Farmaci sperimentali, la somministrazione non autorizzata è lesione volontaria

Condannata una psichiatra per aver cercato di curare una ragazzina obesa attraverso gli effetti collaterali di medicine fuori prontuario

Un caso giudiziario destinato a far discutere. Non solo perché rappresenta un'occasione di riflessione e studio per le categorie coinvolte medici e magistrati , ma anche perché chiama in causa diritti inviolabili della persona, come quello del consenso informato per trattamenti farmacologici. Il fatto. La storia inizia a Montecatini Terme, il 18 giugno del 1999, nello studio privato della dottoressa Donatella Marazziti. Una giovanissima paziente, dal nome Veronica, accompagnata dalla mamma si rivolge alla psichiatra per risolvere un problema di obesità. La ragazzina ha 11 anni e pesa 102 chili. A fine visita la dottoressa le prescrive due farmaci sperimentali, cioè non ancora autorizzati in Italia, senza ottenere il consenso informato dei genitori. I medicinali, poi incriminati, sono due antidepressivi il Fevarin e il Topamax, in quel periodo fuori dal prontuario farmaceutico del ministero della Salute. In particolare, il Topomax è in fase di sperimentazione negli Usa per la cura dell'epilessia. Il dimagrimento è un effetto collaterale eventuale. Proprio quello che avrebbe voluto ottenere la psichiatra, allieva del professore Gian Battista Cassano, il padre dell'elettroshock. Ma dopo circa cinque mesi dall'assunzione del farmaco nelle dosi indicate 400mg a dose contro un massimo previsto di 25 mg a dose , Veronica è in preda ad allucinazioni, dolori di vario genere, ha difficoltà a parlare e soffre sonnolenza. Un neuropsichiatra appositamente consultato blocca immediatamente la cura. La madre della bambina, quindi, decide di denunciare il fatto all'autorità giudiziaria. L'inchiesta. Il 10 novembre del '99 parte un'indagine, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Pistoia Ornella Galeotti. Il reato ipotizzato dal Pm è quello di lesioni volontarie aggravate per la pubblica accusa la Marazziti non ha provocato i fatti con mancanza di volontà - cioè con un atteggiamento psicologico riconducibile alla colpa - ma ha voluto gli effetti collaterali, li ha cercati, perché uno di essi, il dimagrimento, era il suo obiettivo. In altre parole, aveva coscienza e volontà di quanto stava facendo accettando il rischio di provocare nella bambina anche altri effetti collaterali. Proprio come è avvenuto Veronica non è dimagrita, ma ha iniziato a stare male, ad avere gravi allucinazioni. Il verdetto. Il processo si è chiuso con la prima condanna in Italia di un camice bianco per somministrazione di farmaci sperimentali su minore in assenza si consenso informato. Con la sentenza depositata il 20 gennaio scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati, infatti, la sezione penale del Tribunale di Pistoia ha inflitto alla psichiatra la pena di sei mesi di reclusione per lesioni personali aggravate, convertita in pecuniaria, oltre a condannarla al risarcimento danni in favore della parte civile la mamma di Veronica . La triste vicenda di Veronica quasi sicuramente creerà scalpore nel mondo accademico, sia medico che giuridico. La novità principale della sentenza, quella di aver allargato la punibilità del campo della responsabilità medica, sarà esaminata da entrambe le categorie professionali. Fino adesso, magistrati e camici bianchi, sapevano che il campo medico era tipicamente quello della responsabilità colposa cd. colpa professionale ed era, quindi, raro assistere alla contestazione del reato di lesioni in forma dolosa. Ora, non è più così. Infine, non sono da sottovalutare gli effetti che il verdetto avrà sull'opinione pubblica. La sperimentazione dei farmaci sugli essere umani, infatti, riporta alla mente la tutela di un tema molto caro alla comunità, il diritto alla salute. Barbara Manzella

Tribunale di Pistoia - Sezione penale - sentenza 24 novembre 2005-20 gennaio 2006 Giudice monocratico Buzzegoli Motivi della decisione MARAZZITI Donatella è stata rinviata a giudizio dal GUP del Tribunale di Pistoia con decreto del 19/3/2004 con l'accusa di lesioni personali aggravate ai danni della minore RUOCCO Veronica. Questa, nello specifico, l'imputazione elevata a suo carico dal PM del reato di cui agli articoli 582 - 583 Cp, perché, prescrivendo alla minore Ruocco Veronica per la cura dell'obesità l'assunzione del farmaco Topamax, che costituisce terapia sperimentale, in difetto di adeguata informazione ed espresso consenso del paziente e/o esercente la potestà genitoriale, in dosaggi superiori a quelli consentiti 200 mg al giorno senza seguire il lento incremento della dose raccomandata , cagionava alla medesima lesioni personali dalle quali derivava una malattia nel corpo consistita in sonnolenza, incubi, emicrania, depressione, eccitabilità oltre ad un episodio di allucinazione consistita nell'insorgenza di calcolosi renale nonché di disturbi oculari per come rilevati alla visita del Prof. Frosini oltre a colecistopatia, lesioni di durata superiore a giorni 40 risultando tali ultime patologie ancora in corso. In Montecatini Terme dal giugno al novembre 1999. Si è ritenuto opportuno riportare per esteso l'imputazione, bollata dal difensore dell'imputata in sede di discussione finale come inaudito ed inaudibile vedremo poi con riferimento specifico a quale aspetto la difesa ha in tal modo attaccato l'accusa , perché, come condivisibilmente ha suggerito il difensore di parte civile e come del resto impone di fare al giudice l'articolo 546 co. 1 lett. e del Cpp., occorre dare conto delle ragioni della decisione in maniera chiara e soprattutto concisa, e per fare ciò è indispensabile non perdersi, come purtroppo hanno spesso fatto le parti durante la celebrazione dell'istruttoria dibattimentale, in divagazioni o ripetizioni, ma è necessario entrare immediatamente in medias res avendo sempre dinanzi agli occhi, appunto, il capo di imputazione. Una imputazione che, è inutile nasconderlo, non poteva non destare ad una prima lettura un certo stupore, quello stupore che ha fatto dire al difensore dell'imputata che si trattava di una imputazione addirittura inaudita ed inaudibile perché quello medico qui in particolare quello psichiatrico è tipicamente il campo della responsabilità per c.d. colpa professionale ed è quindi assai raro assistere alla contestazione del reato di lesioni nella forma dolosa. Sul punto torneremo più diffusamente, come è ovvio trattandosi di aspetto centrale della vicenda, nella parte finale della sentenza. Vediamo allora di rispettare il proposito di chiarezza e concisione che ci siamo prefissati, partendo dalla illustrazione di quei dati di fatto che, non essendo stati oggetto di contestazione da parte della Difesa dell'imputata, possiamo dire pacifici salvo accennare via via alle problematiche comunque connesse a dati di fatto non contestati . Gli elementi fattuali cui si allude documentati da atti acquisiti anche su accordo delle parti ex articolo 493 co. 3 Cpp. e che devono essere necessariamente elencati quali presupposti del ragionamento che successivamente andremo a fare sono i seguenti 1 la p.o. che da qui in avanti talvolta indicheremo anche con il solo nome di battesimo di VERONICA era una bambina oggettivamente affetta da obesità risulta infatti da cartelle cliniche acquisite agli atti relative a ricoveri ospedalieri precedenti al giugno del 1999 che a soli 9 anni VERONICA pesava già 74 kg, mentre al momento della prima visita della dott.ssa MARAZZITI il suo peso era arrivato addirittura a 120 kg 2 il 18.6.99 VERONICA accompagnata dalla madre TRIOLO Antonina - che si è costituita parte civile in nome e per conto della figlia minorenne - e dal di lei compagno/convivente DI GANCI Vincenzo che però nell'occasione non prese parte alla visita e rimase nella sala di attesa viene visitata dall'imputata che svolgeva e svolge tuttora la professione di psichiatra è bene subito precisare che i pazienti dell'imputata erano soltanto persone adulte e la stessa non aveva quindi una competenza specifica sui soggetti ancora in età pediatrica come pacificamente era all'epoca la p.o. nonostante il preoccupante dato ponderale segnalato. Questo è un elemento importante da tenere fin d'ora ben presente perché - come vedremo - l'imputata si è difesa, tra l'altro, sostenendo a spada tratta la correttezza del dosaggio iniziale di 200 mg/die del farmaco da lei somministrato perché, a suo dire, tale dosaggio doveva essere rapportato e commisurato al peso della bambina a prescindere cioè dal fatto che la stessa fosse comunque un soggetto ancora in età pediatrica con il relativo metabolismo come vedremo questo tipo di approccio sarà nettamente sconfessato da un coro di esperti della materia a cui dopo daremo voce, tra cui anche un teste citato dalla stessa difesa, il neuropsichiatra dott. MASI Gabriele . Su questo punto, e cioè quello della visita della bambina nello studio privato della dott.ssa MARAZZITI a Montecatini Terme e della conseguente diagnosi da lei fatta, è bene soffermarsi un attimo per chiarire alcuni aspetti e non doverci tornare sopra ulteriormente. Una questione che ha accalorato molto le parti nel corso del dibattimento ed anche dinanzi al GUP in sede di udienza preliminare e sulla quale, in particolare, molto ha insistito la Difesa dell'imputata è stata quella della correttezza o meno della diagnosi da lei effettuata. In realtà questo non sembra a chi giudica un punto di dirimente rilevanza a fini della decisione. Ma chiariamo bene per non essere equivocati. Quello che qui si vuole dire è che, al di là di tutte le animate discussioni e disquisizioni sull'argomento-diagnosi, non si ha motivo di mettere in dubbio la correttezza della diagnosi effettuata dall'imputata, e cioè che alla base del problema di obesità della bambina potessero esserci cause di tipo psichico infatti, che una bambina di 11 anni e 10 mesi questa l'età di VERONICA al momento della visita arrivi a pesare 120 kg., come tutti gli esperti ascoltati in questo processo non hanno esitato a dire indirettamente lo dice anche la madre di VERONICA in querela per risolvere i problemi di obesità ed altri caratteriali della bimba , è evidente vi siano alla base anche dei problemi di carattere psichico o psicologico in assenza questo è un dato certo oggettivamente riscontrabile dalla documentazione clinica prodotta dalle parti di specifiche cause di tipo organico malattie endocrinologiche o quant'altro di questa obesità. Ma, come si diceva, quello della correttezza della diagnosi è un punto tutt'altro che decisivo potrebbe infatti rilevare ai fini di una eventuale responsabilità di tipo colposo, ma in realtà - come oltre vedremo - rilevante sarà qui il modo di somministrazione del farmaco, cioè il dosaggio della cura a base di TOPAMAX, aspetto quest'ultimo specificamente contestato nell'imputazione a differenza della diagnosi sulla cui tanto discussa correttezza in realtà nulla viene contestato da parte del PM nell'imputazione. 3 dalla ricetta scritta su carta intestata dell'imputata v. il documento in atti datato 18.6.1999 risulta che la stessa prescrisse a VERONICA il farmaco denominato TOPAMAX con dose di esordio pari a 200 mg/die il TOPAMAX è un farmaco per la terapia aggiuntiva dell'epilessia regolarmente autorizzato dal Ministero per questa specifica patologia. È pacifico che la bambina non era affetta da epilessia quindi - è altrettanto pacifico - il farmaco venne somministrato fuori dalle indicazioni del prontuario farmaceutico si trattava cioè di un uso c.d. OFF LABEL del farmaco allo scopo dichiarato lo ammette tranquillamente l'imputata nel corso dell'interrogatorio reso dinanzi al GUP in data 19.3.2004 acquisito ex articolo 513 comma 1 Cpp. di sfruttarne uno dei possibili effetti collaterali che si è accertato essere tra gli altri vedremo poi quali il dimagrimento. Sull'uso off label dei farmaci in Italia è bene subito dare qualche riferimento normativo e deontologico al fine di chiarire entro quali confini e rispettando quali regole può muoversi il medico qualora intenda appunto fare un uso di per sé - attenzione - non vietato dalla legge di un determinato farmaco per indicazioni non previste dal foglietto illustrativo il c.d. bugiardino . A pag. 6 del documento n. 3 Agenzia Italiana del Farmaco, 2 settembre 2004 della produzione del PM ud. 8.3.2005 viene riportato il codice di deontologia medica secondo il quale articolo 12 Prescrizione e trattamento terapeutico l'uso OFF LABEL dei farmaci è consentito purché la loro efficacia e tollerabilità sia scientificamente documentata. In tali casi, acquisito il consenso scritto del paziente debitamente informato, il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorare gli effetti inoltre, sull'uso OFF LABEL è importante richiamare il contenuto rimandando alla relativa lettura del documento n. 8 della citata produzione del PM si tratta del Bollettino di informazione sui farmaci del Ministero della Sanità dal titolo significativo prescrizione di farmaci per indicazioni diverse da quelle autorizzate , in cui sono, tra l'altro, riportati i principali riferimenti normativi in materia, in particolare la legge n. 94/1998 di cui per comodità si riporta di seguito il contenuto degli articoli che qui interessano Articolo 3. Osservanza delle indicazioni terapeutiche autorizzate 1 . Fatto salvo il disposto dei commi 2 e 3, il medico, nel prescrivere una specialità medicinale o altro medicinale prodotto industrialmente, si attiene alle indicazioni terapeutiche, alle vie e alle modalità di somministrazione previste dall'autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata dal Ministero della sanità. 2 . In singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per un'indicazione o una via di somministrazione o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata, ovvero riconosciuta agli effetti dell'applicazione dell'articolo 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, qualora il medico stesso ritenga, [ in base a dati documentabili, ] che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia già approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione e purché tale impiego [ sia noto e conforme a ] lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale. Vedremo oltre se queste regole fondamentali per l'uso del farmaco OFF LABEL sono state rispettate dall'imputata nel caso in esame. 4 dopo quella la prima datata 18.6.1999 risulta presente in atti v. documentazione acquisita all'udienza 21.9.2004 soltanto un'altra ricetta, quella del 16.7.99 redatta su modulistica ASL. Anche qui è bene fare subito una puntualizzazione perché la Difesa, sul presupposto che quelle appena citate siano le uniche ricette esistenti comprovanti acquisti di TOPAMAX ha fatto un calcolo - basato appunto sul numero di scatole acquistate con queste due ricette e sulle compresse contenute in ciascuna di esse, il tutto rapportato al dosaggio pro die prescritto dall'imputata - per giungere alla matematica dimostrazione che la somministrazione del farmaco si sarebbe al massimo potuta protrarre fino alla metà di settembre del 1999 vedremo oltre la decisiva importanza che questo dato cronologico assume ai fini della prova del nesso causale tra assunzione del TOPAMAX e malattie descritte in imputazione . Orbene al riguardo è sufficiente osservare che il calcolo matematico fatto dalla difesa di per sé ineccepibile non può ritenersi dirimente ai fini della dimostrazione della durata della somministrazione del farmaco alla bambina per la semplice considerazione che non è provato che quelle sopra indicate siano state le uniche ricette avute a disposizione dalla TRIOLO e dal suo compagno quelle presenti in atti sono soltanto le uniche due ricette recuperate nel corso delle indagini e non è dunque affatto detto che non ve ne siano state altre con conseguenti ulteriori acquisti del farmaco come afferma, con sicurezza, essere avvenuto il teste DI GANCI v. infra . Sull'epoca di cessazione della somministrazione del farmaco alla bambina non può dunque essere dato peso decisivo al calcolo matematico fatto dalla Difesa perché basato sul presupposto, non dimostrato, ed anzi, come si vedrà, contraddetto da testimonianze tra loro convergenti, della oggettiva esistenza di queste due sole ricette. 5 è pacifico che non c'è stato nessun atto scritto comprovante il consenso al trattamento con TOPAMAX da parte della madre della bambina né tantomeno del padre RUOCCO Luigi all'epoca del fatto già da tempo separato dalla TRIOLO e sostanzialmente assente dalla vita familiare, tranne per il periodo in cui portò la figlia con sé al mare in Sicilia ad agosto del '99 . Tuttavia deve osservarsi ma lo vedremo meglio oltre che in questo caso il problema del consenso, contrariamente a quanto si potrebbe pensare leggendo il capo di imputazione, non è poi così decisivo ai fini della qualificazione giuridica del fatto lesioni dolose o colpose in ogni caso sembra a questo giudice di poter dire che nel caso in esame più che di assenza di consenso al trattamento con TOPAMAX in fin dei conti il farmaco è stato volontariamente acquistato e somministrato alla p.o. e non si tratta dunque - solo per fare un esempio - di un intervento chirurgico fatto all'insaputa di un paziente come dice la teste TRIOLO, e cioè la madre della bambina le fu detto genericamente dalla dott.ssa MARAZZITI che si trattava di farmaci per dimagrire , deve più correttamente parlarsi di consenso non sufficientemente informato, e cioè in altre parole non fu ben spiegata la possibile insorgenza di ulteriori effetti collaterali tenuto conto anche dell'alto dosaggio iniziale ma su questo v. infra . 6 il 10 novembre 1999 la madre TRIOLO Antonina porta VERONICA dal neuropsichiatria prof. Luigi ROSSI che, dopo avere appreso che la bambina stava facendo una cura dimagrante a base di TOPAMAX scrive una lettera indirizzata alla dietologa M. FIORITA, ma che consegna nelle mani della madre, nella quale esprime tutta la sua per usare un eufemismo forte perplessità hanno tentato di ucciderla con dei farmaci scrive il professore v. il documento acquisto all'udienza 21.9.2004 . 7 lo stesso giorno la TRIOLO, evidentemente allarmata anche da quello che aveva scritto il prof. ROSSI, sporge querela acquisita su accordo delle parti alla stessa udienza presso la Stazione CC di Firenze-Legnaia in cui dice dopo circa un mese cioè dal 18 giugno 1999 data della prima visita, n.d.r. ho notato che la bambina si addormentava spesso e si svegliava tardissimo e invece di perdere chili li aumentava . La madre - contrariamente a quanto sostenuto dalla Difesa, secondo cui la parte civile avrebbe detto in querela di avere interrotto la cura a fine agosto 1999 - non dice esattamente quando ha smesso di dare le pasticche di TOPAMAX alla figlia dal tenore della querela sembrerebbe tuttavia di capire che la cessazione della cura abbia coinciso temporalmente con la visita del prof. ROSSI, cioè, appunto, novembre 1999 io ho somministrato tali dosi a mia figlia ma notavo che la situazione peggiorava ed ho smesso di dargli tali medicine e mi sono rivolta ad un altro dottore e precisamente il prof. Luigi Rossi di Firenze . Da qui in poi si abbandona il campo dei dati di fatto obiettivi ed incontestati per affrontare gli aspetti più controversi della vicenda in cui devono essere valutate le testimonianze rese sia dai prossimi congiunti della p.o. la madre TRIOLO Antonina, il di lei convivente DI GANCI Vincenzo e il padre RUOCCO Luigi sia quelle degli insegnanti e dei medici che hanno avuto in cura la bambina, e devono inoltre essere analizzate e comparate tra loro le perizie e le consulenze tecniche che in questo processo abbondano. In particolare, un fatto che all'esito del dibattimento è rimasto incerto è se vi fu o no il tanto discusso raddoppio della dose di TOPAMAX raddoppio tra l'altro, si badi bene, non contestato nell'imputazione . Sul punto vi è incertezza probatoria perché in realtà il fatto che l'imputata ad un certo punto siamo ancora nell'estate del '99 , interpellata telefonicamente dalla TRIOLO, abbia detto di raddoppiare il dosaggio del farmaco, è si circostanza riferita dalla teste TRIOLO e che è confermata, ma de relato, visto che la fonte resta infatti sempre la TRIOLO, dal padre della bambina RUOCCO Luigi - v. pag. 297 delle trascrizioni - e dal DI GANCI , ma nella relazione del prof. ROSSI v. pag. 1 della relazione del 29.1.2001 , il quale evidentemente riporta indicazioni provenienti dalla madre della bambina, si parla solo del raddoppio della dose del FEVARIN e cioè dell'altro farmaco che la MARAZZITI aveva prescritto insieme al TOPAMAX come risulta dalla citata ricetta del 18.6.1999 e sul punto vi è conferma dell'imputata a pag. 30 dell'interrogatorio e, di conseguenza, sorge il fondato dubbio che riguardo a questo raddoppio di dose vi possa essere stato qualche equivoco. Va detto comunque, e lo vedremo meglio oltre quando parleremo del dosaggio, che l'eventuale raddoppio della dose di TOPAMAX pur, ovviamente, rilevante non ha decisiva importanza e dunque non è il caso di dilungarsi ulteriormente sulla questione. Si diceva che ci stiamo addentrando nel campo del controverso . Tuttavia possiamo anche qui fare subito chiarezza su una questione, e cioè sul problema del rapporto causale tra assunzione del TOPAMAX ed alcune delle patologie elencate nel capo di imputazione da cui è risultata affetta VERONICA ci si riferisce in particolare alla calcolosi renale ai disturbi oculari diplopia e alla colecistopatia. Infatti questo problema, alla luce di quanto illustrato in dibattimento dai testimoni/medici v. prof. FROSINI per quanto riguarda i disturbi oculari e dai consulenti tecnici delle parti in particolare v. prof. PEPEU e dott. FRANCHI e sulla base di quanto già emergeva dalla relazione dei periti FORTUNI e MICHELUCCI nominati dal GUP in sede di udienza preliminare v. pag. 20 delle relazione cit. laddove testualmente si dice > , deve necessariamente essere risolto nel senso della mancanza di prova del nesso di causalità tra assunzione del TOPAMAX da una parte e insorgenza di dette patologie dall'altra, soluzione del resto prospettata in sede di discussione finale anche dal difensore di parte civile e dallo stesso PM salvo manifestare dei dubbi per la microlitiasi renale, c.d. renella i quali, molto onestamente, non hanno potuto fare a meno di giungere a questa conclusione, essendo la stessa fondata su indiscusse basi scientifiche che non ammettono forzature di parte. Infatti, poiché vi è stato consenso unanime tra i numerosi esperti ascoltati in dibattimento sul fatto che gli effetti collaterali che si possono associare all'assunzione di TOPAMAX scompaiono al massimo dopo qualche giorno dalla cessazione della somministrazione del farmaco v. sul punto è chiarissimo lo stesso c.t. della parte civile prof. PEPEU > si parla in questo caso di un meccanismo dose-risposta o dose-dipendenza, in ciò consistendo la c.d. legge scientifica di copertura , ne consegue necessariamente che tutte le malattie manifestatesi - come appunto nel caso di VERONICA la colecistopatia calcoli biliari comparsi, come ha riferito il medico dott. PIANTINI, nel 2001 , la microlitiasi comparsa nell'estate del 2002 e la diplopia 2001 - a distanza anche di 1-2 anni dalla certa interruzione della cura a base di topiramato vedremo poi con esattezza a che epoca fa fatta risalire l'interruzione della cura sulla base delle prove testimoniali v. in particolare PIANTINI , non possono trovare una sicura spiegazione causale nell'assunzione del farmaco anche se, appunto, in astratto rientranti tra gli effetti avversi dello stesso in realtà il prof. PEPEU ha escluso nettamente che ciò sia anche astrattamente possibile per i calcoli biliari > . Qualche dubbio in più come appunto segnalava il PM può effettivamente residuare riguardo alla calcolosi renale ma, essendo il rapporto di causalità elemento oggettivo costitutivo del reato, il solo ragionevole dubbio della sua esistenza sulla base dell'evidenza probatoria disponibile impone di escludere la penale responsabilità dell'imputata del resto, le stesse parole del consulente della parte civile prof. PEPEU appaiono eloquenti al riguardo e non è quindi il caso di aggiungere ulteriori commenti > >. Altro problema è quello che riguarda l'EMICRANIA, ulteriore affezione che, secondo l'Accusa sarebbe stata causata dall'assunzione di TOPAMAX. A questo proposito la Difesa dell'imputata ha contestato in radice che l'emicrania sia da collegare causalmente all'assunzione del farmaco, perché - dice la Difesa - l'emicrania, stando anche al foglietto illustrativo, non rientrerebbe neppure in astratto tra gli effetti avversi del farmaco mancherebbe dunque una legge scientifica in grado di spiegare detto rapporto eziologico. Ora, riservandoci di tornare più ampiamente sull'argomento - decisivo - della prova del nesso causale, giova qui soltanto osservare che se è pur vero che l'emicrania non è patologia elencata nel bugiardino tra gli effetti collaterali del farmaco TOPAMAX, è altrettanto vero, come hanno ben spiegato i consulenti tecnici ascoltati in dibattimento in particolare sul punto v. dott. FRANCHI udienza 23.11.2004 , che l'azienda farmaceutica produttrice del farmaco indica gli effetti collaterali che possono manifestarsi nel caso in cui, ovviamente, si rispettino i dosaggi stabiliti nello stesso foglietto illustrativo il che significa che quando - come è accaduto nel caso di specie - i dosaggi sono di gran lunga superiori a quelli raccomandati e in relazione ai quali vengono osservati e descritti gli effetti avversi del farmaco è evidente che possono verificarsi anche ulteriori o diversi da quelli specificamente elencati nel bugiardino effetti collaterali, ed è proprio ciò che può accadere con l'emicrania secondo quanto emerge dal documento n. 3 allegato 5 della citata produzione del PM, laddove al punto 4.9, in caso di sovradosaggio, si parla appunto di possibile insorgenza di cefalea. Sgombrato il campo dalle sopra elencate patologie calcolosi renale, disturbi oculari e colecistopatia, in relazione alle quali si è già spiegato il motivo per il quale è impossibile ritenere con certezza provata l'esistenza di un nesso causa/effetto con l'assunzione del farmaco incriminato , occorre a questo punto valutare, prima ancora di stabilire se esista o meno rapporto di causalità con l'assunzione del TOPAMAX, se il quadro sintomatologico che presentava VERONICA consistito in sonnolenza, incubi, emicrania, depressione, eccitabilità oltre ad un episodio di allucinazione. costituisca MALATTIA rilevante ex articolo 582 Cp perché, è evidente, laddove si ritenga, come sostiene la Difesa, che questo quadro sintomatologico non integri stato di malattia penalmente rilevante sarebbe inutile qualsiasi ulteriore discorso sul rapporto di causalità e, ancora oltre, sull'elemento psicologico del reato, venendo in tale ipotesi addirittura a mancare l'evento costitutivo del reato. Prima di vedere cosa dicono sul punto gli esperti ascoltati in dibattimento, bisogna però verificare se vi sia la prova di questo quadro sintomatologico, e quale sia stata la sua consistenza, se, detto in altre parole, si sia effettivamente trattato non di una normale sonnolenza come ipotizza la Difesa facendo leva, tra l'altro, sulla stessa condizione di obesità della bambina ma di una sonnolenza patologica tale cioè da costituire, insieme agli ulteriori disturbi descritti in imputazione, quella alterazione funzionale dell'organismo qualificabile come malattia. Sul punto, premesso - questo va precisato - che non vi è in atti nessuna certificazione medica che attesti in maniera incontrovertibile tale stato fisico della bambina in costanza di somministrazione del farmaco, vediamo cosa è emerso dall'istruttoria dibattimentale I relazione del prof. MAURRI deceduto relazione acquisita come documento ex articolo 234 Cpp. Si tratta di un documento importante perché è stato redatto nell'immediatezza del fatto siamo nel dicembre del 1999 evidentemente raccogliendo dati esposti dalla madre della p.o. è evidente che i dati ivi rappresentati sono comunque filtrati dal resoconto della madre, ma forse più delle altre relazioni tecniche acquisite agli atti che, per così dire, intervengono dentro e per il processo, questa relazione offre un primo quadro ricostruttivo della vicenda riportando dei dati apparentemente obiettivi e genuini, più che altro su cosa avrebbe detto la TRIOLO all'epoca visto che lei era la fonte di conoscenza del prof. MAURRI, medico legale possiamo così sintetizzare il contenuto di questa relazione nella lettera di accompagnamento parla esplicitamente di COLPA del medico ricerche diagnostiche per la causa dell'OBESITA' sul punto verdi le cartelle cliniche anni '97-'98 prodotte all'udienza 21.9.2004 avevano dato esito negativo, cioè non c'erano della cause organiche della obesità ad es. disfunzioni endocrinologiche particolari la madre gli riferisce che VERONICA dopo avere iniziato la terapia non si specifica, a differenza della querela, dopo quanto tempo dall'inizio della cura questo è un elemento importante perché tutti gli esperti dicono che gli effetti collaterali insorgono in costanza di somministrazione del farmaco e scompaiono nel giro di pochi giorni dopo la cessazione della cura VERONICA cominciò a presentare crisi di sonnolenza e incubi p. 1 anamnesi patologica remota anni 7 intervento per tonsille e adenoidi intervento per strabismo congenito all'occhio sx a 6 anni dopo avere cominciato la terapia a base di TOPAMAX, VERONICA, scrive il prof. MAURRI è cambiata notevolmente di carattere, è diventata depressa con tendenza a frequenti crisi di pianto ingiustificate e nel contempo anche con tendenza a scatti nervosi con eccitabilità e irritabilità calo prestazioni scolastiche che in precedenza non era mai stato osservato. la terapia di cui parla la madre si È protratta per 3 mesi ed è stata poi interrotta per decisione dei genitori dopo consiglio di altri sanitari prof. ROSSI che visita VERONICA il 10.11.1999, n.d.r. . Quest'ultimo è un particolare molto importante in quanto offre un riferimento attendibile sulla durata della somministrazione del farmaco siamo a dicembre del 1999, ancora a caldo la querela è stata presentata il 10.11.99 , e viene spontaneo pertanto domandarsi perché mai una madre come la TRIOLO - una donna non certo dotata di sofisticato bagaglio culturale come ci si è potuti rendere bene conto durante il dibattimento - avrebbe dovuto dire al prof. MAURRI il falso sull'epoca di cessazione della cura. È sicuramente da escludere che la madre ammesso che lo sia ora fosse in quel momento al corrente della rilevanza dal punto di vista causale della durata della somministrazione del TOPAMAX in rapporto all'insorgenza e alla durata degli effetti collaterali ed è dunque impensabile, per non dire oggettivamente impossibile, che la stessa quando nel lontano dicembre del '99 riferisce al prof. MAURRI cosa è capitato nei mesi precedenti alla figlia fosse così smaliziata da protrarre ad arte la durata della somministrazione del farmaco a pag. 2 il prof. MAURRI scrive Veronica ha mantenuto un atteggiamento di distacco notevole con tendenza anche a sonnolenza è forse da qui che la Difesa trae lo spunto per affermare che siccome i sintomi la sonnolenza in particolare persistevano anche dopo la cessazione della cura, allora il TOPAMAX non può essere ritenuto responsabile della causazione degli stessi. Sul punto però la Difesa è poco convincente perché nella relazione del prof. MAURRI si parla solo di tendenza anche a sonnolenza, anche se è vero che saremmo già ad un mese di distanza dall'interruzione della cura. È necessario allora verificare - come tra breve faremo - se prima della visita del prof. MAURRI vi era qualcosa di ben più grave di quella che lui definisce una semplice tendenza alla sonnolenza. - a pag. 7 MAURRI scrive che secondo lui si è trattato di prescrizione terapeutica errata per errata diagnosi e di terapia p. 8 e parla di sicuro danno morale e di danno permanente nella sfera psichica valutato orientativamente nella misura del 5%. II testimonianze È sulle testimonianze assunte nel corso del dibattimento, più che sulle consulenze tecniche che, come oltre vedremo, offriranno a posteriori una preziosa interpretazione dei dati anamnestici disponibili , che ad avviso di questo giudice emerge la prova che VERONICA ha assunto il farmaco TOPAMAX ininterrottamente dal giugno 1999 ricordiamo che la visita della dott.ssa MARAZZITI e la prima ricetta sono del 18.6.1999 almeno fino ai primi di novembre del 1999 VERONICA nei mesi in cui le è stato somministrato il TOPAMAX presentava quel quadro patologico che poi gli esperti qualificheranno come malattia descritto in imputazione e consistente in sonnolenza, incubi, emicrania, depressione, eccitabilità oltre ad un episodio di allucinazione . Vediamo allora in dettaglio queste testimonianze, ritenendo sia opportuno, anziché farne complicate parafrasi con il rischio di imprecisioni od omissioni, riportarne per esteso i passaggi che in maniera più significativa convergono a comprovare le due circostanze sopra indicate sottolineando o evidenziando in neretto le parti ritenute più importanti . Teste TRIOLO A. udienza 21.9.2004 In particolare sul problema - molto dibattuto nel corso del processo e di centrale importanza - della durata della cura a base di TOPAMAX somministrata a VERONICA si segnalano le seguenti dichiarazioni della madre della bambina Pubblico Ministero Non c'erano. Non si potevano nemmeno ordinare? Teste Triolo A. No, m'ha detto che non c'erano la farmacia a 400 mg. Pubblico Ministero 400 mg non c'erano. Giudice Scusi signora, qui siamo arrivati alla fine di lu Pubblico Ministero Di luglio. Teste Triolo A. Sì, di luglio. Giudice Siamo alla fine di luglio più o meno. Teste Triolo A. Poi, quando m'ha aumentato la dose, io proseguivo su 400 mg di topiramato due e due e una di Fevarin la sera, cioè da 50 a 100. Pubblico Ministero Quindi si era alla fine di luglio si raddoppiano i dosaggi? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Sia per il Fevarin che per il Topamax? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Sì. Poi che succede? Teste Triolo A. Che Veronica stava male. Pubblico Ministero Cosa ci dovrebbe dire con precisione anche dei sintomi per lei non gravi, ma quali erano le ma-nifestazioni insolite o nuove o diverse dalla norma in que-sto momento. Abbiamo detto che aveva mal di testa Teste Triolo A. Mal di te Pubblico Ministero Che dormiva Teste Triolo A. Ma la cosa che mi quella quella schiuma bianca che ci usciva, cioè non m'ha fatto un attimo im-pressione, perché lì ho detto Ma che sta succedendo? Lì mi sono rivolta anche alla Simona Guerrini, all'assistenza sociale, che è una vici della USL mia per capire di chia-mare la dottoressa Marazziti, che m'aveva aumentato anche il farmaco, cioè era e la Guerrini ha telefonato e non l'ha potuta rintracciare, per capire anche se andava bene, cioè anche un'altra voce, cioè per capire se questa situa-zione doveva continuare, cioè Ho detto alla Guerrini, alla Simona Guarda, però Veronica sta male. Dice Ora la chiamiamo. E allora ha chiamato al cellulare, ma è stato difficile rintracciare la Marazziti, la dottoressa Marazziti >> Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice Cioè, queste pasticche venivano Teste Triolo A. Ma non da me però, io ho smesso. Giudice Sì, questo è chiaro, perché la bambina è andata in ferie con suo padre. Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice Ma che lei sappia suo padre, il Luigi Ruocco, con-tinuò a dare queste Topamax e Fevarin alla Veronica? Teste Triolo A. Sì. Giudice Nei dosaggi prescritti oppure no? Teste Triolo A. Non lo so, questo si deve chie si deve chiedere a Ruocco Luigi. Io c'ho detto quando Giudice Sì, va bene, glielo chiederemo, ma intanto glielo chiedo a lei se sa questa cosa o no. Cosa sa lei del mese di agosto? Cosa le disse? Teste Triolo A. Che la bambina stava male. Giudice Sì, questo l'ha già detto. Le ho fatto un'altra domanda se lei sa se il padre continuò a dargli la cura. Teste Triolo A. Sì, continuò. Giudice Sì o no? Teste Triolo A. Sì, continuò. Giudice Oppure un giorno sì e un giorno no, tutto il mese? Teste Triolo A. No, no, a me m'ha detto che continuava, poi non lo so. Giudice Questo volevo sapere. Quindi la cura continuò? Teste Triolo A. Sì, continuò, infatti si lamentava con me >> Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Casciani Ora scusi, no Pubblico Ministero, lei Sta dicendo lei A settembre-ottobre ha proseguito la cu-ra. Non è una domanda, questa è una asserzione che fa il Pubblico Ministero alla testimone. È, direi, il massimo della suggestione, perché contiene già la risposta settembre-ottobre. A ottobre la signora ancora - grazie a Dio - non c'era arrivata. Questo è un punto Giudice Va bene, allora chiediamogli quando Avv. dif. Casciani Questo è un voci sovrap. Giudice Va bene, non mi sembrava una domanda suggestiva. Non ero intervenuto. Avv. dif. Casciani Se mi fa delle domande così Giudice Va bene, allora chiediamo fino a quando ha prose-guito la cura. Vediamo un po' di chiarire. Pubblico Ministero Fino a quando ha proseguito la cura? Così va bene? Teste Triolo A. Allora, la maestra di mu la maestra di inglese si lamentava perché Veronica dormiva. Pubblico Ministero No, no, aspetti, aspetti. La domanda è fino a quando ha Teste Triolo A. Novembre. Pubblico Ministero Novembre. Si ricorda anche il giorno? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Me lo dica. Teste Triolo A. Il verso 8-9 di novembre, quando il professore di musica, dopo che abbia fatto un consiglio di classe, si sono verificati dei un episodio che Veronica È successo a scuola una delle allucinazioni, che lui mi riferiva direttamente, il professore, che Veronica è andata dalla preside a raccontarci che il professore di musica prendeva i bambini, li metteva dentro un sacchetto, li chiudeva, aspettava e poi li metteva dentro l'armadio. Aspettava il coso della spazzatura, il casso per buttarli dentro. Di là io non ho ho smesso la cura proprio, la ve-rità, proprio quando è successo questo episodio a scuola, perché mi sono impaurita. Pubblico Ministero Senta, e quindi, invece, nel mese di settembre e di ottobre, se ha smesso a novembre, ha conti-nuato o no? Teste Triolo A. A ottobre sì. Giudice Cioè, è stata ininterrotta la cura? Teste Triolo A. A novembre. Giudice No, ho detto è stata ininterrotta? Nel senso da ago lei poi la bambina è tornata dalle ferie? Teste Triolo A. Sì. Giudice A fine agosto, ho capito bene? Teste Triolo A. Sì. Giudice La cura a quel punto lei ce l'aveva sotto controllo lei, diciamo, la bambina? Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice Ha continuato a darle Teste Triolo A. Ho continuato, ho continuato. Giudice giornalmente queste pasticche fino a quella data del novembre? Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice È così? Teste Triolo A. Sì >> Con specifico riferimento alla visita effettuata presso lo studio dell'imputata il 18.6.1999 e poi sulla insorgenza e descrizione dei disturbi fisici lamentati da VERONICA e visti direttamente dalla madre durante il periodo in cui la bambina assumeva il TOPAMAX per dimagrire, si segnalano i seguenti passaggi della testimonianza TRIOLO Teste Triolo A. Sì. E io tranquillamente c'ho detto Ma dottoressa, che devo fare? Dice Lei ce ne deve dare una a pra una prima di colazione, una a pranzo, prima di pran-zo, e mezza di Fevarin alla sera. Sono andata in farmacia. Pubblico Ministero Aspetti, aspetti, prima di andare in farmacia bisogna perdere un altro po' di tempo. Prima di andare in farmacia lei avrà discusso, avrà parlato con Teste Triolo A. Mezz'ora, sì. Pubblico Ministero Mezz'ora. E la signora Marazziti cosa le disse di questa cioè, le disse Secondo me Teste Triolo A. Una è sempli è una obesità. Pubblico Ministero Un'obesità normale? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Le chiese se questa bambina quanto mangiava, cosa mangiava? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Le dette una dieta da seguire? Teste Triolo A. No, no. Pubblico Ministero E le disse che que che cos'erano que-sti farmaci? Teste Triolo A. No. Pubblico Ministero Le fece firmare un foglio dove lei Teste Triolo A. No, assolutamente. Pubblico Ministero No. Pesò Veronica? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero La pesò, sì? Teste Triolo A. Mi ricordo, sì, l'ha pesata. Pubblico Ministero L'ha pesata? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero E si ricorda anche se per caso le fin d'allora le dette un altro appuntamento Teste Triolo A. No. Pubblico Ministero per ritornare o le lasciò un recapito nel caso che lei avesse bisogno? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Sì. Cosa le disse? Teste Triolo A. No, lei m'ha c'avevo il numero io del cellulare della dottoressa Marazziti, del cellulare personalmente. Pubblico Ministero Sì, sì. Teste Triolo A. E m'ha detto dice Ora fai la cura, poi ci sentiamo, cioè il mese di poi ci risentiamo dopo. Però Veronica non è che la io la dovevo portare sempre, cioè che io ce la devo portare tutti i mesi o tutti i due mesi, no, cioè doveva fare questa cura finché non dimagriva. Questo ci siamo detti. Non c'è stato niente Pubblico Ministero Questa cura, quindi, non le disse neanche quanto tempo doveva durare? Teste Triolo A. No. Pubblico Ministero Non fece, cioè, un piano dicendo Vediamo quanti chili perde ? Teste Triolo A. No, no, no. Pubblico Ministero No. Quindi, in pratica, le disse di prendere questi farmaci? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Senza spiegarle che cos'erano? Teste Triolo A. No, farmaci per l'obesità. Pubblico Ministero Le disse che erano farmaci per l'obesità? Teste Triolo A. Sì, per dimagrire Veronica. Pubblico Ministero Sì. E Teste Triolo A. Addirittura si scherzava il fatto del costume, no? Che la dottoressa Marazziti c'ha detto a Veronica Così il prossimo anno , dice, ti metti il costume. Questa parola anche me la ricorderò sempre >> Teste Triolo A. M'allarmo quando Veronica mentre che stava prendendo le medicine è diventata signorina sotto i farmaci, aveva la febbre a 40 . Lì mi sono preoccupata di chiamare una chiamare la guardia medica, e l'ho chiamata, in cui risulta alla guardia medica anche che ho detto Mi chiamo Triolo , e ha scritto Triolo sul calendario insomma. E Pubblico Ministero Che epoca era? Se lo ricorda? Teste Triolo A. Sì. Era verso il 6, il 7 luglio la guardia medica. Pubblico Ministero Senta, quando Allora, lei poco fa ha detto che i primi di luglio è tornata dalla dottoressa Marazziti a far vedere le analisi. Teste Triolo A. Sì, sì. Pubblico Ministero Era già stata a far vedere le analisi? Teste Triolo A. Sì, sì. Pubblico Ministero Sì. Quindi lei quando vede la Marazziti va tutto bene, il 7 luglio compare il menarca e Veronica ha la febbre? