Il disegno di legge sulle frodi alimentari, già approvato dal Senato il 26 novembre 2025 e ora all’esame della Camera (A.C. 2721), interviene in modo organico sul sistema sanzionatorio.
Per gli operatori del diritto il provvedimento è particolarmente rilevante per i seguenti motivi: cambiano i reati , aumentano le pene e viene ampliata la responsabilità lungo tutta la filiera . Il provvedimento arriva in un contesto in cui i controlli sono già molto intensi; secondo la Relazione annuale dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero dell’Agricoltura, nel 2024 i controlli nel settore agroalimentare hanno superato le 54.000 unità, con irregolarità su circa il 13% dei prodotti e sequestri per decine di milioni di euro. Numeri che spiegano perché il tema è particolarmente sentito e attuale: la frode alimentare incide in maniera significativa sulla concorrenza e sull’affidabilità del Made in Italy. Che cosa cambia: nuovo impianto dei reati alimentari Il ddl realizza un riordino complessivo delle fattispecie penali introducendo nel Codice penale un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare . Contestualmente vengono abrogate alcune fattispecie tradizionali come i reati di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine o di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (articolo 516 e 517-bis c.p.) per introdurre nuovi reati tipizzati , tra cui: frode alimentare “generale” , che colpisce prodotti difformi per origine, qualità o quantità; commercio di alimenti con segni mendaci , figura di reato centrata su etichette e informazioni ingannevoli o fuorvianti legata anche alla presentazione del prodotto e alle comunicazioni commerciali che lo riguardano; condotte collegate alla circolazione dei prodotti (come il trasporto, il deposito o l’esportazione) in modo da estendere la responsabilità a tutta la filiera commerciale . Il ddl intende rafforzare il sistema sanzionatorio con un inasprimento delle pene per contraffazione DOP e IGP e prevedendo la reclusione fino a 4 anni e multe elevate. La finalità è quella di anticipare la tutela e colpire la frode prima che arrivi al consumatore. Contenuto generale del provvedimento Oltre a nuove figure di reato, il ddl incide su diversi istituti come riassunto nella tabella seguente. Disciplina o istituto Modifiche aggravanti aumento di pena per frodi su larga scala o organizzate confisca confisca obbligatoria di beni e prodotti misure accessorie possibile chiusura dell’attività sanzioni accessorie interdizioni e limitazioni all’attività strumenti investigativi rafforzamento controlli e coordinamento autorità lieve entità previsione di ipotesi attenuate condotte a monte rilevanza penale anche di deposito, trasporto, intermediazione informazione ingannevole centralità di etichette e comunicazione commerciale tutela origine rafforzamento protezione origine e italian sounding prova maggiore peso a tracciabilità e documentazione Chi riguarda: filiera agroalimentare e professionisti Il provvedimento incide su diverse categorie di lavoratori o comparti, come: produttori agricoli e industria alimentare; distributori, importatori ed esportatori; operatori della logistica e del commercio; soggetti coinvolti nella certificazione e tracciabilità. Di conseguenza, diventa centrale la compliance interna dei soggetti coinvolti (e relativo aggiornamento dei modelli 231 per le imprese), con controlli più stringenti e responsabilità più ampie per le imprese. Effetti operativi e adempimenti Sul piano pratico emergono alcune conseguenze immediate per le imprese coinvolte nella filiera agroalimentare : necessità di rafforzare i sistemi di controllo interno su origine, etichettatura e tracciabilità; maggiore attenzione alla documentazione commerciale e logistica ; verifica dei flussi lungo la filiera; possibile incremento di ispezioni e attività investigative . Criticità e punti aperti Dal testo emergono alcuni nodi operativi non ancora del tutto risolti come ad esempio la mancata definizione di confini netti tra illecito amministrativo e penale e il rischio di sovrapposizione tra nuove e vecchie fattispecie nella fase transitoria. Resta inoltre da verificare il testo finale che verrà approvato dalla camera, soprattutto su sanzioni e ambito applicativo. In conclusione, il provvedimento intende segnare un importante cambio di passo, per superare il sistema frammentato attuale e approdare a un modello penale unitario e più severo . Nelle audizioni alla Camera però è già stato evidenziato come puntare su nuovi reati e pene più alte rischia di non bastare se non si rafforza in parallelo la capacità di controllo e di ispezione sul territorio.