Consiglio di Stato, inaugurazione dell’anno giudiziario: conseguito l'obiettivo del Pnrr sulla riduzione delle pendenze

Nel suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario e la presentazione della Relazione sull’attività della Giustizia amministrativa , il Presidente del Consiglio di Stato, Luigi Maruotti, ha affrontato numerosi temi di rilievo, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle più alte cariche dello Stato.

Al centro dell’intervento, vi è il contesto internazionale, segnato da un’estrema complessità e da profondi cambiamenti, con un numero crescente di conflitti in corso. In questo scenario, la Costituzione viene indicata come un vero e proprio “faro”, in grado di orientare anche nell’intricata rete di ordinamenti sovranazionali entro cui oggi si muove la giurisdizione. Maruotti richiama in particolare i primi articoli della Carta, che pongono al centro la persona e il principio di solidarietà , e sottolinea il dovere di leale collaborazione tra Giustizia amministrativa, Parlamento e Governo, in un quadro in cui resta attuale l’esigenza di semplificazione normativa per dare impulso alla crescita del Pil. Un passaggio significativo è dedicato al ruolo del giudice. Richiamando l’articolo 101 della Costituzione, il Presidente ribadisce che il primato della legge vincola innanzitutto i magistrati: il giudice amministrativo deve attenersi al dato letterale della norma , interpretandola in coerenza con i principi costituzionali e del diritto dell’Unione Europea. Non può prevalere la visione soggettiva del singolo giudice o collegio, che trasformerebbe il potere giudiziario in arbitrio e aumenterebbe le conflittualità. Per le stesse ragioni, il giudice amministrativo non può sostituirsi all’Amministrazione nelle scelte politiche o discrezionali , salvo i casi in cui la legge gli attribuisca specifici poteri sostitutivi (i cosiddetti poteri di merito. Maruotti si sofferma poi su alcune aree in cui la Giustizia amministrativa è stata chiamata a svolgere un ruolo di argine in assenza di una disciplina legislativa organica. È il caso, ad esempio, dell’“ overtourism ”, il forte aumento dei flussi turistici che provoca sovraffollamento, rialzo dei prezzi e dei canoni di locazione, difficoltà abitative per i residenti, pressione sulle infrastrutture e danni al paesaggio e ai siti culturali. Nel 2025, i giudici amministrativi si sono pronunciati sulla legittimità di provvedimenti adottati per salvaguardare località a forte vocazione turistica come Amalfi, Madonna di Campiglio, Pisa e il Lago di Garda, elaborando criteri che potrebbero costituire base di riflessione in vista di un’eventuale legge di settore . Non manca un riferimento all’ intelligenza artificiale , che, secondo Maruotti, deve restare uno strumento di supporto alle attività amministrative , ad esempio per l’anonimizzazione dei provvedimenti, senza sostituirsi alle responsabilità decisionali dell’uomo. In prospettiva, il Presidente ritiene “maturi” i tempi per l’elaborazione di un vero e proprio “codice amministrativo sostanziale”, che potrebbe prendere avvio, ad esempio, dalla disciplina del territorio e dalle norme urbanistiche. Un altro tema sensibile è quello del contributo unificato , particolarmente sentito da cittadini e avvocati e richiamato anche dal Presidente del Consiglio nazionale forense, Greco. Maruotti osserva come l’attuale livello del contributo possa scoraggiare la proposizione dei ricorsi ; propone quindi di valutare una rimodulazione nei casi in cui il ricorso, di dimensioni contenute e relativo a questioni di limitato valore economico, rischia di essere economicamente sproporzionato rispetto al costo di accesso alla giustizia. Ciò consentirebbe un controllo più ampio sull’azione amministrativa senza incidere in modo significativo sui conti pubblici, grazie al prevedibile aumento del numero di ricorsi. Ampio spazio è riservato ai risultati conseguiti nell’ambito del PNRR . Maruotti ricorda con soddisfazione che l’obiettivo di riduzione delle pendenze , fissato per il 30 giugno 2026, è stato raggiunto con largo anticipo. Proprio per questo, nel corso del 2025 il Consiglio Ecofin ha approvato un innalzamento degli obiettivi: per il Consiglio di Stato è stata prevista la riduzione, entro il 30 giugno 2026, del 70% delle cause pendenti al 30 giugno 2024; per tutti i TAR, invece, è stata stabilita una riduzione dell’80% delle cause pendenti al 30 giugno 2023. Anche questi traguardi, sottolinea il Presidente, risultano già conseguiti nel 2025. Per consolidare tali risultati ed evitare la formazione di nuovo arretrato, è però necessario rafforzare gli organici , sia dei magistrati sia del personale amministrativo, puntando in particolare alla stabilizzazione degli addetti all’Ufficio per il processo. I dati illustrati da Maruotti evidenziano una progressiva diminuzione delle pendenze ordinarie : presso le Sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato, nel 2025 si registra un calo del 14,7% rispetto a dicembre 2024, con le cause pendenti che passano da 11.194 a 9.544 e 11.630 ricorsi definiti. Nei TAR, l’arretrato diminuisce dell’1,3%, con le cause pendenti che si riducono da 86.870 a 85.748, a fronte di 67.423 ricorsi definiti. Ancora più significativa è la riduzione dell’arretrato “storico” , cioè dei ricorsi pendenti al 31 dicembre 2019: nel 2025 il Consiglio di Stato ha ridotto le giacenze da 146 a 62 ricorsi, mentre i TAR passano da 4.133 a 1.122, con una contrazione rispettivamente del 57,5% e del 72,8% rispetto all’anno precedente. Questi risultati appaiono ancora più rilevanti se si considera che, nello stesso 2025, il numero di nuovi ricorsi presentati ai TAR e al Consiglio di Stato è aumentato , rispettivamente, del 24,4% e dell’1,9%. In materia di appalti pubblici, la durata media dei giudizi nel 2025 è stata di 107 giorni in primo grado e di 157 giorni in appello, tempi particolarmente contenuti nel panorama europeo. Maruotti offre infine un quadro sintetico degli esiti dei ricorsi . Davanti ai TAR, nel 2025 il 34,5% dei procedimenti si è concluso con una pronuncia di improcedibilità o irricevibilità, il 41,7% con accoglimento e il 23,8% con rigetto. Considerando solo le sentenze di merito, la percentuale di accoglimento sale al 63,8%, mentre il 36,2% dei ricorsi viene respinto, con valori che possono variare da un TAR all’altro. Quanto agli appelli dinanzi al Consiglio di Stato, nello stesso anno il 15,3% è stato dichiarato improcedibile o irricevibile, il 27,7% è stato accolto e il 57% respinto. Ad intervenire, anche il Presidente del CNF Greco, che ha trattato diversi temi, tra cui la durata del giudizio, l’evoluzione tecnologica, i limiti dimensionali degli atti e lo svolgimento delle udienze In conclusione, dal discorso del Presidente emerge l’immagine di una Giustizia amministrativa chiamata a confrontarsi con sfide globali – dai conflitti internazionali all’overtourism, dalla rivoluzione digitale al PNRR – ma al tempo stesso radicata nella Costituzione , attenta al rispetto del ruolo del giudice, impegnata nella semplificazione e nella tutela effettiva dei diritti dei cittadini.