Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica le date del 22 e 23 marzo 2026 per lo svolgimento del referendum popolare confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione, relativo alla legge costituzionale “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, pubblicata il 30 ottobre 2025 nella Gazzetta Ufficiale n. 253.
Trattandosi di una legge costituzionale, per evitare il referendum ed essere direttamente approvata in Parlamento, la riforma sulla giustizia avrebbe dovuto ottenere la maggioranza dei due terzi dei componenti delle Camere , nelle seconde deliberazioni. Il 18 settembre 2025, l'Aula di Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento, in seconda lettura, con 243 sì su 400, al di sotto della soglia dei due terzi. Al Senato i voti favorevoli sono stati 112, sempre al di sotto della soglia dei due terzi. Da qui la richiesta del referendum confermativo (o costituzionale). Le norme oggetto di voto riguardano la riforma costituzionale pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, che modifica l'ordinamento giurisdizionale italiano per separare le carriere di giudici e pubblici ministeri , istituendo due Consigli superiori della magistratura distinti (uno per giudicanti e uno per requirenti) e una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati ordinari (composta da 15 giudici, tra professori, avvocati e magistrati sorteggiati), che accentra la competenza disciplinare oggi in capo al Csm, come previsto dalla legge costituzionale approvata a fine 2025. Il quesito a cui gli italiani saranno chiamati a rispondere è il seguente: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare' approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?». Il Presidente del CNF , Francesco Greco , ha espresso soddisfazione per la decisione del Consiglio dei ministri di fissare al 22 e 23 marzo il referendum: «è un passaggio rilevante che affida ai cittadini una scelta di grande importanza per la giustizia. Auspico una partecipazione ampia e consapevole: quale che sia l’esito, è fondamentale che una riforma di questa portata nasca da chiara condivisione democratica».