L'incompetenza del giudice di pace non si discute in sede di legittimità

Non essendo proponibile neppure un regolamento di competenza, secondo gli ermellini ci si trova di fronte a una scelta politica riservata al legislatore ordinario e per nulla irrazionale né rilevante dal punto di vista costituzionale

Sulla competenza del giudice di pace la Cassazione non ha voce in capitolo. Infatti, la pronuncia con cui questi dichiara la propria incompetenza non è impugnabile direttamente in sede di legittimità. Al più potrà esserlo quando il giudice onorario si è pronunciato anche nel merito. Questa è la soluzione che le Sezioni unite civili, con la sentenza n. 13027 del 1 giugno 2006 integralmente leggibile tra i correlati, hanno dato a un contrasto abbastanza sentito. La questione riguarda, ovviamente le cause di valore non superiore ai 1100 euro, quelle, cioè, che devono essere decise secondo equità e quindi le uniche per cui è previsto il ricorso in sede di legittimità. In particolare il contrasto era nato sulla proponibilità o meno del ricorso in Cassazione contro le sentenze pronunciate dal giudice di pace in relazione alla propria competenza. Tanto più che contro tali pronunce non può neppure essere proposto regolamento di competenza. Questa previsione ha permesso al Collegio esteso di risolvere la questione in senso negativo nessun ricorso in Cassazione contro le decisioni sulla competenza del giudice di pace. Ciò perché, non essendo proponibile neppure un regolamento di competenza sembra ci si trovi di fronte a una scelta politica riservata al legislatore ordinario e per nulla irrazionale né rilevante dal punto di vista costituzionale . In altri termini consentire il ricorso avrebbe voluto dire aggirare il divieto, stabilito dall'articolo 46 c.p.c., dell'eccezione d'incompetenza. E infatti la norma contenuta nell'articolo 46 ha l'intento di impedire che la Corte di legittimità possa essere adita solo per risolvere questioni di competenza, sorte nel contesto di un giudizio ispirato ad evidenti esigenze di speditezza e sostanziali ragioni di economia processuale, che rendono invece opportuna la pronuncia da parte del Collegio, allorché il giudice di pace si sia definitivamente spogliato della causa con sentenza definitiva . Quindi l'unico sistema, per chi ricorre al giudice onorario, di far valere le proprie ragioni circa la competenza, è aspettare che questo si pronunci anche sul merito e impugnare la decisione nella sua globalità. I giudici di Palazzaccio non hanno mancato di suggellare questa procedura in un preciso principio di diritto secondo cui la sentenza non definitiva, con cui il giudice di pace affermi la propria competenza in una controversia da decidersi secondo equità , non essendo impugnabile con il regolamento di competenza, non è neppure soggetta all'immediato ricorso per cassazione, potendo proporsi l'impugnazione nei confronti della pronuncia sulla competenza solo insieme all'impugnazione della sentenza definitiva . deb.alb.

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 27 aprile-1 giugno 2006, n. 13027 Presidente Carbone - Relatore Segreto Pm Iannelli - conforme - Ricorrente Bonazza Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 5 aprile 2001 Ida Bonazza proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo per la somma di lire 1.468.800 emesso dal giudice di pace di Bologna nei suoi confronti ed in favore di Gilioli Alessandro, contestando, tra l'altro, la competenza territoriale del giudice adito. Il giudice di pace con sentenza non definitiva depositata il 4 marzo 2002 rigettava l'eccezione di incompetenza territoriale, affermando la propria competenza. Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per cassazione Ida Bonazza. Non ha svolto attività difensiva l'intimata. Con ordinanza depositata il 1 marzo 2005, la prima sezione civile della Corte ha rilevato che la questione della proponibilità immediata del ricorso per cassazione avverso la sentenza non definitiva del giudice di pace che, in causa di valore non superiore ai 1100 euro, abbia deciso sulla sola competenza, risulta oggetto di un contrasto di giurisprudenza, in merito al punto se la stessa possa essere oggetto di ricorso immediato per cassazione ovvero di riserva di impugnazione. Motivi della decisione 1. Ai fini dell'ammissibilità del presente ricorso, va risolto il prospettato contrasto giurisprudenziale. I termini del sollevato contrasto possono essere cosi riassunti Nelle cause di valore non superiore a 1100,00 euro, le sentenze non definitive del giudice di pace che, chiamato a giudicare secondo equità, abbia statuito sulla competenza, affermandola, non