“Anche lo sport è un attore importante per lo sviluppo sostenibile”: è l’ incipit del punto 37 di Agenda 2030, il programma di azione voluto dalle Nazioni Unite per trasformare il Mondo attraverso i 17 obiettivi sviluppo sostenibile (SDGs, oppure OSS), con la sua triplice dimensione economica, sociale ed ambientale.
Sport come vettore “promettente” della sostenibilità: il contesto sovranazionale e nazionale Agenda 2030 nello specifico riconosce “il crescente contributo dello sport per la realizzazione dello sviluppo e della pace attraverso la promozione di tolleranza e rispetto e attraverso i contributi per l’emancipazione delle donne e dei giovani, degli individui e delle comunità, così come per gli obiettivi in materia di inclusione sociale, educazione e sanità”. Perché lo sport è considerato un vettore fondamentale per raggiungere gli SDGs? In primo luogo, perché lo sport è dotato di un linguaggio potente , basato su valori universalmente condivisi (come rispetto, comprensione, integrazione e dialogo) , rappresenta un canale privilegiato attraverso cui comunicare la sostenibilità , così sensibilizzando i cittadini circa l'importanza di preservare gli ecosistemi, fare un uso armonioso e sostenibile delle risorse naturali e mitigare i cambiamenti climatici. Si tratta, insomma, di un formidabile strumento per amplificare comportamenti esemplari e, di conseguenza, diffondere la responsabilità sociale, consentendo il coinvolgimento di tutti, in particolare dei giovani, quali principali attori del cambiamento. Sotto diverso profilo, perché sono oramai noti alla comunità internazionale e a quella scientifica i possibili benefici e le esternalità positive dello sport e dell'organizzazione di eventi sportivi, in diversi settori, fra questi: il miglioramento della salute fisica e mentale e del benessere degli individui, i benefici economici, l'istruzione, l'emancipazione di donne e giovani, l'emergere di società più eque, pacifiche, sostenibili, inclusive e aperte, l'inclusione delle persone con disabilità e con meno opportunità, così come l'apprendimento della tolleranza (si veda in particolare la Risoluzione del Consiglio UE 2022/C 170/01). Lo stretto legame tra sport e sostenibilità si apprezza anche affrontando la questione da diversi punti di vista: da un lato, infatti, le minacce e le conseguenze dei cambiamenti climatici sono destinate a porre sempre più limiti agli spazi e al tempo a disposizione per la pratica sportiva, incidendo negativamente sul funzionamento e l'organizzazione dell'ecosistema sportivo globale (come, per esempio, nel caso di sport invernali all'aperto e di alcune attività nautiche), ma anche sulla salute di chi pratica l'attività sportiva, dal momento che attività sportive adeguate richiedono un ambiente non inquinato e climaticamente favorevole; per altro verso, lo sport e l'organizzazione di eventi sportivi, al pari delle altre attività umane, possono contribuire al degrado dell'ambiente e ai cambiamenti climatici (si pensi alle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra e ai potenziali danni degli ecosistemi in cui si svolgono gli sport, soprattutto quelli marini, forestali e montani). Sulla base dei sopra ricordati presupposti nel 2017 l’Unesco ha reso operativo il Piano di Kazan , un accordo globale che mette in evidenza le interconnessioni tra le politiche sportive e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (in particolare con i Goals nn. 3, 4, 5, 6, 7, 8, 11, 12, 13 e 17) e, specialmente, la capacità dello sport di garantire una vita sana, promuovere il benessere psico-fisico ed economico di tutti e di rendere le città resilienti, sicure e sostenibili. Ancora prima l’ OCSE ha adottato i principi per la capitalizzazione dei benefici sociali degli eventi sportivi globali, quali volani di crescita sostenibile a livello locale, mentre l ‘UNFCCC ( United Nations Framework Convention on Climate Change ) ha promosso l’iniziativa Sports for Climate Action per coinvolgere il mondo sportivo nella lotta ai cambiamenti climatici . A sua volta l’UE, dopo la pandemia, ha promosso i principi di un “ modello sportivo europeo ” (v. Ris. n. 2022/C 224/01) tra i quali la solidarietà, l’integrità, l’inclusività e la sostenibilità (ambientale, finanziaria e sociale). A quest’ultimo proposito l’Europa (v. Ris. 2022/C 170/01) ha invitato i Paesi Membri a riconoscere lo sport come strumento “promettente” per trasformare i comportamenti a favore di uno sviluppo sostenibile, con la seguente finalità: incoraggiare la responsabilità ambientale e l'adattamento ai cambiamenti climatici nello sport, comprese la gestione sostenibile delle attrezzature e delle infrastrutture sportive, l'organizzazione di eventi a basse emissioni di carbonio e l'educazione ambientale attraverso lo sport. Nell'elaborare strategie e programmi di