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Viene la guardia medica? Teste Triolo A. E rimetteva. Giudice Non ho capito cosa ha detto, Pubblico Ministero. Compare? Pubblico Ministero Il menarca, la prima mestruazione. Giudice Sì, sì, sì, prego. Teste Triolo A. Aveva la febbre e rimetteva, era pallida e sbavava. Ma io non capivo come mai, forse era diventata signorina. Pubblico Ministero Il medico che disse? Teste Triolo A. No, c'ha fatto una puntura, una puntura per non rimettere. Non mi ricordo ora. Pubblico Ministero Una puntura per non vomitare, va bene. Teste Triolo A. Sì, sì. Non mi disse nulla. Pubblico Ministero Non le Lei gli fece vedere cosa prendeva Veronica o no? Teste Triolo A. No, perché è stato un medico, perché la guardia medica il tempo che è venuta perché io l'aspet-tavo, ho fatto tante telefonate quella sera, perché ero molto preoccupata. È venuta, ha visto la Veronica, anzi mi sembra, ora non mi vorrei sbagliare, ma è meglio non mi ricordo. Pubblico Ministero Va bene. Allora, quindi, questo primo dato. Poi che succede? La febbre va via? Teste Triolo A. Sì, la febbre poi va via. Pubblico Ministero Veronica si riprende? Teste Triolo A. Insomma. La maggior parte dormiva sempre, aveva sempre mal di testa. Pubblico Ministero Cioè, dopo questa febbre dormiva sempre durante il giorno? Teste Triolo A. Sì, rimetteva, sbavava, perché mi ricordo che i cuscini erano tutti bagnati. Pubblico Ministero E mangiava? Teste Triolo A. No. Pubblico Ministero Non mangiava nulla? Teste Triolo A. No, perché dormiva sempre. Pubblico Ministero Dormiva sempre, cioè era un sonno proprio Teste Triolo A. Profondo. Pubblico Ministero Profondo. Per quanti giorni ha dormito Veronica? Teste Triolo A. Il mese di luglio quasi sempre finché non è andata in ferie con suo padre. Pubblico Ministero Perché? Quando è andata in ferie con suo padre? In che mese? Teste Triolo A. In agosto. Pubblico Ministero Ecco. Ma vedendo questa bambina che dormiva sempre lei chiamò la Marazziti? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Quando la chiamò? Teste Triolo A. La chiamai alla fine di luglio la Marazziti, la dottoressa, che ci siamo anche sono andata io dalla dottoressa Marazziti, mi sembra, un'altra volta di luglio a prendere le medicine. Pubblico Ministero A prendere le medicine, cioè a farsi fare un'altra ricetta? Teste Triolo A. Sì, sì. Pubblico Ministero E cosa accadde in questo caso? Lei raccontò alla dottoressa Marazziti che Veronica Teste Triolo A. Sì, m'ha detto dice che era normale. Pubblico Ministero E allora lei che cosa doveva fare? Lasciarla dormire? Cosa le disse? Teste Triolo A. M'ha detto che erano gli effetti normali. Pubblico Ministero Normali? Teste Triolo A. Cioè, normale. Poi Veronica Pubblico Ministero Pensò di aggiustare i dosaggi o no? Teste Triolo A. No, no. Pubblico Ministero Cosa ci dovrebbe dire con precisione anche dei sintomi per lei non gravi, ma quali erano le manifestazioni insolite o nuove o diverse dalla norma in questo momento. Abbiamo detto che aveva mal di testa Teste Triolo A. Mal di te Pubblico Ministero Che dormiva Teste Triolo A. Ma la cosa che mi quella quella schiuma bianca che ci usciva, cioè non m'ha fatto un attimo impressione, perché lì ho detto Ma che sta succedendo? Lì mi sono rivolta anche alla Simona Guerrini, all'assistenza sociale, che è una vici della USL mia per capire di chiamare la dottoressa Marazziti, che m'aveva aumentato anche il farmaco, cioè era e la Guerrini ha telefonato e non l'ha potuta rintracciare, per capire anche se andava bene, cioè anche un'altra voce, cioè per capire se questa situa-zione doveva continuare, cioè Ho detto alla Guerrini, alla Simona Guarda, però Veronica sta male. Dice Ora la chiamiamo. E allora ha chiamato al cellulare, ma è stato difficile rintracciare la Marazziti, la dottoressa Marazziti >> Giudice Quindi ora vediamo, allora, di precisare. Pubblico Ministero Allora, diciamo prima lei a settembre-ottobre ha continuato la cura? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Senta, e come stava? Cioè, la Veronica in questo periodo ulteriore aveva sempre lo stesso comportamento come a luglio e ad agosto - e sentiremo il padre per il periodo di agosto - o ha cominciato, ha fatto qual-cosa di ancora nuovo? Teste Triolo A. No, quell'episodio di allucinazioni Pubblico Ministero No, prima dell'episodio di allucinazione. Da quando torna dal mare fino all'allucinazione cosa accade a Veronica? Teste Triolo A. Sì, aveva sempre questi problemi di formicolio alle braccia, si addormentavano le braccia, le gambe, rimetteva, sbavava, tutti mal di testa. Era Pubblico Ministero Ma sbavava anche quando era sveglia? Teste Triolo A. Sì, usciva della schiuma bianca, tipo Giudice Anche da sveglia? Pubblico Ministero E poi? Teste Triolo A. E poi ringraziamo a novembre ho smesso la cura. Pubblico Ministero Sì, ma prima scusi signora. Ma aveva un comportamento diverso dal suo solito? Teste Triolo A. Sì, sì, era strana, perché Pubblico Ministero Cioè? Teste Triolo A. M'hanno riferito, anche Di Gangi, il periodo di ottobre che Veronica, insomma, era giorno e diceva buonanotte , ma io sinceramente non c'ho non c'ho creduto, pensavo che Veronica scherzava, cioè i bambini Cioè, non pensavo mai che era collegato a questo, cioè ma sai, cose di bambini, la Veronica sta scherzando. Poi mi riferì anche su pioveva un giorno e lei viaggiava sotto la piog-gia tutta ma io non ci die non ci diedi peso, perché pen-savo che erano cose di bambini sai, stava giocando. Sai, la Veronica, siccome è stata sempre una una ragazza gio-cherellona pensavo proprio a questo. Non credevo mai che Veronica quelle medicine davano questi effetti. Pubblico Ministero Ma secondo lei a lei parve che le facoltà mentali di Veronica fossero alterate o no? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Perché? Cioè, cosa le sembrava? Oltre al sonno dico. Teste Triolo A. Era diversa, era molto strana. Pubblico Ministero Cioè? Teste Triolo A. Giusto giusto quando ho sospeso la pasticca. Pubblico Ministero Prima di sospendere la pasticca bisogna ecco, bisogna chiarire. Strana che vuol dire? Voglio dire Teste Triolo A. Quando diceva quelle cose, sinceramente, anche il mese di ottobre pensavo che Veronica, quando me l'ha detto anche Di Gangi pensavo che scherzava la Veronica quando mi diceva buona di giorno mi diceva buonanotte . Pensavo che scherzava, non ci diedi tanto peso. Pubblico Ministero Sì, ma lì non ci diede tanto peso. Ma oltre a dire buonanotte anziché buongiorno che cos'altro notò? Dunque, intanto Teste Triolo A. Dei cambiamenti di Veronica. Pubblico Ministero Quali? Teste Triolo A. Di personalità. Pubblico Ministero Cioè? Era più allegra, più triste, più arrabbiata? Teste Triolo A. No, triste, triste. Pubblico Ministero Provi a Teste Triolo A. Era giù proprio. Non lo so, mi faceva un po' tutta addormentata, cioè tutta stravolta, anche quando io la svegliavo lei si innervosiva, cioè c'era un la turbavo, poi, quando la svegliavo nel sonno. Non voleva era aggressiva. Pubblico Ministero Era aggressiva. E prima non era aggressiva Veronica? Teste Triolo A. No, no. Pubblico Ministero No. Continuava a frequentare gli amici in quel periodo? Teste Triolo A. Quel periodo? No. Pubblico Ministero I suoi amichetti. Teste Triolo A. Perché stava sempre male. Pubblico Ministero E a casa? Scusi, a scuola come come andò voci sovrap. la scuola? Teste Triolo A. Malissimo, perché mi litigavo anche con le maestre, perché s'addormentava sui banchi. Pubblico Ministero E quindi Teste Triolo A. E si lamentavano con me e mi dicevano già all'inizio della scuola, a ottobre, che la Veronica sarebbe stata già bocciata se continuava così. Ma non era Giudice Perché dormiva sul banco, ha detto? Teste Triolo A. Sì, sì >> Sulla visita del prof. L. ROSSI del 10.11.1999 Teste Triolo A. Allora, prendo la bambina, che non stava bene. C'ho detto a Vincenzo di Gangi di accompagnarmi a Prato, perché il professore, non so, va su appuntamenti quando fa l'ambulatorio. Quel giorno si trovava a Prato. Porto la Veronica, che stava male, il professore ci ha ricevuto subito e mi ha detto anche di portare dei farmaci la sera del telefono. Pubblico Ministero Sì. Teste Triolo A. Di portarceli a lui, però non mi aveva detto niente. Arrivando all'incontro Pubblico Ministero Mi scusi, scusi se la interrompo. Lei al telefono aveva detto a Luigi Rossi quali farmaci stava dando? Teste Triolo A. Sì no, l'ha voluto sapere lui. Pubblico Ministero L'ha voluto sapere lui? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero E lei, quindi, gli ha letto il nome di questi farmaci? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Bene. Teste Triolo A. Allora prendo i farmaci che c'avevo ancora, li portai dal professore. Ha visitato subito Veronica, s'è messo le mani nei capelli, perché era in condizioni male. Ha prescritto un ansiolitico, Anseren mi sembra, da 15 mg per Veronica. Ha preso quei farmaci, sia topiramato che Fevarin, e l'ha buttati dentro la spazzatura. E mi scrisse una lettera da consegnare alla dottoressa Fiorito. Pubblico Ministero Dottoressa ? Teste Triolo A. Fiorito. Pubblico Ministero Fiorita. Che le disse chi era la dot-toressa Fiorita? Teste Triolo A. Una per l'obesità. Pubblico Ministero Una una dottoressa per l'obesità? Teste Triolo A. Per l'obesità. Pubblico Ministero E a lei che disse a parte la lettera, che poi ora la vedremo? Ma a lei cosa disse il professor Rossi? Teste Triolo A. Che era da pazzi somministrare quei farmaci a una bambina, ma non m'ha detto né epilessia cioè, ha preso questi farmaci, poi l'ha scritto sulla lettera, su che erano antiepilettici. >> Sugli ultimi contatti avuti con la MARAZZITI e sull'evolversi della situazione psico/fisica di VERONICA dopo la cessazione della cura a base di TOPAMAX Teste Triolo A. Non me lo ricordo, non me lo ricordo. Giudice Cioè, lei faccia questo Teste Triolo A. Settembre Giudice Lei ha detto i primi di novembre interrom 8-9 novembre c'è l'episodio dell'allucinazione Teste Triolo A. Settembre, non me lo ricordo. Il mese di settembre. Giudice Cioè, lei da settembre poi non aveva più avuto contatti diretti con la Marazziti? Teste Triolo A. No, mi sembra di no. Mi sembra di no. Giudice Neppure quando ci fu l'episodio dell'allucinazione che interruppe Teste Triolo A. No, no, no. Giudice Non ebbe più Quindi gli ultimi contatti li ha avuti a settembre del '99? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Bene. Senta, a questo punto Veronica, sospesi i farmaci, migliora? Passano questi sintomi? Teste Triolo A. Piano piano. Pubblico Ministero Eh? Teste Triolo A. Piano piano. Pubblico Ministero Piano piano. Quand'è che i sintomi relativi alla sonnolenza - diciamo, via, con una sola parola, allo stato psichico - se ne vanno? Dopo quanto tem po? Teste Triolo A. Ma sinceramente Veronica problemi ce n'ha fino a oggi. Pubblico Ministero Sì, ma diciamo la sonnolenza e il vomito e le allucinazioni. Teste Triolo A. Mesi, mesi. Pubblico Ministero Mesi? Teste Triolo A. Tanti mesi, sì, perché poi doveva prendere anche una pasticca del professor Rossi la sera, ma anche quando ha avuto che la Guerrini mi mandò questa ragazza per tutto il tempo della scuola la Veronica, quando arrivava la ragazza, già dormiva, che stava ci faceva mi ac-cusava sempre questo mal di testa. Era insomma, per ri-prendersi c'è stata parecchio. Pubblico Ministero Ho capito. Giudice Quindi, parecchio quanto? Ha detto mesi, quindi Teste Triolo A. Mesi e mesi, sì. Giudice Cioè, ecco, più o meno - per darci un'idea - lì siamo a dicembre, va bene? Teste Triolo A. Otto-nove mesi. Giudice Lì siamo ai primi di dicembre. Teste Triolo A. Otto-nove mesi. Giudice Cioè, si arriva fino all'estate del 2000? Teste Triolo A. Fino all'estate s'arriva, sì. Fino all'e-state. Giudice Con questa situazione sempre che c'ha descritto prima Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice di, chiamiamolo, malessere, ma insomma Teste Triolo A. No, non come prima, cioè come quando prendeva i farmaci, cioè che sonnolenza, mal di testa. Giudice Diciamo così, per capirci Teste Triolo A. Però più sveglia, cioè però si svegliava. Giudice La fase più acuta di questo malessere lei nota che termina quando rispetto ai primi di dicembre? Se nota Teste Triolo A. Nell'estate, prima che arrivava l'estate. Pubblico Ministero Ecco. Ma a scuola, ad esempio, quando Veronica rinizia a seguire senza addormentarsi sul banco? Teste Triolo A. A gennaio. Pubblico Ministero A gennaio quindi? Teste Triolo A. Quando aveva smesso i farmaci, poi, si svegliava la mattina. Pubblico Ministero Sì. E era andava bene a scuola? Teste Triolo A. Insomma, andava a migliorare, perché la ragazza l'aiutava tantissimo e anche la Guerrini ci parlava tantissimo per riuscire almeno a andare a fare qualcosa per la scuola. Pubblico Ministero Sì. Ascolti, e a scuola ha avuto più comportamenti Teste Triolo A. No, no, mai più. Pubblico Ministero Mai più? Teste Triolo A. Mai più. Pubblico Ministero Senta Teste Triolo A. È stato l'ultimo episodio del professore di musica. Pubblico Ministero Sì, del professore di musica. Giudice Quello che c'ha già descritto? Pubblico Ministero Sì. Giudice Quello dell'allucinazione? Teste Triolo A. Sì >> Teste Triolo A. E che la devo chiamare a fare? Avv. P.C. Cianferoni Però la bambina stava male? Teste Triolo A. Eh sì! E poi quando ce lo dicevo m'ha aumentato la dose, cioè quando stava male, allora a questo punto io mi sono Avv. P.C. Cianferoni Ecco, cioè chiarisca questo rapporto. Teste Triolo A. Sì, a questo punto io ho creduto Giudice Scusi signora, lei ha risposto all'avvocato così. Magari veniva spontaneo pensare il contrario, no? Teste Triolo A. Sì. Giudice Dice Anzi, sono ancora più arrabbiata, la chiamo. Teste Triolo A. Ma che devo fare? Mi devo rovinare per la Marazziti? Giudice Quindi lei dà questa spiegazione, dice Io ho voluto interrompere Avv. dif. Casciani Fuori micr. Giudice Settembre '99. Teste Triolo A. Settembre. Insomma, a 'sto punto io sono andata dietro sia al professor Luigi Rossi, sia al mio dottore. Giudice Rossi, però, interviene Avv. P.C. Cianferoni A novembre. Giudice A novembre? Teste Triolo A. Sì, a novembre. Giudice Quindi c'è questo periodo diciamo, diciamo c'è tutto ottobre in cui lei non ha contatti con la signora la dottoressa Marazziti. Teste Triolo A. Io ce l'ho detto settembre-ottobre, cioè Avv. P.C. Cianferoni Il giorno preciso non siamo in grado di stabilirlo, comunque diciamo che quando va dal Rossi quanto tempo era che non si sentiva con la Marazziti? Teste Triolo A. Due mesi. Avv. P.C. Cianferoni Va bene. Teste Triolo A. Due mesi, un mese, io che ne so? Io non è che sono passati cinque anni, avvocato >> Teste Triolo A. No, no, c'è certificazioni. Avv. dif. Casciani Quali? Teste Triolo A. Del dottor Piantini. Io a novembre mi sono rivolta pure al mio dottore. Avv. dif. Casciani No, no, a nove sì, a novembre. No, no, ma dico siccome questi episodi di cui lei parlava febbri, diciamo questa bava alla bocca, insomma episodi anche piuttosto importanti per una ragazzina come la sua Teste Triolo A. Sì, sì. Avv. dif. Casciani Lei in questo periodo di tempo, in questi quattro mesi e mezzo non chiama nessun medico a casa sua? Teste Triolo A. No, che ricordo io no. Avv. dif. Casciani Non chiama nessuno. Giudice A parte l'episodio della guardia medica. Avv. dif. Casciani A parte l'episodio della guardia medi-ca, sì. Teste Triolo A. Sì, che me lo sono ricordato a circa ? di anni, perché è stato una cosa Avv. dif. Casciani Come? Teste Triolo A. Mi sono ricordata questo particolare della guardia medica, per questo sono andata a ricercare Avv. dif. Casciani Sì, no, ma a parte gli anni. Ma voglio dire la guardia medica è già uno sforzo di memoria che lei ha fatto, non c'è dubbio. Ma dico altre altre convocazio-ni, altri medici in questi quattro mesi Teste Triolo A. Che ricordo io Avv. dif. Casciani Non ci sono? Teste Triolo A. Può darsi che mi sbaglio. Avv. dif. Casciani Non ci sono state? Teste Triolo A. No. Avv. dif. Casciani Bene. E questa era una cosa che le volevo Seconda cosa lei ha detto stamani mattina, se non ho capito male, che da settembre lei ha interrotto i rapporti con la professoressa Marazziti. Teste Triolo A. Io non ricordo. C'ho detto settembre-ottobre, non mi ricordo. Se una cosa non mi ricordo Giudice Sì, lei ha detto settembre. Teste Triolo A. Settembre-ottobre, ho detto anche ottobre. Avv. dif. Casciani No settembre-ottobre. Ora potrebbe dire settembre, ottobre, novembre. Stamani mattina Teste Triolo A. No, ho detto anche ottobre, settembre-ottobre. Avv. dif. Casciani Scusi, stamani mattina ha detto settembre. Teste Triolo A. C'è una registrazione, poi la Giudice Settembre voci sovrap. Avv. dif. Casciani Sì, c'è la registrazione, ecco. Perché ha rotto questi rapporti nel settembre? Teste Triolo A. No, io non ho rotto questi rapporti, cioè io continuai a darci la cura e poi se ho telefonato se ci fosse l'occasione di riprendere tutte le mie telefonate sarebbe un bel successo, avvocato Casciani. Avv. dif. Casciani No, dico lei ha detto stamani che nel settembre ha interrotto i rapporti, quindi non ci sono Teste Triolo A. No interrotto perché abbiamo avuto Avv. dif. Casciani Non ci sono ci sono state telefonate sue alla dottoressa Marazziti dopo il settembre? Teste Triolo A. Io non ricordo. Io c'ho detto io mi ricordo settembre-ottobre. Non ricordo, però se ci fosse la possibilità di avere il mio cellulare, a meno che esista fino a oggi Avv. dif. Casciani Signora, lei non mi deve mi perdoni. Teste Triolo A. Voci sovrap. Avv. dif. Casciani Lei mi deve dire Stamani risulta dal verbale che lei ha dichiarato che nel settembre del '99 ha interrotto i rapporti con la Teste Triolo A. Settembre-ottobre, avvocato. Avv. dif. Casciani Settembre-ottobre, benissimo. Vorrei capire perché. Ci dica perché lei ha sospeso questi rapporti. Teste Triolo A. Cioè, un Avv. dif. Casciani Perché già perché già sapeva di questa cosa? Non lo so. Teste Triolo A. No, no. Avv. dif. Casciani No, non aveva nessun sospetto sul topi-ramato? No? Teste Triolo A. No, ma io non ho mai saputo io fino a og-gi controllo il topiramato, avvocato. Avv. dif. Casciani Sì. Allora Teste Triolo A. Faccio indagini fino a oggi di mamma. Avv. dif. Casciani Allora perché Lei si era affidata il 18 giugno del '99 alla dottoressa Marazziti, sospende Teste Triolo A. Perché era brava. Avv. dif. Casciani scusi, i rapporti nel settembre-ottobre. Teste Triolo A. Non è che l'ho sospesi perché non la volevo rivedere più alla Marazziti. Poi sono cioè, a no-vembre, a ottobre, a dicembre, pertanto la dottoressa Ma-razziti la cura la Veronica ce l'aveva e la doveva conti-nuare. Avv. dif. Casciani No. Teste Triolo A. Cioè, non so se ce l'ho chiamata, non l'ho chiamata. Io non me lo ricordo. Avv. dif. Casciani Cioè, lei quindi non si ricorda se l'ha chiamata o non l'ha chiamata, quindi nel settembre-ottobre lei non può dirci se Teste Triolo A. Avvocato, sarei una maga. Se ci dico che non me lo ricordo perché devo dire bugie se non me lo ricordo? Giudice Ci mancherebbe altro, dice che non se lo ricorda. Teste Triolo A. Non me lo ricordo, signor Giudice. Giudice Siccome stamattina aveva detto che aveva inter-rotto, sembrava d'aver capito, ogni tipo di rapporto Teste Triolo A. No interrotto che abbiamo litigato oppure No, no, no fine di rapporto. Giudice Va bene, ma interrompere i rapporti significa semplicemente Teste Triolo A. No, la bambina era sotto sempre sotto cura. Può darci che ci ritornavo a dicembre, a gennaio, a maggio, cioè non è che s'è litigato. Eravamo in Giudice No, ma nessuno le ha chiesto Teste Triolo A. Con la dottoressa Marazziti non c'è stato nessun litigio, nessun Giudice Ma nessuno gliel'ha chiesto. Teste Triolo A. Non l'ho più sentita di quando che è successo che cosa è successo. Non l'ho più risentita. Avv. dif. Casciani Ecco, benissimo, allora era tutto normale. Teste Triolo A. Per me era tutto normalissimo. Avv. dif. Casciani Era tutto normale. Allora, il 10 di novembre lei va dal professor Rossi, va bene? Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Casciani Ma prima, dato che questi rapporti erano sempre normali, non ha più sentito per telefono la dottoressa Marazziti? Non ha chiesto a lei Teste Triolo A. No, a novembre proprio Avv. dif. Casciani No? Va direttamente da Rossi? Teste Triolo A. Sì, ma si avvocato Casciani, ascolta me. Anche il professor Luigi Rossi di quello che mi ha scritto non sembrava che lei io ho creduto magari. Io c'avevo sempre il mio dubbio di mamma, cioè io ho fatto intervenire altri dottori per vedere se il professor Luigi Rossi abbia detto quello che è verità, perché io non potevo crederci a una storia del genere. Ancora oggi non sono convinta a tutto questo. Avv. dif. Casciani Il prima del 10 di novembre, prima che parlarne con il professor Rossi, lei aveva parlato per caso con il medico di base dottor Piantini? Teste Triolo A. No, io avevo chiamato l'assistenza sociale quando la bambina stava male e poi se l'ha chiamato l'assistente sociale non lo so. Poi sarà il signor Giudice a chiedere all'assistente sociale. Non me lo ricordo. Avv. dif. Casciani Quindi allora, diciamo, c'è questa vi-sita della dottoressa Marazziti il 18 di novembre, c'è il 10 novembre il 18 giugno, poi c'è il Rossi. Ma nel frat-tempo con altri medici lei non ha parlato, è così? È così? Teste Triolo A. Se ricordo Avv. dif. Casciani Se ricorda. Teste Triolo A. Io non posso ricorda' tutto >> Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani Sì, ecco. E questi sintomi continuano durante tutto il mese di luglio mi pare? Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani E anche durante il mese di agosto quindi? Quando Veronica torna dalle vacanze sta sempre male, anche in settembre? Teste Triolo A. Quando ha cominciato la scuola? Avv. dif. Padovani Non lo so quando ha cominciato la scuo-la. Pubblico Ministero Quanto torna dalle vacanze. Avv. dif. Padovani Quanto ritornò dalle vacanze, cioè quando lei la riprese in consegna, ecco, quando ritornò a stare con lei. Teste Triolo A. Sì, mi sa che l'ho portata due giorni in piscina. Non mi ricordo dove l'ho portata la Veronica, in un ma ho visto che non la Veronica ancora non stava stava male. Mi ricordo che sia andata in qualche posto due giorni. Ora non mi Avv. dif. Padovani E continuava a stare male come stava male in luglio o diversamente? Non ho capito questo. Teste Triolo A. No, aveva i sintomi Avv. dif. Padovani Cioè, a settembre era come in luglio? Teste Triolo A. I sintomi erano sempre uguali. Avv. dif. Padovani Cioè, lei la lascia in luglio con questi sintomi e la ritrova a settembre con gli stessi sinto-mi? Teste Triolo A. Non aveva la febbre. Avv. dif. Padovani Come? Teste Triolo A. La febbre non l'aveva. Avv. dif. Padovani A parte la febbre diciamo. Lasciamo stare la febbre, che è un capitolo, diciamo, un po' isola-to, ecco. Sappiamo che c'è stato, ma lo mettiamo lì. Ma il resto che lei ci ha detto, cioè il mal di testa, il vomito, la schiuma alla bocca, ecco, questi sintomi mi pare di non dimenticarne nessuno o ce n'è degli al ah, la stanchezza. Giudice La sonnolenza. Avv. dif. Padovani Il pallore, la sonnolenza. Teste Triolo A. Che è il pallore? Avv. dif. Padovani Il pallore, cioè il viso pallido, il pallore in viso e poi anche la tendenza a dormire molto a lungo. Ecco, lei ci ha detto che i primi di luglio nota in Veronica questi sintomi. Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani E durano tutto il mese di luglio? Teste Triolo A. Hanno durato a settembre anche, anche a novembre. Avv. dif. Padovani Sì, ho capito. Poi sì, dico poi la bimba va in vacanza con il padre e ritorna da lei. Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani Lei la ritrova come l'ha lasciata? Cioè, l'ha lasciata a luglio con questi sintomi e a settem-bre la ritrova tale e quale? Glielo chiedo, non lo so. Teste Triolo A. Io la ritrovo tale e quale. Avv. dif. Padovani Tale e quale, questo volevo sapere. Lei la ritrova tale e quale, cioè la bimba è com'era a luglio? Giudice È così? Teste Triolo A. Eh? Giudice È così? Teste Triolo A. Sì, sì. Avv. dif. Padovani È così. Dopodiché lei continua la cura che le era stata Teste Triolo A. Ma io ho continuato sempre la cura, come m'ha detto la dottoressa Marazziti io ho sempre fatto. Avv. dif. Padovani D'accordo, io le chiedo per sapere. Lei continua la cura a settembre e la bimba continua a star male esattamente negli stessi termini, cioè continua a dormire? Teste Triolo A. Sui banchi di scuola con Avv. dif. Padovani Continua ad avere la schiuma Teste Triolo A. Continua a dormire sui banchi di scuola. Avv. dif. Padovani Quando va a scuola Teste Triolo A. Continua a tirarci il diario alla maestra di scuola, continua a succedere casino a scuola. Avv. dif. Padovani Continua, poi, ad avere la schiuma alla bocca? Teste Triolo A. No, a scuola io non l'ho vista la schiuma. Avv. dif. Padovani No, in casa, quello che lei ha visto, non quello a scuola lei non c'era, ma in casa Teste Triolo A. Sì, sbavava. Avv. dif. Padovani Sbavava in casa? Teste Triolo A. No, sbavava cioè, io trovavo il cuscino tutto bagnato, cioè Avv. dif. Padovani Quindi continuava ad avere queste Giudice Durante il sonno quindi? Teste Triolo A. Sì, durante il sonno. Avv. dif. Padovani E faceva fatica a svegliarsi e aveva sempre mal di testa? Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani Quindi lei la ritrova a settembre nella stessa situazione di luglio. E per quello che lei sa da quello che le è stato riferito dal padre di Veronica d'agosto la situazione era la stessa, per quel che lei sa per averlo sentito dal padre? Teste Triolo A. Punto e daccapo. Siamo punto e daccapo, era sempre simile. Avv. dif. Padovani Sempre la stessa cosa. E lei Teste Triolo A. Non c'aveva la febbre, ma aveva mal di testa e Giudice Cioè, tutti questi sintomi glieli aveva riferiti anche il marito? Teste Triolo A. Sì, sì. Giudice Che erano successi nel Teste Triolo A. Anche a scuola me l'avevano riferito. Giudice No, nel periodo di agosto si sta dicendo. Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani Ho capito. Teste Triolo A. Anche a scuola s'addormentava sui banchi e ci tirava le Giudice D'agosto ora a scuola Teste Triolo A. No, a settembre. Giudice Sì, no, stiamo parlando d'agosto, del periodo in cui lei non la vede. Per un mese intero non l'ha vista lei la bambina? Teste Triolo A. Mi sembra, ora non mi ricordo quand'è rientrata. Non me lo ricordo. Giudice Comunque, nel periodo in cui era con il padre al mare Teste Triolo A. Sì. Giudice quindi il padre le ha raccontato che soffriva degli stessi sintomi che ci ha descritto? Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani Ho capito. E lei, come diceva rispondendo poc'anzi all'avvocato Casciani, però non sente nessun medico per vedere da che cosa dipendesse questa situazione? Teste Triolo A. Ma erano normali. Avv. dif. Padovani Come? Teste Triolo A. Mi sembrava erano normali normali, come mi aveva detto la dottoressa Marazziti. Avv. dif. Padovani Che cosa le aveva detto? Teste Triolo A. Che è una cosa normale. Avv. dif. Padovani Cioè, che questi Teste Triolo A. Che non mi dovevo preoccupare. Avv. dif. Padovani Quando gliel'aveva detto? Teste Triolo A. Me l'aveva detto a me il mese di luglio, poi a agosto me l'ha ridetto, che io telefonai al padre. Al padre c'ho telefonato, il padre si lamentava con me. Il padre poi io c'ho dato il numero di telefono di del pa-dre. C'ho dato il numero e ha telefonato pure al padre la dottoressa Marazziti. C'ho il numero del padre, se volete fare una verifica Avv. dif. Padovani Quindi la dottoressa Marazziti ha tele-fonato al padre? Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Padovani E lei, però, per quello che ha sentito lei avendo parlato personalmente Teste Triolo A. Io mi fidavo veramente della dottoressa Marazziti. Avv. dif. Padovani Sì, sì, non ne dubito. Teste Triolo A. Mi sono fidata, fino a novembre io mi sono fidata alla dottoressa Marazziti. Avv. dif. Padovani E perché in seguito improvvisamente questa fiducia è venuta meno? Perché lei veramente c'ha detto che i rapporti Teste Triolo A. Perché quando io ho saputo, scusi, che mia figlia quando Scusa, secondo lei Lei c'ha un figlio, lo porta a scuola, il professore di musica ci racconta questo e quello. Lei non fa la prova a levarci i farmaci se fosse un padre? Lei io penso che un avvo anche un avvocato, anche, boh, qualsia anche uno spazzino, anche uno che lava i vetri in mezzo alla strada pensa di salvare il figlio per vedere se il problema è quello >> Teste Triolo A. Sì, settembre. Pubblico Ministero Sì. Veronica sta ancora male o no? Teste Triolo A. Sì che sta male. Pubblico Ministero Sta male. Ora si è parlato qui - lei oggi c'ha descritto alcuni sintomi poi - di una sonnolenza. Ma mi spiega per bene? Veronica aveva sonnolenza come ho io quando non ho dormito abbastanza, che sono un po' eh? Teste Triolo A. No. Pubblico Ministero No. Io voglio scusi, si fa per allentare la tensione. Io voglio che lei ci spieghi se Veronica aveva una sonnolenza o se aveva o se dormiva, perché sono due concetti molto diversi. Teste Triolo A. Sonnolenza. Pubblico Ministero Sonnolenza. Si addormentava? Teste Triolo A. Si addormentava tutto a un tratto anche sui banchi di scuola. Pubblico Ministero Allora questa non è sonnolenza, appunto, perché io, come vede, non batto la testa sul tavolo anche se ho sonno. Allora, si addormentava improvvisamente? Teste Triolo A. Improvvisamente. La portavo a scuola Giudice Questo l'ha visto lei anche in casa? Teste Triolo A. No, no, a scuola. Me l'hanno riferito a me questo problema di scuola. La maestra Giudice Queste sono cose che succedevano a scuola? Teste Triolo A. Sì, sì, questo episodio di scuola a ottobre, quando succedeva a scuola a settembre-ottobre. L'insegnante di inglese Giudice Però questi colpi di sonno improvvisi, signora Teste Triolo A. C'ha un Giudice Cioè, lei non li ha mai visti, lei con i suoi occhi? O li ha visti perché succedevano anche in casa? Teste Triolo A. No, in casa io quando lei non si svegliava era a letto, s'addormentava e non si svegliava. La chiamavo. Giudice Sì, ma Pubblico Ministero Ecco. Ma non si svegliava quando, si-gnora Triolo? Non si svegliava mai o non si svegliava pre-sto? Teste Triolo A. Sì, si sve Pubblico Ministero Cioè, ci faccia capire. Teste Triolo A. Riuscivo a svegliarla, ma quando la svegliavo anche verso le l'una, mezzogiorno, lei tipo si arrabbiava, cioè lei non voleva voleva stare a dormire. Pubblico Ministero Ecco, si arrabbiava. E poi che succede-va? Teste Triolo A. Il mangiare me lo rifiutava. Pubblico Ministero E dove si metteva? Stava sveglia o si riaddormentava? Teste Triolo A. Si riaddormentava. Pubblico Ministero E fino a che ora dormiva? Teste Triolo A. Fino alle cinque, alle cinque di sera. Pubblico Ministero E poi alle cinque si svegliava? Teste Triolo A. Si svegliava, poi la sera stava cioè, quando Ci dicevo Andiamo giù a giocare nel giardino , che infatti il Di Gangi l'ha visto, che mi ha riferito anche il Di Gangi insomma. Io che non ci credevo anche a questa storia. Pubblico Ministero No, io lo voglio capire, perché una cosa è avere una bambina che ha sonnolenza, una cosa è ave-re una bambina che dorme tutto il giorno o quasi tutto il giorno come Teste Triolo A. No, tutto il giorno. Pubblico Ministero Eh? Teste Triolo A. Tutto il giorno. Pubblico Ministero Tutti i giorni, ma Teste Triolo A. Fino alle cinque del pomeriggio lei dor-miva. Pubblico Ministero Quindi stava sveglia quante ore la Ve-ronica? Teste Triolo A. Poco. Pubblico Ministero Poco quanto? Due, tre, quattro Teste Triolo A. Tre-quattro ore. Pubblico Ministero Tre-quattro ore. E poi riattaccava a dormire e via? Teste Triolo A. Sì. Pubblico Ministero Quando Giudice Quindi quando lei scusi, volevo capire. Quando lei dice Andavo a svegliarla a mezzogiorno, all'una , significa che stava dormendo dalla sera prima oppure che Teste Triolo A. Sì, sì, stava dormendo già ancora della sera prima. Giudice Cioè, era la dormita ancora della notturna, diciamo così? Teste Triolo A. Quando trovavo i cuscini bagnati. Giudice Ho capito >> Avv. P.C. Cianferoni Una cosa sola di questo tipo signora Triolo, io vorrei capire se per tutto il tempo che ha preso i farmaci la Veronica lei si è attenuta a quanto ricevuto, detto dalla dottoressa Marazziti. Teste Triolo A. Sì, sì. Avv. P.C. Cianferoni Questo volevo capire. Poi volevo capire quale sintomo per lei fa scattare la molla, dice Mia figlia è malata. Capito cosa voglio chiedere? Teste Triolo A. Mi spiega, avvocato? Avv. P.C. Cianferoni Cioè, a dire noi abbiamo sentito quello che succedeva alla Veronica. In che momento c'è qualcosa che le fa pensare e decidere dice Adesso devo andare in un dottore, Marazziti o non Marazziti. Teste Triolo A. No, non c'avevo pensato nemmeno a andare a un dottore. Avv. P.C. Cianferoni Esatto, questo s'è capito. Teste Triolo A. Io io Avv. P.C. Cianferoni Perché? Perché non c'ha pensato? Teste Triolo A. Ma non c'ho pensato, perché io pensavo al professore di musica, cioè tutto In mente mia c'era il professore di musica, di quello che m'aveva detto, cioè io sono rimasta sul professore di mu Se la Veronica non mi rompeva nulla, cioè era tranquilla, ma Veronica io non chiamavo il professor Luigi Rossi alle dieci, alle undici la sera non so che ore erano, era tardi, che Veronica gridava che voleva voleva i farmaci, cioè che voleva que-sti che voleva un'altra volta i farmaci. Io non ce l'ho voluti dare. Avv. P.C. Cianferoni Quindi questo mi ha risposto da che momento in poi decide di andare dal dottore. Quello che succedeva prima di quel momento lì, va bene, per lei che cos'era? La Veronica quando diceva buongiorno invece di buonanotte , quando sbavava dalla bocca, quando dormiva tutto il giorno, poi sonnolenza o no Teste Triolo A. Ma per me può darsi era normale. Prendeva s'era sotto Avv. P.C. Cianferoni Normale che vuol dire? Teste Triolo A. sotto cura, prendeva i farmaci. Avv. P.C. Cianferoni Spieghi bene questo fatto, signora Triolo era sotto cura, prendeva i farmaci. Giudice L'ha spiegato. Avv. P.C. Cianferoni Ecco, l'ha spiegato. Giudice Molto sinteticamente. Avv. P.C. Cianferoni Molto sinteticamente, nella sua lingua povera di parole ma ricca di concetti, dice Era sotto cura, prendeva i farmaci , cioè collega il fatto che prende la pasticca al fatto che, invece di dire buongiorno , dice buonanotte . È giusto? Teste Triolo A. Sì. Giudice È così? Avv. P.C. Cianferoni È così? È questo il fattore? Teste Triolo A. Sì. Avv. P.C. Cianferoni Come pure il fatto che dormisse anche 15-18 ore a fila, cioè dalla sera fino alle una del giorno dopo? Teste Triolo A. Normale. Avv. P.C. Cianferoni È normale. Cioè, non era malata in quel momento là, perché erano cose che dovevano succedere, giusto? Teste Triolo A. Ma l'ho detto anche a scuola. Avv. P.C. Cianferoni L'ha detto anche a scuola, ecco. Grazie. Sempre riguardo alla manifestazione dei disturbi fisici di VERONICA a seguito dell'assunzione del TOPAMAX giova qui riportare le dichiarazioni che la teste TRIOLO rende anche a seguito di contestazioni da parte della Difesa dell'imputata, dichiarazioni con le quali, ad avviso di questo giudice, la teste spiega in maniera convincente il perché in sede di querela dinanzi ai carabinieri della Stazione di Firenze - Legnaia che verbalizzavano le sue dichiarazioni non aveva esplicitato - come ha invce fatto in dibattimento sottoposta ad un fuoco di fila di puntuali domande - tutte le problematiche inerenti la situazione psico/fisica della figlia Teste Triolo A. Sì. Avv. dif. Casciani Ecco, fermiamoci un attimino qui. Allora, di questa di questa febbre non dichiarò nulla. Per-ché? Se n'era dimenticata? Teste Triolo A. No che me l'ero dimenticata. Io avevo mia figlia che stava male, si immagina lei se io devo pensare a tutto. Avv. dif. Casciani Quindi non Teste Triolo A. Ma cioè, una mamma che si trova in condizioni con una figlia che sta male io ci dovevo dire pure ai Carabinieri Ha gomita Avv. dif. Casciani Cioè, lei Teste Triolo A. Mi dovevo ricordare tutti i particolari, che avevo mia figlia in macchina che stava male? Avv. dif. Casciani Cioè, lei si ricordava no, volevo capire questo che Lei si ricordava della sonnolenza, ma non si ricordava della febbre a 40 . È così? Teste Triolo A. Ma ci crede? Io non mi ricordavo. Avv. dif. Casciani Non si ricordava? Teste Triolo A. Io pensavo alla mia figliola che era in macchina che stava male, che la dovevo riportare a casa. Ho fatto quella breve denuncia e sono me ne sono ritornata a pensare a mia figlia, no a quello che succedeva o quello che Avv. dif. Casciani Certo. Il e anche di questa bava alla bocca se n'era dimenticata? Teste Triolo A. Ma non è che io io ho voluto portargli quella lettera, non è che c'ho spiegato tutto ai Carabinieri di quello che stava succedendo, sennò ci voleva a spiegarci tutto in continuazione. Non avevo io cioè, non mi sentivo, perché c'avevo mia figlia che stava male, avevo di portarla a casa, a letto, perché mi piangeva che stava male, perché era in macchina con me mia figlia quando io mi sono fermata alla Caserma dei Carabinieri. Avv. dif. Casciani Dunque, e volevo capire questo signora questa queste deficienze, come la sonnolenza e queste altre cose, lei le notò dopo circa un mese - come ha dichiarato qui in querela - rispetto all'inizio della cura? Cioè, si era oltre alla metà di luglio quando lei se ne accorse? Teste Triolo A. No, verso il 5, il 5 luglio penso, come quando successe il fatto del dottore, che ho chiamato il dottore. Ma lì è quando Ci ripeto a dire quando io ho fatto questa denuncia io avevo la mia figliola che stava male. Mica ci posso dire tutti i particolari? Avv. dif. Casciani Sì, certamente. Ma il 18 marzo allora le devo contestare anche che, invece, il 18 marzo 2000, quindi erano passati alcuni mesi da quando lei fece questa querela Dunque, lei ancora riferendosi ai farmaci, al farmaco descritto e alle conseguenze, lei in questo verbale 20 ma 18 marzo 2000 dice Durante il periodo di som-ministrazione dei farmaci presentava un atteggiamento di permanente sonnolenza, frequentemente accusava mal di testa ed era sempre pallida di faccia. Era anche dimagrita qualche chilo, forse 4 o 5. Vediamo un po'. Allora, in querela lei ha dichiarato che a suo modo di vedere era aumentata di peso. Nelle dichiarazioni del 18 marzo ha, invece, detto che a suo modo di vedere era, invece, dimagrita di 4 o 5 Kg, cioè stando a quello che lei vedeva di sua figlia, che l'aveva sott'occhio tutti i giorni ma insomma, era ingrassata o era dimagrita? Teste Triolo A. Guarda, io ci dico una cosa, avvocato Casciani grazie di questa domanda, ma io penso che Io quan-do avevo sott'occhio mia figlia io l'ho detto la parola di spontaneo è dimagrita o è ingrassata o è aumentata. Io non sapevo, cioè, cosa fare, perché non l'avevo nemmeno pesata, cioè l'ho detto così semplice, non Cioè, vedevo Veronica, se magari si sentiva male mi sembra che aveva dimagrito, cioè Avv. dif. Casciani Sì. Ma perché, allora, fece queste dichiara cioè, perché dichiarò che era dimagrita nel marzo? Perché? Ce lo faccia capire. Teste Triolo A. Ma perché la Polizia mi fece questa domanda, io non sapevo cosa dire. Se era dimagrita o non era dimagrita io non lo sapevo, poi ero in stato in quel periodo, ce l'ho detto, ero in stato confusionario anche io. Giudice Lei cosa ricorda in questo momento? Che se ci ci fu un dimagrimento oppure no? Teste Triolo A. No. Giudice Non è in grado di ricordare? Teste Triolo A. No. Vabbè, c'è il padre che lo può dire. Giudice Va bene, ora ci interessa la sua deposizione. Avv. dif. Casciani Per ora ci interessa lei, signora. Era dimagrita o no questa figliola? Ma l'ha detto anche Teste Triolo A. No, a occhio Giudice A occhio, certo. L'ha già detto che non l'aveva pesata, quindi nessuno gli sta chiedendo se pesava 50 o 46. Teste Triolo A. Io non c'ho la bilancia. Avv. dif. Casciani A occhio era dimagrita? Teste Triolo A. A occhio io ho detto così, magari perché stava male mi pensavo che dimagriva, perché la vedevo Giudice Quindi lei collegava Teste Triolo A. Sì. Giudice il dimagrimento al fatto che la vedeva stare male? Dice questo lei? Teste Triolo A. Eh! Magari era pallida e pensavo che di-magriva per questo. Io non >>. Le dichiarazioni testimoniali della TRIOLO che, come si è visto, danno conto dell'esistenza a carico della figlia del quadro sintomatologico descritto in imputazione nel periodo di assunzione del TOPAMAX, ed in particolare appaiono univoche nell'attribuire a quella sonnolenza un indiscutibile connotazione patologica , sono confermate anche da quelle rese dal teste DI GANCI Vincenzo convivente della Triolo - udienza 23.11.2004 Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero Cioè, avete saputo perché sa, una dottoressa brava che fa che cura l'obesità può essere tante cose. Teste Di Gangi V. Non abbiamo fatto una ricerca approfondita. Pubblico Ministero Non ha domandato? Teste Di Gangi V. Però si è fatto un controllo così, generico. Pubblico Ministero Generico come, ecco? Teste Di Gangi V. Diciamo per sentito dire, che insomma la dottoressa era uno psicologo, un Pubblico Ministero Uno psicologo? Teste Di Gangi V. Un qualcosa del genere. E s'è andato comunque. Pubblico Ministero E siete andati? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Bene. Le ha accompagnate lei la signora Triolo e la e la Veronica a Montecatini? Teste Di Gangi V. Sì, l'ho accompagnate io. Pubblico Ministero È salito con loro nello studio? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero È entrato dentro con loro, nella stanza? Teste Di Gangi V. No, no. Quando la dottoressa ha visitato Veronica non so che cosa ha fatto nella stanza con Veronica e io sono rimasto di là. Pubblico Ministero Quindi sono entrate soltanto la signora Triolo e Veronica? