Se l'aspirante finanziere aveva una banconota falsa si può arruolare ugualmente

Il candidato all'arruolamento nelle Fiamme Gialle, incensurato, che aveva nel portafogli una cartamoneta contraffatta poi assolto non può essere escluso

Riprovazione o indegnità morale sono classificazioni improprie e improvvide per il soggetto che, trovato casualmente in possesso di una banconota contraffatta da cinquantamila lire , in tempi successivi partecipi ad una selezione per l'arruolamento nella Guardia di Finanza. A chiarirlo con la sentenza qui leggibile come documento correlato , è la seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio che ha accolto il ricorso dell'aspirante finanziere, respinto perché imputato, alla data dell'effettivo incorporamento, per delitto non colposo e rinviato a giudizio . Il Gip, nel frattempo, aveva anticipato l'udienza per concludere che l'attuale ricorrente doveva essere assolto in quanto il fatto ascrittogli non costituiva reato. I giudici amministartivi hanno ritenuto fondate le doglianze del ricorrente. Ed evidenziato che l'impugnata esclusione concerne soltanto una vicenda per la quale il ricorrente fu assolto con formula ampiamente liberatoria -e la cui accusa già manifestava profili evidenti d'infondatezza-, né contiene riferimenti a fatti diversi che potessero compromettere le qualità morali di questi, onde tal provvedimento dev'esser annullato . Di qui l'annullamento dell'atto di esclusione controverso. m.c.m.

Tar Lazio - Sezione seconda - sentenza 26 aprile-5 giugno 2006, n. 4270 Presidente La Medica - Relatore Russo Ricorrente Pacinno Ritenuto in fatto che il sig. Giovanni Pacinno assume d'aver partecipato, sostenendone le prove, al concorso per l'arruolamento nella Guardia di finanza per l'anno 1995 Rilevato che, in data 14 febbraio 1996, il sig. Pacinno fu denunciato ed indagato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Orvieto per il reato ex articolo 495 Cp spendita ed introduzione nello Stato, senza concerto, di monete falsificate , essendo stata rinvenuta dai Carabinieri, nel di lui portafoglio, una banconota falsa di Lit. 50.000 Rilevato altresì che, in relazione a tale vicenda e con nota prot. n. 30714/1310 del 26 settembre 1996, il Comando Centro di reclutamento della Guardia di finanza dispose l'esclusione del sig. Pacinno dall'arruolamento nel Corpo perché imputato, alla data dell'effettivo incorporamento, per delitto non colposo e rinviato a giudizio con udienza fissata il 15 novembre 1996 Rilevato ancora che, avendo il GIP presso il Tribunale di Orvieto anticipato detta udienza al giorno 25 ottobre 1995, in quella sede il sig. Pacinno fu assolto perché il fatto non costituiva reato Rilevato infine che, con riguardo a tale sentenza ed al fatto che non vi fossero già ab initio i presupposti per il proprio rinvio a giudizio -sicché egli non avrebbe assunto la posizione d'imputato-, il sig. Pacinno impugna innanzi a questo Giudice, con il ricorso in epigrafe, detta esclusione, deducendo la sussistenza dei presupposti per l'arruolamento Considerato in diritto che, come consta agli atti di causa, il ricorrente risulta incensurato e senza carichi pendenti, sì da non incorrere in alcuna seria ipotesi di riprovazione o indegnità morale proprio all'atto del di lui effettivo incorporamento, limite temporale individuato dalla norma del bando d'arruolamento ai fini dell'esclusione e che, nella specie, si verificò all'atto dell'approvazione delle graduatorie, ossia ben prima che il sig. Pacinno fu rinviato a giudizio Considerato, inoltre ed in accoglimento d'entrambe le doglianze di cui al gravame in epigrafe, che l'impugnata esclusione concerne soltanto una vicenda per la quale il ricorrente fu assolto con formula ampiamente liberatoria -e la cui accusa già manifestava profili evidenti d'infondatezza-, né contiene riferimenti a fatti diversi che potessero compromettere le qualità morali di questi, onde tal provvedimento dev'esser annullato Considerato infatti che l'articolo 2, V alinea del bando d'arruolamento per il 1995 dev'esser inteso nel senso che, una volta passata in giudicato la sentenza d'assoluzione dell'interessato, l'imputazione, alla data d'effettivo incorporamento dell'allievo finanziere, cessa d'esistere con conseguente ripristino dello status quo ante, ossia con un effetto giuridico di pari significato dell'assoluzione Considerato per vero che questa sola è l'interpretazione conforme allo scopo della norma, ossia alla tutela dell'interesse pubblico a che non siano arruolati in Guardia di finanza soggetti penalmente compromessi, la quale è realizzata non già mercé la mera imputazione dell'allievo che è solo un sintomo di siffatta compromissione , bensì in presenza di obiettive situazioni penalmente rilevanti, sanzionate come delitto non colposo Considerato ancora che sussistono nella specie, in capo al ricorrente, i requisiti ex articolo 26 della legge 53/1989 per l'accesso ai ruoli del personale della Polizia di Stato e delle altre forze di polizia indicate dall'articolo 16 della legge 121/81 tra cui la Guardia di finanza -ossia il possesso delle qualità morali e di condotta stabilite per l'ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria, giusta quanto all'uopo stabilito dagli articoli 8 e 124 del Rd 12/1941-, in quanto egli, essendo del tutto incensurato e senza carichi pendenti e non sussistendo altri e diversi elementi, appare aver sempre tenuto illibata condotta civile, morale e politica e non risultare di condotta incensurabile secondo quanto dice al riguardo la norma citata Considerato infine che, quanto alle spese del presente giudizio, giusti motivi ne suggeriscono l'integrale compensazione tra le parti. PQM Il Tar del Lazio, Sezione seconda, accoglie il ricorso n. 16229/96 in epigrafe e per l'effetto annulla, per quanto di ragione e nei sensi di cui in motivazione, la nota prot. n. 30714/1310, resa il 26 settembre 1996 dal Comando Centro di reclutamento della Guardia di finanza e meglio indicata in premessa. Spese compensate. Ordina all'Autorità amministrativa d'eseguire la presente sentenza. 2 R.n. 16229/96