Intercettazioni e confusioni: il decreto legge continua a cambiare

Niente carcere naturalmente per i giornalisti ma niente più udienze per il Pm indagato per aver divulgato le trascrizioni ma chi lo dice che è stato il Pm?

Decreto intercettazioni in continuo divenire. Il provvedimento, atteso al Consiglio dei ministri di domani, sotto forma di decreto legge continua a cambiare. Dopo la scomparsa del carcere per i giornalisti, si profilano iniziative più severe per il magistrato che si lascerà sfuggire i contenuti delle intercettazioni. Secondo l'ultima stesura, il Pm che risulti indagato per aver svelato segreti d'ufficio o per aver reso noti contenuti di intercettazioni potrà essere sostituito in udienza. Continua la revisione delle norme riguardanti le intercettazioni e, come auspicato da più parti venerdì scorso, per i giornalisti che pubblicheranno notizie provenienti da intercettazioni ci saranno pene pecuniarie più severe ma non i tre anni di carcere previsti dal testo presentato dal ministro della Giustizia Roberto Castelli vedi tra gli arretrati del 6 settembre 2005 . Rispetto al testo della scorsa settimana scomparirebbe anche il divieto di utilizzare le intercettazioni riguardanti un non indagato punto, questo, che farebbe ancora discutere la stessa maggioranza. Pur dichiarandosi sollevato per la cancellazione del carcere, il segretario della Federazione nazionale della stampa, Paolo Serventi Longhi ha auspicato che il provvedimento prenda la forma di un disegno di legge. Non è chiaro tra l'altro - ha detto il segretario della Fnsi - il ruolo che si affiderebbe all'ordine dei giornalisti che, secondo indiscrezioni, dovrebbe disporre la sospensione cautelare dall'esercizio della professione fino a tre mesi per i giornalisti che violino il segreto. Una sospensione che avverrebbe in seguito ad una informazione da parte del magistrato capo della procura competente. Una simile formula appare giuridicamente inconcepibile considerata l'autonomia dell'ordine prevista dalla legge professionale. Nessuno può obbligare l'ordine a disporre sanzioni che vengono decise dall'organo di autodisciplina della categoria in piena autonomia sulla base della documentazione pervenuta . Il passaggio, in effetti, aveva ricevuto le critiche non solo della Federazione nazionale della stampa e di esponenti dell'opposizione, ma anche di quelli della stessa maggioranza. Un testo più snello quindi quello che approderà domani a Palazzo Chigi sotto forma di decreto legge. Ieri, intanto, il presidente della commissione Giustizia della Camera, Gaetano Pecorella Fi ha dichiarato che la prossima settimana metterà all'ordine del giorno tutti i provvedimenti sinora presentati in materia di intercettazioni e se arriverà il testo del Governo, esamineremo anche quello, altrimenti noi andremo avanti . In qualità di presidente - ha spiegato Pecorella - ho la possibilità di mettere all'esame della commissione alcune delle proposte di legge che ci sono state assegnate. E sulle intercettazioni ce ne erano diverse . Sei per l'esattezza le proposte di legge assegnate in commissione Giustizia che riguardano esclusivamente il tema delle intercettazioni telefoniche. Tra queste c'è il provvedimento, licenziato dal Senato il 20 luglio scorso, primo firmatario Antonino Caruso An , secondo il quale in casi di particolare urgenza, quando si è alla ricerca di un latitante, il Pm può ordinare l' intercettazione, ma deve farlo con decreto motivato da comunicare immediatamente e non oltre 24 ore al giudice competente per il rilascio dell' autorizzazione. Quest'ultimo avrà poi 48 ore di tempo per decidere sulla convalida. Se il decreto del Pm non sarà convalidato nel termine stabilito, i risultati delle intercettazioni non potranno essere utilizzati . Il progetto Caruso, prevede lo spostamento della competenza dalla Corte d'Assise al presidente della Corte di adottare i provvedimenti in materia di intercettazioni sia telefoniche che ambientali indicati nei commi 3 e 3bis dell'articolo 295 Cpp ma solo per la ricerca del latitante. Le altre proposte di legge riguardano l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul sistema delle intercettazioni in Italia tre, le intercettazioni di parlamentari e due la riforma del sistema attualmente in vigore. Tra queste, quella firmata dal deputato di FI Enrico Nan Pdl 3145/C secondo la quale ogni Procura deve trasmettere al ministro della Giustizia, entro il mese di gennaio, l'elenco di tutte le persone intercettate nell'anno. p.a.