Inaugurazione dell’anno giudiziario presso la Corte dei Conti con un focus sulla riforma

All’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, alla presenza del Presidente Mattarella, il dibattito si è concentrato sugli effetti della legge n. 1/2026 sulla responsabilità amministrativa. Il Presidente Carlino ha messo in dubbio l’efficacia dello “scudo erariale”, mentre il PG Silvestri ha richiamato la necessità di preservare la funzione deterrente della responsabilità. Il Presidente del CNF Greco ha, invece, segnalato criticità interpretative e problemi di diritto transitorio, con possibili ricadute sul diritto di difesa.

L'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti, svoltasi ieri mattina alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è trasformata in un momento di forte riflessione critica sulla recente riforma della responsabilità amministrativa introdotta con la legge n. 1/2026 . Al centro degli interventi, gli effetti dello “scudo erariale”, la tenuta del sistema di responsabilità e le ricadute sul buon andamento della pubblica amministrazione e sul diritto di difesa. Il Presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, ha evidenziato come, dopo quasi 6 anni di applicazione dello scudo erariale, non emergano evidenze di benefici in termini di maggiore celerità ed efficienza dell'azione amministrativa. Ha ricordato che l'istituto ha ristretto la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione contabile alle sole ipotesi dolose e alle fattispecie di colpa grave omissiva, escludendo quelle attive. Pur ribadendo il pieno rispetto delle prerogative del legislatore sancite dall' articolo 101 Cost. e l'impegno della Corte a dare puntuale attuazione alla legge n. 1/2026 alla luce dei principi costituzionali, Carlino ha auspicato una riformulazione di alcune disposizioni. Obiettivo: rendere effettiva l'incentivazione del buon andamento, assicurando efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa. Sul piano ordinamentale, il Presidente ha inoltre avvertito che la prevista fusione delle sezioni, centrali e territoriali, non dovrà comprimere l'autonomia funzionale interna né l'indipendenza delle diverse componenti della Corte. In un quadro macroeconomico segnato da tensioni commerciali e conflitti geopolitici, ha infine richiamato la necessità di rafforzare il tessuto economico nazionale e proseguire con decisione nel percorso di modernizzazione. Il Procuratore Generale Pio Silvestri ha posto l'accento sui rischi di una separazione delle funzioni – se non delle carriere – tra magistrati giudicanti e requirenti, definita “preoccupante” per i seri problemi ordinamentali e organizzativi che comporterebbe, soprattutto alla luce di un organico del pubblico ministero contabile di poco superiore alle cento unità su un totale di 630 magistrati. Ha criticato la scelta di introdurre, nei casi di colpa grave, un tetto “assai contenuto” al risarcimento del danno, con effetti negativi sulla portata deterrente dell'azione di responsabilità, invitando i pubblici ministeri a raddoppiare gli sforzi. Silvestri ha ricordato i dati sulle denunce di danno (48.505) e sulle somme recuperate all'erario, pari a oltre 88 milioni di euro nell'ultimo anno e oltre 642 milioni nel quinquennio 2021‑2025, a conferma del buon funzionamento del sistema delineato dal codice di giustizia contabile. Ha però avvertito che il nuovo tetto al risarcimento, troppo basso per garantire un'adeguata deterrenza, potrebbe ridurre sensibilmente tali risultati, auspicando un ripensamento del legislatore. Dal versante dell'Avvocatura, il Presidente del CNF, Francesco Greco , ha sottolineato come la legge n. 1/2026 , nata per contrastare “burocrazia difensiva” e “paura della firma”, sollevi rilevanti dubbi interpretativi e problemi di diritto transitorio. Tra le criticità segnalate: il coordinamento con il Codice dei contratti pubblici , l'applicazione immediata ai giudizi pendenti, il rischio di un'espansione del “dolo eventuale” con impatto su onere della prova e diritto di difesa, nonché le conseguenze dell'assetto del potere riduttivo e del “doppio binario” civile/erariale. L'Avvocatura chiede inoltre di estendere agli avvocati del libero foro le tutele previste per l'Avvocatura dello Stato e manifesta preoccupazione per l'accentramento organizzativo, l'ampliamento delle funzioni consultive e i controlli sugli ordini professionali, ritenuti potenzialmente in contrasto con la loro specialità.