sport sostenibile, il Legislatore europeo ha invitato le organizzazioni sportive: a tenere conto in particolar modo delle questioni relative alla riduzione del consumo di risorse (in special modo acqua ed energia), all'eliminazione degli sprechi alimentari, al riciclaggio dei rifiuti e al riutilizzo delle attrezzature sportive, alla conservazione della biodiversità e della qualità dell'aria, alla riduzione dell'impronta di carbonio e, più in generale, al modo in cui lo sport è organizzato per rispondere agli obiettivi di sviluppo sostenibile; a sviluppare o utilizzare in occasione di grandi eventi strumenti adeguati a misurare l'impatto sociale e ambientale delle attività sportive, finanche nel processo di valutazione dell'eredità (c.d legacy ) di tali attività a livello sociale e ambientale. Anche in Italia grazie all’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ( PNRR ) è stato dato nuovo vigore allo sport, quale mezzo di inclusione sociale basilare per la transizione verde e la mitigazione dei cambiamenti climatici (v. PNRR, Missione 5, componente 2). È sopraggiunta poi la riforma additiva dell’art 33 Cost., che ha riconosciuto “il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”: in tal modo lo sport, già considerato dal Legislatore europeo come “un bene pubblico”, è stato elevato al rango di valore fondamentale del nostro ordinamento, da integrare nelle politiche principali del Paese, come quelle scolastiche e universitarie, urbanistiche e di rigenerazione urbana, sanitarie e di welfare territoriale. L’allineamento delle Movimento Olimpico agli obiettivi di sostenibilità In linea con il modello sportivo delineato sul piano internazionale ed europeo le principali organizzazioni sportive mondiali, come il Comitato Olimpico Internazionale (con le sue Agende) e la FIFA (con il programma Fifa Forward ), negli ultimi anni hanno promosso una serie di azioni e misure finalizzate all’ integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nello sport , soprattutto in previsione dell’organizzazione dei mega eventi sportivi. Il CIO , in particolare, in coerenza con la propria missione disciplinata dall’art 2 della Carta Olimpica, ha posto la questione della sostenibilità al centro dell’ Agenda Olimpica 2020+5 (che ha integrato l’Agenda Olimpica 2020) con lo scopo di conseguire fra gli altri una serie di obiettivi in materia di tutela ambientale e climatica e di implementare i programmi per la realizzazione degli eventi sportivi con elementi di Corporate Social Responsability , così rafforzando la governance di detti eventi. Per l’attuazione dei principi strategici del nuovo modello di sport sostenibile il CIO impone alle città candidate una serie di prescrizioni, tra le quali si ricordano le seguenti: mappare la situazione ambientale degli ecosistemi naturali interessati dai giochi; fornire una garanzia ufficiale che le infrastrutture olimpiche saranno costruite secondo standard normativi di protezione ambientale; effettuare una valutazione preventiva dell’impatto ambientale di tutti i siti; adottare un sistema di gestione ambientale che contempli piani di riduzione degli impatti ambientali delle infrastrutture rispetto agli habitat naturali, piani di gestione dei rifiuti e forme di approvvigionamento eco-compatibili; promuovere attività di sensibilizzazione, educazione e informazione su tematiche dello sviluppo sostenibile attraverso il coinvolgimento di tutti gli stakeholder del sistema sportivo. Le strategie sostenibili delle Organizzazioni sportive: i principali modelli teorici. La rendicontazione di sostenibilità Il manuale delle procedure per lo sport sostenibile elaborato dal CIO prevede cinque aree di intervento tematiche strettamente interconnesse con la sostenibilità, ossia: cambiamenti climatici ed ecosistemi naturali; economia circolare; diritti umani, parità di genere, inclusione e accessibilità; sport e benessere; sviluppo economico locale sostenibile. Ciascuno di questi temi strategici include una serie di obiettivi, indirizzi, azioni e traguardi da raggiungere, tra i quali in particolar modo gli obiettivi di riduzione degli impatti ambientali, paesaggistici e climatici, da controbilanciare con lo sviluppo economico locale, in modo da amplificare sul territorio anche gli effetti socioeconomico positivi dei grandi eventi sportivi. Sul piano operativo assumono importante rilievo le azioni di protezione del sistema ambientale-climatico basate sul principio di prevenzione, come le procedure di valutazione di impatto e di incidenza sull’ambiente da parte degli eventi sportivi, ma anche le certificazioni di procedure e di prodotti e l’adozione di forme di approvvigionamento basate sui criteri di Green Public Procurement (GPP) e di e-procurement. Completano la strategia per l’organizzazione di manifestazioni sportive sostenibili