Controllo giudiziario d'urgenza ex articolo 3 legge n. 199/2016 per Foodinho s.r.l., società del gruppo Glovo che impiega circa 40.000 riders. Per la prima volta, una piattaforma di consegne a domicilio viene sottoposta a tale misura cautelare reale specifica per il reato di caporalato.
Con decreto dell'8 febbraio 2026, la Procura di Milano ha disposto il controllo giudiziario d'urgenza ai sensi dell' articolo 3 della legge n. 199/2016 nei confronti di Foodinho s.r.l. Il provvedimento rappresenta una novità assoluta per il settore delivery, sebbene già interessato da indagini per sfruttamento del lavoro. Il controllo ex articolo 3 legge n. 199/2016 era stato finora applicato nel settore agricolo (caso Cascina Pirola) e in ambito edilizio e logistico . Per altre piattaforme delivery, come Uber Eats, si era ricorso a misure antimafia ex d.lgs. n. 159/2011 . Le fattispecie contestate ed il sistema retributivo Tanto alla società che al suo legale rappresentante è stato contestato il delitto di cui all' articolo 603-bis c.p. , per aver impiegato manodopera in condizioni di sfruttamento , approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori, oltre alla responsabilità amministrativa dell'ente ex articolo 25-quinquies d. lgs. n. 231/2001 . I riders, ai quali ha fatto ricorso Foodinho, sono stati sempre inquadrati come lavoratori autonomi con partita IVA in regime forfettario, pertanto, iscritti alla Gestione Separata INPS e privi di copertura INAIL. Il compenso è stato sempre corrisposto a consegna, senza retribuzione oraria minima né riconoscimento del tempo di attesa. Le consegne sono sempre state effettuate con mezzi degli addetti alle consegne, spesso privi di dispositivi di segnalazione visiva, nonostante il lavoro fosse svolto anche dopo il tramonto. L'indagine ha accertato che, nonostante un impegno di 54-60 ore settimanali , i compensi sono risultati difformi dai CCNL e sproporzionati rispetto al lavoro prestato, integrando l'indice di sfruttamento di cui all' articolo 603 - bis, comma 3, n. 1, c.p. La Procura ha verificato le “anomalie” retributive utilizzando la soglia di povertà ISTAT (60% del reddito mediano nazionale, pari a 1.245€ mensili netti ). L'analisi delle fatture elettroniche 2025 su un campione di 24 riders ha rivelato che il 75% percepiva redditi inferiori a tale soglia (con scostamenti fino al 77%) e il 90% risultava sottopagato rispetto al CCNL Logistica (con scarti fino all'81%). Gli indici di sfruttamento e la qualificazione del rapporto di lavoro L'articolo 603-bis c.p., riformato dalla legge n. 199/2016, individua quattro indici di sfruttamento : retribuzioni difformi dai CCNL o sproporzionate; violazione della normativa su orario, riposo e ferie; violazioni in materia di sicurezza sul lavoro; condizioni o metodi di sorveglianza degradanti. La giurisprudenza ha chiarito che l'elencazione non è tassativa ( Cass. n. 7857/2022 ) dato che è sufficiente uno solo degli indici ( Cass. n. 28199/2025 ; Cass. n. 33889/2023) per configurare la fattispecie delittuosa. Lo stato di bisogno non richiede l'annientamento della libertà di scelta, ma una grave difficoltà tale da indurre il lavoratore ad accettare condizioni svantaggiose ( Cass. n. 2573/2024 ). Il provvedimento in esame ha evidenziato plurimi indici di eterodirezione: geolocalizzazione continua e registrazione dei tempi ; potere sanzionatorio in forme atipiche (ranking che incide sull'accesso agli ordini e sul reddito); organizzazione del tempo che impone connessione prolungata (6-7 giorni settimanali) per conseguire un reddito minimo. La presenza di margini di scelta formale, se accettare o meno la consegna, secondo la Procura non esclude la subordinazione qualora la prestazione sia governata dall'organizzazione altrui con strumenti di controllo effettivi. Il provvedimento ha altresì richiamato l' articolo 2 d.lgs. n. 81/2015 (modificato dal d.l. n. 101/2019 ), in base al quale la disciplina del lavoro subordinato è stata estesa ai rapporti di collaborazione organizzati dal committente mediante piattaforme digitali . In questo modo non si è introdotto un tertium genus di rapporto di lavoro, ma si sono estese le tutele della subordinazione ai casi in cui l'autonomia formale convive con un elevato grado di organizzazione unilaterale ( Cass. n. 1663/2020 ; Cass. n. 28772/2025 ). Tale qualificazione rileva ai fini del non ritenere il trattamento aderente all' articolo 36 Cost. , che garantisce al lavoratore subordinato una retribuzione proporzionata e sufficiente, costituendo il parametro costituzionale per sindacare l'adeguatezza dei compensi. Il contenuto del controllo giudiziario Con il decreto in esame è stato nominato amministratore giudiziario , con il compito di: controllare il rispetto delle norme; regolarizzare i lavoratori; adottare misure organizzative per impedire il ripetersi delle violazioni. La misura ha natura bonificatrice e mira a sanare l'azienda senza interromperne l'attività, tutelando i livelli occupazionali. La Direttiva europea 2024/2831 Il quadro normativo si arricchirà con il recepimento della Direttiva (UE) 2024/2831 (entro il 2.12.2026), che introduce misure per la corretta determinazione della situazione occupazionale dei lavoratori delle piattaforme, promuovendo trasparenza, equità e supervisione umana nella gestione algoritmica . La Direttiva introduce una presunzione legale di subordinazione con inversione dell'onere della prova a carico della piattaforma. Il presente elaborato rappresenta esclusivamente il pensiero dell’autore non impegnando l’amministrazione di appartenenza