potendo formare oggetto di impugnativa con il regolamento di competenza stante l'espresso divieto di cui all'articolo 46 Cpc , possono essere oggetto di ricorso immediato per cassazione o di riserva di ricorso , oppure devono essere impugnate, ex articolo 360 Cpc, esclusivamente insieme alla sentenza che definisce il giudizio quindi senza necessità di riserva ? . Va, anzitutto, premesso che il presente contrasto attiene a questione cui è applicabile, ratione temporis ex articolo 27 D.Lgs 40/2006 , l'articolo 360 Cpc nell'originaria formulazione, e non in quella novellata dall'articolo 2 del predetto D.Lgs, segnatamente con l'introduzione del terzo comma di tale articolo in merito alla non ricorribilità delle sentenze non definitive, che non decidano, almeno parzialmente, il giudizio. 2. Questa Corte ha più volte affermato che le sentenze dei giudici di pace emesse in controversie di valore non superiore a lire 2 milioni, e successivamente ad euro 1.100,00, a seguito della sostituzione del comma 2 dell'articolo 113 Cpc operata dall'articolo 1 del Dl 18/2003 conv. con legge 63/2003 , sono ricorribili per cassazione sia che il giudice abbia pronunciato sul merito della controversia, sia che si sia limitato ad una pronuncia sulla competenza o su altra questione preliminare di merito, o che abbia infine pronunciato sul merito o sulla competenza ex multis, Cassazione 16336/04, 965/03 13880/02 1093/00 . 3.1.Questo orientamento si è in questi termini stabilizzato a seguito della sentenza di queste Su 14112/98 n. 12542, che ha affermato che l'articolo 46 del Cpc, il quale, nel testo risultante dal coordinamento imposto dall'articolo 39 legge 374/91, istitutiva del giudice di pace, prevede l'inapplicabilità nei giudizi davanti a tale giudice delle disposizioni di cui agli articolo 42 e 43 dello stesso codice, in tema di regolamento, necessario o facoltativo, di competenza, deve considerarsi tuttora vigente, non avendo formato oggetto di alcuna esplicita disposizione abrogatrice della citata l. n. 374, nè potendo considerarsi implicitamente abrogato per incompatibilità o . per effetto della nuova disciplina dell'intera materia. 3.2.Sulla base di questo orientamento Cassazione, Sezione prima 12425/02 ha ritenuto che la riserva di impugnazione, generalmente inammissibile riguardo a sentenza non definitiva contenente solo statuizioni sulla competenza impugnabile soltanto con regolamento di competenza , è eccezionalmente ammessa nei confronti della sentenza pronunziata dal giudice di pace, non soggetta - ai sensi dell'articolo 46 Cpc - a regolamento di competenza, ma ricorribile per cassazione se pronunziata entro il limite di valore di lire due milioni, in virtù del combinato disposto degli articolo 113, comma 2, 339, comma 3, e 360, comma 1, Cpc, purché sussistano tutti i requisiti formali e sostanziali di tale mezzo di gravame. Nella fattispecie veniva dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto, dopo la scadenza del termine annuale dalla pubblicazione, avverso sentenza non definitiva del giudice di pace, affermativa della competenza, per difetto del requisito formale della tempestiva formulazione della riserva di impugnazione ai sensi dell'articolo 361 Cpc. Negli stessi termini si muovono Cassazione, Sezione terza, 15024/05 e n. 1528, che rilevano come dall'esclusione del regolamento di competenza per le sentenze del giudice di pace non discende necessariamente anche l'ulteriore conclusione dell'inoppugnabilità immediata o dell'inammissibilità della riserva di impugnazione articolo 340 e 361 Cpc delle sentenze non definitive dello stesso giudice, giacché per il procedimento dinanzi al giudice di pace non è prevista siffatta esclusione, né essa si ricava altrimenti quale limite proprio di detto giudizio, onde opera al riguardo in ordine all'ammissibilità delle pronunce non definitive ed alle modalità delle relative impugnazioni ed in virtù del rinvio di cui all'articolo 311 c.p.c, la medesima disciplina prevista per il procedimento davanti al tribunale. 3.3. In consapevole contrasto con Cassazione 12425/02 si è posta Cass, Sezione prima, 7383/03, che ha affermato che l'impugnazione immediata non è esperibile rispetto a pronunce siffatte, potendo esse essere impugnate soltanto unitamente alla successiva definizione di merito, senza che rilevi la mancata formulazione della riserva di impugnazionela diversa soluzione, difatti, comporterebbe tenuto conto della convertibilità, in presenza di tutti i requisiti richiesti e in assenza di una volontà di esclusione, del regolamento di competenza in ricorso per cassazione, e di quest'ultimo ricorso in regolamento di competenza un sostanziale aggiramento della volontà del legislatore, sancita dall'articolo 46 Cpc, di sottrarre le sentenze del giudice di pace al regolamento di competenza. Seguono detto orientamento anche Cassazione, Sezione quinta, 18496/04 e Cassazione, Sezione quinta, 3556/05. 