Cerimonia di apertura dell’anno giudiziario in Cassazione. D’Ascola: «Garantire indipendenza e autonomia della magistratura»

Stamane a Roma la tradizionale cerimonia, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Riflettori puntati sugli obiettivi raggiunti nel 2025 in Cassazione. Inevitabili i riferimenti alla riforma della magistratura.

Bilanci, progetti, numeri. Ma, su tutto, stamane a Roma, nell’aula magna della Cassazione, durante la tradizionale cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, aleggiava il tema della riforma della magistratura (con annesso referendum costituzionale). A certificarlo, seppure in maniera implicita, le parole di tutti, dal Presidente della Cassazione, Pasquale D’Ascola, al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sotto gli occhi attenti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’intervento del Presidente della Cassazione D’Ascola Ad aprire il confronto sull’operatività della Cassazione e, più in generale, sulla giustizia è stato, come da rituale, il Presidente D’Ascola , il quale ha richiamato alla mente le parole pronunciate 12 mesi fa, nello stesso luogo, dall’allora Presidente della Cassazione, Margherita Cassano: «rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato» per, ha precisato D’Ascola, «alimentare la fiducia dei cittadini». Detto ciò, D’Ascola ha esposto molteplici numeri sull’operato e sui risultati della Cassazione nel corso del 2025, evidenziando, tra l’altro, la riduzione e dei procedimenti penali arretrati e dei procedimenti civili arretrati, e aggiungendo, poi, un dettaglio non secondario, cioè che «nel 2020 il tempo medio di definizione di un giudizio civile di Cassazione era di 1.530 giorni; nel 2025 siamo riusciti a scendere a 863 giorni». Resta, però, il tema delle carenze di organico , sia a livello di magistrati che di personale amministrativo, e tale tema tocca non solo la Cassazione ma anche gli uffici di merito, cioè Tribunali e Corti d’Appello. Soffermandosi poi sull’obiettivo di «un buon esito del processo civile, di ogni processo, va tenuto conto», ha spiegato D’Ascola, «della necessità di usare razionalmente il giudizio cartolare, senza trascurare il contatto tra giudice e parti». Per chiudere il proprio intervento, infine, il Presidente della Cassazione ha sottolineato che «l’autonomia e l’indipendenza della magistratura non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale. La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che restino effettive l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale. Pertanto, va coltivato con tenacia un clima di rispetto reciproco e fattiva collaborazione tra le istituzioni, che permetta lo sviluppo di un dialogo pacato e ragionale sul futuro della giustizia». E, citando il giurista Francesco Mario Pagano, ha chiosato D’Ascola: «una società può dirsi colta e civile quando più temperato diviene il governo». L’intervento dell’avv. Pinelli, Vicepresidente del CSM A mettere sul tavolo il tema del rapporto tra politica e magistratura ha provveduto in maniera chiara anche l’ avvocato Fabio Pinelli , in qualità di Vicepresidente del CSM, affermando che «sempre deve esservi un rapporto virtuoso, e in assoluto rispetto, tra le istituzioni», anche perché «il dialogo tra poteri all’interno di un sistema fondato sulla loro separazione è il prerequisito di una corretta dinamica democratica». Ciò vale a maggior ragione, secondo Pinelli, a fronte del «dibattito sui temi della giustizia», dibattito in cui «si tratta, in fondo, di confrontarsi su posizioni, ancorché radicalmente diverse, tutte legittime, vieppiù se espresse con continenza e nel rispetto delle funzioni e prerogative istituzionali ricoperte da ciascuno», mentre «la delegittimazione reciproca indebolisce le istituzioni». Necessario, quindi, oggi più che mai, secondo Pinelli, «un atteggiamento di dialogo e di reciproca collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, orientato alla ricerca di un necessario equilibrio», anche perché «così come non si può non ricordare che in una democrazia liberale spetta alla politica il compito di dettare le regole – perché espressione del potere di rappresentanza fondato sulle libere elezioni – , è