Caso Maduro, Male captum, bene retentum o Theory of the fruit of the poisonous tree?

La traslazione ctonia manu militari di un Presidente di uno Stato sovrano in carica da parte di altro Presidente (che valica la linea d’interdizione del diritto internazionale: par in parem non habet iurisdictionem ) che lo ha (deposto e) posto sub iudice al di fuori del nevralgico territorio d’origine, ove s’ipotizza sarebbero stati ideati e consumati prevalentemente i presunti crimini, è riducibile nel terreno processulapenalistico nella chiave esplicativa di una lucida quaestio , dalla fonte alla foce.

In disparte la competenza per territorio, cattura della persona e giudizio , quale campo d'appartenenza dello scrutinio penale, sono termini correlati , si inseriscono in una sequenza (una sorta di successione di atti nel tempo) rappresentata dall'antecedente della cattura illegale in toto e dal (già) previsto sviluppo della celebrazione di un processo penale il cui bacino riceve “le acque sporche ” della violenta cattura o il rito - nella monade che non riconosce l'origine e la consecutio (ché disintegra) - si rigenera e vive di luce propria mettendo fra parentesi l'illegalità così circoscritta? Come si comporterà, in tal caso il giudice Alvin Hellerstein quando il legale di Maduro presenterà con una memoria la prevedibile e studiata eccezione, illustrerà in aula il vizio che infirma i lavori processuali, e solleverà il problema generale della competenza ratione loci ? Sarà considerevole l'attesa pronuncia, per i cultori, gli studiosi, gli operatori della materia del processo penale di tutto il mondo per un caso destinato a restare memorabile nella storia. L'Autore rifiuta il “racconto” (pure contraddittorio) di due atti che integrano una sequela causale in cui quello successivo si insedia e “radica” indipendentemente da quello a quo (quindi ex abrupto ). Della vicenda della cattura e dell'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro manu militari e nel Venezuela a Caracas - della sua famiglia, per il coinvolgimento coatto della consorte, si badi - possono darsi due letture opposte, circa il corrispondente trattamento giuridico dell'avvenuta cattura notturna e del seguito giudiziario, dell'incipiente regiudicanda. La variabile è la seguente: la prima e il secondo sono interdipendenti e gemelli, o vengono in rilievo autonomamente e il processo non è contaminato dalla “tossicità” della cattura del tutto illegittima? La scelta tra due figure è dirimente ai fini della nuova “ quaestio Maduro” (di portata internazionale): conservativa ( Male captum, bene retentum ) o anticonservativa ( Theory of the fruit of the poisonous tree ) degli effetti. La prima non invalida-stigmatizza ( non sequitur ) l'uso della forza in violazione del diritto internazionale e della sovranità statale, e la tenuta del processo è salva ( vitiatur sed non vitiat ), la seconda nega legittimità e fondamento giuridico a quell'uso, e l'abuso si propaga-estende alla validità dei lavori del processo, non indenne da vizi. Ecco il pendolarismo, per gli analisti: la prima impostazione nega migrazione e paratassi, la seconda le assevera e coglie l'esito invalidante. È stato, quello statunitense, un blitz militare (operazione di polizia Absolute Resolve ) notturno facendo irruzione, più opliti che hommes de loi , proprio nel cuore della notte, nella dimora di Maduro, scosso nel sonno nella sua camera da letto, mentre dormiva, prima di essere prelevato con la forza (v. articolo 8 della Convenzione europea sui diritti dell'Uomo, – Diritto al rispetto della vita privata e familiare “1. Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza”, in tema, v. il chiaro scritto di L. Filippi, Terremoto negli accertamenti tributari: la Corte EDU boccia l'”illimitato” potere degli uffici di acquisire dati dalle banche , in Diritto e Giustizia , 14 gennaio 2025, che richiama l'articolo 8 Conv. e.d.u., sulla tutela del diritto fondamentale della vita privata e familiare e quindi la riservatezza; v. Corte di giustizia dell'Unione europea - Sezione Grande Sent. 18 dicembre 2025 - Cause C-679/23 P e C-167/24 P, in Guida dir ., n.17 gennaio 2026, 74, su Diritto Comunitario e Internazionale), ciò che è un fatto, ma che interroga l'antefatto, poco noto nei contorni: la misura privativa de libertate l'ha disposta il presidente americano Trump o la magistratura federale con un suo autonomo e attuale ordine e il primo ne ha curato solo l'esecuzione, longa manus con il suo imponente apparato (anche di morte)? Se la spettacolare organizzazione dell' adprehensio appartenesse al