3.4. Conseguenza di tale principio è l'irrilevanza della riserva di impugnazione il cui fine è quello di concentrare in un unico giudizio le impugnazioni contro differenti sentenze pronunciate in un unico giudizio dal momento che essa presuppone la scelta fra l'impugnazione che si intende differire e quella immediata che si avrebbe il potere di proporre, scelta che, nella specie, non potrebbe, peraltro, essere legittimamente operata siccome, per precisa e ragionevole scelta del legislatore enunciata nella norma processuale ex articolo 46 Cpc, nel caso di specie vige un sistema completo di impugnazione che unifica i mezzi di gravame nell'unico strumento di riesame consentito, che, dato il valore della causa, è rappresentato dal solo ricorso per cassazione avverso la pronuncia che chiude, definendolo, il giudizio . 3.5. Il contrasto è, invece, solo virtuale in relazione ad altre sentenze indicate nel corpo dell'ordinanza interlocutoria di rimessione la pronuncia di. cui a Cassazione 16336/04 riguarda, difatti, una sentenza negativa di competenza del giudice di pace e, dunque, definitiva , ritenuta legittimamente impugnabile ai sensi dell'articolo 360 nnumero e 2 Cpc - la sentenza 965/03 ha, viceversa, ad oggetto un ricorso relativo a causa di valore superiore ai 2 milioni, dichiarato nella specie inammissibile perché suscettibile di appello non v'é sollevata, dunque, alcuna questione circa l'impugnabilità immediata delle sentenze di rito non definitive - la pronuncia 13880/02 riguarda, poi, una fattispecie in cui, nonostante l'eccezione di incompetenza per valore del giudice di pace sollevata dal convenuto, il giudicante si era dichiarato competente, ed il convenuto aveva appellato immediatamente la pronuncia affermativa di competenza sentenza non definitiva benché resa in forma di ordinanza . il tribunale aveva a sua volta dichiarato inammissibile l'appello, e la Corte di legittimità, investita del relativo ricorso, ebbe a cassare la sentenza rilevandone il valore superiore ai 2 milioni - sicché il rimedio esperibile era da ritenersi l'appello - la sentenza 10206/01 si è, dal suo canto, limitata a ribadire il principio della ricorribilità per cassazione di tutte le sentenze di valore inferiore ai due milioni ma, ancora una volta, con riferimento ad una sentenza in rito definitiva. - la pronuncia 1.2.2000, n. 1093, infine, riafferma i principi di cui a Cassazione Su, 12425/98. 4.1. Ritengono queste Su che il contrasto vada risolto in favore del secondo dei due orientamenti contrapposti. Il punto fermo di partenza peraltro non posto in dubbio da nessuna delle due tesi è la sentenza di queste Su 12542/98, cit Questa, come si è detto, afferma l'attuale vigenza dell'articolo 46 Cpc in conformità a quanto già statuito dalle stesse Su, 12063/98 , in difformità della tesi di una corrente dottrinale, per la quale questa norma sarebbe stata abrogata alla stregua dell'articolo 15 delle disp. prel. Cc, per la portata innovativa della legge 374/91 rispetto alla disciplina dei giudizi innanzi al giudice conciliatore, tra cui anche la circostanza che le sentenze del giudice di pace, superiore per valore a lire 2 milioni, erano appellabili sempre. La stessa sentenza afferma poi che l'inammissibilità del regolamento di competenza non permette da sola di ritenere inammissibile il ricorso proposto, ove non si accerti anche l'inammissibilità della conversione dello stesso in ricorso per cassazione per violazione delle norme sulla competenza, ai sensi dell'articolo 360 n. 2 Cpc, ove ne ricorrano tutti i requisiti formali e sostanziali e sempre che 1.1 ricorrente non abbia inequivocamente manifestato la sua volontà di proporre soltanto l'istanza di regolamento, con espressa esclusione del ricorso ordinario. 4.2. È vero che l'articolo 360 n. 2 Cpc statuisce che sono impugnabili per cassazione anche le sentenze pronunziate in unico grado per violazione delle norme sulla competenza, qualora non è prescritto il regolamento di competenza , ma tale norma non comporta l'impugnabilità immediata della sentenza non definitiva affermativa della competenza in luogo dell'impugnazione della stessa in una alla sentenza definitiva. L'inapplicabilità delle disposizioni degli articoli 42 e 43 Cpc ovvero l'inammissibilità del regolamento di competenza, tanto necessario quanto facoltativo nei giudizi davanti ai giudici di pace , stabilita dall'articolo 46 Cpc tuttora vigente denota l'intervento di una scelta politica, riservata al legislatore ordinario e per nulla irrazionale né rilevante dal punto di vista costituzionale, in riferimento agli articoli 3 e 24 Costituzione, rispetto alla diversa disciplina attuata in relazione alle pronunce di altri giudici Cassazione 12063/98, cit. Cassazione 12542/98, cit. , la quale postula evidentemente la volontà dello stesso legislatore di sottrarre le sentenze del giudice di pace all'esperimento di un simile mezzo di impugnazione regolamento di competenza . 