Compensazione “forzosa” del compenso professionale: stretta nella Legge di Bilancio 2026

L’articolo 1, comma 725, della legge n. 199/2025 ha introdotto una deroga peggiorativa al regime ordinario dei pagamenti della PA per i soli esercenti arti e professioni. Dal 15 giugno 2026 ogni onorario professionale sarà infatti soggetto a verifica fiscale e potenziale decurtazione automatica, a prescindere dall’importo del credito o del debito a ruolo.

Estensione dell'articolo 48-bis al settore professionale Il panorama dei rapporti economici tra Pubblica Amministrazione e liberi professionisti subisce una profonda mutazione per effetto della Legge di Bilancio 2026 ( Legge n. 199 del 31 dicembre 2025 ). Il comma 725 dell'articolo 1 ha infatti introdotto il nuovo comma 1-ter all'interno dell'articolo 48-bis (Disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni) del D.P.R. 602/1973 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), sancendo un regime di controllo fiscale rafforzato e specifico per gli esercenti arti e professioni. A decorrere dal 15 giugno 2026 , le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica saranno obbligate a verificare la regolarità fiscale dei professionisti prima di erogare somme dovute per l'attività professionale svolta, includendo esplicitamente i compensi derivanti dal patrocinio a spese dello Stato. In altre parole, a decorrere dal 15 giugno 2026, tutti i pagamenti dovuti dalla PA agli esercenti arti e professioni sono soggetti a verifica ai sensi dell' articolo 48‑bis, D.P.R. 602/1973 (nuovo comma 1‑ter introdotto dalla manovra 2026): in ipotesi di debiti a ruolo del beneficiario, la PA versa direttamente ad AdER le somme fino a concorrenza del debito, e solo l'eventuale eccedenza al professionista. Scomparsa della soglia di protezione La novità normativa più evidente risiede nell'azzeramento della soglia minima di operatività del controllo. Nel regime ordinario, la PA attiva la procedura di segnalazione all'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) solamente per pagamenti superiori a 5.000 euro, a fronte di debiti scaduti di pari entità. Quindi, la soglia di € 5.000 prevista dal regime ordinario non si applica ai professionisti: la verifica opera a prescindere dall'importo del pagamento e dall'entità del debito. Per i professionisti, in dettaglio, la nuova disposizione stabilisce che: la verifica deve essere effettuata anche per pagamenti di importo inferiore ai 5.000 euro ; il blocco e la successiva trattenuta scattano in presenza di cartelle di pagamento inadempiute di qualunque ammontare ; il controllo opera “a prescindere dall'importo del corrispettivo” e dall'entità del debito iscritto a ruolo.   Meccanismo della decurtazione automatica In ipotesi di riscontro positivo circa la sussistenza di debiti scaduti (ma non interessati da provvedimenti di sospensione, rateazione o rottamazione), la PA non si limiterà a sospendere il pagamento per i canonici 60 giorni previsti dalla procedura ordinaria. La novella normativa impone alla PA di procedere direttamente al pagamento in favore: dell'agente della riscossione , fino a concorrenza dell'intero debito risultante dalla verifica; del professionista , esclusivamente per l'eventuale parte eccedente.   Si configura, di fatto, una sorta di “compensazione forzosa” che priva il lavoratore autonomo della disponibilità finanziaria dell'onorario maturato, e il tutto in assenza delle garanzie tipiche del pignoramento presso terzi. Profili di criticità e tutele difensive La dottrina e le associazioni di categoria hanno già evidenziato come tale automatismo possa ledere il diritto di difesa del professionista. A differenza della procedura esecutiva ordinaria, dove il debitore riceve un atto di pignoramento impugnabile, in questo scenario l'estinzione del debito avviene per via amministrativa diretta. Per prevenire blocchi improvvisi di liquidità, specialmente in prossimità del termine di efficacia del 15 giugno 2026, risulta prudenziale per il professionista: richiedere preventivamente l' estratto di ruolo ad AdER per verificare la pendenza di carichi ignoti; impugnare tempestivamente eventuali cartelle non notificate per neutralizzare l'inadempimento prima dell'interrogazione da parte della PA.   Per tutte le altre novità previste dalla Legge di Bilancio, non perderti la nostra serie podcast: il primo episodio Imprese e contenzioso: la manovra che cambia le regole è già disponibile!