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Lei è rimasto Teste Di Gangi V. All'inizio, poi la Triolo è uscita fuori e la dottoressa è rimasta solo con la Veronica dentro. Pubblico Ministero Sì. Quindi lei le accompagna e quando esce che cosa le racconta la Triolo, cosa le dice? Allora, guarda Cosa ha detto? L'ha controllata, non l'ha controllata? Ci racconti un po' tutto se ha prescritto delle analisi Teste Di Gangi V. Sì, sì, sì, esatto. La dottoressa, insomma, dopo alcune domande fatte alla Veronica, sia anche alla mamma, gli prescrive un esame da fare sulla ragazza per vedere se c'era una disfunzione di tiroide a quanto a quanto mi sembra, che si sono fatti questi, poi, esami su-bito dopo. Ha fatto questo controllo e poi siamo ritornati nella dottoressa di nuovo a voci sovrap. Giudice Aspetti, però forse lei è andato un po' troppo avanti, no? Perché il Pubblico Ministero le aveva chiesto Pubblico Ministero Sì, infatti. Quel primo giorno Giudice Siccome lei ha precisato, aspetti, che ha accompagnato lì diciamo ci sarà uno studio. Teste Di Gangi V. Esatto, sì, sì. Giudice Poi dopo non ha partecipato alla visita. Poi dopo sono uscite la madre e la figlia? Teste Di Gangi V. Esatto. Giudice Il Pubblico Ministero per ora si è limitato a chiederle di questa fase, cioè che cosa le ha raccontato la signora Triolo su come si è svolta questa visita, su cosa le era stato detto, cioè Teste Di Gangi V. Sì. Giudice Perché qui lei, da questo punto in poi, riferisce cose che le avrebbe raccontato la Triolo. Teste Di Gangi V. Esatto, esatto. Giudice Ecco. Ora lei, però, era già passato al momento in cui tornate. Pubblico Ministero Alle visite successive. Teste Di Gangi V. Sì, sì. Giudice Ecco, dovrebbe chiarirci che cosa sempre secondo quello che le riferì la Triolo, perché lei evidentemente non era Teste Di Gangi V. Certo, certo. Giudice Non è entrato durante la visita, così ha premesso, no? Teste Di Gangi V. Esatto, esatto. Giudice Quindi che cosa le dice? Teste Di Gangi V. Mi racconta che ha Giudice Dice Guarda, le ha detto questo, quest'altro Teste Di Gangi V. Che aveva visitato la Veronica, aveva prescritto un esame da fare riguardo alla tiroide, per fare un controllo se c'era una disfunzione di tiroide. Tutto qui. Giudice Tutto qui? Cioè, in questo primo incontro era si limitava all'esame Teste Di Gangi V. Il primo incontro è stato questo, sì. Giudice All'esame sulla tiroide? Teste Di Gangi V. Sì. Giudice Prego. Pubblico Ministero Quanto durò questa visita? Teste Di Gangi V. Ma è durato qualche oretta. Pubblico Ministero Qualche oretta? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Senta, e le risulta che le abbia dato anche una dieta, una medicina, qualcosa? O no? Teste Di Gangi V. Gli ha prescritto questi farmaci il Topamax e il Fevarin, che sono oggi a conoscenza di questa storia. Giudice Ah, quindi scusi, perché prima sembrava avesse limitato Pubblico Ministero Eh, infatti. Giudice Non s'era capito. Prima le ho chie Uscito da questo primo appuntamento , dice, facciamo, intanto, l'esame. Invece ora mi sembra che stia chiarendo che, in realtà, già da quel primo appuntamento Teste Di Gangi V. No, no, no, scusi. Giudice uscì fuori con la prescrizione dei farmaci. Teste Di Gangi V. No, no, scusi. Scusi, no, no, no. Giudice Ecco, veda di fare un po' mente locale. Teste Di Gangi V. Esatto, sì. Allora, quella prima volta che siamo stati visitò la Veronica e gli ha prescritto que-sti esami. Dopo due giorni c'ha voluto rivedere con gli esami, due-tre giorni, il tempo di fa' gli esami. Pubblico Ministero Ecco. E le medicine quando ve le ha prescritte? Teste Di Gangi V. La seconda volta che siamo andati nella dottoressa, che abbiamo portato Pubblico Ministero Cioè, voi avete portato i risultati degli esami? Teste Di Gangi V. Gli esami, e gli ha prescritto Pubblico Ministero E gli ha prescritto queste medicine? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Queste medicine cosa gli fece? Una ricetta di che colore? Teste Di Gangi V. Ha fatto una ricetta. Non mi ricordo bene se la prima volta l'ha fatta bianca o rossa, perché ci sono andato più volte per farmi prescrivere queste medicine. Pubblico Ministero Aspetti, aspetti, aspetti. La prima volta non sa se è bianca o è rosa. Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Lei o la Triolo andaste con la ricetta a prendere le medicine? Teste Di Gangi V. In farmacia. Pubblico Ministero Quale farmacia? Se se lo ricorda ovviamente. Teste Di Gangi V. Sotto lo studio della dottoressa, di fronte c'è una farmacia. Abbiamo aspettato che aprisse per prendere queste medicine. Pubblico Ministero E queste medicine le avete, quindi, prese alla farmacia e quando gliel'avete iniziate a dare? Quel giorno medesimo, dopo un po' di tempo? Teste Di Gangi V. Se non erro, o lo stesso giorno o l'indomani mattina >> Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Cos'è accaduto? Teste Di Gangi V. Quando s'è iniziato questi farmaci alla bambina, dopo qualche giorno subito la bambina dormiva sempre per lunghe ore. La sera andava a letto verso le dieci e il giorno fino alle due stava a dormire. La mamma mi racconta che Veronica si bavava, aveva Pubblico Ministero Si bavava, sbavava? Teste Di Gangi V. Sbavava insomma. Pubblico Ministero La scianorrea? Teste Di Gangi V. Esatto, che trovava il cuscino bagnato di bava, insomma delle labbra. Dormiva sempre, aveva un formicolio addosso, nel corpo, mal di testa, molto pallida nel viso. Dopo un periodo di cura un giorno mi trovo a ca-sa Pubblico Ministero Un periodo di quanto tempo più o meno? Teste Di Gangi V. Ma all'incirca qualche mese, venti giorni. Pubblico Ministero Aspetti, lei va troppo rapidamente, signor Di Gangi. Abbiamo appena iniziato la cura e Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Dobbiamo dire come vi siete accorti che la bambina non stava perfettamente, non lo so, me lo dica lei. Io non Teste Di Gangi V. Sì, aveva Pubblico Ministero Sa, qui siamo già al mese di settembre, bisogna andare un po' più piano. Intanto, diciamo così, la dottoressa Marazziti vi fa le analisi, vi scrive la ricetta e vi dice di tornare, quando tornare, se tornare? Vi dà un altro appuntamento? Teste Di Gangi V. Sì, dice Quando gli analisi sono pronti me li porta. Questa è la prima fase, al primo incontro. Pubblico Ministero E quando erano pronte queste analisi? Più o meno dopo quanto? Teste Di Gangi V. Dopo un po' di giorni. Dopo un tre giorni gli analisi, appena sono stati pronti, che ci siamo preoccupati a farli subito, gliel'ho portati. Pubblico Ministero Ma nel frattempo la Veronica che aveva già cominciato a prendere queste medicine? Teste Di Gangi V. Sì, sì, aveva iniziato a prendere le medicine. Pubblico Ministero E quindi poi lei porta lei le analisi allo studio? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Lei da solo? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero Vede la dottoressa Marazziti o gliele lascia lì e se ne va? Teste Di Gangi V. Non mi ricordo se la incontro o do questi esami alla sua segretaria. Pubblico Ministero Ecco. La sua segretaria, poi, vi ha te-lefonato, vi ha detto Guardate Vi ha dato un altro ap-puntamento La dottoressa Marazziti vi vuole rivedere , qualcosa del genere? Teste Di Gangi V. No, no, no. Pubblico Ministero No? Teste Di Gangi V. Non c'ha detto nulla e s'è continuato la cura alla ragazza, quando un bel giorno la ragazza Io es-sendo in casa Pubblico Ministero In che mese siamo? Teste Di Gangi V. Siamo siamo nel mese di luglio. Si alza alle due. Pubblico Ministero Due del pomeriggio? Teste Di Gangi V. Di pomeriggio. Saluta la mamma con un bacio e gli dice Mamma, buonanotte , va in bagno e si va di nuovo a coricare a letto. Noto quest'evento strano conoscendo la Veronica precedentemente di qualche anno. Quando ho notato questo evento gli dico alla mamma dico Ma io vedo Veronica strana. Sa, sento una persona estranea dell'esterno, ho riuscito a notare che questa ragazza aveva un cambiamento di umore. Lo comunico alla madre insomma, ma la madre, insomma, la prende superficiale questa cosa all'epoca, perché non è un dottore la mamma ovviamente, la prende superficiale. Giudice Ma lei scusi signor Di Gangi, forse non gliel'abbiamo chiesto, ma viveva Teste Di Gangi V. No. Giudice Cioè, in quel periodo lì frequentava l'abitazione in maniera Teste Di Gangi V. Saltuariamente, sì. Giudice Ecco, perché Teste Di Gangi V. Sì, saltuariamente andavo a trovarle in casa. Giudice Ma lei non è che vedeva tutti i giorni la bambina? Teste Di Gangi V. No, non tutti i giorni, no. Giudice Insomma, non convivevate? Teste Di Gangi V. No, esatto. Non si divideva la vita in-sieme, no. Giudice No, perché era importante per capire. Prego. Teste Di Gangi V. Però Pubblico Ministero Ma eravate fidanzati diciamo? Teste Di Gangi V. No, eravamo solo conoscenti. Pubblico Ministero Amici? Teste Di Gangi V. Amici. Ho visto questa donna con una fi-glia con questi problemi, ho cercato di darci una mano es-sendo una persona umana. Pubblico Ministero Vada avanti. Quindi la vede strana Teste Di Gangi V. La vedo strana, lo comunico alla madre. Comunicandola alla madre questa stranezza della figlia per la prima volta notata, la madre prende la cosa superficia-le. Dice Ma sai, magari ha sonno. Ma la bambina conti-nuava a dormire sempre. Pubblico Ministero E allora che provvedimenti avete preso o lei o la Triolo? Teste Di Gangi V. Abbiamo preso uno dei provvedimenti è stato quello di telefonare alla dottoressa Marazziti e informarla di quello che stava succedendo a Veronica. Non ricordo se l'ho chiamata con il mio cellulare o quello dell'Antonina. Pubblico Ministero L'ha chiamata lei la Marazziti? Teste Di Gangi V. Forse sì, o io o lei, ma eravamo in casa. S'è telefonato per dirci Dottoressa quello che sta-va succedendo alla Veronica. La dottoressa proprio quel giorno ci dice ci comunica di aumentare la dose alla ra-gazza. Pubblico Ministero La dose del Fevarin o del Topamax? Teste Di Gangi V. Di tutti e due. Pubblico Ministero A quanto? Se lo ricorda? Teste Di Gangi V. A 200 mg il Topamax e 100 mg il Fevarin. Pubblico Ministero Ma questo gliel'aveva già detto il 18 giugno. Teste Di Gangi V. A 200 all'inizio la prescrizione, a 200 mg. Pubblico Ministero Al giorno in due dosi, sì. Teste Di Gangi V. Al giorno il Topamax, a 400 quando abbiamo fatto quella telefonata a luglio. Pubblico Ministero Ho capito. Teste Di Gangi V. E 100 mg il Fevarin, invece all'inizio 50 mg. Pubblico Ministero Sì, bene. E quindi voi che avete fatto? Teste Di Gangi V. Mi sembra che sono stato io stesso a parlare con la dottoressa. Gli ho detto Dottoressa, ma già è un problema trovare queste pasticche a questi dosaggi. Pubblico Ministero Perché? Perché era un problema? Teste Di Gangi V. Perché non si riuscivano a trovarli subito in farmacia, non erano tutte le farmacie che avevano queste pasticche. Certe volte serviva prenotarli nella farmacia le pasticche, cioè andare in farmacia e dirci Ho bisogno di queste pasticche insomma. E mi diceva il farmacista Venga fra due giorni che le facciamo arrivare. Pubblico Ministero E allora, quindi, lei disse Dottores-sa Quando la Marazziti le dice di andare a 400 mg lei co-sa le dice? Teste Di Gangi V. Sì, gli dico dicendoci che era un pro-blema trovare le pasticche. Mi dice di aumentarci la dose sempre con le pasticche di 100 mg in dosaggio superiore due la mattina e due la sera. Giudice Questo è un colloquio telefonico che avete? Teste Di Gangi V. Sì. Giudice Non ci andate di persona? Teste Di Gangi V. No. Giudice Telefonicamente? Teste Di Gangi V. Telefonicamente. Pubblico Ministero Lei non vi dice Dovete venire a Mon-tecatini allo studio ? No? Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero Ci siete andati, poi, voi allo studio a Montecatini Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero da soli, di vostra iniziativa? Teste Di Gangi V. No, no, perché insomma, quando si va in uno specialista, si ci fida. Essendo un dottore a pagamen-to, si ci fida ad occhi chiusi. Ovviamente siamo dei liberi cittadini, non si va a pensare che un dottore, insomma, possa dare dei dosaggi o delle medicine non adatte alle persone, insomma si ci fida a occhi chiusi io penso. Pubblico Ministero Certo. E quindi voi che fate? Raddoppiate il dosaggio? Teste Di Gangi V. Esatto. Pubblico Ministero E che succede? Teste Di Gangi V. Quando si Pubblico Ministero Che lei ricordi ovviamente. Teste Di Gangi V. Sempre gli stessi problemi che Veronica dormiva sempre, aveva mal di testa, un colorito pallido, trovava sempre il cuscino bagnato insomma questo, sempre questo problema c'era, anche con tutto l'aumento di dose. Pubblico Ministero Anche con l'aumento di dose questo problema c'era sempre? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero E quindi voi cioè, intanto era estate. Stavate programmando delle vacanze o no? Cioè, era un mo-mento anche in cui si Teste Di Gangi V. Sì, sì, la Veronica Pubblico Ministero Si sposta? Teste Di Gangi V. Sì, la Veronica andò in Sicilia con suo padre in ferie, che purtroppo il padre racconta che non ha potuto fare ferie in Sicilia, perché la ragazza dormiva sempre. Pubblico Ministero Perché in Sicilia le avete mandato dietro anche il Topamax e il Fevarin da assumere? Teste Di Gangi V. Sì, sì, sì. Sì, ero andato io nella dottoressa a prendere una ricetta con due scatole di pasticche per quando aveva la scorta per passare il periodo estivo, insomma fuori. Pubblico Ministero Quindi lei c'era ritornato in estate a Montecatini? Teste Di Gangi V. Sì, sì. Pubblico Ministero Sì. Aveva, quindi, visto la dottoressa. Gliel'aveva ridetto che la Veronica non stava bene? Teste Di Gangi V. Gli ho co gli ho accennato il problema di Veronica. Mi ha tranquillizzato dicendo che andava tutto bene. Pubblico Ministero Che andava tutto bene. Quindi le fa le ricette per l'estate e voi mandate via Teste Di Gangi V. Veronica va in Sicilia con suo padre. Pubblico Ministero Con suo padre e le medicine? Teste Di Gangi V. Esatto. Giudice Quindi siamo a fine luglio? Questo dialogo, colloquio con la professoressa Marazziti Teste Di Gangi V. Sì, sì, verso il 25 luglio. Pubblico Ministero Senta Giudice Scusi. Fu un colloquio Pubblico Ministero Sì. No, no, prego. Giudice Cioè, lei prese un appuntamento, parlaste a lungo? O fu una cosa così lei si presentò solo Teste Di Gangi V. No, ho telefona ho telefonato alla dottoressa per vedere il giorno dello studio, quando c'era. Mi sono recato a Montecatini a prendere la ricetta per potere prendere i farmaci. Pubblico Ministero Senta, ma questa ricetta era una ricet-ta rosa o bianca? Cioè, voi questi farmaci li pagavate di tasca vostra o Teste Di Gangi V. Alcune volte sì, alcune volte si pagava solo il ticket. Una prima volta è stata fatta con la ricetta bianca, un ricettario della dottoressa. La seconda volta, o è stata la terza volta, con una ricetta dell'USL, la ricetta rossa. Pubblico Ministero Ma questa ricetta rosa ve l'ha data al suo studio privato o all'USL? Teste Di Gangi V. Al suo studio privato. Pubblico Ministero Non ci siete mai andati a Pisa, all'ospedale? Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero No, bene. Andiamo vanti. Quindi Veronica sta in Sicilia. Il padre non ha potuto far ferie cosa intende, signor Di Gangi? Cioè Teste Di Gangi V. Che la Veronica dormiva sempre e il giorno non potevano andare al mare. Pubblico Ministero Al mare. Quando torna Veronica come come la vede lei? Intanto è dimagrita? Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero La trova dimagrita? Teste Di Gangi V. No. Pubblico Ministero No? Teste Di Gangi V. La trovo uguale, uguale, come prima. Come era andata via nel mese di luglio è tornata verso la fine d'agosto, allo stesso livello. Pubblico Ministero E a questo Teste Di Gangi V. Anche il padre, che c'ho un ottimo rapporto, raccontava che Veronica dormiva sempre e che aveva questi problemi addosso. Pubblico Ministero Senta signor Di Gangi, le è venuto in mente a quel punto di ricontattare la Marazziti? Teste Di Gangi V. Sì, e l'ha fatto o l'ha fatto la mamma o l'ha fatto il padre in quel periodo di fare una tele-fonata alla dottoressa. Pubblico Ministero E cosa vi hanno detto? Teste Di Gangi V. Perché io, insomma, facevo una vita facevo degli incontri saltuari. Ero aggiornato, sapevo, ma non dividevo la vita giorno e notte con l'Antonina. Pubblico Ministero Certo. E la Triolo le disse, appunto, se aveva parlato, cosa le era stato detto da parte della dottoressa? Teste Di Gangi V. Che doveva continuare la cura, che andava bene. Pubblico Ministero Che andava bene. Andare bene cosa pote cioè, cosa voleva dire andava bene ? Cioè, anche voi vedevate che non andava tanto bene, no? Teste Di Gangi V. Sì. Andare bene nel senso che quella era la cura giusta per Veronica. Pubblico Ministero Ma questi sintomi come questo dormire sempre, questa bava - come dice lei - sarebbero vi disse se sarebbero scomparsi prima o poi, se c'era speranza di migliorare? Teste Di Gangi V. Sì, con l'aumento di dose dovevano scomparire questi sintomi. Pubblico Ministero Però non erano scomparsi? Teste Di Gangi V. Però non erano scomparsi. Diceva ci voleva un po' di tempo. Pubblico Ministero Ah, ecco, ci voleva un po' di tempo per farli andar via. E a quel punto siamo a settembre. Teste Di Gangi V. Esatto. Pubblico Ministero E che succede ancora, signor Di Gangi? Teste Di Gangi V. A settembre, un giorno verso la metà di settembre circa un giorno incontro Veronica sotto casa, era una giornata piovigginosa con nebbia. Mentre che piovigginava Veronica era nel giardino sotto casa, al Pubblico Ministero Aveva già iniziato la scuola Veronica? Teste Di Gangi V. No, ancora no. Pubblico Ministero Ancora no? Teste Di Gangi V. Sicché era verso la metà di settembre all'incirca o forse aveva iniziato qualche giorno. Era proprio all'inizio della scuola. Incontrandola sotto la pioggia, giù, gli dicevo Veronica, sali in casa, lo vedi che sta piovendo? E invece la Veronica, con un gesto di disinvoltura con la mano destra o con la sinistra, neanche a gi-rarsi, mi dice come che me ne frego , cioè era strana. Già quel primo sintomo che avevo notato in casa, quando salutò la mamma dicendoci Ciao, buonanotte , gli dà un bacio e va a letto, questo è stato un altro evento che noto e informo la madre, a dirci Vedi che Veronica continua a essere sempre più strana. Pubblico Ministero Più strana, cioè diversa rispetto a com'era in passato? Teste Di Gangi V. A com'era in passato, sì. Pubblico Ministero Non era abituata a avere gesti così, di di quello che le fece? Teste Di Gangi V. No, no, no. Pubblico Ministero No? Teste Di Gangi V. No, perché Veronica è una ragazza molto dolce, molto buona, dividerebbe tutto con gli altri, con gli amici. È di cuore, è una ragazza molto di cuore. Pubblico Ministero Non è maleducata, come a volte sono i ragazzi, che Teste Di Gangi V. Maleducata no, non è maleducata. Però in quelle fasi, in quel periodo, era molto nervosa, aggressiva. Pubblico Ministero Perché mi dice aggressiva? Cosa ha visto? Lei ci deve raccontare, se può, i fatti proprio. Teste Di Gangi V. Sì, sì, sì, aggressiva e Lei attraversò un periodo che era anche in grado di litigare con gli amici, cosa mai fatta di Veronica. Insomma, aggrediva chiunque per qualsiasi motivo, era irrequieta. Pubblico Ministero Ho capito. E a questo punto parla con la signora Triolo di queste stranezze? Teste Di Gangi V. Sì. Pubblico Ministero E cosa decidete? Teste Di Gangi V. Per la seconda volta dico Vedo che Ve-ronica c'è qualcosa che non va in questa ragazza. Però, insomma, una mamma, sì, ascolta, può ascoltare un consiglio, però vuole essere sicura prima di intervenire a qualsiasi cosa. Nel frattempo succede un altro evento a scuola. Io a quel punto, in quel periodo Pubblico Ministero Quale evento, mi scusi? Teste Di Gangi V. Sì. A quel punto io, in quel periodo, vedendo la stranezza di questa ragazza, mi sono permesso a seguirla di più, nel senso la Giudice Siamo sempre a settembre o siamo andati già oltre con Pubblico Ministero Settembre-ottobre, sì. Teste Di Gangi V. No, no, siamo settembre, all'inizio di scuola. Giudice Va bene, ho capito. Teste Di Gangi V. Siamo all'inizio di scuola. In questo periodo, quando io ho notato il secondo evento, mi permetto a starci più vicino a Veronica, nel senso la mattina io partivo, andavo a casa a prendere Veronica e portarla, accompagnarla a scuola tutte le mattine, quando un giorno, all'uscita di scuola, Veronica mi racconta un evento suc-cesso a scuola e mi dice che il professore di musica prende i ragazzini, li mette nei sacchi della spazzatura, li chiu-de nell'armadio e aspetta che passa il camion della spazzatura per gettarli lì dentro. Ma con risata gli dico Ve-ronica, ma che dici? Dice Guarda, ho parlato alla preside, gliel'ho raccontato questo evento successo. Dico E la preside che t'ha detto? M'ha detto che quando succede una prossima volta di informarla. La preside Quando sono arrivato a casa a accompagnare a Veronica l'ho raccontato alla madre di questo evento. È passato un giorno circa, la scuola telefona, cerca la madre, perché hanno fatto una riunione di classe, perché Veronica non stava bene. Anche la scuola ha notato questi problemi >> Teste Di Gangi V. Quando è successo sono successi questi episodi, la Triolo all'impatto non accettava l'evidenza, però subito dopo qualche giorno la scuola la chiamò. È stata invitata, perché hanno fatto una riunione di classe riguardo a Veronica, che non stava bene, lo hanno notato anche a scuola questo comportamento. E Veronica, fra l'altro, dormiva sui banchi a scuola, è stato riferito. Pubblico Ministero Cioè, si addormentava in classe sul banco? Teste Di Gangi V. Sì, dormiva sui banchi. Pubblico Ministero E quindi i professori convocano una riunione dei professori? Teste Di Gangi V. Esatto, sì, hanno fatto una riunione di classe. Hanno chiamato la mamma, chiedendo qual era il problema di questa ragazza, visto che dormiva sui banchi, e questo episodio successo gli ha dato delle spiegazioni la mamma, dicendo che la figlia faceva una cura in un dottore, però non sapeva più di tanto, cioè è stata una novità sentire tutto questo della scuola, quello che aveva dichiarato Veronica quel giorno alla preside, dicendo che i ragazzi li metteva dentro ai sacchetti della spazzatura, li chiedevano dentro l'armadio e aspettavano che passava il camion della spazzatura per gettarli. A quel punto sua madre a me ha iniziato a credere che Veronica stava male, che aveva Pubblico Ministero Cioè, ha accettato l'idea che Teste Di Gangi V. Ha accettato, sì, l'evidenza. Pubblico Ministero E quindi che cosa avete pensato di di fare per venire incontro a questo a questa novità? Teste Di Gangi V. A questa novità la madre mi sembra di aver chiamato la dottoressa a quell'epoca per riferire quello che era successo. E niente, poi di punto in bianco gli ha smesso il farmaco di darcelo. Giudice Ha smesso il farmaco? Teste Di Gangi V. Ha smesso, ha smesso di darci il farmaco alla figlia, perché ha capito che c'era qualcosa che non andava. Giudice E qui in che epoca siamo? In che periodo? Teste Di Gangi V. Qua siamo alla fine di ottobre, i primi di novembre. Giudice Cioè, questo episodio dei sacchi del professore si colloca in questo periodo qua? Teste Di Gangi V. Sì, suppergiù in quel periodo, sì. Giudice Fine ottobre, primi di novembre. Prego >> Teste Di Gangi V. L'indomani s'è andato dal professor Luigi Rossi, l'ho accompagnati io, sono rimasto giù in mac-china. Il professore ha buttato giù nel cestino le medicine che ha visto, scrivendo una lettera con il suo pugno, che insomma c'ha mandato dalla dottoressa Mirella Florita per chiedere una consulenza da parte sua. Pubblico Ministero E dalla dottoressa Florita che cosa avete sentito? Teste Di Gangi V. La dottoressa Pubblico Ministero Cosa vi siete sentiti dire, cosa ha fatto? Le ha dato altri medicinali? Cosa ha fatto? Teste Di Gangi V. No, gli ha dato una cura dimagrante alimentare, gli ha fatto fare l'ha tenuta a lungo a parlarci, a dialogare, per capire Veronica in quello stato che era. Ci siamo stati più di una volta dalla dottoressa Mirella Florita >> Teste Di Gangi V. Le più volte sì. Avv. dif. Casciani Quante volte li ha comprati i farmaci? Teste Di Gangi V. L'ho comprati tante volte. Avv. dif. Casciani Ha conservato la ricevuta? Perché non c'è nel processo. Teste Di Gangi V. Le ricevute non l'ho conservate, non si pensava di arrivare a una storia simile per ritrovarci davanti a un banco. Avv. dif. Casciani Siccome è stata sì. Siccome è stata conservata quella del 15 luglio, lei ricorda se alla metà di luglio se alla metà di luglio ha acquistato lei del Topamax? Teste Di Gangi V. Sì, due scatole. Avv. dif. Casciani Due scatole. Si ricorda la data in cui lo ha acquistato? Teste Di Gangi V. Verso la fine di luglio. Avv. dif. Casciani Può darsi verso la metà di luglio? Teste Di Gangi V. Forse sì. Avv. dif. Casciani Si ricorda queste scatole di Topamax quante compresse contenevano? Teste Di Gangi V. No, non mi ricordo. Avv. dif. Casciani È possibile 60 per ogni scatola? Teste Di Gangi V. 60? Se mi fa fare mente locale cinque minuti, gli do la risposta. Avv. dif. Casciani Sì, sì, io sono qui. Teste Di Gangi V. 60 sì, forse sì. Forse. Avv. dif. Casciani Dunque, eravamo - si diceva - alla metà di luglio all'incirca, vero? Teste Di Gangi V. Sì. Avv. dif. Casciani quando lei ha comprato queste due scatole di Topamax. Dopo quella data lei ne ha comprato ancora? Teste Di Gangi V. Sì >> Teste Di Gangi V. Dopo il 16 luglio? Avv. dif. Casciani Dopo il 16 luglio del '99, sì. Teste Di Gangi V. Sì. Avv. dif. Casciani Ci vuol dire presso quale farmacia? Teste Di Gangi V. Non ricordo la farmacia precisa dove ma io ricordo di avere andato nella dottoressa per una prescrizione di due scatole. Avv. dif. Casciani Non è quella la prescrizione di due scatole? Quelle sono due scatole. Quindi altre due scatole dopo dieci giorni? Teste Di Gangi V. No dopo dieci giorni. Quando la ragazza andò in ferie ad agosto con il padre io, prima che finisse il mese di luglio, mi sono recato allo studio della dot-toressa per farci prescrivere dei farma cioè, questa cura per quando la ragazza andava via quel mese con la scorta dei farmaci. Avv. dif. Casciani Quindi, allora, lei dice scusi, il 16 luglio sono quelle, è così? Sono due scatole. Poi prima della fine di luglio lei ne ha comprate altre due scatole? Teste Di Gangi V. Sì. Avv. dif. Casciani Sì. Però non ha più questa prescrizione, né ha più la ricevuta di pagamento della farmacia, è così? Teste Di Gangi V. Ma quella prescrizione dovrebbe essere quella quella ricetta rossa della dottoressa >> Teste Di Gangi V. Sì. Giudice stesse ancora prendendo i farmaci prescritti dalla dottoressa Marazziti, lei ha risposto Stava ancora prendendo i farmaci. Siamo rimasti a questo punto. Su questo punto, allora, c'è una contestazione della difesa. Leggiamo il passo della contestazione. Avv. dif. Casciani Allora, siccome è un teste, Giudice, che fuori micr. Io vorrei che il Giudice sentisse questo, che la contestazione sia c'è la domanda della Polizia che dice Che cambiamenti ha notato nel comportamento della figlia di Triolo Antonina, Ruocco Veronica, di seguito alla cura prescritta dalla dottoressa Marazziti fuori micr. Rispose, ecco I cambiamenti che ho notato sono stati questi. Un giorno circa nel mese di settembre-ottobre '99 ho notato che Veronica, mentre si trovava nel giardino sito sotto l'abitazione, passeggiava in modo stanco, sembrava disinteressata di quello che gli stava accadendo intorno, infatti piovigginava. Io la chiamavo dicendogli di rientra-re in casa, perché stava piovendo, ma lei mi rispose con un gesto, come se mi volesse dire Che me ne importa? Da quel giorno mi misi a seguire con maggiore attenzione i comportamenti di Veronica, che via via che passavano i giorni erano sempre più strani, tipo quello di salutare la madre prima di andare in bagno come se dovesse andare a letto, perché poi la salutava dicendole buonanotte , con un tono di voce strano. Di seguito a questi comportamenti, tenuto conto dell'amicizia che mi lega alla madre di Veronica, ho deciso di stare vicino alla famiglia, accompa-gnando la bambina a scuola tutte le mattine, in quanto Triolo Antonina a causa delle vicissitudini della figlia era andata un po' in crisi, tant'è che è dovuta ricorrere alle cure del dottor Luigi Rossi. Una mattina all'uscita di scuola Veronica mi disse che il professore di musi-ca fuori micr. i bambini dentro un sacchetto di spazzatura e li chiudeva dentro l'armadio per poi gettarli nel camion Giudice Va bene, fin qui non c'è non mi sembra che ci siano discrasie rispetto a quanto riferito. Vediamo. Avv. dif. Casciani Ecco, gliel'ho letta tutta. Questi cambiamenti a cui lui fa riferimento cominciano nel in un giorno circa nel mese di settembre-ottobre. La Polizia domanda Nel periodo in cui lei ha notato questi comportamenti , e abbraccia tutto quello che era stato detto un attimo prima, conosce se Ruocco Veronica stava facendo la cura Giudice Al microfono, avvocato, però. Avv. dif. Casciani Scusatemi. Domanda Nel periodo in cui lei ha notato questi comportamenti , che sono tutti quelli descritti un attimo prima, conosce se Ruocco Veronica stava facendo la cura della dottoressa Marazziti? Risposta Aveva già smesso la cura della dottoressa Marazziti. Questa è la contestazione. Giudice Bene. Può chiarire questo? Teste Di Gangi V. Sicuramente c'è un errore della Polizia di Stato, perché io ho spiegato alla Polizia di Stato gli eventi successi alla ragazza e quando ha smesso la cura. Giudice Cioè, la cura quando l'ha smessa, che lei ricordi? Teste Di Gangi V. Verso la fine ottobre, i primi di novembre, quando s'è portata dal professor Luigi Rossi. Giudice Quindi dopo l'episodio anche della scuola, della dei sacchetti per intendersi? Teste Di Gangi V. Esatto, esatto, esatto. Giudice Bene, questa è la risposta avvocato. Prego, ha altre domande? Avv. dif. Casciani Sì, ancora una. Quando, diciamo, la si-gnora Triolo ha portato la propria figlia dal professor Rossi lei ha detto Io sono rimasto in macchina. Teste Di Gangi V. Sì. Avv. dif. Casciani E poi ha anche aggiunto Il professor Rossi ha gettato i medicinali nel cestino. Ma lei come fa a saperlo questo? Teste Di Gangi V. Me l'ha raccontato la madre portando la figlia Avv. dif. Casciani Ah, gliel'ha detto la madre. Quindi la madre, lei dice, aveva questi medicinali dietro? Teste Di Gangi V. Il professor Luigi Rossi in viale Risor-gimento a Prato, al suo studio, ha voluto portati i farmaci che prendeva la ragazza. Quando li ha visti l'ha buttati nel cestino. Questo me lo racconta la madre, che era con la figlia presente. Avv. dif. Casciani La Triolo, bene, bene. Teste Di Gangi V. Difatti il professor Luigi Rossi gli prescrive una cura alla ragazza, perché non stava bene >> Avv. P.C. Cianferoni Della Marazziti in quel momento, della cura Marazziti, che ne era? Si c'erano queste scatole di pasticche in casa oppure no? Teste Di Gangi V. Sì, c'erano. Avv. P.C. Cianferoni Gli venivano ancora date o no? Teste Di Gangi V. Fino alla Avv. P.C. Cianferoni Lei lo sa o no questo fatto? Teste Di Gangi V. Fino alla fine di ottobre, i primi di novembre Veronica prendeva i farmaci >> Teste Di Gangi V. No, no. Giudice Cioè, non gli disse nulla? Che cosa ecco, ne par-laste? Teste Di Gangi V. Ah, sì, sì, sì. Giudice Che cosa che cosa le raccontò la signora Triolo? Teste Di Gangi V. M'ha raccontato che questi farmaci servivano per dimagrire Veronica. Giudice Cioè, questo Teste Di Gangi V. Per una cura dimagrante. Giudice La Triolo glielo riferì come esserle stato detto dalla dottoressa Marazziti? Teste Di Gangi V. Esatto, sì, sì. Giudice Che erano farmaci per una Teste Di Gangi V. Per dimagrire. Giudice Per dimagrire? Teste Di Gangi V. Per una cura dimagrante. Giudice Si ricorda nient'altro lei di questo, a questo proposito? Teste Di Gangi V. A questo proposito no. Giudice Cioè, si ricorda per caso se la do se la Triolo le riferì se la dottoressa le aveva chiesto o meno un consenso esplicito a questa cura, se era d'accordo o meno con questa cura? Teste Di Gangi V. No, no, no. No, non gli ha chiesto un consenso a tutto questo. Gli ha prescritto questo dicendoci, la dottoressa, che nel futuro il prossimo anno Veronica poteva mettere un costume come tutti gli altri ragazzini della sua età, adolescenti, con una figura molto più Giudice Ho capito. Senta, un'ultima cosa riguardo alle ai sintomi che lei notò, va bene? Da un certo periodo in poi ha riferito, dunque, di sonnolenza va bene? Teste Di Gangi V. Sì. Giudice Ma per caso le risultò o no anche cioè, la bambina soffriva anche di mal di testa? Teste Di Gangi V. Sì. Giudice Questo, ecco, come lo Teste Di Gangi V. Perché quando Giudice Cioè, glielo riferì la mamma, glielo riferì la bambina? Teste Di Gangi V. No, no, no, perché Giudice Notò lei certi comportamenti? Teste Di Gangi V. Lo notavo io. Si alzava dal letto, per esempio, alle due molto pallida nel viso, dormiva sempre. Questo già l'avevo detto precedentemente. Giudice Questo, sì, l'ha già detto. Teste Di Gangi V. Dormiva sempre e ci diceva magari Mamma, c'ho mal di testa. In più aveva questo formicolio nel corpo, che ai tempi è stato quell'evento quando s'è chiamato la dottoressa, dicendo Dottoressa, la bambina c'ha questi problemi, la ragazza c'ha questi problemi. La dottoressa ha suggerito d'aumentarci la dose. Giudice Ho capito. Lei ha detto che aveva iniziato a frequentare la perché questi fatti il primo appuntamento con la dottoressa Marazziti siamo nel giugno, no? Fine giugno del '99? Teste Di Gangi V. Nel giugno, sì. Giudice La sua frequentazione con la signora Triolo risale a quanto tempo prima? Teste Di Gangi V. Un anno, un anno e mezzo prima. Giudice Quindi, già aveva avuto modo in qualche maniera di vedere anche la bambina? Teste Di Gangi V. Sì, sì, sì, conoscevo già la bambina e da un anno, un anno e mezzo circa. Giudice Ho capito. Va bene, non ci sono altre domande. Può accomodarsi. Quanto alla deposizione della persona offesa RUOCCO Veronica ascoltata all'udienza del 21.9.2004 vanno fatte soltanto poche annotazioni. Infatti la ragazza che, ricordiamolo ancora una volta, all'epoca aveva poco meno di 12 anni ha dichiarato di ricordare ben poco per non dire nulla di cosa effettivamente le accadde cinque anni addietro, ed in particolare di cosa fu detto o spiegato a proposito della cura a base di TOPAMAX dalla dott.ssa MARAZZITI durante la visita del 18 giugno 1999 VERONICA si è però ricordata che prendeva delle pasticche tutti i giorni in particolare a pag. 273 del verbale stenotipico dice che le sembra di ricordare che al mare siamo ad agosto del 1999 suo padre le levò le pasticche, ma che lei stava male e le rivoleva, aggiungendo anche che le faceva male l'addome, che aveva formicolio alle mani, ai piedi, al corpo, situazione questa che la ragazza ricollega al periodo in cui prendeva queste pasticche p. 274 . Poi del resto - dice la teste - non me lo ricordo, cioè so solo che stavo male e basta non ricorda se questo star male continuò anche nel periodo scolastico di settembre/ottobre. VERONICA ricorda inoltre che in quel periodo sbavava sputacchiavo dice a pag. 279 e che dormiva tanto p. 275 , da tutte le parti, anche a scuola durante la lezione non ce la facevo a stare sveglia dice a pag. 276 . Quindi, in conclusione, si può dire che quella della p.o. è una testimonianza tutto sommato di scarsa utilità ai fini della ricostruzione della vicenda, il che era più che prevedibile trattandosi non solo di una deposizione avvenuta a distanza di oltre cinque anni dai fatti, ma, soprattutto, della deposizione resa da una persona ora diciassettenne che racconta cose successe quando era poco più che una bambina e che non poteva certo rendersi pienamente conto di ciò che le stava accadendo. Testimonianze invece importanti per ricostruire quale fosse lo stato psico/fisico della bambina durante l'assunzione del TOPAMAX e, più in particolare, al fine di stabilire con sufficiente precisione fino a quando si protrasse l'assunzione del farmaco, sono quelle rese dal padre di VERONICA, RUOCCO Luigi e, soprattutto, quelle della preside dell'istituto scolastico frequentato dalla p.o., BORTOLONE Maria Rosaria, dell'insegnante di musica prof. LANZETTA Giuseppe, dell'assistente sociale GUERRINI Simona e del medico di famiglia PIANTINI Paolo. Vediamo dunque una ad una queste importanti testimonianze, anche in questo caso selezionando e riportando per esteso alcuni dei passaggi più significativi. teste RUOCCO Luigi ud. 21.9.2004 È importante premettere che staremmo quasi per aggiungere incredibilmente il padre della bambina non era mai stato sentito dagli organi inquirenti nel corso della indagini preliminari. Il teste che all'epoca dei fatti era già da tempo separato dalla TRIOLO ricorda che VERONICA era molto nervosa a luglio quando la prese per andare al mare in Sicilia p. 287 del verbale stenotipico prima - aggiunge il teste - VERONICA era una ragazza tranquilla che non aveva mai avuto problemi di nulla il teste dichiara che partirono lui e la figlia da Firenze il 10 agosto '99 e che aveva con sé sottinteso consegnati dalla madre due flaconi di pasticche di TOPAMAX da dare a VERONICA p. 288 dice che la mattina la bambina non si alzava da letto, era molto agitata, il cuscino era bagnato di saliva, cosa che destò in lui un comprensibile allarme dopo una settimana di vacanza decise quindi di chiamare la TRIOLO per dirle che VERONICA non stava bene. Il teste precisa che lui nel frattempo aveva continuato a dare le pasticche a VERONICA p. 289 . Dopo che la TRIOLO aveva parlato per telefono con la dott.ssa MARAZZITI attenzione non si trattò quindi - stando al resoconto del teste - di una telefonata spontanea fatta direttamente dall'imputata al RUOCCO come sostiene la Difesa questa dopo un paio di giorni telefonò al RUOCCO rassicurandolo - così afferma il teste - che era tutto regolare e cioè che la cura era giusta di conseguenza - aggiunge il RUOCCO - lui continuò a dare le pasticche di TOPAMAX alla figlia fino alla fine di agosto. Quanto alla sonnolenza il teste dice che VERONICA la mattina faceva fatica ad alzarsi, che si alzava alle 11 e poi si rimetteva a dormire sulla poltrona e che, di conseguenza, andavano in spiaggia solo nel pomeriggio il teste conferma poi quanto dichiarato dalla TRIOLO e dal DI GANCI riguardo alla salivazione della bambina anche di giorno mentre parlava sputava nel parlare dice il teste p. 291 . Con riferimento poi al protrarsi della cura il teste RUOCCO afferma con sicurezza di non avere mai interrotto la somministrazione del farmaco durante il mese di agosto. In particolare, riguardo a quest'ultima circostanza, il teste così dichiara a p. 294 mi telefonò la TRIOLO, n.d.r. un giorno e mi disse che aveva smesso la cura e verso, non so, la fine di ottobre, così mi sembra e l'aveva portata da un professore di nome Rossi . Il teste poco ricorda dei passaggi successivi se cioè VERONICA una volta cessata la cura iniziò o meno a stare meglio è importante precisare che il teste non frequentava la casa dove abitava la figlia perché lui e la TRIOLO erano già separati da almeno 3 anni un particolare che il teste riferisce è che gli scatti di nervosismo erano rimasti anche dopo p. 295 , ribadendo però che la bambina prima della cura non aveva mai avuto scatti di nervosismo, era tranquilla e socievole, stava bene insomma. Il teste aggiunge ancora che VERONICA mangiava poco ma non sa dire se fosse o meno dimagrita dice che nel colloquio telefonico riferì alla MARAZZITI che la bambina dormiva era tutto un continuo dormire , p 299 e che aveva sbavamenti e formicolii. Ai primi di settembre - dice il RUOCCO - non telefonarono alla MARAZZITI, però il teste fa chiaramente capire che per quanto riguarda il periodo successivo all'agosto del 1999 egli si è sostanzialmente disinteressato dei problemi della figlia. A pag. 303 si legge che il teste non ricorda se VERONICA gli abbia riferito di avere avuto incubi nel periodo in cui erano insieme in vacanza al mare. Prima dell'agosto '99 - conclude il teste - egli stava anche due mesi senza vedere la figlia, quindi il teste poco può dire sulle reali condizioni di VERONICA prima di quel periodo aveva visto la figlia anche a giugno e a maggio di quell'anno ma sporadicamente per mezz'ora quindi non sa dire il teste se i problemi del sonno, ad esempio, VERONICA li avesse anche in quel periodo oppure no comunque - precisa il RUOCCO - non si era reso conto di nulla di anomalo prima delle vacanze al mare, al contrario di ciò che accade ad agosto del '99 quando invece rimane negativamente colpito dalle condizioni fisiche della figlia l'anno precedente, ad esempio, VERONICA, dice il teste, stava benissimo al mare. Quindi riassumendo il teste conferma che la somministrazione del TOPAMAX era continuata ininterrottamente per tutto il mese di agosto '99 e che VERONICA in quel periodo stava male, soprattutto perché dormiva quasi sempre e ovunque indirettamente il teste offre un prezioso riscontro sull'epoca di cessazione della cura a fine ottobre quando riferisce informazioni in proposito avute all'epoca dalla madre riscontro che - ad avviso di questo giudice - proviene dal dibattimento in maniera genuina perché, è bene ricordarlo, sono da escludere contatti pregressi o versioni di comodo concordate tra il teste, tra l'altro mai sentito in precedenza, e la TRIOLO perché oramai i due erano da molto tempo separati, significativo del resto il fatto che dalla dott.ssa MARAZZITI il padre di VERONICA non era presente e tutto si può dire fuori che fosse ben informato su cosa esattamente stava capitando alla figlia. BORTOLONE Maria Rosaria, preside ud. 21.9.2004 La teste viene sostanzialmente interrogata sull'episodio di presunta allucinazione che VERONICA avrebbe avuto a scuola ai primi di novembre del 1999 e sulle problematiche connesse in particolare che la bambina si addormentava spesso in classe emerse a seguito di detto episodio convocazione della madre a scuola e notizia appresa dalla stessa che si trattava di una bambina in cura , circostanza questa molto importante per dare una collocazione temporale alla durata della cura a base di TOPAMAX perché la teste collega significativamente questa affermazione, e cioè che si trattava appunto di una bambina in cura , all'epoca dell'episodio allucinatorio che fece scattare l'allarme a scuola, episodio che si colloca pacificamente ai primi di novembre del 1999. Teste Bortolone M.R. Sì, sì, sì, l'ho rivista ora. Pubblico Ministero Ecco. Io da lei vorrei in primo luogo sapere, se lei lo ricorda, tutto quello che ci può riferire intorno a un episodio del quale c'è un accenno soltanto, lo sappiamo abbastanza confusamente da fonti di seconda mano, io dico, che è un episodio di che provocò la riunione del consiglio di classe all'epoca, che più o meno sarebbe collocato all'inizio dell'anno scolastico '99/2000. Ha capito di cosa Teste Bortolone M.R. Sì, sì, sì, ho capito. Pubblico Ministero Io non posso suggestionarla, ecco. Teste Bortolone M.R. Mi ricordo, no. Pubblico Ministero Ci racconti cosa accadde >> Giudice Ecco, questo scusi, perché noi abbiamo delle esigenze processuali di sapere sempre la fonte, no? Teste Bortolone M.R. Sì. Giudice Lei questa fantasia che aveva avuto la ragazza chi da chi la apprende? Teste Bortolone M.R. Due fonti. Giudice Ce le dica. Teste Bortolone M.R. E dalla ragazzina stessa, che a un certo punto mi viene a parlare, e qualche io non mi ricordo, è stato qualche giorno prima, però insomma nel giro di questi pochissimi giorni avevo già sentito di questa dai perché la vicepreside mi dice I compagni dicono che la ragazza dice , poi viene la ragazza in presidenza. Giudice Quindi dalla vicepreside Teste Bortolone M.R. Dalla vicepreside, quindi si dice, c'è questa specie di leggenda, ma poi la ragazza direttamente mi viene a dire Il professore Ora io non ricordo esattamente se metteva uno o più ragazzi e li consegnava a cioè, li metteva quello che ricordo il sacco della nettezza, bambini messi nel sacco della nettezza. Pubblico Ministero Ecco. Io le faccio una domanda di precisazione lei l'ha definita fantasia. Ma quando Veronica le raccontò questo episodio era convinta di raccontarle una storia fantastica o un dato di realtà? Teste Bortolone M.R. No, no, lei lo dava per vero. Pubblico Ministero Ecco. Teste Bortolone M.R. Veronica dava per vero una cosa del genere. Sono stata io che ho pensato immediatamente che fosse un'allucinazione, una fantasia. Pubblico Ministero Ecco, una allucinazione, fantasia. Teste Bortolone M.R. Insomma, io definisco fantasia qual-cosa che non ha che non poteva aver riferimento con la realtà insomma. In questo senso era Pubblico Ministero E lei Teste Bortolone M.R. Mi pareva non ci fossero non ci fosse nessuna fondatezza. Pubblico Ministero E quindi Veronica perché venne da lei a esporre questa vicenda, questa storia? Cosa le chiedeva? Teste Bortolone M.R. Dunque, Veronica diciamo mi viene a raccontare questo fatto. Io avevo rapporto con i ragazzi, rapporti abbastanza stretti, i ragazzi sapevano che si po-tevano rivolgere alla preside anche in qualunque momento, insomma, di fronte Giudice Era una prima media, vero? Una prima media? Teste Bortolone M.R. Era senta, era una prima media ripetuta da quello che io so, perché Veronica aveva già fatto un anno alla alla Pirandello. Veronica è stata bocciata e quindi aveva ha ripetuto alla anzi, in un primo periodo è venuta alla Piero Della Francesca, cioè mi è stato chiesto che Veronica venisse alla Piero Della Francesca e io, anche con una certa difficoltà, l'ho inserita. Dopo una quindicina di giorni, non lo so esattamente, se n'è ritornata alla Pirandello, poi questa cosa deve essere stata, che ne so, a ottobre, novembre, insomma io mi ricordo mesi inver-nali, primo quadrimestre, ecco, poi le date non le so >> Teste Bortolone M.R. Diciamo non mi ricordo atti, comportamenti aggressivi, no. Pubblico Ministero E invece successivamente emersero di questi dati? Teste Bortolone M.R. Ma senta, comportamenti diciamo prima di tutto dormiva. Pubblico Ministero Cioè, che vuol dire? Teste Bortolone M.R. Dormiva in classe, almeno mi veniva riferito che scarsissima scarsissimi come dire, non aveva attenzione, s'addormentava in classe. Pubblico Ministero Sempre lo stesso periodo in cui Teste Bortolone M.R. Ma io credo che era lo stesso periodo. Io parlo del secondo anno di ripetenza, ecco. Pubblico Ministero Sì, sì, perfetto, perfetto. Teste Bortolone M.R. Io ce l'ho fisse così, però insomma io non ho altre cose. Questo episodio, questo del sacco della nettezza, è quello che più mi ricordo, comportamenti un po' disturbati. Ma sa perché me li ricordo? Perché poi, insomma, si diciamo si organizzò un intervento di recupero con questa ragazza insieme ad altri due, quindi mi ricordo il professore di lettere che li rincorreva per fargli fare i compiti. Però io, sinceramente, più di tanto non ho Pubblico Ministero No, no, però è molto importante questo aspetto che c'ha ora detto, del fatto che si addormentava in classe. Teste Bortolone M.R. Questo dell'addormentarsi in classe questo mi fu segnalato. Pubblico Ministero Ecco, okay. Bene, io non ho altre domande, signor Giudice. Giudice Grazie. La Parte Civile? Avv. P.C. Cianferoni No.