4.3. La ratio dell'articolo 46 Cpc consiste nell'intento di impedire che la Corte di legittimità possa essere adita solo per risolvere questioni di competenza, sorte nel contesto di un giudizio ispirato ad evidenti esigenze di speditezza e sostanziali ragioni di economia processuale, che rendono invece opportuna la pronunzia da parte del Collegio, allorchè il giudice di pace si sia definitivamente spogliato della causa con una sentenza definitiva. Pertanto, mentre nei confronti delle sentenze definitive del giudice di pace abbia questo pronunciato sul merito della controversia, o si sia limitato ad una pronuncia sulla competenza o su altra questione preliminare di rito o di merito, o abbia, infine, pronunciato sul merito e sulla competenza appare innegabile, secondo i principi enunciati dalla giurisprudenza sopra richiamata di queste Su, l'ammissibilità del ricorso per cassazione, quante volte tali sentenze risultino emesse in cause il cui valore non eccede -E. 1100,00, ovvero dell'appello, là dove il giudice di pace abbia deciso una controversia di valore superiore, nei riguardi di sentenze non definitive del medesimo giudice che rechino statuizioni esclusivamente sulla competenza e che siano state emesse in cause di valore appunto non superiore ad euro 1100,00, è da ritenere inammissibile il ricorso immediato per cassazione, posto che, diversamente, l'esperimento di quest'ultimo rimedio, anche in relazione alla riconosciuta convertibilità, in presenza di tutti i requisiti come, ad esempio, il rispetto dei termini perentori di proposizione, là dove inferiori, ex articolo 47 Cpc, comma 2 ed in assenza di una dichiarata volontà di esclusione, del regolamento di competenza in ricorso per cassazione e del ricorso per cassazione in regolamento di competenza a conferma dell'indubitabile l'affinità0, nelle specifiche condizioni che qui interessano tra i due mezzi di impugnazione, finirebbe per risolversi in un sostanziale aggiramento del divieto stabilito dall'articolo 46 Cpc, consentendo, cioè, alla parte di ottenere, attraverso lo strumento del ricorso immediato per cassazione, esattamente quel risultato ovvero il sindacato giudiziale, in via di gravame, sulla pronuncia, non definitiva, la quale abbia statuito solo sulla competenza che con il disposto del richiamato articolo 46 Cpc si è inteso, all'opposto, escludere. 4.4. In tale prospettiva il ricorso immediato ex articolo 360 n. 2 Cpc avverso la sentenza non definitiva, affermativa della competenza del giudice di pace in causa di valore inferiore ad euro 1.100,00, finisce per eludere il divieto di regolamento di competenza di cui all'articolo 46 Cpc, realizzando un'ipotesi di negozio processuale indiretto Prozese VerdecktGeschaeft , nella specie del tutto illecito, proprio perché integrante un'elusione di espresso divieto legislativo. 5. Ne consegue che il contrasto in esame va composto sulla base del seguente principio di diritto La sentenza non definitiva con cui il giudice di pace affermi la propria competenza in una controversia da decidersi secondo equità , non essendo impugnabile con il regolamento di competenza, non è neppure soggetta all'immediato ricorso per cassazione, potendo proporsi l'impugnazione nei confronti della pronuncia sulla competenza solo insieme all'impugnazione della sentenza definitiva . 6. Corollario di tale principio è l'inammissibilità della riserva di impugnazione avverso la sentenza affermativa della competenza del giudice di pace pronunziata secondo equità , in quanto il disposto dell'articolo 360, comma 1, Cpc nella formulazione anteriore al D.Lgs 40/2006 trova applicazione solo nei casi in cui sia consentita l'impugnazione immediata contro dette sentenze non definitive, ma non anche quando si ritenga che il ricorso immediato per cassazione non possa essere proposto. 7. Il ricorso, pertanto, va dichiarato inammissibile. Nulla per le spese di questo giudizio di cassazione, non avendo la parte intimata svolto attività difensiva. PQM Dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese del giudizio di cassazione.