In CdM lo schema di decreto sui reati ambientali

Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 20 gennaio a Palazzo Chigi e ha approvato, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Foti e del Ministro della Giustizia Nordio, in esame preliminare, un decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 aprile 2024, sulla tutela penale dell’ambiente, che sostituisce le direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE.

Lo schema di decreto legislativo, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri per attuare la direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell'ambiente, mira a rafforzare prevenzione e repressione dei reati ambientali, aggiornando la disciplina penale e quella sulla responsabilità degli enti, nonché gli strumenti di coordinamento investigativo a livello nazionale. Sono previsti interventi sul codice penale, ma anche l'estensione delle norme di cui al d.lgs. 231/2001 : Eco-delitti e inquinamento ambientale Lo schema interviene sul Codice penale per aggiornare le fattispecie di eco-delitti e di inquinamento ambientale, con un adeguamento complessivo del trattamento sanzionatorio, in linea con il rafforzamento repressivo richiesto a livello UE. Nuove fattispecie in materia di prodotti e sostanze inquinanti Sono introdotti nuovi reati relativi al commercio di prodotti inquinanti, nonché alla gestione di sostanze ozono-lesive e gas a effetto serra, ampliando così il perimetro della responsabilità penale nelle filiere produttive e distributive. Aggravanti e condotta abusiva Viene rafforzato il sistema delle circostanze aggravanti e precisata la nozione di condotta abusiva, con ricadute operative sulla valutazione della gravità del fatto, sulla dosimetria della pena e sulla strategia difensiva. Responsabilità degli enti ex d.lgs. 231/2001 Il catalogo dei reati ambientali presupposto ai fini della responsabilità amministrativa degli enti è ampliato, con conseguente necessità di aggiornare i modelli organizzativi 231, i protocolli di controllo e le procedure di due diligence ambientale.   Il testo prevede anche nuovi assetti di coordinamento e programmazione nazionale: sistema di coordinamento nazionale presso la Cassazione Presso la Procura generale della Corte di cassazione è istituito il Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, con il coinvolgimento dei Procuratori generali presso le Corti d'appello e del Procuratore nazionale antimafia, a garanzia di un maggiore allineamento investigativo sul territorio. 3 strategia nazionale contro i crimini ambientali Entro il 21 maggio 2027 dovrà essere adottata e pubblicata una Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali, da aggiornare ogni tre anni, che definirà obiettivi di politica criminale, valutazione delle risorse disponibili e misure di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. 3   Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato, sempre in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1233 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, relativa a una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di Paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di Paesi terzi che soggiornano regolarmente in uno Stato membro (rifusione).