>> Teste Bortolone M.R. Guardi, io io non lo so, io mi ricordo Sarà stato i primi mesi del primo quadrimestre, ma ora andare a dire Avv. dif. Casciani Di quale anno? Teste Bortolone M.R. Del '99. Avv. dif. Casciani Primo quadrimestre del '99? Teste Bortolone M.R. Sì, perché '99. È stato il mio ultimo anno a quella scuola, io così c'arrivo. È stato il mio ultimo anno a quella scuola e deve essere stato sicuramente prima di Natale, diciamo la verifica intermedia del primo quadrimestre. Di solito Giudice Quindi '99? '99? Teste Bortolone M.R. '99. Di solito questa verifica intermedia avviene tra ottobre e novembre. Io più di tanto non posso arrivare.>> Teste Bortolone M.R. Sì. Avv. dif. Casciani ha più avuto notizie di episodi di Teste Bortolone M.R. No. Guardi, io proprio ero stata quindici anni in quella scuola, quindi in un certo senso ho troncato i legami, perché era poi difficile Avv. dif. Casciani No, no, voglio dire no, a parte questo. Ma fra il novembre '99 e il giugno del 2000 episodi ricollegabili al comportamento Teste Bortolone M.R. Senta, ma diciamo che questa ragazzina è stata sempre tenuta, io ricordo i loro i suoi professori, il professore di lettere, il professor Massoli ? tenuta sotto attenzione in un piccolo gruppo per motivarla, per farla studiare, per farla credo che sia stata promossa poi, però con una grossa attenzione e anche uno sforzo da parte della scuola, ma non di più, ecco. Cioè, gli s'è fatto un programma di recupero per intender-ci, ma non di più. Avv. dif. Casciani Insomma, attenzionata direbbero i nostri cari voci sovrap. Teste Bortolone M.R. Sì, cioè c'è stata un'attenzione, ma non di più. Avv. dif. Casciani Va bene, grazie. Avv. dif. Padovani Nessuna domanda. Giudice Voi avete Pubblico Ministero Un'ultima domanda. Giudice Sì, le spetta chiudere l'esame. Pubblico Ministero Per chiarire quest'ultima Lei ha detto che avete fatto un piano di recupero, un attenzionamento particolare. Teste Bortolone M.R. Sì, sì. Pubblico Ministero Ma avete mai chiesto un insegnante di sostegno per Veronica? Teste Bortolone M.R. Non abbiamo chiesto un insegnante di Pubblico Ministero Non l'avete chiesto. Che lei sappia Teste Bortolone M.R. Però, che io sappia, lei era seguita in un piccolo gruppo, e dico anche perché perché la scelta di questa scuola era seguire i ragazzi difficili. Noi ave-vamo un quoziente altissimo di ragazzi con diverse dif-ficoltà e avevamo dei progetti particolari, per cui segui-vamo i ragazzi attraverso laboratori con piccolissimi gruppi, che erano seguiti anche da un docente di sostegno, quindi anche i ragazzi non certificati in quella scuola, diciamo, godevano di una individualizzazione di voci sovrap. Pubblico Ministero Sì, ma questo non c'è dubbio. Teste Bortolone M.R. Senza, però, mai chiedere l'insegnante di sostegno. Io non ricordo di averlo chiesto. Pubblico Ministero Quello che io volevo sapere Lei ha usato una parola che io mi permetto di utilizzare. Teste Bortolone M.R. Sì. Pubblico Ministero La Veronica prima di questi episodi che abbiamo non era una ragazza certificata? Teste Bortolone M.R. Assolutamente, non era una ragazza certificata. Pubblico Ministero Bene. Nessun'altra domanda. Giudice Senta professoressa, tre o quattro chiarimenti. Non ho capito bene questa bambina a che sempre in base ai suoi ricordi, quindi, che problemi aveva. Di tipo fisico, psichico? Era solamente svogliata? Mi fa capire meglio che tipo di problema, se aveva un tipo cioè, perché un ragazzino, appunto, può essere nella normalità che sia svogliato, che non però, ecco, volevo sapere se c'era qualche dato saliente in questo senso. Teste Bortolone M.R. Diciamo che la ragazza aveva una fragilissima preparazione di base della scuola elementare. Giudice E questo l'aveva detto. Teste Bortolone M.R. E questo è un dato. Una scarsa Giudice E questo può dipendere dal fatto che uno non ha voglia di studiare, magari gli piace più dedicarsi allo sport per strada. Teste Bortolone M.R. Però, ecco, una scarsissima attenzione, quindi una capacità proprio di attenzione ridottissima da quello che ci risulta. C'aveva questi s'addormentava a scuola, questo era uno dei dati. Giudice Ecco, ma s'addormentava a scuola. Questo co-sa voci sovrap. Teste Bortolone M.R. Questo io Giudice Cioè, stava tutta la mattinata stesa a dormire? Teste Bortolone M.R. Ma io questo Senta, io questa cosa Giudice Che cosa sa lei di questo? Teste Bortolone M.R. Non ho degli elementi per poter dire né per quale motivo e né per quanto tempo. So che i professori mi dicevano Nel bel mezzo di una lezione questa s'addormenta , quindi io riferisco questo. Poi come e per Giudice Ecco. Ma scusi, per quello sempre ora uno sforzo di memoria. Teste Bortolone M.R. Certo. Giudice Ma i professori le ponevano questa cosa come, che ne so Questo bambino, insomma, è svogliato, tant'è non gli importa gli importa talmente poco di quello che spiego io che addirittura s'addormenta ? Oppure glielo facevano capire come un problema di tipo fisico? Teste Bortolone M.R. Ma un problema di tipo fisico Giudice Capisce, no? Perché c'è una bella differenza. Teste Bortolone M.R. Capisco bene, capisco bene. Giudice Io mi posso addormentare, perché a un certo punto sono qui Teste Bortolone M.R. Ora che io possa Giudice in quest'aula e uno dice Ci s'addormenta perché Però diverso è se uno proprio cade dal sonno. Teste Bortolone M.R. Dottore, non eravamo neanche capaci di poter fare un'attenzione o poter fare una distinzione così forte tra quello che poteva essere un dato psicologico, un dato sociale, perché aveva anche una situazione fami Giudice A me interessava solo se c'era Teste Bortolone M.R. e il tipo fisico sinceramente. Giudice un qualche allarme di tipo fisico. Teste Bortolone M.R. Sinceramente a una ragazzina di 12 anni a me i professori del tipo fisico mi presentavano un caso complesso con cui noi ci misuravamo tutti i giorni, ma io non non mi sento di riuscire a fare una distinzione tra la parte fisica, la parte psicologica e la parte sociale, familiare. Giudice No, a me interessava solo, capito, se Teste Bortolone M.R. Ecco, proprio perché era tutto intri-so di una ecco. Giudice Sì, sì, ho capito. Mi interessava solo capire se qualche professore avesse fatto Teste Bortolone M.R. No, che ci fosse stato un dato organico, a dire Guarda, questa Giudice È scattato un campanello d'allarme? Santo Cielo , dice, questa bambina non è solo svogliata, questa bambina ha dei gravi problemi fisici, perché cade improvvisamente , allora a quel punto uno interrompe anche la lezione e chiama il medico, no? Teste Bortolone M.R. No, questo questa cosa, che poi di solito ci viene segnalata dai professori di educazione fisica, perché a volte i problemi diciamo sanitari, i problemi fisici vengono io non Giudice Quindi, ecco, tirando le fila Teste Bortolone M.R. Non me la ricordo proprio da poter dire così. Che il caso, però, nel suo complesso meritasse attenzione Giudice Quindi era un caso problematico? Teste Bortolone M.R. Questa era una ragazza su cui si doveva fare attenzione, era un caso Giudice Ecco. Ma lei ha mai saputo qualcosa di eventualmente connesso a problemi relativi all'obesità di questa ragazzina? Teste Bortolone M.R. Dunque, io sapevo che la ragazza faceva una cura per l'obesità o aveva fatto una cura. Giudice Cosa sapeva lei di questa cosa? Teste Bortolone M.R. Solamente questo che aveva fatto una cura per l'obesità o stava facendo una cura per l'obesità, io non mi ricordo, comunque era qualcosa legato ad una cura con l'obesità e la ragazza effettivamente era una ragazza obesa, come dire. Però, ecco, poter dire quale ora io dovrei avere degli elementi per poter non me la sento. Giudice No, no, no, ma io non voglio scavare più di tanto su questa cosa. Scusi, allora lei di questa cosa, che la ragazzina stava facendo una cura per l'obesità, ne aveva parlato con la mamma della bambina? Teste Bortolone M.R. Senta, noi quando abbiamo visto queste cose strane s'è chiamato la mamma. Giudice Perché lei ha parlato con la mamma? Volevo sapere voci sovrap. Teste Bortolone M.R. Ho parlato e la mamma, certo, con la mamma e con l'assistente sociale, cioè io mi sono rivolta sia alla mamma, sia all'assistente sociale e abbiamo cioè, ho segnalato questa stranezza diciamo della stranezza, diciamo della fantasia, ecco, perché quella era una cosa che ecco. Giudice Aspetti, ora c'arrivo a quella lì della fantasia, ecco. Quindi con la mamma ha avuto occasione di parlarci più volte? Teste Bortolone M.R. Comunque noi Giudice O ha avuto un colloquio solo? Teste Bortolone M.R. Ma io ho parlato parecchie volte con la mamma. Giudice E si ricorda la mamma della bambina che cosa se le disse qualcosa? Le parlò la mamma di questa cura per l'obesità? Teste Bortolone M.R. Sì, però io ho ricordi molto vaghi e non più di tanto non lo so. Mi ricordo bene che la mamma m'ha detto che faceva una cura. Giudice Questo gliel'ha detto la mamma? Teste Bortolone M.R. Questo me lo ricordo, questo me lo ricordo. Giudice Faceva una cura, ecco. Di preciso ecco, qui faccia uno sforzo. Teste Bortolone M.R. Non mi ha detto che genere di cura. Giudice Cosa le disse? Teste Bortolone M.R. Assolutamente no, non m'ha detto che genere di cura. M'ha detto che la bambina siccome noi ci preoccupavano, la mamma mi ha detto Signora, questa è una bambina in cura. Tanto è vero che quando agli insegnanti io ho detto Questa è una bam Cioè, gli insegnanti, tutti eravamo consapevoli di queste cose, sapevamo anche che, comunque, era una bambina che era in cura. Giudice Però di preciso non sapevate niente di più specifico di che tipo di cura fosse, di che Teste Bortolone M.R. No, io no, assolutamente no. Giudice No? Teste Bortolone M.R. Almeno non era una così Che era in cura, che aveva problemi per cui doveva essere, diciamo, oggetto d'attenzione da parte degli insegnanti anche a livello didattico, questo sì. Però Giudice Senta, veniamo all'episodio. Teste Bortolone M.R. Sì. Giudice Ecco, voglio capire un attimo questo colloquio come s'è svolto, cioè Allora, viene la bambina direttamente da lei, nella sua stan Cioè, come accade questo colloquio? Teste Bortolone M.R. Senta, io quello che mi ricordo, mi ricordo due cose. Uno la vicepreside che un giorno mi dice, la vicepreside della Pirandello Guardi signora che qui succedono cose strane. C'è una bambina che dice che il professore di musica mette i bambini nei sacchi. E io m'allarmo. Giudice Che c'è una bambina. Le fece Teste Bortolone M.R. Io m'allarmo. Questa Giudice Lo credo. E quando le dice C'è una bambina , le dice subito C'è questa bambina Teste Bortolone M.R. No, no, no. C'è una bambina. Giudice Una bambina. Teste Bortolone M.R. Proprio la prima era una era sul tipo leggenda metropolitana. Al che io dico alla Giudice Che il professore mette i bambini Teste Bortolone M.R. Io dico alla vicepreside Oh, ma questa Giudice Innanzitutto, ecco, per inciso le chiedo questo professore, che le consti, ora non le sto chiedendo se metteva i bambini nel sacco, ma che aveva che tipo di rapporti con i ragazzi? Era Teste Bortolone M.R. Lui aveva normali rapporti. Giudice Che a lei risulti, c'aveva avuto mai screzi, problemi coi bambini? Teste Bortolone M.R. Macché! Normali rapporti con i ragazzi. Giudice Era Teste Bortolone M.R. Era piuttosto divertente, quindi i ragazzi, forse, facevano poca musica. Facevano un po' di confusione quando c'era lui, questo è tutto. Giudice Però, ecco Teste Bortolone M.R. Ma aveva ottimi rapporti con i ragazzi. Giudice Ecco, questo volevo sapere. Che le risulti, problemi partico Teste Bortolone M.R. No, no, no. Lui l'unica cosa è che magari usciva a telefonare. Questo non Giudice Sì, sì. No, volevo solo capire Teste Bortolone M.R. Però aveva ottimi rapporti con i ragazzi. Giudice se aveva avuto qualche problema. Teste Bortolone M.R. Per questo mi ha meravigliato il fatto che si dicesse questo di un professore. Giudice Bene, ecco. Allora veniamo al colloquio. Teste Bortolone M.R. E quindi questo mi è stato mi è sta-to riportato come leggenda metropolitana. Ora io non mi ricordo se è stato il giorno dopo o Giudice Va bene, questo non mi interessa. Teste Bortolone M.R. Però subito dopo, diciamo, viene la bambina in presidenza. Giudice Contatto suo con la bambina. Voglio capire cosa le dice la bambina. Teste Bortolone M.R. Viene la bambina in presidenza e mi dice Ti devo dire una cosa il professore Giudice Così proprio? Parte con questo con questo discor-so? Teste Bortolone M.R. Sì, sì, sì. D'altra parte era un po' voci sovrap. questa cosa. Giudice Prego, prego, vada avanti. Vada avanti, dica. Teste Bortolone M.R. Il professore mette i bambini Giudice Il professor Lanzetta mette Teste Bortolone M.R. Il professor Lanzetta mette i bambi-ni nei sacchi della nettezza. Ecco, questo è quello sicu-ro, poi non mi ricordo se m'ha aggiunto Aspetta il camion per metterli sopra il camion. Ma la cosa era Giudice Cioè, detta questa frase che la che succede? La bambina se ne va? Lei Teste Bortolone M.R. No. Che succede? Succede che Giudice Cioè, scatta un dialogo? Teste Bortolone M.R. Succede che io cerco un po' di ragio-nare con la bambina, di farle delle domande Ma questa cosa quando succede? Ma tu l'hai visto direttamente? , cioè quelle cose che servono un pochino ad approfondire se la bambina Giudice Certo. La Teste Bortolone M.R. da dove può venire una cosa della bambina. Giudice E la bambina insiste nella fantasia oppure esce da questa Teste Bortolone M.R. La bambina insiste nella fantasia. Insiste nella fantasia, a dire No, guarda, è proprio così. Il professore ti il professore fa questa cosa. E io Giudice Ma lei come l'ha vista la bambina in quel momento, quando diceva questa cosa? Teste Bortolone M.R. Ma la bambina Giudice Era impaurita, lo diceva in maniera tranquilla? Teste Bortolone M.R. Senta, a me a me mi pareva una bambina che desse i numeri, detto proprio così, tranquillamente. Giudice Sì, questo ho capito. Ma desse i numeri Teste Bortolone M.R. Cioè, che desse cioè, lei era tranquilla come quando i bambini ti raccontano favole e lo dicono con tutta la serietà, e poi ti raccontano favole. Giudice Certo. Teste Bortolone M.R. Non m'è capitato tante volte proprio così, di ricevere una cosa di questo genere. Io ho pensato che, sinceramente, mentre Dentro di me pensavo che fosse Lanzetta avesse fatto un qualcosa che poteva essere associato, per cui quando un bambino ti parla e Io come preside sono anche chiamata ad accogliere quello che mi dice il bambino, quindi da una parte io dicevo Mammamia, questa Veronica dà i numeri. Dall'altra parte io pensavo Cosa è successo che ha fatto scattare Giudice Certo, ho capito, ho capito. Certo. Teste Bortolone M.R. Dopodiché chiamo il professore, insomma, e il professore mi dice Giudice Va bene. Quello va bene, non mi interessa. Ecco, ma dopo questo episodio, quindi, in voi nel consiglio è scattato un campanello d'allarme? Teste Bortolone M.R. Sì, dopo. Diciamo che dopo Giudice Cioè, fu chiamata la mamma? Fu Teste Bortolone M.R. Dopo l'episodio si chiama la mamma, si chiama l'assistente sociale, si costruisce dal punto di vista della scuola quell'attività per tenere la ragazzina impegnata, sotto controllo e farla funzionare anche come studente insomma. Giudice Ho capito. Senta, lei di altri episodi avvenuti a parte queste questi, chiamiamoli, colpi di sonno, lei di che ne so, che la bambina vomitasse o che avesse delle emicranie o cose di questo genere sa qualcosa? Teste Bortolone M.R. Questo non questo assolutamente non mi ricordo, non non mi ricordo. Giudice Non si ricorda? Teste Bortolone M.R. Non non doveva essere una cosa così rilevante, ma io però non lo posso dire. Io non mi ricordo, mi ricordo solo questo. Giudice Non se lo ricorda, va bene. Grazie, può andare se non ci sono domande sulle mie domande. No? >> teste LANZETTA Giuseppe, insegnante di musica ud. 7.12.2004 Nel riportare ampi stralci di questa deposizione si segnala in particolare il riferimento fatto dal teste ad una frase, da lui percepita, che la madre di VERONICA avrebbe esclamato in occasione del colloquio siamo nel novembre del '99 avvenuto quando fu convocata a scuola a seguito dell'episodio allucinatorio di cui era rimasto protagonista lo stesso LANZETTA, e cioè all'affermazione fatta dalla TRIOLO in dialetto siciliano ietto tutto! secondo la quale ella avrebbe gettato via le medicine che prendeva VERONICA, affermazione questa, riportata da un testimone del tutto estraneo alla vicenda della cui attendibilità non si ha alcun motivo di dubitare, che indirettamente offre un ulteriore significativo riscontro all'ipotesi sostenuta dall'Accusa secondo la quale la somministrazione del TOPAMAX si sarebbe appunto protratta fino al quel periodo primi di novembre del 1999 , non avendo altrimenti una simile esclamazione, pronunciata dalla madre in modo spontaneo, alcun senso logico laddove la somministrazione del farmaco si fosse - come sostiene la Difesa - già interrotta da tempo. TESTE LANZETTA G. sì, penso nel '99, sono passati parecchi anni PUBBLICO MINISTERO ci occupiamo di una delle sue alunne, Veronica Ruocco, se la ricorda? TESTE LANZETTA G. sì. PUBBLICO MINISTERO ci vuole dire che cosa accadde nel novembre del '99? TESTE LANZETTA G. eeee PUBBLICO MINISTERO se se lo ricorda, immagino di sì perché il fatto è singolare. TESTE LANZETTA G. sì, perché poi io mi misi, lo scrissi anche, molti anni fa. Dunque io ero in classe, dove era la Veronica Ruocco a fare lezione, ad un certo punto entrò la Preside per una comunicazione. La preside era la signora Bortolone. Dopodiché mentre, dopo fatta la comunicazione la Preside uscì, stava per uscire e la ragazza mi disse Professore posso uscire, devo dire una cosa alla Preside? giustamente la Preside era lì, dissi certo, accomodati . Chiuso lì. Io rimasi in classe, loro parlarono fuori, penso, la ragazza rientrò , anzi io mi ricordo che chiesi come mai , c'è qualche problema, perché? era un po' di giorni , insomma un po' di giorni, forse dall'inizio dell'anno che questa ragazza con me non faceva quasi nulla, nel senso che non studiava nulla ed era , ultimamente PUBBLICO MINISTERO questo lo sentiamo dopo, ecco. TESTE LANZETTA G. e allora nulla, mi disse no, no, dovevo dirgli una cosa , e fino a che lì va bene. Dopodiché mi trovai scusate se mi metto a ridere ma è una cosa veramente molto singolare. Ero presente un consiglio di classe, non mi ricordo se di quella sezione ma penso di no, e quindi come insegnante, e c'erano anche altri genitori come rappresentanti di classe di un'altra sezione, allora la Preside mi ricordo che mentre parlava, diceva questi ragazzi appunto sono fantasiosi, dicono delle cose a volte che non sono vere, ecc. ecc., come quella che il Professor Lanzetta prende i ragazzi , non so se aggiunse cattivi, insomma li mette in un sacchetto della immondizia li chiude e poi - dice - li butta via nel cassonetto. Mi sembra che , al che giustamente lei può rendersi conto del fatto, si misero tutti a ridere, no? e quindi io , che poi ero parte lesa, nel senso che facevano il mio nome la signora, praticamente lì per lì ridemmo, poi io chiamai la Preside, anzi chiesi un appuntamento e dissi scusi signora, abbia pazienza ma come fa a , perché lei disse il fatto, nominò me ma non disse chi fosse il soggetto che avesse riferito questa cosa. e sa dice la ragazza, Veronica Ruocco l'altro giorno appunto quando c'era lei in classe, quando è venuta fuori mi ha detto questa cosa . dice ma giustamente io non credo , ed io dissi alla Preside a meno che io non sono impazzito a tal punto che faccio queste azioni e non me ne rendo conto, però, dico, i ragazzi non tutti presenti, non ne manca nessuno che ho buttato nel cassonetto , e la cosa in effetti poi lì per lì l'avevo presa a ridere, poi dissi ma guarda devo essere portato per bocca da questa ragazzina. Insomma ero un po' arrabbiato di questa situazione, ma non tanto perché , perché sah, uno c'ha una certa posizione, insomma, compaio sul giornale, mi dava fastidio che questi genitori che io non , che conoscevo ma di un'altra classe avessero saputo questa cosa. Al che dissi alla Preside , dice ma non si preoccupi però io dissi chiamo la mamma allora scrissi sul diario mi pare della ragazza, oppure , non mi ricordo se telefonai o scrissi, di venire al colloquio e venne la signora a parlare con me il giorno in cui l'avevo convocata, mi pare subito, il giorno dopo , insomma perché avevo messo questa cosa PUBBLICO MINISTERO siamo più o meno nel novembre '99? TESTE LANZETTA G. '99 sì, mi ricordo '99 come anno, se era novembre , sì, forse era freddo, sì, forse era novembre. Mi pare di sì, ora io , giustamente siamo a 5 anni, però insomma mi ricordo di questa cosa singolare Allora la mamma venne da me, gli dissi guardi signora, ma sua figlia che cosa c'ha a parte lei venne da me credendo che io l'avessi convocata per parlare della ragazza, dell'andamento scolastico, siccome l'andamento scolastico era inesistente, nel senso questa ragazza , dico guardi, ma sa che cosa ha detto, mi ha messo anche un po' in difficoltà, ma ci sono dei problemi? e lei appunto mi disse che , sì - dice - io non la vedo bene , poi andò via , anzi mi ricordo che si mise anche a piangere perché giustamente era mortificata che gli avessi detto che sua figlia PUBBLICO MINISTERO ma gli riferì se la ragazza aveva dei problemi in quel periodo, di salute o di altro genere? TESTE LANZETTA G. no, veramente feci io questa domanda, dissi vedo questa ragazza che ogni non è attenta , sorniona, quasi se dormiva insomma PUBBLICO MINISTERO ecco, ora passiamo un attimo , lei poco fa ha detto che il suo rendimento scolastico era inesistente. TESTE LANZETTA G. me lo ricordo perché io purtroppo ho una memoria incredibile. PUBBLICO MINISTERO ecco, allora facciamo un altro passo indietro. TESTE LANZETTA G. mi ricordo di tutti, io ho alunni che hanno 35 anni, quando li vedo dico nome e cognome, è un dono di Dio questo! PUBBLICO MINISTERO Ruocco Veronica lei la ebbe tra i suoi alunni quell'anno per la prima volta' TESTE LANZETTA G. tre anni l'ho avuta Veronica. Tre anni o quattro. PUBBLICO MINISTERO prima di quel , del '99 TESTE LANZETTA G. ora io non so nel '99 non so che classe facesse la prima o la seconda. PUBBLICO MINISTERO nel '99 lei era , la Ruocco Veronica era una alunna nuova o era una alunna già ? TESTE LANZETTA G. questo mi chiede , che classe faceva? Non so se faceva la prima o la seconda, io questo non lo so. nel '99 PUBBLICO MINISTERO no, ma lasci stare questo aspetto, provi un momento a ricordare TESTE LANZETTA G. sicuramente nuova non era perché forse era scritta in seconda classe, non lo so, non è che fosse , cioè ricordo che già io ora non mi ricordo però se era iscritta in quale classe perché io l'ho avuta per tutto il triennio, anzi non so se è stata anche bocciata un anno, quindi PUBBLICO MINISTERO ma la domanda che volevo farle era in relazione alla nota che lei ha proposti sul rendimento scolastico che in quel periodo era inesistente TESTE LANZETTA G. mah, diciamo è stato sempre inesistente, cioè aveva proprio scarso interesse questa ragazza. PUBBLICO MINISTERO scarso interesse, ma in quel periodo la ragazza aveva dei comportamenti insoliti per lei, rapportati invece alla normalità dei comportamenti? TESTE LANZETTA G. era una ragazza molto introversa, sicuramente, taciturna, non dava fastidio dal punto di vista comportamentale, anzi, era molto sorniona, io poi in ogni classe faccio due ore la settimana, non è che faccio lettere PUBBLICO MINISTERO sorniona che ? TESTE LANZETTA G. come se dormisse, insomma PUBBLICO MINISTERO ma dormiva o no? ce lo dica liberamente. TESTE LANZETTA G. un giorno l'ho vista proprio sul banco, gli dissi ma che succede, non si sente bene! dice ma dorme, ogni tanto dorme , mi risposero i ragazzi. PUBBLICO MINISTERO fuori microfono TESTE LANZETTA G. perché io c'avevo due ore di lezione e non sempre alla , a volte magari alla prima ora, questo esempio forse era alla fine della giornata quando successe questa cosa qui, ma è successo un paio di volte, che l'abbiamo presa quasi un po' in giro nel senso , dice, io non sapevo che cosa avesse questa ragazza, dico ma la notte a che ora vai a letto? Dormi in classe! Due o tre volte è successo questo. PUBBLICO MINISTERO quindi si addormentava, aveva TESTE LANZETTA G. così. PUBBLICO MINISTERO non aveva sonnolenza come può succedere a tutti TESTE LANZETTA G. io l'ho vista , cioè non è che dormiva sempre, qualche volta l'ho vista proprio appoggiata con la testa sopra voci sovrapposte GIUDICE diamo atto che mima il gesto di reclinare la testa sul braccio. PUBBLICO MINISTERO quindi qualche volta questa ragazza TESTE LANZETTA G. proprio appoggiata! GIUDICE sì, sì, ho capito. TESTE LANZETTA G. quindi uno dice ma ti senti male? - no Professore dorme , come dorme allora andavo o Veronica! così, e io gli domandavo, cioè uno vede un bambino che dorme in classe, la mattina, no? dice ma a che ora vai a letto, alle due, alle tre? Vai prima insomma, cosa hai fatto ieri, come mai dormi? PUBBLICO MINISTERO poi lei ricorda se come Consiglio di classe, se parlando con i suoi colleghi si chiarì la motivazione di questo comportamento o no? TESTE LANZETTA G. sì, sì, perché poi PUBBLICO MINISTERO lei alla fine l'ha saputo? TESTE LANZETTA G. questo consiglio di classe è stato , mi pare che questa ragazza poi ha avuto problemi anche con altri , cioè problemi, nel senso che era un caso di quelli problematici, e non mi ricordo PUBBLICO MINISTERO problematici per questi motivi che ha detto lei o per altro? TESTE LANZETTA G. problematici per il rendimento, scolastico e poi venne fuori che appunto questa ragazza aveva dei problemi di salute e questi problemi di salute la portavano ad un rendimento zero. E non so se si fece un consiglio di classe per chiedere l'aiuto di un assistente sociale oppure di un insegnante di appoggio, ma era un caso come tanti altri che avevano di questi problemi. PUBBLICO MINISTERO quindi un problema di salute che impediva di fatto TESTE LANZETTA G. venne fuori dopo , io non sapevo questa cosa. PUBBLICO MINISTERO cioè la ragazza non partecipava alle lezioni sue? TESTE LANZETTA G. no, ma non solo alle mie, anche alle altre. PUBBLICO MINISTERO no, no, ora lei ovviamente TESTE LANZETTA G. sì, certo, ma tanto è vero che dicevo ma la musica non ti piace? inc. Poi io mi ricordo avevo un rapporto, perché poi questi ragazzi vanno saputi prendere, no? Allora lei preferiva ascoltare musica di stile un po' di diverso da quello che si ascolta, però mi ricordo non ha mai avuto un flauto, oppure se lo portava non lo sapeva suonare , storia della musica mai fatta , lei si divertiva PUBBLICO MINISTERO ma lei li faceva anche cantare i ragazzi? TESTE LANZETTA G. certamente. PUBBLICO MINISTERO e Veronica cantava? TESTE LANZETTA G. assolutamente no. PUBBLICO MINISTERO quindi non partecipava assolutamente. TESTE LANZETTA G. all'attività, io infatti chiamavo la mamma per dirgli signora ma a questa ragazza che gli metto io a fine anno? PUBBLICO MINISTERO certo. TESTE LANZETTA G. però questa cosa è successe , ora mi pare, sì, appunto forse l'inizio dell'anno quindi , però io non sapevo assolutamente se c'erano PUBBLICO MINISTERO ma successivamente a questi momento della fine del '99, se lei lo ricorda, c'è stato un momento in cui Veronica ha ripreso un po' a partecipare o è rimata così, in tutto il percorso scolastico? TESTE LANZETTA G. ma Veronica Ruocco non ha mai raggiunto la sufficienza in musica. PUBBLICO MINISTERO però raggiungere la sufficienza magari TESTE LANZETTA G. vuol dire anche partecipare , ma sah, quando si mette insufficiente vuol dire o da zero ad uno, a due, a tre, a quattro. Io comunque la ragazza la vedevo anche PUBBLICO MINISTERO ha continuato ad addormentarsi in classe? TESTE LANZETTA G. no, no, questi eventi di dormiva forse saranno successi , non so, in quel periodo lì. No, no, mi ricordo che poi partecipava regolarmente ma studiava poco, quasi nulla. PUBBLICO MINISTERO appunto, una cosa è studiare poco o non essere interessati, una cosa è dormire ed essere TESTE LANZETTA G. no, questo dopo gli eventi che PUBBLICO MINISTERO questo stato ? TESTE LANZETTA G. anzi io , mi sembra che , però non voglio confondermi, che la dopo i consigli di classe, insomma dopo qualche mese, non so se la signora è tornata, dice guardi la ragazza faceva dei farmaci e allora questi gli portavano sonnolenza, anzi grazie, la ringrazio per avermelo detto , e poi da allora non è che , era disinteressata, come tanti ragazzi poi, nella norma, non è che fosse una cosa rara. PUBBLICO MINISTERO mentre il comportamento dell'addormentarsi e quello relativo alla allucinazione non ? TESTE LANZETTA G. no, poi altri eventi del genere non ha raccontato. Cioè a me per lo meno! PUBBLICO MINISTERO non si sono ripetuti poi questi ? TESTE LANZETTA G. no, dopo questa cosa no. PUBBLICO MINISTERO dopo questo periodo, fermo restando che non era interessata né studiava abbastanza. TESTE LANZETTA G. questo dopo, sì, però non l'ho più vista dormire, anzi spesso era assente comunque, questo me lo ricordo, era assente proprio da scuola. PUBBLICO MINISTERO dalle lezioni. TESTE LANZETTA G. da tutte le lezioni, però io poi dopo la vedevo, quindi il rapporti in effetti con me non era cattivo, cioè nonostante che lei , diciamo fra virgolette odiasse la disciplina. Io vivo in effetti un po' di fronte casa dove abitano lì, io abito ancora lì, quindi questa ragazza , c'era un centro sociale, c'è un centro , molto spesso la incontravo hai studiato oggi? - sì, sì, ho studiato - allora domani ti interrogo! ecco. Quindi poi c'era , alla fine era diventata più una cosa confidenziale , per dire PUBBLICO MINISTERO ho capito. Bene, io non ho altre domande signor Giudice. GIUDICE la Parte Civile ha domande? AVV.DIF. P.C. CIANFERONI nessuna. GIUDICE la difesa ha domande? AVV.DIF. CASCIANI buongiorno maestro, sono l'avvocato Casciani, difensore di Marazziti. Senta, lei il periodo preciso a cui si riferisce questo episodio , lei ha preso nota scritta, mi pareva che avesse detto scrisse su un suo registro TESTE LANZETTA G. no, sul diario della ragazza voci sovrapposte AVV.DIF. CASCIANI lei il periodo, si ricorda mica era , ha detto che era freddo era novembre , dicembre? TESTE LANZETTA G. sì, sarà stato novembre AVV.DIF. CASCIANI poteva essere dicembre? TESTE LANZETTA G. mi ricordo che erano trascorsi pochi mesi dall'inizio dell'anno.>> TESTE LANZETTA G. prima, sì, sì. AVV.DIF. CASCIANI prima? TESTE LANZETTA G. sì. AVV.DIF. CASCIANI prima di quel consiglio di classe già si , ma si sono verificati anche dopo? TESTE LANZETTA G. mah ora mi chiede , no, non , comunque a dormire l'ho più vista. Poteva essere assente, magari distratta, ma che dormisse l'ho vista , non l'ho vista dopo insomma. AVV.DIF. CASCIANI ma qual è il periodo di questo dormire, lei con esattezza ce lo può indicare? TESTE LANZETTA G. prima che , o nello stesso periodo o prima che succedesse questa diceria, io la chiamo così insomma AVV.DIF. CASCIANI che non era quella prima di inc. ! prima di questo consiglio di classe. TESTE LANZETTA G. sì, sì. AVV.DIF. CASCIANI ecco, lei l'ha avuta per tre anni questa bambina? TESTE LANZETTA G. tre anni ma non so se ha anche ripetuto, quindi l'ho avuta per tutto il triennio, insomma per tutto il corso completo, l'ho portata agli esami. AVV.DIF. CASCIANI voci sovrapposte TESTE LANZETTA G. sì. AVV.DIF. CASCIANI ecco, questi episodi dell'addormentarsi, dormire, della sonnolenza in tutto questo arco chi tempo le è mai capitato di verificarli, di constatarli? TESTE LANZETTA G. in questo periodo che le ho detto prima, ho fatto ora mente locale sì, mi ricordo, poi dopo deve dire che non è che stesse sempre partecipe, insomma molto spesso era distratta per fatti suoi, anche negli altri anni. cioè io gli ho detto prima la Ruocco Veronica non ha mai avuto la sufficienza nel triennio, nel senso che vuol dire che si è sempre impegnata poco. Ma che fosse dormiente dal punto di vista AVV.DIF. CASCIANI quando è che la madre a lei parlò della assunzione di questi farmaci da parte della figlia? TESTE LANZETTA G. forse , non so accennò qualche cosa quando andò via, perché sah, io sono napoletano, lei è siciliana, quando parlava avolte in dialetto non ci si capiva bene. solo quando andò via non se mi disse , dice smetto le cure, basta, butto via tutto , e andò via, quindi poi , dopo, dopo è venuto fuori GIUDICE ma quando, quando la convocò? TESTE LANZETTA G. sì. GIUDICE quando la convocò dopo il consiglio di classe? TESTE LANZETTA G. no, non dopo voci sovrapposte GIUDICE dopo , in relazione all'episodio dei sacchetti TESTE LANZETTA G. dopo che la Preside mi aveva detto questa cosa. GIUDICE la convocò e quello che voci sovrapposte TESTE LANZETTA G. e lei giustamente eeeeh, allora fece una cosa del genere, disse una cosa del genere che ora è vaga, insomma un po' , mi ricordo aveva parlato butto via tutto, medicinali ora però, ecco, le parole precise dopo sei anni io non me le ricordo!>> PUBBLICO MINISTERO no, no, chiaramente è una reazione. TESTE LANZETTA G. voci sovrapposte in siciliano mi ricordo! PUBBLICO MINISTERO in siciliano. TESTE LANZETTA G. io sono napoletano e non ho capito bene PUBBLICO MINISTERO però capì che TESTE LANZETTA G. voci sovrapposte perché lei giustamente era mortificata ma poi forse era anche arrabbiata perché , non lo so per quale ragione insomma! io ho intuito questa cosa qui! PUBBLICO MINISTERO certo, ha capito questo riferimento al buttar TESTE LANZETTA G. farmaci. PUBBLICO MINISTERO via dei farmaci. TESTE LANZETTA G. butto via tutto, ietto tutto! una specie di PUBBLICO MINISTERO ecco, ietto tutto , bene, invece nel secondo incontro, quello che abbiamo più o meno allocato nell'anno 2000, quando la mamma TESTE LANZETTA G. 2000? PUBBLICO MINISTERO lei ha detto che nell'anno 2000 la mamma di Veronica di nuovo le ha parlato del fatto che la bimba non stava bene TESTE LANZETTA G. cioè in seguito? PUBBLICO MINISTERO sì. GIUDICE in seguito che vuol dire, nel 2000 voci sovrapposte ? TESTE LANZETTA G. in seguito, durante un , no, io ho risposto nel 2001 avevo scritto la dichiarazione PUBBLICO MINISTERO nel 2001 c'è la dichiarazione. TESTE LANZETTA G. sì. PUBBLICO MINISTERO e va beh, quella GIUDICE c'era stato un ulteriore colloquio nel 2000 allora? TESTE LANZETTA G. ma penso che la mamma sia venuta a parlare PUBBLICO MINISTERO ecco, quando TESTE LANZETTA G. al colloquio, sì. PUBBLICO MINISTERO ecco quando GIUDICE pensa? Scusi, no, per capire, perché PUBBLICO MINISTERO eh, anche io vorrei capire. TESTE LANZETTA G. dunque, se la bambina nel '99 era iscritta in seconda e nel 2000 era iscritta in terza, dico sarà venuta per chiedere come va la Veronica ? voci sovrapposte PUBBLICO MINISTERO ecco, allora chiariamo questo punto, dopo questo primo episodio che accade nel '99 diciamo, verso novembre, dicembre, quello che è, quando successivamente lei ha riparlato o con la mamma di Veronica o con gli altri insegnanti, ha capito perché , che cosa succedeva a Veronica in quel periodo del '99? Cioè ha saputo in qualche modo ? TESTE LANZETTA G. sì, sì, al consiglio di classe PUBBLICO MINISTERO ci dica lei come. Ecco, al consiglio di classe? TESTE LANZETTA G. al Consiglio di classe venne fuori questa cosa da parte di altri insegnanti, non so se quella di inglese , o di altro , o del coordinatore, non so chi fosse, se fosse l'insegnante di inglese, no? inc. poi la signora dopo GIUDICE cioè cosa? sia più preciso. PUBBLICO MINISTERO ecco, la signora dopo che cosa le disse? TESTE LANZETTA G. la signora mi raccontò che la ragazza forse si era sentita male, lei quando non , cioè lei giusta , ogni mamma giustifica il suo figlio, no? e quindi a me mi veniva a giustificare forse non studia perché sah, non sta bene di salute. E mi raccontò che aveva preso dei medicinali che gli avevano fatto male, tutto lì. Ma non mi disse né il nome, né il cognome PUBBLICO MINISTERO no, no, ma a noi questo non , era solo per dare questo dato. TESTE LANZETTA G. voci sovrapposte neanche la terapia che avesse , cioè non mi disse che cosa curava, mi disse soltanto è stata male perché ha preso dei farmaci sbagliati. ecc PUBBLICO MINISTERO infatti, il che è voci sovrapposte TESTE LANZETTA G. per giustificare PUBBLICO MINISTERO risulta, è per questo che siamo oggi qui, ma appunto, volevo capire se poi questa spiegazione lei l'aveva avuta dalla Triolo direttamente. TESTE LANZETTA G. direttamente e poi è stato confermato nel consiglio di classe, tutti gli insegnanti erano a conoscenza PUBBLICO MINISTERO a conoscenza che la bimba prendeva farmaci? TESTE LANZETTA G. erano a conoscenza di tutti i problemi che aveva avuto questa ragazza dal punto di vista di salute, anzi se vuole sapere l'ultima gliela dico perché questa la ricordo bene, un paio di anni fa l'insegnanti di inglese in sala dei professori mi chiamò e disse guarda c'è una cosa che forse ti riguarda , dissi io che cosa? e c'era un articolo del giornale dove parlavano della signora , insomma della ragazza, dice professore di musica , non c'era il nome, e quindi dice questi parlano di te! perché la signora di inglese era insegnante con me in vari consigli di classe e quindi quando la Preside disse questa cosa può darsi che l'abbia saputa anche lei, anche se non era nella classe , non so se stava nella classe E la Veronica o nella classe inc. . PUBBLICO MINISTERO no, guardi, mi premeva chiarire solo questi due passaggi. GIUDICE altre domande? PUBBLICO MINISTERO no, nessun'altra domanda.