Tratta Milano – Roma: non possono esserci solo aerei Alitalia

Alitalia sarà anche la compagnia di bandiera, ma non per questo può operare in regime di monopolio nella tratta Milano Linate - Roma, perché questa circostanza viola i principi base della normativa in materia di tutela della concorrenza.

Il caso. Lo aveva stabilito l'Autorità garante della concorrenza e del mercato con il provvedimento assunto nell'adunanza dell'11 aprile 2012 ed i giudici amministrativi, nei due gradi di giudizio, hanno affermato la legittimità del provvedimento. Con tale atto l'Antitrust aveva deliberato il termine entro il quale la società Alitalia - Compagnia Aerea Italiana S.p.A. doveva rimuovere la posizione di monopolio sulla rotta Milano Linate Roma Fiumicino, accertata ad esito dell'istruttoria C 9812 B. Ma Alitalia ha impugnato davanti al Tar Lazio la decisione del Garante, il quale aveva stabilito anche che l'adeguamento alla delibera doveva intervenire entro il 28 ottobre 2012, data di inizio della stagione IATA Winter 2012/2013 . Il ricorso al Giudice di primo grado era stato respinto dal Tar Lazio con la sentenza 18 ottobre 2012 n. 8614. Ma avverso tale provvedimento Alitalia ha opposto appello. Il Garante antitrust ha richiesto la pubblicazione del dispositivo della sentenza del Consiglio di Stato che, a sua volta, ha respinto le pretese. Complesse le questioni trattate dai giudici e che si collegano alla questione della tratta Milano Roma sia in volo che mediante l'alta velocità. Intendimento di Alitalia, infatti, era di dimostrare che non c'era alcun monopolio in conseguenza dell'acquisizione delle compagnie che, precedentemente, coprivano la tratta. Pochi gli slot a disposizione sullo scalo milanese. In altri termini, l’analisi economica alternativa dei dati suggerita da Alitalia, era tesa a contestare la correttezza dei dati analizzati dall’Autorità e nel suggerirne una diversa lettura, anche imputando i dati economici allo spostamento dei passeggeri verso il trasporto ferroviario. In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Sezione che si è occupata della questione posta alla sua attenzione, va osservato che, a giudizio del tribunale laziale, la censura della Compagnia aerea non aveva intaccato l’esito dell’accertamento post-concentrazione in ordine al rafforzamento del potere di mercato di Alitalia-CAI sulla tratta Milano Linate - Roma Fiumicino successivamente all’operazione di concentrazione, con acquisizione di una posizione di monopolio. Sopratutto in relazione al fatto che a tale posizione ha fatto seguito l'aumento dei prezzi e la riduzione della quantità dei voli offerti. Tra l'altro la posizione di Alitalia era ed è agevolata dal fatto che non è più presente sulla rotta il vettore Meridiana e che non sussiste la possibilità per altri vettori aerei di entrare sul mercato. E ciò in relazione al fatto che gli slot a disposizione sullo scalo milanese sono scarsi. Alitalia ha il monopolio sulla tratta Milano Roma? È stata confermata, pertanto, l'analisi dell' Antitrust la quale aveva valutato che la redditività della tratta Milano Linate - Roma risulta ancorata al rilevato aumento, dopo la concentrazione, del ricavo medio per passeggero rispetto alla stagione IATA Winter 2008/2009 , salvo un lieve successivo decremento, al significativo incremento, dopo la predetta stagione, del ricavo medio per posto/km offerto RASK , per poi mantenersi costante, all’imputabilità della ridotta riduzione del ricavo medio per passeggero allo spostamento della clientela da tariffe business a tariffe leisure, al maggior incremento del ricavo medio per passeggero realizzato nelle fasce orarie caratterizzate dalla clientela business che rappresenta una quota significativa della domanda sulla rotta in questione - rispetto al ricavo medio riferito all’intera domanda. Rispetto a tale complessivo quadro, sulla cui base l’Autorità, con valutazione indenne dai denunciati vizi, ha ravvisato la sussistenza di una posizione di monopolio della società ricorrente sulla tratta Milano Linate - Roma Fiumicino con riferimento alla quale detiene il 100% delle frequenze, risulta, peraltro neutra, ha osservato il Tar, ai fini della dimostrazione dell’assenza di una posizione di monopolio la circostanza relativa agli ingenti investimenti effettuati dalla società sullo scalo di Linate, la quale, pur a volerla ritenere finalizzata a far fronte alla pressione competitiva esercitata dal treno ad alta velocità, non costituisce univoco indice sintomatico di tale pressione e di una sua significativa consistenza.

Consiglio di Stato, sez. VI, dispositivo di sentenza 22 23 gennaio 2013, n. 403 Presidente Giovannini Relatore Contessa Visti il ricorso in appello e i relativi allegati Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, della soc. SEA s.p.a., della società Easyjet Airline Company Ltd e del Codacons-Coordinamento Associazioni e Comitati di Tutela Ambiente e Diritti Utenti e Consumatori Viste le memorie difensive Visti tutti gli atti della causa Visto l'art. 119, co. 5, oppure gli artt. 119, co. 5, e 120, co. 3 e 11, cod. proc. amm. Considerato che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha dichiarato di avere interesse alla pubblicazione anticipata del dispositivo rispetto alla sentenza Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 gennaio 2013 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti gli avvocati Clarizia, Ziotti, Nascimbene, Piazza, D'Andria, Accardo, Ajello, e Ramadori per delega degli avvocati Rienzi, Giuliano e Tabano , nonché l’avvocato dello Stato Fiorentino Per le ragioni che saranno esposte in motivazione Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione Sesta , definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la società appellante alla rifusione delle spese di lite, che liquida in complessivi euro 3.000 tremila , oltre gli accessori di legge, in favore di ciascuna delle controparti costituite. Ordina che il presente dispositivo sia eseguito dall'autorità amministrativa.