gli strumenti di misurazione e di informazione degli impatti sociali e ambientali dell’evento sportivo, come la rendicontazione di sostenibilità : questa procedura di comunicazione delle performance ESG e dei relativi impatti, obbligatoria per alcune tipologie di imprese europee in forza della direttiva Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), è adottabile su base volontaria anche da organizzazioni non profit e pubbliche amministrazioni, come i Comuni. Incidentalmente si osserva che lo sviluppo o l’utilizzo di parametri e di metodi universalmente accettati per la misurazione, la valutazione e la gestione di alterazioni e rischi legati alla sostenibilità rappresentano un robusto strumento per garantire la sostenibilità delle attività di impresa e dei propri modelli aziendali; mentre la comunicazione verso l’esterno di questi elementiagevola il dialogo sulle questioni di sostenibilità tra le imprese e i portatori di interessi, ivi compresi gli attori della società civile, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori. In questa ottica i principi di rendicontazione di sostenibilità, elaborati dal Legislatore europeo con la menzionata direttiva CSRD (recepita in Italia con d.lgs. n.125/2024), devono essere in grado di includere indicatori monetizzati dell'impatto in termini di sostenibilità e devono essere conformi ai principi riconosciuti a livello internazionale in materia di responsabilità sociale delle imprese e di sviluppo sostenibile, compresi gli OSS, le linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza e il Global Compact delle Nazioni Unite. Per valutare le performance ambientali, sociali e di governance ( Enviromental, Social, Governance , in sigla ESG) di un'azienda e dei progressi fatti nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile le imprese, durante l’attività di rendicontazione, si possono avvalere di apposite metriche , ossia indicatori quantitativi e misurabili (Key Performance Indicators in sigla KPI) . Queste metriche si basano su standard riconosciuti a livello mondiale tra i quali il più diffuso è il Global Reporting Initiative (GRI); mentre a livello europeo vi sono gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), sviluppati nell’ambito della direttiva CSRD. Per quanto tra loro oramai interoperabili e accomunati dalla medesima finalità di fornire informazioni in merito agli impatti di una determinata attività di impresa, i due standard di rendicontazione ESG sopra detti presentano alcune differenze: mentre GRI è uno standard globale di natura volontaria e utilizza come metrica principale la materialità d'impatto, ESRS è stato concepito come standard obbligatorio per le aziende UE rientranti nella CSRD (anche se tale previsione non ne esclude l’adottabilità in via volontaria da parte di altri enti) e si avvale del requisito della doppia materialità o doppia rilevanza, ossia la rilevanza dell’impatto e la rilevanza finanziaria. Questo doppio requisito viene individuato grazie al processo di gestione denominato IRO ( Impacts, Risks, and Opportunities) : si tratta di un metodo che consente all’impresa di valutare gli impatti (positivi e negativi, potenziali e futuri) dell’attività sul contesto, oltre i rischi e le opportunità finanziari dell’attività stessa (compresi quelli derivanti dalla dipendenza dalle risorse naturali, umane e sociali); solo se dalla valutazione fatta tramite gli IRO emergono la rilevanza dell’impatto e la rilevanza finanziaria dell’attività, l’impresa sarà tenuta a formulare la corrispondete dichiarazione di sostenibilità con riguardo agli aspetti ambientali, sociali e di governance interessati. Pertanto se, per esempio, la verifica di rilevanza esclude che per una determinata prestazione i cambiamenti climatici non sono rilevanti, dalla rendicontazione vengono omessi tutti gli obblighi di informativa dell'ESRS E1, ovvero lo standard relativo ai cambiamenti climatici; se invece la verifica mette in evidenza che le politiche, le azioni e agli obiettivi connessi a una questione di sostenibilità sia rilevante, l'impresa è tenuta a includere le informazioni previsti negli ESRS tematici e settoriali connessi a tale questione. ( segue ) il caso dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 Abbiamo visto che il modello sportivo sostenibile elaborato nel contesto internazionale ed europeo prevede che in occasione dell’organizzazione di grandi eventi sportivi vengano adottati strumenti di pianificazione, analisi e misurazione della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Anche il CIO ha “raccomandato” l’adozione di questo modello di governance a tutti i Comitati Olimpici nazionali ai quali viene affidata la gestione degli eventi sportivi sul territorio. In Italia il programma per la realizzazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 (previsto dal d.l. 11 marzo 2020 n. 16, convertito con legge 8 maggio 2020 n. 31), c.d. “ Legge Olimpica ”, risulta attuato dalla Fondazione Milano-Cortina 2026 , in qualità di Comitato Organizzatore , secondo criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale, nel rispetto della Carta Olimpica: tanto in conformità agli impegni assunti dall'Italia in sede internazionale e, in particolare, ai principi di trasparenza, responsabilità e accountability , secondo gli standard di rendicontazione e controllo sull’uso delle risorse richiesti dal Movimento Olimpico. E così, come previsto nel dossier di candidatura, ai fini organizzativi la Fondazione: ha sottoposto il programma per la realizzazione dell’evento sportivo a procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) (per identificarne i potenziali effetti negativi significativi sull’ambiente, adottando misure di mitigazione e monitoraggio, anche in considerazione dell’ampia area territoriale interessata), nonché a procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), volta a salvaguardare la biodiversità delle comunità interessate dai Giochi; ha adottato i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli eventi culturali e sportivi, introdotti recentemente nel nostro ordinamento con apposito decreto ministeriale in attuazione del PNRR:questi requisiti sono stati formulati in modo più performante rispetto ai CAM già utilizzati per altre categorie di appalto, proprio in funzione della forte valenza educativa e trasformativa (verso buone pratiche di sostenibilità e circolarità) degli eventi culturali e di quelli sportivi in particolare, tenuto conto dell’ obiettivo generale di lasciare un’eredità positiva ( legacy ) ai fruitori e alla comunità ospitante anche dopo la chiusura dell’evento stesso; ha attivato politiche di partnership (SDGs 17) entrando a far parte del Framework Sports for Climate Action della UNFCCC: attraverso questa iniziativa la Fondazione si è impegnata ad aderire ai principi relativi alla consapevolezza climatica e all'azione climatica, a integrare gli stessi nelle strategie e nelle misure di attuazione e a condividerli all'interno della comunità sportiva con tutti gli stakeholder ; ha utilizzato strumenti economici di valutazione e misurazione della sostenibilità secondo le regole della Corporate Social Responsability . Segnatamente, il progetto olimpico sotteso alla “Strategia di Sostenibilità, Impatto e Legacy “(e al collegato sistema di gestione della sostenibilità degli eventi) della Fondazione è finalizzato a costruire un’eredità positiva e misurabile, in linea con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, tramite una rendicontazione di sostenibilità secondo gli standard GRI (v. il secondo Rapporto di Sostenibilità, impatto e legacy, consultabile sul sito della Fondazione Milano-Cortina 2026). Per monitorare efficacemente i progressi, il piano di sostenibilità delle Olimpiadi invernali del 2026 adottato dalla Fondazione ha individuato indicatori di processo per ogni azione e sotto-azione, misurando sia l'implementazione che l'impatto. Con riferimento alla dimensione ambientale, l’attività di reporting della Fondazione ha rivolto una particolare attenzione alla misurazione degli impatti dei Giochi sulle risorse idriche (tramite un sistema di quantificazione del consumo idrico associato all'intero ciclo di vita dell'evento, compresa la produzione di neve tecnica e piste di ghiaccio), degli impatti generati dai rifiuti (per i quali è stato pianificato un sistema di gestione secondo criteri di circolarità, che riconosce i materiali di scarto come risorse preziose), nonché per la qualità dell’aria, la conservazione del suolo e la tutela delle risorse naturali e delle biodiversità . Parallelamente, la Fondazione si è impegnata a definire e redigere , nell'ambito di uno specifico processo denominato politiche e procedure”, una serie di documenti riguardanti le tematiche ESG (ad esempio, gestione dei rifiuti speciali, protezione degli habitat , delle aree protette e delle specie, segnalazione e gestione di abusi e molestie, ecc.), oltre un codice di condotta dedicato alla forza lavoro che include anche linee guida relative alla sostenibilità, con il seguente obiettivo: implementare un modello di sport europeo replicabile su scala mondiale in occasione dei prossimi eventi, in modo da creare un approccio coerente per tutti i futuri giochi olimpici e paralimpici. ( segue ) il caso Sport e Salute S.p.A. Sport e Salute S.p.A. è una società dello Stato che produce e fornisce servizi di interesse generale a favore dello sport, secondo le direttive e gli indirizzi dell’Autorità di Governo competente in materia. Tra le varie funzioni svolte da questa Società vi sono le attività di pianificazione, progettazione, valorizzazione, promozione e