>> teste GUERRINI SIMONA assistente sociale ud. 21.9.2004 Anche questa è una testimonianza di estrema importanza per la ricostruzione dei fatti, soprattutto per chiarire quali erano all'epoca e in quali specifiche circostanze maturarono le preoccupazioni della TRIOLO a proposito delle condizioni fisiche della figlia. Si tratta peraltro di una deposizione che anche la Difesa non ha mancato di utilizzare e leggere a proprio favore laddove in particolare la teste afferma con una certa sicurezza che dei problemi fisici di VERONICA in qualche modo collegati dalla TRIOLO all'assunzione del farmaco principalmente si parla dello stato di continua sonnolenza della bambina se ne era parlato solo al ritorno dalle vacanze estive, il che nell'ottica difensiva starebbe indirettamente a dimostrare non esservi prova certa di tale collegamento causale alla luce di quanto spiegato dai consulenti e periti ascoltati in dibattimento secondo i quali gli eventuali effetti collaterali del TOPAMAX tra cui appunto rientra anche la sonnolenza si dovrebbero manifestare appena iniziata la cura. L'obiezione difensiva testé esposta ha indubbiamente un supporto di natura scientifica ma in concreto non sembra cogliere nel segno infatti, è si vero lo vedremo meglio riportando per esteso alcuni passaggi della deposizione GUERRINI che l'assistente sociale con la quale era in contatto la TRIOLO ha riferito che quest'ultima iniziò a manifestarle serie preoccupazioni per la figlia solo al ritorno dalle vacanze saremmo dunque a settembre del 1999 , ma in tutto ciò la Difesa omette di tenere conto di un dato importante e cioè che è ben possibile, anzi ad avviso di questo giudice assolutamente logico, che la TRIOLO abbia preso consapevolezza di ciò che stava realmente succedendo a VERONICA a poco a poco, e cioè dopo un po' di tempo dall'inizio della cura, anche perché - ciò non va dimenticato - da un lato la stessa MARAZZITI aveva tranquillizzato telefonicamente la madre dicendole che andava tutto bene e di continuare la cura anzi secondo una certa versione addirittura dicendole di raddoppiare la dose del TOPAMAX , dall'altro va osservato che trattandosi fondamentalmente di disturbi legati al sonno in particolare al fatto che VERONICA dormiva molto è più che plausibile ritenere che disturbi del genere non siano apparsi subito come allarmanti ad una madre, con la conseguenza che non è possibile - come pretende la Difesa - ravvisare nel fatto che la TRIOLO abbia in maniera pressante esternato all'assitente sociale le sue preoccupazioni di madre solo dopo le vacanze estive un indice inequivoco della carenza di prova della correlazione tra assunzione del farmaco e insorgenza di detti disturbi, per la semplice considerazione che non è detto affatto che debba necessariamente esservi stata una immediata coincidenza dal punto di vista cronologico tra percezione dei disturbi fisici manifestati dalla bambina come detto magari inizialmente sottovalutatri o accettati come normale effetto della cura dalla madre ed esplicite esternazioni a terzi in questo caso l'assistente sociale delle relative preoccupazioni. Pubblico Ministero Allora, lei nell'anno '99/2000 e in epoca antecedente dove prestava servizio? Teste Guerrini S. Presso il comune di Firenze, dove presto ancora servizio, e al quartiere 4. Pubblico Ministero Voci sovrap. Teste Guerrini S. Nel centro sociale di via Assisi. Pubblico Ministero In quel in quel periodo lei ebbe modo di occuparsi di Ruocco Veronica? Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Sì. Aveva rapporti con questo nucleo familiare? Ci vuol dire perché? Teste Guerrini S. Sì. Organizzavamo avevo rapporti con il nucleo familiare soprattutto per quanto concerneva le attività di socializzazione della bambina a quel tempo, nel senso che Veronica frequentava la ludoteca di via della Casella. Frequenta ha fatto i centri estivi, quindi varie attività che erano organizzate per i bambini di quella zona insomma, quindi noi come assistenti sociali seguivamo il progetto e quindi monitoravamo quello che Pubblico Ministero Ecco. Per sgombrare il campo da eventuali equivoci Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Veronica lei l'ha e il suo nucleo fa-miliare, li seguiva in questi progetti di socializzazione per, mi perdoni il i termini, per bambini senza problemi o perché Veronica o il suo nucleo familiare aveva necessità di un ausilio tecnico per un qualche disagio? Teste Guerrini S. No, questi erano centri per tutti i bambini del quartiere, quindi andavano tutti i bambini del quartiere. La mamma di Veronica doveva lavorare e quindi, chiaramente, c'erano alcune ore scoperte, per cui organiz-zavamo queste cose proprio per coprire questi spazi. Pubblico Ministero Certo. Teste Guerrini S. Essendo la zona, comunque, una zona abbastanza problematica, ecco. Pubblico Ministero Certo. Solo Teste Guerrini S. Quindi diciamo di prevenzione, un lavoro di prevenzione, ecco, sostanzialmente quei gruppi erano un lavoro di prevenzione. Pubblico Ministero Perfetto, benissimo. Le risulta che io qui sono costretta a darle un ambito temporale che grossomodo è quello del giugno-luglio '99. Fino a questo momento Veronica ha presentato dei disagi psichici, psicologici, relazionali? O no? Teste Guerrini S. No, non diagnosticati, non certificati. Veronica freque Pubblico Ministero No, no, no, io non le chiedo ora Teste Guerrini S. Veronica ha frequentato >> Pubblico Ministero Mangiava troppo. Teste Guerrini S. In maniera abbastanza, così, regolare. Pubblico Ministero Ecco. Quand'è che lei è stata contattata e messa al corrente di questo nuovo corso terapeutico che interviene nel giugno-luglio? Teste Guerrini S. Io penso verso luglio. Pubblico Ministero Verso luglio? Teste Guerrini S. Verso luglio sicuramente. Pubblico Ministero Ci racconti ora da sola quello che ricorda di questo di questo periodo. Teste Guerrini S. Di questo periodo ricordo, appunto, che la mamma mi disse che era stata da questa dottoressa e che aveva che le aveva prescritto una cura. Per cui niente, ecco, io - boh - le chiesi anche di magari di poterci parlare con questa dottoressa, perché insomma visto che stavamo, comunque, cercando di fare delle cose. C'era sta-ta era già stata la prima media, quindi sì, quindi era stato anche un periodo, insomma, di scarsa concentrazione comunque o di una serie di di difficoltà dal punto di vista didattico, vuoi anche per il lungo periodo, insomma, che alle elementari aveva fatto assenze. E quindi, insomma, pensai che fosse opportuno raccordarmi in qualche modo, se ce ne fosse stato bisogno, poi, di fare qualcosa in particolare con la dottoressa. Pubblico Ministero Certo. Teste Guerrini S. Quindi, poi, la mamma Pubblico Ministero Quindi le fu riferito il nome di questa dottoressa? Teste Guerrini S. Sì, mi fu riferito il nome della Pubblico Ministero Ce lo vuole dire? Teste Guerrini S. Dottoressa Marazziti, che poi, appunto, dopo qualche tempo la mamma, appunto, mi diede il numero di telefono se non ricordo male su mia sollecitazione, ma può darsi anche che me l'abbia portato lei. Comunque io avevo piacere, ecco, di dire che c'ero in questa situazione. Se c'era bisogno di far qualcosa, di collaborare insomma, ecco, avremmo potuto scambiarci delle Pubblico Ministero Ecco. La madre di Veronica le disse che si trattava di uno psichiatra? Teste Guerrini S. Non me lo ricordo. Pubblico Ministero Non se lo ricorda? Teste Guerrini S. Questo, devo essere sincera, non me lo ricordo. Potrei dirle Pubblico Ministero E lei le disse lei seppe se la bambina era stata sottoposta a un regime alimentare controllato o no, a dieta cioè? Doveva seguire una dieta? Giudice Lei sa di questa cura, ha detto. Sa che c'è una cura. Teste Guerrini S. Sì, so di questa cura. Giudice Di questa cura lei che cosa Teste Guerrini S. So che la mamma mi disse che la bambina prendeva dei farmaci, nel senso mi disse che prendeva un farmaco. Questo me lo ricordo, perché io rimasi ma così, ma perché era una bambina e quindi mi chiedevo insomma E per questo anche mi faceva piacere parlare con la dottoressa insomma. Era per Pubblico Ministero Sviluppi questa ci dica. Teste Guerrini S. No, nel senso volevo capire, perché la bambina, appunto, mangiava molto, quindi Ripeto io sono un'assistente sociale, mi faceva piacere conoscere e sapere di più, ecco, di questa di questa somministrazione, soprattutto, poi, su quello che dovevamo aspettarci in termini di come dire, di sviluppi, ecco, cioè se in quan-to tempo avesse, poi, perso peso e quant'altro insomma. Pubblico Ministero Ecco, bene. Teste Guerrini S. Ripeto questo il mio obiettivo era proprio quello, eventualmente, di sviluppare dei programmi con la bambina che fossero in linea con questo discorso, insomma, della cura, ecco. Pubblico Ministero Della cura. Teste Guerrini S. Di questa cura intrapresa dalla mamma. Giudice Che era già iniziata in quel momento? Teste Guerrini S. Sì, era già iniziata. Pubblico Ministero Era già iniziata. Ma lei capì, ha avuto modo di verificare di che cura si trattava? Teste Guerrini S. No, no. Pubblico Ministero Si ebbe modo di verificare che si trattava di psicofarmaci? Teste Guerrini S. No. Pubblico Ministero No. E ebbe, però, il numero di telefono di questa dottoressa Marazziti? Teste Guerrini S. Sì.>> Teste Guerrini S. Ma io feci una telefonata, perché appunto lo dissi anche alla mamma che l'avrei fatta, insomma lavoro così, e quindi la mamma era contenta di questo. E quindi feci questa telefonata. La dottoressa, però io non ricordo, nel senso mi sembra fosse in macchina, cioè non poteva stare al telefono, quindi io poi, insomma, cerco di non disturbare, insomma se uno è in movimento di certe cose non si può parlare in pubblico, e quindi mi disse che era un appunto, una cura per l'obesità, di stare tranquilla, che eventualmente ci saremmo risentiti. Ecco, ci lasciammo con l'idea che ci saremmo risentite più in là, in seguito insomma. Pubblico Ministero Allora, scusi, intanto Teste Guerrini S. Fu molto breve questa telefonata. Pubblico Ministero È in grado di collocarmela temporalmente questa telefonata? Teste Guerrini S. Temporalmente mi ricordo un gran caldo, sono quei flash insomma. io penso che fosse fine luglio-agosto, ecco. Pubblico Ministero Fine luglio-agosto? Teste Guerrini S. Penso di sì. Pubblico Ministero La dottoressa, per quanto nella sintesi, le disse, sì, quello che già lei sapeva, cioè che era una cura per l'obesità? Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Le disse anche che si trattava di una cura a base di psicofarmaci? Teste Guerrini S. No. Pubblico Ministero Quindi lei non Teste Guerrini S. Fu molto breve come telefonata. Pubblico Ministero Fu molto breve. Si può dire in quattro secondi? Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Sì. Ma non lo disse la dottoressa? Teste Guerrini S. No, questo non Pubblico Ministero No? Teste Guerrini S. Né io glielo chiesi, non me lo disse. Pubblico Ministero Ecco. E decideste che vi sareste risentite? Teste Guerrini S. Sì, a perché, appunto, quello non era il momento più adeguato per Pubblico Ministero Sì. E vi siete risentite? Teste Guerrini S. No, non ci siamo risentite. Pubblico Ministero Non vi siete risentite. Lei dopo questa telefonata parlò con la signora Triolo? Teste Guerrini S. La signora Triolo era lì, se non ricordo male. Pubblico Ministero Era lì? Teste Guerrini S. Mi sembra che fosse qui ? , sì, quindi Per cui si rimase anche con la mamma che avremmo, poi, fatto una telefonata in un altro momento, insomma più quando la dottoressa fosse stata in una situazione meno di movimento. Pubblico Ministero Difficoltosa. Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Senta, e successivamente a questo incontro lei ricevette altre chiamate di intervento, altre visite dalla signora Triolo in relazione ai problemi della bambina? Teste Guerrini S. Sì, sì, sì. Pubblico Ministero Ci racconti bene che cosa accadde. Teste Guerrini S. Nel senso io ricordo che, insomma, FINE AGOSTO-SETTEMBRE mi sembra, ecco, di collocarlo in questo periodo, poi so con certezza cosa ho fatto dopo, quindi Insomma, più o meno in quel periodo la mamma iniziò ad essere molto preoccupata e agitata, quindi mi contattava. È venuta diverse volte, perché Pubblico Ministero Perché, ecco? Teste Guerrini S. Perché Veronica era sempre molto stanca, la vedeva strana, ecco. Non la riconosceva più in qualche modo insomma. Questa figlia , dice, non sta bene. Quindi mi disse anche che insomma, poi la mamma, appunto, di Veronica - come dicevo prima - è una mamma che agisce, non è che sta ferma, quindi s'era mossa, s'era rivolta, credo, ad altri, se non ricordo male insomma ad altri specialisti o medici, non lo so, rispetto a questo stato di stanchezza della bambina, che poi io ebbi modo, appunto, di verificare seguentemente, perché poi iniziava la prima media per la seconda volta, quindi mi sembrava importante, ecco, seguirla da vicino questa situazione. I primi giorni, i primi forse il primo mese, sarà stato ottobre insomma, quindi fine settembre-ottobre, a scuola non andava per niente bene, perché Veronica veramente, ecco, non rispondeva a nessuna sollecitazione degli insegnanti, insomma, per quanto io ricordi. E quindi poi la mamma, appunto, mi disse che questa bambina, insomma, diceva cose che non insomma non stavano Pubblico Ministero Parli liberamente. Teste Guerrini S. Non stavano né in cielo, né in terra, nel senso secondo lei c'erano, ecco, frasi assolutamente sconnesse. E quindi poi io, come assistente sociale, con la scuola attivai cioè in accordo con la scuola, visto che il problema in quel momento era soprattutto attivare Veronica, quindi renderla partecipe alle lezioni, quindi la scuola per la sua parte, io per la mia. Io, appunto, per la mia attivai un intervento educativo domiciliare pomeridiano. Pubblico Ministero Ecco, fermiamoci un momento prima, perché ho delle dei dettagli da chiederle. Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero In primo luogo vorrei chiederle se era la prima volta che la scuola segnalava questa totale non reattività agli stimoli di Veronica o se era roba vecchia. Teste Guerrini S. No, era la prima volta. Pubblico Ministero Era la prima volta. Poi vorrei chiederle anche se in questo periodo di preoccupazione riferitole dalla madre lei chiese, seppe, si accertò in qualsiasi modo, se la Triolo continuava a somministrare questa cura a questa bambina e se continuava a frequentare la dottoressa Marazziti. Teste Guerrini S. Non me lo ricordo, cioè io mi ricordo che a un certo punto la mamma disse che aveva sospeso questi farmaci, ma non mi ricordo assolutamente quando. Non saprei collocarli temporal Pubblico Ministero Ma era estate, era inverno? Ci pensi. Era Teste Guerrini S. No, sicuramente sarà stato dopo ottobre, cioè penso dopo, non lo so. Veramente non lo so, perché la tele voglio dire ho sentito la dottoressa a agosto e quindi a quel li stava prendendo, quindi non lo so, vera-mente questo non me lo ricordo. Pubblico Ministero Senta Giudice Ma a un certo punto sa di questa sospensione, però colloca Teste Guerrini S. Sì. Giudice Rispetto a quel colloquio telefonico che ha avuto con la dottoressa, che ha detto si colloca a fine luglio, quando si a quando si va più o meno? Teste Guerrini S. Veramente, ripeto, non me lo ricordo. Non me lo ricordo. Giudice Mi sembra abbia detto ottobre ora. Teste Guerrini S. Sì. Dico può essere, perché appunto fu poi in quel momento che la mamma mostrava tanta preoccupazione per la bambina, quindi penso che me l'abbia detto in quel momento, cioè abbia la mamma messo insieme le cose. Però, ecco, rischio di essere su questo assolutamente imprecisa. Pubblico Ministero Ecco. Ma fu in prossimità dell'episodio per il quale lei fu chiamata dalla scuola? Cioè, era in quei giorni lì, era dopo, era subito prima? Teste Guerrini S. Non me lo ricordo. Pubblico Ministero Non se lo ricorda, non è in grado. E lei Veronica in quel periodo la vedeva, la frequentava? Dico nel mese di settembre e nel mese di ottobre. Teste Guerrini S. No, non l'ho vista. Non credo di averla vista nel mese di settembre. L'ho vista, poi, di seguito, perché con l'avvio dell'intervento educativo domiciliare, comunque in preparazione di questo intervento, ecco. Volevo parlare con Veronica, capire Pubblico Ministero Ecco. Ma l'intervento iniziò a dicembre? Teste Guerrini S. Mi sembra di sì, mi sembra di sì. Pubblico Ministero Ecco. Quindi, insomma, ancora più in là? Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Ma Teste Guerrini S. Fu proposto, non so, penso fine ottobre, novembre. Poi, insomma, i tempi burocratici Pubblico Ministero Ecco, fu proposto verso fine ottobre e E si ricorda di essere stata convocata dalla preside o da qualche insegnante della scuola di Veronica? Teste Guerrini S. Sì, ma era una prassi per noi confron-tarsi sulle situazioni Pubblico Ministero Sì, ma qui c'è un episodio particolare per cui la scuola decide di Teste Guerrini S. Sì, se non Pubblico Ministero Vediamo se anche lei lo sa. Teste Guerrini S. Sì, l'episodio mi ricordo ci fu qualcosa che cioè, la bambina, appunto, quando dicevo perché mi informò la mamma che la bambina aveva detto che il pro-fessore di musica faceva delle cose tremende ai ragazzi in-somma. Pubblico Ministero Ecco, sì. Teste Guerrini S. Che era una cosa effettivamente alquanto improbabile, perché insomma con questo professore di musi-ca lo conoscevamo tutti. Pubblico Ministero Ecco. Ma lei colloca nello stesso spazio temporale la preoccupazione della madre e l'episodio del professore di musica? Teste Guerrini S. Ma io credo che la preoccupazione della mamma fosse iniziata anche prima, perché la mamma sicuramente queste cose me l'ha dette prima. Poi a scuola, con l'inizio della scuola, ci furono ci fu anche questo episodio che credo, poi, sia stata un po' la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ecco, penso questo. Cioè, mi ri-cordo Pubblico Ministero Ecco. Però, mi scusi, lei ha detto che era una mamma che agiva, una mamma forse eccessivamente presente poco fa, no?, con Veronica. Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Quando lei seppe di questa preoccupazione - che è nata, evidentemente, prima che i fatti si verificassero, i fatti che importarono la sua convocazione - non le parve strano che, preoccupandosi così, proseguisse in questa cura? Le domandò come mai? Cioè, lei ebbe modo di capire anche l'atteggiamento di questa donna? Cioè, pensava che la bambina fosse malata o pensava che questi sintomi fossero causati dalla cura? Teste Guerrini S. Io, se non ricordo male, cioè se ne parlò con la mamma di questa Pubblico Ministero Ecco. E cosa Teste Guerrini S. possibile correlazione fra la cura e questo star male di Veronica, questo sicuramente. Non lo so collocare temporalmente insomma, questo non me lo ricordo. La mamma iniziò a preoccuparsi sicuramente su questo piano. Pubblico Ministero E le riferì se si era consultata con questa dottoressa Marazziti o meno sulla insorgenza di queste complicazioni? Teste Guerrini S. Penso di sì, però non mi ricordo esattamente quando e cosa mi ha detto insomma. Rischierei di essere assolutamente inesatta insomma. Erano è stato un periodo abbastanza concitato e di preoccupazione anche, insomma, quindi anche di tante telefonate. Pubblico Ministero Ma le riferì la Triolo se qualche medico, se qualche sanitario l'aveva rassicurata, l'aveva indotta a soprassedere a queste preoccupazioni? Teste Guerrini S. Non ricordo. Pubblico Ministero Non si ricorda? Giudice Scusi Pubblico Ministero, se mi posso inserire, sennò poi Pubblico Ministero Certo. Giudice È solo per cogliere al volo Lei ha detto Se ne parlò di questa possibile correlazione tra lo star male e la cura. Ma in che termini se ne parlò, se lei ricorda? Cioè Teste Guerrini S. Nel senso che Veronica Giudice Non voglio sapere ora le frasi precise, ma in-somma Teste Guerrini S. No, anche perché non me le ricordo. Giudice No, no, non le Però insomma Teste Guerrini S. No, nel senso che se ne nel senso se ne parlò, perché Veronica non era cioè, questa era una reazione nuova, erano comportamenti nuovi per Veronica, nel senso che Veronica era sempre stata, comunque, una bambina mai agitata. Voglio dire non aveva mai fatto cose gravi, però, insomma, era sempre stata comunque attiva, ecco. Giudice E quindi la madre cosa cosa le disse? Teste Guerrini S. Quindi la mamma la vedeva assolutamente non sempre stanca. Ecco, io mi ricordo questo, perché poi questa è stata una anche caratteristica dell'intervento educativo che abbiamo fatto, cioè che Veronica non rispondeva assolutamente all'educatrice non rispondeva nel senso non seguiva l'intervento dell'educatrice che l'aiutava a fare i compiti o altre attività insomma. Giudice Ecco. Ma la madre a lei le parve di cogliere, voglio dire, una preoccupazione? Le manifestò proprio una specifica, a suo modo di vedere uno specifico collegamento tra questa cura e questa situazione? Cioè, fu chiara in questo senso? Teste Guerrini S. Io non mi ricordo se perché questo è chiaro che c'è stato, ma dopo. Sicuramente potrei dirle sicuramente qualche mese dopo che è venuto fuori questa preoccupazione inc. In quel momento lì non me lo ricordo, non me lo ricordo. Giudice Ho capito, scusi Pubblico Ministero. Teste Guerrini S. Se è di quei primi mesi non me lo ricor-do. Pubblico Ministero Non se lo ricorda. Si ricorda di ecco, lei ora ha detto che con l'educatrice - quindi dal mese di dicembre, ma io vorrei chiederle in epoca antecedente, diciamo grossomodo fino ai primi giorni di novembre - Veronica si limitava a non stare attenta, a non seguire e che faceva in alternativa? Lei l'ha vista in casa? I suoi ritmi veglia-sonno li conosce? Teste Guerrini S. Ma io credo che dormisse parecchio. Una delle preoccupazioni erano anche queste insomma che Pubblico Ministero Ecco, parecchio. Quanto però? Teste Guerrini S. Ma tipo il pomeriggio. Era una bimba di 11 anni, 12 insomma. Non c'era verso, non anche rispetto alla ludoteca credo che frequentasse pochissimo, credo di ricordare che frequentasse meno rispetto agli anni precedenti. Pubblico Ministero E si ricorda se a scuola le fu riferito che la bambina dormiva, si addormentava? Teste Guerrini S. Questo di certo dopo. Questo me lo ricordo sicuramente il periodo seguente, diciamo entro l'anno, questo entro l'anno. Pubblico Ministero Sì, entro l'anno quindi. Teste Guerrini S. Sì. Pubblico Ministero Siamo la scuola comincia a fine settembre. Teste Guerrini S. Sì, metà settembre. Pubblico Ministero L'intervento grossomodo è a fine ottobre, inizi d'ottobre ? . Io non ho altre domande, signor Giudice. Giudice Grazie. La Parte Civile? Avv. P.C. Cianferoni Signora Guerrini, buonasera. Giudice È anche un teste della sua lista, avvocato? Avv. P.C. Cianferoni Sì. Desidero chiederle solo questo la il rapporto che la Veronica aveva con questa dottoressa le fu presentato come una cura? Teste Guerrini S. Sì. Avv. P.C. Cianferoni A lei come addetta al sociale, quindi che doveva raccogliere dei dati, una specie di anamnesi - no? - per sé, per poter lavorare. Teste Guerrini S. Sì. Avv. P.C. Cianferoni Era una cura perciò? Teste Guerrini S. Sì. Avv. P.C. Cianferoni Quindi un qualcosa che durava. Le fu detto da quanto tempo? Teste Guerrini S. Per quanto tempo? Avv. P.C. Cianferoni Da quanto e, se del caso, per quanto. Teste Guerrini S. No. Da quanto sì, nel senso che la mamma mi di con la mamma ci vedevamo regolarmente, quindi io ho Insomma non so collocare, non so quanto tempo dopo, ma mi disse che era stata dalla dottoressa, quindi sapevo che questa cura era iniziata e poi non sapevo per quanto tempo questa che era una delle cose che poi avremmo dovuto che avrei voluto poi capire, insomma, anche con la dottoressa. Avv. P.C. Cianferoni Con la dottoressa. Fece in tempo nel colloquio che vorrei collocare meglio, però, nel tempo, perché mi pare che ci sia rimasta incertezza su questo. Premetto allora, quando ci fu il colloquio tra lei e la dottoressa Marazziti? Teste Guerrini S. Le ripeto io ho un ricordo netto di di caldo, di sole. Avv. P.C. Cianferoni Mettiamo il ferragosto. Prima o dopo? Teste Guerrini S. Prima. Avv. P.C. Cianferoni Prima di ferragosto? Teste Guerrini S. Io penso sicuramente prima insomma. Avv. P.C. Cianferoni Quanto prima, quanto dopo? Teste Guerrini S. Io penso fine luglio, i primi d'agosto. Avv. P.C. Cianferoni Ecco. A quel momento lì poté fece in tempo a dire intanto Buongiorno, sono Simona Guerrini, devo fare una relazione ? Che vi diceste, se faceste in tempo insomma? Teste Guerrini S. Con la dottoressa Marazziti? Avv. P.C. Cianferoni Eh. Teste Guerrini S. Ma io, le ripeto, ricor ho il ricordo di un colloquio molto, molto veloce, proprio perché non era la situazione ideale per cui la dottoressa potesse parlarmi di cose delicate insomma. Questo credo che la riservatezza sia importante e quindi per me è il primo elemento. Ricordo che mi disse che era una cura per l'obesità e che quindi, insomma di non preoccuparmi, insomma, che la cosa andava avanti e che ci saremmo risentite. E questo fu anche un mio impegno, cosa che poi non è accaduta, ma Avv. P.C. Cianferoni Cioè, dovevate fare a chiamarvi? Cioè, lei doveva chiamare la Marazziti? Teste Guerrini S. Io l'avrei dovuta chiamare. Non cre non mi ricordo di averle dato il numero di telefono, poi può darsi, ma non me lo ricordo. Avv. P.C. Cianferoni Insomma, poi non accadde questa cosa? Teste Guerrini S. No. Avv. P.C. Cianferoni C'è un motivo per cui non è stato fatto? Non è stata fatta perché è una delle tante cose che non si riesce a fare, nessuno gliel'ha chiesto? Come mai non l'ha richiamata? Teste Guerrini S. No, è una delle tante cose che non si riesce a fare, ma è anche, poi, un precipitarsi degli eventi insomma. Ripeto quella collocazione temporale che non so dare probabilmente sarà anche questa, nel senso che poi, magari, la mamma m'ha detto Ho smesso di fare questa cosa. Quindi non era più, a quel punto lì, necessario chia-mare la Avv. P.C. Cianferoni Attuale la cosa? Teste Guerrini S. Attuale, e quindi non aveva senso in quel momento. Io mi dovevo più concentrare su quel momento.>> Teste Guerrini S. Io penso fine agosto, primi di settembre. Avv. P.C. Cianferoni E a quel punto lì com'era la situazione? Teste Guerrini S. La situazione non era tranquilla, perché Veronica era stata in vacanza. Se non ricordo era stata in vacanza, c'erano già delle preoccupazioni. Forse era stata in vacanza col col babbo, sì. Era stata in vacanza, sì, perché andava col babbo in vacanza. Erano già separati i signori Ruocco e Triolo. Avv. P.C. Cianferoni E venne fuori, insomma, una situazione di malessere? Teste Guerrini S. E quindi anche il babbo aveva notato questo, cioè il babbo non anche, lui, perché poi, insomma, la cosa stava quindi era un po' già preoccupata. Dopodiché ho detto Vabbè La prassi era Vabbè, ci sentiamo fra quindici giorni. Avv. P.C. Cianferoni Ecco, anche perché Teste Guerrini S. Cioè, i nostri contatti al massimo erano quindicennali, venti giorni.>> Teste Guerrini S. Che Veronica era andata in giro per la scuola a dire che il professore aveva messo nel cassetto dei ragazzi, mi sembra di ricordare una cosa Mi ricordo questa idea, l'immagine dei sacchetti neri, che era piut-tosto spaventosa, insomma, e che era assolutamente impropo-nibile insomma. Avv. P.C. Cianferoni Improponibile, preoccupante, mi per-metto di dire preoccupante. Teste Guerrini S. Preoccupante. Avv. P.C. Cianferoni Ecco. Rispetto a quest'evento la vicenda terapeutica dell'estate, per lei che se ne rioccupava in quel momento, era attuale, era remota, era in qualche modo per lei interessante, non se ne parlò affatto? Come è questo rapporto? Teste Guerrini S. No, sicuramente se ne parlò, nel senso che sicuramente se ne parlò. La mamma era preoccupata che se non ricordo male, appunto, che potesse essere questo. Io, d'altro canto, non sono un medico - insisto su questo - e quindi non potevo correlare le cose. Avv. P.C. Cianferoni Aspetti. Io le chiedo solo Teste Guerrini S. Se lei mi chiede una correlazione mia Avv. P.C. Cianferoni No, perché sarebbe una valutazione, non mi permetto. Io le chiedo di esplicitare bene anche per il verbale, perché lei parla un po' a mitraglia tipo me, questa frase che ha detto La madre era un po' preoccupata che potesse essere questo. Lei ha detto questa frase. Teste Guerrini S. Sì. Avv. P.C. Cianferoni Ecco, in che senso? Con che espressioni ci fu da parte della signora questo collegamento, se ci fu? Teste Guerrini S. Ci fu sicuramente. Ripeto non so collocarlo esattamente temporalmente, ma ci fu, che fosse questa cura che aveva il dubbio sicuramente me lo pose la mamma, insomma, che fosse questo. Avv. P.C. Cianferoni E va bene, e io la ringrazio. Basta. Giudice I difensori? Avv. dif. Casciani Senta, ma il la ragazzina aveva delle problematiche connesse a c'era una situazione familiare regolare, diciamo, tranquilla? O c'era stata una separa-zione fra i genitori? Teste Guerrini S. Lo sa, c'era stata. Avv. dif. Casciani Come? Teste Guerrini S. Lo sa, c'era stata una separazione fra i genitori. Avv. dif. Casciani C'era stata, era in quel momento lì che si stava verificando? C'era stata prima? Teste Guerrini S. No. No, no, c'era già stata. Avv. dif. Casciani Eh? Teste Guerrini S. C'era già stata. Avv. dif. Casciani C'era già stata una separazione? Teste Guerrini S. Sì. Avv. dif. Casciani Ecco. E da quanto tempo la ragazzina era così cresciuta di peso? Teste Guerrini S. Io non lo ricordo esattamente, perché sono veramente diversi anni. Io Avv. dif. Casciani Da diversi anni? Teste Guerrini S. No, sono passati tanti anni. Io lo col-lego al periodo della frattura, nel senso al periodo in cui Veronica però questo è un collegamento che faccio io, nel senso non me lo ricordo esattamente quand'è che ho iniziato a vedere Veronica sovrappeso insomma. Sicuramente dopo questi mesi a sede insomma diciamo di fermo, sicuramente era ingrassata. Avv. dif. Casciani E come viveva la ragazza questo suo stato rispetto agli altri? Teste Guerrini S. Ma sicuramente era una cosa che la met-teva un po' in difficoltà, nel senso non lo esplicitava. Eravamo preoccupate io e la mamma, no? Ci ponevamo questo questo problema, nel senso che Veronica si avvicinava all'adolescenza e quindi questo per lei poteva diventare un problema non indifferente insomma. Avv. dif. Casciani Quando Teste Guerrini S. E quindi era un problema, come dire in quel momento lo esplicitavamo più io e la mamma che non Veronica insomma. Avv. dif. Casciani Quando fu portata dalla dottoressa Marazziti esisteva già questo problema nella diciamo nella bambina come fatto di carattere psicologico, che sappia lei? Teste Guerrini S. Non ho capito la domanda, scusi. Avv. dif. Casciani Dunque, nel giugno '99, che ci fu questa visita Teste Guerrini S. Sì. Avv. dif. Casciani Ecco. I problemi connessi a questa sua situazione di sovrappeso era 120 Kg, no? Teste Guerrini S. Sì, la bambina era in sovrappeso. Avv. dif. Casciani Era 120 Kg. Ma la bambina già li viveva questi problemi rispetto agli altri o no? Teste Guerrini S. Ma non nel senso, appunto, come dicevo prima anche in ludoteca, insomma, questa cosa non Veroni-ca non la non la manifestava, preoccupazioni con gli educatori o con gli altri. Ripeto era più una preoc-cupazione nostra di fargli, poi, affrontare l'adolescenza nel modo più sereno possibile insomma. Avv. dif. Casciani Senta, lei parlò, ha detto, con la dottoressa Marazziti, quindi, alla verso la metà d'agosto. Teste Guerrini S. Io penso io penso che Avv. dif. Casciani Fine luglio? Giudice L'ha già detto. L'ha già detto fine luglio. Teste Guerrini S. Fine luglio. Avv. dif. Casciani Mi perdoni, no, no, per carità. Giudice L'ha già detto due volte. Avv. dif. Casciani Ecco. E le poi c'ha più parlato allora? Teste Guerrini S. No, no. Avv. dif. Casciani No. Quand'è che la mamma gli espresse queste sue preoccupazioni relative a questa cura? Quando fu la prima volta che la signora Triolo disse Teste Guerrini S. Come ho detto prima, quando la prima in assoluto quando tornò, poi, dalle vacanze. L'ho detto anche prima insomma quando tornò dalle vacanze, che non era il babbo, appunto, aveva riferito che non era stata la solita bambina di sempre, nel senso che il mare, che le piace tanto cioè, le cose che aveva sempre fatto col babbo, per-ché Veronica, appunto, passava dei periodi col babbo. Avv. dif. Casciani Quindi lei a lei questo fu riferito, possiamo dire, ai Teste Guerrini S. Quindi questa fu la prima segnalazione. Avv. dif. Casciani ai primi di settembre? Teste Guerrini S. Sì, mi sembra i primi. Non sono stata precisa, non ricordo, non posso essere Avv. dif. Casciani Ecco. Poi con la mamma ebbe modo di parlarci anche successivamente di questa problematica? Teste Guerrini S. Con la mamma sì, dopo l'inizio della scuola, subito. Io si ripresentò, ecco, il problema con l'inserimento nella scuola in maniera evidente. Avv. dif. Casciani Ecco. Ma a parte questo episodio, dunque, lei la bambina non la vide mai durante il periodo estivo, nel mese di Teste Guerrini S. No, no. Avv. dif. Casciani Nel mese di Dunque, d'agosto era al mare con il padre. Teste Guerrini S. Era al mare, non l'ho vista sicuramente. Avv. dif. Casciani Nel mese di settembre ebbe mai modo di incontrarsi con lei? Teste Guerrini S. Penso non ricordo, probabilmente fine settembre, perché - come dicevo prima - facevamo questi incontri o quindicennali o a venti giorni, ma talvolta più con i genitori che non con i bambini. Veronica, poi, nel corso dell'anno seguente sì, per verificare l'intervento educativo insomma. Avv. dif. Casciani Ecco. La mamma, parlando con lei, le disse per caso di che tipo di problemi si era trattato La bambina ha avuto questo, ha avuto quest'altro ? Cioè, parlando con lei la mamma le disse quali erano i problemi che avevano afflitto la sua figliola durante il periodo estivo? Teste Guerrini S. Sì. Come dicevo prima assenza, dormiva Assenza nel senso che non partecipava alle attività che le venivano proposte dal babbo, suppongo, o dai parenti e soprattutto dormiva molto. Dormiva più Avv. dif. Casciani Dormiva? Teste Guerrini S. Dormiva più E questo continuò a farlo, poi, per un buon periodo di tempo. Questo l'ho verificato, poi, io personalmente, quindi posso essere più precisa, perché Avv. dif. Casciani Oltre al fatto di dormire la mamma disse a lei di altri particolari episodi Teste Guerrini S. Io ricordo Avv. dif. Casciani sempre con relazione al periodo estivo? Teste Guerrini S. Del mese di agosto non ricordo altro. Avv. dif. Casciani Il mese di settembre? Teste Guerrini S. Il mese di settembre, quando poi iniziò la scuola e ci furono gli episodi che ricordavo prima, quindi fine settembre, insomma i primi di ottobre, ci furono questi episodi. Avv. dif. Casciani Cioè, sonnolenza ancora? Teste Guerrini S. Sonnolenza ancora, poi queste affermazioni Avv. dif. Casciani Dei ragazzi messi nel sacco? Teste Guerrini S. Dei ragazzi messi nel sacchetto. E questo poi appunto, ripeto, lo potei verificare anch'io. Veronica il pomeriggio dormiva, non si riusciva a coinvolgerla nelle attività che l'avevano vista partecipe fino all'esta-te insomma. Avv. dif. Casciani Quindi lei ha sentito parlare durante questo periodo del fatto che la ragazza dormiva molto, ha sentito parlare, posso dire nel mese di novembre, di questo episodio della dei ragazzi messi nel sacchetto? Teste Guerrini S. Sì. Avv. dif. Casciani Novembre, ecco. In tutto questo arco di tempo, che mi pare di aver capito che lei ha avuto diversi colloqui con la signora Triolo, altri particolari momenti di malattia non le sono stati rappresentati, altri particolari episodi? Teste Guerrini S. Per quello che poi ripeto facendo l'assistente sociale sono attenta, poi, a cose tipo A scuola c'erano grossi problemi, nel senso che la bambina era inserita in una classe, appunto, e non partecipava. A-vevamo già perso Avv. dif. Casciani Sì, sì, non partecipava. Giudice No, forse l'avvocato intendeva riferirsi a problemi di tipo fisico, cioè Avv. dif. Casciani Malattie, malattie. Giudice Problemi di malattie ha parlato. Avv. dif. Casciani Malattie, diciamo febbri, schiuma alla bocca. Dico lei ha mai sentito parlare di queste cose? Teste Guerrini S. Schiuma alla bocca sì. Ora che lei me lo dice veramente sì, nel senso sì, perché era una cosa non so se legata a scuola, questo se legato alla scuola. Avv. dif. Casciani Legato alla scuola? Teste Guerrini S. Mi sembra che sia legato, ecco, alla scuola o a casa, non ricordo. Non ricordo esattamente.>> Avv. dif. Padovani Buonasera signora Guerrini. Volevo chiederle soltanto una piccola cosa. Dunque, se ho bene inteso, lei ci ha riferito di avere parlato alla fine di luglio, grossomodo, con la dottoressa Marazziti e di avere rinviato il colloquio, perché in quel momento la dottoressa Marazziti non era in grado di parlare liberamente. Ho ca-pito bene così, vero? Teste Guerrini S. Sì, ho detto questo. Avv. dif. Padovani E successivamente Veronica va in vacanza con il padre e ritorna alla fine di agosto, i primi di settembre. Lei mi pare ci ha detto che i primi di set-tembre ha avuto modo di riparlare con la signora Triolo e di ascoltare da lei la persistenza dei problemi di Vero-nica. È vero? Teste Guerrini S. La persistenza dei problemi di obesità o l'insorgere di problemi Avv. dif. Padovani No, no, dei problemi di cui si parlava a luglio, cioè sonnolenza, questi problemi legati a una Teste Guerrini S. A luglio a luglio non se n'è cioè, io dei problemi di sonnolenza, queste cose qui, se n'è iniziato a parlare, come dicevo prima Ho detto prima la prima volta che ne abbiamo parlato è stato al ritorno dalle vacanze. Avv. dif. Padovani La prima volta? Giudice Sì. Questo l'aveva già detto, avvocato. Teste Guerrini S. Sì, l'ho già detto. Avv. dif. Padovani La prima volta. Quindi a luglio non se n'è parlato affatto di questi problemi? Teste Guerrini S. Non ricordo. No, mi sembra di no. Avv. dif. Padovani Quindi, a luglio questi problemi non le sono stati riferiti? Teste Guerrini S. No, mi sembra di no no. Avv. dif. Padovani No. Quindi lei per la prima volta li sente al ritorno dalle vacanze di Veronica? Teste Guerrini S. Sì. Avv. dif. Padovani Ecco. Allora io le chiedo ma in quel momento in cui si evidenziava per lei un problema nuovo, ingravescente, per Veronica perché non ha chiamato la dottoressa Marazziti come eravate rimaste intese di fare alla fine di luglio? Non era quello, le chiedo, il momento per telefonare e sollecitare quella chiarificazione? O non era, forse, che in quel momento la cura era già sospesa? Teste Guerrini S. Non me lo ricordo. Avv. dif. Padovani Ma allora la domanda è lei ricorda perché non chiamò nel momento in cui apprese dei problemi di Veronica durante l'estate? Teste Guerrini S. Io le posso dire questo, cioè ricordo e so come lavoro, nel senso che non sono interventista, cioè i genitori Una mamma, appunto, come quella di Veronica so che possono fare delle cose, le fanno. Se la mamma di Veronica è preoccupata so che si muoverà, quindi aspetto. Cerco di capire qual è, prima di tutto, l'intenzione del genitore, cioè non mi non mi sovrappongo o comunque non c'è una Avv. dif. Padovani Non c'è dubbio. Teste Guerrini S. Voglio dire non c'era una limitazione della potestà genitoriale, quindi il primo passo lo doveva, comunque, fare da un punto di vista sanitario la mamma, cosa che poi ha fatto. Voglio dire s'è presa cura, ha fatto altre cose chiaramente. Avv. dif. Padovani No, ma vede Teste Guerrini S. Quindi, ecco, in questo senso Avv. dif. Padovani Non le sto muovendo un Teste Guerrini S. No, no, le dico Avv. dif. Padovani Non le sto muovendo un rimprovero. Teste Guerrini S. Le sto cercando di risponderle a quello che lei mi ha chiesto, cioè Perché non l'ha fatto? Non lo so perché. So che, lavorando così, è probabile che io non l'abbia fatto, però queste sono deduzioni per questo motivo perché sicuramente avrò lasciato il tempo alla mamma di Veronica di muoversi. Sapendo come lavoro, penso questo. Avv. dif. Padovani Ma mi pareva di avere capito che la mamma di Veronica si era già mossa con lei su questo piano, tanto che l'aveva sollecitata di già a chiamare personal-mente la dottoressa Marazziti. Teste Guerrini S. Ma la dottoressa Marazziti l'abbiamo chiamata insieme. Avv. dif. Padovani Ha parlato lei? Teste Guerrini S. Sì, sì. L'ho chiamata io, diamine, ma era In quel momento lì era, come dicevo prima, l'obiettivo quello di capire se io come assistente sociale, che comunque conoscevo la bambina, potevo poi fare delle cose speci-fiche. Non lo so se questa cura prevedeva degli interventi particolari, la riduzione di peso in quanto tempo sarebbe avvenuta, quindi questo che cosa, poi, avrebbe potuto voler dire per Veronica, ecco. Era un discorso di questo tipo da quindi da costruire, diciamo, insomma. Quindi in quel momento lì Avv. dif. Padovani Ecco. Ma lei quando pensava di richiamarla, dunque, la dottoressa Marazziti? Cioè, questa nuova telefonata secondo il suo modo di organizzare il proprio lavoro lei la proiettava, quindi, idealmente in quale periodo? Teste Guerrini S. Idealmente la proiettavo sicuramente dopo l'inizio della scuola. Nella mia scuola la Avv. dif. Padovani Ecco. E perché non è avvenuto questo? Teste Guerrini S. Perché erano insorte altre preoccupazioni nella mamma, quindi in quel momento lì sicuramente passò passarono avanti passò anche avanti la gestione sicuramente voci sovrap. Avv. dif. Padovani Ma la mamma non le disse, forse, che aveva dismesso i rapporti con la dottoressa Marazziti e che, quindi, non era più il caso di chiamarla? Teste Guerrini S. Io l'ho già detto non ricordo esattamente quando la mamma mi ha detto che ha smesso i rapporti con la dottoressa. Avv. dif. Padovani Però lei non chiamò più la dottoressa Marazziti? Teste Guerrini S. No, io non l'ho più chiamata la dot-toressa. Avv. dif. Padovani Non ho altre domande.