vertice politico ed istituzionale (e non si trattasse di un'ibridazione dei due poteri), potrà dirsi proveniente a non iudice : è stata abusiva, perché Trump non ne aveva titolo e la competenza per territorio ( venue ) per la celebrazione del giudizio penale non potrebbe essere costituita dal suolo statunitense per crimini ideati e consumati prevalentemente fuori dai confini americani. In America siamo sicuri che non vige il vincolo della competenza ratione loci (Cass. ord. 9-1-26 n.460: per i risarcimenti relativi ai crimini nazisti la competenza è del giudice del luogo del delitto), e la scelta la decidono discrezionalmente i prosecutors ? La Theory of the fruit of the poisonous tree non è autenticamente di nostro conio (cosa diversa è se è stata accreditata e in che misura), italiano, né dell'intera dottrina né dell'intera giurisprudenza, ma è di matrice angloamericana (avuto riguardo alla giurisprudenza nordamericana degli anni '20: negli Stati Uniti, caso Silverthorne Lumber Co. v. U.S., 1920; l'azienda era accusata di aver frodato il governo federale) - dei frutti dell'albero avvelenato (in tema C. Conti, Accertamento del fatto e inutilizzabilità nel processo penale, Padova, 2007, 353; A. Schillaci, “Male captum bene retentum” e la teoria dei “frutti dell'albero avvelenato” nella giurisprudenza italiana e secondo la Corte EDU , in Giur. Pen ., 8 ottobre 2014, che evoca la nota pronuncia della Corte europea dei diritti dell'uomo su una vicenda accaduta in Germania: il caso Gäfgen, C. eur. dir. uomo, 30 giugno 2008, Gäfgen c. Germania; V. Fanchiotti, Non c'è albero cattivo che dia frutti buoni , in ANPP , 2018, 205; E. M. Catalano, Il problema della confessione estorta nel quadro del dibattito sulla tortura giudiziaria , in Arch. Pen ., 2019, n.1; M. Panzavolta, Contributo allo studio dell'invalidità derivata , Fano, 2012, 263 s.). Si considera che due vicende siano correlate (G. Ubertis, Sistema di procedura penale , I, Principi generali , Torino, 2017, 83) - all'origine dell'estensione dell'invalidità della perquisizione al successivo sequestro, in quanto atti funzionalmente connessi dell'unico iter acquisitivo (G. Bellantoni, Sequestro probatorio e processo penale , Piacenza, 2005, 41; T. Bene, L'articolo 191 e i vizi del procedimento probatorio , in Cass. pen ., 1994, p. 120-121; L.P. Comoglio, Perquisizione illegittima ed inutilizzabilità derivata delle prove acquisite con il susseguente sequestro , in Cass. pen ., 1996, 1557 s.; F.M. Grifantini, Inutilizzabilità , in D. disc. pen ., VII, Torino, 1993, 253; F.M. Molinari, Invalidità del decreto di perquisizione, illegittimità del sequestro , in Riv. it. dir. proc. pen. , 1994, 1138 s.). La Corte costituzionale , con le sue pronunce, non ha negato un legame funzionale: con sent. n. 34/1973 ritiene necessario «mettere nella dovuta evidenza il principio secondo il quale attività compiute in dispregio dei fondamentali diritti del cittadino non possono essere assunte di per sé a giustificazione ed a fondamento di atti processuali a carico di chi quelle attività costituzionalmente illegittime abbia subito». Più accentuati i toni della successiva sent, n. 120/1975, sulle intercettazioni contra legem : «Ciò equivale a dire che nessun effetto probatorio può derivare da intercettazioni siffatte, le quali debbono ritenersi come inesistenti» (il richiamo è di Corte cost., sent. 15 luglio 2019, n. 219 , nt. R. Casiraghi, La Corte costituzionale non esclude l'invalidità derivata in materia probatoria , in SP ,18-11-19: «le conclusioni a cui è giunta la Corte costituzionale non escludono…la propagazione dell'invalidità…al sequestro della fonte di prova così appresa, viziando gli elementi di prova dalla stessa eventualmente ottenuti»). Un professore emerito ha avuto vivide parole di fuoco al riguardo: «“ Male captum bene retentum “ è un antico brocardo…servito in passato alla bulimia inquisitoria…In tempi recenti, è valso ad ammantare di pseudo-legalità la condotta spregiudicata…di alcuni settori della magistratura…Di qui, la necessità e l'importanza di riflettere se non valga la pena di abbandonare ogni forma di “politica giudiziaria di scopo”, quando si tratta di tutelare le libertà fondamentali della persona» (A. Gaito, Proc. pen .,Torino, 2015,4. Diversamente, F. Cordero, Proc. pen ., Milano, 2012,833: «Perquisizione e sequestro compongono una sequela causale ma il secondo non dipende dalla prima»; Id., Comm.c.p.p ., Torino, 2012, 296, evoca il brocardo male captum bene retentum , e su cui interloquisce C. Morselli, Tractatus logico poenalis , Roma,2018, 46: «Nella