organizzazione di grandi eventi sportivi di rilevanza internazionale (la Società curerà per esempio l’organizzazione ed esecuzione della trentottesima edizione dell’ America’s Cup – Napoli 2027), ma anche le attività di progettazione e realizzazione delle relative opere temporanee. Inoltre, in base a specifici accordi la Società in house dello Stato fornisce servizi e prestazioni a supporto delle attività del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) ed opera quale centrale di committenza per attività e servizi di supporto in favore dei predetti Comitati, soprattutto in occasione dei grandi eventi sportivi, come i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Milano-Cortina 2026. Consapevole del proprio ruolo di “ attore-chiave ” nella promozione dello sport responsabile, solidale e sostenibile, la società Sport e Salute ha integrato la sostenibilità e le tematiche ESG nelle proprie attività strategiche e quindi nelle proprie politiche aziendali : per rendicontare l’impegno, gli obiettivi e i risultati ottenuti nell’ambito di queste aree di intervento, Sport e Salute ha scelto negli ultimi anni di pubblicare volontariamente il proprio bilancio di sostenibilità, inizialmente redatto in conformità con gli standard GRI e successivamente secondo gli standard di rendicontazione ESRS previsti dalla direttiva CSRD. Completa questo innovativo modello di bussines la strategia di sostenibilità adottata al fine di definire gli obiettivi, le azioni concrete, i target e i KPI da introdurre nel breve, medio e lungo periodo. L'analisi di materialità necessaria per individuare i temi di sostenibilità più rilevanti per la Società di Stato e i suoi stakeholder si avvale, dunque, degli IRO, che, come abbiamo visto, attraverso le dimensioni della doppia rilevanza, consentono di identificare impatti, rischi e opportunità potenzialmente rilevanti per l’attività di impresa e conseguentemente di individuare gli obblighi di informativa e/o i singoli elementi di informazione ESRS da includere nella rendicontazione di sostenibilità. Tra gli IRO considerati rilevanti da Sport e Salute, vi sono quelli afferenti le seguenti aree tematiche collegate alla dimensione ambientale della sostenibilità: cambiamenti climatici : la valutazione degli impatti positivi riguarda il potenziale contributo favorevole alla transizione energetica (anche attraverso la progettazione sostenibile e l'efficientamento energetico delle infrastrutture sportive ); la valutazione degli impatti negativi e dei rischi riguarda le emissioni di gas a effetto serra (GES); specularmente la valutazione delle opportunità è fatta in termini di minori costi operativi dovuti allo sviluppo di azioni di riduzione di emissioni di GES; acque e risorse marine : la valutazione degli impatti negativi e dei rischi riguarda la riduzione della disponibilità della risorsa idrica; la valutazione delle opportunità, invece, è fatta in termini di adozione di tecnologie e processi che riducono il consumo di acqua negli eventi sportivi sostenibili, riduzione dei costi per l'organizzazione e aumento della reputazione aziendale nell’ambito della responsabilità ambientale; uso delle risorse ed economia circolare : in questo ambito vengono valutati gli impatti negativi e i rischi dovuti a una potenziale inadeguata gestione o inadeguato smaltimento dei rifiuti generati a seguito di eventi sportivi; sotto il profilo delle opportunità, vengono valutati i benefici economici derivanti, per esempio, dall’organizzazione di eventi sportivi conformi ai requisiti della ISO 20121. Riflessioni conclusive Lo sport e la vita costituiscono un’endiadi che richiede un Pianeta non inquinato e climaticamente neutro in cui le Persone vivano in salute, nella Pace e nella Prosperità. Se è vero che le Olimpiadi non sono riuscite negli ultimi anni a sospendere i conflitti armati, è pur vero che l’ innovativo modello di sport sostenibile di portata universale, costituisce una leva fondamentale per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e della mitigazione del clima entro gli orizzonti temporali del 2030 e del 2050. In questo scenario è fondamentale anche il ruolo degli enti coinvolti nell’organizzazione dei mega eventi sportivi, non solo nella fase di valutazione e misurazione degli impatti, rischi ed opportunità sul territorio che ospita l’evento, ma soprattutto nella fase di adozione o implementazione di strategie, programmi, protocolli e procedure di governance e di rendicontazione di sostenibilità: occorre, infatti, trasformare l’evento sportivo in un processo di costante e progressiva crescita sostenibile relativamente agli impatti economici, sociali e ambientali per le comunità, secondo un modello universalmente riconosciuto che sia facilmente replicabile in occasione dell’ organizzazione di futuri eventi olimpici e sportivi.