>> Giudice Sì, sì. Pubblico Ministero Mi ha detto che in occasione di questo evento la Triolo le disse che temeva che questi sintomi fossero causati dalla cura che stava facendo. Volevo capire se poteva dettagliare meglio questo, perché poi dice No, ma forse era la fine d'agosto , quando l'hanno interrogata i difensori. Allora, siccome mi pare strano che una cura dismessa alla fine d'agosto venga riesaminata alla fine di ottobre, domandavo se lei Giudice Va bene, è ammessa. Può rispondere a questa domanda, se è in grado. Teste Guerrini S. Sì, nel senso io ho sentito la mamma a fine agosto. Non ho detto che a in quell'occasione, perché non lo ricordo, ma non cre nel senso non ricordo proprio che ci fosse stata la sospensione. Ripeto il mio non intervenire, probabilmente, era dato anche da questo, cioè dal fatto che probabilmente ero tranquilla sul fatto che la mamma stesse o seguendo lo stesso la stessa cura o un'altra in quel momento, ma non ricordo, ripeto. Sicuramente, quando ci sono stati questi episodi di allucinazioni, di preoccupazioni, in quel periodo lì ricordo che se n'è se n'è parlato. Ci sono state Pubblico Ministero S'è parlato di cosa? Ce lo può dire? Di che cosa? Teste Guerrini S. Di preoccupazioni della mamma che fosse collegato al alle medicine che prendeva Veronica, ecco. Non so se questo Pubblico Ministero Ma che prendeva in quel momento o che aveva preso? Ecco quello che Teste Guerrini S. Io questo non non ricordo, questo non lo ricordo. Non ricordo che mi sia stato detto che erano stati smessi. Questo non lo ricordo. Pubblico Ministero Non si ricorda che Teste Guerrini S. No, no. Pubblico Ministero Cioè, lei a ricordo - con tutta la fallibilità degli umani ricordi - ricorda che il problema della sospensione della cura è arrivato insieme all'allucinazione? Teste Guerrini S. Sì. Avv. dif. Padovani No, no! Giudice No, così questa è una deduzione. Teste Guerrini S. Nel senso è Pubblico Ministero Allora ci dica lei. Senza dirci la da-ta, che non possiamo rammentare, ma provi a collocare Giudice Comunque, questo era proprio il punto che avevo già, inserendomi in quella parentesi avevo già tentato di esplorare io e la teste aveva già Pubblico Ministero Ma poi ci siamo ripersi. Giudice Insomma, aveva già detto che c'era questo questo prospettato collegamento tra Teste Guerrini S. Dalla madre Giudice La teste ha usato proprio queste parole La possibile , me lo sono scritto, correlazione tra lo star male e la cura. E io gli ho chiesto Ma in che termini? E quindi lei ora, giustamente, vuole rispecificare Pubblico Ministero Ma io dico quando Giudice Cioè, se è quello che ricorda lei, se in quel momento di questa cura fosse ancora in atto, capito? Questo è in grado di ricordarselo oppure no? No? Teste Guerrini S. No. Pubblico Ministero No cosa, scusi? Giudice Che non è in grado di rico Teste Guerrini S. Non sono in grado di ricordare. Pubblico Ministero Non è in grado di ricordare che cosa? Quando ci fu questo discorso? Giudice No, no. Teste Guerrini S. No, quando ci fu il discorso sono nel senso l'ho già detto questo. Giudice L'ha detto questo. Teste Guerrini S. L'ho già detto. Mi stava chiedendo se sono in grado di dire se in quel momento lì Giudice Cioè, quando la mamma fece, lei ha detto prima Siamo al punto lo sappiamo, siamo ai primi di novembre, va bene? Siamo ai primi di novembre. Il discorso dell'allucinazione abbiamo capito è un dato abbastanza 7-8 novembre, questo è emerso così, da certe da altre testimonianze, va bene? Se ne parlò di questa possibile correlazione tra lo star male e la cura. Io ho chiesto, appunto, in che termini. Cioè, se ne parlò nel senso di dire Ma non sarà mica stato quella cura che ho fatto ? Oppure Non sarà mica quella cura che sta facendo ora la bambina ? Capito? Perché uno possono esserci degli effetti che uno ipotizza correlati a una somministrazione di farmaci avvenuta mesi addietro oppure in atto, attuale. Questo particolare è in grado di ricordarlo o no? Teste Guerrini S. Non ripeto non ricordo che la mamma m'abbia detto che la cura era stata sospesa. Non si parlò, non si parlò di questo, cioè di una sospensione. In quel momento lì, quando io - dicevo anche prima - ero ferma sul piano della, come dire della ricerca di specialisti che mi potessero aiutare, è perché evidentemente ero tranquilla e sapevo che la mamma si era già rivolta, quindi queste preoccupazioni le avrebbe, poi, da un punto di vista più strettamente voci sovrap. Giudice Va bene, non andiamo oltre. Non siamo non possiamo pretendere da un testimone più di quello che è in grado nella sotto giuramento di ricordare >>. teste PIANTINI PAOLO, medico di famiglia ud. 7.12.2004 Anche la testimonianza del medico di famiglia, tra le altre cose, offre un ulteriore riscontro alle dichiarazioni della madre circa l'epoca di cessazione della cura > . TESTE PIANTINI P. sì, attualmente sì. PUBBLICO MINISTERO attualmente? TESTE PIANTINI P. sì. PUBBLICO MINISTERO perché da quando lo è ? TESTE PIANTINI P. dal 2000, dalla primavera del 2000, febbraio, marzo PUBBLICO MINISTERO prima lei non la conosceva questa persona? TESTE PIANTINI P. la conoscevo perché conoscevo la madre, cioè la madre è mia paziente da molti più anni. PUBBLICO MINISTERO ecco. Dunque, Dottore ci vuole riferire che se lei ha mai visitato Ruocco Veronica nell'anno , nel periodo che va da lungo il corso del '99 e nei mesi successivi del 2000? TESTE PIANTINI P. dunque, Veronica l'ho conosciuta prima del '99, quando PUBBLICO MINISTERO la domanda era se l'ha visitata. Se ha avuto modo di vederla, visitarla, se è stato TESTE PIANTINI P. nel 2000 sicuramente perché appunto è diventata mia paziente. PUBBLICO MINISTERO nel 2000 perché è diventata TESTE PIANTINI P. certo, è diventata mia paziente. PUBBLICO MINISTERO e nel '99? TESTE PIANTINI P. nel '99 , ora non ricordo con precisione, prima del '99 sì. PUBBLICO MINISTERO allora diciamo così, prima che Rocco Veronica diventasse sua paziente, ufficialmente TESTE PIANTINI P. sì. PUBBLICO MINISTERO lei l'aveva mai visitata? TESTE PIANTINI P. l'avevo visitata in occasione della frattura del femore che ebbe mi pare nel '98, non sono sicurissimo, anche perché la signora Triolo mi chiese di provvedere alla rimozione dei punti di sutura conseguenti all'intervento che ebbe, cosa che feci tranquillamente, voglio dire, senza nessun tipo di problema, e prima di questo in occasione di una visita che feci a domicilio della signora Triolo mi parlò della obesità della bambina, ecco, però fu un discorso così, molto informale, ma io mi permisi anche di dargli , non so, un piccolo consiglio, ecco. PUBBLICO MINISTERO e quale era? Ce lo vuole riferire? TESTE PIANTINI P. il consiglio fu questo siccome la bambina era stata già vista per questo problema al nuovo ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, in pediatria, mi permisi di consigliarla magari di farla vedere alla endocrinologia di Careggi, dal Professor Rotella, dove si occupano, diciamo così, dei problemi della , o si occupavano, ma penso si occupino tuttora, dei problemi della obesità, diciamo con un approccio diciamo un po' più molti disciplinare, cioè comprendente anche valutazioni endocrinologiche sicuramente, apporto e nutrizionista, anche apporto di visite e consulenze psichiatriche. Questo lo feci anche perché GIUDICE scusi dottore, questa visita a domicilio mi ha detto quando fu fatta? PUBBLICO MINISTERO nel '98. Sì, l'ha detto. TESTE PIANTINI P. mi pare nel '98, ora sicurissimo non sono ma GIUDICE nel '98, no perché prima ha parlato di una visita in occasione della frattura del femore. TESTE PIANTINI P. sì, anche quella se non ricordo male voci sovrapposte GIUDICE quindi sono due diverse TESTE PIANTINI P. sì, sono due diverse circostanze. GIUDICE '98 però diceva, prego. PUBBLICO MINISTERO quindi? prosegua. TESTE PIANTINI P. stavo dicendo che PUBBLICO MINISTERO stava dicendo che presso la clinica di Careggi del Professor Rotella c'era un approccio voci sovrapposte TESTE PIANTINI P. sì, anche perché avevo avuto una esperienza, circa un annetto prima, purtroppo personale, perché anche mia figlia aveva avuto dei problemi di tipo diciamo iperfagico diciamo, ecco, un disturbo della alimentazione e si era trovata molto bene in quanto l'avevo avviata in quella stessa direzione insomma, aveva poi risolto il suo problema. PUBBLICO MINISTERO e lei aveva in mente una diagnosi dunque sulla obesità della Veronica? Quando dette questo consiglio, lei ha specificato che c'era un approccio multi disciplinare, dunque devo immaginare che per lei non fosse sufficiente un approccio invece mono disciplinare. TESTE PIANTINI P. sì, francamente penso che una bambina che, diciamo così, presenta questo tipo di problemi e sicuramente come mi aveva riferito anche la madre ha una tendenza ad un disordine dell'alimentazione, forse conviene anche andare a vedere un attimino di più se si riesce a capire bene per quale motivo ciò si sta verificando insomma, ecco. Questo era il mio , con questo non è che posso io addentrarmi troppo in questo tipo di diagnosi, preferisco dare un consiglio che porti la paziente nella direzione che ritengo più giusta. PUBBLICO MINISTERO qual'è la sua specialità medica? TESTE PIANTINI P. non ho specializzazione, sono medico di base. UBBLICO MINISTERO di che cosa si occupa in prevalenza? TESTE PIANTINI P. in prevalenza mi occupo di pazienti adulti, perché bambini ne ho pochissimi, 4 o 5 su 1.500 pazienti, naturalmente si diventa un po' geriatri sul campo, diciamo, per il grande numero di pazienti anziani che dobbiamo seguire. PUBBLICO MINISTERO quindi diciamo lei non ha nessuna specializzazione, neanche conquistata sul campo rispetto agli adolescenti ai bambini o ai giovani? TESTE PIANTINI P. direi di no, nei primi anni che ho fatto questo lavoro, più o meno dalla fine degli anni '70 >> TESTE PIANTINI P. mah, forse qualche volta per qualche patologia intercorrente, diciamo infezioni dell'apparato respiratorio , perché in quel periodo PUBBLICO MINISTERO ha mai , in quel periodo? TESTE PIANTINI P. in quel periodo la signora Triolo mi richiedeva di occuparmi anche, seppure saltuariamente, della figlia. PUBBLICO MINISTERO senta, lei deponendo alla Polizia di Stato, in data 22 marzo 2000, ebbe a dire l'avevo visitata saltuariamente prima del giugno '99, a me aveva colpito molto l'obesità della bambina più che particolari comportamenti che erano normali per la sua età. L'obesità mi faceva richiamare alla eventualità di un substrato psicologico un poco alterato che poteva rientrare in una forma depressiva e per questo mi ero permesso di consigliere, su richiesta della madre, di eseguire una valutazione di ordine sia endocrinologico che psichiatrico. GIUDICE è una contestazione Pubblico Ministero? PUBBLICO MINISTERO sì. GIUDICE rispetto alla risposta sulla diagnosi? PUBBLICO MINISTERO rispetto alla risposta perché lui ha detto che aveva immaginato un problema di competenza del centro di Careggi sulla base della esperienza vissuta con la figlia. Volevo sapere invece, qui mi sembra diverso, che lui chiarisse meglio con esattezza che cosa, tra i segni che presentava Veronica, oltre alla evidente obesità lo aveva, come dire, orientato, indirizzato per questa opportunità. Voglio sapere in buona sostanza Dottor Piantini se lei era al corrente o se aveva direttamente percepito che la bambina, Ruocco Veronica, avesse dei problemi di tipo psicologico. La prego di distinguere il sapere dall'immaginare, la domanda ora è sul sapere, se lei aveva notato dei segni, dei sintomi di questo tipo o se invece TESTE PIANTINI P. più che in questi casi è importante l'anamnesi, cioè quando una madre si lamenta del fatto che una bambina mangia in modo pressoché continuo, magari anche di notte, voglio dire, per quello che sapevo all'epoca PUBBLICO MINISTERO lei questo non ce l'ha detto, allora mi dica che cosa le riferiva la madre. TESTE PIANTINI P. appunto era preoccupata per lo stato di obesità e per il comportamento alimentare un po' strano della PUBBLICO MINISTERO e come le fu descritto questo comportamento alimentare strano? TESTE PIANTINI P. io ora le parole precise non è che me le ricordo PUBBLICO MINISTERO non le chiedo le parole precise, le chiedo GIUDICE quello che ricorda dottore. PUBBLICO MINISTERO visto che ha raccolto una anamnesi ce la riassuma. TESTE PIANTINI P. appunto, è questo il problema che Antonina aveva notato più che altro, cioè questa tendenza a mangiare in modo continuo! A volte anche di notte, alzarsi e mangiare qualche cosa. PUBBLICO MINISTERO così gli aveva riferito la Triolo? TESTE PIANTINI P. così mi aveva riferito. Ora in questi casi normalmente si pensa ad una correlazione con qualche problema di ordine psicologico, ecco, almeno io all'epoca pensai così. Oltre tutto parlai di depressione forse in modo anche un po' spicciolo voglio dire, normalmente, diciamo così, che è presente una alterazione psicologica anche meno ben definita, può essere successo non so , un qualunque fatto PUBBLICO MINISTERO ma io le chiedo questa è la lettura del sintomo obesità o c'erano altri sintomi? TESTE PIANTINI P. altri sintomi non me li ricordo, francamente non mi pare, non mi pare PUBBLICO MINISTERO quindi comunque lei aveva voci sovrapposte TESTE PIANTINI P. c'era caso mai, aspetti, pensai un attimino anche alla possibilità che la bambina potesse avere avuto una qualche difficoltà relativa alla vita scolastica, perché Antonina mi diceva sempre che prima era molto brava, diligente a scuola, nell'ultimo periodo, diciamo così, presentava qualche difficoltà. ora normalmente , frequentemente insomma i bambini, specie nel passaggio fine elementari inizio scuola media, possono presentare qualche problematica di questo tipo GIUDICE perché queste difficoltà le furono rappresentate con riferimento all'inizio della scuola media? Così per datare un attimo TESTE PIANTINI P. per datare un attimo direi che il '98 dovrebbe essere l'anno della quinta elementare, se non ricordo male però, salvo errori GIUDICE su quello che ricorda Dottore. TESTE PIANTINI P. naturalmente il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media per qualche bambino è un pochino traumatico perché nella scuola elementare c'è riferimento voci sovrapposte PUBBLICO MINISTERO mi scusi Dottor Piantini, perché bisogna essere più precisi, abbia pazienza TESTE PIANTINI P. per quanto posso volentieri. PUBBLICO MINISTERO perché ora se non sbaglio si ragiona, siamo prima del giugno '99, giusto? TESTE PIANTINI P. prima del giugno '99, sì. PUBBLICO MINISTERO a lei alle risulta che in questa data la Ruocco frequentava la prima media? O frequentava la quinta elementare? Che il passaggio di classe accade in settembre TESTE PIANTINI P. in settembre sì, mah, questo io non me lo ricordo con precisione PUBBLICO MINISTERO deve TESTE PIANTINI P. però di sicuro in seguito alla frattura del femore, che mi pare sia appunto del '98 ci fu la ripetizione a scuola di un anno, dovuta alle assenze legate appunto a questa patologia. L'epoca comunque è quella. Certo, prima c'era stata magari la separazione della signora Triolo dal compagno Ruocco Luigi, era una cosa un po' datata PUBBLICO MINISTERO ecco, sì, mi sembra insomma che il quadro di riferimento Dottore sia un po' vago nelle sue risposte GIUDICE per quello che ricorda il dottore, penso! PUBBLICO MINISTERO sì, sì, per carità. GIUDICE voci sovrapposte è sotto il vincolo del giuramento PUBBLICO MINISTERO perfetto, direi che si può prescindere anche dall'approfondimento di questa diagnosi che lei aveva formulato in precedenza, no? di depressione mi pare. Ecco, invece volevo sapere se poi lei fu messo al corrente del fatto che Veronica era stata condotta da uno psichiatra, da uno psichiatra per adulti. TESTE PIANTINI P. sì, la cosa che mi fu riferita, mi fu riferiva verso va fine dell'anno '99. PUBBLICO MINISTERO da chi? TESTE PIANTINI P. dalla signora Triolo. PUBBLICO MINISTERO e cosa le disse? In quali termini se se lo ricorda? Ovviamente se non se lo ricorda lasciamo perdere. TESTE PIANTINI P. mi disse appunto che nel giugno l'aveva portata dalla Dottoressa Marazziti, che gli era stata prescritta una terapia, una terapia a base di Fevarin e di un farmaco che io non conoscevo all'epoca, il Topamax appunto, e che questa terapia aveva dato degli effetti collaterali piuttosto marcati, diciamo così, e che successivamente poi aveva condotto la bambina dal Professor Rossi per una verifica della situazione e in seguito a quello aveva interrotto poi la somministrazione del farmaco stesso. PUBBLICO MINISTERO quindi in che epoca siamo più o meno? Lei ha detto fine del '99? TESTE PIANTINI P. più o meno , dunque, io vidi anche la , mi portò anche la perizia del Professor Maurri, quindi dovremo essere intorno a dicembre, i primi di dicembre insomma, su quell'epoca lì. PUBBLICO MINISTERO e lei si ricorda se a quel momento la bambina stava bene, cioè se gli effetti dannosi erano, come dire, già scomparsi o se si presentavano ancora dei problemi? TESTE PIANTINI P. ma mi fu riferito che ancora aveva dei problemi, sicuramente stavano diminuendo per lo meno di intensità, ecco. PUBBLICO MINISTERO ho capito. GIUDICE sempre sul riferito stiamo parlando? PUBBLICO MINISTERO sì. GIUDICE non ebbe modo lei di visitarla? TESTE PIANTINI P. sì, perché io non ebbi più modo di visitarla oltre tutto non era voci sovrapposte GIUDICE no, per precisare, stiamo parlando derelato, si usa questa terminologia , dalla madre. TESTE PIANTINI P. voci sovrapposte anche perché non essendo mia paziente GIUDICE dalla madre, riferito , mi è stato riferito lei dice dalla madre ? TESTE PIANTINI P. certo. PUBBLICO MINISTERO e quindi arriviamo a fine '99, dal 1 gennaio 2000 Veronica diventa sua paziente. TESTE PIANTINI P. sì, dal febbraio - marzo. GIUDICE febbraio - marzo, dall'anno 2000. Lei a causa di questo cambiamento di assetto la visita, la vede, comincia a vederla più spesso o no? TESTE PIANTINI P. sì, la vedo, però non molto spesso in quanto io pensai di , dopo tutto questo , tutto ciò che era successo, diciamo così, comprese appunto le perizie, le visite supplementari e tutto, mi sembrava giusto che la bambina fosse lasciata un attimino tranquilla, anche perché lei spesso veniva fuori che non voleva più vedere dottori, che non voleva più fare visite, che non voleva , probabilmente ho avuto un atteggiamento un po', come posso dire, forse anche un po' poco professionale però mi sembrava più importante tutelarne la tranquillità psicologica piuttosto che a mettersi lì a fare esami, controesami e tante cose che sicuramente , mi parve, almeno per mia modesta valutazione, che la bambina assolutamente non gradisse tutto ciò, ecco. Per l'anno 2000 più o meno le cose andarono così, sorvegliando la situazione, invitandola a fare una dieta che era stata prescritta non molto tempo prima, non so se poi fu fatta o non fu fatta, questo praticamente non saprei. PUBBLICO MINISTERO perché poi dal 2000 Veronica , cioè si è iscritta da lei il 2000 e fino a quando è stata sua paziente? TESTE PIANTINI P. lo è tutt'ora. PUBBLICO MINISTERO e lei ad oggi non conosce lo stato di salute complessivo di Veronica? TESTE PIANTINI P. attualmente è uno stato di salute direi soddisfacente, persiste sempre il problema dell'obesità, per questo è stato fatto qualche cosa, io apprezzi molto per esempio nell'agosto del , mi pare fosse l'agosto , insomma l'estate del 2000 il ricovero all'istituto oxologico di Pian Cavallo dove si affrontava il problema senza ricorrere a farmaci. Purtroppo non andò molto bene perché la bambina aveva solo 13 anni, e in questo istituto direi che c'era , come posso dire, delle regole un po' rigide perché una bambina potesse seguirle, ecco. PUBBLICO MINISTERO ci sa dire quali TESTE PIANTINI P. dal punto di vista alimentare soprattutto! PUBBLICO MINISTERO ci sa dire qualche cosa sullo , questo per quanto riguarda abbiamo detto l'obesità, ci sa dire qualche cosa su sintomi o segni psichiatrici, psicologici, non so come lei li chiami, ovvero su calcoli renali, calcoli , problemi alla cistifellea, conosce queste ? TESTE PIANTINI P. certo, certo. Dunque ero rimasto all'estate del 2000, all'inizio del 2001 la bambina fu vista al centro prevenzione obesità infantile dell'università di Siena, dove fece tutta una serie di indagini che risultarono nella norma, infatti fu poi dimessa con una dieta e con la raccomandazione di eseguire attività fisica regolare, 2 o 3 volte la settimana. però nel 2001 cominciarono anche le coliche addominali che mi portarono poi a prescrivere una ecografia, che venne positiva per la presenza dei calcoli della cistifellea. Queste ecografie poi nel corso anche del 2002 e del 2003 sono state ripetute, hanno mostrato un continuo aumento, diciamo così, sia del numero dei calcoli e quindi poi siamo dovuti arrivare ad una conclusione di tipo chirurgico per questo tipo di problema.>> GIUDICE vediamo se è in grado di rispondere. TESTE PIANTINI P. da quando l'ho in cura io, dal 2000 direi proprio di no. cioè voglio dire, Ruocco Luigi è un padre estremamente affettuoso, viene riferito, nei confronti della figlia, la segue. Magari, diciamo così, come posso dire , non saprei nemmeno che termine usare , forse in qualche periodo, anche negli anni precedenti ha lasciato un pochino sola la mamma nella gestione della ragazza, ecco questo per , forse un certo difetto di autorevolezza che un pochino magari in un padre sarebbe opportuno esserci GIUDICE va bene, si fermi qui. TESTE PIANTINI P. molto orientato verso un grande amore per la figlia. GIUDICE voci sovrapposte AVV.DIF. P.C. CIANFERONI le chiedo, anche rispondendo prima ha fatto riferimento all'essersi lei posto il problema di un approccio terapeutico all'obesità. TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI la componente farmacologica TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI nella sua ricerca, abbiamo sentito anche dal punto di vista privato, suo, di padre della figliola e di medico diciamo, è presente? Lei prescrive farmaci nel caso della bambina ? TESTE PIANTINI P. no, io personalmente di mia iniziativa non credo di averne mai prescritti, di sicuro sono situazioni in cui richiedo senz'altro l'aiuto dello specialista, la consulenza dello specialista, però è un mio pensiero personale, diciamo così AVV.DIF. P.C. CIANFERONI una sua opinione voci sovrapposte TESTE PIANTINI P. voci sovrapposte personale, riserverei l'intervento farmacologico a situazioni che mostrano di non migliorare e di non giovarsi da altri provvedimenti insomma, provvedimenti dietologici, provvedimenti anche di cambio di situazione di vita molte volte il problema si innesca per un fatto sfavorevole che accade nella vita di questi soggetti, a cui non riescono a reagire bene e quindi finiscono in una forma di compensazione alimentare AVV.DIF. P.C. CIANFERONI ascolti TESTE PIANTINI P. questo è un dato. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI le chiedo questo, certo, questo dato è importante, certo, ricordiamoci la bambina quanti anni ha oggi, ma all'epoca aveva 11 anni, 10 TESTE PIANTINI P. 11 anni poco più. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI detto questo le volevo chiedere questo ecco, di medico generico nella sua esperienza abbiamo sentito pluridecennale, quando lei parla di dieta a quale tipo di attività medica, paramedica nel senso proprio, lei intende fare riferimento? TESTE PIANTINI P. di solito all'intervento di un dietologo nutrizionista è utile. Io ce li mando dopo che ho escluso magari altri tipi di patologie, soprattutto di tipo endocrinologico per quello che posso fare, ma di solito faccio un discorso di primo vaglio della situazione endocrinologica, diabete compreso, che non è proprio una malattia endocrinologica. Esclusi questi, cioè che non ci siano patologie in quella direzione, allora diventa importante anche seguire la via della dieta, insomma sicuramente. Posso farlo da me, posso farlo in collaborazione con un nutrizionista, questo dipende un attimino delle situazioni, sono cose che deciso in base al problema che mi si presenta, al tipo di paziente che mi si presenta. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI quindi mi par di capire nel suo protocollo di intervento, da medico generico, da medico privato TESTE PIANTINI P. sì, certo. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI prevede come primo screening da operare quello endocrinologico. TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI ecco, ultimo tema di domanda, sul farmaco Topamax, poi lei anche in questo riprendo un argomento già svolto dal Pubblico Ministero, ha fatto ricerche su più specificamente la sua utilità in ambito di trattamento di obesità? TESTE PIANTINI P. nell'ambito del trattamento della obesità venni a conoscenza della , di uno studio su pochi pazienti, credo che fossero poco più di 10, in cui era stato impiegato per il trattamento della obesità e non per la sua indicazione classica che è quella epilettica. Francamente io detti , insomma mi feci un'idea, mi sembrava, diciamo così, uno studio un pochino limitato, ecco. Però io , non è un campo che mi compete, a noi la sperimentazione è assolutamente vietata insomma, su questo non ci sono problemi, anzi abbiamo problemi anche per la prescrizione di farmaci fuori dalla indicazione, diciamo così, che molte volte ci vengono dagli specialisti però, non è che partono da noi, ecco, anche di recente è successo. AVV.DIF. P.C. CIANFERONI non ho altre domande. GIUDICE la difesa ha domande?>> TESTE PIANTINI P. Anseren fu prescritto dal Professor Rossi nel novembre, un mese prima AVV.DIF. CASCIANI e lei venne informato di questo fatto? TESTE PIANTINI P. venni informato di questo fatto, sì. AVV.DIF. CASCIANI che assumeva anche Anseren? TESTE PIANTINI P. che assumeva anche Anseren. Non è che fosse , insomma, oddio la bambina aveva passato dei mesi particolarmente difficili, su questo sicuramente, per gli effetti collaterali, anche per la paura, voglio dire, insomma anche della madre, sicuramente.>> TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. PADOVANI febbraio - marzo mi pare di aver capito. TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. PADOVANI ora in epoca precedente lei quando e quante volte l'ha visitata, attribuendo al termine visita il significato che un medico attribuisce a questa visita, cioè me lo dirà lei che cosa intende per visita. TESTE PIANTINI P. certo, dunque, più che altro mi è stata , l'ho visitata all'inizio del 2000. AVV.DIF. PADOVANI no io dicevo prima che diventasse sua paziente. TESTE PIANTINI P. prima? AVV.DIF. PADOVANI prima! TESTE PIANTINI P. no, prima gliel'ho detto, gli episodi fondamentali sono il colloquio con la madre AVV.DIF. PADOVANI no, io dicevo proprio le visite su Veronica. TESTE PIANTINI P. no, no. AVV.DIF. PADOVANI visite, visite medice. TESTE PIANTINI P. atto medico rimozione punti di sutura per frattura del femore. AVV.DIF. PADOVANI questo è l'unico atto medico da lei compiuto su Veronica Rocco in epoca precedente? TESTE PIANTINI P. certo, anche perché mi veniva chiesto un consiglio, capisce? Cioè la bambina è grassa, dottore che faccio? dove vado? da chi vado? Capito? AVV.DIF. PADOVANI certo. TESTE PIANTINI P. a quel punto non essendo mia paziente, avendo lei un pediatra anche all'epoca, fra l'altro, mi sembrava più che normale limitarmi a cercare di dare una risposte a ciò che mi veniva chiesto, mi spiego? come consulenza. AVV.DIF. PADOVANI quindi, se ho ben capito, la fonte delle sue conoscenze era esclusivamente rappresenta da ciò che la signora Triolo le riferiva? TESTE PIANTINI P. essenzialmente dal fatto di vedere una bambina di 10 anni che pesa 74 chili, giusto? È un dato anche questo , è un dato AVV.DIF. PADOVANI macroscopico. TESTE PIANTINI P. macroscopico, poi le informazioni mi venivano fornite dalla mamma, perché uno si chiede perché una bambina di 10 anni è 74 chili? E quando ne ha 11 è 98? Per dire insomma. AVV.DIF. PADOVANI il problema della obesità quando inizia per la sua rilevazione macroscopica, cioè quando è che lei frequentando la famiglia percepisce che il problema obesità si è manifestato? TESTE PIANTINI P. voglio dire, non è che siano dei grandi assidi frequentatori del mio ambulatorio eh! non lo sono mai stati, prima del '99 poi assolutamente! Poi da quando Veronica è , comunque AVV.DIF. PADOVANI ma io le chiedo quando lei lo ha percepito, non le chiedo se la vedeva spesso o non la vedeva spesso. Quando lo ha percepito? TESTE PIANTINI P. io guardi, il ricordo preciso che ho è dopo che la bambina era stata vista alla pediatria del nuovo ospedale San Giovanni di Dio, e credo che si tratti del '97 o '98. anzi mi ricordo un particolare che mi feci , mi feci dare qualche fotografia della bambina degli anni prima. No, tanto per vedere AVV.DIF. PADOVANI da chi se la fece dare? TESTE PIANTINI P. dalla madre, ero a casa lì perché mi aveva chiamato per un problema suo, no? e nel parlare va beh, mi dice anche un po' che faccio con questa bambina? Effettivamente AVV.DIF. PADOVANI questo si colloca temporalmente più o meno in che epoca? TESTE PIANTINI P. siamo sempre nel dopo San Giovanni di Dio, mi pare sia '97, quindi a fine '97 AVV.DIF. PADOVANI d'accordo. TESTE PIANTINI P. il fatto di mia figlia era dell'anno prima, della fine dell'anno prima, a cui facevo riferimento prima, capito? AVV.DIF. PADOVANI ho capito. E quindi lei si è fatto mostrare le foto di Veronica TESTE PIANTINI P. sì, quando era più piccolina, sicuramente morfologicamente assomiglia tanto al babbo, voglio dire, sono quasi la fotocopia diciamo così, no? peò indubbiamente c'era una differenza, c'era un aumento dipeso evidente insomma, ecco, ora non mi ricordo se la foto era di due anni prima, di tre, questo non lo ricordo. AVV.DIF. PADOVANI quindi lei ha ricevuto informazioni dalla madre sulle ragioni, almeno sulle ragioni più vistose di questa obesità, che cosa le è stato riferito? TESTE PIANTINI P. mah, non è che mi fu riferito AVV.DIF. PADOVANI che cosa ? TESTE PIANTINI P. non avevano sospetti precisi su un fattore scatenante questo fatto, capisce? Il dato oggettivo era che la bambina aveva questa forma di iper alimentazione. AVV.DIF. PADOVANI perché mangiava molto spesso. TESTE PIANTINI P. molto spesso. AVV.DIF. PADOVANI anche di notte mi pare di TESTE PIANTINI P. qualche volta anche di notte. AVV.DIF. PADOVANI quando lei intervenne con quell'unico atto medico sulla persona di Veronica Ruocco per la rimozione di punti di sutura la bimba era già obesa? TESTE PIANTINI P. sì, sì. AVV.DIF. PADOVANI ho capito. Senta, lei dopo che Veronica è diventata sua paziente, e cioè a partire dal febbraio - marzo 2000, quando l'ha visitata? TESTE PIANTINI P. questo dovrei ricordare AVV.DIF. PADOVANI non quando il giorno, l'ora, il minuto TESTE PIANTINI P. no, no, va bene AVV.DIF. PADOVANI quando diciamo collocandola con un riferimento temporale apprezzabile, cioè prima di, dopo che TESTE PIANTINI P. mah, io ho detto prima, in quel periodo, diciamo così, ho ritenuto opportuno di non essere troppo pressante. AVV.DIF. PADOVANI sì, ricordo questa sua dichiarazione. TESTE PIANTINI P. nei confronti della bambina AVV.DIF. PADOVANI quindi se lei voci sovrapposte TESTE PIANTINI P. patologie organiche di altra natura non ne ho riscontrate. AVV.DIF. PADOVANI ecco, tutti questi esami furono tutti positivi per Veronica, cioè TESTE PIANTINI P. sì, sì. AVV.DIF. PADOVANI non evidenziavano nessuna patologia? TESTE PIANTINI P. tutti nessuna patologia. Ma infatti si evince anche dalla conclusione che fu tratta a Siena, no? AVV.DIF. PADOVANI cioè? TESTE PIANTINI P. dieta e attività fisica vuol dire che insomma sostanzialmente non si era trovata nessuna patologia relativa a malattie del inc. , relativa a disturbi endocrinologici, la tiroide l'abbiamo controllata tante di quelle volte ! AVV.DIF. PADOVANI e non evidenziò neanche disturbi renali la serie delle analisi voci sovrapposte a Siena? TESTE PIANTINI P. no, mi pare proprio di no. mi pare proprio di no, comunque questi sono , ci sono i documenti insomma. AVV.DIF. PADOVANI sì, comunque che lei ricordi non TESTE PIANTINI P. che io ricordi no. AVV.DIF. PADOVANI non si evidenziarono nemmeno disturbi di carattere renale. TESTE PIANTINI P. no. no, mi pare proprio di no. AVV.DIF. PADOVANI dunque a Siena le risulta che sia stata sottoposta, dico la Veronica ad una visita di tipo psichiatrico o psicologico, o comunque attinente alla sfera del comportamento sul piano psicologico? TESTE PIANTINI P. mi pare proprio di sì. AVV.DIF. PADOVANI quindi il centro di Siena era un centro integrato anche a questo aspetto della vicenda? TESTE PIANTINI P. sicuramente insomma, trattandosi di prevenzione della obesità infantile, voglio dire, non credo si possa prescindere da una valutazione anche di ordine AVV.DIF. PADOVANI di tipo psichiatrico. TESTE PIANTINI P. beh, insomma voci sovrapposte AVV.DIF. PADOVANI non si può prescindere da una valutazione ? TESTE PIANTINI P. penso di no, i loro protocolli AVV.DIF. PADOVANI lo penso anche io. TESTE PIANTINI P. insomma ci credo. AVV.DIF. PADOVANI ma ovviamente a me interessa quello che fuori microfono di fatti lei nel corso della sua deposizione, rispondendo alle domande del Pubblico Ministero ha parlato, ad ha usato una espressione letterale che mi sono annotato disturbo di tipo iperfagico per descrivere la situazione di Veronica. TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. PADOVANI e disordine della alimentazione. Ora disturbo di tipo iperfagico evoca una patologia di tipo psicologico più che fisico. TESTE PIANTINI P. sì, sicuramente. AVV.DIF. PADOVANI quindi lei quando diciamo identificava con questa espressione nosografica la situazione di Veronica in quel momento lei pensava ad un disturbo di tipo psicologico? TESTE PIANTINI P. certo, una alterazione del comportamento alimentare. AVV.DIF. PADOVANI che aveva addirittura radicato in una sindrome depressiva , secondo quanto ha riferito. TESTE PIANTINI P. sì, perché AVV.DIF. PADOVANI mi riporto alle sue valutazioni di allora TESTE PIANTINI P. certo, certo, ma io mica le nego le mie valutazioni, ci mancherebbe! Di solito non rinnego mai nulla! AVV.DIF. PADOVANI no, no, appunto, ma non c'è nulla da rinnegare TESTE PIANTINI P. no, almeno all'epoca , ora non so se poi studi ulteriori hanno modificato un attimino la situazione, però la depressione era considerata , specie le forme reattive conseguenti a vari guai che uno può avere AVV.DIF. PADOVANI ma lei fu informato contestualmente del fatto che aveva assunto questi farmaci? TESTE PIANTINI P. sì perché quando vennero da me erano , aveva già fatto la terapia con il Topamax, erano già stati dal Professor Rossi e avevano fatto la querela e oltre tutto era già stata fatta anche la perizia del Professor Maurri. AVV.DIF. PADOVANI del Professor Maurri. Senta lei TESTE PIANTINI P. quindi in quella occasione mi raccontarono un po' tutto insomma. AVV.DIF. PADOVANI lei ci ha riferito di essersi documentato sulle caratteristiche farmacologiche del Topamax. TESTE PIANTINI P. sì, qualche cosa so. AVV.DIF. PADOVANI ora io vorrei che lei indicasse esattamente le sue fonti di conoscenza, cioè vorrei che lei dicesse TESTE PIANTINI P. dunque, la prima fonte fu un mio collega neurologo che ha l'ambulatorio dove ce l'ho io, della clinica malattie nervose mentali di Careggi, al quale io chiesi semplicemente questo questo Topamax che cosa è? perché io non lo conosco . E mi rispose che era un farmaco antiepilettico. AVV.DIF. PADOVANI fuori microfono TESTE PIANTINI P. giusto, allora io gli chiesi, ma scusa, perché mai può essere stato prescritto ad una ragazzina che ha un problema di obesità. E lui mi disse quello che poi io anche riferì alla Autorità Giudiziaria, mi disse che l'impiego degli antiepilettici, diciamo nelle forme depressive che generano problemi di disturbo alimentare, mettiamola un attimino così, ma mi perdonerò la Dottoressa, io non so certo competente quanto lei, venivano utilizzati, specie dalla scuola di Pisa, e questo mi collimò molto bene, come farmaci che aiutavano nella stabilizzazione del tono dell'umore, e questo credo che sia stato utilizzato anche con altri antiepilettici tipo il valproato o la carmamazepina AVV.DIF. PADOVANI d'accordo, e senta, quindi lei mutuò queste notizie dal collega neurologo TESTE PIANTINI P. neurologo, sissignore. AVV.DIF. PADOVANI che si chiama? TESTE PIANTINI P. Siracusa, Dottor Siracusa Gianfranco. AVV.DIF. PADOVANI Dottor Gianfranco Siracusa. Quindi fu lui la fonte di conoscenza TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. PADOVANI e basta? Solo i Dottor Siracusa? TESTE PIANTINI P. questo fu all'inizio, diciamo così AVV.DIF. PADOVANI e poi? TESTE PIANTINI P. diciamo negli anni successivi, nei tempi successivi qualche cosa ho visto AVV.DIF. PADOVANI dunque, mi scusi, nella immediatezza non ci fu altro che il Dottro Siracusa TESTE PIANTINI P. sì. AVV.DIF. PADOVANI e anni successivi lei che cosa intende per anni successivi? quanti anni? TESTE PIANTINI P. sa, la cosa sta andando avanti da 5 anni, quando più, quando meno , voglio dire, una occhiatina a queste cose si dà, insomma, il foglietto illustrativo AVV.DIF. PADOVANI me lo deve dire lei! TESTE PIANTINI P. glielo sto dicendo infatti, poi ho avuto altri due pazienti curati con il Topamax, erano degli epilettici AVV.DIF. PADOVANI fuori microfono TESTE PIANTINI P. abbiamo avuto lo stesso tipo di problemi, anche grossi, anche per dosaggi molto inferiori, ad un 27enne è toccato interrompere la terapia perché con 25 milligrammi al giorno non riusciva nemmeno a svolgere le sue normali attività, per dire, probabilmente una sua reazione particolarmente , di particolare sensibilità al farmaco, non voglio mica dire! insomma. un atro invece trattato con dosi molto più massicce sviluppò una nidrosi con ipertermia che quasi quasi, insomma lo mise in grosso pericolo, ecco, questi sono gli unici due casi che io conosco di questo tipo di trattamento >>. Alla luce del compendio probatorio sopra illustrato punti I e II , ed in particolare sulla base delle testimonianze appena riportate, può senza dubbio ritenersi provato che nel periodo in cui fu somministrato a VERONICA il farmaco TOPAMAX la bambina presentò, con intensità variabile ma via via crescente, quel quadro sintomatologico descritto in imputazione come sonnolenza, incubi, emicrania, depressione, eccitabilità oltre ad un episodio di allucinazione questo periodo, stando sempre alle testimonianze sopra citate, va dalla fine di giugno/primi di luglio del 1999 sicuramente dopo la visita presso lo studio privato dell'imputata a Montecatini che data 18 giugno almeno fino agli inizi di novembre del 1999, epoca a cui deve essere fatta risalire l'interruzione definitiva della cura. Su questa collocazione temporale della cura a base di TOPAMAX ed anche sul fatto che la stessa non subì interruzioni non possono quindi esservi dubbi perché, come si è visto, tutte le testimonianze convergono decisamente in questo senso la tesi difensiva che probabilmente trovava qualche appiglio in alcuni atti delle indagini preliminari , secondo la quale la cura sarebbe stata invece interrotta almeno due mesi prima e cioè a settembre del '99, è rimasta dunque del tutto sfornita di prova all'esito dell'istruttoria dibattimentale, anzi per meglio dire è stata smentita da univoche risultanze probatorie che portano a concludere che la somministrazione del TOPAMAX fu sostanzialmente interrotta in corrispondenza con la visita del prof. ROSSI che, pacificamente, avvenne il 10 novembre 1999, visita che seguì immediatamente l'allarme scolastico scattato a causa dell'episodio allucinatorio della bambina che appunto si verificò in quei giorni come ci hanno chiaramente detto i testi BORTOLONE e LANZETTA. A questo punto occorre stabilire se questa situazione fisica di VERONICA descritta dai testimoni, in particolare se il suo stato di sonnolenza patologica non vogliamo parlare di letargia, ma comunque di disturbi del sonno sicuramente abnormi per una bambina di appena 12 anni che, ci dicono gli insegnanti, addirittura si addormentava sui banchi di scuola , abbia comportato, limitatamente al suddetto periodo, uno stato qualificabile come malattia penalmente rilevante ai sensi dell'articolo 582 Cp Prima di dare conto di quali sono sul punto le conclusioni che questo giudice reputa convincenti e condivisibili dei consulenti tecnici in particolare quelle del prof. PEPEU e del dott. FRANCHI , è bene ricordare qual è l'orientamento in materia della Suprema Corte di cassazione, orientamento che può dirsi consolidato e che si riassume nella seguente massima Il delitto di cui all'articolo 581 cod. pen. è configurabile allorquando la violenza produce al soggetto passivo soltanto una sensazione fisica di dolore, senza postumi di alcun genere, mentre il delitto di cui all'articolo 582 cod. pen., che può essere commesso con qualsiasi mezzo, sussiste quando il soggetto attivo cagioni al soggetto passivo una lesione dalla quale derivi una malattia nel corpo o nella mente. Il concetto clinico di malattia richiede il concorso del requisito essenziale di una riduzione apprezzabile di funzionalità, a cui può anche non corrispondere una lesione anatomica, e di quello di un fatto morboso in evoluzione a breve o lunga scadenza, verso un esito che potrà essere la guarigione perfetta, l'adattamento a nuove condizioni di vita oppure la morte. Ne deriva che non costituiscono malattia e quindi non possono integrare il reato di lesioni personali, le alterazioni anatomiche, a cui non si accompagni una riduzione apprezzabile della funzionalità. Nella fattispecie, la Corte ha ritenuto sussistenti le lesioni per difficoltà respiratorie, durate alcuni minuti, a seguito di stretta al collo e scuotimento della vittima . Cass. Sez. 5 , sentenza n. 714 del 15/10/1998, rv. 212156. Secondo la Suprema Corte non è dunque necessario che la malattia nel corpo o nella mente come recita l'articolo 582 Cp abbia una precisa collocazione nosografica, un nomen specifico per essere penalmente rilevante, essendo qualificabile come malattia ogni situazione che abbia comportato una riduzione apprezzabile di funzionalità dell'organismo nel senso evolutivo sopra precisato. In applicazione di questo principio è allora di immediata evidenza concludere, diversamente da come avevano concluso i periti FORTUNI e MICHELUCCI a pag. 20 della loro relazione ma i periti - è bene precisarlo - non disponevano delle testimonianze assunte in dibattimento e si erano quindi limitati a constatare l'assenza di documenti sanitari a sostegno dei sintomi descritti che nel caso di specie il quadro sitomatologico già più volte descritto costituiva per VERONICA un vero e proprio stato di malattia qui infatti non si discute ancora di entità o gravità di questa malattia ma solo se vi sia oggettivamente uno status psico/fisico qualificabile come tale ebbene non vi è chi non veda come la situazione di VERONICA, e cioè quella di una bambina di 12 anni che per un periodo piuttosto prolungato circa 4 mesi si viene a trovare in un costante stato di sonnolenza accompagnato anche ad altri disturbi, quali emicrania, depressione, eccitabilità ecc. tale non solo da non consentirle di svolgere le normali, importanti, attività ludiche per una bambina di quell'età si ricordi quanto riferito dal padre di Veronica con riferimento al periodo delle vacanze al mare , ma neppure di permetterle di seguire le lezioni scolastiche perché letteralmente la bambina si addormentava sul banco, sia da qualificare come vero e proprio stato di malattia secondo l'accezione fatta propria dalla costante giurisprudenza di legittimità, tenuto conto anche del fatto, di estrema importanza anche per ciò che di qui a breve diremo sul rapporto di causalità, che la bambina prima dell'inizio della cura e dopo la sua interruzione non manifestava almeno con quella intensità descritta dai testimoni questa condizione di sonnolenza patologica sul punto si richiamano le importanti precisazione del c.t. dott. FRANCHI, ud. 23.11.2004 > . Sulla questione in argomento, trattandosi come è evidente di questione di importanza cruciale nel processo, tant'è che la Difesa ha messo in discussione che questo stato di sonnolenza di VERONICA abbia costituito malattia penalmente rilevante, è bene però esporre il punto di vista degli esperti ascoltati in dibattimento riportando per esteso alcuni stralci delle loro deposizioni. - prof. PEPEU udienza 8.3.2005 Teste Prof. Pepeu G. quando impedisce la sua attività quotidiana, quando le crisi di sonno o la caduta di attenzione avviene ripetutamente o continuamente durante la giornata. Avv. Dif. P. C. Cianferoni un atteggiamento, come sento dire a volte, letargico ? Teste Prof. Pepeu G. sì, si può anche usare questa parola, anche se questa parola forse ha un significato ancora più pesante che quello della parola sonnolenza. Comunque se mi ricordo, da quanto ho letto nel materiale che a suo tempo ho consultato, questa ragazza tendeva a addormentarsi ripetutamente a scuola e durante la sua giornata, cosa che in genere non avviene a 12 anni di età. Avv. Dif. P. C. Cianferoni ecco, questo