ricostruzione intentata da Cordero, il sequestro sembra intervenire per partenogenesi, non contando l'antecedente»; Id., ampliu s, Theory of the fruit of the poisonous tree , in Prova e mezzi di: ispezioni, perquisizioni, sequestri, Roma, 2017, p. 114: «la migrazione è l'equivalente della proprietà transitiva…i due atti si susseguono e il primo ha carattere funzionale»; da ultimo, v. N. Scerbo , Il frutto dell'albero avvelenato nell'era digitale: il “data poisoning” alla prova delle AI generative nel sistema della giustizia , in Dir. e Giust ., 14 gennaio 2026; nonché, specialmente, per il nostro caso, L. Filippi, Illegittimo l'arresto di Maduro ma regolare il suo processo a New York , in Dir. e Giust .,8 gennaio 2026), che osserva: «Sta suscitando, giustamente, molte critiche il blitz statunitense culminato con l'arresto del presidente venezuelano Maduro e della moglie. Ma il processo a New York verosimilmente proseguirà regolarmente in base alla giurisprudenza statunitense, importata dall'Italia, basata sull'italico principio “ male captum, bene retentum ”») Anche se quel brocardo avesse libero corso in America, dovrebbe suggerirsi, già in Italia, di fare palinodia (distinguendo tra valori e disvalori processuali), facendo posto, e come modello universale, alle tutele e garanzie e che alcuni chiamano “principi naturali” del processo penale , inteso in senso accusatorio (emarginando il sottoprodotto inquisitorio). Attualmente il Presidente (deposto) e la moglie sono detenuti in un carcere di massima sicurezza (prigione federale) a Brooklyn, New York, e per il primo pendono quattro capi d'accusa: associazione a delinquere con finalità di narcoterrorismo, associazione a delinquere per l'importazione di cocaina, possesso di armi e associazione per acquisire armi. Il giudice che vaglia le posizioni è Alvin Hellerstein. L'organo della giurisdizionale dovrebbe anche accertare, quando ricostruisce la vicenda (per non lasciarne fuori una frazione non secondaria), a che titolo sia intervenuto Trump (per l'Italia, da ultimo, v. Cass. pen., sez. VI, sent. 13 gennaio 2025, n. 1269 che dichiara inutilizzabili le chat estratte dal cellulare senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, e su cui v. L. Filippi, Penale - Inutilizzabili gli screenshot estratti dalla polizia giudiziaria dal cellulare dell'indagato con il suo consenso , in Quot. Giur ., 17 gennaio 2025), e ancor prima dovrebbe interrogarsi, massimamente e preliminarmente, sulla sua stessa competenza per territorio (v. Cass., sez. pen., sent. 8 luglio 2024, n. 26919 del 08/07/2024 sul punto fondamentale della competenza territoriale), declinandola eventualmente se il processo non è ritualmente e validamente instaurato, rilevandola anche ex officio , se non venisse eccepita (dalla difesa). Della vicenda del Presidente Maduro dettiamo la linea del nostro trattamento giuridico: simul stabunt simul cadent , per il rapporto di intrinseca filiazione tra le due vicende, della cattura ( rectius , duplice sequestro-rapimento e in tempo di notte) illegale e clandestina nonché in violazione del diritto internazionale e tra Stati sovrani, e dell'incipiente processo, dei suoi atti e dell'emananda sentenza. Il processo non può ospitare nel suo seno, senza esserne toccato-attinto, un atto (antidoveroso) del tutto contrario alla legge, e a quella degli Stati, e al pari quindi di un lavacro quando lo recepisce (l'atto ante iudicium ). Si pone un problema, importante, della legalità e della giustizia dell' iter già per il Pubblic prosecutor ( E. Amodio, Miti e realtà della giustizia nordamericana , in Processo penale diritto europeo e common law , Milano, 2003, 193, sul «sistema di giustizia nordamericano che vede…la gestione di consistenti spazi di discrezionalità. Il processo non si può tuttavia ridurre ad una mera sovrastruttura della organizzazione del potere . Altresì, v. M. R. Damaška, L'organizzazione angloamericana della giustizia. I volti della giustizia e del potere. Analisi comparatistica del processo, Bologna, 1991, 95 sulla «centralità della Costituzione americana a rafforzare la generale avversione per le concezioni del diritto come tecnica specialistica non legata alla comunità ), l'equità del procedimento, già nella fase d'esordio (v. S. Buzzelli, Diritto a un equo processo. Giusto processo, modelli processuali e legalità processuale , in Corte di Strasburgo e Giustizia penale , a cura di G. Ubertis e F. Viganò, Torino, 2016 128 s.). Il rinvio è fissato per udienza del 17 marzo 2026 e potremmo saperne di più delle carte del processo rispetto ad oggi.