altrettanto necessario evitare posizioni che possano svilire il nevralgico ed insostituibile ruolo che la Costituzione assegna alla magistratura, dimenticando che il potere giudiziario è uno dei pilastri sui quali poggia la democrazia, che ogni giudice altro non è se non lo Stato stesso in una delle manifestazioni della sua sovranità». L’intervento del Ministro Nordio Prima di soffermarsi sulla stretta attualità, invece, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio , ha ritenuto doveroso porre in evidenza i risultati raggiunti per una migliore organizzazione della giustizia in Italia, spiegando che «nel settore della magistratura abbiamo attuato ben cinque procedure concorsuali per un totale di oltre duemila magistrati. L'obiettivo ambizioso, ma in via di realizzazione, è la copertura integrale, per la prima volta dall'avvento della Repubblica, degli organici entro il 2026. Quanto al personale amministrativo, dall'ottobre del 2022 ad oggi sono state assunte ben 3.586 unità. Per il 2026 sono in corso e programmate le assunzioni di 3.659 unità a tempo indeterminato, per un investimento di 122milioni di euro. A tanto si aggiunge la procedura, e questo è un dato recentissimo e molto importante, di stabilizzazione del personale del ‘PNRR’, che si sostanzierà in un impegno aggiuntivo di oltre 349milioni di euro di risorse del Ministero della Giustizia per l'assunzione di 9.368 unità». Il Guardasigilli ha poi toccato il tema più caldo: «Sul versante delle riforme, la pagina più significativa è certamente rappresentata dalla riforma costituzionale prossima al vaglio del popolo italiano. Non si tratta di una mera revisione tecnica dell'ordinamento, ma di una scelta di coerenza giuridica con la riforma processuale iniziata da Giuliano Vassalli, del 1988. È blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l'indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile», sancito dalla Costituzione, secondo cui «la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere ed è composta da magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente». L’intervento di Gaeta, Procuratore Generale della Cassazione Più tecnico, in apertura, l’intervento di Pietro Gaeta, Procuratore Generale della Cassazione , il quale ha posto in evidenza i risultati raggiunti a livello di organizzazione e di efficienza , tutto nell’ottica della «garanzia del diritto di accesso alla giustizia per i cittadini». Esemplare il riferimento alla riduzione della durata del processo penale e alla riduzione dell’arretrato nel settore civile. L’intervento dell’avv. Sandulli e dell’avv. Greco A seguire, poi, l’avvocato Gabriella Palmieri Sandulli , in rappresentanza dell’Avvocatura Generale dello Stato , preso atto dei risultati raggiunti nel 2025 dalla Cassazione, ha sottolineato che “per l’efficace assolvimento del compito di difesa in giudizio delle amministrazioni è sempre più forte la necessità di affidarsi ad indirizzi giurisprudenziali consolidati”. A chiudere, infine, l’intervento dell’avvocato Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense , il quale ha sottolineato che «le riforme della giustizia devono essere ispirate al rispetto dei valori fondamentali della persona». Perciò «la giustizia deve essere resa più accessibile, più efficiente, più moderna» ma deve essere anche «giusta», mentre «la sostanziale abrogazione della trattazione in presenza nel processo civile, ma anche in quello penale in grado di appello, ha ridotto gli spazi della difesa, ha compresso il contraddittorio, ha trasformato il processo in un adempimento burocratico. Noi avvocati vogliamo tornare ad un processo che si svolga alla presenza delle parti e non sia un burocratico procedimento amministrativo. Chiediamo una modifica normativa volta a rendere l’udienza pubblica la regola e non l’eccezione, per ridare al processo innanzi la Corte Suprema il ruolo che merita, che noi avvocati riconosciamo», ha spiegato Greco.

Relazione del Primo Presidente D’Ascola Relazione del Vicepresidente del CSM Pinelli Relazione del Ministro della Giustizia Nordio Relazione del Procuratore Generale della Cassazione Gaeta Relazione dell’Avvocatura dello Stato Palmieri Sandulli Relazione del Presidente del CNF Greco