solo per inquadrare il dato. Il concorso dei vari dati dei quali abbiamo parlato fino ad ora, quindi l'aggressività, la sonnolenza la iper salivazione, nei termini che il processo conosce per ciascuno di questi dati, voglio essere corretto, quindi aggiungo anche l'iper pilessia, aggiungo al diplopia, insomma tutto questo corteo configura, a suo giudizio, e ricordo essere un consulente quello che sto interpellando, uno stato di malattia? Teste Prof. Pepeu G. sì. Avv. Dif. P. C. Cianferoni basta. Teste Prof. Pepeu G. questa ragazza per un certo periodo che , la cui durata io non sono in grado di definire perché non ho visto, non ho fatto , non ho visitato mai questa ragazza, l'ho vista una unica volta, è durato per un certo periodo di tempo ed ha impedito la normale vita della persona, questo è uno stato di malattia >>. - dott. FRANCHI ud. 23.11.2004 Teste Franchi E. In parte, certo. Avv. P.C. Cianferoni sempre in un contesto temporale diverso, configura - nozioni di medicina legale questo - uno stato di malattia? Teste Franchi E. Dunque, configura certamente uno stato Avv. P.C. Cianferoni Ecco, se la nozione medico legale di malattia si attaglia o meno ai dati clinici a lei noti nel caso di specie. Teste Franchi E. Beh, facendo riferimento a quella che è la accezione moderna medico legale del concetto di ma-lattia, quindi quella di una di uno stato peggiorativo fisico-psichico dotato di evolutività, io direi che quello stato così come era descritto a suo tempo, che affliggeva la giovane in questione, rientra in questi criteri, quindi è definibile come stato di malattia. Giudice Questo al momento in cui la vide lei? La domanda era se al momento in cui Avv. P.C. Cianferoni Sì, era da contestualizzare ex ante e al momento. Cioè, nella specie, poi arriviamoci su, il di-sturbo del sonno Giudice Sì, è una domanda pertinente, avvocato. Avv. P.C. Cianferoni Ecco. In medicina legale è conosciuto, è classificato come rilevante, come da escludere? Ecco Teste Franchi E. Certo, certo. A mio avviso sono sia ri-ferendoci allo stato del momento, quindi a ex ante, sia Avv. P.C. Cianferoni Se può, faccia riferimento Teste Franchi E. per quello che ho visto io a distanza di tre anni, si può parlare di stato di malattia. Avv. P.C. Cianferoni Sul punto le chiedo - senza, per l'amor di Dio, che si senta sotto esame - se può fare rife-rimento alla sua scienza, alla dottrina conosciuta - noi la chiamiamo dottrina, voi letteratura mi pare - sullo stato di malattia e il disturbo del sonno, il disturbo della co-me si chiama quando c'è la sbavatura eccessiva, la colatu-ra? Teste Franchi E. La scianorrea. Avv. P.C. Cianferoni La scianorrea. E se in definitiva e faccio qui riferimento, Giudice, per sintesi, all'elaborato scritto che la Signoria Vostra poi acquisirà, almeno su ri-chiesta di questa Parte Civile, come proveniente dal pro-fessor Franchi. Dicevo avendo lei - do atto io di questo, poi lei a tema libero ne risponde - esaminato gli effetti collaterali e comunque tutto ciò che consegue alla assunzione di Topamax perché c'è un passaggio specifico della sua relazione sul punto. Teste Franchi E. Certo, certo. Avv. P.C. Cianferoni Ecco. Se quegli effetti, che lei ben descrive, sono siano o meno inquadrabili come malattia, alla luce di ciò che lei ci dirà essere malattia per un medico legale. Teste Franchi E. Certo, è proprio questo che stavo dicen-do. A mio avviso non è rilevante un preciso inquadramento nosografico dei sintomi, cioè il poter far rientrare i sintomi in una unica nomenclatura la malattia X. In campo medico legale è malattia una alterazione peggiorativa dello stato fisico e psichico con carattere di evolutività, quindi questo è un chiaro caso di alterazione peggiorativa dello stato psichico, per i sintomi che lei mi ha ora rife-rito, e anche fisico, se poi andiamo a considerare anche le coliche renali e quant'altro, dotate di carattere di chia-ri chiari caratteri di evolutività, per cui rientrano, a mio avviso, in una dizione precisa di malattia in senso medico legale. Avv. P.C. Cianferoni Io vorrei Teste Franchi E. La caratterizzazione - mi scusi se la in-terrompo - nosologica, o nosografica che dir si voglia, ha un interesse da un punto di vista diverso, da un punto di vista clinico, per poter scegliere l'approccio terapeutico corretto, quindi da un approccio da un punto di vista me-dico scientifico in senso stretto piuttosto che medico le-gale, a mio avviso il criterio è rispettato >>. Una volta stabilito che lo stato psico/fisico in cui versava all'epoca VERONICA è qualificabile come malattia, il passo successivo è necessariamente quello di verificare se, sulla base delle prove disponibili, possa affermarsi, oltre ogni ragionevole dubbio, che l'insorgenza di questa malattia sia stata causata dall'assunzione del farmaco TOPAMAX, se esista cioè la prova dell'esistenza del rapporto di causalità tra condotta attiva prescrizione/somministrazione dell'imputata e l'evento-malattia descritto. Solo alcune brevi premesse in diritto. È del tutto evidente che nel caso in esame, per come è costruita l'imputazione prescrivendo alla minore Ruocco Veronica per la cura dell'obesità l'assunzione del farmaco Topamax , siamo nel campo della causalità attiva regolata dall'articolo 40 comma 1 Cp e non della c.d. causalità omissiva non dobbiamo quindi risolvere tutti quei problemi che sul terreno della causalità solitamente si pongono, dal punto di vista probatorio, nei casi di c.d. reato omissivo improprio articolo 40 comma 2 Cp . Ma occorre in ogni caso fare una precisazione. L'ormai famosa sentenza delle Sezioni Unite della Corte di cassazione sentenza n. 30328 dell'11 luglio 2002, Franzese che ha messo un punto fermo proprio in materia di causalità omissiva, in realtà offre una preziosa chiave interpretativa per il giudice per stabilire sulla base di quale ragionamente probatorio egli deve muoversi per accertare se nel singolo caso possa dirsi provato oltre ogni ragionevole dubbio uno degli elementi costitutivi del reato e cioè il rapporto di causalità tra condotta dell'imputato ed evento a lui addebitato, a prescindere dal fatto che si tratti di condotta attiva come nel nostro caso o omissiva. Infatti, lasciando da parte i problemi peculiari della prova del rapporto di causalità nel reato omissivo improprio che qui non rilevano, giova soltanto precisare, nel richiamarsi alla citata sentenza delle Sezioni Unite, che l'insegnamento finale che si trae da questa sentenza è sostanzialmente quello di un appello che viene rivolto al giudicante e cioè l'invito a sforzarsi di cercare nel processo ed attraverso i suoi strumenti l'esistenza del nesso causale sulla base dell' evidenza disponibile e cioè sulla base delle complessive risultanze emerse dal singolo processo detto in altri termini il giudice, in ossequio al principio del libero convincimento, è chiamato a fare uno sforzo ulteriore non potendo egli adagiarsi senza peraltro nemmeno poterne prescindere sulla legge scientifica di copertura legge che nella maggior parte dei casi sarà soltanto di tipo statistico/probabilistico e cioè sulla spiegazione che la scienza ritiene di dare ad un determinato fenomeno, ma, al pari di ogni altro elemento costitutivo della fattispecie penale, deve trarre una definitiva conclusione circa l'esistenza o meno del nesso causale tra condotta dell'imputato ed evento valutando attentamente tutte le prove acquisite nel corso del processo. Il giudice deve quindi sforzarsi di cercare nelle risultanze istruttorie acquisite nel corso del suo processo se vi sia o no la prova del nesso causale al di là di astratti apriorismi, senza cioè rimanere vincolato, per rispondere a questa cruciale domanda, alla natura, statistica o universale, della c.d. legge scientifica di copertura detto ancora in altri termini ben può accadere in concreto che anche in presenza di una legge scientifica che offra una scarsa possibilità statistica di verificazione dell'evento come, per l'appunto, potrebbe essere nel caso degli effetti collaterali di un farmaco , l' evidenza probatoria disponibile ad esempio il complesso delle testimonianze assunte in dibattimento , consenta in concreto di ritenere provata l'esistenza del nesso causale tra una determinata condotta prescrizione e conseguente assunzione di un farmaco ed un determinato evento malattia quale effetto collaterale dato dal quel farmaco . Questi principi sono stati ribaditi dalla Suprema Corte anche in successive sentenze tra cui si segnala sez. IV 5 luglio - 17 settembre 2004 n. 36805, De Sandro nella cui massima si legge nuovamente l'importante affermazione secondo cui la causalità può essere sostenuta come sussistente non solo in presenza di leggi scientifiche universali o di leggi statistiche che esprimono un coefficiente prossimo alla certezza ma che pur sempre impongono di accertare l'irrilevanza di eventuali spiegazioni diverse eventualmente dedotte , ma può esserlo altresì quando ricorrano criteri medio bassi di probabilità cosiddetta frequentista, nulla escludendo che anche essi, se corroborati dal positivo riscontro probatorio circa la sicura non incidenza nel caso di specie di altri fattori interagenti in via alternativa, possano essere utilizzati per il riconoscimento giudiziale del necessario nesso di condizionamento. In definitiva, più che la mera probabilità statistica, ciò che rileva è la probabilità logica, in forza della quale il nesso di causalità deve essere ritenuto allorquando, in termini di certezza processuale, all'esito del ragionamento probatorio, il giudice sia in grado di giustificare la logica conclusione che, tenendosi l'azione doverosa omessa, il singolo evento lesivo non si sarebbe verificato o si sarebbe inevitabilmente verificato, ma nel quando in epoca significativamente posteriore o per come con minore intensità lesiva . La raccomandazione della Suprema Corte, anche in questa sentenza, di basare sulla certezza processuale la conclusione in ordine alla sussistenza del nesso causale nel caso concreto, appare oltremodo evidente. È applicando questi principi di diritto che va dunque data risposta alla domanda se esista correlazione causale tra la condotta contestata all'imputata e cioè la prescrizione del farmaco TOPAMAX al dosaggio indicato in imputazione per la cura dell'obesità e l'evento-malattia di VERONICA. Ebbene, l' > in questo processo per usare la stessa terminologia delle Sezioni Unite consente senza dubbio di dare risposta affermativa alla domanda. Vediamo schematicamente di riassumere i dati processuali che consentono di giungere senza margini di dubbio a questa conclusione e cioè, semplificando, che la malattia di VERONICA è stata causata dal farmaco TOPAMAX. le emergenze istruttorie sopra in dettaglio illustrate in particolare le testimonianze che abbiamo riportato convergono nel dire che VERONICA prima e dopo la cura non presentava per lo meno con la intensità descritta dai testimoni la sintomatologia consistita in sonnolenza, incubi depressione, eccitabilità oltre ad un episodio allucinatorio si tratta, come è evidente, già di un primo elemento assai significativo nella direzione della imputabilità al farmaco della insorgenza della malattia, perché questa si manifesta per l'appunto durante il periodo di somministrazione del farmaco i cui effetti collaterali che hanno dato luogo a quello che si è stabilito essere un vero e proprio, seppure transitorio, stato di malattia della bambina , come convengono tutti gli esperti ascoltati in dibattimento, sostanzialmente si manifestano in costanza di somministrazione del farmaco per tutti si veda il prof. PEPEU nella sua prima relazione del 16.9.2001, svolta per conto della parte civile, acquisita insieme ad altre agli atti del processo, pag. 3 non vi sono in letteratura segnalazioni di danni permanenti indotti dalla somministrazione di questo farmaco, per cui ritengo che gli effetti indesiderati siano correlati alla presenza del farmaco nell'organismo tendano a scomparire gradualmente, tenuto conto del suo relativamente lento metabolismo . risulta che questa sintomatologia in particolare la sonnolenza può costituire effetto collaterale o indesiderato o avverso che dir si voglia dell'assunzione del TOPAMAX alle dosi consigliate dalla casa farmaceutica produttrice, la JANSSEN-CILAG al riguardo si vedano oltre alle stesse ammissioni dell'imputata a pag. 46 del suo interrogatorio il foglietto illustrativo del farmaco acquisito agli atti anche nella sua più recente versione nella parte effetti indesiderati - bambini in cui si legge sonnolenza nervosismo difficoltà di concentrazione, reazioni aggressive aumento della salivazione allucinazioni, depressione e, in maniera assolutamente conforme tra loro, tutte le relazioni acquisite al fascicolo per il dibattimento dei consulenti tecnici e dei periti che non è quindi il caso di riportare singolarmente si tratta all'evidenza di legge scientifica di copertura di tipo statistico l'insorgenza dell'effetto collaterale è infatti un'evenienza non certa ma soltanto possibile come accade per qualsiasi farmaco la stessa viene elencata nel c.d. bugiardino sulla base di osservazioni empiriche di tipo statistico/epidemiologico secondo un criterio di precauzione che va collegata a tutte le ulteriori emergenze processuali, in particolare, oltre ovviamente a quella, già di per sé significativa, indicata al superiore punto 1 , alle seguenti a nel caso in esame si ha un esordio della cura con dose di 200 mg/die anziche di 25 mg come raccomandato nel foglietto illustrativo sul problema del dosaggio torneremo oltre perché si tratta di un punto decisivo della causa , il che può sicuramente avere accentuato gli effetti collaterali v. sul punto il c.t. dott. FRANCHI, ud. 23.11.2004 > b secondo gli esperti ascoltati in dibattimento non ci sono eventuali spiegazioni rectius cause alternative, seriamente apprezzabili, per la malattia di VERONICA che nel periodo di riferimento non risulta assumesse altri farmaci il blando ansiolitico ANSEREN, in particolare, fu prescritto a VERONICA dal prof. ROSSI il 10.11.1999 e, pertanto, siamo già fuori dal periodo che interessa secondo l'imputazione in grado di produrre gli stessi o analoghi effetti collaterali v. il c.t. dott. FRANCHI, ud. 23.11.2004 Teste Franchi E. Certo, certo. Dunque Pubblico Ministero E solo scusi, e solo accidentalmente si fosse verificata questa corrispondenza fra bugiardino e storia di Veronica. Esiste nella anamnesi che lei ha rac-colto, relativa a Veronica, un'alternativa ragionevole che può essere sostituita a questo dato? Teste Franchi E. In effetti questa questo è un qualcosa, in effetti, a cui bisogna sempre pensare per evitare pro-prio di essere forviati, e per questo mi riferivo alla criteriologia causale più classica, che prevede, appunto, anche il criterio di esclusione di altre cause, che è molto banale come contenuto ma molto importante dal punto di vista della prognosi causale, e - a mio avviso - non sono apprezzabili altre cause che possono aver prodotto il quadro che abbiamo descritto. Possiamo pensare solamente, lo dico in tutta franchezza forse per i calcoli della colecisti si può pensare all'obesità come fattore concausale, ad esempio gli stessi calcoli della colecisti, per quanto più frequen-ti nel sesso femminile, sono del tutto infrequenti in età così giovane, per cui, ecco, in questo si può dare, forse, un ruolo concausale. Ma tutto il resto, perlomeno a mio modo >> né dette eventuali cause alternative sono emerse da altre acquisizioni dibattimentali che non siano la mera generica asserzione difensiva secondo la quale questo stato di sonnolenza ben poteva essere determinato proprio dalla condizione di obesità della bambina si tratta, all'evidenza, di una ipotesi che non supera la soglia della suggestione, perché - come si è più volte precisato - qui non stiamo parlando di una generica sonnolenza che, peraltro, come si è visto, non è l'unico sintomo , ma di una sonnolenza patologica che destò nelle persone vicine a VERONICA un indiscutibile allarme, cosa che non sarebbe certo accaduta se si fosse trattato di un mero generico torpore. c si tratta di effetti collaterali sonnolenza nervosismo difficoltà di concentrazione, reazioni aggressive aumento della salivazione allucinazioni, depressione che caratterizzano in maniera peculiare e specifica questo farmaco sul punto si riportatno le esaustive spiegazioni del farmacologo prof. PEPEU ud. 8.3.2005 Teste Prof. Pepeu G. direi che sono effetti abbastanza caratteristici di questo farmaco, tant'è vero e a distanza di anni questo farmaco è sempre circondato da punti di domanda e se lei va a prendere l'ultimo trattato di farmacologia, che mi è appena stato portato pochi giorni fa, sono andato a vedere, al topiramato è dedicato un piccolissimo paragrafo in cui si dice che il topiramato indubbiamente è un farmaco utile per trattare un certo numero di pazienti che hanno forme epilettiche resistenti, da aggiungere alla eventuale terapia con gli antiepilettici, tuttavia non ne conosciamo bene il meccanismo di azione, ha tutta una serie di altri effetti ed ha ancora tanti effetti collaterali per cui il suo impiego su scala larga deve essere sempre oggetto di studi. E se lei va a vedere la letteratura vede che il numero di pazienti che deve interrompere la terapia è, con differenze da gruppo a gruppo, però tende ad essere abbastanza alto, quindi è un farmaco che ha il suo limite negli effetti collaterali. Giudice bene grazie, può andare Professore ha un'altra domanda? Pubblico Ministero mi sembra , perché il Professore Pepeu ha detto che gli effetti collaterali nel Topamax sono abbastanza alti tanto da relegarlo in qualche modo in una categoria di farmaci scarsamente diffusi, giusto? Teste Prof. Pepeu G. è più diffuso di quanto non si pensi in realtà, però va sempre visto con estrema cautela. Pubblico Ministero sì, quindi questo discorso, perché invece gli altri farmaci di norma gli effetti avversi hanno una incidenza statistica minore o uguale o maggiore? Non ho capito questa particolarità del Topamax rispetto al voci sovrapposte Teste Prof. Pepeu G. il problema dell'accettabilità degli effetti collaterali è sempre in ragione Giudice costi benefici immagino. Teste Prof. Pepeu G. della terapia che lei deve praticare. Lei sa benissimo che se malauguratamente deve fare una chemioterapia tumorale lei gli effetti collaterali ce li ha sempre e drammatici, però non ha scelte, capisce? Quindi va visto fra i farmaci antiepilettici in uso non c'è dubbio che anche la carbamazepina o il valproato hanno effetti collaterali, però molto meglio tollerati che non il topiramato, ma questo va visto in questa prospettiva >>. Sulla base di tutte queste emergenze istruttorie si può quindi tranquillamente affermare che lo stato di malattia di VERONICA nel periodo già indicato fu causato dall'assunzione del farmaco TOPAMAX alle dosi prescritte dall'imputata non vi sono spiegazioni alternative altrettanto plausibili rispetto all'ipotesi formulata dall'Accusa. Ciò posto resta dunque da verificare se l'evento-malattia consistito in sonnolenza, incubi depressione, eccitabilità oltre ad un episodio allucinatorio possa essere attribuito all'imputata a titolo di dolo come contestato in imputazione. In proposito la tesi sostenuta dal PM e dalla parte civile è in sintesi questa si è sostanzialmente trattato di un uso off label del farmaco TOPAMAX al di fuori dei principi etici e degli adempimenti previsti dalla normativa a tutela del paziente, quindi di un uso off label ai confini con la sperimentazione clinica se non di una sperimentazione vera e propria data, sostiene l'Accusa, la totale assenza all'epoca del fatto ma anche oggi di una letteratura scientifica di supporto come richiesto dall'articolo 3 comma 2 L. n. 94/98 tale da giustificare razionalmente l'uso del TOPAMAX farmaco indicato esclusivamente per la cura dell'epilessia per la cura dell'obesità, in particolare per la cura dell'obesità in età pediatrica in altre parole, sostiene l'Accusa, poiché dichiaratamente l'imputata voleva utilizzare il farmaco fuori indicazione off label , e cioè per sfruttarne uno dei possibili effetti avversi, ovvero l'effetto anoressizzante effetto anch'esso elencato, tra gli altri, nel foglietto illustrativo del farmaco , ne consegue che, siccome pur di ottenere questo effetto l'imputata prescrisse di iniziare la cura con una dose di 200 mg/die senza nessun incremento graduale c.d. stadeazione , ciò significa che la stessa si era ben rappresentata la possibile insorgenza a quel dosaggio anche degli altri effetti collaterali del farmaco e, accettando il rischio della loro comparsa, ha nonostante ciò agito, quindi le lesioni e la conseguente malattia della paziente sarebbero da attribuire alla stessa a titolo di c.d. dolo eventuale. Anche se per onor del vero il difensore di parte civile nella discussione finale, sebbene abbia anch'egli parlato di accettazione del rischio il che richiama inequivocabilmente il concetto di dolo eventuale , ha fatto un'affermazione che sembrerebbe spostare l'attenzione sulla colpa con previsione dell'evento, dicendo che l'imputata ne cercava uno di effetti collaterali il dimagrimento , mentre gli altri credeva di poterli controllare sulla sottile distinzione tra dolo eventuale e c.d. colpa cosciente diremo meglio oltre, trattandosi di questione giuridica che richiede qualche approfondimento. Questo giudice, all'esito del dibattimento, ritiene condivisibile l'impostazione accusatoria sotto il profilo dell'elemento soggettivo del reato, dunque provata la responsabilità dell'imputata per il reato di lesioni volontarie a lei contestato. Ma andiamo per gradi. Riguardo alla condotta tenuta dall'imputata e, segnatamente, riguardo alla diagnosi da lei effettuata prima di prescrivere il farmaco TOPAMAX per curare l'obesità della p.o., si è già detto nella parte iniziale della sentenza al punto 2 v. pagg. 1-2 e non è quindi il caso di tornarci nuovamente sopra. Si anche già detto v. punto 5 , pag. 3 che, nonostante sia specificamente contestato in imputazione, ai fini della qualificazione giuridica del fatto come lesioni dolose o colpose, non è neppure decisiva la problematica del consenso che si assume non prestato in maniera sufficientemente informata da parte della madre , anche se indubbiamente il consenso al trattamento farmacologico in un caso del genere era indispensabile visto che si trattava di utilizzare un farmaco off label su una bambina per la cura dell'obesità si veda il codice di deontologia medica secondo il quale, articolo 12 Prescrizione e trattamento terapeutico, l'uso off label dei farmaci è consentito purché la loro efficacia e tollerabilità sia scientificamente documentata. In tali casi, acquisito il consenso scritto del paziente debitamente informato, il medico si assume la responsabilità della cura ed è tenuto a monitorare gli effetti in proposito giova riportare un passo di una sentenza della Suprema Corte che ha avuto modo di occuparsi specificamente della questione il riferimento è a Cass. sez. 4 sent. 28132 del 12/07/2001, Barese laddove infatti si precisa, in maniera che questo giudice reputa assolutamente condivisibile, che per converso affermare l'intenzionalità della condotta, ogni volta che non vi sia il consenso del paziente, significa, in realtà, confondere il problema della natura del dolo richiesto per la fattispecie criminosa in esame con l'esistenza della scriminante costituita dal consenso dell'avente diritto . Il problema, sempre seguendo l'imputazione, si incentra allora tutto nello stabilire se l'imputata prescrivendo il farmaco TOPAMAX off label e cioè per la cura dell'obesità e non dell'epilessia e, soprattutto, somministrandolo a paziente in età pediatrica alla dose di esordio di 200 mg/die abbia agito o no correttamente alla luce delle regole deontologiche e delle indicazioni normative evidenziate al punto 3 di pag. 2, verifica questa dalla quale, come di qui a breve vedremo, dipenderà anche la qualificazione giuridica del fatto dal punto di vista dell'elemento psicologico del reato. Quanto alla prescrizione off label ricordiamolo di per sé non vietata dalla legge del farmaco TOPAMAX per curare l'obesità di una bambina tale era VERONICA nel giugno del 1999 , nel richiamare qui le regole deontologiche e legislative elencate a pag. 2 e ss. punto 3 , il primo presupposto richiesto dalla legge la cui mancanza nel caso in esame emerge in maniera evidente è quello della esistenza di lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale v. articolo 3 comma 2 L. n. 94/1998 . Sul punto, che si intuiva essere di decisiva importanza, occorre soffermarsi perché è stato oggetto di acceso dibattito nel corso del processo, vedendo contrapposti, da una parte la stessa imputata e i consulenti tecnici della Difesa VOLTERRA e PULVIRENTI , dall'altra quelli del PM PILIERO e della parte civile, tra cui spicca il nome del farmacologo PEPEU dell'Università di Firenze, mentre in una posizione che potremmo dire intermedia si colloca il parere espresso dai periti nominati dal GUP che al riguardo v. pag. 21 punto 2 della relazione acquisita agli atti così concludono l'indicazione clinica disturbi della condotta alimentare con obesità alla prescrizione del Topiramato, per quanto non suffragata da una robusta documentazione clinica, era giustificabile e con evidenti basi razionali v. infra a quale serrata critica sottopone quest'ultima affermazione il prof. PEPEU . L'interrogativo a cui va data dunque una risposta definitiva è questo nel giugno del 1999, quando cioè l'imputata prescrisse off label il topiramato per la cura dell'obesità in una bambina di meno di 12 anni vi erano o no lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale che appunto rendessero razionale dal punto di vista medico tale scelta terapeutica? La risposta, ad avviso di chi giudica, non può che essere negativa. Infatti, sebbene l'imputata e i suoi consulenti tecnici si siano sforzati di illustrare l'esistenza di questi lavori scientifici, in realtà non si è andati oltre generici riferimenti il più concreto dei quali è quello al lavoro di SHAPIRA che però data maggio 2000 e non riguarda certo l'uso del topiramato per curare l'obesità in età pediatrica del resto su quest'ultimo specifico aspetto che è quello che rileva nel caso in esame è la stessa imputata, nel corso del citato interrogatorio v. pag. 32 ad escludere l'esistenza di lavori scientifici con riferimento all'uso del topiramato in pazienti - come la p.o. - soltanto obesi e non anche con problematiche di tipo psichiatrico. Il parere del prof. PEPEU, farmacologo consulente della parte civile, riguardo all'esistenza all'epoca di letteratura scientifica sull'uso del TOPAMAX per la cura dell'obesità in soggetti in età pediatrica, pare a chi giudica il più esaustivo e convincente, non solo per la indiscussa competenza e preparazione scientifica dimostrata dal consulente tecnico in questo campo, ma anche perché egli, a differenza dei consulenti della Difesa, non si è limitato a fare generico riferimento, semplicemente citandoli, a dei lavori scientifici ma, nel controbattere punto su punto alle deduzioni del prof. VOLTERRA e alle conclusioni cui sono pervenuti i periti del GUP si veda in particolare la relazione datata 15.11.2002, acquisita agli atti all'udienza dell'8.3.2005 insieme a quelle datate 16.9.2001, 1.11.2001, 14.4.2002, 26.1.2004 e alla memoria del 6.3.2004, al cui contenuto integralmente si rimanda è entrato all'interno di questi lavori descrivendo nello specifico di cosa esattamente si trattava e così facendo chiaramente vedere che ancora nel 2002 cioè 3 anni dopo l'impiego del topiramato nella minore , l'uso di questo farmaco nella bulimia obesità è ancora a livello sperimentale v. pag. 3 relazione 15.11.2002 . Più in particolare nel dibattimento ud. 8.3.2005 il prof. PEPEU ha così precisato sull'esistenza di letteratura scientifica sull'uso del TOPAMAX per la cura dell'obesità su soggetti in età pediatrica Avv. Dif. P. C. Cianferoni ecco, questo siamo sereni nel poterlo affermare. Teste Prof. Pepeu G. in caso si minori niente! proprio assolutamente niente, in casi di epilessia se lei mi dà tempo lo trovo forse un lavoro clinico in cui un certo numero di giovani, di bambini, perché è stato utilizzato per una forma di epilessia che compare >>. Quanto all'affermazione già di per sé contraddittoria laddove da un lato chiaramente si dice che non esisteva una robusta documentazione clinica, dall'altro però si ritiene giustificato con evidenti basi razionali l'uso del Topamax da parte dell'imputata nel caso in esame fatta dai periti nominati dal GUP secondo cui l'indicazione clinica disturbi della condotta alimentare con obesità alla prescrizione del Topiramato, per quanto non suffragata da una robusta documentazione clinica, era giustificabile e con evidenti basi razionali , il prof. PEPEU, in maniera che questo giudice ritiene convincente alla luce dei dati oggettivi esposti dal consulente, così controbatte a pagg. 3-4 della relazione del 26.1.2004 >. Del resto che all'epoca in cui fu prescritta la cura a base di TOPAMAX non vi fosse tutta quella robusta documentazione clinica sull'uso del topiramato per la cura dell'obesità in età infantile ne da conto anche la stessa dott.ssa MARAZZITI nel corso del più volte citato interrogatorio v. pagg. 30-33 , quando la stessa di fronte al PM che la incalzava chiedendole quali fossero gli studi, addirittura del 1994, a cui lei faceva riferimento, l'imputata non è riuscita a fornire indicazioni precise e convincenti, limitandosi sostanzialmente a dire che la sperimentazione al riguardo cioè sull'uso off label del TOPAMAX era stata fatta anche nel suo dipartimento ma che non era stata ancora pubblicata, infine aggiungendo che nessun lavoro scientifico le constava sull'uso del topiramato per la cura dell'obesità in pazienti non psichiatrici anche il lavoro del 1994 cui l'imputata ha fatto riferimento riguardava pazienti epilettici . Il quadro che emerge dalle consulenze tecniche citate consente quindi di pervenire alla conclusione che nel giugno del 1999, ma ancora negli anni successivi, non esisteva nessuna robusta documentazione clinica - come tra l'altro danno atto gli stessi periti nominati da GUP - tale da supportare scientificamente la scelta di utilizzare il farmaco TOPAMAX per curare l'obesità in soggetto in età pediatrica. Vediamo ora più da vicino la questione del dosaggio del farmaco. Sul punto, senza qui tediare il lettore con sovrabbondanti richiami alle relazioni tecniche in atti, occorre dire che vi è stato nel dibattimento un coro di esperti tranne, ovviamente, i consulenti e alcuni testi della Difesa, con la significativa eccezione però, come tra breve vedremo, del teste prof. MASI che ha contraddetto la tesi difensiva che hanno convenuto sul fatto del resto già ricavabile dal foglietto illustrativo del farmaco laddove si dice in maniera che non lascia davvero spazio ad equivoci che il dosaggio del farmaco nei bambini deve partire da 25 mg/die o a dose inferiore sulla base di 1-3 mg/kg si veda il documento in atti che la dose di esordio non avrebbe dovuto in ogni caso superare i 25 mg/die e avrebbe dovuto progredire lentamente si veda sul punto anche la lettera della JANSSEN-CILAG acquisita all'udienza 21.9.2004, docomma produzione PM . Per tutti si richiama la chiara relazione del c.t. del PM dott. PILIERO alle pagg. 4-6. Gli stessi periti nominati dal GUP, FORTUNI e MICHELUCCI al riguardo scrivono al punto 3 delle conclusioni a pag. 22 della loro relazione la modalità di inizio della terapia non è stata graduale e, pertanto, non conforme alle raccomandazioni d'uso del prodotto La Difesa sostiene invece la tesi che la dose di 200 mg/die era giusta perché adeguata al peso 120 kg della paziente, peso sul quale doveva essere appunto parametrata la dose a prescindere dal fatto che si trattava di un soggetto in età pediatrica. Sul punto però, cioè quello della correttezza del dosaggio del farmaco ma non solo come ci si renderà conto leggendo attentamente le trascrizioni , la Difesa riceve una secca smentita proprio da un suo testimone e cioè dal neuropsichiatria infantile prof. MASI Gabriele sentito all'udienza del 19.7.2005. Èopportuno riportare di seguito ampi stralci di questa importante deposizione. Giudice bene, avvocati potete procedere con l'esame. Penso sia molto più circoscritto Avv. Dif. Padovani sì, sì. Giudice prego. Avv. Dif. Padovani Professor Masi, lei dove lavora? Teste Masi G. io lavoro all'istituto di neuro psichiatria infantile dell'università di Pisa, l'istituto scientifico Stella Maris, è un istituto di ricerca di neuro psichiatria infantile. Avv. Dif. Padovani lei conosce la Dottoressa Marazziti? Teste Masi G. la conosco di nome da anni, abbiamo avuto delle frequentazioni molto sporadiche fino all'anno scorso, da un anno abbiamo frequentazioni praticamente telefoniche e prevalentemente con posta elettronica e stiamo collaborando con un collega americano alla stesura di un libro di psichiatria con editore inglese. Avv. Dif. Padovani ecco, vuole precisare i termini quindi di questa attività di collaborazione scientifica svolta con la Dottoressa Marazziti? Esattamente in che cosa si è , voci sovrapposte ? Teste Masi G. come collaborazione scientifica noi stiamo scrivendo questo libro in cui ciascuno scrive dei capitoli autonomi che poi vengono discussi e che verranno inglobati in un unico testo. Abbiamo scritto in comune un articolo che è uscito l'anno scorso, che è un articolo di inc. , non di casistica sul disturbo ossessivo complusivo e poi ci sono state , credo che la Dottoressa mi abbia inviato un paio di paziente per consulti nel corso degli ultimi due anni o tre anni, ecco. Avv. Dif. Padovani ecco, per quanto riguarda in particolare il trattamento dell'obesità, lei ha avuto modo di avere scambi, relazioni con la Dottoressa Marazziti? Teste Masi G. no. Avv. Dif. Padovani non in particolare, sull'uso del topiramato Teste Masi G. in particolare con la Dottoressa Marazziti dice? Avv. Dif. Padovani sì, sì. Teste Masi G. no, non nello specifico insomma. Avv. Dif. Padovani non nello specifico e quindi non può riferire nulla su queste ? Teste Masi G. no, cioè non ci sono stati scambi tra me e la Dottoressa Marazziti relativamente all'uso del topiramato nei pazienti obesi, questo non Avv. Dif. Padovani ho capito, lei usa il topiramato? Teste Masi G. lo abbiamo usiamo , io sono psichiatra per cui il topiramato, come lei sa, viene usato nella stragrandissima maggioranza nell'ambito dei disturbi epilettici, nell'ambito dei disturbi psichiatrici ha delle indicazioni più circoscritte e nell'ambito di queste indicazioni io in alcuni soggetti l'ho usato, sì, saranno complessivamente , cito a memoria, una 15ina, 20 soggetti, per diversi tipi di indicazioni. Avv. Dif. Padovani ed in particolare per disturbi dell'obesità? Teste Masi G. per disturbi dell'obesità l'abbiamo usato qualche volta perché noi quando a volte dobbiamo usare per alcuni pazienti dei farmaci che sono dei farmaci che si chiamano antipsicotici atipici, che hanno come effetto collaterale quello di produrre un netto aumento dell'appetito, un netto aumento del peso. Allora quando dobbiamo scegliere in associazione uno stabilizzatore dell'umore tra quelli che disponibili, il topiramato, il Topamax è l'unico che consente non solo di non aumentare, ma addirittura a volte, purtroppo non spesso, di diminuire il peso e quindi in associazione con questi altri farmaci lo abbiamo usato. Avv. Dif. Padovani ho capito, e da quanto tempo lo usa il topiramato? Teste Masi G. negli ultimi , diciamo essendo ora al 2005 negli ultimi 4 o 5 anni sì. Avv. Dif. C. Casciani ha fatto esperienze specifiche presso il suo istituto Stella Maris sull'uso del topiramato, ci sono pubblicazioni che lei ha fatto come istituto Stella Maris? Teste Masi G. sull'uso del topiramato? Avv. Dif. C. Casciani sì. Teste Masi G. no, come pubblicazioni specifiche su casistiche no, lo abbiamo fatto sull'unica situazione nella quale io ho citato nei lavori scientifici che ho fatto il topiramato è stata in una review, che sarebbe una revisione della letteratura disponibile, sull'uso dei farmaci che sono stati descritti in letteratura scientifica internazionale e nell'ambito di questo lavoro , è un lavoro che è uscito quest'anno, ho citato tra i farmaci che vengono usati nell'ambito del disturbo bipolare il topiramato perché c'è un lavoro pubblicato nel 2003 mi sembra sul disturbo bipolare nei , sul trattamento del disturbo bipolare con topiramato in bambini adolescenti. Questo è quello che io ho citato. Avv. Dif. C. Casciani sul trattamento del comportamento , diciamo del voci sovrapposte Teste Masi G. sì, il disturbo bipolare è un disturbo Avv. Dif. C. Casciani sul comportamento alimentare, riguarda anche questo? Teste Masi G. no, questo riguarda il disturbo bipolare, il disturbo dell'umore caratterizzato non solo da un abbassamento dell'umore, com'è la depressione, ma da una instabilità o da alternanza tra stati di eccitazione e stati di depressione. Questo si chiama disturbo bipolare e nel disturbo bipolare si usano dei farmaci che si chiamano stabilizzatori dell'umore. Gli stabilizzatori dell'umore sono o il litio o gli antiepilettici. Tutti gli antiepilettici hanno una azione di stabilizzazione dell'umore, i classici sono il Depachin o il Tegretol, il Depachin esiste l'indicazione, ma i nuovi antiepilettici hanno anche loro stessi un uso nella pratica clinica per il trattamento del disturbo dell'umore di tipo bipolare e nel caso di bambini adolescenti c'è uno studio pubblico nel 2003 su questo argomento. Avv. Dif. C. Casciani quindi si tratta Teste Masi G. ed io l'ho citato in questa review che ho pubblicato. Avv. Dif. C. Casciani quindi si tratterebbe in questi casi di un uso off-label? Teste Masi G. sì, sì, certo. Avv. Dif. C. Casciani ma è diffuso questo uso off-label o è sporadicamente Teste Masi G. no, no, in generale l'uso off-label , lei consideri che io sono neuro psichiatra infantile, e la stragrande maggioranza dei farmaci che si usano in età evolutiva sono farmaci per i quali sul foglietto di scheda tecnica c'è scritto che non se se ne consiglia l'uso per soggetti sopra 14 o sopra i 18 anni. questo è , l'uso off-label può essere in due aspetti soprattutto uno per indicazione e l'altro per l'età. Per l'indicazione quando lo si usa per un disturbo che è un disturbo non tra quelli indicati nella scheda tecnica, per età quando lo si usa per un disturbo che è indicato in scheda tecnica, ma per una età che non è indicata nella scheda tecnica. Nella nostra pratica clinica quotidiana purtroppo siamo costretti spesso ad usare per indicazione e per età e a volte anche per indicazione per patologia il farmaco off-lebel perché , le rubo solo un secondo, quando c'è scritto che un farmaco non ha una indicazione al di sotto dei 14 anni questo non vuol dire che la casa farmaceutica ha fatto uno studio che ha evidenziato che il farmaco fa male sotto i 14 anni, semplicemente la casa farmaceutica che ha come obiettivo il guadagno non ha voluto investire soldi per vedere se faceva bene o male perché per loro è molto più comodo dire che non conviene usarlo sotto i 14 anni perché fortunatamente quelli che si ammalano sotto i 14 anni sono pochi, quindi è molto più comodo per loro dire questo. Un esempio sono dei farmaci che sono stati inizialmente introdotti sopra i 14 anni e poi è stata abbassata l'età di utilizzazione quando è stato dimostrato nell'uso nella pratica clinica quotidiana che questo poteva essere utilizzato, questo non , è successo per altri farmaci non per il Topamax, non per il topiramato insomma ma per altri farmaci. Avv. Dif. C. Casciani lei sa se del topiramato si fa uso off-label, se se ne fa uso spesso? Teste Masi G. se ne fa uso off-label nella pratica clinica , lei si riferisce ad adulti o a soggetti in età ? Avv. Dif. C. Casciani in generali a tutti. Teste Masi G. in generali a tutti so che se ne fa un uso, io le ho detto la mia esperienza circoscritta per quello che riguarda l'attività nostra, per quello che so nell'uso che se ne sente parlando per congressi o sentendo relazioni voci sovrapposte Avv. Dif. C. Casciani e da quando se ne fa uso off-lebel così spesso? Lei sa a quale periodo possa riferirsi? Teste Masi G. mah, senta i dati pubblicati in letteratura, a mia memoria, credo per l'uso off-label vanno intorno , pubblicati su riviste internazionali, perché sono quelle che conosco, vanno intorno credo al 2000, '99 - 2000, questo vuol dire che se un articolo viene pubblicato nel 2000 vuol dire che c'è stato , è stato inviato quanto meno un anno prima a questa rivista e c'è stata una fase preliminare di uso, per cui mi immagino che l'uso off-label sia della fine degli anni '90. Credo i primi articoli sull'uso off-lebel del topiramato credo che vadano intorno al 2000, le dico a memoria ma non Avv. Dif. C. Casciani io non ho altre domande. Giudice le altre parti? Pubblico Ministero sì, molto rapidamente Dottore volevo un chiarimento quando lei utilizza il farmaco Topamax, a che tipo di dosaggi si attiene? Ovviamente tenendo presente che questo avrà e a che fare con le affezioni psichiatriche, mi sembra di capire che lei lo usa per affezioni psichiatriche. Teste Masi G. certo. Pubblico Ministero il disturbo bipolare ce lo vuole descrivere in due secondi? Teste Masi G. certo, sì, sì. Pubblico Ministero so che è una domanda impossibile Teste Masi G. no, no, non è impossibile, il disturbo bipolare è un disturbo dell'umore nel quale anziché aversi solamente una fase di abbassamento del tono dell'umore, tristezza, pianto, mancanza di voglia di fare le cose, incapacità di provare piacere nelle cose che è la depressione, si hanno anche delle fasi che sono delle fasi o di eccitazione che possono essere o con irritabilità, rabbia, aggressività o a volte, più raramente nei ragazzini, con un aumento del tono dell'umore nel senso che uno pensa di essere il più bello, il più bravo, il più potente, di avere idee di onnipotenza o megalomaniche. Queste cose a volte si alternano, a volte si mescolano e allora si parla di stati misti perché c'è sia la componente depressiva che la componente eccitata, e a volte invece sono in sequenza molto disorganizzata, prima l'uno e poi l'altro. E questo è il disturbo bipolare diciamo in poche parole, ed è un disturbo psichiatrico , un disturbo psichiatrico per il quale si usano farmaci stabilizzatori dell'umore che sono o litio o gli antiepilettici o nei casi resistenti dei farmaci che si chiamano antipsicotici atipici che sono quelli purtroppo che dicevo prima che fanno ingrassare. Pubblico Ministero che fanno ingrassare. Senta quando lei ha utilizzato il Topamax ci vuole dire che dosaggi ha utilizzato e qual'è