere con la sua collaborazione alla copertura dei rischi, assistendoli nella determinazione del contenuto dei relativi contratti e collaborando eventualmente alla loro gestione ed esecuzione. L'articolo 106 del D.Lgs 209/05 viene, invece, a qualificare l'attività d'intermediazione assicurativa come il presentare o proporre prodotti assicurativi o prestare assistenza e consulenza finalizzate a tale attività e, se previsto dall'incarico intermediativo, nella conclusione dei contratti ovvero nella collaborazione alla gestione o all'esecuzione dei contratti stipulati . Essa è un'attività a titolo oneroso articolo 107 , svolta sotto la vigilanza della Isvap e presuppone la iscrizione nel registro unico elettronico articolo 109 . In sintesi, il broker è un professionista esperto del ramo assicurativo, cui si rivolge chi sia interessato a stipulare contratti di assicurazione alle migliori condizioni, per casi particolarmente complessi questi è un mediatore, ma non solo, poiché deve assicurare al cliente le migliori condizioni possibili, assisterlo nello svolgimento del rapporto e, quindi, è un professionista che svolge una particolare attività qualificata e fiduciaria, a contenuto chiaramente intellettuale, che presuppone un'esperienza ed un patrimonio culturale tecnico di sicura specializzazione, cui legittimamente la Pa ricorre Cassazione civile, Sezione terza, 2416/05 . In quanto tale, esso è configurabile come un contratto d'opera professionale, inerente ad un servizio assicurativo in senso ampio, ma sarebbe del tutto semplicistico qualificare il broker un servizio assicurativo al pari dell'attività di agenzia , che è tipicamente commerciale ed a servizio dell'assicurazione. La stessa attività di mediazione del broker , invero, tende a scolorire, specie nei rapporti con la Pa, dovendo questi svolgere un'attività preliminare finalizzata alla stipula di contratti di assicurazione tramite gara. L'articolo 106 del D.Lgs 209/05 stabilisce esplicitamente che è attività a titolo oneroso e tale era anche in precedenza, essendo esercitata professionalmente sulla onerosità del brokeraggio non vi è, pertanto, alcun dubbio, e, nel caso in esame, il punto non è la natura gratuita dell'attività svolta, bensì su chi farà carico la corresponsione della provvigione, notoriamente spettante all'agente di assicurazione pacifico è, come da previsione di capitolato, che essa è stabilita a carico dell'assicuratore che risulterà vincitrice, nei contenuti limiti percentuali del 15% e/o 8% dei premi assicurativi per polizze, traslando la provvigione dagli agenti assicurativi al broker . L'articolo 1755 Cc prevede che la provvigione è a carico delle due parti, ma ammette la possibilità di un patto diverso ed il giudice contabile C. Conti, Lombardia, n. 1536/15.12.2004 ha avallato tale possibilità, evidenziando come l'entità della provvigione riconosciuta dalla compagnie di assicurazione ai broker, viene compensata dal mancato versamento pro quota della provvigione all'agente assicurativo, senza che vi sia un riversamento sui premi. La tesi del pagamento indiretto e/o differito, cui ha fatto riferimento in modo tralatizio la giurisprudenza da ultimo Cgas 707/05 , rischia di essere un assioma senza logica, perché è ipotesi meramente presuntiva e senza alcuna prova effettiva essa non può costituire un valido argomento per sostenere la necessità di una procedura ad evidenza pubblica, anche perché le offerte delle compagnie di assicurazione sono sempre rimesse ad una gara pubblica e non è possibile stabilire a priori se l'assicurazione vi inserisca o meno il costo della provvigione, ordinariamente dovuta al proprio agente, e che, nella specie, viene dirottata, almeno pro parte , al broker . Più realistica è, pertanto, la tesi della non onerosità per l'amministrazione , perché il broker , eliminando la necessità dell'azione dell'agente, subentra automaticamente nella provvigione di questi e, quindi, viene remunerato dalla stessa assicurazione vincitrice della gara, senza alcun ulteriore caricamento sui premi. Sul piano di una corretta ermeneutica, infine, resta fondamentale la previsione contrattuale stabilita, quale elemento letterale oggettivo da cui non deve prescindersi, salvo comprovata simulazione, non dimenticando quelli che sono i notevoli vantaggi che consegue, non solo l'Amministrazione, ma la stessa compagnia di assicurazione stipulante, il che giustifica ampiamente l'assunzione degli oneri di provvigione a suo esclusivo carico. La trattativa privata, invero, è un istituto normativamente previsto Rd 827/24, articolo 92 legge 109/94, articolo 7, comma 1, lettera b D.Lgs 157/95 , quale ipotesi derogatoria, cui si fa ricorso se ciò sia ritenuto più conveniente , interpellando sempre più ditte canoni di trasparenza e parità di trattamento quando poi si tratta di un servizio di tipo intellettuale, si può anche prescindere dalla pubblicazione del bando di gara, se la prestazione richiesta è di natura tecnica e si è in presenza di un particolare prestazione articolo 7, comma 1, lettera c , comma 2, lettera b. , che, come nel caso di specie, è nettamente propedeutica ed ausiliare per il successivo svolgimento di una ulteriore gara pubblica. Deve, altresì, osservarsi che, nella fattispecie, il ricorso al broker , per via informale, è attività che si ripete in analogia a quanto già avvenuto l'anno precedente, il che non significa che se si è errato una volta bisogna persistere, ma rappresenta un fatto sintomatico della continuità del carattere di attività senza onere per l'Amministrazione se ciò è vero quando è stata vincitrice la società ricorrente, non si comprende perché dovrebbe essere diverso quando la medesima non risulta più essere affidataria dell'incarico. Passando all'esame dell'ultimo motivo di gravame, circa la omessa richiesta di autorizzazione alla Regione Abruzzo articolo 32 Lra 146/96, quale modificato dalla Lra 15/2004 - Ufficio unico degli acquisti , va detto che l'eventuale non osservanza della norma abilita il direttore generale a chiedere la risoluzione del contratto ed a far gravare le responsabilità patrimoniali sui soggetti che hanno operato contra legem , ma la circostanza non è prevista come causa di illegittimità della delibera della Ausl. Nella fattispecie, infine, mancando la dimostrazione di una spesa, non vi sono i presupposti per l'applicazione della richiamata normativa va anche ricordato ad abundantiam che l'ufficio unico è diventato operativo in data 22 novembre 2004 e che la preventiva autorizzazione per il periodo transitorio e/o di attesa, non è stabilita dalla legge regionale, ma da una disposizione amministrativa della direzione sanitaria della regione Abruzzo, che, qualora avesse valore di norma interna, non prevede alcuna sanzione di nullità. Conclusivamente, res melius perpensa , il ricorso va respinto la particolarità della fattispecie e l'incertezza determinata dalla giurisprudenza giustificano la compensazione delle spese di causa. PQM Il Tar per l'Abruzzo, sezione staccata di Pescara, -respinge il ricorso in epigrafe -spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.