Il Garante Privacy vieta ad Amazon la schedatura dei lavoratori

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto, in via d’urgenza e con effetto immediato, il divieto per Amazon di trattamento illecito dei dati personali di oltre 1.800 lavoratori impiegati, in particolare con riferimento a informazioni su patologie, attività sindacali, vita personale e dei familiari.

Il Garante per la protezione dei dati personali ha adottato, in via d’urgenza e con effetto immediato, un provvedimento con cui vieta ad Amazon Italia Logistica srl il trattamento dei dati personali di oltre 1.800 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Passo Corese. Il divieto colpisce una piattaforma informatica collegata al sistema di rilevazione delle presenze, accessibile a numerosi manager , nella quale venivano raccolte sistematicamente informazioni sui dipendenti, per tutta la durata del rapporto, poi conservate fino a dieci anni oltre la sua cessazione. Le informazioni, riportate sulla piattaforma a seguito dei colloqui con i lavoratori subito dopo il loro rientro da un periodo di assenza, riguardavano la presenza di specifiche patologie (malattie croniche o condizioni invalidanti), l’adesione a scioperi e la partecipazione ad attività sindacali , informazioni sulla vita familiare e privata, come anche situazioni di grave malattia di congiunti. Amazon dovrà anche interrompere il trattamento dei dati raccolti tramite quattro telecamere installate in prossimità di bagni e aree ristoro riservati ai lavoratori, oltre a estendere il divieto al trattamento dei dati utilizzati in modo illecito tramite la medesima piattaforma nel caso in cui questa sia operativa, con modalità analoghe, negli altri centri logistici italiani della società. L’istruttoria resta aperta per l’accertamento dei restanti profili al vaglio dell’Autorità.

GDPR provv. 24 febbraio 2026, n. 107