la sua prassi in relazione all'indicazione che noi abbiamo letto nel foglietto illustrativo circa la necessità di iniziare da una dose molto bassa per poi aumentarla nel tempo. Teste Masi G. certo, certo. Il dosaggio pieno, il dosaggio massimo ovviamente è un dosaggio che dipende dalle caratteristiche del paziente, dall'età, dallo stato di salute perché il farmaco viene eliminato attraverso il fegato, soprattutto attraverso il rene per cui dipende un po' da queste valutazioni iniziali. Dopodiché se queste condizioni non sono soddisfatte Pubblico Ministero valutazione iniziale, cioè lei valuta Teste Masi G. clinicamente voci sovrapposte Pubblico Ministero clinicamente o gli esami del sangue ? Teste Masi G. no, gli esami del sangue generalmente li faccio fare in una fase successiva, clinicamente vuol dire ci dovrebbe essere una neufropatia, una neufropatia in un ragazzino insomma lo si vede se c'è. Lo schema che io seguo è generalmente quello di iniziare con 25 o 50 milligrammi e la salita è, se la situazione è tranquilla io uso l'aumento settimanale, se la situazione richiede un intervento un pochino più intensivo allora si può velocizzare e andare una volta ogni quarto o quinto giorno ecco Generalmente io quello che uso è Pubblico Ministero ma lei utilizza questo a scalare oppure lei fa riferimento , perché non è molto chiaro nel foglietto che , c'è scritto che per i bambini si deve utilizzare certo dosaggio pro-chilo. Teste Masi G. certo, certo. Pubblico Ministero cioè? Teste Masi G. perché se lei usasse , per bambini molto piccoli, prima di tutto le dimensioni sono tali da non consentire di dare un dosaggio standard, per cui si utilizza il dosaggio pro-chilo. Il dosaggio pro-chilo vuol dire tanti milligrammi per quanti chilogrammi. Pubblico Ministero esatto. Teste Masi G. c'è un altro aspetto che è l'aspetto , io non sono un farmacologo per cui parlo da clinico, però c'è un aspetto in cui nelle persone più giovani il farmaco viene consumato più rapidamente per cui c'è un , si chiama emivita, cioè quanto tempo ci mette il farmaco per essere dimezzato nel sangue, ci mette meno nelle persone più giovani Pubblico Ministero e quindi? Teste Masi G. per cui alcuni consigliano nei bambini più piccoli o , sono dati sulla epilessia questi qui eh, non sono dati su dati psichiatrici, sono tutti dati presi da soggetti epilettici e studiati e trattati con questo farmaco, che sono decine di migliaia, in questi casi si utilizza il parametro milligrammi pro-chilo. Quando sono più grandi non si usa tanto il milligrammi pro-chilo ma si usa un dosaggio ed il dosaggio diciamo medio , il dosaggio basso , c'è un aspetto, negli ultimi anni sono stati abbassati naturalmente i dosaggi perché Pubblico Ministero perché? Teste Masi G. all'inizio si è visto che a anche a dosaggi più bassi il farmaco aveva più o meno la stessa efficacia, questo è un evento che è successo per il Topamax ma è successo anche per altri farmaci, che all'inizio si diceva questa è la dose target, la dose obiettivo, bisogna arrivare lì. Poi si è visto che dando la metà si aveva lo stesso effetto con meno effetti collaterali e quindi si è abbassata. Allo stato attuale si può dire che una dose standard possa andare dai 75 ai 200 milligrammi per un soggetto al di sotto , di quelli che vediamo noi, al di sotto dei 16 anni diciamo così. Sopra , dai 200 ai 400 è una dose media però gli epilettologi , noi abbiamo all'interno del nostro istituto un gruppo che si occupa di epilessia, è stato uno primi gruppi in Italia ed in Europa a usare Topamax e sta facendo proprio ora una grande revisione lei loro dati e loro hanno visto proprio questo aspetto che le dicevo, questa tendenza nel corso degli anni ad abbassare il dosaggio massimo, però loro dicono il dosaggio basso è un dosaggio che va dai 57 ai 200, 150-200, dosaggio medio fino a 400, sopra il 400 loro dicono è inutile , sopra i 600 in realtà dicono, ma anche forse sotto i 400 è inutile andare perché andare sopra non dà nessun effetto in più, e ovviamente aumenta i rischi degli effetti collaterali Giudice scusi Pubblico Ministero, forse mi sono perso io o distratto, stiamo parlando dei dosaggi e dell'uso del Topamax specifico per l'epilessia o per qualche altra ? Teste Masi G. questi sono dati che sono stati estrapolati dai dati iniziali che erano su soggetti epilettici, perché il Topamax è stato introdotto nel corso degli anni '90 per l'epilessia, poi come è successo per tutti gli antiepilettici il suo uso è stato allargato a patologie di tipo psichiatrico, in primo luogo il disturbo bipolare, come vi dicevo, in secondo luogo i disturbi Giudice lei nello specifico ora a che cosa faceva riferimento? All'uso del Topamax per il disturbo bipolare? Teste Masi G. questi dati che vi dicevo ora riguardavano il disturbo epilettico, per quello che riguarda il disturbo bipolare i dati che si usano, i dati per l'età evolutiva sono molto minori perché gli studi pubblicati sono studi , per l'età evolutiva, ripeto, io sono neuro psichiatra infantile per cui Pubblico Ministero ecco, sì, infatti, fermiamoci a questa fascia di età Teste Masi G. mi fermo a questo mio specifico, ecco, e per questa fascia di età il dato che vi dicevo era quello di questo studio, pubblicato da questo importante gruppo di ricerca americano, anche se la casistica è una casistica ancora modesta, vado a memoria ma credo di avere dentro il lavoro, credo siano una ventina di casi, per cui , ed il dosaggio medio credo che andasse sui 150-200 più o meno qualche cosa, per cui vuol dire che erano voci sovrapposte Pubblico Ministero ecco, ma mi scusi, perché forse , vorrei sapere mi scusi tanto ma mi distraggo, sennò faccio un po' fatica, volevo sapere se questi 150 mg. sono la dose di esordio. Teste Masi G. di esordio? Pubblico Ministero sì. Teste Masi G. no, le ho detto, il mio protocollo , il protocollo che io uso per dare il Topamax è un protocollo che dà , è di 25 o , dipende dalle dimensioni Pubblico Ministero ecco, ma le faccio una domanda perché forse lei è in grado di aiutarci, c'è questo grande nodo in questa questione, allora i 25 mg. lei dice sono la dose di esordio Teste Masi G. 25 o 50, sì. Pubblico Ministero a meno che il bambino sia molto piccolo Teste Masi G. certo. Pubblico Ministero e quindi si usa , molto piccolo per lei cosa vuol dire intanto? Piccolo di età, mi scusi, o piccolo di peso? Teste Masi G. entrambi, quando io parlo di piccolo parlo di piccolo per età perché, ripeto, ovviamente non parliamo di indicazioni per bambini molto piccoli di tipo psichiatrico. Ovviamente quando parlo di bambini molto piccoli parlo di epilessia che le indicazioni sono due anni, per cui ! Pubblico Ministero ecco, ma secondo la sua esperienza se da lei si presenta un 12enne che pesa 120 chili, qual è la dose di esordio, si deve calcolare per pro-chilo? Teste Masi G. no, la dose di esordio , io la dose di esordio la faccio indipendentemente , è la dose massima che è condizionata Pubblico Ministero no, ora noi parliamo della dose di esordio. Teste Masi G. dose di esordio io faccio 25 o 50. Pubblico Ministero massima per noi non è un problema. Ecco, se su un 12enne, anche un grossotto, come uno che pesa 120 chili, si esordisce con 200 mg., si possono aumentare i rischi di effetti collaterali? Teste Masi G. nella mia esperienza non le saprei dire perché non l'ho mai fatto per cui non Pubblico Ministero perché non l'ha mai fatto? Teste Masi G. perché uso questo protocollo che è il protocollo che io le dicevo prima Pubblico Ministero ma perché usa questo protocollo? Teste Masi G. perché penso sia il migliore. Pubblico Ministero per quale motivo? Teste Masi G. a parte il fatto della indicazione che c'è sulla scheda ma è un protocollo che no ci danno , è un protocollo che viene seguito normalmente quando viene usato anche per i disturbi epilettici, cioè noi ci siamo consultati, le ripeto, io ho la fortuna di lavorare in un istituto in cui c'è un gruppo molto prestigioso che lavora sul Topamax e quando abbiamo cominciato ad usare il Topamax per indicazioni che erano indicazioni legate a patologie psichiatriche Pubblico Ministero quindi per un uso off-label. Teste Masi G. uso off-label, esatto, ci siamo consultati con loro e loro ci san hanno consigliato questo protocollo che è un protocollo in questo modo tranquillo. Pubblico Ministero ecco, ma voglio dire, cos'è questa tranquillità, è una tranquillità rispetto alla salute voci sovrapposte Teste Masi G. minori effetti collaterali, certo. Pubblico Ministero minori effetti collaterali, quindi comunque è una condotta prudenziale, voi la scegliete per questo? Teste Masi G. certo. Pubblico Ministero e questo non diminuisce l'efficacia del farmaco? Teste Masi G. rallenta i tempi di entrata in azione. Pubblico Ministero quindi, non ci sono urgenze emergenze si può anche attendere, no, il ? Teste Masi G. sì. Pubblico Ministero un ultima domanda diversa, se ci può dire il nome di questo collega americano con il quale lei e la Dottoressa Marazziti state Teste Masi G. Benedetto Vitiello, il nome è italiano però lui lavora , indubbiamente, però lui lavora all'istituto superiore di sanità americano, alL' N.I.V.? e con lui stiamo facendo questo libro, è una persona molto prestigiosa che io conosco ormai da anni Pubblico Ministero era solo una precisazione. Teste Masi G. dell'istituto superiore di sanità americano comunque, sì. Giudice la Parte Civile ha da porre domande al teste? Avv. Dif. P.C. Luperi qualcosa , buongiorno Dottor Masi, sono l'avvocato Ciaferoni per la Parte Civile. Nel corso dell'esame ha fatto riferimento a degli articoli per l'uso off-label del topiramato risalenti negli anni, può essere su questo un po' più preciso? Avv. Dif. C. Casciani fuori microfono Giudice ha fatto riferimento, vediamo se riesce a dare dei dati Teste Masi G. mi chiede l'off-label per l'età evoluta o per ? Avv. Dif. P.C. Cianferoni sì, per l'età evolutiva. Teste Masi G. per l'età evolutiva sono , vado a memoria, comunque credo che siano negli ultimi 3 o 4 anni, per l'età evolutiva uso off-label. Avv. Dif. P.C. Cianferoni quindi retrodatando da oggi lei mi dice 2001 voci sovrapposte Teste Masi G. 2001, 2002 io direi. Avv. Dif. P.C. Cianferoni 2001, 2002, ma qualche autore lo sa indicare? Teste Masi G. l'autore più importante di questo studio è quello del bipolare, si chiama Melissa Del Bello, ha un nome italiano ma lavora Giudice sono tutti italiani Teste Masi G. sì, sì, purtroppo questa è una triste vicenda Giudice la cosiddetta fuga Teste Masi G. no, ma lei proprio è nata in america da genitori , e lavora mi sembra a San Luis o qualche cosa del genere, comunque il primo autore Melissa Del Bello e lei ha fatto questo studio in adon? cioè aggiungendo il topiramato ad altri farmaci per disturbi bipolari, credo fossero una ventina i pazienti, e questo credo sia uscito nel 2003 ed è inc Farmacology. Avv. Dif. P.C. Cianferoni ecco, sulla OBESITÀ, cioè sull'uso del topiramato per l'obesità. Lei che cosa ha di esperienza applicata nell'età evolutiva? Teste Masi G. sì, certo, ci sono due piccoli lavori, uno è più importante , anzi tre credo che siano, due o tre, uno il più importante, pubblicato su una rivista che si chiama International Giornal of Eating Disorders, che vuol dire giornale internazionale , ed è un piccolo studio sul Avv. Dif. P.C. Cianferoni di quando? Teste Masi G. la fascia di anni sono quelli che le dicevo prima, credo che sia 2002, 2003, se vuole posso essere più preciso perché forse ce l'ho dietro, ma comunque il 2002 - 2003 su ragazze con disturbo della condotta alimentare. Poi c'è n'è un altro pubblicato in tedesco, però l' inc. è in inglese, e quello credo che fosse un pochino più vecchio, forse era 2001 o 2002 quello lì. L'ultimo nome , il primo non me lo ricordo ma l'ultimo si chiama Renshmit? perché è uno piuttosto famoso, di Margburg. Avv. Dif. P.C. Cianferoni è il al corrente di recenti revisioni, ha fatto riferimento anche a questo il teste, circa l'uso del topiramato anche a livello statunitense, oltre che vocale pisano? Teste Masi G. revisioni in che senso? Avv. Dif. P.C. Cianferoni dovute , il dato a mia conoscenza è questo io le chiedo di rispondere sulla revisione della quale lei ci ha accennato che sta volgendo il gruppo di Pisa, lei ha detto sta voci sovrapposte Teste Masi G. ah, revisione tipo voci sovrapposte Avv. Dif. P.C. Cianferoni voci sovrapposte Teste Masi G. casistica Avv. Dif. P.C. Cianferoni grande revisione dei dati. Teste Masi G. sì, sì, per gli epilettici, sì, sì. Avv. Dif. P.C. Cianferoni ecco, perché quando quanto ad obesi nella età evolutiva è al corrente , visto che lei si occupa di minorenni, di dati sia pure da revisionare oppure no, in quel di Pisa? Teste Masi G. nel nostro gruppo? Avv. Dif. P.C. Cianferoni sì. Teste Masi G. no, nel nostro gruppo noi abbiamo un gruppo che si occupa in particolare di disturbi delle condotte alimentari, non sono pazienti che vedo io, sono pazienti che vengono , fanno parte , sono prevalentemente , nel 90% sono anoressiche però. Avv. Dif. P.C. Cianferoni anoressia. Dicevo le consta, proprio come domanda gliela pongo, un problema di verità sugli effetti del topiramato, gli effetti collaterali per il quale vi siano state delle iniziative di blocco anche di siti internet su questo farmaco specifico? Teste Masi G. no, non le so dire , su iniziative specifiche , sui siti internet sono un pochino cauto perché sui siti internet può trovare tutto ed il contrario di tutto, su iniziative che invece hanno a che fare con enti regolatori ufficiali non ne sono a conoscenza. Avv. Dif. P.C. Cianferoni ne è a conoscenza oppure no? Teste Masi G. non ne sono a conoscenza. Avv. Dif. P.C. Cianferoni ecco, perché il problema di fondo che poi introdurremo, però sembra da alcune pubblicazioni, per altro Giudice domanda avvocato, faccia la domanda. Avv. Dif. P.C. Cianferoni voci sovrapposte con il Ministero della sanità che sul topiramato vi sia un problema circa l'individuazione e l'identificazione precisa degli effetti collaterali. Giudice va beh, non lo sa ha detto. Andiamo avanti. Avv. Dif. P.C. Cianferoni aspetti Teste Masi G. se mi chiede il problema degli effetti collaterali le rispondo, se mi chiede se ci sono delle iniziative ufficiali non lo so dire. Avv. Dif. P.C. Cianferoni non lo sa. Teste Masi G. su iniziative ufficiali. Avv. Dif. P.C. Cianferoni però c'è un problema di individuazione degli effetti collaterali del topiramato? Teste Masi G. beh, certo. Avv. Dif. P.C. Cianferoni questo problema in che termini si pone? Avv. Dif. Padovani fuori microfono Giudice ora effettivamente stiamo ampiamente debordando dalle circostanze, io ho lasciato un po' che le parti , come del resto in questo processo quasi tutti i testimoni poi piano piano sono scivolati , o allarghiamo sull'accordo delle parti l'oggetto della testimonianza, perché il teste è citato per riferire circa l'attività di collaborazione scientifica svolto con la Dottoressa Marazziti per lo studio e la ricerca sull'uso clinico del topiramato nel trattamento dell'obesità. Avv. Dif. P.C. Cianferoni io farei rispondere al teste Giudice quindi la domanda avvocato? Avv. Dif. P.C. Cianferoni signor Giudice, un po' come a scuola, loro fanno queste domande e noi li lasciamo fare, perché abbiamo interesse ad acquisire dati sul punto per le indagini che via via ci sono, ora però le facciamo anche noi Giudice qual è la domanda avvocato? Avv. Dif. P.C. Cianferoni la domanda era sugli effetti collaterali del topiramato, se esiste un problema di catalogazione, di verificazione Giudice va beh, limitatamente a questo è ammessa la domanda, poi chiudiamo qui il discorso. Avv. Dif. P.C. Cianferoni si può fare anche differente il discorso Giudice va beh, risponda su questo, sugli effetti collaterali Teste Masi G. esistono ovviamente per il topiramato così come per ogni altro farmaco degli effetti collaterali, gli effetti collaterali sono soprattutto di due tipi, il primo tipo sono effetti diciamo tra virgolette neurologici o comportamentali, l'altro effetto collaterale, tra virgolette, ma in questo caso noi lo usiamo invece come effetto terapeutico è l'abbassamento dell'appetito, che se lei lo ha con un epilettico è un effetto collaterale, se le ce l'ha con uno che ha un disturbo alimentare non è un , uno spera di avere quell'effetto collaterale tra virgolette. Per cui nel caso psichiatrico gli aspetti importanti riguardano possibili effetti di tipo comportamentale. Avv. Dif. P.C. Cianferoni senta Teste Masi G. io stesso se Avv. Dif. P.C. Cianferoni l'effetto di dimagrimento le consta frequente oppure no? Teste Masi G. purtroppo non è frequentissimo, noi quando lo usiamo, come le dicevo prima, quando noi lo usiamo in rapporto con questi farmaci che aumentano l'appetito, usiamo , dovendo scegliere uno stabilizzatore usiamo il Topamax rispetto agli altri perché quanto meno il Topamax non ci dà i rischi di fare aumentare ulteriormente il peso, a volte ce lo fa diminuire, sono casi ovviamente non costanti ma però possibili. In effetti i casi che vengono riportati nella letteratura sono casi che danno una percentuale intorno al 40, i casi che sono pubblicati in letteratura sono intorno al 40, 50%, ripeto noi , la mia esperienza più Avv. Dif. P.C. Cianferoni di dimagrimenti? Teste Masi G. no, no, 50% di quelli che rispondono rispetto a quelli che non rispondono, per quei pochi, per quelle casistiche che io vi ho citato prima, che sono quei tre lavori soliti a cui si fa riferimento Avv. Dif. P.C. Cianferoni del 2002, 2003 fuori microfono Teste Masi G. esatto, per quello che riguarda la mia esperienza un pochino più diretta che è l'associazione con questi farmaci che fanno aumentare di peso purtroppo la mia percentuale è un pochino più bassa, però quella è una obesità spuria, indotta, artificiale diciamo e purtroppo è un effetto collaterale gravissimo, sono farmaci estremamente efficaci che fanno molto ingrassare, ed è un dilemma terribile, le assicuro. Avv. Dif. P.C. Cianferoni ho capito, grazie. Giudice le difese devono concludere? Avv. Dif. C. Casciani nessun'altra domanda. Giudice Professore può andare, grazie.>>. È importante sottolineare che il prof. MASI quando parla della dose iniziale a 25 mg/die fa comunque riferimento ad un uso off label del TOPAMAX anche se, a differenza del nostro caso che riguarda la cura dell'obesità, si tratta in un uso off label con riferimento a pazienti psichiatrici affetti da disturbo bipolare. Questo per rispondere all'obiezione difensiva secondo la quale il dosaggio indicato nel foglietto illustrativo sarebbe esclusivamente riferito a pazienti affetti da epilessia il che pare fin troppo ovvio, non potendo certo il foglietto illustrativo dare indicazioni con riferimento all'uso off label del farmaco ! e che, invece, quando ne viene fatto un uso off label il medico resterebbe svincolato dai dosaggi ivi raccomadati questa asserzione è smentita infatti proprio dal prof. MASI che, come neuropsichiatria infantile, dice di attenersi comunque - e spiega bene perché - alla dose di esordio di 25 mg/die anche nel caso di un uso off label del TOPAMAX ed anche quando abbia eventualmente di fronte un soggetto del peso che aveva all'epoca VERONICA. Nello stesso senso anche il c.t. PEPEU ud. 8.3.2005 Teste Prof. Pepeu G. sì, questo Avv.P. C. Cianferoni affermare questo e come si spiega la sua diversità detta stamani mattina? Teste Prof. Pepeu G. mah, la mia diversità si spiega direi sulla base dei dati che esistono ancora adesso, in cui la raccomandazioni di usare, come ho già detto stamattina, di usare 25 milligrammi come dose iniziale, viene menzionata anche in studi in cui il farmaco è usato in pazienti obesi. Avv. Dif. P. C. Cianferoni quindi Teste Prof. Pepeu G. si raccomanda di partire con un dosaggio di 25 milligrammi al giorno anche in pazienti obesi Giudice l'aveva già spiegato questa mattina. Teste Prof. Pepeu G. e di salire gradualmente, questo in pazienti adulti. Avv.P. C. Cianferoni sui bambini? Teste Prof. Pepeu G. tanto più in bambini >> Teste Prof. Pepeu G. no, non è certamente dovuta solo al peso, certamente il peso ha una sua rilevanza però il bambino di 12 anni è in una fase ancora di sviluppo, per cui inevitabilmente la sua risposta ai farmaci è diversa da quella di un adulto. Il fatto del peso significa che la massa in cui si può diluire il farmaco è maggiore ma, come ho detto poc'anzi, anche in pazienti obesi e quindi con alto peso, si raccomanda ugualmente che il dosaggio parta con dosi molto basse per , non so quali siano le fasi Pubblico Ministero no, le chiedo perché alcuni eminentissimi, famosissimi consulenti tecnici in questo processo con un pedigree accademico, mi perdoni l'ironia, enorme, hanno asserito che la dizione che c'era sul foglietto illustrativo del Topamax all'epoca, che indicava come alternativamente si potesse partire o da 50 MG pro-die, oppure da un dosaggio diverso per chilo, giustificasse quei dosaggi che corrispondevano alla dose di Topamax calcolato per chilo al giorno. Teste Prof. Pepeu G. sì, capisco che si possa affrontare il problema anche da questo punto di vista, tuttavia a me ha meravigliato vedere che il criterio comunemente utilizzato sembra essere invece quello di una dose standard molto bassa, inizialmente, a prescindere dal peso del paziente. Questo è un dato che ho ritrovato, adesso naturalmente quando uno cerca un documento non lo ritrova mai, l'ho ritrovato ripetutamente, l'avevo in mano anche un momento fa , ecco, in questo caso per esempio , purtroppo questi lavori mai portano l'indice massa corporea, in cui la dose anche qui da 25 salendo fino a 600. Pubblico Ministero ecco, ma questa raccomandazione di gradualità a cosa è diretta? A quali fini viene raccomandata dalla casa produttrice? Teste Prof. Pepeu G. se dovessi dirle che conosce le ragioni biochimiche per cui questa raccomandazione viene fatta, no, non le conosco, probabilmente è basata esclusivamente sulla presenza derivata dalle prime sperimentazioni cliniche con questo farmaco. Il fatto che evidentemente, come succede con un certo numero di farmaci, si crea uno strano meccanismo di adattamento dell'organismo per cui gli effetti collaterali sono attenuati se l'inizio è con dosi molto basse. Pubblico Ministero ho capito, quindi il fatto che nel fogliettino ci fosse scritto nei bambini la dose iniziale dovrebbe essere di 25 MG al dì, o inferiore sulla base di 1 - 3 MG al giorno per chilo , è indicata per chi questa variazione? Teste Prof. Pepeu G. va beh, per i bambini che pesano molto poco. Pubblico Ministero ecco per i bambini che pesano molto poco, quindi non per chi Teste Prof. Pepeu G. voci sovrapposte 5 milligrammi per tenere una dose bassa potrebbe essere anche alta in un bambino che pesa pochi chili, se si ammette di poter utilizzare questo farmaco in forme voci sovrapposte Pubblico Ministero certo, sempre ammesso e non concesso. Teste Prof. Pepeu G. voci sovrapposte anche i bambini età molto tenera >> >. L'articolo 3 comma 2 della legge n. 94/1998 tra i presupposti che rendono legittimo l'uso off label di un determinato farmaco, oltre a quello della esistenza di lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale che come si è già visto in questo caso mancava , pone anche quello che >. Il problema che va quindi affrontato è se all'epoca in cui l'imputata visitò la bambina e prescrisse la somministrazione del TOPAMAX vi fosse per il trattamento dell'obesità la possibilità di ricorrere a cure alternative in sostanza occorre verificare, in termini di costi/benefici, la utilità terapeutica dell'impiego del TOPAMAX nel caso in esame. Ed al riguardo è di intuitiva evidenza, anche per il profano, che, specialmente quando si ha davanti una bambina, prima di ricorrere all'uso di farmaci anoressizzanti forse occorreva seguire vie alternative, quali ad esempio una dieta dimagrante. Lo conferma sempre il c.t. PEPEU Teste Prof. Pepeu G. la farmacologia dei disturbi dell'alimentazione e dell'obesità è poverissima, ed in genere tutti i farmaci che sono stati proposti attraverso i decenni hanno presentato problemi, sono stati ritirati, creano , per cui veramente se c'è una patologia nella quale siamo disarmati ed in cui la ricerca continua intensissima, ancora senza successi definitivi, è proprio questo. In realtà l'unica cosa che a mio vedere poteva essere tentata , per dimagrire bisogna non mangiare prima di tutto Pubblico Ministero su questo non c'è dubbio! Teste Prof. Pepeu G. e controllare l'appetito è molto difficile in via farmacologica. Lasciamo da parte gli anfetaminici che sono stati provati con tutti i problemi che certamente non si potevano dare in una giovane di quell'età., la Sibutramina che anche quella è stata ritirata, rimessa, un farmaco in discussione , anche quella non era il caso di utilizzarla. Un possibile approccio, perché ha dato qualche risultato, ovviamente in un contesto però che aiuta molto, sono gli antidepressivi, gli inibitori della serotonina, in questo l'utilizzazione del Fevarin poteva essere pienamente giustificata. Se è stato provato il topiramato è proprio perché la Professoressa non aveva altre armi e ha provato un'arma che gli veniva presentata come possibile. Pubblico Ministero quindi dunque ecco, l'errore probabilmente è immaginare è poter dimagrire andando da un medico piuttosto che un altro? Teste Prof. Pepeu G. questo è un altro tipo di domanda voci sovrapposte Pubblico Ministero mi metto nei piedi di un genitore che dice che ne faccio . Teste Prof. Pepeu G. voci sovrapposte sociale, quella nel nostro paese meno, negli Stati Uniti è veramente un enorme problema. Sono tanti gli elementi in gioco, in genere una dieta rigorosissima richiede una volontà o richiede delle motivazioni molto serie, richiede un supporto psicologico intenso, può essere aiutata se rientra in un quadro patologico psichiatrico più grande, dall'impiego di antidepressivi , ma è comunque una terapia estremamente difficile. Pubblico Ministero quindi dunque c'era questa situazione per cui volendo dimagrire a suon di pasticche insomma poco c'era da scegliere, così e la situazione se ho capito Teste Prof. Pepeu G. purtroppo sì. Pubblico Ministero non ho altre domande >>. Ma la questione non è tanto quella di sindacare moralisticamente la condotta dell'imputata quanto quella di verificare se la scelta terapeutica off label fosse o meno giusta soprattutto in termini di costi e benefici. A questo punto, prima di rispondere alla domanda ed avviarci verso le considerazioni conclusive sull'elemento psicologico del reato, è però necessario fare alcune premesse in diritto riportando parti della già citata sentenza Barese del 2001 della Corte di cassazione, sentenza nella quale la Corte, pur occupandosi di altra specifica questione e cioè se in caso di esito infausto di un intervento medico-chirurgico in assenza di urgente necessità e in difetto di consenso del paziente, si possa configurare il delitto di omicidio preterintenzionale o non piuttosto quello - come alla fine ha ritenuto la Corte - di omicidio colposo , non ha mancato di precisare, esemplificativamente, in quali casi, pur nell'ambito del trattamento terapeutico, possa residuare uno spazio per la responsabilità del medico a titolo di lesioni dolose. Questo è il passo della sentenza che si ritiene possa contribuire a risolvere il caso in esame Non va infatti dimenticato che, nella fattispecie dell'omicidio preterintenzionale, l'agente pone in essere una condotta che sa, e vuole, diretta a provocare un'alterazione dell'integrità fisica della persona offesa egli si pone consapevolmente in una situazione di illiceità ponendo coscientemente in pericolo l'incolumità fisica o la salute del paziente. Non è necessario, come da taluni è stato osservato, che l'agente sia animato da una malvagia volontà nei confronti della persona offesa ma è comunque necessario che egli si rappresenti, come conseguenza della sua condotta voluta, la lesione dell'integrità fisica del paziente. E non va sottaciuta la differenza - proprio per l'incidenza che ne può derivare sulla natura intenzionale dell'elemento psicologico richiesto - tra i casi nei quali l'intervento sia deciso nel corso dell'intervento per sopraggiunte e imprevedibili ovvero prevedibili ma non previste circostanze e il caso in cui l'intervento sia stato programmato con quelle caratteristiche fin dall'inizio. La soluzione indicata, tesa alla valorizzazione dell'elemento soggettivo richiesto nella forma del dolo intenzionale, viene incontro anche all'esigenza, sottolineata da alcuni commentatori, che non venga obliterata, nella ricostruzione in esame, la necessità che venga osservato il principio di offensività, anche nell'individuazione dell'elemento soggettivo del reato, proprio richiedendosi la necessità che l'agente debba raffigurarsi anticipatamente le conseguenze dannose della sua condotta. Non compete al giudice di legittimità individuare i casi in cui sia presente l'elemento soggettivo del reato nella forma diretta o intenzionale di cui si è detto trattandosi di accertamento di fatto riservato al giudice di merito. Ma ben può farsi astratto riferimento, a titolo di esempio, ai casi in cui la menomazione del corpo o della mente venga provocata, intenzionalmente, per scopi scientifici, di ricerca o per scopi esclusivamente estetici in questi casi non viene surrettiziamente reintrodotto un dolo specifico lo scopo è estraneo al reato ma vale a qualificare l'elemento soggettivo come intenzionale , ai casi di interventi demolitivi coscientemente inutili, ai casi in cui il medico proceda ad un'amputazione per curare una patologia che sa poter essere affrontata agevolmente con diversi mezzi terapeutici o a quelli in cui produca un'inutile e consapevole mutilazione all'integrità fisica del paziente. In definitiva si tratta di casi nei quali, già nella rappresentazione dell'agente, il normale rapporto tra costi certi dell'intervento e benefici eventuali di esso è ampiamente e preventivamente conosciuto e rappresentato dall'agente come assolutamente squilibrato verso i primi. Insomma si avrà l'elemento soggettivo del delitto di lesioni volontarie in tutti i casi in cui il chirurgo, o il medico, pur animato da intenzioni terapeutiche, agisca essendo conscio che il suo intervento produrrà una non necessaria menomazione dell'integrità fisica o psichica del paziente >>. Il caso in esame sembra a chi giudica rientri perfettamente nella esemplificazione fatta dalla Suprema Corte per illustare in quali casi invero eccezionali può configurarsi una responsabilità del medico per lesioni dolose. Quanto ai benefici della cura a base di TOPAMAX benefici che in questo caso dovevano consistere nel dimagrimento della bambina, dimagrimento che in concreto, come hanno riferito i testimoni, però non vi fu occorre dire che in realtà si trattava di benefici solo eventuali per non dire aleatori, stando a quanto riferito sul punto dal teste della Difesa prof. MASI >. Tenuto conto di tutti i dati processuali sopra esposti ed applicati i principi di diritto testè illustrati, possiamo quindi trarre le conclusioni in punto di elemento psicologico del reato, così schematizzando il percorso argomentativo È pacifico che nel 1999, quando cioè l'imputata visita VERONICA, l'uso off label del TOPAMAX per far dimagrire soggetti obesi in età pediatrica non era supportato da lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale, ed era quindi un uso che ben si può dire collocarsi nell'alveo della sperimentazione clinica. Si può quindi affermare che un siffatto uso off label del farmaco da parte dell'imputata, in astratto ammissibile a certe condizioni che sono quelle elencate nel più volte citato articolo 3 co. 2 L. n. 94/98 , in concreto è stato del tutto scorretto perché fatto senza adeguata informazione fornita alla madre della bambina perché, prima di ricorrere al TOPAMAX, potevano esserci altri rimedi ad esempio una dieta accurata per far dimagrire una bambina di appena 12 anni perché all'epoca non c'erano pubblicazioni scientifiche che suffragassero tale uso off label del TOPAMAX perché, in ogni caso, scorretta è stata la dose iniziale di 200 mg/die, anziché quella prudenziale di 25 mg/die, senza una progressione lenta c.d. stadeazione e senza adeguati stringenti controlli degli effetti collaterali sulla bambina. Se già con la dose raccomandata dalla casa farmaceutica è possibile l'insorgenza di tutta una serie di effetti collaterali, a 200 mg/die l'imputata doveva necessariamente prevedere una possibile maggiore incidenza di questi effetti collaterali i costi della terapia che, se non proprio certi, in quanto nessun effetto collaterale è certo ma solo statisticamente possibile, a quel dosaggio iniziale erano assai più probabili . Dichiaratamente v. pag. 8 dell'interrogatorio > l'imputata usando il farmaco off label cercava di sfruttare appunto come auspicato beneficio della cura uno dei possibili effetti collaterali e cioè l'effetto anoressizzante, effetti che, si badi bene, come si può leggere nella Guida all'uso dei farmaci per i bambini , documento acquisito all'udienza 8.2.2005 e come scrivono gli stessi periti FORTUNI e MICHELUCCI a pag. 16 della loro relazione, sono indicati come dose-dipendenti in particolare il calo ponderale quindi se ne deduce che all'aumento della dose, nella prospettiva dell'imputata 200 mg/die invece dei raccomandati 25 mg/die , doveva aumentare l'effetto-dimagrimento della bambina, ma, allo stesso tempo, inevitabilmente anche gli altri effetti collaterali dal momento che non risulta una maggiore percentuale di probabilità per l'effetto dimagrante il beneficio sperato rispetto alla possibile insorgenza di tutti gli altri effetti collaterali che poi non sono altro che quelli che hanno comportato lo stato di malattia della paziente . Si può quindi dire che nel caso in esame il rapporto costi/benefici era assolutamente squilibrato verso i primi, perché a fronte di uno sperato effetto dimagrante il beneficio si propettavano in concreto tutta una ulteriore serie di effetti avversi i costi di non trascurabile gravità tenuto conto anche del fatto che di fronte non si aveva un adulto ma una bambina di 12 anni. Ne consegue, alla luce di questi dati, che è plausibile ritenere che l'imputata abbia inteso valutare l'efficacia del farmaco in via sperimentale. Con questo non si vuol certo dire che l'imputata fosse animata da malvagia volontà , essendo pacifica l'intenzione pur sempre terapeutica ma, come insegna la citata sentenza Barese della Corte di cassazione, la finalità terapeutica non esclude comunque il dolo, quindi il reato di lesioni volontarie, quando appunto >. L'imputata era conscia del fatto che quella somministrazione del farmaco TOPAMAX oltre al probabile e sperato beneficio consistente nel dimagrimento avrebbe potuto anche produrre come poi ha prodotto ulteriori non necessarie menomazioni dell'integrità fisica della bambina. Così agendo ha quindi accettato il rischio dell'insorgenza di questi ulteriori effetti collaterali, ponendosi nell'alveo del c.d. dolo eventuale. Su quest'ultimo punto alcune ulteriori considerazioni sono d'obbligo perché, come è facilmente intuibile, stiamo viaggiando sullo spartiacque tra dolo eventuale e c.d. colpa cosciente articolo 61 n. 3 Cp e dobbiamo dunque spiegare perché nel caso in esame si verte nella prima ipotesi anziché nella seconda. Secondo la Suprema Corte La linea di demarcazione tra dolo eventuale e colpa con previsione è individuata nel diverso atteggiamento psicologico dell'agente che, nel primo caso, accetta il rischio che si realizzi un evento diverso non direttamente voluto mentre nella seconda ipotesi nonostante l'identica prospettazione, respinge il rischio, confidando nella propria capacità di controllare l'azione. Comune è pertanto la previsione dell'evento diverso da quello voluto mentre ciò che diverge è l'accettazione o l'esclusione del rischio relativo, Trattasi di atteggiamenti psicologici che vanno ricostruiti affidandosi agli elementi sintomatici evidenziati dal comportamento del soggetto, riconoscendo significato dirimente al rapporto tra lo scopo principale perseguito nel nostro caso il dimagrimento di VERONICA, n.d.r. e l'evento diverso la sonnolenza ecc., n.d.r. realizzato onde stabilire se esso sia di accessorietà o di alternatività poiché solo nel primo caso permarrà il quesito sulla eventuale accettazione del secondo mentre nell'altro essa dovrà essere senz'altro esclusa per incompatibilità Cass. sez. 4 sentenza n. 11024 del 10/10/1996, rv 207333 . Questa sentenza si presta perfettamente alla soluzione del quesito che ci occupa. È indiscutibile che l'imputata, così come si è rappresentata uno dei possibili effetti collaterali del TOPAMAX e cioè l'effetto anoressizzante che, anzi, era proprio quello cercato e voluto mediante l'uso off label del farmaco, allo stesso tempo in un rapporto di evidente accessorietà con il primo si è anche prospettata l'altrettanto possibile insorgenza dell'evento diverso da quello voluto e cioè la comparsa degli altri effetti collaterali. Fin qui siamo però all'elemento rappresentazione dell'evento diverso non direttamente voluto che è presupposto comune sia del dolo eventuale che della colpa con previsione dell'evento. E allora - ci si chiede - sulla base di quali elementi, posta l'esistenza di un evidente rapporto di accessorietà tra lo scopo principale perseguito il dimagrimento di VERONICA e l'evento diverso realizzato sonnolenza ecc. dal momento che, come si è visto, si tratta comunque di effetti avversi del farmaco tutti dose-dipendenti posti quindi sullo stesso piano dal punto di vista della probablità statistica di verificazione, può affermarsi che l'imputata abbia accettato il rischio che si realizzasse un evento diverso non direttamente voluto ? Ad avviso di chi giudica è il comportamento della stessa imputata per come emerso dall'istruttoria dibattimentale e dal suo stesso interrogatorio v. pag. 8 dell'interrogatorio > a dare conto di questo atteggiamento psicologico. L'imputata non ha infatti spiegato come pensava di poter tenere sotto controllo, quindi eventualmente di scongiurare o comunque contenere l'insorgenza molto probabile ai dosaggi da lei prescritti degli altri effetti collaterali del farmaco cioè quelli direttamente non voluti risulta anzi, per converso, che l'imputata non mise in atto nessun tipo di monitoraggio sull'andamento di questa cura che, se non vogliamo proprio definire sperimentale, era comunque una terapia nuova che certamente non aveva ancora ricevuto un'approvazione ufficiale, ed alquanto rischiosa per la salute della bambina, condotta questa che appare del tutto incompatibile con la c.d colpa cosciente che, secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza di legittimità, presuppone appunto che l'agente abbia respinto il rischio di verificazione dell'evento non voluto, confidando nella propria capacità di controllare l'azione, in concreto quindi dimostrando per facta concludentia di essersi posto nella condizione di potere tempestivamente intervenire. Nel caso di specie, invece, risulta che dopo la prima ed unica visita del 18.6.1999 non ve ne furono altre, che al più vi furono soltanto dei fugaci contatti telefonici tra l'imputata e la madre della bambina, come in particolare ha riferito in dibattimento la teste GUERRINI, il che non pare affatto sufficiente a far ritenere soltanto colposa la condotta dell'imputata non vedendosi come, agendo in questo modo, l'imputata pensasse di controllare l'azione. Alla luce di tutte le considerazioni fin qui svolte risulta dunque provata la responsabilità dell'imputata per il reato di lesioni volontarie aggravate è pacifico che la malattia di VERONICA si è protratta per oltre 40 giorni a lei ascritto. Contrariamente a quanto ritiene il PM, non si tratta però di un'ipotesi autonoma di reato ma, pacificamente, di una circostanza aggravante soggetta al bilanciamento ex articolo 69 Cp Pertanto, tenuto conto degli elementi ex articolo 133 Cp, ritenute concedibili, trattandosi di persona incensurata, le circostanze attenuanti generiche valutate come equivalenti alla contestata aggravante, si stima congruo irrogare all'imputata la pena di mesi 6 di reclusione. Segue per legge la condanna della stessa al pagamento delle spese processuali. Ricorrono i presupposti ex articoli 53 e ss. L. n. 689/81 per sostituire la pena detentiva irrogata con quella pecuniaria di euro 6.840 di multa, nonché quelli, trattandosi appunto di persona incensurata, per concedere i doppi benefici di cui al dispositivo. All'accertamento della penale responsabilità conseguono le statuizioni civilistiche ai sensi degli articoli 538 e ss. Cpp. In particolare, l'imputata deve essere condannata al risarcimento dei danni in favore della parte civile TRIOLO Antonina, danni da liquidarsi in separato giudizio civile. Si ritiene peraltro che ricorrano sin d'ora i presupposti per assegnare una provvisionale immediatamente esecutiva in relazione sia al danno biologico calcolato con riferimento ad una inabilità temporanea parziale di 4 mesi che morale subito dalla p.o. che sulla base del criterio equitativo si stima congruo determinare in euro 7.000. L'imputata va infine condannata alla rifusione delle spese processuali in favore della stessa parte civile che si ritiene di poter liquidare, tenuto conto delle voci indicate nella relativa notula, in euro7.065 oltre rimborso spese generali IVA e CPA. PQM Il Giudice, visti gli articoli 533 e 535 Cpp. d i c h i a r a MARAZZITI Donatella colpevole del reato a lei ascritto limitatamente alle lesioni da cui è derivato lo stato di malattia descritto nella prima parte dell'imputazione, con esclusione quindi della calcolosi renale, dei disturbi oculari e della colecistopatia e, concesse le circostanze attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante la c o n d a n n a alla pena di mesi 6 di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali visti gli articoli 53 e ss. L. n. 689/81 e 135 Cp sostituisce la pena detentiva con quella pecuniaria di 6.840 di multa visto l'articolo 163 Cp ordina che l'esecuzione della pena rimanga sospesa fino ai termini di legge visto l'articolo 175 Cp ordina che non sia fatta menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale spedito a richiesta di privati visti gli articoli 538 e ss. Cpp. condanna l'imputata al risarcimento dei danni in favore della parte civile TRIOLO Antonina, danni da liquidarsi in separato giudizio civile, assegnando una provvisionale immediatamente esecutiva di 7.000, nonché alla rifusione delle spese processuali in favore della stessa parte civile che liquida in 7.065 oltre rimborso spese generali IVA e CPA visto l'articolo 544 comma 3 Cpp. fissa in giorni 60 il termine per il deposito dei motivi della sentenza. 18