Apertura dell’Anno giudiziario forense, Greco: priorità alla riforma della professione e nessuna indicazione di voto sul referendum

Si è tenuta venerdì 13 marzo l’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 dell’Avvocatura italiana presso l’Auditorium Parco della Musica. Numerosi i temi trattati, tra cui il referendum in materia di giustizia, il ruolo dell’Avvocatura nello Stato di diritto, gli effetti delle riforme processuali, e l’uso delle innovazioni tecnologiche nella professione.

«Non si tratta di un referendum contro la magistratura; se così fosse, noi avvocati saremmo contrari. La riforma non limita l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, ma libera il giudice dalla pressione esercitata dall’ufficio del pubblico ministero». Con queste parole il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, è intervenuto a margine dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 dell’Avvocatura italiana, svoltasi all’Auditorium Parco della Musica. Nel corso della sua Relazione, Greco ha ribadito che il Consiglio nazionale forense, «nel rispetto del proprio ruolo istituzionale e, devo dirlo, a differenza del Csm e dei presidenti delle Corti d’Appello, ha scelto di non prendere posizione , lasciando liberi i consiglieri di esprimersi a titolo personale». Ha tuttavia rivolto un appello agli avvocati affinché si facciano «portatori, presso i nostri assistiti e i nostri conoscenti, di una illustrazione tecnica del contenuto della riforma referendaria», in modo che ciascuno possa decidere «senza i condizionamenti, le simpatie e le ideologie della politica». Tra i passaggi centrali della relazione, Greco ha rilanciato con forza il tema della giustizia, definendola non un semplice “servizio”, ma «una funzione fondamentale attraverso cui lo Stato di diritto viene riaffermato e garantito in tutte le sue espressioni». La giustizia, ha sottolineato, «non è un costo, ma un investimento; non è un ostacolo, ma una garanzia ». Sul ruolo dell’Avvocatura è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio letto in aula dal presidente Greco. «L’amministrazione della giustizia – ha scritto Mattarella – vede nel diritto di difesa, di cui l’Avvocatura è protagonista, un principio essenziale del nostro sistema costituzionale, a tutela della dignità, della libertà e dell’autonomia di ogni persona». «Tutti gli attori che operano nella giurisdizione – prosegue il messaggio – condividono la responsabilità di promuovere il perseguimento della giustizia nell’ambito di una comune cultura dei valori posti a garanzia dello Stato di diritto. Competenza e rigore sono caratteristiche di un corretto esercizio della professione forense, che trova nel Consiglio nazionale forense l’istanza custode della deontologia dell’Avvocatura. A tutti i presenti formulo auguri di buon lavoro». Sul piano delle riforme processuali, Greco ha criticato duramente la “ trattazione scritta ” introdotta dalla riforma Cartabia, definendola «la palese e manifesta negazione del processo» e chiedendone l’abrogazione come forma ordinaria di svolgimento del giudizio. «Noi avvocati vogliamo un processo vero, pretendiamo per i nostri assistiti un processo giusto, e non un burocratico procedimento amministrativo», ha affermato, sollecitando politica e magistratura a sostenere la richiesta dell’Avvocatura. Passando alla riforma dell’ordinamento forense , Greco ha chiesto di accelerare il percorso parlamentare, anche alla luce dei numeri del sistema disciplinare dell’Avvocatura. Ha inoltre annunciato che il Cnf ha sollecitato il ministro della Giustizia ad anticipare le nuove regole di accesso alla professione , così da garantire un «congruo anticipo» a tirocinanti e scuole forensi sulle modalità dell’esame di abilitazione 2026. «Passato il referendum non attenderemo più un solo giorno», ha aggiunto, rilanciando la richiesta di una rapida approvazione della riforma. Non sono mancate critiche ad alcune innovazioni tecnologiche nel processo amministrativo, in particolare ai sistemi informatici che impediscono il deposito degli atti in presenza di errori formali, attribuendo di fatto alla piattaforma digitale una valutazione preliminare sull’ammissibilità degli stessi . Analoghe perplessità riguardano la giustizia tributaria, dove la riforma della magistratura del settore rischia di creare una situazione anomala, con regole diverse per i giudici già in servizio e per quelli di nuova nomina. La relazione affronta anche il tema dell’ intelligenza artificiale , considerata uno strumento destinato a incidere profondamente sull’attività professionale. Il Consiglio nazionale forense ha avviato una gara europea per dotare l’Avvocatura italiana di un proprio sistema di AI, con l’obiettivo di governare l’innovazione tecnologica e utilizzarla a supporto della tutela dei diritti . Sul versante della professione , Greco segnala un cambiamento significativo: dopo anni di crescita costante, il numero degli aspiranti avvocati è drasticamente diminuito. Se nel 2018 i candidati all’esame di abilitazione erano quasi 28.000, oggi sono poco più di 10.000. Anche gli iscritti agli albi registrano un saldo negativo tra nuove iscrizioni e cancellazioni. A ciò si aggiunge il persistente divario di reddito tra uomini e donne nella professione, che resta attestato attorno al 50%. Il presidente del Cnf è tornato poi a criticare la norma introdotta con l’ultima legge di bilancio che prevede il blocco dei pagamenti ai professionisti con debiti fiscali . Secondo Greco, la disposizione è incostituzionale e penalizza in particolare gli avvocati che operano nel patrocinio a spese dello Stato o nella difesa d’ufficio. Si tratta spesso di professionisti che attendono da tempo il pagamento dei compensi maturati per la difesa di soggetti vulnerabili – come vittime di violenza o minori non accompagnati – e che non hanno potuto versare le imposte proprio perché non hanno ancora ricevuto quanto loro dovuto. Nel 2025 al Cnf sono arrivati 437 ricorsi , per l’80% relativi a sanzioni che incidono sulla possibilità di esercitare la professione. Nello stesso anno sono stati trattati 572 procedimenti e definiti 552: il 16% è stato accolto e nel 19% dei casi la sanzione è stata semplicemente rideterminata. Circa il 10% delle decisioni viene impugnato davanti alle Sezioni unite della Cassazione, che confermano il 90% delle sentenze del Cnf, con 7-8 riforme l’anno, incluse quelle dovute a prescrizione. In conclusione, Greco invita la politica ad accelerare l’approvazione della riforma della legge professionale forense e ribadisce il ruolo essenziale dell’Avvocatura nello Stato di diritto. Senza avvocati liberi, indipendenti e competenti – afferma – non può esistere una giustizia autentica e, di conseguenza, non può esistere una democrazia compiuta.